Il Comitato esecutivo ABI su crediti deteriorati

​​(21 marzo 2018) Il Comitato esecutivo dell’ABI, presieduto da Antonio Patuelli, valutata l’analisi tecnico-giuridica presentata dal Direttore generale, Giovanni Sabatini, constata i miglioramenti apportati al testo dell’Addendum alle Linee Guida della Bce – SSM sui crediti deteriorati.

In particolare il Comitato esecutivo rileva come l’Addendum, nella versione resa pubblica il 15 marzo 2018, non impone obblighi generalizzati per le banche e non produce effetti giuridici obbligatori e pertanto l’Addendum non è una misura di primo pilastro.
L’Addendum fornisce una indicazione sulle aspettative della Vigilanza europea circa le modalità con cui le banche valuteranno gli specifici rischi futuri a cui sono esposte. 
Il Comitato esecutivo evidenzia, peraltro, la necessità che in sede applicativa siano chiariti i necessari raccordi tra quanto indicato dall’Addendum e l’applicazione dei principi contabili e gli obblighi di rendicontazione pubblica.
Il Comitato esecutivo sottolinea che i contenuti dell’Addendum dovranno essere valutati e giuridicamente inquadrati rispetto alle modifiche del quadro normativo europeo, in necessario raccordo – anche rispetto alla loro entrata in vigore – con le proposte della Commissione sul trattamento delle esposizioni verso i crediti deteriorati, superando i disallineamenti oggi prospettati.  Essenziale è infatti assicurare la coerenza tra i diversi livelli delle fonti normative e il pieno raccordo tra le diverse Autorità europee. 
Il Comitato esecutivo ha espresso l’auspicio affinché si arrivi al più presto ad una stabilizzazione e semplificazione del quadro normativo europeo, condizione per garantire il giusto bilanciamento, oggi non raggiunto, tra esigenze di stabilità e di crescita e dare alle banche europee certezza giuridica. In questo senso, evidenzia la necessità che il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione valutino le proposte della Commissione tenendo conto degli impatti sulle imprese e sull’erogazione del credito sulla base di una analisi costi – benefici delle singole misure proposte. Gli automatismi nella valutazione delle garanzie, le rigidità sulle possibilità di adottare misure di sostegno alle piccole e medie imprese e alle imprese in temporanea difficoltà, se non adeguatamente considerate, avrebbero un effetto prociclico, incidendo negativamente sulla ripresa in atto. 
Nel corso dell’iter legislativo europeo ABI fornirà la sua collaborazione offrendo proposte costruttive.

15 utili consigli per operare online in modo comodo e sicuro

(10 marzo 2018) Sicurezza, protezione e riservatezza. Le banche rispondono efficacemente alle esigenze di sicurezza della propria clientela, attraverso presidi tecnologici, iniziative di formazione del personale e campagne di sensibilizzazione. Ogni anno, infatti, le banche italiane spendono oltre 250 milioni di euro per la sicurezza informatica e grazie a questo intenso lavoro e alla preziosa collaborazione con le forze dell’ordine, i clienti vittime di frode sono solo lo 0,002% del totale di quelli che operano su home banking, pari ad uno su 50 mila.

​La sicurezza informatica, tuttavia, passa anche attraverso la collaborazione dei clienti delle banche.  Per questo motivo, l’Abi ha promosso una guida sull’uso responsabile della tecnologia e degli strumenti di pagamento da parte della clientela. Il progetto, realizzato da Bancaria Editrice con il contributo di prestigiosi interlocutori quali Polizia di Stato, CERTFin e Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (Feduf), che verrà diffuso con la collaborazione di 12 associazioni dei consumatori, riporta, in un linguaggio semplice e diretto, le principali regole da seguire per operare online in modo comodo e sicuro.

