Xbrl per migliorare la comunicazione finanziaria | [08/04/2013]

(29 marzo 2013) Al via il progetto di Xbrl Italia per il deposito, in formato elaborabile, dell’intero bilancio d’esercizio ossia comprensivo anche della nota integrativa. Pronta una tassonomia sperimentale da impiegare, su base volontaria, nell’imminente campagna bilanci. L’obiettivo è il perfezionamento di una tassonomia integrata che sarà poi adottata, per il deposito del bilancio, da tutte le aziende italiane


​Ulteriore passo avanti per l’affermazione, nel nostro Paese, di una comunicazione economico-finanziaria digitale sempre più efficiente e fruibile: nei prossimi giorni, attraverso il sito di Xbrl Italia, inizierà la pubblica consultazione della tassonomia dedicata alla codifica Xbrl della nota integrativa; dal mese di maggio, inoltre, sarà possibile depositare volontariamente, in via sperimentale e non sostitutiva del vigente Pdf/A, anche la nota integrativa in formato elaborabile. Si perfeziona così la prima fase del progetto coordinato da Xbrl Italia, insieme ai più importanti interlocutori nazionali sul tema del bilancio e con il supporto delle Università di Trento, Macerata e Ca’ Foscari di Venezia, per definire una tassonomia completa per il bilancio d’esercizio – ossia capace di codificare oltre agli schemi quantitativi pure la nota integrativa – che, a seguito della sperimentazione, entrerà in vigore con impatto su più di un milione di società di capitali italiane non-quotate.
Si tratta di un’importante sfida che ha avuto l’obiettivo di modellizzare e standardizzare, coordinandola con la tassonomia degli schemi quantitativi già in uso, la parte del bilancio d’esercizio che, per sua natura, è meno “strutturabile”: la nota integrativa. La sua codifica digitale, in questa prima versione sperimentale, riguarderà esclusivamente le informazioni esplicitamente previste dal Codice civile e solo in futuro, visto il processo di revisione in atto, le stesse saranno integrate con quanto richiesto dai Principi contabili nazionali.
La prima fase, di una strategia articolata in tre momenti distinti, prevede la pubblica consultazione, sul sito ufficiale di Xbrl Italia, della tassonomia di nota integrativa sperimentale: in questa sede chiunque potrà “partecipare” e proporre suggerimenti e modifiche. In maggio partirà la seconda fase, con la sperimentazione “sul campo” grazie alla collaborazione del sistema camerale italiano: le aziende che vorranno partecipare al test dovranno inviare il bilancio in formato elaborabile, corredato della nota integrativa, contestualmente al consueto deposito del bilancio al Registro Imprese. Il passo finale consisterà nell’analisi dei documenti depositati, nella raccolta dei feedback delle imprese e nella disamina delle proposte pervenute: obiettivo ultimo è lo sviluppo della tassonomia definitiva, capace di codificare l’intero rendiconto, che sarà poi utilizzata a regime per il deposito da parte delle società di capitali.
«La pubblicazione della tassonomia dei bilanci per le non quotate, corredata anche della parte relativa alla nota Integrativa e l’avvio di una congrua sperimentazione sul territorio nazionale per la redazione del proprio bilancio – osserva Gianfranco Torriero, presidente di Xbrl Italia – dà ulteriore concretezza alla nostra mission di modernizzare la comunicazione economico-finanziaria nel nostro Paese utilizzando le opportunità offerte dalla tecnologia per migliorarne la funzione informativa. Abbiamo già raggiunto una significativa massa critica con circa 1 milione di bilanci depositati secondo il nuovo standard per le imprese di capitali non-quotate. Ora è tempo di completare l’operazione estendendo l’utilizzo del linguaggio standard anche al documento della nota integrativa”.
Nata nel settembre 2006 su iniziativa di soci rappresentativi dell’intero sistema economico-finanziario nazionale (ABI, Ania, Assonime, Banca d’Italia, Borsa Italiana, Cndcec, Confindustria, Ivass, Oic, Unioncamere, Assirevi, Andaf, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Cbi, Cerved Group, Federconfidi, Fitd, Istat, Lega Coop, ConfCooperative, Università di Trento e Università di Macerata), Xbrl Italia – associazione per lo sviluppo e la diffusione di dizionari comuni espressi in Xbrl, eXtensible Business Reporting Language – ha ottenuto, nel giugno 2007, il riconoscimento ufficiale da parte del consorzio Xbrl International (responsabile dell’attività di sviluppo e diffusione di XBRL a livello europeo e mondiale). L’Italia è uno dei primi Paesi al mondo ad avere previsto l’obbligo di un formato elettronico elaborabile per la presentazione del bilancio.

