Il Premio ABI per l’innovazione al Premio dei Premi

(18 dicembre 2017) ​​Le banche vincitrici
alla cerimonia di premiazione con la Presidente della
Camera dei Deputati e il Presidente della Fondazione Cotec​
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​Il Premio ABI per l’innovazione nei servizi
bancari partecipa al Premio dei Premi, il riconoscimento istituito dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri e dalla Fondazione Cotec, nell’ambito della Giornata
Nazionale per l’innovazione, per valorizzare le migliori capacità innovative e
creative di aziende, università, amministrazioni, enti o singoli.​ Il
Premio dei Premi – assegnato ogni anno ai migliori progetti d’innovazione del
settore bancario,
dell’industria, dei servizi, dell’università, della pubblica amministrazione e
del terziario – é stato consegnato a Banca
Sella, Banco BPM, Crédit Agricole Cariparma e Credito Valtellinese. Le quattro
banche – selezionate tra le otto vincitrici del Premio ABI per l’innovazione
2017 – hanno partecipato alla cerimonia di premiazione che si è svolta oggi alla
presenza della Presidente
della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, e del Presidente della Fondazione
Cotec, Luigi Nicolais.
Il Premio ABI per l’innovazioneIl Premio ABI per l’Innovazione nei Servizi Bancari è
stato istituito nel 2011 per dare visibilità a progetti e servizi innovativi ed
attivare meccanismi positivi di diffusione delle migliori pratiche del
settore. Il Premio Abi ha registrato negli anni una crescente attenzione
da parte del mondo bancario, con oltre 411 progetti presentati nelle diverse
edizioni da circa 174 banche. L’iniziativa ha consolidato negli anni il proprio
successo, proseguendo nell’opera di ricerca e individuazione di soluzioni e
progetti sempre più efficaci e avanzati.Alla settima edizione del Premio Abi per l’Innovazione
nei Servizi Bancari hanno partecipato 66 progetti di 23 banche, esaminati dal
Comitato Tecnico Scientifico e dalla Giuria, composta da rappresentanti del
mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico.

Digitalizzazione come opportunità di sviluppo e crescita

​Il Rapporto ABI 2017 sul mercato del lavoro analizza l’impatto sulle Banche in Italia della digitalizzazione, della regolamentazione e dell’evoluzione del quadro economico

 

​La sempre maggiore digitalizzazione costituisce un elemento che incide sempre di più nella definizione dello scenario economico, producendo i suoi effetti sia sui modelli di business sia sui processi produttivi delle imprese, ma soprattutto creando nuove modalità di relazione con i clienti.
Il settore bancario è tra i più coinvolti nella sfida della digitalizzazione, in competizione – tra l’altro – con operatori non bancari che offrono servizi senza i vincoli, anche regolamentari, che invece gravano sulle banche. Sono in corso profondi mutamenti nel settore bancario in Italia e in Europa:

  • una riduzione del numero degli sportelli “fisici” e una riorganizzazione della rete, in favore dei canali telematici, con positivi effetti sulla flessibilità dell’organizzazione del lavoro;
  • una crescita del numero di lavoratori impiegati nelle attività commerciali, di consulenza specializzata, di customer service anche fuori sede, con particolare riguardo a nuovi mestieri anche in ambiti diversi da quelli della tradizionale attività bancaria;
  • una diminuzione del numero di lavoratori impiegati allo sportello e al back office, in esito alla semplificazione e standardizzazione delle attività e per effetto della smaterializzazione;
  • lo sviluppo di modalità alternative di relazione con il cliente, anche “a domicilio” e basate sull’utilizzo di strumenti di comunicazione a distanza;
  • la distribuzione e l’offerta di prodotti e servizi nuovi e personalizzati.