3 Utili consigli per usare in sicurezza l’home banking

  • Per connetterti al sito della banca digita direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione e controlla che il nome del sito sia scritto correttamente; non cliccare mai su link che rimandano al sito della banca se sono all’interno di email o sms sospetti.
  • Quando sei sul sito della banca, clicca due volte sull’icona del lucchetto nella barra di navigazione e verifica la correttezza dei dati che vengono visualizzati (trovi l’icona a sinistra se utilizzi come programma di navigazione Mozilla e Chrome, a destra per Internet Explorer).
  • Modifica periodicamente i codici di accesso alla tua area riservata e controlla regolarmente le movimentazioni del conto corrente per assicurarti che le transizioni riportate siano quelle che hai realmente effettuato. I sistemi di notifica messi a disposizione dalla tua banca possono essere molto utili per verificare le operazioni.
  • 3 Utili consigli per usare in sicurezza il mobile banking

  • Installa e mantieni sempre aggiornati l’antivirus, il sistema operativo e gli applicativi e ricorda di disattivare il WI-Fi, la geolocalizzazione e il bluetooth quando non li usi.
  • Utilizza esclusivamente app ufficiali e, in fase d’installazione, fai attenzione ai permessi richiesti assicurandoti che siano strettamente connessi al servizio che intendi utilizzare. In caso di furto o smarrimento del tuo dispositivo avverti la tua banca affinché interrompa il servizio app di mobile banking.
  • Per maggiore sicurezza imposta il blocco automatico del tuo dispositivo quando entra in modalità pausa e, quando possibile, attiva la crittografia del dispositivo e della memory card.
  • 3 Utili consigli per usare in sicurezza le carte di pagamento

  • Custodisci la tua carta con cura e mai insieme al PIN. Non comunicare al altri le informazioni di dettaglio delle tue carte.
  • Se ti accorgi di un uso non autorizzato della tua carte comunicalo subito alla tua banca; mentre se la smarrisci o te la rubano, bloccala immediatamente, in modo da evitarne l’uso fraudolento e rivolgiti alle forze dell’ordine per sporgere denuncia.
  • Quando sei allo sportello automatico (ATM) della banca segui alcuni accorgimenti, come impedire che qualcuno possa leggere il tuo PIN mentre lo digiti o lasciarti distrarre da estranei mentre compi operazioni.  
  • 3 Utili consigli per usare in sicurezza l’e-commerce

  • Evita di effettuare transazioni online da computer condivisi o postazioni in luoghi che potrebbero essere poco sicuri, come hotel e internet caffè e al termine di ogni acquisto, ricorda di effettuare il log-out dal sito e-commerce.
  • Utilizza credenziali diverse per autenticarti su siti diversi ed evita il “salvataggio automatico” delle password sui programmi di navigazione.
  • Valuta sempre le recensioni lasciate da altri utenti sull’affidabilità del venditore a cui ti stai rivolgendo.
  • 3 Utili consigli per usare in sicurezza il computer

  • Verifica che siano attivi gli aggiornamenti automatici del sistema operativo e degli altri software istallati. Mantieni sempre aggiornato un antivirus ed elimina periodicamente i cookies (i file che vengono creati quando si visita un sito web) e i file temporanei internet utilizzando le opzioni del tuo programma di navigazione.
  • Non aprire mai allegati o link sospetti, soprattutto nel caso di file che terminano con .exe e non istallare software se non sei certo che siano affidabili.
  • Non utilizzare memorie esterne di dubbia provenienza; verifica la sicurezza di questi dispositivi facendo le scansioni automatiche previste dai principali antivirus al momento dell’istallazione.
  • La Guida
     

    Sicilia: 2017 dinamico per economia e cresce credito a famiglie

    (14 marzo 2018) L’analisi congiunturale su famiglie, imprese, finanziamenti al territorio e Def regionale in un incontro con l’Assessore all’Economia, Gaetano Armao
     