Nuovo passo verso la trasparenza della comunicazione finanziaria

Assegnati i Premi per l’innovazione nei servizi bancari | [27/03/2013]

(27 marzo 2013) La premiazione dei vincitori per le tre categorie – clienti, nuova banca e solidarietà – al Forum ABI Lab che si tiene oggi e domani a Milano. “Menzioni speciali” a otto progetti. È la terza edizione del concorso ABI per “l’innovazione nei servizi bancari” a cui hanno partecipato 53 progetti. 


​Le idee e le soluzioni più innovative e tecnologiche applicate dalle banche a prodotti, servizi e relazione con le famiglie, le imprese e la Pubblica Amministrazione sono state premiate al Forum ABI Lab che si tiene oggi e domani a Milano. È la terza edizione del “Premio Abi per l’innovazione nei servizi bancari” a cui hanno partecipato 53 progetti. Tra i protagonisti di quest’anno: le nuove tecnologie applicate ai canali diretti di dialogo con la clientela e la dematerializzazione di documenti e procedure.
“I progetti presentati quest’anno – ha detto Antonio Marzano, Presidente del Cnel e della Giuria del Premio ABI – rappresentano a pieno la vocazione a innovare che caratterizza le banche. Sempre più attente a coniugare l’evoluzione tecnologica e l’efficienza con la solidarietà e la vicinanza a clienti e territorio”.
Ecco i premiati di quest’edizione per le categorie clienti, nuova banca e solidarietà, scelti dal Comitato tecnico scientifico di esperti e dalla Giuria di rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico.
Per la categoria “La banca al servizio dei clienti”, dedicata ai progetti volti a rendere più facile ed efficiente la relazione e l’operatività con i clienti – famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione – sono stati assegnati:

  • il Premio “Innovazione per il cliente retail” al “Pagamento bollettini con fotocamera” di Banca Mediolanum;

  • il Premio “Innovazione per il cliente corporate e Pa” a “Bnl Reti d’impresa” di Bnl Gruppo Bnp Paribas;

  • il Premio “La banca vicina al territorio” a “Obbligazioni del territorio: il risparmio che investe a km 0” di Cariparma.

Nella stessa categoria, il progetto “Firma digitale: il credito 100% online” di Findomestic ha ricevuto la Menzione speciale innovazione per il cliente retail; “IB contanti sicuri” di Imprebanca la Menzione Speciale Innovazione per il cliente corporate e PA e “Carta Kdue ateneo” del Banco popolare la Menzione speciale banca vicina al territorio.
Per la categoria “La nuova banca: digitale e per processi”, dedicata alla digitalizzazione e all’innovazione applicate ai nuovi canali e ai processi interni, sono stati assegnati:
  • il Premio “Innovazione interna e di processo” al “Libro firma digitale” di Webank;

  • il Premio “Canali innovativi” a “L’offerta YouBanking e l’evoluzione dei bisogni” del Banco popolare;

  • il Premio “Infrastrutture tecnologiche della banca” a “Big data solution: supporto ad It operations, application management e business analytics” di Unicredit business integrated solutions.

Nella stessa categoria, il progetto “Apertura conto 100% on line” di Unicredit ha ricevuto la Menzione Speciale Innovazione interna e di processo; “Bnl innovo il conto pratico web” di Bnl la Menzione speciale canali innovativi e “Virtualizzazione delle postazioni di lavoro in filiale e direzione generale” di Cr Volterra la Menzione speciale infrastrutture tecnologiche della banca.Per la categoria “La banca solidale e sostenibile”, dedicata alle iniziative a supporto dello sviluppo sociale e della crescita sostenibile, sono stati assegnati:
  • il Premio “Banca solidale” ai “Social bond Ubi Comunità, strumenti finanziari a sostegno di iniziative di rilevante valore sociale” di Ubi banca;

  • il Premio “Banca sostenibile” a “Bcc San Marzano green vs. Co2” della Bcc San Marzano di San Giuseppe.

