54^ Assemblea degli Associati ABI | [10/07/2012]

Giovedì 10 luglio si è celebrata a Roma l’annuale Assemblea degli Associati ABI. L’evento si è svolto presso l’Auditorium Capitalis del Palazzo dei congressi, in Roma.
 

​Alla presenza di autorità, di rappresentanti politici e istituzionali, di banchieri e imprenditori, ha aperto i lavori con la sua Relazione il Presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli. Sono seguiti gli interventi del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e del Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan. All’ordine del giorno dell’Assemblea, le adesioni all’Associazione, l’approvazione del bilancio di esercizio e il rinnovo degli organi statutari.

La Relazione del Presidente ABI
Il Rapporto ABI 2013-2014
Intervento del Governatore della Banca d’Italia

Giovedì 10 luglio si è celebrata a Roma l’annuale Assemblea degli Associati ABI. L’evento si è svolto presso l’Auditorium Capitalis del Palazzo dei congressi, in Roma.   ​Alla presenza di autorità, di rappresentanti politici e istituzionali, di banchieri e imprenditori, ha aperto i lavori con la sua Relazione il Presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli. Sono seguiti […]

L’impatto di Basilea3 | [09/07/2012]

Regolamentazione uniforme, analisi dell’impatto di Basilea3 sulle Pmi e verifica della loro effettiva rischiosità aggregata, questi i temi  al centro della due giorni dedicata dall’ABI alla direttiva europea sui requisiti di capitale. Tra le recenti novità, che si auspica sia confermata con un via libera definitivo, la prima approvazione  di una soluzione volta e non applicare, per la parte dei prestiti alle Pmi, i maggiori requisiti di capitale richiesti alle banche dai regolatori dopo la crisi. Si tratta del  ‘Pmi Supporting factor’, la proposta sostenuta in maniera congiunta da banche e imprese per una sua applicazione a livello europeo.  


