Basilea3 tenga conto delle Piccole e medie imprese | [08/02/2013]

(8 febbraio 2013) E’ l’auspicio rivolto al Commissario  europeo  Michel Barnier a proposito dei requisiti di capitale in occasione di un incontro a Roma con il Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini  e i vertici di alcuni delle maggiori banche italiane.


​“In una fase ancora complessa per l’economia nazionale ed internazionale è fondamentale scongiurare il rischio di un restringimento del credito, adottando un trattamento dei requisiti patrimoniali che non penalizzi le Pmi, che rappresentano l’ossatura economica dell’Europa e, in particolare, dell’Italia. In questa direzione è necessario estendere lo ‘Sme supporting factor’ – il fattore di correzione per le piccole e medie imprese che immunizza l’aumento dei requisiti di capitale imposto da Basilea3 – a tutti i comparti con fatturato fino a 50 milioni di euro”. È quanto ha dichiarato il direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, nel corso dell’incontro istituzionale con il Commissario europeo per il Mercato interno e i servizi, Michel Barnier, che si è tenuto questa mattina presso la sede dell’Associazione bancaria italiana.
L’incontro – al quale hanno partecipato anche i vertici di alcune delle maggiori banche italiane – è stata l’occasione per un confronto su tutte le principali questioni ancora aperte a livello europeo. Tra queste il progetto di Unione bancaria e l’ipotesi di una netta separazione tra attività commerciali e di investimento. “È necessario – ha detto Sabatini – procedere rapidamente alla creazione di una vera Unione economica e monetaria, che sia basata su regole e approcci di vigilanza uniformi, e che completi l’accentramento delle funzioni di vigilanza prudenziale in capo alla Bce con un meccanismo europeo per la gestione e risoluzione delle crisi e la garanzia dei depositanti”.
Quanto alla proposta di riforma del settore bancario avanzata dal gruppo Liikanen, l’ABI ha sottolineato come la separazione obbligatoria delle attività finanziarie da quelle commerciali dovrebbe avvenire sulla base di specifiche valutazioni di natura qualitativa effettuate dalle autorità di controllo, piuttosto che essere basata su regole esclusivamente quantitative. Tra queste, in particolare, è importante tenere conto del modello di business, che per le banche italiane è tradizionalmente fondato sull’attività di raccolta e di credito a imprese e famiglie.
All’incontro con il commissario Barnier hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente dell’Aibe, Guido Rosa, il Presidente di Bnl, Luigi Abete, l’Amministratore delegato di Banca Mps, Fabrizio Viola, il Direttore generale e il Direttore operativo di FederCasse, Sergio Gatti e Federico Cornelli, il Vice Presidente esecutivo di Unicredit Giuseppe Scognamiglio.

Lo auspica l’ABI dopo un incontro con il Commissario Barnier

Banche e Pa insieme contro il crimine nelle opere pubbliche | [07/02/2013]

(7 febbraio 2013) Siglato da ABI, Consorzio Cbi e amministrazioni pubbliche impegnate nel Grande Progetto Pompei un protocollo per avviare il monitoraggio finanziario degli appalti su lavori, servizi e forniture nell’area archeologica della cittadina campana.


