Consiglio

Composizione 
L’Associazione è retta da un Consiglio di novanta componenti, eletti ogni due anni dall’Assemblea e scelti fra i componenti della Presidenza (anche dei Consigli di Gestione o di Sorveglianza delle società i cui Statuti recepiscano le previsioni della lettera f-bis dell’articolo 2409-terdecies del codice civile) o del Comitato esecutivo, gli Amministratori Delegati, i componenti dei Consigli di Amministrazione, di Gestione o di Sorveglianza e i componenti della Direzione Generale o i Direttori Centrali degli Associati. Il venir meno del requisito soggettivo per l’elezione a Consigliere, ivi compresa l’appartenenza al gruppo bancario e/o alla banca non appartenente ad un gruppo bancario rappresentata al momento dell’elezione, comporta l’automatica decadenza dall’incarico.
La composizione del Consiglio è articolata come di seguito indicato:

  • settantotto Consiglieri – aumentabili all’occorrenza secondo quanto previsto dal successivo comma 4 – sono designati dai gruppi bancari e/o banche non appartenenti ad un gruppo bancario, escluse le banche di credito cooperativo;
  • otto Consiglieri sono designati dalle banche di credito cooperativo, purché i componenti di detta categoria aderiscano all’Associazione, a livello nazionale, in un numero non inferiore a 2/3 delle banche componenti la categoria medesima;
  • tre Consiglieri sono designati dagli Associati di cui alle lettere c) – non appartenenti ad un gruppo bancario – e f ) dell’articolo 3;
  • un posto spetta al Presidente uscente dell’Associazione, purché permanga il requisito soggettivo per l’elezione a Consigliere.

Fanno altresì parte del Consiglio i Presidenti emeriti, coloro cioè che hanno completato il mandato di Presidente dell’Associazione, con diritto di parola e non di voto.
Ai gruppi bancari e/o alle banche non appartenenti ad un gruppo bancario risultanti assegnatari di uno o più posti in Comitato esecutivo ai sensi del comma 2 dell’articolo 12 è attribuito un numero di posti pari alla parte intera del risultato che si ottiene applicando la quota detenuta da ciascuno sul totale – al netto dei contributi ordinari accertati per gli Associati ricompresi nei raggruppamenti di cui alle precedenti lettere b) e c) – dei contributi ordinari accertati per l’esercizio nel quale si svolge l’Assemblea ai posti spettanti al raggruppamento di cui alla precedente lettera a), con un minimo di uno ed un massimo di quindici ciascuno. Il resto, se pari o superiore a tre quarti, dà diritto ad un posto ulteriore purché entro il massimo anzidetto.
Il totale dei posti non assegnati con il criterio di cui al precedente comma 3 – reso divisibile per quattro aumentandolo all’occorrenza al primo intero superiore divisibile per quattro – viene equipartito nei quartili della distribuzione delle quote contributive di spettanza dei restanti gruppi bancari e/o banche non appartenenti ad un gruppo bancario, escluse le banche di credito cooperativo, che non risultino legittimati alla designazione di uno o più Consiglieri ai sensi del precedente comma 3.
Se il primo quartile conta un numero di gruppi bancari e/o banche non appartenenti ad un gruppo bancario inferiore ai posti disponibili, a ciascun gruppo bancario e/o banca non appartenente ad un gruppo bancario viene attribuito un posto ed i posti residui sono ripartiti, fino al loro esaurimento, in numero uguale tra i quartili successivi, privilegiando, in caso di posti non ripartibili in numero uguale, i quartili superiori. La procedura si applica fino al quartile in cui i gruppi bancari
e/o le banche non appartenenti ad un gruppo bancario risultino essere più numerosi
dei posti da assegnare.
Nei quartili in cui i gruppi bancari e/o le banche non appartenenti ad un gruppo bancario risultino essere più numerosi dei posti da assegnare, si concorre alla designazione dei Consiglieri, da assegnare uno per gruppo bancario e/o banca non appartenente ad un gruppo bancario, secondo le modalità previste dall’articolo 26, fermo restando che viene in ogni caso riconosciuto un posto al gruppo bancario e/o alla banca non appartenente ad un gruppo bancario, ovvero all’aggregazione elettorale di cui all’articolo 26 che corrisponda almeno un quinto del totale dei contributi ordinari – accertati per l’esercizio nel quale si svolge l’Assemblea – di pertinenza degli Associati ricompresi nel quartile.
Le banche di credito cooperativo e gli Associati di cui alle lettere c) – non appartenenti ad un gruppo bancario – e f ) dell’articolo 3 procedono alle designazioni, rispettivamente, degli otto Consiglieri o dei tre Consiglieri di loro spettanza secondo le modalità previste dall’articolo 26.
Se nel corso del biennio vengono a mancare uno o più Consiglieri, il Consiglio provvede a sostituirli per cooptazione, tenendo conto della ripartizione dei posti come prevista nei commi precedenti e nel rispetto della procedura di legittimazione a suo tempo perfezionata.
 
