Territorio in recupero da difficoltà ma pesano sofferenze

(12 febbraio 2018) ​La dinamica del ciclo economico in Toscana presenta prospettive ancora contenute dopo una crisi che ha battuto forte sul territorio e che vede per le imprese segnali di inversione in ordine sparso in termini di consumi, investimenti e stock di crediti deteriorati.

​Questa l’analisi congiunturale della Commissione regionale ABI Toscana sulla base dei dati disponibili a giugno 2017 che evidenziano un miglioramento per esportazioni, moda, meccanica allargata, farmaceutica, servizi e comparti legati al turismo. Diversamente, le costruzioni non beneficiano ancora del graduale recupero delle compravendite.
Dal lato del credito, quindi, sostanzialmente stabili e meno vitali i finanziamenti ai settori produttivi rispetto all’aumento di mutui e credito al consumo grazie a condizioni di offerta assolutamente favorevoli.
Si segnala, pertanto, una crescita del 3,1% dei prestiti alle famiglie e una diminuzione intorno allo 0,7% sul lato imprese che, appunto, presentano un rapporto sofferenze/impieghi del 15,3%, con sofferenze per oltre 16,5 miliardi di euro.
A fronte di ciò proseguono a pieno ritmo le iniziative sulla sospensione delle rate dei finanziamenti per rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita.
Dal 2009 a dicembre 2017, sono state 34.802 le Pmi toscane che hanno beneficiato delle misure messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’Abi e in collaborazione con le Associazioni di rappresentanza delle imprese, per sostenere la disponibilità di credito: dal primo Avviso comune all’attuale Accordo per il credito 2015 prorogato fino al 31 luglio 2018. La formula della sospensione ha consentito di liberare una maggiore liquidità a disposizione per 1,9 miliardi di euro.
Così anche per 1.329 famiglie che, da marzo 2015 a dicembre 2017, con la nuova moratoria per 12 mesi sulla quota capitale del proprio finanziamento – tra mutuo prima casa e credito al consumo – hanno sospeso per un controvalore complessivo di 7,7 milioni di euro. L’iniziativa che riguarda la “Sospensione della quota capitale dei crediti alle famiglie”, da un Accordo ABI-Associazioni dei Consumatori, è stata anche prorogata fino al 31 luglio 2018.
 

Accordo ABI/Confindustria su nuove garanzie sui crediti

​(12 febbraio 2018) Un Accordo che rappresenta una tappa importante nel percorso di modernizzazione delle relazioni tra banche e imprese è stato firmato a Palazzo Chigi dal Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia e dal Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, alla presenza del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e dei Ministri dell‘economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan e della Giustizia, Andrea Orlando.


​L‘Accordo è volto ad assicurare un miglior servizio del credito alle imprese, consentendo loro di allungare la durata dei finanziamenti e liberare risorse per la crescita, grazie a un sistema delle garanzie più flessibile e a tempi di recupero dei crediti più veloci. 
L’ “Accordo per il credito e la valorizzazione delle nuove figure di garanzia” promuove l’utilizzo del cosiddetto Patto Marciano e del Pegno mobiliare non possessorio a garanzia di finanziamenti bancari, introdotti dal DL 59/2016. L’obiettivo di queste nuove forme di garanzia, assieme alle misure introdotte dal DL n. 83/2015 per efficientare le procedure esecutive e concorsuali, è quello di migliorare l’accesso al credito per le imprese e rafforzare la ripresa economica nel nostro Paese.
In particolare, l’Accordo per il credito e la valorizzazione delle nuove figure di garanzia siglato da ABI e Confindustria contiene alcune previsioni volte a rafforzare la piena operatività dell’art. 48-bis del TUB, che ha introdotto nel nostro ordinamento la possibilità che il contratto di finanziamento tra banca e impresa possa essere  garantito dal trasferimento in favore del creditore, in caso di inadempimento del debitore, della proprietà di un immobile (non abitazione principale) posto a garanzia dello stesso. L’accordo prevede la possibilità di inserire apposite clausole contrattuali volte a rafforzare il valore della garanzia e nello stesso tempo a tutelare maggiormente l’impresa debitrice, anche in termini di più favorevoli condizioni applicabili al contratto creditizio, in particolare sotto forma di maggiore durata e ammontare dei finanziamenti e di riduzione del loro costo.