    ​Nel corso degli ultimi mesi si è rafforzata la fase di ripresa ciclica dell’economia siciliana, ripresa che ha investito sia il comparto dell’industria che quello del terziario, favorito da un’accelerazione dei consumi delle famiglie e dal buon andamento del settore del turismo. Stenta ancora a riprendersi il settore edile nonostante la crescita delle compravendite immobiliari. Buono l’andamento delle esportazioni, sospinto dalla vendita di prodotti petroliferi e chimici e in minor misura dai prodotti dell’elettronica e della farmaceutica. In lieve aumento anche gli investimenti.
    Nel complesso si rafforza quindi la crescita del credito, in particolare dal lato prestiti alle famiglie e credito al consumo. Migliora anche la capacità di rimborso della clientela. Con specifico riferimento ai settori produttivi il deterioramento del credito si riduce, ma ancora con significative differenze tra i vari comparti: migliorano la manifattura e i servizi rispetto alle costruzioni. Ne consegue che, sulla base dei dati disponibili a giugno 2017, per i prestiti alle famiglie si registra un incremento del 3,4%, per le imprese una diminuzione dell’1,3% rispetto al 2016 e un rapporto prestiti deteriorati/impieghi intorno al 17,2% con un ammontare di sofferenze per 11,2 miliardi di euro.
    Questa l’analisi congiunturale della Commissione regionale ABI Sicilia, presieduta da Salvatore Malandrino, nel corso della riunione periodica in cui si analizza la situazione economica e creditizia del territorio. L’incontro è servito a proseguire con il programma operativo della Commissione regionale, in particolare la necessità di proseguire con forza sulla strada della piena collaborazione con le Istituzioni locali per condividere soluzioni che possano supportare la ripresa del sistema economico e produttivo siciliano.
    In questo senso, in evidenza la partecipazione all’incontro dell’Assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, che ha illustrato gli elementi principali del Def regionale appena approvato dalla Giunta regionale in cui sono contenute le misure programmatiche per il rilancio della Sicilia e delle sue imprese. Ribadita la volontà di collaborare finalizzata ad un’ulteriore spinta per un più fluido accesso al credito, per un maggior ricorso al “Fondo Centrale di garanzia”, anche con il concorso dei Confidi e l’utilità di misure come il credito d’imposta per investimenti o acquisto di nuovi beni strumentali.
    Nel frattempo, proprio con l’obiettivo di rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita, sono stati evidenziati i risultati delle iniziative sulla sospensione delle rate dei finanziamenti. Dal 2009 a dicembre 2017, sono state 16.877 le Pmi siciliane che hanno beneficiato delle misure messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’ABI e in collaborazione con le Associazioni di rappresentanza delle imprese, per sostenere la disponibilità di credito: dal primo Avviso comune all’attuale Accordo per il credito 2015, la formula della sospensione ha consentito di liberare una maggiore liquidità a disposizione pari a 590,4 milioni di euro.
    Così anche per le 2.155 famiglie che, da marzo 2015 a dicembre 2017, con la nuova moratoria per 12 mesi sulla quota capitale del proprio finanziamento – tra mutuo prima casa e credito al consumo – hanno sospeso per un controvalore complessivo di 15,3 milioni di euro. Si tratta della “Sospensione della quota capitale dei crediti alle famiglie”, da un Accordo ABI-Associazioni dei Consumatori. Queste due soluzioni sono state prorogate fino al 31 luglio 2018.

    ABI diffonde il IV Rapporto sui mercati bancari europei

    (10 marzo 2018) I risultati preliminari dei bilanci relativi all’esercizio 2017 dei maggiori gruppi bancari operanti in 22 mercati bancari europei confermano che il processo di recupero verso la situazione pre-crisi è ben avviato: la ripresa dell’economia si riflette positivamente sulla dinamica del credito, sulla qualità dell’attivo e, più in generale, sui risultati economici, che risultano i migliori dall’avvio della crisi nei 22 mercati bancari analizzati.

    ​Il Rapporto analizza la dinamica, tra il 2006 e il 2017, dei dati dei bilanci consolidati relativi ad un campione di 120 gruppi bancari – pari a circa il 75% del mercato europeo -, che vengono osservati sotto il profilo patrimoniale, reddituale, di produttività e di efficienza.
    I più recenti dati disponibili, relativi all’esercizio 2017, segnalano una chiara ripresa per il complesso dei gruppi bancari europei osservati, sia rispetto al 2016 sia, più in generale, agli anni della crisi. In particolare, in termini aggregati si rilevano le seguenti tendenze nel confronto con il 2016 :

    • lo stock dei crediti erogati alla clientela è in crescita per l’1,7%;
    • l’ammontare dei crediti deteriorati (NPL) si riduce di circa l’11%;
    • l’indice patrimoniale, Common Equity Tier 1 (CET1) ratio, si colloca intorno al 14,5%, in crescita di circa 1 punto percentuale;
    • risultati economici sono in significativa accelerazione, con un incremento degli utili di esercizio, misurati al netto delle componenti straordinarie di costo e di ricavo, intorno al 36%; 
    • il rendimento medio sul capitale proprio investito (ROE), al netto delle componenti straordinarie, è pari al 6,7%, superiore di 1,7 punti rispetto a un anno prima.

