
(12 novembre 2012) Ancora a disposizione oltre 40 miliardi per iniziative presentate entro dicembre 2013. Utilizzato solo un quarto degli oltre 54 miliardi di fondi strutturati 2007 – 2013 per l’Italia. Al via il progetto ABI Banche 2020 per supportare e favorire le imprese nell’uso delle risorse comunitarie. Se ne è parlato il 13 novembre a Bruxelles con Pittella e Angelilli, Vice Presidenti del Parlamento europeo, con Sabatini, Direttore generale ABI, e con Boccia, Vice Presidente Confindustria.
Rendere più agevole l’uso dei fondi strutturati europei disponibili, attraverso un supporto operativo concreto. È l’obiettivo del progetto ABI Banche 2020, che entra ora, dopo una fase di studio, in uno stadio operativo. L’iniziativa, alla quale aderiscono nove gruppi bancari – Banca Popolare di Bari, Carige, Banca popolare dell’Emilia Romagna, Federcasse, Ubi banca; Banco popolare, MedioCredito centrale, Unicredit, Gruppo Intesa San Paolo – è promossa dall’ABI con il supporto di Warrant Group. Il progetto è diretto a mettere a punto un sostegno formativo/informativo per le banche italiane e favorire quindi un maggiore utilizzo delle risorse comunitarie da parte delle stesse banche e delle imprese loro clienti. E ciò soprattutto con riferimento ad alcuni settori della Strategia Europa 2020, come la ricerca e l’innovazione, la competitività e le energie efficienti.
Il primo passaggio per l’effettivo utilizzo dei fondi strutturati è che si conoscano e che vengano forniti strumenti e metodologie efficaci per il loro uso. Secondo i dati forniti Ministero per la coesione territoriale per il periodo 2007 – 2013 sono stati stanziati a favore dell’Italia 28 miliardi di euro di fondi europei ed a questi si aggiungono 26,4 di cofinanziamento nazionale per una dotazione complessiva di 54,4 miliardi di euro. Queste disponibilità vanno usate entro dicembre 2015, ma occorre presentare i progetti e partecipare all’assegnazione dei fondi entro il dicembre 2013. Sempre secondo i dati del Ministero, aggiornati al 26 ottobre 2012, l’Italia aveva effettivamente speso soltanto poco più di un quarto della cifra assegnata. Entro il dicembre 2013 è possibile presentare progetti di investimento per gli oltre 40 miliardi ancora disponibili per non perdere questa disponibilità.
È questo il quadro in cui si inserisce il progetto Banche 2020, che è stato presentato a Bruxelles in un incontro al Parlamento europeo martedì 13 novembre, insieme a Confindustria. Interverranno Gianni Pittella e Roberta Angielilli, Vice Presidenti del Parlamento Ue, Giovanni Sabatini, Direttore generale dell’ABI e Vincenzo Boccia, Vice Presidente di Confindustria. La presentazione darà l’avvio all’approfondimento e confronto con le istituzioni e le imprese per delineare il miglior contributo che ciascuna parte economica può offrire a sostegno delle politiche europee e nazionali. L’obiettivo è, oggi, utilizzare i fondi strutturali non ancora spesi nell’attuale programmazione finanziaria 2007-2013, e domani, sostenere e agevolare le imprese nell’uso delle ingenti risorse finanziarie destinate nel bilancio pluriennale 2014-2020 per la crescita e lo sviluppo economico dell’Unione europea che, nella proposta di budget della Commissione europea, ammontano a circa 500 miliardi di euro.
L’Unione europea e Italia sono impegnate in uno sforzo senza precedenti per costruire risposte efficaci alla crisi economica in atto. Il 2013 rappresenta un anno cruciale e strategico rispetto a tre fattori fondamentali:
- la conclusione dell’attuale programmazione finanziaria dell’UE 2007-2013;
- la definizione di meccanismi finalizzati al migliore impiego delle risorse europee esistenti e non ancora allocate come risposta efficace alla crisi nei diversi settori economici;
- l’avvio del percorso istituzionale di definizione delle risorse alla base del nuovo quadro finanziario dell’Unione europea 2014-2020.
Con il progetto Banche 2020 le imprese del credito entrano in campo per sostenere e agevolare l’uso dei fondi strutturati. Il coinvolgimento dell’industria bancaria nel pieno utilizzo delle risorse europee per progetti di ricerca e innovazione, di efficientamento energetico, di sviluppo delle capacità imprenditoriali può aiutare a raggiungere più alti livelli di occupazione, produttività e competitività delle Pmi nel prossimo decennio, permettendo un più rapido raggiungimento degli obiettivi di crescita del Paese.
(12 novembre 2012) Ancora a disposizione oltre 40 miliardi per iniziative presentate entro dicembre 2013. Utilizzato solo un quarto degli oltre 54 miliardi di fondi strutturati 2007 – 2013 per l’Italia. Al via il progetto ABI Banche 2020 per supportare e favorire le imprese nell’uso delle risorse comunitarie. Se ne è parlato il 13 novembre […]



Il panorama imprenditoriale legato all’immigrazione nel nostro paese è composito, con un marcato rapporto con il territorio e comportamenti finanziari molto diversificati in base alla nazionalità. Nel segmento small business, in termini di distribuzione geografica, si conferma una maggiore concentrazione di conti correnti presso le banche nel Nord Italia, pari al 67%; il 28% sono concentrati nel Centro, il 5% al Sud. Cinesi, egiziane, albanesi, macedoni e pakistane le comunità di imprenditori più vivaci nel rapporto con le banche. Quasi un terzo dei conti correnti del segmento small business – migranti (il 28%) è intestato ad un’imprenditrice donna. Percentuale che supera il 50% nel caso delle imprese filippine, ucraine, polacche e moldave.

Sabatini ha aggiunto che “è centrale il tema della produttività su cui incidono, oltre al lavoro, molti fattori materiali e immateriali. Occorre giungere quanto prima ad un accordo condiviso da tutte le parti sociali, che porti a sviluppare un sistema di relazioni industriali che crei condizioni di competitività e produttività tali da rafforzare il sistema produttivo e tutelare l’occupazione. Stabilità e crescita sono le due variabili della complessa equazione che dobbiamo risolvere per assicurare il futuro del nostro Paese”. 



