Domande moratoria prestiti a quota 2,7 mln per 295 mld euro | [29/07/2020]

(29 lugio 2020) Credito e liquidità per famiglie e imprese: oltre 295 miliardi di euro le domande di moratoria sui prestiti; oltre 61 miliardi il valore delle domande al Fondo di Garanzia per le PMI; 10,5 miliardi di euro le garanzie emesse da SACE.

​Si confermano su volumi elevati, pari a 2,7 milioni per un valore di circa 295 miliardi di euro, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 910 mila le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 10,5 miliardi di euro, su 312 richieste ricevute.
Questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e SACE(i).
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 17 luglio sono pervenute 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per 295 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 93% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.

Più in dettaglio, il 44% delle domande provengono da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 194 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 158 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (50 mila) hanno riguardato 12 miliardi di finanziamenti alle PMI.
Le domande delle famiglie(ii)  riguardano prestiti per circa 92 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto circa 202 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto quasi 452 mila adesioni, per circa 19 miliardi di prestiti.

Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere nella settimana dal 10 al 17 luglio, a 1,07 milioni, per un importo di finanziamenti di quasi 79 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido. In particolare, al 17 luglio sono stati erogati quasi l’87% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. La percentuale di prestiti erogati risulta in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente, sia in termini di numeri di richieste sia in termini di importi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 910.121 le richieste pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 28 luglio 2020 per le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 61,1 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 905.600, pari ad un importo di circa 60,6 miliardi di euro. Di queste, oltre 777.857 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 15,4 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 29 luglio sono state accolte 896.494 operazioni, di cui 892.267 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 10,5 miliardi di euro i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 6,7 miliardi di euro riguardano le prime tre operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 3,8 miliardi di euro circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata, a fronte di 309 richieste di Garanzia gestite ed emesse entro 48 dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.
(ii) La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.
 

Domande moratoria prestiti a quota 2,7 mln per 295 mld di euro

Nel 2019 le nuove sofferenze torneranno ai livelli pre-crisi | [29/07/2020]

(23 febbraio 2018) ​I tassi di ingresso in sofferenza delle aziende italiane scenderanno al 2,1% alla fine del prossimo biennio, molto vicino ai livelli del 2008. Il miglioramento riguarda tutti i settori economici, le aree territoriali e le dimensioni di impresa, con una dinamica più contenuta per le micro imprese, le aziende del Centro-Sud e quelle attive nelle costruzioni

​Continua a migliorare la situazione di banche e imprese sul fronte delle sofferenze. Nel prossimo biennio, infatti, la percentuale dei crediti alle imprese che nell’anno entrano nello stato di sofferenza (tasso di ingresso in sofferenza), che sono all’origine della maggior parte dei crediti in sofferenza accumulati dalle banche, continueranno a scendere, fino ad attestarsi su valori molto vicini ai livelli pre-crisi. Un trend positivo che rafforza la netta inversione di tendenza registrata nel 2017, quando, per la prima volta dall’inizio della crisi, il monte delle sofferenze accumulate dalle banche italiane ha segnato una forte diminuzione (-26% in termini netti, dopo che nei precedenti otto anni era quadruplicato), insieme al tasso di nuove sofferenze, sceso dal 3,8% del 2016 al 3,2%. Il calo delle nuove sofferenze proseguirà in modo più pronunciato nel 2018, quando si attesterà al 2,5%, e subirà un leggero rallentamento nel 2019, fermandosi al 2,1%, valori prossimi a quelli registrati nel 2008 (1,7%). Un miglioramento che riguarda tutti i settori economici, le aree territoriali e le dimensioni di impresa considerate, ma più contenuto per le microimprese, le aziende del Centro-Sud e quelle operanti nelle costruzioni, che nonostante un forte rallentamento del grado di rischio, rimangono in una condizione di ritardo.
Sono alcune delle stime e delle previsioni contenute nell’Outlook sulle sofferenze delle imprese realizzato da Cerved, primario operatore in Italia nell’analisi del rischio del credito, e ABI, Associazione Bancaria Italiana, aggiornato a febbraio 2018, nel quale si aggiornano i dati 2016, si forniscono stime per il 2017 e previsioni per il biennio 2018-19.
“Le nostre stime indicano che le banche e le imprese non finanziarie stanno progressivamente smaltendo le difficoltà che hanno accumulato negli anni peggiori della crisi economica e che il tasso di nuove sofferenze nel 2019 tornerà a livelli simili a quelli registrati prima della recessione – commenta Marco Nespolo, Amministratore delegato di Cerved -. Il dato più interessante, e che ci fa ben sperare per il futuro, è che il calo delle nuove sofferenze, che avevamo già evidenziato nel 2016 per le imprese con più di dieci addetti, ora sta investendo tutte le dimensioni aziendali, i settori economici e le aree del Paese. Un segnale che lo stato di salute delle imprese italiane sta migliorando”.
Giovanni Sabatini, Direttore Generale di ABI ha dichiarato: “I dati contenuti nel rapporto illustrano gli ottimi risultati, superiori alle attese, che il settore bancario italiano ha saputo realizzare in termini di riduzione dell’esposizione ai crediti deteriorati. Le previsioni per il prossimo biennio mostrano un ulteriore recupero nella qualità del credito, sia per quel che concerne gli stock sia per i flussi di nuove sofferenze. Ciò lascia intendere che la questione della gestione dell’elevato ammontare di crediti deteriorati ereditati con la crisi è in via di accelerata soluzione e le banche italiane possono tornare a guardare con ottimismo al futuro, concentrandosi sulla crescita delle attività a supporto del settore produttivo”.
In base agli ultimi dati disponibili (dicembre 2017), nell’anno passato lo stock di sofferenze accumulate dalle banche italiane, che in termini lordi si erano quintuplicate tra 2008 e 2016 (da 41 a 201 miliardi di euro), si è attestato a 167 miliardi in termini lordi, in calo del 17% rispetto a fine 2016, con una diminuzione di analoga entità nel segmento dei crediti originati dalle imprese (-18%). Il calo è ancora più incoraggiante se si tiene conto delle sofferenze nette, che sono passate da circa 87 miliardi di euro a fine 2016 a 64 miliardi a fine 2017 (-26%).