Un complesso di cambiamenti nella direzione di una banca sempre più efficiente a sostegno dell’economia reale, delle imprese e delle famiglie.
Tutto ciò incide, oltre che sull’organizzazione e sul mercato del lavoro, sulle regole del diritto del lavoro e sindacale che devono adeguarsi ad un nuovo contesto che, tra l’altro, comporta il progressivo superamento delle stesse nozioni di spazio e di tempo della prestazione lavorativa su cui, per decenni, sono state edificate le strutture normative che disciplinano il rapporto di lavoro.
È la sintesi della venticinquesima edizione del Rapporto ABI 2017 sul mercato del lavoro nell’industria finanziaria, presentato oggi a Milano, che fornisce un quadro della posizione competitiva del settore bancario italiano attraverso l’esame di numerose informazioni riferite alle risorse umane, alla loro gestione e al relativo costo.
Di fronte a questo quadro in evoluzione, i dati esaminati nel Rapporto ABI 2017 sul mercato del lavoro evidenziano una limitata contrazione occupazionale del personale bancario (0,7% tra il 2015 e il 2016). La stabilità del rapporto di lavoro si conferma come valore fondamentale, con un’incidenza del 99% dei contratti a tempo indeterminato (compresi gli apprendisti). La qualità del personale, misurata attraverso il titolo di studio conseguito, è in continua crescita: i laureati rappresentano infatti il 38,8% del personale bancario. La presenza di personale femminile è in costante aumento (45,2%).
L’analisi di confronto internazionale evidenzia il permanere di una generalizzata bassa redditività dei mercati bancari europei. In Italia si rileva una struttura di costo che si conferma più onerosa della media in termini relativi e un mix di ricavi che la espone in modo più diretto al basso livello dei tassi di interesse e alla ancora limitata dinamica del ciclo economico, anche se in significativa ripresa. A ciò si aggiunge un quadro delle regole e di vigilanza che si caratterizza per la scarsa stabilità e certezza del diritto, contribuendo in tal modo a rallentare lo sviluppo dell’attività bancaria.
Questi fattori, insieme alla questione della gestione dei crediti deteriorati, che ha assunto una valenza prioritaria per i regolamentatori, stanno determinando profondi interventi di adeguamento delle strutture aziendali, con riflessi gestionali e organizzativi in tutta Europa, pur con grandezze e dinamiche diverse tra tipologie di banche e tra Paesi.
In particolare, l’analisi mostra il permanere di un gap a sfavore dei gruppi bancari italiani rispetto ai maggiori concorrenti europei sui principali indicatori utilizzati nella valutazione dell’efficienza della gestione della struttura di costo, e del costo per il personale in particolare, oltre che sulla redditività.
In quest’ottica, la recente ripresa del ciclo economico, i cui effetti si stanno cominciando a materializzare nei conti bancari del 2017, deve essere da stimolo alla prosecuzione degli sforzi in atto; significativi recuperi di redditività si potranno, infatti, conseguire solo con ulteriori azioni volte a contenere i costi operativi complessivi. In particolare in termini di rinnovamento del modello distributivo, che rappresenta uno dei principali fattori di costo per le banche italiane, in virtù del modello di business che le caratterizza.
Oltre all’esigenza della prosecuzione di interventi gestionali da parte delle banche va tuttavia confermata, da un lato, la necessità che non si arresti il processo delle riforme strutturali a livello nazionale e, dall’altro, il fondamentale ruolo svolto dalla regolamentazione. Il tutto per colmare la distanza che ancora separa l’Italia dalle principali economie e contribuire a una crescita permanentemente più robusta nei prossimi anni.
La presentazione del Volume è stata introdotta da Eliano Omar Lodesani, Presidente del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro di ABI e, all’illustrazione dei principali risultati da parte di Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale di ABI, Responsabile della Direzione Strategie e Mercati Finanziari, e da Stefano Bottino, Direttore Centrale di ABI, Responsabile della Direzione Sindacale e del Lavoro, sono seguiti gli interventi di Maurizio Del Conte, Presidente ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), e del Prof. Marco Marazza, Ordinario di Diritto del Lavoro e Relazioni Industriali presso l’Università degli Studi di Roma “Universitas Mercatorum” e l’Università Luiss Guido Carli.