​Le principali questioni aperte dello scenario regolamentare e l’analisi d’impatto della normativa prudenziale (Basilea3) sulle piccole e medie imprese sono i due binari su cui si è concentrato il dibattito promosso dall’ABI nel corso del Convegno annuale dedicato all’implementazione della tabella di marcia di Basilea3, in programma il 26 e 27 giugno a Roma.
La due giorni è partita con una chiara indicazione: ottenere una regolamentazione uniforme e quindi una effettiva unione bancaria a livello europeo sono obiettivi oramai ineludibili per avere più Europa. Nel convegno organizzato dall’ABI si sono approfonditi i temi che ruotano intorno a Basilea 3 e alle altre regolamentazioni rilevanti per i mercati bancari, con l’obiettivo di cogliere gli elementi di criticità ancora presenti e le possibili linee evolutive con impatto sia sulla gestione bancaria sia nel rapporto banche e imprese.
Tra questi, è emerso che ancora non è assicurata la sincronizzazione temporale della regolamentazione USA con l’UE, e soprattutto negli Stati uniti non sembrano esservi proposte di nuove regole per la gestione del Rischio di liquidità (causa primaria della crisi finanziaria partita proprio oltre oceano).
Ancora non è assicurata una piena comparabilità dei coefficienti patrimoniali. Pertanto occorre una misura precisa dei rischi, che consenta coerenza, tra intermediari e tra Paesi, nella modalità di computo delle attività di rischio ponderate (Rwa). Le modalità con cui viene nel concreto realizzata l’attività di supervisione a livello nazionale devono essere omogeneizzate, anche in termini di modelli interni di valutazione del rischio. Si devono evitare disparità competitive a sfavore delle nostre banche. 
E’ rilevante il rischio di vedere vanificata l’impostazione di un mercato Eu unico, anche a motivo della recente proposta di introdurre flessibilità nazionali nel fissare requisiti patrimoniali e ponderazioni più severe. Inoltre, in una corsa al livellamento verso l’alto da parte delle diverse Autorità, si potranno determinare gravi ricadute sull’economia reale che necessita del sostegno bancario.
“Banche e imprese, insieme, nei mesi scorsi hanno chiesto alla Commissione e al Parlamento europeo di riconoscere l’importanza delle piccole e medie imprese per la crescita  – ha spiegato Giovanni Sabatini, Direttore generale dell’Associazione bancaria – e di verificare l’effettiva esistenza di un minor rischio aggregato,  che renda ingiustificata l’estensione ai portafogli di Pmi dell’inasprimento dei requisiti minimi patrimoniali delle banche che le finanziano. In un momento di scarsa crescita come quello attuale, è fondamentale evitare un credit crunch, provocato dalle regole –  ha aggiunto Sabatini – che scatenerebbe i suoi effetti più rilevanti proprio su quelle piccole e medie imprese che rappresentano il nucleo del mondo produttivo italiano, composto per il 95% da realtà produttive di piccole e medie dimensioni e giocano un ruolo chiave nell’economia dell’intera Unione europea”.
“Le banche stanno svolgendo un’azione fondamentale per il Paese, per le sue imprese e le sue famiglie. L’impegno del settore è massimo, anche in un quadro di scarsa redditività e di risorse limitate. Una decelerazione del tasso di crescita del credito potrebbe avere effetti negativi rilevanti sulla velocità di ripresa dell’economia, con un diverso impatto tra Europa e Stati Uniti a causa della diversa dipendenza dal credito bancario che, in base alle nostre stime, per le imprese europee si attesta al 75%, mentre per quelle d’oltreoceano non va oltre il 23%” ha così concluso il Direttore generale dell’ABI.
Intanto, un primo importante passo avanti è stato fatto,  la Commissione Affari economici e finanziari del Parlamento europeo, lo scorso 14 maggio, ha approvato un emendamento alla Direttiva europea sui requisiti di capitale (Capital requirement directive che recepisce le regole prudenziali di Basilea3) e accoglie il “Pmi Supporting factor”, fattore di correzione applicato ai finanziamenti alle piccole e medie imprese, fortemente sostenuto dall’ABI e dalle maggiori associazioni di imprese italiane. Si tratta di un fattore di ponderazione che tiene conto del minor rischio sistemico dell’esposizione bancaria nei confronti delle Pmi e che, applicato al calcolo dei risk weighted assets (Rwa) delle piccole e medie imprese, permette di compensare l’incremento del requisito patrimoniale minimo chiesto alle banche. In pratica, sui finanziamenti concessi alle Pmi, il requisito patrimoniale richiesto alle banche resterebbe all’8% attuale senza salire al 10,5% previsto dalla normativa. Secondo la proposta fatta dall’ABI e dalle altre rappresentanze d’impresa italiane, sostenuta con forza dalla Commissione europea e fatta propria dalle associazioni bancarie e imprenditoriali europee, il “Pmi Supporting Factor” andrebbe applicato a tutte le banche a prescindere dal metodo di ponderazione del rischio che queste utilizzano. In tal modo il fattore correttivo verrebbe applicato anche a quei piccoli istituti di credito che non adottano metodi di rating interno, ma che finanziano quasi esclusivamente Pmi, evitando così potenziali restrizioni di credito, soprattutto, per le medie e piccole realtà produttive.

Regolamentazione uniforme, analisi dell’impatto di Basilea3 sulle Pmi e verifica della loro effettiva rischiosità aggregata, questi i temi  al centro della due giorni dedicata dall’ABI alla direttiva europea sui requisiti di capitale. Tra le recenti novità, che si auspica sia confermata con un via libera definitivo, la prima approvazione  di una soluzione volta e non […]

La Sepa in dirittura d’arrivo | [05/07/2012]

Con la Sepa pagamenti transnazionali più efficienti per cittadini, imprese e Pa: entro il 1° febbraio 2014 il completamento della migrazione all’Area unica dei pagamenti in euro, al via il Programma dell’ABI a supporto delle attività. Con MyBank pagamenti immediati direttamente dal conto online, partita la fase pilota. Le iniziative presentate a Spin 2012.
 


