Online la nuova guida per agire in sicurezza dentro e fuori la filiale | [23/01/2021]

(23 gennaio 2021) Andare in banca in piena sicurezza, effettuare pagamenti con carte e prelevare contanti allo sportello automatico (Atm) senza correre rischi, evitare di cadere in truffe telefoniche. Ai consigli utili per agire in sicurezza dentro e fuori la filiale è dedicata la nuova infografica realizzata dall’ABI insieme a Ossif, il Centro di ricerca dell’ABI sulla sicurezza anticrimine, e in collaborazione con le banche e le Associazioni dei consumatori che lavorano con ABI al Progetto Trasparenza Semplice.

​Questa breve informativa, messa a punto in formato digitale, accessibile a tutti grazie anche a un linguaggio semplice e diretto, si rivolge ai cittadini a partire da quelli più esposti al rischio di truffe, scippi e raggiri. Oltre a fornire indicazioni su come meglio comportarsi per agire in sicurezza, l’infografica offre anche delle informazioni rispetto a cosa fare quando si è vittima di truffe, specificando i soggetti a cui rivolgersi.

Questo nuovo vademecum si affianca agli strumenti informativi ed educativi su temi di interesse per la clientela già promossi dall’ABI nell’ambito del progetto Trasparenza semplice, per favorire la fruizione delle informazioni di carattere bancario e finanziario da parte dei cittadini.

L’infografica è disponibile online sul sito dell’ABI www.abi.it, nelle pagine dedicate alle iniziative info-educative nell’ambito del progetto Trasparenza semplice. Per la sua più ampia diffusione, questo nuovo strumento diretto alla clientela è a disposizione delle banche e delle Associazioni dei consumatori che hanno collaborato all’iniziativa (ACU, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.Di.Con, UNC).

I comportamenti da seguire
In generale, l’infografica pone l’attenzione sulla necessità da parte di ogni cliente di controllare periodicamente i movimenti sul proprio conto corrente e di conservare con cura i codici di accesso ai servizi bancari da remoto e il codice di sicurezza (Pin) delle proprie carte di pagamento, strettamente personale. Inoltre, per non esporsi a rischi, di prediligere – ove possibile – servizi digitali che permettono di effettuare operazioni senza recarsi in filiale, quali l’accredito della pensione sul conto corrente e la domiciliazione delle utenze. Più nel dettaglio, ecco in sintesi i principali comportamenti da seguire per agire in sicurezza:

Andando in banca
– non essere ‘abitudinario’, evita ad esempio di andare in filiale sempre al medesimo giorno e ora o facendo sempre lo stesso percorso;
– non lasciarti avvicinare da sconosciuti;
– non lasciare mai incustoditi o in vista denaro, borse o oggetti di valore.

Utilizzando lo sportello automatico (Atm)
– preleva solo il denaro necessario e riponilo subito al sicuro;
– assicurarti di non essere visto durante la digitazione del codice segreto della carta (Pin) e di non avere estranei troppo vicini, contatta la banca o rivolgiti al servizio clienti della tua carta se sospetti di essere stato ‘spiato’;
– verifica che l’apparecchio non presenti anomalie o irregolarità;
– custodisci sempre le credenziali delle carte in un luogo sicuro, mai nel portafoglio o nella memoria del cellulare.

Attenzione alle truffe telefoniche
–  non prendere assolutamente in considerazione la richiesta telefonica di effettuare bonifici per pagare servizi o utenze, o in considerazione di richieste di denaro anche in relazione a parenti stretti cui il frodatore potrebbe alludere;
– non fornire alcun tipo di informazione finanziaria ad operatori telefonici, nessuna banca o altro soggetto di natura finanziaria può chiederti telefonicamente le credenziali di accesso al conto corrente online o le coordinate bancarie;
– in caso di dubbi, contatta la banca e chiedi ragguagli.

Cosa fare se ti rendi conto di avere subito una truffa
– sporgi querela verso ignoti alle Autorità competenti, disconoscendo esplicitamente le operazioni finanziarie che ti sono state illegittimamente attribuite;
– in caso di frodi su carte di pagamento, blocca immediatamente la tua carta chiamando il servizio clienti della tua banca o emittente;
– invia una raccomandata alla tua banca evidenziando i fatti ed allegando sempre copia della denuncia e di un documento di identità.