 

In arrivo il vademecum ABI per acquisti sicuri in Rete

(16 dicembre 2017) ​ABI – in collaborazione con ABI Lab, Polizia di Stato, CERTFin e Feduf – promuove l’uso responsabile della tecnologia e degli strumenti di pagamento con una guida che illustra le regole base per concludere senza rischi transazioni di commercio elettronico, usare con attenzione le carte e accedere in sicurezza da pc o cellulare ai canali digitali delle banche.

​Consapevolezza e attenzione: queste le caratteristiche fondamentali richieste ai consumatori quando utilizzano i nuovi canali digitali per gestire operazioni di pagamento. Le banche mettono a disposizione strumenti informativi ad hoc destinati alla propria clientela, affiancando e integrando le generali campagne informative rivolte ai cittadini. Motore dell’azione l’Associazione Bancaria Italiana, che ha promosso una campagna di sensibilizzazione all’uso responsabile della tecnologia e degli strumenti di pagamento, realizzata da Bancaria Editrice con il contributo di ABI Lab – il Centro di Ricerca e Innovazione per la Banca promosso dall’Associazione Bancaria – e di prestigiosi e qualificati interlocutori quali Polizia di Stato, CERTFin e Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (Feduf).
I messaggi della campagna comunicazione sono veicolati attraverso la guida cartacea “Home banking, carte, e-commerce… Regole semplici per pagamenti sicuri”, sintetico compendio di consigli pratici e buone prassi per utilizzare senza rischi i servizi di e-commerce e le carte di pagamento, accedere in sicurezza all’home banking e al mobile banking ma anche usare consapevolmente il computer e i Social network. Prevista anche una versione digitale in forma di infografica destinata ai canali Social e ai siti Web: pubblicata sul sito di Abi Servizi, è visualizzabile al link:
https://www.abiservizi.it/Content/Abi/cms_attachments/00/02/298_Pagamenti Sicuri Infografica.pdf. L’iniziativa, lanciata a fine novembre in occasione dell’edizione 2017 del Salone dei Pagamenti, è rivolta alle banche, che possono mettere a disposizione della propria clientela il materiale informativo.
La guida cartacea è organizzata in sei sezioni: ognuna propone tre messaggi chiave per agire in sicurezza, accompagnata da due pillole informative che traducono e spiegano il significato di termini tecnici di utilizzo sempre più diffuso come phishing, 3DSecure, CVV o malware. A seguire tre ulteriori messaggi finali sulla gestione delle transazioni commerciali, con particolare riferimento ai rischi rappresentati dalla condivisione via cellulare o posta elettronica delle immagini di strumenti di pagamento (ad esempio foto di assegni, circolari o bancari) oppure alla comunicazione di dati sensibili agli esercenti commerciali. A chiudere, un utile glossario di parole e concetti chiave.
Tra i messaggi veicolati oltre a semplici suggerimenti – come la raccomandazione agli utenti dell’home banking a modificare periodicamente i codici di accesso alla propria area riservata, a non utilizzare computer condivisi per concludere transazioni online o, ancora, l’accortezza di non conservare mai il Pin assieme alle proprie carte di pagamento – anche consigli tecnici come l’indicazione di cliccare, una volta connessi al sito della propria banca, sull’icona a forma di lucchetto nella barra di navigazione per avere conferma sull’attendibilità del sito Web. Gli utenti di servizi bancari via smartphone sono tra l’altro invitati a utilizzare solo applicazioni ufficiali, mantenere sempre aggiornati antivirus e sistema operativo e attivare la crittografia del telefono e della scheda di memoria.

Rapine in calo del 36,9% nei primi nove mesi del 2017

(14 dicembre 2017) ​La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza e i risultati dell’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria.
 

