I finanziamenti richiesti hanno superato i 125,3 mld di euro | [28/12/2020]

​(28 dicembre 2020) L’ABI segnala che anche nei giorni natalizi e’ proseguito l’impegno delle banche: a ieri, 27 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono saliti a 125,3 miliardi di Euro, per 1,570 milioni di domande: di queste, 1,043 milioni sono le domande fino a 30 mila Euro, per 20,3 miliardi di Euro e 200 mila sono le domande per garanzie su moratorie, per 4 miliardi di Euro.

i finanziamenti richiesti dalle banche sono saliti a 125,3 miliardi di Euro, per 1,570 milioni di domande

Associazioni imprese a Ue, rivedere alcune norme | [28/12/2020]

​(28 dicembre 2020) L’ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop ), Casartigiani, CIAAgricoltori Italiani, CLAAI – Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane, CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confetra, Confimi Industria, Confindustria, hanno inviato congiuntamente e unanimemente, alle Istituzioni europee una lettera in cui è contenuta una forte richiesta di intervenire urgentemente su alcune norme in materia bancaria che, pensate in un contesto completamente diverso da quello attuale e caratterizzate da un eccesso di automatismi, rischiano di compromettere irrimediabilmente le prospettive di recupero dell’economia italiana ed europea.

​Le Associazioni segnalano che di fronte ad una emergenza straordinaria come quella attuale, è indispensabile andare oltre gli schemi del passato e avere una capacità di visione che consenta di concentrare gli sforzi di tutti verso il comune obiettivo della ripresa.
Le Associazioni rilevano che il credito ha assunto e assume un ruolo cruciale, nelle fasi più acute della crisi, per assicurare la necessaria liquidità alle imprese, private delle loro entrate o comunque investite da shock imponenti tanto dal lato della domanda quanto da quello dell’approvvigionamento dei fattori produttivi. Altrettanto essenziale, se non di più, sarà il supporto del credito nella fase successiva, per sostenere le imprese nel percorso di ripristino delle condizioni di economicità dei loro business, in condizioni di incertezza che rischiano di protrarsi per un lungo periodo.
Le Associazioni prendono atto che nella prima fase della pandemia le istituzioni nazionali ed europee hanno messo in atto una serie di misure utili ad affrontare l’emergenza.
Tuttavia, per le Associazioni imprenditoriali italiane occorre che una serie di criticità nel quadro regolamentare bancario, debbano essere superate per evitare che situazioni di temporanea difficoltà delle imprese si trasformino in crisi irreversibili per effetto degli automatismi incorporati in alcune norme di primo e secondo livello e in una restrizione dell’offerta di credito esiziale nel contesto attuale.
E’ necessario procedere immediatamente ad alcune modifiche ed adattamenti temporanei, che consentano alle banche di offrire il massimo supporto all’economia reale nel momento in cui questo è la condizione per la tenuta del tessuto produttivo.
E’ urgente intervenire sulle regole relative all’identificazione dei debitori come deteriorati (c.d. “definizione di default”). Il combinato disposto di una norma restrittiva, come quella che limita a 90 giorni il periodo di ritardo di pagamento ammesso, con l’applicazione, da gennaio 2021, di nuove e più restrittive soglie per gli importi scaduti, nonché i nuovi criteri per il trattamento dei crediti ristrutturati, rischiano di determinare la classificazione a default di un numero ingentissimo di imprese, comunque sane. Queste imprese perderebbero l’accesso al credito, con quello che ne consegue in termini di prospettive di ripresa.
E’ indispensabile evitare che, alla classificazione di un credito come deteriorato, consegua in tempi troppo stretti e predeterminati l’imposizione di coperture a carico delle banche fino all’annullamento del valore del credito (c.d. “calendar provisioning”). Un approccio di questo tipo – che in generale induce le banche a restringere i criteri di concessione del credito – appare particolarmente dannoso in questo momento, in quanto introduce un incentivo perverso a favore della cessione del credito, al primo segno di deterioramento, al di fuori del circuito del mercato bancario regolamentato, invece di incoraggiare la banca ad accompagnare il cliente in un percorso di ristrutturazione. In ogni caso, queste norme debbono tenere conto dei rallentamenti, osservati in tutta Europa, nell’attività giudiziaria conseguenti alla crisi pandemica.
Più in generale, una serie di aggiustamenti mirati alle norme relative agli effetti delle operazioni di cessione di crediti deteriorati, alle cessioni tramite cartolarizzazioni, al trattamento degli NPL acquistati dalle banche, saranno essenziali per consentire una gestione meno traumatica da parte delle banche di quella quota di esposizioni che andranno comunque in default. Una corretta valorizzazione dei crediti è infatti nell’interesse non solo delle banche ma anche delle imprese.
L’eccezionale severità della crisi richiede di intervenire con tempestività e pragmatismo, attivando tutti gli strumenti necessari per limitare le conseguenze economiche e sociali.
Il dettaglio delle proposte, in materia di aggiustamenti mirati alla regolamentazione prudenziale bancaria, è stato illustrato in un documento allegato alla lettera inviata alle istituzioni europee.
 