La Guida

 

Andare in banca in piena sicurezza, effettuare pagamenti prelevare contanti senza correre rischi

Proroga sospensioni mutui per zone colpite da calamita’ | [14/01/2021]

​(14 gennaio 2021) L’ABI ha emanato una circolare per richiamare l’attenzione degli Associati su una norma contenuta nella Legge di Bilancio 2021 con cui è stata prorogata fino al 31 dicembre 2021 la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti nei territori delle Regioni del Centro Italia (Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria), interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 e nei Comuni interessati da altri eventi calamitosi

​Gli altri eventi sono:

  • gli eventi alluvionali del 17 e 19 gennaio 2014 in provincia di Modena;  
  • gli eccezionali eventi atmosferici avvenuti tra il 30 gennaio e il 18 febbraio 2014, che hanno colpito diverse province venete;
  • gli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, che hanno colpito le Regioni dell’Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

Lettera circolare ABI su proroga al 31 dicembre 2021 per le zone colpite da eventi calamitosi

Oltre 2,7 milioni di domande di moratoria su prestiti per circa 300 miliardi | [13/01/2021]

​(13 gennaio 2021) ​Le domande di adesione alle moratorie su prestiti sono oltre 2,7 milioni, per un valore di circa 300 miliardi, e superano quota 129,5 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 20,8 miliardi di euro, per un totale di 1.410 operazioni.

Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace(i) .La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al primo gennaio sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria, su prestiti per circa 300 miliardi(ii) . Si stima che, in termini di importi, circa il 95% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 4% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame. L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie finora approvate per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di moratorie. Le evidenze raccolte dalla Banca d’Italia mostrano che circa il 69 per cento degli importi delle moratorie richieste e approvate dalle banche da marzo 2020 sono ancora in essere. Tale percentuale è più elevata per le moratorie di legge rispetto a quelle promosse dagli intermediari o loro associazioni (81 e 54 per cento, rispettivamente).Più in dettaglio, le domande provenienti da società non finanziarie rappresentano il 43% del totale, a fronte di prestiti per 192 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (quasi 1,3 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 153 miliardi. Le 62 mila adesioni alla moratoria promossa dall’ABI hanno riguardato 18 miliardi di finanziamenti alle imprese. Le domande delle famiglie  hanno riguardato prestiti per 96 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto oltre 206 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto 571 mila adesioni, per circa 27 miliardi di prestiti. Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari ai sensi dell’art. 13 del DL Liquidità (Fondo di Garanzia per le PMI) abbiano continuato a crescere nella seconda metà di dicembre, a 1,6 milioni, per un importo di finanziamenti di oltre 129 miliardi. La percentuale di prestiti erogati è in ulteriore crescita. In particolare, al 1° gennaio è stato erogato oltre il 92% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo (art. 13, lettera m)). Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 1.629.042 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 12 gennaio 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 129,5 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 1.622.136 pari ad un importo di circa 128,8 miliardi di euro. Di queste, 1.059.338 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 20,7 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 228.705 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 4,8 mld. Al 13 gennaio 2021 sono state accolte 1.611.697 operazioni, di cui 1.604.987 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’. Salgono a circa 20,8 miliardi di euro, per un totale di 1.410 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 8,6 miliardi di euro riguardano le prime sette operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 12,2 miliardi di euro circa i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 1.403 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.(ii) Il numero delle richieste di moratoria e i relativi importi possono risultare inferiori rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione e rettifica di dati precedentemente comunicati dalle banche.

Credito famiglie e imprese: oltre 2,7 mln di domande di moratoria su prestiti per circa 300 mld

ABI e sindacati: piano vaccini tenga conto di bancari | [08/01/2021]

​(8 gennaio 2021) ABI e Organizzazioni sindacali Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin oggi hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro della Salute, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Governatore della Banca d’Italia e al Commissario Straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19, con la quale sottolineano che i provvedimenti adottati dalle competenti Autorità per contrastare la pandemia hanno sempre contemplato, fin dall’inizio della pandemia, la continuità dell’erogazione dei servizi bancari, finanziari e assicurativi, in considerazione del loro ruolo di infrastruttura strategica per il Paese come disposto dalla legge.