​Un Programma promosso dall’Associazione bancaria italiana per supportare il completamento della migrazione alla Sepa, l’Area unica dei pagamenti in euro, ed accompagnare così l’industria bancaria ed il sistema paese in un momento di profonda discontinuità. Entro il primo febbraio 2014 infatti la migrazione al mercato armonizzato per i pagamenti elettronici in euro, dovrà essere completata. L’obbligo comporterà significative e complesse attività da effettuare per gli operatori economici. Col passaggio alla Sepa, per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni non ci sarà più differenziazione tra pagamenti nazionali e transnazionali. È questo il tema al centro dei lavori del Convegno Spin 2012, l’appuntamento annuale dedicato dall’Abi ai sistemi di pagamento, in apertura oggi a Firenze.
Il Programma Abi per il completamento della migrazione alla Sepa si inserisce nell’ambito dei lavori del Comitato Nazionale di Migrazione, coordinato congiuntamente da Abi e Banca d’Italia, e cui partecipano le rappresentanze delle imprese, dei consumatori, degli Istituti di Pagamento, Poste Italiane, il Mef e DigitPA.
Il Programma, avviato già da tempo, entra ora nella sua fase finale: esso richiede la messa a punto di una pianificazione di dettaglio delle attività da svolgere in tempi strettissimi a livello di sistema Paese e del relativo monitoraggio, col coinvolgimento di una molteplicità di soggetti. Intensa quindi la pianificazione delle attività in un ambito sia interbancario sia bancario, sia per le imprese non bancarie per l’adeguamento delle procedure, dei sistemi, delle relazioni commerciali. Presto si avvierà anche un piano di comunicazione delle novità per le imprese e per i consumatori
In particolare, sono due le direttrici previste dal Programma ABI per le attività a supporto della migrazione alla Sepa: quella per il passaggio ai requisiti tecnici e commerciali armonizzati per i bonifici, e quella riguardo agli addebiti diretti in euro. Il Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, pubblicato il 30 marzo 2012 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, prevede infatti che entro il primo febbraio 2014 tutti i bonifici e gli addebiti diretti effettuati nell’Unione europea siano eseguiti secondo requisiti uniformi. Il Regolamento rappresenta il passaggio fondamentale per la fase conclusiva di realizzazione della Sepa. 
Con l’introduzione delle nuove regole, i clienti avranno la possibilità di fare e ricevere pagamenti in euro con un unico conto bancario, indipendentemente dal paese in cui si trova e alle stesse condizioni di base previste per i pagamenti nazionali e conformemente agli stessi diritti e obblighi.
Dopo il passaggio all’euro completato nel 2002 con l’introduzione di banconote e monete, la Sepa rappresenta il successivo grande passo verso la piena integrazione del servizi di pagamento. La creazione di un mercato integrato per i pagamenti, senza distinzione tra nazionali e transfrontalieri, è necessaria per il corretto funzionamento del mercato interno. Questo processo di armonizzazione sostiene gli obiettivi della strategia “Europa 2020”, stimolando una maggiore attività economica all’interno del Mercato Unico, l’innovazione nell’offerta dei servizi di pagamento, meglio rispondendo alle esigenze di tutti gli utenti europei. 
Accanto alla Sepa, a Spin 2012 focus sulle iniziative delle banche per l’agenda digitale, i pagamenti innovativi e lo sviluppo dell’e-commerce. Proprio in questi giorni è partito il pilota del progetto “MyBank”, soluzione di pagamento elettronico per gli acquisti su internet a livello paneuropeo messo a punto da EBA Clearing e sostenuto dalle principali banche italiane, affiancate dalle principali aziende italiane online. MyBank consentirà ai clienti di pagare i propri acquisiti online tramite bonifico Sepa dal loro abituale home o la loro applicazione per i pagamenti (ad esempio su smartphone, tablet).
 

Con la Sepa pagamenti transnazionali più efficienti per cittadini, imprese e Pa: entro il 1° febbraio 2014 il completamento della migrazione all’Area unica dei pagamenti in euro, al via il Programma dell’ABI a supporto delle attività. Con MyBank pagamenti immediati direttamente dal conto online, partita la fase pilota. Le iniziative presentate a Spin 2012. 

