Il Dg ABI al Governo: prorogare moratoria crediti di 12 mesi | [05/08/2020]

​(5 agosto 2020) Il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ha inviato oggi una lettera al Ministro Gualtieri, anche a nome del Presidente Antonio Patuelli, auspicando la tempestiva proroga per almeno 12 mesi delle misure di moratoria previste dal DL Cura Italia a favore delle piccole e medie imprese al fine di agevolare la ripresa delle attività economiche in un contesto che mostra ancora difficoltà nel riavviare un sostenuto ciclo espansivo.  

​Il Direttore Sabatini ha dichiarato: << La necessità di prolungare significativamente le moratorie è anche connessa al fatto di usufruire di quanto previsto dalle linee guida dell’Autorità Bancaria Europea di aprile 2020, che escludono la riclassificazione nella categoria “esposizioni oggetto di misure di tolleranza”  delle posizioni che usufruiscono di moratoria se la richiesta o la proroga della stessa avviene prima del 30 settembre 2020 e in considerazione del fatto che  dal primo gennaio entreranno in vigore le nuove regole di definizione del default che modificano i criteri per la classificazione a “credito deteriorato” dei finanziamenti, che aumenteranno significativamente  la possibilità di riclassificazione delle esposizioni a “crediti deteriorati” proprio di imprese economicamente sane che tuttavia abbiano temporanee difficoltà finanziarie nel rispettare le scadenze di rimborso del prestito.>>

Il Direttore generale Sabatini ha inviato una lettere al Ministro dell’economia Gualtieri

Task force liquidità: moratoria crediti a 297 mld | [05/08/2020]

​(5 agosto 2020) Si confermano su volumi elevati, e sostanzialmente stabili a 2,7 milioni per un valore di circa 297 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 65 miliardi di euro le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI

​Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 11,6 miliardi di euro, su 364 richieste ricevute.
Sono questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace .
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 24 luglio sono pervenute poco più di 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per 297 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 93% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
Più in dettaglio, il 44% delle domande provengono da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 195 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per oltre 158 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (50 mila) hanno riguardato oltre 12 miliardi di finanziamenti alle PMI.
Le domande delle famiglie  riguardano prestiti per circa 93 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto circa 203 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto quasi 456 mila adesioni, per circa 19 miliardi di prestiti.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere nella settimana dal 17 al 24 luglio, fino a 1,11 milioni, per un importo di finanziamenti di quasi 82 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido: al 24 luglio è stato erogato quasi l’87% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. La percentuale di prestiti erogati risulta in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente, sia in termini di numeri di richieste sia in termini di importi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 943.839 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 4 agosto 2020 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 65,1 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 939.137, pari ad un importo di circa 64,5 miliardi di euro. Di queste, oltre 800.617 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 15,9 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 5 agosto sono state accolte 930.011 operazioni, di cui 925.564 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 11,6 miliardi di euro, per un totale di 364 operazioni, i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 6,7 miliardi di euro riguardano le prime tre operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 4,9 miliardi di euro circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata, a fronte di 361 richieste di Garanzia gestite ed emesse entro 48 dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituzioni finanziarie e società di factoring e leasing.

Arrivano a 2,7 milioni per un valore di circa 297 mld le domande di adesione alle moratorie sui prestiti

Moratorie rate pmi a quota 19,1 miliardi | [05/08/2020]

(2 luglio 2016) ​Iniziativa rinnovata e potenziata sulla sospensione di rate e soluzioni per agganciare la ripresa.

​Proseguono a pieno ritmo le iniziative delle banche in Italia sulla sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti alle Pmi.
Tra ottobre 2013 e maggio 2016 sono state accolte complessivamente 57.841 domande di sospensione del pagamento delle rate accolte per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 19,1 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,3 miliardi di euro.
Inoltre, sono state accolte 9.781 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,6 miliardi di euro di debito residuo.
Questo il risultato del monitoraggio che considera i risultati in corso dell‘Accordo per il credito 2015’, iniziativa siglata il 31 marzo 2015 con tutte le altre Associazioni di Impresa e in vigore fino al 31 dicembre 2017, con il precedente ‘Accordo per il credito 2013’.
L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:

  • il 25,5% è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  • il 14,4% è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il 18,7% è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • l’8,7% è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
  • il 6,7% è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
  • il restante 26% agli “altri servizi”.

Si sottolinea che il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.

Il Direttore generale Sabatini ha inviato una lettere al Ministro dell’economia Gualtieri

ABI, accordo con Cna su bonus vacanze | [04/08/2020]

​(4 agosto 2020) ABI e CNA hanno stipulato un Protocollo di intesa in materia di “Bonus vacanze” per favorire l’efficientamento dei processi di gestione del credito fiscale e quindi facilitare l’operatività e la diffusione di questo strumento.