​Prevenire e contrastare qualsiasi tentativo di infiltrazione della criminalità, in vista dell’imminente avvio dei lavori previsti dal Grande progetto Pompei, il piano di interventi pubblici e di riqualificazione volto a tutelare e valorizzare il patrimonio artistico della cittadina campana, grazie a un investimento di oltre 100 milioni di euro. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato a Pompei dal Ministero dell’Interno, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei, il Gruppo di lavoro per la legalità e la sicurezza del progetto, l’Associazione bancaria italiana e il Consorzio Cbi.
Secondo quanto previsto dall’accordo, le amministrazioni pubbliche coinvolte nel piano di interventi e il settore bancario si impegnano a rafforzare il dialogo e la collaborazione reciproca per avviare un efficace monitoraggio degli appalti sui lavori, i servizi e le forniture del Progetto Pompei, anche attraverso la tracciabilità di tutti i flussi finanziari connessi alla realizzazione delle opere.
Come stabilito dal Comitato di Coordinamento per l’Alta sorveglianza delle grandi opere, le caratteristiche di questo sistema di monitoraggio saranno quelle definite dal Progetto Capaci (Creation of automated procedures against criminal infiltration in public contracts), nato nel 2011 proprio per impedire l’infiltrazione di capitali di origine illecita all’interno di procedure di affidamento e di realizzazione delle opere d’interesse nazionale. Il monitoraggio finanziario sarà realizzato attraverso il Servizio di Nodo del Consorzio Cbi. Il Consorzio riunisce oltre 700 banche e Poste Italiane in un’unica infrastruttura tecnologica grazie alla quale, già oggi, le pubbliche amministrazioni possono dialogare in modo efficiente con l’intero settore finanziario.
Il Grande Progetto Pompei è stato messo a punto dal Ministero per i beni e le attività culturali per tutelare e valorizzare l’area archeologica della cittadina campana grazie ad un finanziamento di 105 milioni di euro stanziato dal Fondo di sviluppo regionale dell’Unione Europea. Il piano di riqualificazione e tutte le opere previste dal progetto dovrebbero essere completate entro la fine del 2015.
 

Un protocollo per contrastare le infiltrazioni mafiose nelle grandi opere

Patuelli avvia gli incontri istituzionali | [06/02/2013]

​(6 febbraio 2013) Il nuovo Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, accompagnato dal Direttore generale, Giovanni Sabatini, ha incontrato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli, al quale ha innanzitutto illustrato l’assai oneroso impegno delle banche per concorrere a far fronte alle conseguenze della crisi economica, sottolineando che è quanto mai necessario porre le premesse per favorire la ripresa economica e occupazionale. Il Presidente ha avuto colloqui anche con il Vicepresidente del Csm Michele Vietti, con il Presidente della Consob Giuseppe Vegas, con il Presidente della Corte costituzionale Franco Gallo e con il Presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella.


​Necessario favorire la ripresa economica e occupazionale. Completato il quadro per lo smobilizzo dei debiti della Pubblica amministrazione, spetta ora alla Pa certificare i crediti per attivare un circuito virtuoso di messa a disposizione di liquidità dalle banche alle aziende. Il Presidente Patuelli e il direttore generale Sabatini hanno constatato che Ministero dell’economia e ABI, per le diverse competenze e responsabilità, hanno messo a punto tutti i rispettivi adempimenti per rendere efficace l’accordo per lo smobilizzo dei debiti certificati della Pubblica amministrazione: ora spetta a ciascuna articolazione della Pubblica amministrazione certificare i singoli crediti vantati delle imprese per completare il nuovo circuito virtuoso, che permetterà di mettere a disposizione risorse liquide da parte delle singole banche verso le singole aziende. È fondamentale garantire la massima diffusione delle informazioni, spiegando che è effettiva la disponibilità degli strumenti messi in campo. Di qui una specifica azione sul territorio, di cui l’ABI si farà portatrice nei prossimi mesi per chiarire i vari aspetti. 

Avviati colloqui con il Ministro Grilli e con Vietti, Vegas, Gallo e Pitruzzella

Antonio Patuelli eletto Presidente ABI per acclamazione | [31/01/2013]

Sotto la Presidenza di Camillo Venesio si è riunito oggi in seduta straordinaria, in via d’urgenza, il Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana. Il Comitato esecutivo – accogliendo la proposta formulata all’unanimità dal Comitato di Presidenza nella riunione del 28 gennaio 2013 e considerata la evidente straordinaria necessità ed urgenza – ai sensi dell’articolo 14, comma 2 dello Statuto, ha eletto per acclamazione Antonio Patuelli Presidente dell’Associazione bancaria italiana e deciso di comunicare tale deliberazione al Consiglio nella prima riunione successiva.