​Diminuiscono le rapine in banca. Nei primi nove mesi del 2017, infatti, sono stati 188 i colpi compiuti allo sportello, con un calo del 36,9% rispetto ai 298 dello stesso periodo dell’anno precedente. In netto calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 1,2 a 0,9. Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, presentati oggi al convegno “Stati generali della Sicurezza”, l’evento ABI che approfondisce i temi della sicurezza in banca e negli altri settori a rischio rapina.

La mappa delle rapine in banca
Nei primi tre trimestri del 2017, le rapine sono diminuite in: Calabria ( -60%, da 5 a 2), Campania (-25%, da 20 a 15), Emilia Romagna (-44,4%, da 36 a 20), Lazio (-31,3%, da 32 a 22), Liguria (-33% da9 a 6), Lombardia (-52,8%, da 53 a 25), Molise (-50% da 2 a 1), Piemonte (-34,5% da 29 a 19), Sicilia (-80,4%, da 46 a 9), Toscana (- 42,9%, da 28 a 16) e Veneto (-57,1%, da 14 a 6). Nessun colpo in banca in Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta. Invariate le rapine in Basilicata (solo una) e in Umbria (solo tre). Aumenti si sono invece verificati in: Abruzzo (6 rapine da 5), Marche (5 rapine da 4), Puglia (31 rapine da 11) e Sardegna (1 rapina da 0).

Nel corso del convegno sono stati presentati anche i risultati dell’ottavo Rapporto Intersettoriale OSSIF sulla Criminalità Predatoria – messo a punto nell’ambito dell’Osservatorio Intersettoriale avviato da Ossif, il Centro di Ricerca dell’ABI sulla Sicurezza Anticrimine, in collaborazione col Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, e con la partecipazione di Assovalori, Confcommercio – Imprese per l’Italia, Federazione Italiana Tabaccai, Federdistribuzione, Federfarma Poste Italiane e Unione Petrolifera.  Dallo studio emerge che nel biennio 2015-2016 le rapine totali denunciate dalle Forze dell’ordine all’Autorità giudiziaria sono diminuite di 15 mila casi rispetto al biennio precedente, pari ad un calo del 18%. Il trend positivo ha caratterizzato tutti i comparti a cominciare dal settore bancario per il quale le rapine sono calate del 35% passando dalle 2.037 del biennio 2013-2014 alle 1.318 del biennio 2015-2016. Seguono le rapine ai distributori di carburante (-34%), le rapine in farmacia (-25%), le rapine negli esercizi commerciali (-22%), le rapine in abitazione (-18%), le rapine negli uffici postali (-18%), le rapine in tabaccheria (-17%) e le rapine in pubblica via (-15%).
 
Gli investimenti in sicurezza e la collaborazione con le Forze dell’ordine
Tra i motivi del positivo calo delle rapine in banca si segnalano i continui investimenti delle banche italiane che ogni anno destinano in media oltre 600 milioni di euro per rendere le proprie filiali più protette e sicure, adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e realizzando attività info-formative verso i propri dipendenti. Inoltre è ancora più stretta la collaborazione con le Forze dell’Ordine, sancita dalla stipula di un Protocollo Anticrimine, operativo su quasi tutto il territorio nazionale.

La banca motore dell’economia nel contesto europeo

(12 dicembre 2017) Dichiarazioni del Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli  al convegno “La banca, motore dell’economia nel contesto europeo” – Bologna, 12 Dicembre 2017 

 