​In questo contesto con straordinario impegno e senso di responsabilità le persone che lavorano in banca continuano a svolgere un ruolo centrale per il sostegno dell’economia, delle imprese e delle famiglie, nel rispetto delle misure di prevenzione, contrasto e contenimento del virus Covid-19 individuate nei Protocolli tempo per tempo condivisi da ABI e Organizzazioni sindacali per garantire le condizioni di salute e sicurezza per tutte le persone interessate.

ABI e Sindacati hanno conseguentemente chiesto alle competenti Autorità che il piano vaccini tenga opportunamente in considerazione anche le lavoratrici e i lavoratori impegnati nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali (ai sensi della legge n. 146/1990), ivi inclusi quindi quelli bancari.
 

Lettera di ABI e organizzazioni sindacali alle autorit di Governo, al Commissario Covid e Banca d’Italia

Circolare ABI su finanziamenti garantiti a Pmi | [07/01/2021]

​(7 gennaio 2021) L’ABI ha appena emanato una circolare per richiamare l’attenzione degli Associati su alcune norme contenute nella Legge di Bilancio per il 2021, che rivestono particolare importanza in tema di finanziamenti garantiti alle PMI.

​E’ stata estesa fino a quindici anni la durata massima dei finanziamenti bancari con il 100% di garanzia del Fondo PMI per i finanziamenti fino a 30.000 euro.
Nel caso in cui questi finanziamenti siano già stati concessi nel 2020 l’impresa può chiedere il prolungamento fino alla durata massima di quindici anni.
Viene modificata la modalità di calcolo del tasso di interesse applicabile ai finanziamenti garantiti al 100%, specificando che questo non deve essere superiore allo 0,20 per cento aumentato del valore – se positivo – del tasso del Rendistato con durata analoga al finanziamento coperto dalla garanzia pubblica.
Conformemente alla proroga del Temporary Framework, è stata prevista la proroga fino al 30 giugno 2021 delle disposizioni in materia di garanzie rilasciate dal Fondo di garanzia per le PMI.
E’ stata introdotta anche una norma transitoria per permettere la progressiva migrazione delle garanzie per finanziamenti concessi in favore delle imprese fino a 499 dipendenti sullo strumento “Garanzia Italia” SACE. In particolare, si prevede che il Fondo possa rilasciare le garanzie in favore di tali imprese fino al 28 febbraio 2021.
Altre misure riguardano le garanzie rilasciate dalla SACE, prevedendone la proroga fino al 30 giugno 2021, estendendone l’ambito di operatività della garanzia a fronte di cessioni di credito pro soluto e a fronte di operazioni di rinegoziazione/consolidamento di passività onerose a condizione. Viene previsto che le imprese fino a 499 dipendenti possano accedere allo strumento Garanzia Italia a partire dal 1° marzo 2021 e fino al 30 giugno 2021 alle medesime condizioni agevolate offerte a tale tipologia di imprese dal Fondo per le PMI.
Le nuove norme prevedono anche la possibilità per società di agenti in attività finanziaria, le società di mediazione creditizia e le società disciplinate dal Testo Unico Bancario di accedere – fino al 30 giugno 2021 – ai finanziamenti fino a 30.000 euro garantiti al 100%.

Circolare ABI per richiamare lattenzione su alcune norme contenute nella Legge di Bilancio 2021

“Sin da 2015 sottolineato eccessiva rigidità soglie Eba default” | [06/01/2021]

​(6 gennaio 2021) Con riferimento a una dichiarazione del sig. Salvo Politino, Vice Presidente di Unimpresa, riportata questa mattina da una agenzia di stampa relativa alle nuove definizione di “default”, il Direttore Generale dell’Associazione Bancaria Italiana, Giovanni Sabatini,  sottolinea che “Sin dal gennaio del 2015, momento in cui sono state avviate da parte dell’EBA le attività dirette alla definizione delle nuove regole in materia di default, l’ABI ha evidenziato con forza nelle risposte alle consultazioni pubbliche l’eccessiva rigidità delle soglie indicate dall’EBA e le potenziali ricadute negative e i rischi connessi alle nuove regole.