Forte richiesta di intervenire urgentemente su alcune norme in materia bancaria

I finanziamenti richiesti hanno superato i 125 mld di euro | [24/12/2020]

​(24 dicembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 23 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno raggiunto i circa 125 (124,96) miliardi di Euro, per 1,56 milioni di domande: di queste, 1,04 milioni sono le domande fino a 30 mila Euro, per 20,3 miliardi di Euro, e 196 mila sono le domande per garanzie su moratorie, per circa 4 (3,96) miliardi di Euro.

 

I finanziamenti richiesti dalle banche hanno raggiunto i circa 125 (124,96) mld, per 1,56 milioni di domande

Task force liquidità: domande di moratoria per 301 miliardi | [23/12/2020]

​(23 dicembre 2020) Si attestano ad oltre 2,7 milioni, per un valore di 301 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 124 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 19 miliardi di euro, su 1.254 richieste ricevute. 

​Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace (i).
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, all’ 11 dicembre sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria, su prestiti per oltre 301 miliardi (ii) . Si stima che, in termini di importi, circa il 95% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
Ulteriori evidenze raccolte dalla Banca d’Italia mostrano che circa il 75 per cento degli importi delle moratorie richieste e approvate dalle banche da marzo 2020 è ancora in essere. Tale percentuale è più elevata per le moratorie di legge rispetto a quelle promosse dagli intermediari o loro associazioni (85 e 60 per cento, rispettivamente).
Più in dettaglio, le domande provenienti da società non finanziarie rappresentano il 43% del totale, a fronte di prestiti per 194 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi del DL ‘Cura Italia’ (quasi 1,3 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 155 miliardi. Le 62 mila adesioni alla moratoria promossa dall’ABI hanno riguardato 18 miliardi di finanziamenti alle imprese. 
Le domande delle famiglie(iii)  hanno riguardato prestiti per 98 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto oltre 223 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto 571 mila adesioni, per circa 27 miliardi di prestiti. 
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere tra la fine di novembre e l’11 dicembre, superando il milione e mezzo, per un importo di finanziamenti di quasi 124 miliardi. La percentuale di prestiti erogati è in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente. In particolare, all’11 dicembre è stato erogato oltre il 92% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 1.556.191 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 22 dicembre 2020 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 124,1 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 1.549.574 pari ad un importo di circa 123,4 miliardi di euro. Di queste, 1.040.127 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 20,3 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 192.875 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del Dl Cura Italia per un importo finanziato di circa 3,9 mld. Al 23 dicembre sono state accolte 1.517.570 operazioni, di cui 1.511.169 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.