Agenzie di stampa – Selezione

Banche, Patuelli (ABI): Su Npl spero in riflessione senza preconcetti. Dibattito non ancora concluso dopo l’Addendum del 4 ottobre
Bologna, 12 dic. (askanews) – Sugli Npl “confido che si sviluppi una riflessione senza preconcetti” a livello europeo, che tenga conto di tutte le “argomentazioni” che sono emerse in questi mesi non sono dall’Italia e che, quindi, non ci si fermi all’Addendum emanato dalla Bce il 4 ottobre scorso. E’ l’auspicio del presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, intervenuto al convegno “La banca, motore dell’economia nel contesto europeo, organizzato da Carisbo e Intesa Sanpaolo a Bologna.
“Confido che in queste settimane sulle vicende degli Npl si sviluppi una duplice riflessione europea senza preconcetti – ha spiegato Patuelli -. Ci sono due consultazioni in atto: quella che si è conclusa il 30 novembre della Commissione europea e quella dell’Addendum conclusa l’8 dicembre. In questi due desk ci sono dei documenti di tecnica giuridica molto elevata”. E “io confido che le argomentazioni che sono venute non solo dall’Italia – ha proseguito – vengano approfondite adeguatamente e poi pubblicati gli esiti”. Perché “non vorrei che la discussione dell’opinione pubblica fosse ancora quella del 4 ottobre quando è stato emanato l’addendum; perché da quella data sono avvenute tante cose, per esempio le prese di posizione giuridiche del Parlamento e della Commissione europea. Il dibattito non è concluso”.

Patuelli (ABI), Approvare riforma processo civile
(ANSA) – Bologna, 12 dic – Usare gli scampoli di legislatura per portare a termine ‘lavori’ già avviati come la riforma del processo civile. E’ quello che auspica il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, intervenuto a Bologna ad un convegno organizzato da Intesa Sanpaolo. “Vedo una discussione su come utilizzare al meglio ultimi giorni di legislatura – ha detto -: sono rispettosissimo di tutte le istituzioni italiane. Ma segnalo che alla Camera, con una serenita’ quasi inusitata in questa legislatura, e’ stato approvato oltre un anno e mezzo fa un disegno di legge delega per la riforma complessiva della giustizia civile. Non sono rassegnato a che i temi della giustizia civile debbano rimanere eternamente i medesimi”, ha aggiunto.
Inoltre, ha proseguito Patuelli, “quel disegno di legge delega giace in commissione giustizia al Senato. Ci vuole poco per concludere il lavoro in Senato in fine legislatura: sarebbe un risultato civile per tutti gli onesti e di grande rilevanza per la credibilita’ internazionale e per le potenzialita’ bancarie e finanziare che – ha concluso – in queste ultime settimane di vita legislatura venisse presa come priorita’ anche la riforma della giustizia civile”.

Patuelli (ABI): Spero che la fine legislatura non sia traumatica e decreti delegati riforma diritto fallimentare entro pochi mesi
Bologna, 12 dic. (askanews) – Entro pochi mesi l’emanazione dei decreti delegati sulla riforma del diritto fallimentare, che aumenterebbero la credibilità dell’Italia e delle banche italiane. E’ la richiesta del presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, che auspica una fine legislatura “non traumatica”.
“Attendo che la fine della legislatura non sia traumatica e che le istituzioni della Repubblica possano continuare a lavorare nei prossimi mesi anche dopo l’ordinato scioglimento” ha detto Patuelli nel suo intervento al convegno “La banca, motore dell’economia nel contesto europeo, organizzato da Intesa Sanpaolo e Carisbo a Bologna. Questo “permetterebbe al mondo economico e finanziario italiano di ottenere un risultato giuridico con conseguenze di reputazione internazionale e anche conseguenze finanziarie molto rilevanti”.
“Le agenzie internazionali – secondo Patuelli – non hanno molto valutato che un mese e mezzo fa il Parlamento ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega per la riforma del diritto fallimentare che era basato larghissimamente sul testo del 1942. Ora attendiamo i decreti delegati. Giuridicamente ci sarebbe un tempo di un anno, fino all’autunno 2018, ma io confido e auspico che nel giro di pochissimi mesi, fra fine inverno e inizio primavera, vengano emanati i decreti delegati”. Questo, secondo il presidente di ABI “darebbe la possibilità all’Italia di avere innanzitutto una forte crescita di credibilità internazionale e di dimostrare che le banche italiane per gli Npl avranno una prospettiva non basata sui vecchi tempi e sulle vecchie statistiche”.
“Prima entrano in vigore questi decreti delegati – ha concluso – e prima la reputazione delle banche italiane e della questione degli Npl migliorerà ulteriormente. Sono convinto che al 31 dicembre i dati sugli Npl netti saranno ulteriormente migliorativi in Italia”.