E’ inoltre previsto che ABI e Confindustria:

  • promuovano la valorizzazione e la diffusione delle linee guida per la valutazione degli immobili residenziali, nonché la definizione di analoghe linee guida anche con riferimento agli immobili a uso industriale;

  • individuino le modalità per promuovere la diffusione delle migliori pratiche di mercato che salvaguardino l’equilibrio tra le parti e massimizzino l’utilità della nuova garanzia;

  • favoriscano la conoscenza dei nuovi strumenti di garanzia, eventualmente organizzando specifici eventi, anche in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato e gli ordini professionali.

Infine, banche e imprese si impegnano a collaborare per promuovere la definizione di ulteriori misure per rendere più efficiente il meccanismo di escussione delle garanzie.


Il testo dell’Accordo

Assegni: non dimenticare clausola ‘non trasferibile’

​(3 febbraio 2018) L’iniziativa di sensibilizzazione dell’ABI punta a fornire informazioni semplici ed efficaci a tutti, famiglie, professionisti, commercianti e imprenditori.

​Un’iniziativa di informazione che si coniuga con l’esigenza di una maggiore tutela e sicurezza a vantaggio di tutti i cittadini. L’ABI promuove un’iniziativa di sensibilizzazione per ricordare le principali regole di utilizzo del contante, degli assegni e dei libretti al portatore contenute nel Decreto legislativo n. 231 del 2007 che disciplina la normativa di prevenzione dei fenomeni del riciclaggio dei proventi derivanti da attività criminose e di finanziamento del terrorismo aggiornata con il Decreto Legislativo 90 del 2017. Ciò sulla scia di quanto ha già effettuato in occasione delle novità introdotte a suo tempo dal Decreto legislativo n. 231 del 2007 sulla non trasferibilità degli assegni.
Le 10 cose da sapere e a cui fare attenzione: 

  • è vietato il trasferimento tra privati, senza avvalersi dei soggetti autorizzati (ad esempio banche), di denaro contante e di titoli al portatore (ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario) di importo complessivamente pari o superiore a 3.000 euro;
  • gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare – oltre a data e luogo di emissione, importo e firma – l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. Fai quindi attenzione se utilizzi un modulo di assegno che hai ritirato in banca da molto tempo e verifica se l’assegno reca la dicitura “non trasferibile”. Se la dicitura non è presente sull’assegno ricordati di apporla per importi pari o superiori a 1.000 euro;
  • le banche, alla luce delle disposizioni di legge, consegnano automaticamente alla clientela assegni con la dicitura prestampata di non trasferibilità;
  • chi vuole utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 1.000 euro, può farlo presentando una richiesta scritta alla propria banca;
  • per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera e cioè senza la dicitura “non trasferibile” è previsto dalla legge il pagamento a carico del richiedente l’assegno di un’imposta di bollo di 1,50 euro che la banca versa allo Stato;
  • è vietata l’apertura di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia ed è anche vietato il loro utilizzo anche laddove aperti in uno Stato estero; i libretti di deposito, bancari e postali, possono essere emessi solo in forma nominativa e cioè intestati ad una o più determinate persone;
  • per chi detiene ancora libretti al portatore è prevista una finestra di tempo per l’estinzione, con scadenza il 31 dicembre 2018, resta comunque vietato il loro trasferimento;
  • in caso di violazioni per la soglia dei contanti e degli assegni (come la mancata indicazione della clausola “Non trasferibile”) la sanzione varia da 3.000 a 50.000 euro;
  • per il trasferimento dei libretti al portatore la sanzione può variare da 250 a 500 euro. La stessa sanzione si applica nel caso di mancata estinzione dei libretti al portatore esistenti entro il termine del 31 dicembre 2018;
  • per l’utilizzo, in qualunque forma, di conti o libretti anonimi o con intestazione fittizia la sanzione è in percentuale e varia dal 10 al 40% del saldo.
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    Accordo sul nuovo Fondo per l’Occupazione

    ​(29 gennaio 2018) Raggiunto l’Accordo tra l’ABI e Sindacati di categoria con cui si ampliano le funzioni del Fondo per l’Occupazione (Foc) come previsto dall’ultimo rinnovo contrattuale di settore.