    Anche per quanto riguarda specificamente i gruppi bancari italiani i dati confermano che il processo di recupero verso la situazione pre-crisi è ben avviato. Questo processo è favorito dalla ripresa del contesto economico nazionale, dalla riduzione dei rischi e della complessità del contesto all’interno del quale operano i gruppi italiani.
    Nel complesso, anche per le banche italiane i dati del 2017 risultano i migliori dall’avvio della crisi, con il ROE, misurato al netto delle componenti di reddito straordinarie, che si colloca intorno al 4%, in forte recupero dopo le perdite del 2016.
    Questi risultati sono frutto, da un lato, degli sforzi di efficientamento delle strutture e di riduzione dei costi di amministrazione che hanno più che compensato la flessione dei ricavi e, da un altro lato, della cospicua contrazione delle rettifiche su crediti, a sua volta indotta dalla riduzione dei flussi in ingresso di nuovi crediti deteriorati e dall’elevato livello delle coperture sugli NPL.
    A favore dei conti dei gruppi bancari operanti in Italia va anche il sensibile miglioramento della qualità dell’attivo, con l’NPL ratio lordo che, tenendo anche conto delle operazioni di cessione delle sofferenze annunciate e in fase di completamento, è sceso di circa 3,5 punti percentuali nell’anno, collocandosi, su base aggregata, al 13,6% a fine 2017 (in termini netti l’indice risulta inferiore al 7%). Va peraltro evidenziato che per alcune banche l’indice è già allineato sui valori medi europei. Questa dinamica è favorita dalla crescita dei volumi dei crediti deteriorati fuoriusciti dai bilanci (per cessione o per gestione interna) e dallo sviluppo del credito erogato alla clientela, in crescita per circa il 2% nel 2017. I dati illustrano i positivi risultati, superiori alle attese, che il settore bancario italiano ha saputo realizzare. Ciò, anche tenuto conto delle confortanti previsioni sulla crescita economica nazionale nel prossimo futuro, induce ottimismo e realisticamente lascia prevedere che la questione degli NPL si stia ormai avviando a normalizzazione e non rappresenti un fattore di rischio per le banche in Italia.
    I progressi sulla qualità del credito e le buone previsioni sulla crescita economica nazionale permettono alle banche operanti in Italia di tornare a guardare con ottimismo al futuro, concentrandosi sul recupero di redditività e capacità competitiva, che in primo luogo significa continuare ad agire per cogliere efficacemente le opportunità di costo e di ricavo connesse anche con gli sviluppi della tecnologia. Ciò è necessario anche nell’ottica di contrastare i potenziali effetti negativi sull’economia e sugli investimenti che potrebbero derivare dall’introduzione di ulteriori nuove regole di vigilanza.
    In una nota di approfondimento del rapporto si chiarisce l’importanza di una corretta valutazione dei nessi causali tra investimenti e crediti deteriorati. I risultati dell’analisi sembrano dimostrare che la relazione tra investimenti, impieghi e crediti deteriorati si muove, infatti, dai primi ai secondi e non viceversa. L’analisi segnala, dunque, che l’esigenza prioritaria, ai fini di stabilizzare la ripresa del ciclo, non dovrebbe essere concentrata solo sulla riduzione degli NPL ma anche sull’introduzione di misure utili a stimolare ulteriormente la crescita degli investimenti privati.

    Emilia R.: dal territorio andamento trainante sulla ripresa

    ​I principali indicatori dell’Emilia Romagna evidenziano un’economia in ripresa sospinta da una buona evoluzione della domanda interna, specie nei comparti della metalmeccanica, del manifatturiero e del terziario. Significativo anche l’apporto dai settori del turismo e dei trasporti. Meno performanti le imprese di minore dimensione e il settore delle costruzioni nonostante il recupero delle compravendite.