 

Dalle banche oltre 2,3 miliardi a sostegno della Green economy

(9 dicembre 2017) Forte è l’impegno del mondo bancario a sostegno delle Fonti di Energia Rinnovabile: nel 2016, infatti, le principali banche operanti nel comparto, rappresentative del 40% del settore in termini di totale attivo, hanno assunto impegni di finanziamento per oltre 2,3 miliardi di euro.

​Il dato è contenuto nell’ultima indagine ABI Lab “Le banche a sostegno dell’efficienza energetica e delle FER (Fonti di Energia Rinnovabile)”, condotta nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio “Banche e Green Economy”.
Dallo studio emerge, inoltre, che la maggior parte delle banche analizzate ha realizzato specifici prodotti di finanziamento per l’efficienza energetica dedicati, in particolare, a quattro target di clientela: PMI / Mid-CAP; Grandi Imprese; Servizi (Alberghi, Grande Distribuzione Organizzata, Centri Sportivi, Trasporti, etc.); ESCo (Energy Service Company) ossia le imprese specializzate in servizi energetici alla clientela.  Il prodotto maggiormente utilizzato è il mutuo chirografario, soprattutto per il settore dei Servizi e per le ESCo.  Andando ad analizzare le altre forme di finanziamento, il mutuo ipotecario è presente maggiormente nei finanziamenti per le Grandi Imprese, mentre il prestito finalizzato si riscontra in misura maggiore nei finanziamenti alle ESCo. La durata massima dei finanziamenti dei prodotti per i settori delle PMI/ Mid-CAP, Grandi Imprese e servizi è di 180 mesi, per le ESCO, invece è di 120 mesi.

Le nuove linee guida Abi Lab sulle diagnosi energetiche e il processo di acquisto dell’energia
Il mondo bancario è sempre più attento al tema dell’energia e dell’ambiente anche in termini di impatti diretti. Infatti, le banche gestiscono un vasto patrimonio immobiliare costituito da filiali, centri direzionali, centri elaborazione dati distribuito sull’intero territorio nazionale.  Tra le novità introdotte in tale contesto nel 2017 vi sono le nuove linee guida ABI Lab per l’introduzione di metodologie di misura nell’ambito delle diagnosi energetiche del settore bancario realizzate in collaborazione con l’ENEA nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio ABI Lab sul “Green Banking”.  
Il forte presidio delle banche nella gestione degli impatti diretti si traduce soprattutto in una gestione ottimizzata del processo di acquisto dell’energia. Tale gestione si esplica attraverso l’utilizzo di modelli di acquisto definiti “strutturati” che consentono di acquistare l’energia necessaria per i propri siti di consumo in diversi momenti dell’anno. Relativamente all’individuazione dei migliori momenti per l’acquisto, le banche hanno a disposizione il supporto di ABI Lab che monitora costantemente i mercati fisici e finanziari dell’energia nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio sui Mercati dell’Energia Elettrica e del Gas.

Piemonte: segnali di ripresa e credito in movimento

​(1 dicembre 2017) Nel 2017 il quadro macroeconomico della Regione si avvia verso una fase di rilancio: oltre 96 miliardi di euro a famiglie e imprese locali. Sabato 2 dicembre la tappa a Torino degli “Incontri per lo sviluppo del Territorio” dell’ABI ​​