Modalità di funzionamento 
Il Consiglio, nella sua prima riunione, elegge tra i suoi componenti il Presidente dell’Associazione, sulla base della proposta formulata in applicazione della lettera c) dell’articolo 14. La riunione è convocata dal Presidente uscente e presieduta dal Consigliere più anziano di età, che comunica ai presenti la proposta deliberata dal Comitato esecutivo uscente. Qualora l’elezione non avvenga per acclamazione, essa avviene per scrutinio segreto e con la maggioranza di tre quarti dei presenti in proprio e per delega. Nel caso in cui per tre votazioni nessun candidato ottenga la predetta
maggioranza, per l’elezione è sufficiente il voto favorevole della maggioranza dei presenti
in proprio e per delega.
Fermo restando quanto disposto al comma precedente, il Consiglio è convocato mediante avviso di convocazione di cui sia garantita la prova dell’avvenuta ricezione da inviarsi almeno sei giorni prima della riunione dal Presidente, che ne formula anche l’ordine del giorno. Il Consiglio è convocato almeno tre volte all’anno e quando ne sia chiesta la convocazione da almeno dieci componenti del Comitato esecutivo o da venticinque Consiglieri. Qualora non vi provveda il Presidente il Consiglio può essere convocato da chi sostituisce il Presidente a sensi di Statuto.
Il Consiglio può riunirsi a distanza mediante l’utilizzo di sistemi video e/o audio conferenza. Di tale modalità di svolgimento della riunione dovrà farsi specifica menzione nell’avviso di convocazione.
In caso di impedimento, i Consiglieri possono delegare altro Consigliere a rappresentarli alle riunioni del Consiglio, ma ogni Consigliere presente non può essere portatore di più di una delega.
Per la validità delle riunioni è richiesta la presenza, in proprio e per delega, della maggioranza dei Consiglieri in carica.
Le deliberazioni sono valide se adottate a maggioranza assoluta dei presenti; in caso di parità di voto, prevale il voto di chi presiede.
Il Consiglio, su proposta del Presidente, nomina il segretario e il suo sostituto. Il segretario cura la redazione e la conservazione del verbale di ciascuna riunione che deve essere sottoscritto da chi la presiede e dal segretario stesso.

Competenze
Il Consiglio:

  • formula direttive per l’attività dell’Associazione nel quadro delle linee generali deliberate dall’Assemblea ai sensi del comma 1 dell’articolo 8;
  • elegge, oltre al Presidente dell’Associazione, sei Vice Presidenti, di cui uno con funzioni vicarie, ed i componenti del Comitato esecutivo, scegliendoli tra i suoi componenti;
  • nomina, su proposta del Comitato esecutivo, il Direttore Generale dell’Associazione;
  • stabilisce il numero dei componenti e i criteri di composizione delle Commissioni regionali;
  • approva, con le modalità di voto di cui al comma 7 dell’articolo 3, il preventivo delle spese della gestione, che viene distinto in funzione delle singole tipologie delle attività che si intendono svolgere nell’anno;
  • stabilisce l’ammontare dei contributi ordinari che debbono essere versati ogni anno dagli Associati in unica soluzione entro il mese di febbraio e che non sono trasferibili a terzi. I contributi ordinari sono costituiti da una quota fissa calcolata in ragione di fasce contributive e da tante quote variabili quante sono le tipologie di attività da svolgere nell’anno. Per gli Associati costituiti in gruppo bancario viene calcolata una contribuzione complessiva comprensiva della quota fissa di spettanza della capogruppo ovvero della banca indicata ai sensi della lettera a) dell’articolo 3, e delle quote variabili di spettanza per ciascuna tipologia di attività prendendo a base i dati consolidati di gruppo; spetta alla capogruppo determinare all’interno del gruppo bancario medesimo la ripartizione della contribuzione complessiva. La misura dei contributi ordinari corrisposti dagli Associati di cui alle lettere d) ed e) dell’articolo 3 è determinata annualmente dal Consiglio secondo criteri specifici;
  • stabilisce l’ammontare, le modalità e i tempi di versamento degli eventuali contributi straordinari per prestazione specifica e degli eventuali contributi straordinari da far confluire, unitamente agli avanzi di gestione, nel fondo comune dell’Associazione. In nessun caso gli Associati hanno diritto alla distribuzione del fondo comune;
  • approva, con le modalità di voto di cui al comma 7 dell’articolo 3, il bilancio di esercizio ai fini della sua presentazione all’Assemblea degli Associati;
  • stabilisce i criteri per l’imputazione separata nella contabilità generale dell’Associazione dei costi da riferire alle singole tipologie di attività svolte nell’anno;
  • stabilisce le condizioni di carattere generale che debbono ricorrere per consentire l’ammissione all’Associazione delle società che svolgono attività finanziaria e delibera sulle domande di adesione presentate dalle associazioni di cui alla lettera g) dell’articolo 3.