La Carta dell’investimento sostenibile | [04/07/2012]

​Investimenti sostenibili e responsabili; trasparenza; ottica di lungo periodo. Sono questi i tre principi base della “Carta dell’Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana” firmata oggi a Roma da ABI, Ania, Assogestioni e FeBAF, la Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza cui aderiscono

 

​Investimenti sostenibili e responsabili; trasparenza; ottica di lungo periodo. Sono questi i tre principi base della “Carta dell’Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana” firmata oggi a Roma da ABI, Ania, Assogestioni e FeBAF, la Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza cui aderiscono  

Il ruolo delle banche nella storia d’Italia | [04/07/2012]

Il contributo del settore bancario al processo di unificazione nazionale e allo sviluppo economico fino ai giorni nostri, nel volume  realizzato da storici, economisti e giuristi per il centocinquantesimo anniversario dell’unità nazionale e presentato a Napoli e a Palermo


​Il ruolo delle banche nella storia d’Italia e il loro contributo all’unificazione, all’integrazione nazionale e allo sviluppo economico del “nuovo” Stato fino ai giorni nostri. Per celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’unità nazionale e dare un contributo alla riflessione in atto sulla storia del Paese a partire dal Risorgimento, l’ABI ha promosso un progetto di ricerca per analizzare e mettere a fuoco i nessi esistenti fra la società civile, l’economia e l’attività degli intermediari bancari.
La ricerca – affidata a un pool di storici, studiosi, economisti e giuristi coordinati dal prof. Leandro Conte dell’Università di Siena – è stata pubblicata nel volume “Le Banche e l’Italia. Crescita economica e società civile, 1861-2011”, edito da Bancaria Editrice. Al libro è allegato il dvd “Le Banche in Luce” che racconta la storia bancaria attraverso le immagini dell’Archivio storico dell’Istituto Luce. L’opera è stata presentata L’11 giugno Palermo nel corso di una giornata di studi.
“Le Banche e l’Italia” declina la storia bancaria nazionale degli ultimi 150 anni formulando per ciascun contesto gli stessi interrogativi: cosa ha determinato i cambiamenti delle relazioni tra settori produttivi e ceti sociali? quali agenti – banche, imprese, associazioni, uomini politici, partiti – hanno influito di più sul cambiamento? come si legano gli avvenimenti che hanno dato senso storico al processo d’integrazione nazionale e crescita economica? Strutturati intorno a questi interrogativi, i saggi sono resi coesi da due temi comuni, le modalità con cui la banca entra nell’insieme delle relazioni istituzionali e nelle relazioni economiche della comunità nazionale. Attraverso questi temi si delinea la storia del rapporto tra banche e Italia intorno a coppie di parole chiave e in base a una scansione temporale che identifica quattro macro-periodi: crescita (del reddito pro capite) e Nazione (1861-1914); credito (all’industria) e Stato (1915-1945); sviluppo (economico) e Repubblica (1946-1990); concorrenza (giustizia distributiva) ed Europa (1991-2011).Per ciascun periodo storico sono state esaminate le trasformazioni del mercato bancario e finanziario, l’evoluzione dell’esercizio del credito, l’intermediazione fra risparmio e investimento e i riflessi di questa attività su passato e presente del Paese, mettendo in evidenza gli elementi che hanno favorito l’unificazione e la successiva integrazione del tessuto sociale ed economico italiano e cercando nuovi strumenti interpretativi con cui leggere il presente e orientare l’azione futura.Al convegno di presentazione dell’opera, oltre all’introduzione di Giovanni Puglisi, Presidente della Fondazione Banco di Sicilia, sono intervenuti, tra gli altri, Giovanni Sabatini, Direttore generale ABI; Antonello Montante, Presidente Confindustria Sicilia; Roberto Bertola, Responsabile di territorio Sicilia Unicredit e Presidente di ABI Sicilia.
 