​L’economia piemontese nel corso del 2017 sta registrando un consolidamento dell’attività economica: la produzione industriale in costante crescita dai livelli del 2013, soprattutto per quanto riguarda i settori di specializzazione – alimentare, chimica, metalmeccanica – e le imprese di minori dimensioni. Nell’edilizia invece non emergono ancora segnali significativi di ripresa, nonostante il recupero del mercato immobiliare. Graduale, quindi, il recupero dell’accumulazione di capitale grazie al miglioramento della situazione economico – finanziaria delle imprese, le favorevoli condizioni di accesso al credito e le politiche di incentivi fiscali.
Concentrando pertanto l’attenzione sull’evoluzione del credito, secondo i dati disponibili, emerge che a fine giugno 2017 i finanziamenti bancari sono ammontati a oltre 96 miliardi, segnando una crescita annua di oltre l’1%, di cui 40 alle famiglie e 56 alle imprese.
I dati delineano un quadro nitido in vista dell’incontro di sabato 2 dicembre a Torino, ulteriore tappa degli Incontri per lo sviluppo del Territorio dell’ABI. L’iniziativa è stata avviata per raggiungere i territori, attraverso un modello di partecipazione diretta, e “spiegare” da vicino cosa fanno ogni giorno le Banche per il Paese.

Finanziamenti a famiglie e imprese
I finanziamenti delle banche alle imprese locali (comprese le famiglie produttrici) hanno superato 56 miliardi di euro a giugno 2017, alle famiglie consumatrici sono andati 40 miliardi.
A fronte di ciò, il settore bancario sconta ancora la scia della difficile congiuntura economica con il risultato che, sempre a giugno 2017, il rapporto sofferenze/impieghi è risultato pari a circa il 10%, ancorché in miglioramento, con sofferenze per oltre 11 miliardi di euro.
Buono l’andamento dei depositi, segno di una costante fiducia dei risparmiatori: complessivamente oltre 108 miliardi di euro pari ad un incremento del +2,6%.

Banche in Piemonte
La struttura del settore bancario regionale, secondo i dati più recenti, vede attive sul territorio 79 banche, di cui 29 con sede nella regione, per un totale di 2.364 sportelli.
Gli Atm (sportelli bancomat) sparsi sul territorio sono 3.515 unità; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) 164.959.
Nella regione i lavoratori bancari sono l’8,8% del totale nazionale di settore che ha toccato 300.000 unità. 

Oltre 17.600 giovani in banca con Fondo Occupazione

​(30 novembre 2017) I dati aggiornati del Fondo per agevolare occupazione stabile, soprattutto giovanile, nel mondo bancario: finanziate assunzioni per 135 milioni di euro senza alcun onere per i conti pubblici

 

​Nel quinquennio 2012-2017, il Fondo per l’occupazione (Foc) ha finanziato, tra assunzioni e stabilizzazioni, 17.655 domande di prestazione, presentate da 240 imprese del settore, per un impegno complessivo di spesa di oltre 135 milioni di euro.
Il 57% delle assunzioni ha riguardato il personale femminile e il 43% gli uomini.
Lo comunica l’ABI evidenziando che nel medesimo periodo dunque, a fronte di circa 17.000 uscite dalle aziende tramite il Fondo di solidarietà ed il relativo assegno straordinario, si è registrato un numero pressoché corrispondente di assunzioni/stabilizzazioni finanziate dal Foc alimentato dai lavoratori.
Tale dato, pur non potendo denotare una compensazione tra entrate ed uscite nel settore, evidenzia comunque l’efficacia del Fondo per l’occupazione nel favorire un ricambio generazionale che agevoli l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e inverta la tendenza all’invecchiamento della popolazione bancaria.
Per l’ABI occorre comunque fare il possibile per utilizzare tutti gli strumenti per favorire un ricambio generazionale più rapido. Anche in tale ottica, è in corso un confronto tra l’Associazione e i Sindacati di settore al fine di implementare le attività del Foc.
 