​Il nuovo Presidente Antonio Patuelli, appena eletto, ha affermato: “Crediamo e operiamo per banche assolutamente indipendenti, distanti e distinte dalla politica e da ogni rischio di interferenze e di interessi in conflitto. Crediamo e operiamo per ‘banche senza aggettivi’, come insegna Luigi Einaudi, tutte in concorrenza fra loro.
Crediamo e operiamo per la sana e prudente gestione bancaria, la più complessa fra le imprese, con rigore e precisione delle scienze fisiche e matematiche.
Crediamo e operiamo per un’economia soggetta all’Etica e al Diritto: se un’operazione è ammissibile per legge,  ma contrastante con l’Etica, non deve essere effettuata: le questioni di principio prevalgano sempre.
Abbiamo stima e rispetto di tutte le Istituzioni di vigilanza e di garanzia e crediamo in un’Europa più solida e integrata senza egemonie.
Abbiamo forte consapevolezza della gravità dei problemi nei quali operano in Italia famiglie e imprese: occorre avere sempre responsabilità sociale. Occorre sviluppare un circuito virtuoso di solidità delle banche e di sensibilità sociali anche attraverso i milioni di azionisti delle banche italiane, nelle diverse forme societarie, in mutualità, cooperazione e che nelle spa permettono impegni sociali diretti e indiretti tramite le Fondazioni.
Crediamo e operiamo per la ripresa della produttività, dello sviluppo e dell’occupazione in ogni settore e parte d’Italia: perciò le banche chiedono alle Istituzioni semplificazioni normative e burocratiche per rendere più semplice l’accesso al credito per la ripresa dello sviluppo, senza che sulle banche siano scaricati oneri impropri o vincoli inammissibili, garantendo alle banche e alle imprese italiane di ogni genere, condizioni competitive con quelle di ogni parte d’Europa.
L’attenzione deve essere innanzitutto rivolta alle decine di milioni di risparmiatori, dei quali gran parte è azionista diretta o indiretta (tramite Fondi d’investimento) delle banche italiane, alle centinaia di migliaia di bancari e alle loro rappresentanze.
I doveri debbono sempre prevalere, lontani dai modelli del più rischioso capitalismo d’oltremare, dall’anarco-capitalismo, ma sostenitori di un mercato competitivo e regolato.
Costruiamo insieme un nuovo clima di fiducia e non cediamo mai all’irragionevolezza e alla rassegnazione”.
“Ringrazio i rappresentanti delle Banche italiane per la fiducia; ringrazio innanzitutto Camillo Venesio che ha guidato con acume e saggezza l’ABI in questi giorni così difficili, nonché per quanto mi ha insegnato in tanti anni e per quanto farà”.
Come primo atto della nuova Presidenza ABI, il Presidente Antonio Patuelli, il Vicepresidente vicario Camillo Venesio e il Direttore Generale Giovanni Sabatini si recano dal Governatore della Banca d’Italia.


Ruolo e competenze del Presidente

Sotto la Presidenza di Camillo Venesio si è riunito oggi in seduta straordinaria, in via d’urgenza, il Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana. Il Comitato esecutivo – accogliendo la proposta formulata all’unanimità dal Comitato di Presidenza nella riunione del 28 gennaio 2013 e considerata la evidente straordinaria necessità ed urgenza – ai sensi dell’articolo 14, comma […]

Prorogata al 31 marzo 2013 la sospensione rate dei mutui | [30/01/2013]

​(30 gennaio 2013) Rinnovato l’accordo tra ABI e 13 Associazioni dei Consumatori. A dicembre sospesi circa 85.000 mutui per 9,8 miliardi di euro. Positivo il parere del Parlamento sul Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa. Ora però necessaria la piena operatività


​Prorogato al 31 marzo 2013 il termine di presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui. Gli eventi in base ai quali può essere chiesta l’opportunità della sospensione devono verificarsi entro il 28 febbraio 2013. Questo è quanto stabilito dal nuovo Accordo firmato dall’Associazione Bancaria Italiana e 13 Associazioni dei Consumatori: Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

Le parti firmatarie hanno concordato che:

  • la data per la presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui è prorogata al 31 marzo 2013;

  • l’arco temporale entro il quale dovranno verificarsi gli eventi che determinano l’avvio è prorogato al 28 febbraio 2013;

  • alla sospensione saranno ammesse soltanto le operazioni che non ne abbiano già fruito.