Gli andamenti settoriali
L’Outlook Abi-Cerved ha evidenziato nel 2017 un calo generale dei tassi di ingresso in sofferenza in tutti i settori economici, anche se rimangono ancora forti differenze fra i valori registrati nei vari settori. L’industria ha visto un’accelerazione del miglioramento iniziato nel 2014, con il tasso di ingresso in sofferenza sceso al 2,4%, contro il 3% dell’anno precedente. La discesa dei tassi è stata più marcata fra le medie imprese (1,2%), che hanno raggiunto i livelli pre-crisi, e nelle piccole e grandi imprese, che nell’ultimo anno hanno fortemente ridotto il divario con i livelli pre-crisi (+0,1 punti percentuali rispetto al 2008), mentre il gap rimane più ampio per le micro società (+0,7 punti percentuali).
Dopo otto anni di costante crescita, nel 2017 i tassi di ingresso in sofferenza hanno iniziato a scendere anche nel settore delle costruzioni, dal 6,1% del 2016 al 5,2% del 2017, anche se rimangono ancora superiori a quelli degli altri settori e lontani dai livelli del 2008. Le più virtuose sono le grandi imprese (4,1%), seguite dalle piccole (5,5%), le medie (5,4%) e le micro imprese (5,2%).
Anche nel caso dei servizi, la lunga tendenza negativa durata fino a tutto il 2016 si è invertita negli ultimi dodici mesi. I tassi di ingresso in sofferenza si sono ridotti dal picco del 3,6% al 3%, con miglioramenti su tutte le fasce dimensionali analizzate. Il calo è più pronunciato tra le microimprese (dal 3,9% al 3,2%) e tra le piccole società (dal 2,8% al 2,2%), ma medie (da 2,3% a 1,8%) e grandi società (da 1,8% a 1,3%), continuano a essere quelle con le performance migliori.
Gli andamenti territoriali – La generale discesa dei tassi di ingresso in sofferenza ha riguardato tutta la penisola, con una tendenza alla riduzione del divario fra le diverse aree italiane. È proseguita, la dinamica positiva nel Nord-Est, con un calo dei tassi dal 2,7% al 2,2%, e nel Nord-Ovest, in cui si è passati dal 3,2% al 2,5%. Evidente l’inversione di tendenza nel Centro-Sud, dove le nuove sofferenze erano risultate in crescita per tutto il 2016, e dove si registra una riduzione dei tassi di quasi un punto nel Mezzogiorno e Isole (dal 5,4% al 4,5%) e di oltre mezzo punto nel Centro Italia (dal 4,7% al 4,1%).
Dall’analisi delle dimensioni aziendali emerge un divario nella solidità delle imprese ancora molto evidente fra il Nord Italia e il Meridione. Le grandi società del Sud (con tassi in calo dal 3,2% al 2,4%) risultano meno rischiose delle imprese del Centro (scesi dal 3% al 2,5%), ma restano lontane dalle performance delle aziende del Nord-Est e Nord-Ovest (0,9% e 0,8% contro l’1,3% del 2016). Un gap evidente anche se si guarda alle medie imprese, dove le nuove sofferenze al Centro (in calo dal 3,5% al 2,9%) e al Sud (dal 4,2% al 3,5%) sono molto superiori a quelle segnalate nel Nord-Ovest (dall’1,9% all’1,3%) e nel Nord-Est (dall’1,6% all’1,1%). Fra le piccole imprese, quelle del Sud registrano la riduzione più marcata (dal 4,8% al 4%), seguite dalle società del Nord-Ovest (dal 2,5% all’1,8%), del Centro (dal 4% al 3,4%) e dal Nord-Est (dal 2,1% all’1,6%). Nelle microimprese, invece, è più evidente la riduzione dei divari geografici, grazie a miglioramenti più pronunciati nel Meridione (dal 5,6% al 4,7%) e nel Centro Italia (dal 4,9% 4,3%) rispetto al Nord-Ovest (dal 3,5% al 2,8%) e al Nord-Est (dal 3% al 2,5%).
Le previsioni al 2019 – In base alle previsioni dell’Outlook Abi-Cerved, la discesa dei tassi di ingresso in sofferenza proseguirà per tutto il prossimo biennio. Il calo sarà più pronunciato tra le microimprese e le piccole società, con tassi attesi rispettivamente al 2,3% e all’1,5%, e più contenuto tra le medie (1,1%) e grandi imprese (0,9%). Nel 2019 i tassi di ingresso in sofferenza torneranno vicini ai livelli pre-crisi in tutte le fasce dimensionali, con l’eccezione delle microimprese
Spostando l’analisi sui settori, nell’industria i tassi scenderanno sotto i livelli pre-crisi, con la sola eccezione delle micro imprese. Nei servizi il divario con i livelli del 2008 sarà ancora evidente nelle piccole e micro aziende (di 0,3-0,5 punti). Nelle costruzioni, invece, i flussi di nuove sofferenze si manterranno su livelli abbastanza elevati (3,3%). Le previsioni indicano miglioramenti marcati e diffusi a
tutte le aree geografiche nel 2018 e nel 2019, ma se nel Nord saranno recuperati i livelli pre-crisi, per le aziende del Centro-Sud le nuove sofferenze si manterranno al di sopra dei valori del 2008. Le società del Mezzogiorno (3,2%) continueranno ad essere le più rischiose nel 2019, seguite da quelle del Centro (2,8%), del Nord-Ovest (1,6%) e del Nord-Est (1,4%).