Salgono a circa 19 miliardi di euro, per un totale di 1.254 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 8,2 miliardi di euro riguardano le prime cinque operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 10,8 miliardi di euro circa i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 1.249 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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(i)Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.(i) Il numero delle richieste di moratoria e i relativi importi possono risultare inferiori rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione e rettifica di dati precedentemente comunicati dalle banche.  La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.

 

Domande di moratoria per 301 mld, oltre 124 mld il valore delle richieste al Fondo di Garanzia

Fondazione Prosolidar-Onlus: un anno di solidarietà | [22/12/2020]

(22 dicembre 2020) In questo anno particolarmente difficile, 670.000 € sono stati il contributo concreto di Prosolidar a sostegno di 28 progetti per fronteggiare l’emergenza sanitaria e le conseguenze sociali della pandemia.
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​Lo annuncia la Fondazione “Prosolidar” Onlus (www.fondazioneprosolidar.org), un ente bilaterale nato dall’originaria iniziativa di ABI e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, i cui rappresentanti partecipano alla gestione. Essa costituisce la prima e, allo stato, l’unica esperienza sia in Italia sia a livello internazionale di un Ente bilaterale per progetti di solidarietà voluto dalle parti in un contratto nazionale e finanziato attraverso il “match-gifting”, cioè la condivisione del contributo in misura uguale tra lavoratori ed imprese. Il contributo individuale è pari a 6 euro annui.
“La lotta contro il Covid-19 è un impegno di tutti – sottolinea Giovanni Sabatini, Direttore Generale di ABI. Anche in questo frangente la Fondazione Prosolidar-Onlus, voluta dalle Parti sociali del settore del credito, ha saputo e voluto contribuire con uno sforzo straordinario a dare concretezza alla solidarietà dimostrata dalle lavoratrici, dai lavoratori e dalle imprese”.
La solidarietà dei dipendenti e delle imprese di credito ha consentito alla Fondazione Prosolidar-Onlus dalla sua nascita di finanziare in Italia e nel mondo, con oltre 23 milioni di euro, 438 progetti di solidarietà sociale contribuendo anche alla realizzazione di interventi strutturali e infrastrutturali per dar vita ad iniziative misurabili e durature nel tempo.

Un anno di solidariet dei dipendenti e delle imprese di credito anche nella lotta contro il Covid

I finanziamenti richiesti hanno superato i 123 mld di euro | [22/12/2020]

(22 dicembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 21 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 123 miliardi di Euro, per  1,547 milioni di domande

Di queste, 1,038 milioni sono domande fino a 30 mila Euro, per circa 20,3 miliardi di Euro, e 187 mila sono domande  per garanzie su moratorie, per 3,8 miliardi di Euro.

Ieri, 21 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche hanno superato i 123 miliardi di Euro

Fondo garanzia Pmi: superati i 122 miliardi | [21/12/2020]

​(21 dicembre 2020) L’ABI segnala che a ieri, domenica 20 dicembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono cresciuti a 122,6 miliardi di Euro, per 1,532 milioni di domande: di queste, 1,036 milioni di domande sono fino a 30 mila Euro, per 20,2 miliardi di Euro, e 177 mila domande sono per garanzie su moratorie, per 3,7 miliardi di Euro.

 

I finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono cresciuti a 122,6 miliardi

Accordo ABI sindacati su prevenzione Coronavirus | [21/12/2020]

​(21 dicembre 2020) Oggi, ABI e i Segretari Generali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin, hanno raggiunto due intese ad esito del continuo confronto sull’evoluzione dello scenario pandemico nel Paese e sui conseguenti provvedimenti adottati dalle Autorità competenti.