Nel frattempo, secondo gli ultimi dati disponibili a dicembre 2012, le banche hanno sospeso 84.995 mutui, pari a circa 9,8 miliardi di debito residuo, garantendo alle famiglie interessate una liquidità complessiva di 606 milioni di euro, (media annua per famiglia di 7.130 euro).
Con la quinta proroga, l’iniziativa sulla sospensione delle rate di mutuo si avvia alla sua conclusione, contestualmente all’approvazione del “Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa”. Abi e Associazioni dei Consumatori accolgono con favore l’emanazione del parere espresso ieri sera dalla competente Commissione Parlamentare della Camera che consentirà di ridurre i tempi di attivazione del Fondo stesso. Ora è necessario assicurare la piena e rapida operatività. L’obiettivo è non far mancare alle famiglie italiane in difficoltà uno strumento pubblico di supporto strutturale per il pagamento del mutuo, che è la naturale soluzione di continuità con l’iniziativa di autoregolamentazione del settore bancario italiano, unica nel suo genere in Europa, denominata “Piano Famiglie”. 

Rate sospese fino al 31 marzo 2013 grazie ad Accordo ABI-Consumatori

Nomina Presidente ABI. Convocato Ce per giovedì 31 gennaio | [28/01/2013]

​(28 gennaio 2013) Il Comitato di Presidenza dell’Associazione Bancaria Italiana – presieduto dal Vice Presidente Vicario Camillo Venesio e alla presenza di Luigi Abete, Alessandro Azzi, Giovanni Berneschi, Francesco Micheli,  Roberto Nicastro, Giovanni Pirovano, Alessandro Profumo, Guido Rosa, Mario Sarcinelli e Emilio Zanetti – si è riunito oggi presso la Sede di Palazzo Altieri per esaminare la situazione venutasi a determinare a seguito delle dimissioni rassegnate da Giuseppe Mussari e per verificare la possibilità dell’assunzione delle conseguenti deliberazioni.


​Dopo approfondita riflessione, nel corso della quale si è preso atto della sensibilità e del senso di responsabilità dimostrato da Giuseppe Mussari con la decisione di tenere distinte dalle vicende dell’Associazione specifiche vicende personali, il Comitato di Presidenza all’unanimità:

  • ha riconosciuto la necessità e l’urgenza di indicare in tempi brevi una candidatura unica, forte e autorevole;

  • ha convenuto, in ossequio alle disposizioni statutarie, che si proceda al previsto avvicendamento tra le varie categorie dimensionali delle banche associate che finora hanno visto la presidenza dell’ABI retta da un rappresentante delle grandi banche;

  • ha ritenuto di proporre al Comitato esecutivo l’elezione a Presidente dell’ABI di Antonio Patuelli,  Presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna. 

In relazione a quanto sopra, il Vice Presidente Vicario Camillo Venesio ha convocato una riunione del Comitato esecutivo per giovedì 31 gennaio 2013, alle ore 12.00 per l’assunzione delle deliberazioni relative alla nomina del nuovo Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana.

​(28 gennaio 2013) Il Comitato di Presidenza dell’Associazione Bancaria Italiana – presieduto dal Vice Presidente Vicario Camillo Venesio e alla presenza di Luigi Abete, Alessandro Azzi, Giovanni Berneschi, Francesco Micheli,  Roberto Nicastro, Giovanni Pirovano, Alessandro Profumo, Guido Rosa, Mario Sarcinelli e Emilio Zanetti – si è riunito oggi presso la Sede di Palazzo Altieri per […]

Su economia Sicilia ricaduta ciclo nazionale ma credito tiene | [25/01/2013]