    ​Sviluppando sinergie in materia di politiche attive per l’occupazione, viene così implementata l’operatività del Foc in connessione al “Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale e del credito”.
    Lo comunica l’ABI evidenziando che “ancora una volta relazioni sindacali dialettiche e costruttive hanno consentito di rafforzare uno strumento bilaterale dedicato alla creazione e al sostegno della buona occupazione anche a difesa dell’occupabilità delle persone. Necessità accentuata dal bisogno di nuove mansioni professionali dettate dai cambiamenti in atto. Questo passa innanzitutto da un potenziamento delle prestazioni del Fondo, grazie all’impiego di risorse private senza alcun carico per la finanza pubblica”.
    In questo senso l’Accordo, sulla base delle risorse disponibili, rafforza la possibilità di intervenire su profili che vanno dalla rioccupazione dei lavoratori, alla solidarietà espansiva, dalla riconversione e riqualificazione professionale ad ulteriori iniziative per agevolare l’occupazione giovanile.

    Nello specifico:

    • sostegno alla rioccupazione dei lavoratori, che hanno perso il posto di lavoro (destinatari delle prestazioni emergenziali del Fondo di solidarietà ABI), attraverso specifici incentivi all’assunzione;
    • istituzione di una piattaforma per incrociare domanda e offerta di lavoro, inizialmente limitata ai bancari che hanno perso il posto di lavoro;
    • sostegno al reddito per i lavoratori che accettano il part time in prossimità della pensione, con garanzia della contribuzione piena ai fini pensionistici, in cambio di assunzione di giovani (solidarietà espansiva);
    • finanziamento della formazione da riqualificazione/riconversione per fronteggiare possibili eccedenze di personale;
    • favorire qualificati percorsi di alternanza scuola-lavoro attraverso un contributo spese alle aziende che sostengano la conoscenza del mondo del lavoro da parte dei giovani.

    Per ABI “le Parti hanno centrato un obiettivo fondamentale per utilizzare tutti gli strumenti di natura contrattuale che favoriscano anche un ricambio generazionale più rapido e senza tensioni occupazionali”.
     In tale direzione, nel quinquennio 2012-2017, il Foc ha già finanziato, tra assunzioni e stabilizzazioni, 17.655 domande di prestazione per un impegno complessivo di spesa di oltre 135 milioni di euro. Ciò a fronte di circa 17.000 uscite dalle aziende, nello stesso periodo, tramite il Fondo di solidarietà ed il relativo assegno straordinario, registrando appunto un numero pressoché corrispondente di assunzioni/stabilizzazioni.

     

    Al via la quarta edizione del Premio ‘Finanza per il sociale’

    ​(27 gennaio 2018 Al via la quarta edizione del premio “Finanza per il sociale”, dedicato ai giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo, per sostenere il loro impegno nel raccontare l’importanza della cultura finanziaria per il Paese.