Nome Cognome Carica nel Consiglio Associato - Carica presso l'Associato
Antonio Patuelli Presidente
Gian Maria Gros-Pietro Vice Presidente Vicario Presidente - Intesa Sanpaolo
Giampiero Maioli Vice Presidente Presidente - Credit Agricole Italia
Nicola Maione Vice Presidente Presidente - Banca Monte dei Paschi di Siena
Massimo Tononi Vice Presidente Presidente - Banco BPM
Camillo Venesio Vice Presidente Amministratore Delegato e Direttore Generale - Banca del Piemonte
Davide Alfonsi Consigliere Chief Risk Officer - Intesa Sanpaolo
Paola Angeletti Consigliere Chief Sustainability Officer - Intesa Sanpaolo
Mario Anolli Consigliere Componente del Consiglio di Amministrazione - Banco BPM
Annalisa Areni Consigliere Head of Client Strategy - UniCredit
Alessandro Azzi Consigliere Consigliere Nazionale - Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo Casse Rurali ed Artigiane
Erica Azzoaglio Consigliere Presidente - Banco di Credito P. Azzoaglio
Stefania Bariatti Consigliere Componente del Consiglio di Amministrazione - BNL GRUPPO BNP PARIBAS
Stefano Barrese Consigliere Responsabile Divisione Banca dei Territori - Intesa Sanpaolo
Matteo Bianchi Consigliere Chief Governance Officer - Credit Agricole Italia
Gianfranco Bisagni Consigliere Group Chief Operating Officer - UniCredit
Luca Bocca Consigliere Chief Financial Officer - Intesa Sanpaolo
Piero Franco Maria Boccassino Consigliere Chief Compliance Officer - Intesa Sanpaolo
Sandro Bolognesi Consigliere Amministratore Delegato e Direttore Generale - Cassa Centrale Banca - Credito Cooperativo Italiano
Ermanno Bonessi Consigliere Head of Business Legal Advice - UniCredit
Gianluca Brancadoro Consigliere Vice Presidente - Banca Monte dei Paschi di Siena
Gerhard Brandstatter Consigliere Presidente - Cassa di Risparmio di Bolzano
Hugues Brasseur Consigliere CEO - Amministratore Delegato - Credit Agricole Italia
Maria Nadia Casciaro Consigliere Componente Direzione Generale - UniCredit
Giuseppe Castagna Consigliere Amministratore Delegato - Banco BPM
Claudia Cattani Consigliere Presidente - BNL GRUPPO BNP PARIBAS
Fabio Cerchiai Consigliere Presidente - BPER Banca
Maurizio Comoli Consigliere Vice Presidente - Banco BPM
Saverio Continella Consigliere Amministratore Delegato e Direttore Generale - Banca Agricola Popolare di Sicilia
Paolo D'Amico Consigliere Head of Legal Area e Segretario del CdA - BNL GRUPPO BNP PARIBAS
Ilaria Maria Dalla Riva Consigliere Head of People & Culture Italy e COO Italy - UniCredit
Augusto dell'Erba Consigliere Presidente - Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo Casse Rurali ed Artigiane
Elisa Dellarosa Consigliere Responsabile Affari Societari e Sostenibilità - Credit Agricole Italia
Andrea Diamanti Consigliere Head of Wholesale Banking Italy - Ing Bank N.V. Succursale di Milano
Nicola Maria Fioravanti Consigliere Chief Governance Operating and Transformation Officer - Intesa Sanpaolo
Giorgio Fracalossi Consigliere Presidente - Cassa Centrale Banca - Credito Cooperativo Italiano
Ernesto Furstenberg Fassio Consigliere Presidente - Banca Ifis
Igor Garzesi Consigliere Direttore Generale - Banca Mediolanum
Sergio Gatti Consigliere Direttore Generale - Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo Casse Rurali ed Artigiane
Nicola Luigi Giorgi Consigliere Componente Comitato di Presidenza - Associazione Nazionale fra le Banche Popolari
Ferdinando Giugliano Consigliere Head of Group Public Affairs and Policy - UniCredit
Elena Patrizia Goitini Consigliere Amministratore Delegato - BNL GRUPPO BNP PARIBAS
Stefano Lado Consigliere Presidente - Banco di Desio e della Brianza
Luigi Lovaglio Consigliere Amministratore Delegato e Direttore Generale - Banca Monte dei Paschi di Siena
Paola Lucantoni Consigliere Componente del Consiglio di Amministrazione - Banca Monte dei Paschi di Siena
Stefano Lucchini Consigliere Chief Institutional Affairs & External Communication Officer - Intesa Sanpaolo
Giuseppe Maino Consigliere Presidente - Iccrea Banca - Istituto Centrale del Credito Cooperativo
Francesco Maiolini Consigliere Amministratore Delegato - Banca del Fucino
Marco Mangiagalli Consigliere Presidente - FinecoBank Banca Fineco
Simone Marcucci Consigliere Chief Financial Officer - BPER Banca
Gianluca Marzinotto Consigliere Amministratore Delegato e Direttore Generale - Banca Popolare di Fondi
Franco Masera Consigliere Presidente - Istituto Bancario del Lavoro
Paolo Mazza Consigliere Chief General Counsel - BPER Banca
Carlo Messina Consigliere Consigliere Delegato e CEO - Intesa Sanpaolo
Mauro Micillo Consigliere Responsabile Divisione IMI Corporate and Investment Banking - Intesa Sanpaolo
Francesco Minotti Consigliere Amministratore Delegato - Mediocredito Centrale - Banca del Mezzogiorno
Alberto Mocchi Consigliere Presidente - Cassa di Risparmio di Volterra
Gianfranco Mondino Consigliere Presidente - Cassa di Risparmio di Fossano
Gian Maria Mossa Consigliere Amministratore Delegato e Direttore Generale - Banca Generali
Cristina Motta Consigliere Area di Governo Chief Transformation & Organisation Officer - Intesa Sanpaolo
Giuseppe Maria Nenna Consigliere Presidente - Banca di Piacenza
Andrea Orcel Consigliere Amministratore Delegato - UniCredit
Pietro Carlo Padoan Consigliere Presidente - UniCredit
Elisabetta Pagnini Consigliere Responsabile Direzione Centrale Legale e Contenzioso - GGC - Intesa Sanpaolo
Alberto Palma Consigliere Presidente - Cassa di Risparmio di Fermo
Mauro Paoloni Consigliere Componente del Consiglio di Amministrazione - Banco BPM
Gianni Franco Papa Consigliere Amministratore Delegato - BPER Banca
Roberto Parazzini Consigliere Chief Country Officer Italy & Regional CEO Western Europe - Deutsche Bank
Francesco Passadore Consigliere Amministratore Delegato - Banca Passadore & C.
Mauro Pastore Consigliere Direttore Generale - Iccrea Banca - Istituto Centrale del Credito Cooperativo
Leonardo Patroni Griffi Consigliere Presidente - Banca Popolare di Puglia e Basilicata
Paola Pietrafesa Consigliere Amministratore Delegato - Allianz Bank Financial Advisors
Massimo Proverbio Consigliere Chief Data A.I. and Technology Officer - Intesa Sanpaolo
Giovanni Ronca Consigliere Head of Wealth Management Italy - UBS Europe SE - Succursale Italia
Guido Rosa Consigliere Presidente - AIBE - Associazione Italiana Banche Estere
Raffaello Ruggieri Consigliere Chief Lending Officer - Intesa Sanpaolo
Marcello Sala Consigliere Presidente - Nexi Payments
Daniele Santosuosso Consigliere Presidente - Blu Banca
Pietro Sella Consigliere Amministratore Delegato e Direttore Generale - Banca Sella Holding
Elvio Sonnino Consigliere Chief Operating Officer e Vice Direttore Generale - BPER Banca
Elisabetta Stegher Consigliere Responsabile Administration & Regulatory Reporting - Intesa Sanpaolo
Christian Tanner Consigliere Direttore Generale - Federazione Cooperative Raiffeisen
Marco Tarantola Consigliere Amministratore Delegato - Findomestic Banca
Remo Taricani Consigliere Deputy Head of Italy - UniCredit
Michele Vietti Consigliere Presidente - Finpiemonte
Francesco Saverio Vinci Consigliere Direttore Generale - Mediobanca - Banca di Credito Finanziario