(25 gennaio 2013) Nel 2012 il quadro macroeconomico della Regione sconta la mancata crescita generale e impatta sulla domanda di finanziamenti: 67 miliardi di euro ad ottobre per i principali segmenti produttivi. Sabato 26 gennaio al via la sesta tappa a Messina del Road Show Italia dell’ABI. La fotografia del settore bancario regionale e del sostegno a famiglie e imprese


​Nel corso del 2012 la Sicilia ha risentito del deterioramento del quadro macroeconomico nazionale, con ricadute negative nei principali settori. Le imprese industriali hanno registrato riduzioni del fatturato e degli ordinativi; l’incertezza delle prospettive dell’economia ha contenuto la propensione all’investimento. Nel settore edile si è realizzato un ulteriore calo del numero di ore lavorate e si sono accentuate le difficoltà del mercato immobiliare residenziale. Concentrando pertanto l’attenzione sull’evoluzione del credito, emerge che a fine ottobre 2012 i finanziamenti bancari destinati principalmente alle famiglie e alle imprese della regione hanno raggiunto circa 67 miliardi di euro: complessivamente, la recessione frena l’opportunità di investimenti e quindi di erogazione di risorse con una contrazione annua intorno all’1,2% rispetto al 2011 (trend comunque migliore rispetto alla media complessiva del Mezzogiorno a -2,6%). In particolare, alle imprese sono andati circa 31.3 miliardi e alle famiglie 28.7 miliardi, mantenendo i livelli dell’anno precedente.
I dati delineano un quadro nitido in vista dell’incontro di sabato 26 gennaio a Messina, sesta tappa – dopo Lecce – del Road Show Italia. L’iniziativa è stata avviata dall’Abi per raggiungere i territori, attraverso un modello di partecipazione diretta, e “spiegare” da vicino cosa fanno ogni giorno le Banche italiane per il Paese.
Pur in un contesto di difficoltà dell’economia reale, le banche sono state vicine alle imprese, convinte delle loro capacità di tenuta e delle potenzialità di crescita. In questo scenario, importante è un adeguato rapporto “banca – impresa”. Le imprese bancarie italiane, negli ultimi anni, hanno modificato il proprio modello organizzativo e di offerta nei confronti del mondo imprenditoriale, adeguandolo alle mutevoli esigenze delle imprese, specie di piccole e medie dimensioni. Allo stesso tempo le banche hanno sostenuto le famiglie, supportandole sia con la messa a disposizione di risorse finanziarie sia nei loro piani di investimento e nella gestione del risparmio.

Banche in Sicilia
La struttura del settore bancario regionale, secondo i dati più recenti, vede attive sul territorio 67 banche per un totale di 1.723 sportelli. Gli Atm (sportelli bancomat) sparsi sul territorio sono 2.392 unità; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) 101.223. Nella regione i lavoratori bancari sono il 4,5% del totale nazionale di settore che ha toccato le 320.000 unità.