​Il decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 ha previsto un bonus, il “tax credit/bonus vacanze”. I nuclei familiari con in reddito ISEE fino a 40.000 euro possono richiedere e usufruire del bonus, nella forma del credito, a decorrere dal 1° luglio 2020. Tale bonus pari a un massimo di 500 euro per nucleo familiare è usufruibile per l’80% come sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore del servizio, il restante 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi della famiglia.  Lo sconto dell’80% sarà rimborsato al fornitore del servizio sotto forma di credito di imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, con facoltà, in alternativa, di cessione a terzi, anche a banche o intermediari finanziari.
L’Agenzia delle Entrate ha emanato il provvedimento attuativo del “Bonus vacanze” che disciplina le modalità per l’utilizzo del credito d’imposta da parte dell’impresa turistico-ricettiva e l’eventuale cessione del credito, anche alle banche.
Con il protocollo, ABI e CNA, oltre a promuovere una corretta e completa informazione, intendono favorire iniziative e accordi volti all’efficientamento dei processi in particolare per quanto riguarda la cessione dei crediti e la rapida messa a disposizione di liquidità per le imprese.

Favorire lefficientamento dei processi di gestione del credito fiscale e facilitare loperativit

Al via Garanzia Italia per i prestiti obbligazionari | [03/08/2020]

​(3 agosto 2020) Definite con ABI (Associazione Bancaria Italiana) e Aifi (Associazione del Private Equity, Venture Capital e Private Debt), le modalità operative e i termini di rilascio attraverso il portale online di SACE “Garanzia Italia”

​SACE, ABI (Associazione Bancaria Italiana) e Aifi (Associazione del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) annunciano l’avvio dell’operatività anche per i titoli di debito di “Garanzia Italia”, lo strumento previsto dal Decreto Legge “Liquidità” n. 23/2020 per sostenere, attraverso la garanzia di SACE e la controgaranzia dello Stato, la continuità operativa e la ripartenza delle attività economiche e d’impresa danneggiate dall’emergenza Covid-19.
Le operazioni di questo tipo si sono infatti affiancate, insieme a quelle di factoring e leasing, a quelle di finanziamento previste dal Decreto tra gli interventi a sostegno della liquidità delle imprese che possono beneficiare delle garanzie di Stato.
SACE, anche a seguito del confronto con le due Associazioni, ha pertanto definito i termini e le condizioni che disciplinano il rilascio delle garanzie da parte di SACE a beneficio dei sottoscrittori di prestiti obbligazionari emessi da società italiane, strutturate per il tramite di banche, fondi di debito e istituzioni finanziarie, e che abbiano ricevuto un rating minimo pari a BB-.
In base alle disposizioni, i prestiti obbligazionari dovranno essere destinati a sostenere attività in Italia, tra cui capitale circolante e investimenti. L’emissione obbligazionaria, da sottoscriversi per intero, dovrà avere una durata non superiore a 6 anni, con la possibilità per le imprese beneficiarie di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 36 mesi.
Il rilascio delle garanzie avverrà online attraverso il portale dedicato “Garanzia Italia” sviluppato da SACE, dove le banche e le istituzioni finanziarie interessate – una volta ultimata la propria istruttoria sulla richiesta di organizzazione dell’emissione obbligazionaria – potranno inserire le proprie domande e ottenere le relative garanzie, controgarantite dallo Stato, in tempi brevissimi.
Il portale online di SACE è stato pensato come un percorso digitale, semplice e veloce, in grado di ricevere e gestire richieste, effettuando i controlli di conformità sui documenti in maniera automatizzata. Tutto ciò con l’obiettivo di fornire alle imprese nel minor tempo possibile la liquidità necessaria a fronteggiare l’emergenza Covid-19.
Oltre al portale “Garanzia Italia” dedicato alle banche e agli intermediari finanziari, sul sito www.sacesimest.it/garanziaitalia  sono disponibili tutte le principali informazioni sullo strumento.
SACE e le due associazioni, anche alla luce della futura operatività, continueranno ad adoperarsi per rendere lo strumento di garanzia dei titoli di debito ancora più efficiente e massimizzare i suoi vantaggi per le imprese ed il mercato dei capitali.