Il contributo del settore bancario al processo di unificazione nazionale e allo sviluppo economico fino ai giorni nostri, nel volume  realizzato da storici, economisti e giuristi per il centocinquantesimo anniversario dell’unità nazionale e presentato a Napoli e a Palermo

Road show ABI a Viterbo | [04/07/2012]

Oltre 172 miliardi di euro a febbraio 2012 ai principali segmenti economici della regione. Sabato 26 maggio al via la quarta tappa a Viterbo del Road Show Italia dell’ABI. La fotografia del settore bancario regionale e del sostegno a famiglie e imprese


Oltre 172 miliardi di euro a febbraio 2012 ai principali segmenti economici della regione. Sabato 26 maggio al via la quarta tappa a Viterbo del Road Show Italia dell’ABI. La fotografia del settore bancario regionale e del sostegno a famiglie e imprese

L’ABI replica a dichiarazione Presidente Confesercenti | [04/07/2012]

(04/07/20212) In Italia il sistema del credito – nonostante le molte difficoltà del contesto internazionale – ha mostrato efficienza e solidità, funziona bene in relazione all’andamento dell’economia italiana, garantisce e continua a garantire buon credito alle imprese meritevoli, contribuendo alla stabilità del paese”.

“In Italia il sistema del credito – nonostante le molte difficoltà del contesto internazionale – ha mostrato efficienza e solidità, funziona bene in relazione all’andamento dell’economia italiana, garantisce e continua a garantire buon credito alle imprese meritevoli, contribuendo alla stabilità del paese”.
Così Abi replica alla dichiarazione di oggi del Presidente di Confesercenti, Marco Venturi, secondo cui “negli ultimi due anni il sistema del credito è andato sostanzialmente in tilt”.
“Le banche – prosegue ABI – si stanno facendo carico delle difficoltà delle imprese anche con strumenti straordinari quali le moratorie alle rate dei finanziamenti e gli altri strumenti previsti da numerosi accordi sottoscritti con le associazioni di tutti i settori produttivi. Non ultime le iniziative a sostegno delle zone colpite dai recenti eventi sismici. Continuare a negare questa realtà aumenta le difficoltà di dialogo, allontana il raggiungimento di soluzioni utili per tornare a crescere, danneggia il paese”.

(04/07/20212) In Italia il sistema del credito – nonostante le molte difficoltà del contesto internazionale – ha mostrato efficienza e solidità, funziona bene in relazione all’andamento dell’economia italiana, garantisce e continua a garantire buon credito alle imprese meritevoli, contribuendo alla stabilità del paese”. ​ “In Italia il sistema del credito – nonostante le molte difficoltà […]

Mutui: famiglie italiane solide | [27/06/2012]

Le famiglie italiane sono finanziariamente solide e sostengono il peso dei mutui senza particolari problemi. Al contrario di quanto indicato da uno studio della Commissione sulla situazione occupazionale e sociale Eu, riportato il 27 giugno da alcuni organi di informazioni.


​L’analisi della Commissione è palesemente errata rispetto alla realtà italiana. Le famiglie che hanno chiesto di sospendere il pagamento del mutuo con la moratoria a marzo 2012 sono circa 65mila, a fronte di 3,5 milioni di mutui. Si tratta di un dato ben diverso rispetto a quello riportato oggi. Gli ultimi dati della Banca d’Italia riferiti al primo trimestre 2012 evidenziano che le nuove sofferenze in rapporto ai prestiti si attestano sull’1,2%, in diminuzione rispetto ai valori registrati nel 2011 e nel 2010. La quota dei prestiti su cui sono state registrate temporanee difficoltà di rimborso si è attestata sul 2,3%. Le modalità di erogazione del credito in Italia hanno consentito alle famiglie di accedere all’acquisto dell’abitazione. In particolare, per quanto concerne i mutui nel nostro Paese il rapporto tra la rata e il reddito della famiglia è sempre stato fortemente equilibrato, come ricordato dalla Banca d’Italia il 31 maggio.Identico equilibrio è stato mantenuto nel rapporto tra la somma mutuata e il valore dell’immobile, circa il 65%. Queste due buone pratiche hanno evitato che potesse insorgere una bolla speculativa sulla proprietà immobiliare.