Finanziamenti a famiglie e imprese
I finanziamenti delle banche alle imprese locali (comprese le famiglie produttrici) hanno raggiunto circa 31.3 miliardi di euro a ottobre 2012, (-1% rispetto a ottobre 2011; -2,9% il Mezzogiorno); alle famiglie consumatrici sono andati 28.7 miliardi (-1,8% la variazione annua in linea col resto del Mezzogiorno).
A fronte dell’ampio sostegno a famiglie e imprese, il settore bancario sconta ancora la difficile congiuntura economica sul territorio con il risultato che a ottobre 2012 il rapporto sofferenze/impieghi ha raggiunto il 10,3%, con sofferenze pari a circa 7 miliardi di euro.
In questa fase di crisi, il consolidamento del rapporto tra banche e imprese ha prodotto risultati importanti: l’Avviso comune per la sospensione dei mutui ha rappresentato la prova più tangibile di quanto le banche siano vicine alle imprese. Lo scorso 28 febbraio 2012 è stata firmata una nuova intesa che delinea “Nuove misure per il credito alle Pmi”: in dettaglio, ai sensi di tale iniziativa le banche hanno sospeso fino a novembre 2012 quasi 59.500 finanziamenti a livello nazionale (che si aggiungono ai 260.000 dell’Avviso comune scaduto il 31 luglio 2011), pari a 19.6 miliardi di debito residuo (in aggiunta ai 70 miliardi dell’Avviso comune) con una liquidità liberata di 2.8 miliardi (oltre ai 15 miliardi di euro con l’Avviso comune). Alla Sicilia è riconducibile circa il 4,6% del totale delle operazioni sospese e 3,5% dell’ammontare complessivo delle quote capitali sospese.
Con la moratoria dei mutui alle famiglie, dal periodo di avvio della sospensione del rimborso delle rate di mutuo sino allo scorso novembre, le banche hanno sospeso circa 83.000 mutui, pari a 9.5 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata di 592 milioni di euro. In Sicilia i contratti di mutuo che hanno usufruito di questa opportunità sono stati 4.746, il 5,7% del totale. Ciò significa una liquidità in più per le famiglie siciliane colpite dalla crisi pari a 29.8 milioni di euro, circa il 5% dell’ammontare complessivo sospeso. 

Nonostante ricadute negative del quadro macroeconomico nazionale

Immediata operatività del Fondo solidarietà mutui prima casa | [24/01/2013]

(24 gennaio 2013) “E’ urgente l’approvazione del Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di attuazione del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa di cui all’articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”. Questo è il forte appello che l’ABI e 13 Associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori) hanno lanciato con una apposita lettera inviata alle competenti Commissioni Parlamentari di Camera e Senato.


Nella lettera l’ABI e le Associazioni dei Consumatori si appellano alle forze politiche di adoperarsi per evitare che le famiglie italiane in difficoltà siano private di uno strumento fondamentale di sostegno al pagamento delle rate del mutuo.
Il Fondo rappresenta infatti una soluzione di continuità con l’iniziativa di autoregolamentazione, unica nel suo genere in Europa, denominata “Piano Famiglie” avviata a partire dal 2009 da ABI e dalle stesse Associazioni dei Consumatori che ha consentito a oltre 82.000 famiglie italiane  di sospendere per un anno il pagamento delle rate del mutuo (per un controvalore in termini di debito residuo di oltre 9,2 miliardi di euro) al verificarsi di eventi quali la perdita del lavoro (per qualsiasi tipologia di contratto), un grave infortunio o la morte del mutuatario.
Allo scadere (31 gennaio 2013) della quarta proroga della misura che il settore bancario in accordo con le Associazioni dei consumatori ha garantito dal 2009 al 2013, si rende necessario e urgente il completamento dell’iter di emanazione del Regolamento attuativo del fondo di solidarietà, che richiede ora il parere delle competenti Commissioni Parlamentari. Tradotto in pratica, rendere immediatamente operativo il Fondo di solidarietà per l’acquisito della prima casa, con le disposizioni previste per le famiglie che a causa della grave crisi economica continuano a trovarsi in seria difficoltà, può assicurare da subito a molti nuclei familiari la salvaguardia di un bene essenziale come la casa.
Inoltre, le elezioni politiche del 23-24 febbraio 2013 costituiscono  un appuntamento di rilievo storico per l’Italia. Verrà definito un nuovo Programma per l’Italia. Un Programma che deve dare il necessario rilievo al ruolo svolto dalla famiglia,  nella sua accezione più ampia, che è il motore della società ed elemento essenziale per lo sviluppo e la coesione sociale.  L’ABI e le Associazioni dei consumatori ribadiscono l’importanza di attuare un piano per le famiglie che poggi su tre pilastri essenziali:

  • favorire l’accesso al credito, in particolare per l’acquisto dell’abitazione principale e per affrontare le fasi di sviluppo della vita delle famiglia;

  • sostenibilità del credito negli eventuali periodi di difficoltà incontrati nell’adempimento delle proprie obbligazioni;

  • conoscenza e consapevolezza dei consumatori, individuando tutte quelle iniziative comuni volte ad incrementare nella famiglia la conoscenza degli strumenti creditizi e finanziari offerti sul mercato.

