Task force: oltre 245 mld richiesta a Fondo Garanzia Pmi | [18/05/2022]

(18 maggio 2022) Credito e liquidità per famiglie e imprese: oltre 245,4 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; raggiungono i 35,2 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE 

Salgono a oltre 245,4 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 35,2 miliardi di euro, su 5.316 richieste ricevute. Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace .
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono 2.707.509 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 17 maggio 2022 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 245,4 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 2.685.995 pari ad un importo di circa 243,4 miliardi di euro. Di queste, 1.184.639 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro per un importo finanziato di circa 23,1 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 694.910 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 27 miliardi. Al 18 maggio 2022, sono state accolte 2.684.779 operazioni, di cui 2.663.758 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 35,2 miliardi di euro, per un totale di 5.316 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 10,3 miliardi di euro riguardano diciotto operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 24,9 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 5.298 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

Credito e liquidità per famiglie e imprese: oltre 245,4 mld il valore delle richieste al Fondo Garanzia Pmi

Bene la proposta Enria su Unione bancaria | [18/05/2022]

(18 maggio 2022) Intervenendo nel dibattito dopo la relazione del Presidente Enria, il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e il Direttore Generale, Giovanni Sabatini, hanno apprezzato la proposta del Presidente Enria sul percorso da compiere “in modo sensato e pragmatico” per completare l’Unione Bancaria.

​La crescita dell’Unione Bancaria anche attraverso processi di aggregazione transfrontalieri può avvenire solo se l’area dell’Euro avrà una unica giurisdizione, con stesse regole bancarie, di vigilanza, con Testi Unici di diritto societario, fallimentare, penale dell’economia, e di tassazione. Fondamentale è la definizione di un meccanismo efficiente di gestione delle crisi. Come insegna l’esperienza statunitense nella grande crisi finanziaria, a fronte di 489 crisi di banche di piccole e medie dimensioni, solo in 26 casi la FDIC (il sistema di garanzia dei depositi americano) è intervenuto gestendo con altri strumenti le crisi, minimizzando il costo dell’intervento per le banche, concorrendo con i loro versamenti al fondo e contenendo i costi delle crisi per l’economia e la società. Lo strumento della risoluzione non è il più adatto alla gestione della crisi delle banche medio piccole. Come insegna il caso americano, anche la liquidazione atomistica comporta una distruzione di valore e, pertanto, è considerata come ultima opzione quando tutte le altre non sono percorribili. Il caso italiano, dopo le due sentenze del Tribunale e della Corte di Giustizia Europa, può rappresentare un ottimo esempio di utilizzo del sistema di garanzia dei depositi per interventi preventivi, previsti dalla Direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi. Il Presidente Patuelli e il Direttore Generale Sabatini hanno inoltre apprezzato quanto indicato dal Presidente Enria per un ruolo più attivo degli Schemi di Garanzia dei Depositi nazionali (quali il Fondo Tutela dei Depositi FITD) nella prevenzione e gestione delle crisi bancarie per l’allineamento delle norme sugli aiuti di Stato per il risanamento e risoluzione delle banche (BRRD) e dal Regolamento in tema di risoluzione delle banche (SRMR), con la revisione della “Comunicazione della Commissione Europea sugli aiuti di Stato al settore finanziario” (2013); per l’armonizzazione delle procedure nazionali sulle crisi bancarie per evitare che creditori e depositanti possano essere trattati in modo difforme in Europa; per il completamento dell’Unione bancaria con il “terzo pilastro” dando vita in maniera pragmatica ad un’iniziale rete di liquidità tra i DGS nazionali per superare l’impasse negoziale rispetto all’idea di procedere verso un vero e proprio schema di garanzia unico con la condivisione dei costi degli interventi. Non è opportuno sollevare il tema della condivisione dei rischi (e dei costi), che a sua volta implica l’obiezione di una ulteriore riduzione dei rischi (con la revisione del trattamento dei Titoli di Stato). Gli oneri derivanti dal debito dei singoli Stati membri debbono essere rimborsati da parte degli Stati che li hanno contratti.