Organi

Gli Organi dell’ABI sono l’Assemblea, il Consiglio, il Comitato esecutivo, il Presidente, il Comitato di presidenza, il Collegio sindacale, il Direttore generale, i Probiviri. Sono Organismi tecnici: le Commissioni regionali, i Comitati tecnici e i Gruppi di lavoro.

Brochure Elenco Comitato di Presidenza, Comitato esecutivo e Collegio Sindacale

Assemblea ​

L’Assemblea degli Associati è convocata dal Presidente mediante avviso di convocazione …

Consiglio ​

L’Associazione è retta da un Consiglio di novanta membri, eletti ogni due anni dall’Assemblea …

Presidente ​

Il Presidente dura in carica due anni e alla scadenza del mandato è immediatamente rieleggibile per una volta …

Presidenti emeriti ​

Sono Presidenti emeriti coloro che hanno completato il mandato di Presidente dell’Associazione …

Comitato esecutivo ​

Il Consiglio elegge ogni due anni tra i suoi componenti un Comitato esecutivo composto, oltre che dal Presidente, da trenta membri …

Comitato di presidenza ​

Il Comitato di Presidenza coadiuva il Presidente nell’esercizio delle sue competenze, coordina l’attività di preparazione delle riunioni del …

Collegio sindacale ​

Il Collegio Sindacale – eletto dall’Assemblea degli Associati – è costituito da cinque membri, di cui tre effettivi e due supplenti …

Direttore generale ​

Il Direttore Generale provvede all’esecuzione delle delibere del Consiglio …

Probiviri ​

I Probiviri – eletti dall’Assemblea degli Associati – sono cinque, sono scelti fra persone di specifica e comprovata competenza ed esperienza …

Commissioni regionali ​

​Presso ogni regione e presso le province autonome di Trento e di Bolzano è costituita, con sede nel relativo capoluogo, una Commissione …

Comitati tecnici ​

I Comitati tecnici coadiuvano gli Organi dell’Associazione nello svolgimento della loro attività …

Gruppi di lavoro ​

I Gruppi di lavoro coadiuvano l’attività dell’Associazione attraverso l’esame tecnico delle principali tematiche connesse all’operatività bancaria …

Storia

L’Associazione bancaria italiana viene costituita a Milano il 13 aprile 1919 dai rappresentanti di 53 banche. La nascita va collocata nel quadro dello sviluppo dell’associazionismo economico in generale e non soltanto creditizio che si verifica nel Paese tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La costituzione delle Confederazioni dell’industria (1909) prima, dell’agricoltura e del commercio poi, sono l’espressione più tangibile di questo fenomeno.