ABI replica ad uno studio della Commissione Ue

L’ABI per la seconda volta al Premio dei Premi | [12/06/2012]

Per il secondo anno consecutivo, la rappresentanza bancaria alla cerimonia col Presidente del Senato e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per la Giornata nazionale dell’innovazione. Le banche partecipanti si sono distinte nell’ambito della manifestazione istituita dall’ABI per i progetti più innovativi


Per il secondo anno consecutivo, al “Premio dei Premi” partecipa il “Premio per l’innovazione nei servizi bancari”, istituito dall’Associazione bancaria italiana per le idee più innovative e le soluzioni più tecnologiche applicate dalle banche ai servizi e ai prodotti, ai modelli di gestione e alle modalità di relazione coi clienti. Il riconoscimento, promosso dal Governo con l’obiettivo ogni anno di valorizzare le migliori capacità innovative e creative di aziende, università, amministrazioni, enti o singoli ideatori, è stato consegnato oggi alle tre banche i cui progetti si sono particolarmente distinti al Premio ABI, giunto quest’anno alla seconda edizione.
Intesa Sanpaolo, Federazione Toscana Bcc e Cariparma Crédit Agricole sono state ricevute oggi a Palazzo Madama per la cerimonia di premiazione, alla presenza del Presidente del Senato, Renato Schifani, e del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo. Hanno ritirato il premio Gaetano Micciché, Direttore generale di Intesa Sanpaolo; Florio Faccendi, Presidente della Federazione Toscana Bcc; Philippe Voisin, Condirettore Generale di Cariparma Crédit Agricole.
“In un mercato sempre più competitivo e in accelerazione, l’innovazione di servizio e tecnologica è decisiva e acquisisce priorità strategica – ha detto il Vice Presidente dell’Abi, Giovanni Pirovano – Sulla capacità innovativa e lo sviluppo tecnologico si fonda la competitività delle banche a vantaggio dei clienti e più in generale del Paese. Il Premio dei Premi celebra la creatività e l’ingegno e sostiene nella sfida della competitività. Partecipare all’iniziativa per il secondo anno consecutivo, testimonia il ruolo fondamentale svolto dalle banche nel dare sviluppo alla sperimentazione di nuove soluzioni ed è un importante impulso a proseguire su questa strada”.

I progetti al “Premio dei Premi”
Tre i progetti vincitori al “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari” che si sono particolarmente distinti per le soluzioni messe in campo e le potenzialità, selezionate a partecipare al “Premio dei Premi”:

  • il progetto “Start-Up Initiative” di Intesa Sanpaolo, vincitore del premio ABI “L’innovazione per il Cliente corporate e Pa” nella categoria “La banca al servizio dei clienti”;

  • “Attraverso i processi: efficienza, km, competenze” di Federazione Toscana Bcc, vincitore del Premio ABI “L’innovazione Interna e di processo” nella categoria “La banca digitale”;

  • Rimesse collettive” di Cariparma Crédit Agricole, vincitore del Premio ABI “La banca solidale”, nella categoria “La banca di oggi per il mondo di domani”.

Il Premio ABI per l’innovazione
Il “Premio per l’innovazione nei servizi bancari” è stato istituito dall’ABI per i progetti innovativi che hanno determinato miglioramenti significativi nei servizi, nei modelli di gestione e nelle nuove e più moderne modalità di dialogo e interazione coi clienti.
Giunto quest’anno alla seconda edizione, il premio rileva il crescente interesse delle banche nel dare impulso e sviluppo all’innovazione di servizio e tecnologica a vantaggio dei clienti e del sistema nel suo complesso. I 61 progetti presentati (38 nel 2011) sono stati esaminati dal Comitato Tecnico Scientifico di esperti e dalla Giuria di rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico. Hanno partecipato quest’anno 24 banche, rappresentative di oltre l’80% del settore in termini di sportelli; 3 le categorie di riferimento (La banca al servizio dei clienti, La banca digitale, La banca di oggi per il mondo di domani), 8 i premi assegnati.​

Partecipazione al riconoscimento per il secondo anno consecutivo

Banche e imprese in Sicilia | [11/06/2012]

Pur in un quadro economico in deterioramento, a marzo 2012 sono cresciuti del 2,6% gli impieghi bancari al territorio. Alle sole imprese sono andati quasi 32 miliardi. I dati diffusi alla presentazione del volume “Le banche e l’Italia” per celebrare i 150 anni dell’Unità  