​Anche la Federazione Bancaria Europea, di cui l’ABI fa parte in modo attivo, nella risposta del gennaio 2016 alla consultazione dell’EBA evidenziava l’eccesiva rigidità delle soglie individuate con particolare riferimento a quelle delle famiglie. L’attenzione al tema, dal 2016 in poi, è sempre stata massima attraverso continui confronti nelle sedi istituzionali europee, sia in Commissione sia in Parlamento Europeo con i rappresentanti dei gruppi parlamentari, sia nelle sedi istituzionali italiane. A tale attività volta a ottenere modifiche delle regole ha fatto seguito da parte dell’ABI anche una sistematica azione di concerto con le associazioni delle imprese e dei consumatori ai fini di una adeguata e tempestiva diffusione dell’informazione presso i clienti. Tale attività si è concretizzata nel 2019 in comunicati stampa e campagne informative. Tutte informazioni pubblicamente disponibili. Tra le altre cose, le attività svolte hanno portato alla realizzazione di Guide esplicative come la Guida, rivolta alle imprese, su ‘Le nuove regole europee in materia di default’ – predisposta in collaborazione da ABI e le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese – e la ‘Guida tecnica alle nuove regole europee in materia di definizione di default per le persone fisiche’ e altri strumenti come l’ infografica ‘Prestiti più attenzione a scadenze e rimborsi’, realizzate con le Associazioni dei consumatori. Documenti pubblicati già a luglio del 2019 e disponibili sul sito web dell’ABI e diffusi attraverso comunicati stampa.”“Più recentemente – prosegue Giovanni Sabatini – data la situazione che si è determinata con la pandemia, accentuando le problematicità che derivano dalla nuova definizione di default, abbiamo ulteriormente rafforzato le nostre azioni per contrastare le nuove regole segnalando in una apposita audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, svoltasi il 13 dicembre del 2020, le criticità del tema. Successivamente, in data 24 dicembre, abbiamo inviato alle istituzioni europee, come intero mondo italiano di rappresentanza delle imprese, una lettera per segnalare ulteriormente e formalmente l’importanza e l’urgenza di intervenire su queste più stringenti e automatiche normative”.

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I finanziamenti richiesti al Fondo di Garanzia sono saliti a 126,7 miliardi | [02/01/2021]

​(2 gennaio 2021) L’ABI segnala che a ieri, primo gennaio (giorno festivo), i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono saliti a 126,7 miliardi di Euro, per 1,592 milioni di domande: di queste, 1,050 milioni sono domande fino a 30 mila Euro, per 20,5 miliardi di Euro, e 211 mila sono le domande di garanzie su moratorie, per 4,2 miliardi di Euro.
 

Ieri, primo gennaio (giorno festivo), i finanziamenti richiesti dalle banche sono saliti a 126,7 miliardi

Online la nuova guida sui Piani Individuali di Risparmio | [02/01/2021]

(​2 gennaio 2021) Investire il risparmio a sostegno delle imprese. Con i Pir, i Piani Individuali di Risparmio, è possibile favorire la crescita dell’economia indirizzando il risparmio verso i settori produttivi e usufruendo di importanti benefici fiscali.

​Alle principali caratteristiche e novità dei Pir è dedicata la nuova infografica dell’ABI in collaborazione con le banche e le Associazioni dei consumatori che aderiscono al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), realizzata con l’obiettivo di favorire i cittadini nella comprensione di questa importante forma di investimento a medio-lungo termine, pensata in particolare per sostenere le piccole e medie imprese.
L’iniziativa che prevede la realizzazione e diffusione di strumenti informativi ed educativi su temi di interesse per la clientela, che rientra nell’ambito del progetto Trasparenza semplice promossa di concerto dall’ABI con le banche e le Associazioni dei consumatori per favorire la fruizione delle informazioni di carattere bancario e finanziario, si arricchisce così della sua sesta pubblicazione.
L’infografica è in formato digitale ed è disponibile online sul sito dell’ABI nella pagina dedicata (questo il link). Per la sua più ampia diffusione, questo nuovo strumento info educativo diretto alla clientela è già a disposizione delle banche e delle Associazioni dei consumatori che hanno collaborato all’iniziativa (ACU, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.Di.Con, UNC).

Ecco, in sintesi, i principali contenuti della infografica:

A chi sono riservati i Pir
Possono investire in Pir persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che non detengano contemporaneamente più di un Pir e non lo condividano con altre persone fisiche. L’investimento in Pir è stato esteso anche agli enti di previdenza obbligatoria e alle forme di previdenza complementare.