    ​Il risultato è un andamento del credito in moderata espansione per i settori produttivi concentrati su domande di finanziamento per investimenti, sostegno al capitale circolante e ristrutturazione dei debiti pregressi. Più vivacità, invece, per le famiglie con un’intensificazione sul lato del credito al consumo. Prosegue il miglioramento della qualità del credito pur con uno stock di sofferenze ancora elevato.
    Questa l’analisi congiunturale della Commissione regionale ABI Emilia Romagna sulla base dei dati disponibili a giugno 2017 che dal lato dei prestiti alle famiglie segna un incremento del 2,4% e per le imprese una sostanziale stabilità con un -0,1% rispetto al 2016 e un rapporto prestiti deteriorati/impieghi intorno al 19,5% e un rapporto sofferenze lorde su impieghi pari al 12,7% con un ammontare di sofferenze per 19 miliardi di euro.
    A fronte di ciò proseguono a pieno ritmo le iniziative sulla sospensione delle rate dei finanziamenti per rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita.
    Dal 2009 a dicembre 2017, sono state 46.446 le Pmi che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’ABI e in collaborazione con le Associazioni di rappresentanza delle imprese, per sostenere la disponibilità di credito: dal primo Avviso comune all’attuale Accordo per il credito 2015 prorogato fino al 31 luglio 2018. La formula della sospensione ha consentito di liberare una maggiore liquidità a disposizione per 2,7 miliardi di euro.
    Così anche per 1.408 famiglie che, da marzo 2015 a dicembre 2017, con la nuova moratoria per 12 mesi sulla quota capitale del proprio finanziamento – tra mutuo prima casa e credito al consumo – hanno sospeso per un controvalore complessivo di 9,1 milioni di euro. L’iniziativa che riguarda la “Sospensione della quota capitale dei crediti alle famiglie”, da un Accordo ABI-Associazioni dei Consumatori, è stata anche prorogata fino al 31 luglio 2018.
     

    Marche: eventi sismici frenano ripresa ma vitalità da imprese

    (24 febbraio 2018) ​Andamento ancora debole per l’economia delle Marche condizionata da difficoltà del modello di specializzazione produttiva, dalla ridotta dimensione d’impresa e dalle conseguenze degli eventi sismici, che hanno manifestato effetti anche sui flussi turistici. Segnali di ripresa si registrano nel comparto della meccanica e positivo è l’andamento delle esportazioni. Il lieve recupero di redditività delle imprese genera flussi di liquidità utilizzabili per finanziare il capitale circolante e gli investimenti, che tuttavia sono ancora deboli.

    ​Questa l’analisi congiunturale della Commissione regionale Abi Marche sulla base dei dati disponibili a giugno 2017 che dal lato dei prestiti alle famiglie segna un incremento del 2,1% e per le imprese una diminuzione dell’1,1%, rispetto al 2016, dovuta a fattori ambientali e utilizzo di risorse aziendali. Su valori via via contenuti la rischiosità con un rapporto sofferenze lorde/impieghi del 14,5% per sofferenze lorde pari ad oltre 5,4 miliardi di euro.
    A fronte di ciò proseguono a pieno ritmo le iniziative sulla sospensione delle rate dei finanziamenti per rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita.
    Dal 2009 a dicembre 2017, sono state 22.199 le Pmi marchigiane che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’Abi e in collaborazione con le Associazioni di rappresentanza delle imprese, per sostenere la disponibilità di credito: dal primo Avviso comune all’attuale Accordo per il credito 2015 prorogato fino al 31 luglio 2018. La formula della sospensione ha consentito di liberare una maggiore liquidità a disposizione per 1,1 miliardi di euro.
    Così anche per 498 famiglie che, da marzo 2015 a dicembre 2017, con la nuova moratoria per 12 mesi sulla quota capitale del proprio finanziamento – tra mutuo prima casa e credito al consumo – hanno sospeso per un controvalore complessivo di 2,5 milioni di euro. L’iniziativa che riguarda la “Sospensione della quota capitale dei crediti alle famiglie”, da un Accordo Abi-Associazioni dei Consumatori, è stata anche prorogata fino al 31 luglio 2018.
     

    Prima missione delle banche italiane in Albania

    ​(19 febbraio 2018) Prima missione per l’ABI e le banche italiane in Albania, per assistere e supportare le imprese che vogliono partecipare al processo di sviluppo e ammodernamento produttivo del paese e alla sua integrazione con la nostra economia.