 

Ben lontano dai picchi negativi del 2012 e situazione gestibile anche grazie a misure straordinarie

Le domande pervenute dalle banche sono cresciute a 900 mila | [25/07/2020]

​(25 luglio 2020) L’ABI segnala che a ieri, 24 luglio, le domande pervenute dalle banche al Fondo di Garanzia sono cresciute a 900 mila circa (899.818), per 59,5 miliardi di finanziamenti richiesti (oltre un miliardo in più rispetto al giorno precedente).

​Per le operazioni fino a 30 mila Euro le domande pervenute sono cresciute a 771 mila, per 15,3 miliardi di Euro di finanziamenti richiesti.

Le domande pervenute dalle banche sono cresciute a 900 mila per 59,5 miliardi

Le banche rafforzano le iniziative di educazione finanziaria | [23/07/2020]

​(23 luglio 2020) Sostenere l’inclusione dei cittadini nei processi economici e nei contesti sociali attraverso le iniziative di educazione finanziaria e al risparmio. È con questo obiettivo che le banche rafforzano le proprie attività di inclusione e sostenibilità nei confronti delle diverse fasce della popolazione.

​È quanto emerge dall’ultima rilevazione BusinEsSG 2019, che ABI dedica all’integrazione delle variabili ambientali, sociali e connesse alla gestione d’impresa (acronimo ESG dall’inglese Environmental, Social and Governance) nelle strategie e decisioni di business da parte delle banche. Obiettivo dell’indagine è rappresentare l’attenzione delle banche agli impatti delle loro attività secondo un approccio multidimensionale, che tenga in considerazione anche la dimensione sociale e ambientale, e non solo economica.