    ​L’iniziativa, indetta per il quarto anno da ABI (Associazione Bancaria Italiana), Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (FEDUF) e FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche) e promossa nell’ambito della XVI edizione del FIABADAY – Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche, rientra nell’ambito dell’impegno pluriennale del mondo bancario sui temi dell’inclusione finanziaria e sociale.
    Particolare attenzione è rivolta quest’anno all’inclusione finanziaria dei cittadini in situazioni di fragilità sociale. Tema del premio della quarta edizione è infatti “Il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale. Sfide e prospettive formative per le fasce più vulnerabili della popolazione”. Favorire il rafforzamento delle competenze finanziarie può supportare la capacità di reagire alle difficoltà e alle situazioni di esclusione sociale. Inclusione finanziaria significa sostenere opportunità di crescita e di sviluppo e, al tempo stesso, quella sostenibilità economica e sociale che è fondamento della ripresa.
    L’elaborato dovrà evidenziare come un adeguato livello di conoscenza finanziaria dei cittadini rappresenti una priorità sia per favorire la crescita economica, sia per rispondere ad alcune delle principali esigenze sociali del nostro Paese. Migliorare la comprensibilità dei concetti di base dell’economia è un passo cruciale per innalzare il livello di consapevolezza rispetto alle scelte finanziarie, e fondamentale per avvicinare i cittadini al mondo economico, alle istituzioni, agli intermediari, al mondo dell’informazione. L’inclusione e l’educazione finanziaria di tutte le fasce della popolazione, a partire da quelle più vulnerabili, contribuiscono a rafforzare la capacità di fronteggiare situazioni complesse e di investire nel futuro.
     Il premio promosso da ABI, FEDUF, FIABA punta a coinvolgere e a valorizzare l’impegno dei giovani avviati in percorsi di studio giornalistico e interessati a cogliere le sfide del giornalismo economico, in un momento storico in cui l’adeguata informazione e formazione finanziaria costituiscono un autentico servizio per lo sviluppo di competenze imprescindibili.

    Modalità di partecipazione
    Sarà premiato il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato il tema del concorso. Informazioni e strumenti utili per sviluppare gli elaborati potranno essere reperiti consultando il sito www.curaituoisoldi.it, il nuovo portale sull’educazione finanziaria realizzato da FEDUF in collaborazione con le Associazioni dei consumatori. L’elaborato vincitore sarà pubblicato sul sito www.curaituoisoldi.it di FEDUF, sul sito dell’ABI www.abi.it, e sul sito di FIABA www.fiaba.org.
    La partecipazione è gratuita. Possono concorrere i praticanti e gli allievi delle scuole di giornalismo o master riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti, autori di articoli in lingua italiana o di servizi radiotelevisivi sul tema in concorso. Possono concorrere anche elaborati firmati da più autori. Ogni concorrente, o gruppo di concorrenti, potrà partecipare con un solo articolo/servizio, prodotto, pubblicato o trasmesso nel periodo compreso tra il 1 novembre 2017 e il 30 luglio 2018. 
    L’elaborato in concorso dovrà essere spedito entro il 31 agosto 2018 per e-mail, indicando come oggetto la dicitura “Premio Finanza per il Sociale IV Edizione” a [email protected] o per posta all’indirizzo FIABA – Premio Giornalistico “Finanza per il Sociale”, Piazzale degli Archivi, n. 41, 00144 Roma. In caso di spedizione a mezzo posta farà fede la data del timbro postale. Gli elaborati dovranno comunque pervenire entro e non oltre il 7 settembre 2018.
    La proclamazione del vincitore avverrà nell’ambito delle celebrazioni della XVI edizione del FIABADAY.
    Per maggiori informazioni riguardanti le modalità di partecipazione è possibile consultare e/o scaricare il bando di concorso con relativo regolamento dal sito internet www.abi.it e www.fiaba.org o richiederle ai seguenti contatti: la Segreteria Organizzativa del Premio al numero 06 43400800, e-mail [email protected]; l’ufficio Rapporti con la stampa dell’ABI e-mail [email protected]; l’Ufficio Stampa FEDUF e-mail [email protected].
      
     

    Il finanziamento alle imprese è in aumento a novembre 2017

    (24 gennaio 2018) ​In relazione alla dichiarazione di Unimpresa in tema di evoluzione dei finanziamenti alle imprese, il Vice direttore generale dell’ABI Gianfranco Torriero rileva preliminarmente che per un corretto raffronto su base annua dei prestiti erogati a famiglie e imprese occorre tener conto, come indicato nei documenti ufficiali della Banca d’Italia, anche dei prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e occorre effettuare le variazioni al netto delle variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni. Tutto ciò sulla base delle modalità di calcolo definite a livello standardizzato a livello europeo.