Appuntamento a Torino con il nuovo Incontro ABI

(28 novembre 2017) ​L’1 e il 2 dicembre la quindicesima edizione dell’iniziativa promossa dall’ABI al via venerdì con una mattinata all’insegna dell’educazione finanziaria per gli alunni delle scuole. L’indomani dialogo tra mondo produttivo, creditizio e amministratori locali per creare maggiori sinergie

​Si terrà a Torino, l’1 e il 2 dicembre, la quindicesima edizione degli Incontri per lo Sviluppo del Territorio, iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana per creare occasioni di incontro, confronto e dialogo tra esponenti del mondo del credito, del mondo delle imprese e delle Istituzioni del territorio. Due distinti momenti, il primo dedicato all’educazione finanziaria e il secondo al dibattito, animeranno la prossima tappa della manifestazione, che torna in Piemonte dopo l’esperienza di Cuneo dell’ottobre 2011. 
Si comincia venerdì 1 dicembre con una mattinata all’insegna dell’educazione finanziaria. Oltre 250 alunni delle scuole elementari (le classi di IV e V), medie e superiori di Torino e provincia si troveranno presso l’Aula Magna del Liceo D’Azeglio in via Giuseppe Parini per partecipare all’incontro “Come sarebbe il mondo se le banche non ci fossero?”, articolato in due sessioni, la prima dedicata ai più giovani e la seconda agli alunni delle superiori. Nel corso dei due momenti formativi gli studenti verranno accompagnati in un breve viaggio nel territorio dell’economia e della finanza e potranno familiarizzare con alcuni concetti base della teoria finanziaria, ricevendo spunti e nozioni correlati alle aree d’insegnamento dell’educazione civica ed economica. Sarà l’occasione per riflettere su termini e concetti ormai di uso quotidiano, partendo dalla funzione della banca e dal valore del risparmio. Si parlerà anche di moneta, di inflazione, di pianificazione e di fintech, con l’obiettivo di aiutare gli alunni a diventare cittadini più informati e scoprire al contempo le nuove professioni del settore finanziario. Non mancheranno stimoli connessi all’agire economico consapevole e responsabile.
L’indomani, sabato 2 dicembre, appuntamento presso il Museo Nazionale dell’automobile di corso Unità d’Italia: dalle 9.45 in poi si terrà l’evento istituzionale che rappresenta il momento centrale di ogni Incontro ABI ed è occasione di dibattito e confronto fra amministratori, banche e imprese del territorio. Dopo i saluti dei rappresentanti delle Istituzioni locali inaugurerà la mattinata il Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli, a colloquio con il direttore della Stampa Maurizio Molinari. A seguire una doppia sessione di tavole rotonde, “Le banche e il territorio” e “Le banche a dialogo con gli imprenditori”, animate da esponenti del mondo bancario e dell’imprenditoria torinese e piemontese. Sarà un’occasione di riflessione e allo stesso tempo testimonianza delle rispettive esperienze, con l’obiettivo di avviare un ragionamento condiviso sulla possibilità di una sempre maggior sinergia e vicinanza tra banche e aziende. Chiuderà i lavori del convegno l’intervento del Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini.
 

Un Premio per ‘Invito a palazzo’

L’Associazione bancaria italiana ha ricevuto un premio, nell’ambito dei “Corporate Art Awards 2017”, per “Invito a palazzo” per la promozione del patrimonio artistico delle Banche e delle Fondazioni di origine bancaria


​Il Corporate Art Awards è organizzato da pptArt in collaborazione con la Luiss Business School, Confindustria e il Mibact ed è stato istituito per valorizzare e promuovere le collaborazioni internazionali di eccellenza tra il mondo dell’impresa e quello dell’arte.
Il Premio è stato assegnato il 22 novembre a Roma in una cerimonia al Mibact e alla presenza del Ministro Dario Franceschini.
Nella stessa giornata, i vincitori dei premi nelle diverse categorie sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
L’ABI è orgogliosa di condividere questo premio con tutte le Banche operanti in Italia e le Fondazioni di origine bancaria, per l’impegno profuso a favore di un progetto di valorizzazione e promozione dell’arte e della cultura tra il grande pubblico su tutto il territorio nazionale.