L’indagine, realizzata su un campione pari all’87,4% del totale attivo del settore bancario operante in Italia, rileva da parte delle banche un sempre maggiore interesse a sviluppare iniziative che possano supportare uno sviluppo sostenibile e inclusivo quale motore di crescita. La diffusione delle competenze economiche di base risponde alle esigenze di cultura finanziaria dei cittadini. Un impegno che ABI ha inserito anche all’interno del proprio statuto, e che promuove anche attraverso le attività e i progetti di educazione finanziaria realizzati su tutto il territorio nazionale dalla Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf), nata su iniziativa della stessa ABI.

Per chi le banche realizzano iniziative di educazione finanziaria
Secondo l’indagine, la quasi totalità dei rispondenti (pari al 87,2% del totale attivo del settore bancario italiano) ha attuato delle iniziative di educazione finanziaria, per la maggior parte indirizzate al mondo dell’istruzione, di ogni tipo o grado. In particolare, l’indagine rileva il coinvolgimento degli studenti di scuole secondarie di secondo grado (per circa l’83% del totale attivo del settore bancario), di universitari (75% circa), docenti (72%), e giovani al di fuori del contesto scolastico (75%), oltre alla crescente attenzione rivolta agli studenti del primo ciclo scolastico.
Particolare attenzione viene data inoltre alla formazione degli stranieri (per quasi il 71% del totale attivo del settore) e all’istruzione della popolazione più adulta, anche in vista dell’introduzione nei servizi bancari di nuove tecnologie (oltre l’85%).
A sostegno della crescita economica e dell’innovazione, per oltre il 70% del totale attivo del settore bancario, le Pmi e il Terzo settore sono le fasce su cui si concentrano maggiormente le iniziative.

quanto emerge dall`ultima rilevazione BusinEsSG 2019

Le moratorie toccano quota 2,7 milioni per 292 miliardi | [23/07/2020]

​(23 luglio 2020) L’ABI segnala che a ieri, 22 luglio, le domande pervenute dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato le 879 mila, per 57,5 miliardi di Euro, di cui 756 mila fino a 30 mila Euro, per finanziamenti che hanno superato i 15 miliardi di Euro.

​L’ABI sottolinea che questi importi sempre crescenti vanno valutati in parallelo alla ancor più forte crescita delle moratorie che sono divenute circa 2,7 milioni, per 292 miliardi di Euro.

Oltre 879 mila domande le moratorie toccano quota 2,7 milioni per 292 miliardi

292 miliardi di euro le domande di moratoria sui prestiti | [22/07/2020]

​(22 luglio 2020) Credito e liquidità per famiglie e imprese: oltre 292 miliardi di euro le domande di moratoria sui prestiti; 57 miliardi il valore delle domande al Fondo di Garanzia per le PMI; 9,6 miliardi di euro le garanzie emesse da SACE.

​Si confermano su volumi elevati, quasi 2,7 milioni per un valore di circa 292 miliardi di euro, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 874.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso “Garanzia Italia” di SACE sono state concesse garanzie per 9,6 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata.
Questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e SACE (i)
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 10 luglio sono pervenute poco meno di 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per 292 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 92% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
Più in dettaglio, il 45% delle domande proviene da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 194 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 157 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (49 mila) hanno riguardato 12 miliardi di finanziamenti alle PMI. 
Le domande delle famiglie  riguardano prestiti per circa 92 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto circa 192 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto quasi 440 mila adesioni, per circa 18 miliardi di prestiti. 
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere nella settimana dal 3 al 10 luglio, a 1,04 milioni, per un importo di finanziamenti di circa 76 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido. In particolare, al 10 luglio sono stati erogati quasi l’85% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. La percentuale di prestiti erogati risulta in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente, sia in termini di numeri di richieste sia in termini di importi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 874.828 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 21 luglio 2020 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 57 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 870.509, pari ad un importo di circa 56,4 miliardi di euro. Di queste, oltre 752.800 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 14,9 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 22 luglio sono state accolte 860.172 operazioni, di cui 856.140 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 9,6 miliardi di euro i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa Si confermano su volumi elevati, quasi 2,7 milioni per un valore di circa 292 miliardi di euro, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 874.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso “Garanzia Italia” di SACE sono state concesse garanzie per 9,6 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata.Questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e SACE . La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 10 luglio sono pervenute poco meno di 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per 292 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 92% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.Più in dettaglio, il 45% delle domande proviene da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 194 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 157 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (49 mila) hanno riguardato 12 miliardi di finanziamenti alle PMI.  Le domande delle famiglie  riguardano prestiti per circa 92 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto circa 192 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin6,~7 miliardi di euro riguardano le prime tre operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 2,9 miliardi di euro circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata, a fronte di 255 richieste di Garanzia gestite ed emesse entro 48 dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.  La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.