     

    ​Torriero ricorda che, con riferimento all’andamento dei finanziamenti alle imprese, la Banca d’Italia ha pubblicato in questi giorni il Supplemento al Bollettino Economico e il Bollettino Economico da cui emerge che: “È proseguita nei mesi più recenti l’espansione dei prestiti al settore privato”. In particolare, “In novembre i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dell’1,4 per cento su base annua (1,0 per cento in ottobre).
    I prestiti alle società non finanziarie sono aumentati dello 0,3 per cento (erano calati dello 0,5 per cento in ottobre).” Inoltre, si deve tener conto che “all’aumento della domanda connesso con la ripresa degli investimenti continua a contrapporsi un’elevata capacità di autofinanziamento che mantiene basso il fabbisogno di risorse esterne; quest’ultimo è stato peraltro soddisfatto negli ultimi mesi anche con il ricorso a emissioni di obbligazioni”.

    Crescono efficienza e tutele per valutazione immobili

    (21 gennaio 2017) ​Ulteriore trasparenza del quadro dei costi, consulenze sempre più qualificate, efficienza nelle modalità di stima e di eventuale vendita dell’immobile a garanzia dei crediti deteriorati.

    ​Questi i principali temi alla base del documento di proposte elaborato al Tavolo tecnico sulla valutazione degli immobili a garanzia dei crediti deteriorati tra ABI e principali operatori sul mercato (Assoimmobiliare, Assovib, Confedilizia, Consiglio dell’Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali, Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati, Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati, Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, e–valuations, Fiaip, Fiabci, Isivi, Rics, Tegova, T6 e Tecnoborsa), che è stato inviato alle Autorità di Vigilanza e ai Dicasteri competenti.
    Questo lavoro congiunto giunge a maturazione sulla scia di recenti normative, adottate a livello nazionale ed internazionale, per fronteggiare la gestione dei crediti anomali.

    Tra gli aspetti di maggiore rilevanza contenuti nel documento, si segnalano in particolare:

    • l’individuazione della figura del consulente che dovrà assistere il consumatore in difficoltà;
    • ii requisiti dei periti per la stima del bene immobile;
    • le modalità di calcolo dei costi della procedura.

    L’obiettivo è quello di attuare la disciplina sugli adempimenti nei crediti immobiliari introdotta dalla Direttiva Europea sui mutui ipotecari.

    Pronte le Linee Guida per la valutazione di immobili a garanzia

    (23 gennaio 2018) Ora disponibili le “Linee guida per la valutazione degli immobili a garanzia dei crediti inesigibili”: un nuovo strumento per favorire la trasparenza e la correttezza delle valutazioni degli immobili oggetto di procedure esecutive giudiziali e stragiudiziali.

    ​Lo comunica l’ABI nel corso dell’odierno convegno “La gestione efficiente delle procedure di recupero del credito”, evidenziando l’obiettivo raggiunto a partire dal Protocollo d’intesa per la valutazione degli immobili a garanzia di crediti inesigibili sottoscritto insieme ai principali operatori del mercato (Assilea-Associazione italiana leasing, Assoimmobiliare-Associazione dell’Industria Immobiliare, Assovib, Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati, Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati, Confedilizia, Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio dell’Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali, Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, E-Valuations-Istituto di Estimo e Valutazioni, Fiaip-Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, Isivi-Istituto Italiano di Valutazione Immobiliare, Rics-Royal Institution of Chartered Surveyors, Tecnoborsa-Consorzio per lo Sviluppo del Mercato Immobiliare S.C.p.A, TEGoVA-The European Group of Valuers’ Association, T6-Tavolo di Studio sulle Esecuzioni Italiane).
    Il documento – che verrà inviato alle Autorità di Vigilanza, al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ed ai Dicasteri competenti – giunge a maturazione anche sulla scia di recenti normative adottate per fronteggiare la gestione dei crediti inesigibili. Predisposto sulla base degli standard di valutazione internazionali e nazionali, e in aderenza ai principi riportati nelle Linee guida del CSM sulle buone prassi nel settore delle esecuzioni immobiliari e destinato a giudici, periti e Consulenti Tecnici di Ufficio (Ctu), ha anche l’obiettivo di contribuire a facilitare l’attuazione della disciplina sugli inadempimenti nei crediti immobiliari introdotta dalla Direttiva Europea sui mutui ipotecari. 
    Tra gli aspetti di maggiore rilevanza contenuti nel documento, si segnalano in particolare:

    •  l’attenzione alla figura del perito;
    •  la definizione di “Valore di mercato” dell’immobile in esecuzione;
    •  l’attività di analisi per l’individuazione dei potenziali rischi della transazione immobiliare;
    •  l’elaborazione di un certificato di valutazione per la piena accessibilità alle informazioni.

    Le Linee Guida mirano quindi a valorizzare la garanzia immobiliare con un impatto positivo in termini di efficienza nel recupero del credito erogato, favorendo la massimizzazione del valore del residuo patrimonio eventualmente destinato al debitore.

     

    Ad Antonio Patuelli la medaglia ‘Città di Cento’

    (22 gennaio 2018) ​“Il futuro delle banche in Italia e in Europa” è il tema del convegno che si è tenuto venerdì 19 gennaio a Cento, nato dalla presentazione del libro della giornalista Fulvia Sisti “La buona banca. La lezione di Raffaele Mattioli”. ​Una occasione di confronto per riflettere sull’evoluzione del settore bancario, cui ha preso parte il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli


    Nel corso dell’evento, organizzato dal comune di Cento e dall’associazione ‘Olindo Malagodi’, è stata conferita al Presidente dell’ABI Patuelli la medaglia ‘Città di Cento, un alto riconoscimento per la sua storia e figura professionale.  
    L’assegnazione è stata decisa “per aver saputo conservare e sviluppare l’eredità culturale e professionale di due illustri centesi: Olindo e  Giovanni Malagodi”, ha detto il sindaco di Cento, Fabrizio Toselli. “Patuelli – ha sottolineato ancora Toselli – fedele al programma culturale a favore del progresso economico italiano ed europeo per la cooperazione internazionale, è impegnato per la ripresa dopo il decennio della grande crisi degli anni 2000”. 
    “La premessa in ogni momento di difficoltà – ha ricordato il Presidente dell’ABI, Patuelli – è la lezione di Mattioli. Bisogna avere principi e riferimenti morali”. “Abbiamo bisogno di voltare pagina – ha proseguito Patuelli – con indirizzi di metodologia culturale rigorosi e principi morali certi. L’Unione Europea è un ambito da non abbandonare, nel quale devono esserci regole uguali per tutti. Non chiediamo privilegi. Ma non possiamo accettare discriminazioni”.
     

    “Italia, Europa, economia e banche”

    (20 gennaio 2018) ​Dopo il volume sugli scritti di Luigi Einaudi, ripubblicato da Editori Laterza su impulso di ABI e Istituto Einaudi, esce in libreria il volume che raccoglie gli interventi tenuti da Carlo Azeglio Ciampi nelle assise annuali tra 1981 e 1998: parole che ripercorrono l’evoluzione economica e sociale dell’Italia in due decenni di profondi cambiamenti per le banche e gli altri attori economici, tra l’avvio della stagione delle privatizzazioni e l’ingresso nell’euro