    ​È il Presidente del Comitato per l’Internazionalizzazione dell’ABI, Guido Rosa, a ribadire il sostegno del settore bancario italiano all’internazionalizzazione dell’economia nazionale, al Forum economico che si sta svolgendo oggi a Tirana in occasione della missione di sistema organizzata con le imprese e le Istituzioni. 
    Alla missione partecipa una delegazione di tre dei principali gruppi bancari che rappresentano circa il 55% del settore in termini di totale attivo: Banca Intesa Sanpaolo, ICCREA Banca e UniCredit.
    “Su indicazione delle banche partecipanti alla missione- ha detto Rosa – abbiamo richiesto all’Associazione Bancaria Albanese (AAB) di organizzare, per domani 20 febbraio, una tavola rotonda con le principali banche albanesi e la Banca Centrale albanese. L’incontro sarà finalizzato ad approfondire la conoscenza del settore bancario albanese e della regolamentazione in vigore per l’attività delle banche estere nel Paese, nonché ad offrire alla delegazione italiana un’occasione di contatto con gli intermediari locali.”
    Gli imprenditori che operano in Albania possono avvalersi dell’assistenza di importanti interlocutori di riferimento. In particolare, uno dei più grandi gruppi bancari italiani è direttamente presente in Albania con un ufficio di rappresentanza. Durante gli incontri di business le banche italiane partecipanti alla missione metteranno a disposizione altrettanti desk di assistenza, per supportare al meglio le imprese italiane e albanesi nell’individuazione delle soluzioni finanziarie più adatte a realizzare nuove operazioni commerciali e progetti di investimento nel Paese.

     

    Umbria: credito in crescita per settori produttivi e consumi

    (19 febbraio 2017) ​Economia dell’Umbria in via di rafforzamento con ripresa delle esportazioni e della domanda interna. Il fatturato industriale mostra una certa intensità e si accentuano complessivamente i recuperi rispetto alle fasi più intense della lunga crisi; anche relativamente al flusso dei nuovi crediti deteriorati che cala pur restando elevato nel confronto con la media nazionale.

    ​Questa l’analisi congiunturale della Commissione regionale Abi Umbria sulla base dei dati disponibili a giugno 2017 che evidenziano un incremento di attività più diffuso tra le imprese della meccanica e della chimica. Allo stesso modo migliorano dai cali precedenti il comparto siderurgico e il terziario.
    Ne consegue che dal lato del credito i settori produttivi, manifatturiero e servizi, si concentrano su richieste per capitale circolante e investimenti; mentre dalle famglie cresce il ricosro al credito al consumo. Il risultato nel periodo di riferimento è un incremento dei prestiti alle famiglie del 2,9% sul 2016 e alle imprese dell’1,9% con un aumento per queste ultime del rapporto sofferenze/impieghi a 16,5% per sofferenze pari a 3,5 miliardi di euro.
    A fronte di ciò proseguono a pieno ritmo le iniziative sulla sospensione delle rate dei finanziamenti per rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita.
    Dal 2009 a dicembre 2017, sono state 12.855 le Pmi umbre che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’Abi e in collaborazione con le Associazioni di rappresentanza delle imprese, per sostenere la disponibilità di credito: dal primo Avviso comune all’attuale Accordo per il credito 2015 prorogato fino al 31 luglio 2018. La formula della sospensione ha consentito di liberare una maggiore liquidità a disposizione per 445 milioni di euro.
    Così anche per 325 famiglie che, da marzo 2015 a dicembre 2017, con la nuova moratoria per 12 mesi sulla quota capitale del proprio finanziamento – tra mutuo prima casa e credito al consumo – hanno sospeso per un controvalore complessivo di 1,8 milioni di euro. L’iniziativa che riguarda la “Sospensione della quota capitale dei crediti alle famiglie”, da un Accordo Abi-Associazioni dei Consumatori, è stata anche prorogata fino al 31 luglio 2018.