(24 gennaio 2013) “E’ urgente l’approvazione del Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di attuazione del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa di cui all’articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”. Questo è il forte appello che l’ABI e 13 Associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, […]

Le dimissioni di Giuseppe Mussari | [23/01/2013]

(23 gennaio 2013) Con una lettera al Vice Presidente Vicario dell’Associazione bancaria italiana, Camillo Venesio, il Presidente Giuseppe Mussari ha rassegnato il mandato.


​Carissimo Camillo,
ritengo di dover rassegnare, con effetto immediato e in maniera irrevocabile, le dimissioni da Presidente dell’Associazione bancaria italiana. Assumo questa decisione convinto di aver sempre operato nel rispetto del nostro ordinamento, ma nello stesso tempo, deciso a non recare alcun nocumento, anche indiretto all’Associazione.
Ti prego di comunicare questa mia scelta al Comitato di Presidenza, al Comitato Esecutivo, al Consiglio, al Collegio Sindacale e al Direttore Generale.
In questi tre anni ho cercato di servire l’Associazione mettendo a disposizione tutte le energie fisiche e intellettuali di cui disponevo, usufruendo dell’insostituibile contributo della direzione e di tutti i dipendenti dell’Associazione.
Voglio ringraziare tramite la Tua persona tutti i membri del Comitato Esecutivo e del Consiglio per la fiducia accordatami e per il loro pieno supporto di cui ho sempre goduto.
Rappresentare le banche in Italia nell’ottica di perseguire l’interesse generale del Paese è stato per me un grande onore.
Un abbraccio
La lettera

Con una lettera al Vice Presidente Vicario Camillo Venesio

Scomparso Corrado Faissola | [21/12/2012]

(20 dicembre 2012) E’ morto ieri Corrado Faissola, presidente dell’ABI dal 2006 al 2010 e attuale presidente del Consiglio di sorveglianza di Ubi Banca. L’Associazione bancaria italiana tutta si stringe commossa alla famiglia Faissola onorando la memoria di un grande Presidente.  


​Classe 1935, nato a Castel Vittorio, in provincia di Imperia, Corrado Faissola ha dedicato la sua carriera alle attività bancarie fino a diventare presidente dell’ABI nell’estate del 2006, carica che ha mantenuto fino al 15 luglio 2010.
Dal 2 aprile 2007 al 9 maggio 2008, ha ricoperto la carica di vice presidente del consiglio di gestione di Unione di banche italiane (Ubi Banca), nata dalla fusione tra Banca lombarda e piemontese e Banche popolari unite. Dal 10 maggio 2008 è stato nominato presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi; inoltre è stato vicepresidente vicario della Banca regionale europea, consigliere e membro del comitato esecutivo del Banco di Brescia oltre che consigliere del Banco di San Giorgio, dell’Assbank e consigliere della Federazione nazionale dei cavalieri del lavoro.
Laureatosi in giurisprudenza all’Università di Genova, è entrato nel 1960 all’Istituto bancario San Paolo di Torino, dove nel 1973 è stato nominato dirigente ed ha poi percorso le tappe della carriera fino alla promozione a direttore centrale nel 1979.Nel 1984, sempre nell’ambito del Gruppo San Paolo, è stato nominato amministratore delegato e direttore generale della Banca Provinciale Lombarda. Nel periodo in cui è stato dirigente del San Paolo, ha ricoperto numerose altre cariche in rappresentanza dell’ istituto.
Faissola è stato consigliere delegato del Credito agrario bresciano e nel gennaio 1999, dopo la fusione tra Credito Agrario Bresciano e Banca San Paolo di Brescia che ha dato origine al Gruppo Banca lombarda, ha assunto la carica di amministratore delegato della capogruppo Banca lombarda. A maggio del 1997 è stato nominato cavaliere del lavoro. 

Una vita per la banca e il grande impegno alla presidenza dell’ABI