 

SACE, ABI e Aifi annunciano lavvio delloperativit anche per i titoli di debito

ABI diffonde il VI Rapporto sui Mercati Bancari Europei | [01/08/2020]

​(1 agosto 2020) Il Rapporto esamina i mercati bancari europei sotto il profilo patrimoniale, reddituale, di produttività e di efficienza attraverso l’analisi dei dati dei bilanci consolidati relativi ad un campione di 112 gruppi bancari (pari a circa il 75% del mercato europeo) tra il 2006 e il 2019.

​I dati evidenziano che nel 2019 è proseguito il processo di miglioramento della qualità dell’attivo dei gruppi bancari europei, in un contesto di rafforzamento della loro dotazione patrimoniale. Tuttavia, i risultati economici sono in lieve calo rispetto al 2018 e restano da ormai più di un decennio sotto i livelli toccati prima dell’avvio della crisi finanziaria del 2008/2009. 
Prosegue il processo di miglioramento della qualità dell’attivo, grazie non solo alla prosecuzione delle operazioni di dismissione degli asset improduttivi ma anche al rafforzamento, in atto ormai da alcuni anni, della capacità delle imprese di rimborsare i propri debiti. Ciò favorisce una contrazione dei flussi di nuovi crediti deteriorati, che restano sui livelli minimi storici. In dettaglio, a fine 2019 l’ammontare di crediti deteriorati (NPL) al netto delle perdite di valore già computate nei bilanci bancari espresso in percentuale del totale dei crediti (NPL ratio netto) era pari all’1,5% per il totale dei gruppi europei, in forte calo rispetto al 3,8% di fine 2014. Si tratta di una dinamica comune a tutti i principali Paesi, che risulta però particolarmente marcata in Italia, dove l’NPL ratio netto è sceso dal 10,4% di fine 2014 al 3,2% di fine 2019.

Lato redditività, l’analisi mostra che la quota delle banche che hanno chiuso in perdita l’esercizio 2019 è pari al 10%; un valore stabile sui bassi livelli già raggiunti nel 2018 e in linea con i livelli fisiologici pre-crisi del 2008/2009. Si tratta, dunque, di una quota ben lontana dal picco del 30% toccato nel 2012. Il rendimento sul capitale investito (Return On Equity – ROE), in media, si colloca, infatti, intorno al 5,8% in Europa, in calo di 7 decimi di punto rispetto al 2018. La flessione è prevalentemente ascrivibile alla riduzione dei ricavi e all’aumento delle rettifiche, a fronte di una lieve riduzione dei costi operativi complessivi.  Resta modesto il numero di grandi banche europee in grado di produrre livelli di performance in linea con il rendimento medio richiesto dal mercato.
La redditività delle banche operanti in Italia si conferma, come già nel 2018, su livelli analoghi a quelli riscontrati negli altri mercati europei, sebbene le sue determinanti nell’ultimo anno presentino sviluppi differenti rispetto alla media. In particolare, in controtendenza col dato medio europeo, uno dei principali tratti distintivi dei risultati di bilancio delle banche italiane è stata la riduzione delle rettifiche sui crediti, sia in termini assoluti sia in percentuale del patrimonio. Ciò riflette, da un lato, la prosecuzione anche nel 2019 degli interventi di riduzione del rischio in corso ormai da tempo in Italia, che si concretizza in particolare tramite la cessione di sofferenze e altri crediti deteriorati, e, da un altro lato, le rilevanti svalutazioni già effettuate negli anni passati. I gruppi italiani si confermano, infatti, anche nel 2019 tra quelli con i più elevati livelli delle coperture sui crediti deteriorati. Tuttavia, la sfavorevole dinamica del margine di interesse e delle commissioni nette – che pur aumentando in termini di volumi calano in termini di incidenza sul capitale – ha annullato gli effetti positivi della riduzione delle rettifiche e dei costi operativi, ostacolando la crescita della redditività della gestione rispetto allo scorso esercizio.
Nel complesso, le tendenze del 2019 e della prima parte del 2020 mostrano un rallentamento delle performance dei gruppi bancari europei e italiani, in un contesto in cui però le banche si presentano più solide che in passato sotto il profilo della dotazione patrimoniale e della qualità degli attivi. In prospettiva, le principali incertezze derivano da fattori esogeni al mondo delle banche, connessi all’incerta evoluzione dell’emergenza sanitaria, sia in termini di durata sia di intensità, e alle relative conseguenze sull’economia.
Appare comunque elevata la capacità del settore di assorbire gli eventuali effetti negativi dell’emergenza in corso, anche in virtù dei miglioramenti intercorsi negli ultimi anni sia dal lato della domanda sia dell’offerta di credito, che di fatto tendono a ridurre la sensibilità del rischio di credito alle fluttuazioni del ciclo economico, favorendo il contenimento dei flussi di nuovi crediti deteriorati rispetto ad episodi di crisi passate. In tal senso agisce, inoltre, l’insieme delle eccezionali misure adottate dalle Autorità e dalle stesse banche in reazione all’emergenza sanitaria. E ciò in particolare con riferimento ai loro effetti strutturali, ovvero la loro utilità nel ridurre – se non evitare del tutto – il rischio che il temporaneo blocco delle attività produttive si traduca nel fallimento di imprese altrimenti solvibili, con la potenzialità di indurre quindi una riduzione del tasso di default anche a regime.