La rilevazione settimanale: oltre 292 miliardi le domande di moratoria sui prestiti

Richieste prestiti a Fondo Garanzia a 54,2 miliardi | [17/07/2020]

​(17 luglio 2020) L’ABI segnala che ieri, 16 luglio, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono cresciuti di un miliardo di Euro a 54,2 miliardi di Euro, per 854 mila domande pervenute, di cui, fino a 30 mila Euro, 14,6 miliardi, per circa 739 mila domande.

​L’ABI sottolinea che le banche sono pienamente impegnate ad istruire ogni domanda venga loro presentata, ma non possono e non debbono tentare di costringere i clienti a presentare domande se i clienti non sono interessati a farlo. Per cui è impossibile che tutti coloro che hanno i requisiti per presentare domande di liquidità, ne facciano richiesta alle banche.

Richieste prestiti a Fondo Garanzia a 54,2 miliardi e finanziamenti a Pmi a 14,6 miliardi

I finanziamenti richiesti dalle banche cresciuti a 53,2 miliardi | [16/07/2020]

​(16 luglio 2020) L’ABI segnala che a ieri, 15 luglio, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono cresciuti a 53,2 miliardi di Euro, con 844 mila domande presentate, di cui 731 mila fino a 30 mila Euro, per 14,5 miliardi di Euro.

​L’ABI sottolinea che questi finanziamenti crescono quotidianamente in parallelo ad altre iniziative sociali delle banche, come le moratorie, che hanno raggiunto i 290 miliardi di Euro: cifre sempre più ingenti.

I finanziamenti richiesti dalle banche sono cresciuti a 53,2 miliardi con 844 mila domande

A quasi 290 mld le domande adesione alle moratorie prestiti | [15/07/2020]

(14 luglio 2020) Si confermano su volumi elevati, oltre 2,6 milioni per un valore di quasi 290 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti, mentre superano quota 830.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 9 miliardi di euro, su 215 richieste ricevute.
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​Questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace .
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 3 luglio sono pervenute oltre 2,6 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per 289 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 92% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
Più in dettaglio, il 45% delle domande provengono da società non finanziarie (a fronte di prestiti per 192 miliardi). Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 157 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’ABI (49 mila) hanno riguardato 12 miliardi di finanziamenti alle PMI.
Le domande delle famiglie  riguardano prestiti per circa 88 miliardi di euro. Si stabilizzano, a circa 177 mila, le domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto quasi 490 mila adesioni, per circa 22 miliardi di prestiti.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere nella settimana dal 26 giugno al 3 luglio, superando il milione di domande, per un importo di finanziamenti di circa 72 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido. In particolare, al 3 luglio sono stati erogati circa l’84% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. La percentuale di prestiti erogati risulta in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente, sia in termini di numero di richieste, sia in termini di importi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 838.962 le richieste pervenute dagli intermediari al Fondo di Garanzia dal 17 marzo al 14 luglio 2020 relative alle garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 52,5 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 834.852, pari ad un importo di circa 52 miliardi di euro. Di queste, 728.279 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 14,5 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 14 luglio (data dell’ultima seduta del Consiglio di gestione) sono state accolte 825.165 operazioni, di cui 821.330 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 9 miliardi di euro i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 6,7 miliardi di euro riguardano le prime tre operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 2,3 miliardi di euro circa i volumi complessivi garantiti in procedura semplificata, a fronte di 212 richieste di Garanzia gestite ed emesse entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche e società di factoring. 

A quasi 290 mld le domande di adesione alle moratorie sui prestiti

I finanziamenti richiesti ora ammontano a 51,3 miliardi | [14/07/2020]

(14 luglio 2020) L’ABI segnala che, in relazione alle richieste dei clienti, continuano ad aumentare le domande presentate dalle banche al Fondo di Garanzia che, a ieri 13 luglio, ammontano a 823 mila, per 51,3 miliardi di Euro, di cui 715 mila fino a 30 mila Euro, per oltre 14 miliardi di Euro di finanziamenti richiesti.

​L’ABI rileva che sta evidenziandosi una maggior crescita delle richieste di finanziamenti con garanzie sopra i 30 mila Euro, rispetto a quelle sotto i 30 mila Euro.

I finanziamenti richiesti dalle banche sono saliti a 51,3 mld, con 823 mila domande pervenute