    ​Un affresco di due decenni della vita economica e politica italiana tratteggiato dalle riflessioni, sempre attuali, di Carlo Azeglio Ciampi, pronunciate tra il 1981 e il 1998 in occasione della partecipazione alle Assemblee annuali dell’Associazione Bancaria Italiana in qualità di Governatore della Banca d’Italia prima e, dal 1996 al 1998, ministro del Tesoro. A raccogliere gli interventi tenuti dall’ex Presidente della Repubblica il nuovo volume “Italia, Europa, economia e banche”, pubblicato da Editori Laterza e in questi giorni al debutto in libreria. Il testo è introdotto dalla prefazione di Antonio Patuelli, Presidente dell’Abi, e di Maurizio Sella, Presidente dell’Istituto Einaudi per gli studi bancari, finanziari e assicurativi, a conferma della convinta adesione di ABI e Istituto Einaudi a un nuovo progetto culturale che si riallaccia idealmente al saggio La difficile arte del banchiere di Luigi Einaudi, ripubblicato sempre dall’editore barese a fine 2016.
    Il libro, arricchito dalla postfazione del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e da un profilo di Ciampi scritto da Pierluigi Ciocca, è stato curato da Federico Pascucci, Segretario generale dell’Istituto Luigi Einaudi, e raccoglie quindici contributi, pubblicati sulla rivista “Bancaria”, che abbracciano un intervallo quasi ventennale: gli interventi di Ciampi, tenuti tra l’inizio degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, contribuiscono a ricostruire il cammino di una Nazione impegnata a evolvere verso una nuova dimensione europea in un periodo caratterizzato da cambiamenti epocali e da tragici eventi interni.
     Un ideale filo rosso tiene uniti i ragionamenti dell’allora Governatore della Banca d’Italia: il convinto riconoscimento della natura imprenditoriale delle attività bancarie in concorrenza tra loro. Alla fine degli anni Ottanta – come evidenziato nella prefazione di Patuelli e Sella – Ciampi affermava infatti che “la trasformazione in atto trae origine dall’affermazione di alcuni principi fondamentali. I convincimenti che la banca, pubblica o privata, è impresa; che il riscontro del mercato costituisce l’unico vaglio della validità delle iniziative”. Si era allora alla vigilia dell’avvio del grande percorso di privatizzazione delle banche italiane, allora pubbliche: un processo, va rammentato, che Ciampi influenzò e rese rapido da tutti gli incarichi istituzionali ricoperti.
    Nella seconda metà degli anni Novanta Ciampi torna a prendere parte alle Assemblee annuali dell’Associazione Bancaria Italiana in qualità di Ministro dell’Economia e delle Finanze, convinto sostenitore dell’adesione dell’Italia al progetto della moneta unica. Nell’Assemblea ABI del 1997, in particolare, Ciampi sottolineava che “per l’Italia, partecipare fin dall’inizio all’Unione economica e monetaria va ben al di là di esigenze di prestigio o di acquisizione di vantaggi contingenti. Significa concorrere alla formazione della ‘qualità’, dei ‘caratteri’ delle nuove istituzioni europee, operando con gli altri Paesi membri nel definirne le regole del funzionamento e nell’avviarne le prassi”. Sul ruolo di Ciampi nell’aver favorito l’ingresso dell’Italia nell’Unione monetaria si esprime anche il ministro dell’Economia nella sua postfazione: Padoan osserva che “Ciampi voleva l’Italia nell’euro perché riteneva che l’Europa e l’euro avessero bisogno dell’Italia, per evitare una predominanza della componente mitteleuropea, considerando l’Italia, immersa nel Mediterraneo, come ponte di anime e culture diverse. Riteneva che l’Europa fosse destinata a integrarsi: una integrazione economica e monetaria, che sarebbe comunque avvenuta di fatto, ma che bisognava governare”. Importante anche, nella postfazione di Padoan, la sottolineatura che Ciampi volle che il Patto di stabilità “fosse chiamato anche di crescita, temendo che l’integrazione coinvolgesse solo gli aspetti monetari”. Un approccio quanto mai attuale nell’attuale frangente delle Istituzioni Europee, chiamate a superare le numerose contraddizioni eredità della crisi esplosa tra 2007 e 2008 e al contempo ridefinire la propria identità, darsi finalmente una Costituzione comune, disegnare obiettivi capaci di esprimere una visione di strategia economica condivisa, di lungo periodo e orientata allo sviluppo sociale e al progresso.