 

I dati evidenziano che nel 2019 proseguito il processo di miglioramento della qualit dellattivo

Finanziamenti per 63,5 mld per 931 mila domande | [01/08/2020]

​(1 agosto 2020) Prosegue la crescita dei finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia che ieri, 31 luglio, sono divenuti 63,5 miliardi di Euro, per 931 mila domande, di cui 792 mila fino a 30 mila Euro, per 15,7 miliardi di Euro.

​Gli sforzi delle banche per la ripresa economica e sociale proseguiranno senza sosta anche in agosto.
 

I finanziamenti richiesti dalle banche sono divenuti 63,5 miliardi per 931 mila domande

Pervenute 918 mila domande a fondo garanzia per 61,7 mld | [30/07/2020]

​(30 luglio 2020) L’ABI segnala che anche ieri, 29 luglio, hanno continuato a crescere le domande pervenute dalle banche al Fondo di Garanzia che sono divenute 918 mila per 61,7 miliardi di Euro, di cui 784 mila fino a 30 mila Euro, per 15,5 miliardi di Euro.
 

​Molto rilevanti – sottolinea l’ABI- sono pure i dati delle moratorie che sono cresciute a ben 295 miliardi di Euro, per duemilioni e settecentomila pratiche lavorate.
 

Hanno continuato a crescere le domande pervenute dalle banche: 918 mila per 61,7 miliardi di Euro

Outlook ABI-Cerved: calano le sofferenze delle imprese | [29/07/2020]

(11 gennaio 2017) ABI e Cerved hanno presentato  i risultati della quarta edizione dell’Outlook sulle nuove sofferenze delle imprese italiane, che elabora stime e previsioni dei tassi di ingresso in sofferenza delle società non finanziarie per classe dimensionale