​In particolare, è stato condiviso un Verbale di riunione, ad ulteriore integrazione del Protocollo del 28 aprile 2020, in cui è precisata l’adozione di alcune misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus COVID-19 da osservare nel settore bancario in ragione dei differenti scenari di rischio del Paese.
“Il proficuo confronto con i Segretari Generali – sottolinea Salvatore Poloni, Presidente del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro di ABI – ha confermato l’importanza della costante e costruttiva interlocuzione avviata tra le Parti fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria per coniugare la prioritaria sicurezza delle persone e la garanzia dei servizi a supporto dell’economia e delle famiglie, valorizzando la positiva esperienza fin qui maturata. 
Nello stesso Verbale di riunione è stato anche convenuto dalle Parti di incontrarsi nel mese di gennaio 2021 per valutare, alla luce dell’evoluzione dei provvedimenti legislativi in materia, le esigenze di particolari categorie di personale, quali i genitori con figli fino a 14 anni la cui attività didattica in presenza sia sospesa, ovvero i soggetti c.d. “fragili”.
Nell’incontro odierno ABI e Organizzazioni sindacali hanno inoltre affrontato il tema di rendere effettivo il diritto alle assemblee del personale anche nell’attuale situazione di limitazione agli spostamenti delle persone: con uno specifico Verbale di riunione sono state individuate, per la prima volta con regole a livello di settore, idonee soluzioni operative affinché siano possibili – in via sperimentale fino al 31 marzo 2021 – assemblee sindacali “in remoto”.

 

ABI e sindacati hanno raggiunto due intese sul contrasto alla diffusione del virus nei luoghi di lavoro

Al via progetto sperimentale su euro digitale | [19/12/2020]

​(19 dicembre 2020) Le banche e l’Associazione bancaria italiana, in collaborazione con ABI Lab, il centro di ricerca per l’innovazione dell’ABI, hanno avviato una sperimentazione nel contesto dell’euro digitale. L’iniziativa ha l’obiettivo di contribuire attivamente al dibattito pubblico e di supportare le banche che operano in Italia nel percorso di preparazione allo scenario futuro.
 

​Il progetto è diretto a valorizzare il ruolo delle banche nell’ambito dell’euro digitale di Banca centrale europea, una moneta diversa dai pagamenti elettronici già disponibili in particolare grazie alla programmabilità. L’iniziativa mira anche a dimostrare la fattibilità tecnica di un euro digitale basato su una blockchain Distributed ledger technology (Dlt), ossia su di un sistema di registri distribuiti, oltre ad esplorare nuovi servizi a valore aggiunto, che diventano possibili grazie alla programmabilità della moneta.
Il progetto di sperimentazione si articola in due cantieri: uno sulla infrastruttura e sul modello distributivo, per analizzare la fattibilità tecnica; un secondo sulla programmabilità, per sperimentare casi d’uso che possano differenziare l’euro digitale di banca centrale dai pagamenti elettronici già disponibili. Il primo cantiere sarà condotto in collaborazione con Sia, in sinergia con l’infrastruttura delle banche ABI Lab Chain, che vede già attivi 100 nodi distribuiti in Italia, e con le banche che vi operano. Il secondo cantiere sarà articolato in diversi tavoli, dedicati a casi d’uso, in collaborazione con le banche e le società Ntt Data, Pwc e Reply, che hanno dato disponibilità con proprie risorse. All’iniziativa possono partecipare tutte le banche interessate.
L’iniziativa si inserisce nel contesto di grande attenzione al tema. Nel 2020 molte banche centrali hanno accelerato lo studio e le ipotesi di emissione di una valuta digitale di banca centrale, una forma elettronica di moneta di banca centrale distribuita ai cittadini. La Banca centrale europea (Bce) sta attivamente lavorando in tema, anche attraverso il documento posto in consultazione il 12 ottobre 2020, dopo aver pubblicato il “Report on a digital euro”, uno studio approfondito sull’euro digitale redatto dall’High-Level Task Force on Central Bank Digital Currency (HLTF-CBDC) dell’Eurosistema e approvato dal Consiglio direttivo.
La Bce ritiene opportuno prepararsi ad un eventuale lancio di un euro digitale per tre ragioni strategiche: supportare la digitalizzazione dell’economia europea; rispondere al superamento dell’uso del contante come mezzo di pagamento; rispondere efficacemente ad uno scenario di maggiore diffusione di monete digitali emesse da privati o da banche centrali di altri paesi. Di qui l’euro digitale, una passività di banca centrale in forma digitale, che si accompagna al contante e ai depositi presso le banche centrali.