​L’ABI inizia la sua attività collaborando con le tre Associazioni di categoria già esistenti (le Banche popolari dal 1876, le Casse di risparmio dal 1911 e le Casse rurali e artigiane dal 1915). Tuttavia, seppur in un quadro di collaborazione, in questa fase l’Associazione Bancaria si colloca ad un livello diverso – più generale – rispetto alle altre associazioni, con responsabilità estese a tutto il settore e proiettate a livello internazionale.
Finalità e struttura della neo costituita Associazione risultano definite dallo Statuto, approvato nel 1919 e ufficializzato il 14 dicembre 1920. Risaltano subito il principio ispiratore fondato sulla unitarietà di interessi tra imprese che esercitano il credito indipendentemente dalla categoria di appartenenza e il compito di consulenza che l’Associazione si attribuisce per venire incontro alle esigenze delle banche, soprattutto delle banche minori.
Nel primo quinquennio (1919-1925) di esistenza l’ABI svolge molteplici attività nel campo tecnico-economico, giuridico e tributario occupandosi, tra i progetti iniziali, dei problemi relativi alla stipula e all’esecuzione dei trattati di pace. Partecipa sin dalla sua creazione ai lavori della Camera di commercio internazionale assumendo posizioni d’avanguardia sulla partecipazione dell’America alla ricostruzione dell’Europa. E’ presente alla Conferenza di Genova sui problemi monetari e finanziari del dopoguerra. L’ABI si attiva anche in campo culturale con il “Bollettino economico-finanziario” che già dai primi numeri si presenta con la promessa di una vera e propria rivista scientifica, che diventerà poi la “Rivista Bancaria”, assumendo una dignità formale anche nel nome e diventando sempre di più un forum di dibattito scientifico e di comunicazione culturale.

​Il 1926 segna l’inizio dell’ordinamento corporativo, caratterizzato dalla regolamentazione dei rapporti di lavoro che culmina con l’emanazione della legge 3 aprile 1926, n. 563, sulla “Disciplina giuridica dei rapporti collettivi di lavoro”, integrata successivamente dalle norme di attuazione che all’articolo 41 prevedono il possibile riconoscimento di “una confederazione nazionale bancaria”. E così il 10 maggio dello stesso anno si costituisce la Confederazione generale bancaria fascista. Nel campo bancario l’instaurazione del regime sindacale-corporativo si attua in questa prima fase più su alcune caratteristiche formali che in innovazioni di sostanza. La Confederazione viene divisa in due separate sezioni, sindacale e economico-finanziaria, per assicurarle la possibilità di continuare ad avere voce in capitolo nel nuovo assetto del Paese – così come l’Associazione l’aveva acquisita in regime di libertà – a salvaguardia della sua attività e per porre dei limiti alle interferenze di ordine politico o esterne. E’ del 1931 una seconda configurazione dell’Organizzazione bancaria secondo i criteri del regime fascista che diviene Confederazione nazionale fascista del credito e dell’assicurazione nell’agosto del 1934, con l’approvazione di un nuovo statuto che apre la via a una partecipazione della Confederazione al funzionamento delle corporazioni. Sparisce la bipartizione in sezioni che costituiva una eccezione dell’ordinamento corporativo e viene conferita alla Confederazione una struttura unitaria. Ormai sulla via dell’ingerenza politica ci si rende conto della necessità di mutare strategia, scorporando dalla Confederazione una struttura autonoma capace di portare avanti l’attività tecnico-economica che costituiva il fulcro della prima Associazione. Si riesce così a dar vita nel 1936 ad una Associazione tecnico bancaria con sede a Milano alla quale viene assegnato un orientamento puramente tecnico, fermo restando il ruolo formale di rappresentanza esterna e di coordinamento attribuito alla Confederazione. Ma l’Associazione ha breve vita e viene sciolta a metà del 1937.

Nel 1945, al termine del secondo conflitto mondiale, l’ABI si ricostituisce a seguito del referendum indetto tra tutte le banche italiane. Viene confermata la formula di associazione di primo grado con rappresentanza diretta degli associati, estesa a tutte le categorie di banche che in qualunque forma raccolgano risparmio ed esercitino attività di credito e finanziaria. Dal dopoguerra, funzione fondamentale e determinante dell’ABI è stata la trattazione e tutela unitaria e indifferenziata degli interessi comuni dell’intero settore, mentre alle Associazioni di categoria rimaneva affidata la tutela degli interessi specifici delle rispettive categorie di aziende associate, in quanto diversificati da quelli più generali. Ciò nel reciproco rispetto di compiti e di attività, in un quadro di fattiva collaborazione.