                                                                        Quarto rapporto, gennaio 2017

​Secondo la ricerca, il 2016 è il primo anno dall’inizio dalla crisi in cui i tassi di ingresso in sofferenza per le imprese si riducono in tutti i settori economici e in tutte le aree geografiche, con la sola eccezione del Mezzogiorno dove le imprese si mantengono sui livelli del 2015. Le previsioni per il 2017-18 mostrano miglioramenti diffusi in tutti i settori e le aree geografiche, con un restringimento dei divari tra settori e aree più e meno rischiose. Nel 2018, medie e grandi imprese torneranno vicine ai livelli pre-crisi.  
I dati elaborati da ABI e Cerved indicano un deciso calo delle nuove sofferenze nei primi sei mesi del 2016; tra gennaio e giugno del 2016 le banche hanno passato in sofferenza un ammontare di prestiti pari a circa 12 miliardi di euro (rispetto ai 15 miliardi dello stesso periodo del 2015), in calo del 18% su base annua. Il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie si è attestato, in termini di importi, al 3,9% a giugno 2016, in deciso calo rispetto all’anno precedente (4,4%) e ai massimi di fine 2013 (4,8%). In termini di numeri, il tasso si attesta al 3,8%, in calo di un decimo di punto su base annua.
In base ai modelli, si prevede un’accelerazione del miglioramento osservato nel 2016 nella seconda metà dell’anno: in termini di numeri, il tasso di ingresso in sofferenza è atteso a 3,6% a fine 2016 (3,8% a fine 2015). Per il primo anno dall’inizio della crisi, questo miglioramento riguarda tutti i settori dell’economia ma non tutte le aree geografiche: nel Mezzogiorno il tasso è atteso al 5,2%, lo stesso livello dell’anno precedente, mentre nel resto della Penisola tra 2015 e 2016 i tassi si riducono di 2-3 decimi percentuali: nel Centro i tassi si riducono dal 4,3% al 4,1%, a Nord Ovest passano dal 3,2% al 2,9%, mentre il Nordest si qualifica come l’area meno rischiosa del Paese dove i tassi passano dal 3% al 2,6%.
Dal punto di vista settoriale, le rilevazioni di ABI e Cerved indicano che nell’industria prosegue il miglioramento iniziato nel 2014: il tasso di ingresso in sofferenza è previsto, infatti, al 2,8% in diminuzione di tre decimi rispetto all’anno precedente. Continua, ma a ritmi ancora lenti, la riduzione del tasso di ingresso in sofferenza nelle costruzioni, che è passato dal 5,9% del 2014, al 5,8% del 2015 e a un valore stimato al 5,7% a fine 2016, ancora più del triplo del livello pre-crisi (1,8%). Nei servizi accelera il miglioramento iniziato nel 2014, con i tassi di sofferenza stimati per il 2016 al 3,3%, due decimi in meno dell’anno precedente.
I modelli ABI-Cerved – in base a uno scenario che prevede una crescita per l’economia italiana dello 0,9% nel 2017 e dell’1,2% nel 2018 – indicano che il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie dovrebbe ridursi dal 3,6% (fine 2016) al 3% nel 2017, per poi diminuire ulteriormente al 2,5% nel 2018. I cali saranno più accentuati per i segmenti più rischiosi: microimprese, società edilizie e meridionali, che ridurranno il divario di rischio ma manterranno tassi ben più elevati rispetto alla media. ABI e Cerved stimano che a fine 2018, medie e grandi società industriali saranno tornate a tassi di ingresso in sofferenza vicini a quelli pre-crisi.
Giovanni Sabatini, Direttore Generale di ABI, ha dichiarato: “La riduzione in corso dei flussi di deterioramento del credito al settore privato ha basi solide e si può prevedere che, con il consolidarsi della ripresa economica in atto, nei prossimi anni il processo miglioramento della qualità del credito continuerà su ritmi superiori a quelli attuali. La riduzione del rischio è strettamente connessa con la ripresa del credito all’economia. In questa fase, i tre elementi, crescita dell’economia, riduzione del rischio e ripresa del credito sembrano tutti presentare un’evoluzione positiva.”
 Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Cerved, ha commentato: “Negli ultimi mesi il flusso di prestiti che le banche devono classificare come crediti scaduti o come inadempienze probabili è diminuito rapidamente, fino a tornare a livelli vicini a quelli pre-crisi. Questo, insieme a un consolidamento della situazione finanziaria delle imprese, suggerisce nei prossimi mesi un miglioramento più marcato anche per le nuove sofferenze, che reagiscono con più ritardo a miglioramenti della congiuntura. Una notizia finalmente positiva per il nostro mercato del credito, soprattutto alla luce delle operazioni di cessione dei crediti deteriorati che indicano che sta finalmente decollando il mercato dei Npl”. 

Ben lontano dai picchi negativi del 2012 e situazione gestibile anche grazie a misure straordinarie

Domande moratoria prestiti a quota 2,7 mln per 295 mld euro | [29/07/2020]

(29 lugio 2020) Credito e liquidità per famiglie e imprese: oltre 295 miliardi di euro le domande di moratoria sui prestiti; oltre 61 miliardi il valore delle domande al Fondo di Garanzia per le PMI; 10,5 miliardi di euro le garanzie emesse da SACE.

​Si confermano su volumi elevati, pari a 2,7 milioni per un valore di circa 295 miliardi di euro, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 910 mila le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 10,5 miliardi di euro, su 312 richieste ricevute.
Questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e SACE(i).
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 17 luglio sono pervenute 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per 295 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 93% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.

Più in dettaglio, il 44% delle domande provengono da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 194 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 158 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (50 mila) hanno riguardato 12 miliardi di finanziamenti alle PMI.
Le domande delle famiglie(ii)  riguardano prestiti per circa 92 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto circa 202 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto quasi 452 mila adesioni, per circa 19 miliardi di prestiti.

Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere nella settimana dal 10 al 17 luglio, a 1,07 milioni, per un importo di finanziamenti di quasi 79 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido. In particolare, al 17 luglio sono stati erogati quasi l’87% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. La percentuale di prestiti erogati risulta in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente, sia in termini di numeri di richieste sia in termini di importi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 910.121 le richieste pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 28 luglio 2020 per le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 61,1 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 905.600, pari ad un importo di circa 60,6 miliardi di euro. Di queste, oltre 777.857 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 15,4 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 29 luglio sono state accolte 896.494 operazioni, di cui 892.267 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 10,5 miliardi di euro i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 6,7 miliardi di euro riguardano le prime tre operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 3,8 miliardi di euro circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata, a fronte di 309 richieste di Garanzia gestite ed emesse entro 48 dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche e società di factoring e leasing.

________________________
(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.
(ii) La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.
 

Domande moratoria prestiti a quota 2,7 mln per 295 mld di euro