I vertici ABI hanno apprezzato la proposta del Presidente per completare l’Unione Bancaria

Online la guida dedicata all’economia circolare | [14/05/2022]

(14 maggio 2022) Quali vantaggi derivano dall’economia circolare? Come contribuire alla sua diffusione? A partire da queste domande si sviluppa la guida “Economia circolare, di cosa si tratta e come sostenerla in banca”.

​Attraverso questo nuovo vademecum è quindi possibile orientarsi nel mondo della finanza sostenibile e nelle nuove modalità di consumo e di produzione sostenibili, sempre più rispettose dell’ambiente e delle persone. Realizzata dall’ABI, l’Associazione bancaria italiana, in collaborazione con le banche e con le Associazioni dei consumatori, l’iniziativa rientra nell’impegno comune di promuovere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda globale 2030 delle Nazioni Unite, offrendo un pratico strumento di conoscenza ai cittadini anche meno esperti.   La guida mette al centro il cittadino e la sua capacità di svolgere un ruolo significativo nello sviluppo di pratiche sostenibili. Questo vademecum rappresenta il secondo numero della collana editoriale promossa da ABI e Associazioni dei consumatori nell’ambito dei lavori su sostenibilità in banca e Agenda 2030. Dopo la guida dedicata alla finanza sostenibile, questo nuovo strumento articolato in domande e risposte, anche attraverso approfondimenti ed esempi, fornisce le principali informazioni sul contesto in cui si sviluppa l’attenzione per l’economia circolare e su come sostenerla, sui principali benefici per famiglie e imprese rispetto, per esempio, alla gestione delle risorse e alla riduzione degli sprechi, e sui soggetti coinvolti. A questo percorso, che è sia di innovazione sia di trasformazione culturale, le banche e gli intermediari finanziari partecipano in modo crescente e i cittadini, attraverso le proprie azioni e scelte anche di investimento, possono attivamente contribuire.   La guida è in formato digitale accessibile ed è disponibile online – anche in versione dinamica – sul sito dell’Associazione bancaria, www.abi.it, nella sezione dedicata alla responsabilità sociale d’impresa e in quella con ‘Le guide per approfondire’, cioè con tutti gli strumenti info-educativi messi a disposizione da ABI per supportare la conoscenza dei cittadini sui principali argomenti bancari. Nell’ottica di favorirne la più ampia diffusione, la guida è già a disposizione delle banche e delle Associazioni dei consumatori che collaborano all’iniziativa.  

Nuovo vademecum per orientarsi nel mondo della finanza sostenibile

Task force: oltre 242,9 mld valore richieste fondo garanzia pmi | [04/05/2022]

(4 maggio 2022) Credito e liquidità per famiglie e imprese: oltre 242,9 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; raggiungono i 34,5 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE 

Salgono a oltre 242,9 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti si attestano a 34,5 miliardi di euro, su 5.201 richieste ricevute. Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace (i) . Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono 2.694.217 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 3 maggio 2022 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 242,9 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 2.673.245 pari ad un importo di circa 241,0 miliardi di euro. Di queste, 1.184.212 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro per un importo finanziato di circa 23,1 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 694.910 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 27,0 miliardi. Al 4 maggio 2022, sono state accolte 2.671.522 operazioni, di cui 2.651.088 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’. Salgono a circa 34,5 miliardi di euro, per un totale di 5.201 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 9,9 miliardi di euro riguardano sedici operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 24,6 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 5.185 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.   __________________

(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.

I volumi dei prestiti garantiti si attestano a 34,5 miliardi di euro, su 5.201 richieste ricevute

Patuelli membro onorario dell’Accademia Nazionale di Agricoltura | [04/05/2022]

(11 aprile 2022) Dall’Accademia Nazionale di Agricoltura, in occasione dell’inaugurazione del 215° anno accademico, è stato conferito ad Antonio Patuelli il titolo di Accademico Onorario. Nelle foto un momento della cerimonia con la consegna della pergamena a Patuelli da parte del Presidente dell’Accademia, Giorgio Cantelli Forti, e della prolusione che il Presidente Abi ha tenuto sul rapporto tra credito e agricoltura

Dall’Accademia Nazionale di Agricoltura, in occasione dell’inaugurazione del 215° anno accademico, è stato conferito ad Antonio Patuelli il titolo di Accademico Onorario.