    Al via prima la missione di sistema a Tirana

    (17 febbraio 2018) ​178 aziende (di cui 35 nell’ambito della seconda edizione del Piano Export Sud), 14 tra Associazioni Industriali, di Categoria e Istituzioni pubbliche, 3 Banche, per un totale di oltre 346 partecipanti. Questi i numeri della prima Missione imprenditoriale in Albania che prenderà il via il 18 febbraio a Tirana

    ​Un’iniziativa a carattere plurisettoriale promossa dai Ministeri dello Sviluppo Economico e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e organizzata da Agenzia ICE, Confindustria, ABI, Alleanza delle Cooperative, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Rete Imprese Italia e Unioncamere. La delegazione, guidata dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, vedrà la partecipazione, tra gli altri di Alberto Cutillo, Ambasciatore italiano in Albania, Michele Scannavini, Presidente dell’Agenzia ICE, Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, Guido Rosa, Vice Presidente ABI per l’internazionalizzazione, Mauro Del Savio, Presidente di Finest, Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE e Alessandra Ricci, Amministratore Delegato di Simest.L’obiettivo della missione è di incrementare la già solida cooperazione economica tra i due paesi e approfondire le opportunità commerciali e di investimento per le imprese italiane con particolare attenzione a tre settori focus: Agroindustria, Energie e Infrastrutture.  L’ Albania rappresenta per l’Italia un mercato di forte e radicata presenza economica, sia in termini di interscambio commerciale che di investimenti; insieme a Kosovo e ex Repubblica Jugoslava di Macedonia è beneficiaria di un’articolata serie di strumenti finanziari bilaterali, europei e internazionali (UE, BEI, BERS, Banca Mondiale) dai quali discendono interessanti opportunità per le nostre imprese. Con un interscambio di circa 2 Mld di euro nei primi 10 mesi del 2017, l’Italia rappresenta il primo partner commerciale dell’Albania e anche primo investitore con una presenza di oltre 2.662 * imprese, fra capitale 100% italiano e capitale misto, portatrici di competenze tecnologiche e produttive.L’Albania è un Paese con notevoli potenzialità di crescita, che ha intrapreso, con risultati positivi, un processo di riforma interno ispirato a standard istituzionali, amministrativi e giuridici europei. La prospettiva europea è una priorità per il Paese. Nell’ambito dialogo economico e finanziario UE-Balcani Occidentali, l’andamento dell’economia albanese è stato valutato positivamente, così come il Programma delle Riforme Economiche per il periodo 2017-2019, approvato dal Consiglio dei Ministri a gennaio 2017. Elaborato con il supporto di vari organismi internazionali, il Programma prevede 19 riforme in aree ritenute strategiche per lo sviluppo attraverso il rafforzamento del partenariato pubblico-privato e la collaborazione tra imprese albanesi e straniere per stimolare l’innovazione e la competitività. In questo ambito si aprono opportunità di collaborazione industriale, investimenti, lavori e servizi nei settori delle infrastrutture e pianificazione urbana, delle tecnologie per l’ambiente, del turismo e nautica, delle tecnologie per la produzione di energie da fonti rinnovabili e gas e delle tecnologie dell’Informazione e della comunicazione, start-up e innovazione. Vicinanza geografica e culturale, grande diffusione della lingua italiana, posizione geo-strategica di rilievo, al centro del Mediterraneo e vicina ai mercati dell’UE e dei Balcani, sono alcuni dei vantaggi competitivi dell’Albania. E ciò, unitamente alla disponibilità di manodopera – anche qualificata – a costi estremamente competitivi, come pure ad una tassazione favorevole alle imprese e una popolazione giovane (circa il 45% sotto i 30 anni d’età), lo status di paese candidato all’adesione all’Unione Europea dal giugno 2014 con possibile apertura dei negoziati entro il 2018, completano un quadro d’insieme già positivo.I settori chiave per gli investitori italiani in Albania sono: l’energia (alla forte attenzione del Governo albanese insieme all’interconnessione elettrica) il green tech e l’ambiente, con focus su trattamento acque, rifiuti e rinnovabili; l’agroindustria, dove esistono buone possibilità di inserimento per i fornitori italiani di macchine ed impianti relativi al settore agroalimentare ed in particolare impianti ad alto contenuto tecnologico per la lavorazione, trasformazione e conservazione dei prodotti animali e vegetali; e infine il settore infrastrutture, anche turistiche, che ha registrato una costante espansione e per il quale esistono importanti piani di sviluppo locali.Nonostante abbia risentito del rallentamento dell’economia globale, ed in particolare della crisi dell’eurozona, l’Albania ha mantenuto un buon livello di crescita del PIL reale, registrando per il 2016 un +3,4% mentre le stime per il 2017 si attestano al +3,7%. Il paese presenta buone prospettive anche a medio termine (con previsioni di crescita media annua del 3,7% per il periodo 2018-2022, secondo l’EIU su dati Fondo Monetario Internazionale) e offre interessanti opportunità per le imprese italiane.Il programma del 19 febbraio a Tirana prevede: una sessione istituzionale, con il Business Forum Italia – Albania al quale parteciperà anche il Primo Ministro albanese, Edi Rama, il seminario sui programmi di sviluppo locali e i finanziamenti internazionali disponibili in Albania; Kosovo e ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e specifiche tavole rotonde sui settori focus della missione. Seguiranno poi incontri B2B fra le aziende italiane e le controparti albanesi, kosovare e macedoni. Il 20 febbraio concluderanno l’iniziativa alcune visite presso aziende o siti ritenuti utili in funzione delle caratteristiche e degli obiettivi delle imprese italiane partecipanti.