Obiettivo supportare le banche nel percorso di preparazione allo scenario futuro

Il mercato dei pagamenti alla sfida del digitale | [19/12/2020]

Il 25 e 26 giugno  a Catania la XVIII edizione di Spin 2015. Focus sulle nuove tendenze del mercato dei pagamenti.

​Più tecnologia e innovazione, ma anche integrazione nel Mercato Unico e parità concorrenziale. L’evoluzione dei servizi di pagamento, attraverso la digitalizzazione dei canali, dei prodotti e dei processi, va di pari passo coi cambiamenti delle abitudini e dei bisogni della clientela e con le trasformazioni del contesto finanziario e regolamentare. Fornire soluzioni semplici e “pervasive”, a disposizione di tutti i clienti bancari, la sfida per il settore. Il punto sui principali obiettivi e sulle prospettive presenti e future del mercato dei pagamenti a Spin 2015, l’appuntamento annuale dell’Associazione bancaria dedicato ai sistemi e servizi di pagamento, promosso e organizzato in collaborazione con il Consorzio BANCOMAT®, il Consorzio Cbi, il Consorzio Netcomm, il Gruppo Italia SWIFT e il Sicilia Convention Bureau, che si tiene oggi e domani a Catania.
“Spin 2015 si pone in una nuova, intensa fase di mutamento nel mercato dei pagamenti – ha dichiarato il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini – sotto la spinta dei tre motori del cambiamento: l’innovazione tecnologica, le esigenze dei clienti e la regolamentazione. L’innovazione e le esigenze dei clienti vanno ad incidere sulla domanda di servizi di pagamento. In un mondo in cui siamo sempre più abituati alla velocità della tecnologia, anche l’aspettativa circa l’invio del denaro è di totale immediatezza. Sono numerose le banche italiane che si sono attivate per mettere a disposizione dei clienti una serie di soluzioni innovative per il pagamento elettronico degli acquisti fatti sul web, permettendo a un cliente di inviare e ricevere, con uno smartphone o un tablet, una somma di denaro, con gli stessi livelli di sicurezza di un pagamento tradizionale. Stiamo lavorando per assicurare la diffusione di tali opportunità a livello Paese mediante il PagoBANCOMAT® web e l’interoperabilità dei servizi P2P”.  
Rispetto al processo di digitalizzazione che consente l’accesso al sistema dei servizi di pagamento e finanziari a nuovi operatori, e rispetto al nuovo quadro normativo con la revisione della Direttiva sui Servizi di Pagamento, il Direttore Generale dell’ABI, Sabatini, ha sottolineato la necessità di “assicurare parità concorrenziale tra operatori tradizionali e nuovi operatori” garantendo un piano di gioco livellato in termini di oneri di compliance, responsabilità e costi di investimento e in sicurezza in ambito europeo.
“Con l’avvio e il completamento dell’Unione Bancaria– ha proseguito Sabatini – le norme che disciplinano i servizi di pagamento non possono sfuggire ad una logica integralmente europea per una piena integrazione dei mercati finanziari dell’area dell’euro e per la parità concorrenziale degli operatori insediati in Italia e negli altri paesi europei”. 
A Spin 2015 si è parlato anche di come la digitalizzazione dei pagamenti verso la pubblica amministrazione sia una leva per la modernizzazione del sistema Paese e di rilancio dell’economia. La strada tracciata dalle Linee guida dell’Agenzia per l’Italia digitale costituisce un tassello fondamentale per il progetto di diffusione dei pagamenti elettronici della pubblica amministrazione ed è un potente strumento di efficienza che può avviare un circolo virtuoso tra cittadini, imprese e PA.

Obiettivo supportare le banche nel percorso di preparazione allo scenario futuro