​Ammontano a 67.7 miliardi di euro, a marzo 2012, i finanziamenti bancari destinati all’economia siciliana, con un incremento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. In particolare i prestiti complessivi al sistema delle imprese hanno superato i 31.7 miliardi, alle famiglie sono andati 29.3 miliardi. I dati sono stati presentati oggi a Palermo dal Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, alla stampa economica regionale nel corso di un incontro sul volume “Le banche e l’Italia” per celebrare i 150 anni dell’Unità.
Pur in un contesto di difficoltà dell’economia reale, le banche sono state vicine alle imprese, convinte delle loro capacità di tenuta e delle potenzialità di crescita. In questo scenario, importante è un adeguato rapporto “banca – impresa”. Le imprese bancarie italiane, negli ultimi anni, hanno modificato il proprio modello organizzativo e di offerta nei confronti del mondo imprenditoriale, adeguandolo alle mutevoli esigenze delle imprese, specie di piccole e medie dimensioni. Allo stesso tempo le banche hanno sostenuto le famiglie, supportandole sia con la messa a disposizione di risorse finanziarie sia nei loro piani di investimento e nella gestione del risparmio.

Finanziamenti a famiglie e imprese
I finanziamenti delle banche alle imprese locali (comprese le famiglie produttrici) hanno raggiunto i 31.7 miliardi di euro a marzo 2012, con un aumento del 2,1% rispetto al 2011; alle famiglie consumatrici sono andati 29.3 miliardi con una crescita annuale del 2,6%. A fronte dell’ampio sostegno a famiglie e imprese, il settore bancario sconta ancora la difficile congiuntura economica sul territorio con il risultato che le sofferenze sono cresciute del 9,2% ad oltre 6.2 miliardi di euro.Con il precedente Avviso comune per la sospensione dei mutui alle imprese (scaduto il 31 luglio 2011), che Abi ha realizzato insieme al mondo imprenditoriale, le banche hanno sospeso circa 260.000 mutui a livello nazionale, pari a 70 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata superiore a 15 miliardi di euro. Alla Sicilia è riconducibile il 2,6% del totale delle operazioni sospese e l’1,7% dell’ammontare complessivo delle quote capitali sospese.Con la moratoria dei mutui alle famiglie, dal periodo di avvio della sospensione del rimborso delle rate di mutuo sino a marzo 2012, le banche hanno sospeso oltre 64.000 mutui a livello nazionale, pari ad oltre circa 7,7 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata di oltre 490 milioni di euro. In Sicilia i contratti di mutuo che hanno usufruito di questa opportunità sono stati 3.744. Ciò significa una liquidità in più per le famiglie siciliane colpite dalla crisi pari a 24.6 milioni di euro, quasi il 5,5% dell’ammontare complessivo sospeso.

Banche in Sicilia
La struttura del sistema bancario regionale vede attive sul territorio, a fine 2011, circa 70 banche per un totale di 1.739 sportelli che servono 333 comuni.
Gli Atm (sportelli bancomat) sparsi sul territorio sono 2.392 unità; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) 101.223.
Nella regione i lavoratori bancari sono il 4,7% del totale nazionale di settore che ha toccato le 330.000 unità.

Fattore sicurezza
Diminuiscono le rapine in banca in Sicilia. Nel 2011, infatti, sono stati 64 i “colpi” allo sportello effettuati nella regione contro i 98 del 2010, con un calo del 34,7%. Per prevenire ulteriormente il fenomeno è necessario continuare a lavorare su quattro direttrici fondamentali: ridurre l’ampia circolazione di contante che ancora caratterizza l’Italia, in ritardo nell’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici; adottare sistemi di sicurezza sempre più evoluti e all’avanguardia; monitorare in modo sistematico gli eventi criminosi; proseguire nella formazione del personale di sportello. In Italia, la gestione del denaro contante costa circa 10 miliardi di euro l’anno al Sistema-Paese. Di questi, due terzi pari a 7,1 miliardi sono a carico delle imprese, mentre un terzo pari a 2,8 miliardi grava sui bilanci del settore bancario. A questa somma vanno aggiunti gli alti costi sostenuti ogni anno dalla Pubblica Amministrazione.

A marzo 2012 oltre 67 miliardi di finanziamenti per l’economia