Con gli anni, la caratteristica di rappresentanza del mondo bancario si è andata rafforzando, a seguito anche alla trasformazione delle modalità di funzionamento del mondo bancario che, a partire dai primi anni Novanta ha registrato un cambiamento del quadro legislativo. Vi sono alcuni provvedimenti chiave che presidiano questa trasformazione. La legge Amato-Carli – del 1990 – ha innescato un processo che ha condotto alla privatizzazione delle maggiori aziende bancarie e alla nascita di nuovi investitori istituzionali. In pratica, il legislatore ha cercato di perseguire gli obiettivi di una maggiore efficienza e competitività del mondo bancario per il tramite della privatizzazione, attraverso la trasformazione degli enti creditizi pubblici in società per azioni. Inoltre, ha incentivato l’attivazione dei processi di concentrazione bancaria anche con il sussidio di una specifica normativa fiscale; infine, ha provveduto a disciplinare i gruppi creditizi con l’introduzione di un modello organizzativo che ha costituito una vera novità nell’ordinamento giuridico italiano e che trova la sua definitiva specificazione nel Testo unico. Sempre del 1990 è la liberalizzazione dei movimenti di capitale con l’estero; nel 1993 sorge il mercato unico europeo che con il disegno dell’unione monetaria ha costretto il mondo bancario a rivisitare il concetto di banca-istituzione a favore di quello di banca-impresa. Infine, l’entrata in vigore dal 1° gennaio 1994 del Testo unico riguardante norme in materia finanziaria e creditizia che, annullando la precedente distinzione fra aziende di credito e ed istituti speciali di credito, ha riconosciuto ad ogni banca la possibilità di operare nell’ambito delle quindici tipologie previste dalla Seconda direttiva di coordinamento bancario. Direttiva che, recepita nella legislazione italiana dal 1992, ha posto le basi per rendere unico il mercato bancario europeo, aprendolo a tutti gli operatori che possiedono i necessari requisiti patrimoniali e che possono dare garanzia di correttezza e professionalità. Il Testo unico ha modificato quindi profondamente le condizioni sulle quali si basavano gli schemi operativi delle aziende del settore, coinvolgendone tutti gli aspetti cruciali della gestione. Nello scenario che si è andato perfezionando nel mondo bancario dopo l’introduzione del Testo unico, all’ABI è stata confermata la rappresentanza di tutti gli operatori bancari e finanziari abilitati a svolgere una o più attività riconosciute dalla Seconda direttiva di coordinamento bancario. L’Associazione ha continuato quindi ad essere il fulcro di aggregazione del mondo bancario e al tempo stesso il luogo naturale per il confronto e lo sviluppo di ogni singola azienda, oltre che del settore nel suo insieme. Dalla fusione per incorporazione dell’Associazione sindacale fra le aziende del credito (giugno 1997), l’ABI ha anche acquisito la rappresentanza sindacale diretta delle aziende operanti nel settore creditizio e finanziario, con la sola esclusione delle aziende che hanno conferito mandato sindacale alla Federazione italiana delle banche di credito cooperativo – Federcasse (e, in un primo momento, all’Associazione delle casse di risparmio italiane – Acri, le cui aderenti hanno fatto confluire in ABI la rappresentanza sindacale a far tempo dal 1999). E’ stata inoltre investita della competenza necessaria per definire le linee unitarie relative ai rapporti di lavoro, alle politiche dell’occupazione, ai rapporti con le organizzazioni sindacali dei lavoratori di tutto il mondo bancario, tranne per le specifiche contrattuali che caratterizzano i contratti collettivi di lavoro stipulati dalla Federcasse. Dalla fine del 1997 si è ancora più accentuata la funzione di tutela degli interessi del mondo bancario e finanziario svolta dall’ABI, affiancata dalla tradizionale attività di servizio rivolta alle aziende associate. Ma è senz’altro il 1999 che ha segnato l’avvio della sperimentazione di un nuovo ciclo organizzativo, derivato da una revisione delle attività associative secondo un modello di funzionamento capace di cogliere la crescente differenziazione delle esigenze degli Associati in termini di prodotti/servizi. Un cambiamento impostato per fornire una migliore offerta di prodotti associativi professionali e integrati. 