ABI: attacchi hacker da febbraio, prese misure a tutela dati | [02/05/2022]

(29 aprile 2022) L’Associazione bancaria italiana informa che, da febbraio, è destinataria di attacchi informatici. Sono state presentate le denunce alla Polizia postale e alle Autorità competenti. L’Associazione ha già attivato tutte le azioni a propria tutela e di quella dei dati del personale e adottate tutte le misure per la messa in ulteriore sicurezza delle infrastrutture e dei dati.

L’Associazione bancaria italiana informa che, da febbraio, è destinataria di attacchi informatici

ABI Vademecum per una ulteriore sicurezza e protezione | [28/04/2022]

(28 aprile 2022) ABI e Polizia di Stato promuovono un Vademecum con i consigli utili per mantenere sempre alto il livello d’attenzione alla protezione dei propri dati personali. Si tratta di pochi semplici accorgimenti e buone prassi, forniti con un linguaggio semplice e diretto per ridurre i fattori di vulnerabilità e i comportamenti potenzialmente rischiosi.

Il progetto è stato realizzato dall’Associazione Bancaria in collaborazione con prestigiosi e qualificati interlocutori quali OSSIF (il centro di ricerca dell’ABI sulla sicurezza anticrimine), CERTFin (l’iniziativa cooperativa pubblico-privata diretta dall’ABI e dalla Banca d’Italia finalizzata a innalzare la capacità di gestione dei rischi cibernetici degli operatori bancari e finanziari), la Polizia Postale e le Associazioni dei Consumatori (ACU, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU), Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Unione per la Difesa dei Consumatori (UDICON), Unione Nazionale Consumatori). Il Vademecum, da oggi facilmente consultabile sul sito dell’Associazione Bancaria nella sezione dedicata https://www.abi.it/Pagine/Mercati/Crediti/Crediti-alle-persone/Le-guideabi.aspx  e sul portale della Polizia Postale  www.commissariatodips.it va ad affiancarsi agli strumenti e alle iniziative già realizzate in materia di sicurezza dall’ABI, istituzioni e singole banche. Un esempio è la campagna di comunicazione avviata nei mesi scorsi “I Navigati” sulle buone pratiche da adottare per un uso “informato e sicuro” degli strumenti e dei canali digitali. Infine, oltre a fornire indicazioni su come meglio comportarsi per agire in sicurezza, il Vademecum offre anche delle informazioni rispetto a cosa fare quando si è vittima di truffe. Ecco i 12 semplici accorgimenti da seguire per proteggere la propria identità:   1. In caso di smarrimento o furto di documenti personali, recarsi immediatamente dalle Autorità di polizia preposte per sporgere denuncia. In caso di furto o smarrimento di carte di credito e/o di debito, dopo averne ordinato il blocco chiamando il numero messo a disposizione, la denuncia va comunicata anche alla propria banca. 2. Fare molta attenzione nello smaltimento della documentazione cartacea che contiene informazioni personali (es. estratti conto, utenze domestiche): è opportuno rendere illeggibili i dati sensibili riportati nei documenti prima di cestinarli. 3. Proteggere con cura le credenziali di accesso ai conti online e i codici delle carte di credito e/o di debito e tutti gli altri codici di accesso (es. lo SPID); se si sceglie di salvare questi dati sui propri dispositivi (es. computer e/o cellulare) assicurarsi che siano adeguatamente protetti (es. cifrati). Allo stesso modo occorre tenere sempre attentamente custodite le credenziali e i codici utili a disporre della propria firma digitale. 