A chi possono essere destinate le risorse
I Pir possono investire in diversi strumenti finanziari emessi dalle imprese (azioni e obbligazioni), ma anche quote di fondi di investimento e conti correnti bancari, purché vengano rispettati i requisiti previsti dalla normativa nella composizione dei portafogli, nei limiti dell’investimento e nei tempi di detenzione.

I requisiti necessari per usufruire dei benefici fiscali
L’investimento non deve superare 30.000 euro annui e 150.000 euro complessivi, con una durata di almeno 5 anni. Inoltre: non più del 10% del portafoglio può essere investito in strumenti emessi dallo stesso emittente; almeno il 70% del patrimonio deve essere investito in azioni e obbligazioni emesse da aziende italiane o europee con stabile organizzazione in Italia; di tale quota, almeno il 25 % deve essere investito in strumenti finanziari di imprese non presenti nell’indice FTSE MIB e almeno il 5% in titoli emessi da imprese diverse da quelle inserite nei panieri FTSEMib e FTSEMid Cap, quindi in piccole e piccolissime imprese.

Il beneficio fiscale
Consiste nell’esenzione dalle imposte sulle rendite finanziarie generate dall’investimento (generalmente tassate al 12,5% o al 26%) e dalle imposte di successione sull’investimento, senza vincoli specifici legati all’età dell’intestatario del piano.

I Pir alternativi
Introdotti nel 2020, sono stati pensati per indirizzare il risparmio privato verso piccole e medie imprese non quotate particolarmente esposte alle conseguenze della pandemia da Covid-19. Possono essere detenuti da uno stesso risparmiatore in aggiunta ad un PIR tradizionale; sono prodotti finanziari con soglie di investimento più elevate e vincoli di investimento diversi rispetto a quelli tradizionali, con i quali hanno in comune l’esenzione fiscale sui rendimenti finanziari (sempre purché l’investimento sia mantenuto per almeno cinque anni). Per quanto riguarda le soglie, nei PIR alternativi è possibile investire fino a 300.000 euro ogni anno fino al raggiungimento del tetto di 1,5 milioni di euro.

 

La nuova infografica ABI in collaborazione con banche e Associazioni consumatori aderenti al Cncu

I finanziamenti richiesti hanno superato i 126 mld di euro | [30/12/2020]

​(30 dicembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 29 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 126 miliardi di Euro, per 1,580 milioni di domande: di queste, 1,046 milioni sono le domande fino a 30 mila Euro, per 20,4 miliardi di Euro, e 204 mila sono le domande di garanzie su moratorie, per 4,2 miliardi di Euro.
 

I finanziamenti richiesti dalle banche hanno superato i 126 mld, per 1,580 milioni di domande

Il Dg ABI Sabatini: ‘Troppo rigide nuove soglie Eba su default’ | [29/12/2020]

​(29 dicembre 2020) Nell’apprezzare l’intensificarsi delle posizioni volte a sostenere una urgente modifica delle regole europee contenute nelle linee guida dell’EBA in materia di nuove definizione di “default” il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ha sottolineato che “Sin dal settembre del 2015, momento in cui sono state avviate da parte dell’EBA le attività dirette alla definizione delle nuove regole in materia di default, l’ABI ha evidenziato con forza nelle risposte alle consultazioni pubbliche l’eccessiva rigidità delle soglie indicate dall’EBA e le potenziali ricadute negative e i rischi connessi alle nuove regole.

​L’attenzione al tema, dal 2016 in poi, è sempre stata massima e alla attività volta a ottenere modifiche delle regole ha fatto seguito da parte dell’ABI anche una sistematica azione di concerto con le associazioni delle imprese e dei consumatori ai fini di una adeguata e tempestiva diffusione dell’informazione presso i clienti. Tale attività si è concretizzata, tra le altre cose, nella realizzazione di Guide esplicative come la Guida, rivolta alle imprese, su “Le nuove regole europee in materia di default” – predisposta in collaborazione da ABI e le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese – oppure la “Guida tecnica alle nuove regole europee in materia di definizione di default per le persone fisiche” e altri strumenti come l’infografica “PRESTITI PIU’ATTENZIONE A SCADENZE E RIMBORSI”, realizzate con le Associazioni dei consumatori. Documenti pubblicati già a luglio del 2019 e disponibili sul sito web dell’ABI.”

Il Dg ABI Sabatini: fin da 2015 sottolineato eccessiva rigidit delle soglie indicate