     

    Assegni: in arrivo vademecum ABI per i clienti

    ​(17 febbraio 2018) Una Guida e un’info-grafica ad hoc per il web sono gli strumenti della campagna informativa messa a punto dall’ABI per fornire consigli pratici ai clienti e ricordare le principali regole di utilizzo di assegni, libretti al portatore e contanti

    ​Si sviluppa ulteriormente la campagna di comunicazione “Come utilizzare contanti, assegni, conti e libretti di risparmio o deposito” promossa dall’ABI per sensibilizzare i clienti ad un uso consapevole e corretto degli strumenti di pagamento e assicurare un’informazione tempestiva e chiara attraverso una serie di consigli pratici e utili. La campagna si compone ora di due nuovi strumenti, una Guida e un’info-grafica per il web che, attraverso consigli pratici e un linguaggio alla portata di tutti, evidenziano quali sono i piccoli, ma necessari accorgimenti, per evitare spiacevoli conseguenze. L’iniziativa si propone di illustrare e ricordare le principali regole previste dalle norme sull’antiriciclaggio e sul contrasto al finanziamento del terrorismo, far conoscere nel dettaglio cosa cambia e come fare per adeguarsi.
    Le 10 cose da sapere e a cui fare attenzione per non sbagliarsi:

  • è vietato il trasferimento tra privati, senza avvalersi dei soggetti autorizzati (ad esempio banche), di denaro contante e di titoli al portatore (ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario) di importo complessivamente pari o superiore a 3.000 euro;
  • gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare – oltre a data e luogo di emissione, importo e firma – l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. Fai quindi attenzione se utilizzi un modulo di assegno che hai ritirato in banca da molto tempo e verifica se l’assegno reca la dicitura “non trasferibile”. Se la dicitura non è presente sull’assegno ricordati di apporla per importi pari o superiori a 1.000 euro;
  • le banche, alla luce delle disposizioni di legge, consegnano automaticamente alla clientela assegni con la dicitura prestampata di non trasferibilità;
  • chi vuole utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 1.000 euro, può farlo presentando una richiesta scritta alla propria banca;
  • per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera e cioè senza la dicitura “non trasferibile” è previsto dalla legge il pagamento a carico del richiedente l’assegno di un’imposta di bollo di 1,50 euro che la banca versa allo Stato;
  • è vietata l’apertura di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia ed è anche vietato il loro utilizzo anche laddove aperti in uno Stato estero; i libretti di deposito, bancari e postali, possono essere emessi solo in forma nominativa e cioè intestati ad una o più determinate persone;
  • per chi detiene ancora libretti al portatore è prevista una finestra di tempo per l’estinzione, con scadenza il 31 dicembre 2018, resta comunque vietato il loro trasferimento;
  • in caso di violazioni per la soglia dei contanti e degli assegni (come la mancata indicazione della clausola “Non trasferibile”) la sanzione varia da 3.000 a 50.000 euro;
  • per il trasferimento dei libretti al portatore la sanzione può variare da 250 a 500 euro. La stessa sanzione si applica nel caso di mancata estinzione dei libretti al portatore esistenti entro il termine del 31 dicembre 2018;
  • per l’utilizzo, in qualunque forma, di conti o libretti anonimi o con intestazione fittizia la sanzione è in percentuale e varia dal 10 al 40% del saldo.
  • La Guida e l’infografica