4. Salvaguardare le proprie carte di pagamento dotate di tecnologia cd. “contactless” (ovvero quelle per cui non è richiesto l’inserimento nel POS per effettuare la transazione), con custodie schermate (rivestite in alluminio) per ridurre al minimo la possibilità di essere vittime di truffe che prevedano la lettura del chip [es. con comunicazione RFID (identificazione con la radiofrequenza) e NFC (identificazione attraverso comunicazione di prossimità)]. Occorre comunque ricordare che ci sono delle regole che limitano i rischi: il PIN è sempre richiesto per le operazioni al POS sopra i 50 euro; dopo 5 pagamenti consecutivi al POS senza digitare il PIN, il successivo, anche se di piccolo importo, necessita dell’autenticazione forte del cliente (c.d. SCA) e cioè dell’inserimento del codice segreto/PIN; analogamente se l’ammontare dei pagamenti disposti al POS “senza contatto” a partire dalla data dell’ultima applicazione della SCA supera complessivamente i 150 euro occorre inserire il codice segreto/PIN. 5. Cambiare frequentemente le credenziali di accesso (le password) per entrare nei conti online ed evitare di utilizzare password che potrebbero essere facilmente individuate dai frodatori (es. la data di nascita). In generale, una password, per avere un livello di sicurezza considerato adeguatamente tutelante, deve essere caratterizzata da lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali. 6. È importante imparare a riconoscere i messaggi autentici dai messaggi fraudolenti. Le banche: non chiedono mai, né tramite posta elettronica, né telefonicamente, né con messaggi sms, le credenziali di accesso al conto e i codici delle carte del cliente. Qualora si ricevano richieste di questo tipo, avvisare la propria banca per avere conferma della sua estraneità all’invio ed evitare di dare alcun riscontro alla richiesta ricevuta; non inviano mai e-mail contenenti link se non nell’ambito di un processo avviato dall’utente (es. modifica e-mail personale, aggiornamento documento di riconoscimento). Qualora il cliente ricevesse un messaggio con link dalla banca senza preventiva richiesta da parte sua, occorre avvisare la propria banca per avere conferma della sua estraneità all’invio ed evitare di dare alcun riscontro alla comunicazione ricevuta. 7. Ogni volta che si usa un computer pubblico per accedere al proprio conto online, occorre poi ricordarsi di chiudere la sessione (logout). Inoltre, è sempre preferibile digitare personalmente l’indirizzo online della propria banca e non cliccare su indirizzi già memorizzati. Se la connessione è pubblica, è maggiore il rischio che possibili malintenzionati sfruttino la connessione precedentemente aperta per carpire informazioni. 8. I messaggi fraudolenti contengono spesso link malevoli (attraverso cui il computer e/o cellulare vengono violati) o collegamenti per reindirizzare l’utente su siti clone (utilizzati per carpire informazioni personali). Per questo motivo, è fondamentale non cliccare mai su questi link. 9. Diffidare da presunti operatori che contattano le potenziali vittime affermando di aver bisogno di informazioni personali, bancarie o di credito, per verificare l’identità o per sapere dove inviare pacchi, denaro, vincite fasulle o documenti legati alla giustizia. 10.  Nel caso il proprio cellulare non sia più in grado di effettuare/ricevere chiamate, verificarne i motivi contattando il proprio operatore telefonico: si potrebbe essere vittima di una frode effettuata tramite scambio della tua scheda telefonica (ovvero una truffa denominata Sim Swap). 11. Utilizzare con attenzione e prudenza i canali social e soprattutto non comunicare e non condividere mai attraverso questi canali dati personali o finanziari. 12.   Scegliere un programma antivirus e mantenerlo sempre aggiornato, installare regolarmente gli aggiornamenti del sistema operativo utilizzato in modo da proteggere tutte le apparecchiature e i dispositivi in uso da infezioni da malware.