ABI in Europa

Federazione bancaria europea
Fondata nel 1960 per tutelare gli interessi delle banche a livello comunitario, la Federazione bancaria europea (Fbe) rappresenta oggi la voce unitaria delle banche dell’Ue e dei paesi dell’Efta (European free trade association). Fin dalla sua costituzione, ha mantenuto un costante dialogo con la Commissione europea e con le altre istituzioni dell’Ue. Sebbene larga parte della sua attività sia indirizzata al confronto sulle iniziative delle istituzioni europee e della Bce, con particolare riferimento alle attività della Vigilanza bancaria europea (Ssm), la Federazione gioca anche un ruolo importante come luogo di discussione delle iniziative promosse a livello mondiale dai suoi membri, vale a dire le singole Associazioni bancarie nazionali.

Federazione ipotecaria europea
La Federazione ipotecaria europea (Emf) è l’organismo di rappresentanza e tutela a livello europeo dell’industria dei finanziamenti ipotecari.
I suoi aderenti esprimono complessivamente circa l’80% delle consistenze dei mutui ipotecari in ambito europeo. I suoi soci comprendono una varietà di differenti istituzioni creditizie, tra cui istituti specializzati nel credito fondiario, casse di risparmio, banche commerciali e compagnie di assicurazione, nonché le Associazioni bancarie di vari paesi europei.
L’ABI aderisce alla Emf e partecipa attivamente ai lavori dei vari comitati in essa operanti.

Comitato bancario per gli affari sociali
Nel gennaio 1999 è stato costituito a Bruxelles il Comitato Bancario per gli affari sociali che è composto dalle Associazioni bancarie europee con competenze in materia sociale e sindacale. Scopo dell’attività del Comitato è quello di rappresentare le istanze del settore bancario nel panorama europeo, con particolare attenzione, alla normativa lavoristica dell’Unione Europea ed allo sviluppo del dialogo sociale europeo. Il Comitato è oramai un partner riconosciuto delle istituzioni comunitarie e redige pareri ed osservazioni sulle tematiche sociali e sindacali che stanno investendo il settore con sempre maggiore regolarità. Nell’ambito del dialogo sociale europeo, il Comitato partecipa al Comitato settoriale per il dialogo sociale, anch’esso istituito dalla Commissione europea nel 1999, nel quale sono presenti oltre all’Associazione europea delle Casse di Risparmio e l’Associazione delle Banche Cooperative, il sindacato dei lavoratori bancari europei, UNI- Europa. Il dialogo ed il confronto tra le parti sociali a livello europeo, ha già prodotto nel 1999 una ricerca sul fattore competitivo rappresentato dalle “non banche” e la firma di un documento congiunto tra le parti sociali. Sono attualmente in corso due iniziative particolarmente significative nell’ambito del dialogo sociale europeo: la prima riguarda il ruolo svolto dalle nuove tecnologie nei nuovi assetti organizzativi delle banche europee e le iniziative volte ad assicurare una formazione ed una preparazione del personale bancario nell’uso delle nuove tecnologie e l’altra riguarda una serie di Tavole rotonde nei Paesi dell’Est europeo in procinto di aderire all’Unione Europea con iniziative congiunte con le parti sociali del settore bancario di quei Paesi.

ABI

L’Associazione bancaria italiana è una associazione volontaria senza finalità di lucro che opera per promuovere la conoscenza e la coscienza dei valori sociali e dei comportamenti ispirati ai principi della sana e corretta imprenditorialità, nonché la realizzazione di un mercato libero e concorrenziale. 
L’ABI – quale Associazione volontaria di banche e intermediari finanziari – è estranea all’attività bancaria compiuta dai propri Associati, non possiede banche dati relative ai rapporti bancari intrattenuti con la clientela e non riceve alcuna comunicazione da parte delle autorità.

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