Consigli utili per mantenere sempre alto il livello d’attenzione alla protezione dei propri dati personali

Banche sempre più impegnate nel contrasto al cambiamento climatico | [23/04/2022]

(23 aprile 2022) Contrasto al cambiamento climatico e ai suoi effetti, e sostegno alla crescita sostenibile delle attività. L’impegno delle banche a supporto delle imprese che intraprendono un percorso di transizione verso modelli di organizzazione e di business improntati alla sostenibilità va di pari passo con una più attenta gestione delle informazioni relative agli impatti ambientali e sociali degli investimenti

La tendenza emerge dall’indagine BusinEsSG 2021 realizzata dall’ABI, l’Associazione bancaria italiana, sull’integrazione degli aspetti ambientali, sociali e di governo societario (acronimo ESG dall’inglese Environmental, Social and Governance) nei processi e valutazioni delle banche, svolta su un campione cui hanno partecipato banche che rappresentano circa il 90% del settore in termini di totale attivo.   Secondo l’indagine, l’integrazione dei tre indicatori di sviluppo sostenibile nella strategia per meglio gestire impatti, rischi e opportunità connessi al proprio business è promossa da banche rappresentanti il 98,7% del totale attivo delle banche rispondenti. Inoltre, se si considera l’integrazione di tematiche ambientali e sociali nella definizione delle principali politiche per il credito e lo sviluppo per aree e settori, è questa una realtà presso un insieme di rispondenti pari a circa il 65% del totale attivo del campione di banche. In particolare, dall’indagine emerge che la dimensione maggiormente presidiata è quella inerente al cambiamento climatico al fine di promuovere investimenti sostenibili e legati alla transizione ecologica delle imprese.   Dall’indagine, inoltre, emerge l’impegno del settore per promuovere la migliore gestione dei rischi delle imprese al cambiamento climatico: a riguardo, banche rappresentative del 78% circa del totale attivo del campione già rendicontano iniziative di supporto alle imprese clienti. Rispetto al raggiungimento degli obiettivi promossi dalle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, il contrasto al cambiamento climatico sta assumendo sempre più rilevanza anche nella pianificazione strategica e nella rendicontazione delle banche: l’86% del totale attivo delle banche che hanno partecipato alla rilevazione divulga informazioni inerenti a questa dimensione nei propri rendiconti di sostenibilità.   Anche per la spinta normativa, gli impatti ambientali dell’attività bancaria devono essere gestiti con sempre maggiore consapevolezza. L’indagine mette in luce come la disponibilità da parte delle imprese di informazioni sugli effetti ambientali e sociali oltre a quelli economici, necessarie per consentire alle banche di gestire e rendicontare l’orientamento del flusso di investimenti per contribuire alla transizione verde dell’economia, sia considerata strategica dal settore bancario.


La rendicontazione di sostenibilità
La rendicontazione di sostenibilità, sia come documento separato (ossia la Dichiarazione Non Finanziaria – DNF) che come parte della relazione sulla gestione o bilancio integrato, si conferma lo strumento principale dove fornire evidenza del riconoscimento formale dell’importanza dei temi ambientali, sociali e di gestione d’impresa nella strategia della banca, per il 98% del totale attivo delle banche rispondenti. Gli ulteriori canali maggiormente utilizzati per diffondere il posizionamento della banca sulla sostenibilità d’impresa sono il sito web istituzionale (97% delle banche rispondenti, rispetto al totale attivo), l’intranet aziendale (92%) e i social media (82%).    

L’impegno del mondo bancario con l’indagine BusinEsSG 2021 realizzata dall’ABI

Cesare Mirabelli ospite relatore in Comitato esecutivo ABI | [20/04/2022]

(20 aprile 2022) Oggi il Comitato esecutivo dell’ABI, presieduto da Antonio Patuelli, ha avuto ospite relatore il Prof. Cesare Mirabelli, già Presidente della Corte Costituzionale e già Consigliere superiore della Banca d’Italia.  

Il Prof. Mirabelli ha approfondito i significati e le possibili conseguenze della legge costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1 che ha introdotto la tutela dell’ambiente e della salute negli articoli 9 e 41 della prima parte della Costituzione della Repubblica.  

Ha approfondito i significati e le possibili conseguenze della legge costituzionale 11 febbraio 2022

Oltre 240 mld richieste a Fondo Garanzia per pmi | [20/04/2022]

https://www.abi.it/wp-admin/edit.php?post_type=post

(20 aprile 2022) Credito e liquidità per famiglie e imprese: oltre 240 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; superano i 34 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SA

​Salgono a oltre 240 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti si attestano ad oltre 34 miliardi di euro, su 5.078 operazioni richieste ricevute. Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace (i) . Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono 2.682.256 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 19 aprile 2022 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 240,9 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 2.661.777 pari ad un importo di circa 239,0 miliardi di euro. Di queste, 1.183.773 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro per un importo finanziato di circa 23,1 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 694.909 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 27,0 miliardi. Al 20 aprile 2022, sono state accolte 2.661.231 operazioni, di cui 2.641.227 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’. Salgono a circa 34,3 miliardi di euro, per un totale di 5.078 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 9,9 miliardi di euro riguardano sedici operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 24,3 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 5.062 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.   ______________________

(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.

Credito e liquidità per famiglie e imprese: oltre 240 mld il valore delle richieste al Fondo Pmi