Nella stessa categoria, il progetto “RiCrediti innovare il microcredito” di Cariparma ha ricevuto la Menzione speciale banca solidale e “Self sustainable branch” di Unicredit business integrated solutions la Menzione speciale banca sostenibile.
Il Premio ABI, a conferma del ruolo svolto dalle banche nel dare impulso e sviluppo all’innovazione tecnologica a vantaggio dei clienti e più in generale del Paese, partecipa anche quest’anno al “Premio dei Premi”, il Premio nazionale per l’Innovazione promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri.

I Progetti e le Motivazioni

(27 marzo 2013) La premiazione dei vincitori per le tre categorie – clienti, nuova banca e solidarietà – al Forum ABI Lab che si tiene oggi e domani a Milano. “Menzioni speciali” a otto progetti. È la terza edizione del concorso ABI per “l’innovazione nei servizi bancari” a cui hanno partecipato 53 progetti. 

Apprendistato di alta formazione e di ricerca | [21/03/2013]

Il 27 marzo si terrà presso la Sede dell’ABI di Palazzo Altieri a Roma  un workshop con gli Associati su: “Apprendistato di alta formazione e di ricerca e tirocini”.Sarà un’occasione per approfondire istituti destinati a favorire l’occupazione giovanile, la cui disciplina presenta elementi di notevole novità e complessità di applicazione pratica.


​Parteciperanno il Prof. Michele Tiraboschi, Ordinario di diritto del lavoro presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e Coordinatore Adapt, e rappresentanti della Crui-Conferenza dei Rettori delle Università italiane. Gli interessati sono invitati a confermare la propria partecipazione all’indirizzo di posta elettronica [email protected]. Per informazioni 06/6767791-728.

Il 27 marzo a Roma nella sede dell’ABI di Palazzo Altieri

Credito alle Pmi: nuove misure prorogate al 30 giugno | [20/03/2013]

​Prorogato di ulteriori tre mesi il termine di validità delle iniziative a sostegno delle imprese in difficoltà. Le aziende, per i finanziamenti che non avessero già usufruito di precedenti moratorie, possono richiedere la sospensione per un anno, avendo tempo fino a fine giugno per presentare le domande. Intanto, banche e imprese sono al lavoro per definire un nuovo accordo compatibile con l’evoluzione della congiuntura economica e delle condizioni operative delle banche.


​Viene prorogato di altri tre mesi, ossia fino al 30 giugno 2013, il termine di validità delle “Nuove misure per il credito alle Pmi”, il pacchetto di iniziative a sostegno delle imprese in difficoltà messo a punto dal settore bancario con il Ministero dell’ economia e delle finanze, il Ministero dello sviluppo economico e tutte le Associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale. Lo ha comunicato il 20 marzo a Milano il Comitato esecutivo dell’ABI.Il pacchetto di misure prevede la possibilità per le banche di sospendere mutui e leasing; di allungare la durata di mutui, anticipazioni bancarie e scadenze del credito agrario di conduzione; nonché di concedere finanziamenti connessi ad aumenti di mezzi propri delle imprese piccole e medie. Le misure sono state prorogate alla luce della situazione economica ancora complessa per il Paese e in vista del varo di nuove iniziative di sostegno alle piccole e medie imprese. Con questo obiettivo, l’ABI ha avviato il confronto con i rappresentanti delle imprese per individuare insieme le linee guida sulla cui base realizzare, entro il nuovo termine di fine giugno, un nuovo accordo. In particolare, dal confronto avuto finora è emersa una visione comune su una serie di temi rilevanti per lo sviluppo del Paese, che potranno essere inseriti nel nuovo accordo. Tra questi, l’attenuazione degli impatti di Basilea 3 sulle Pmi, il potenziamento dell’operatività del Fondo di garanzia per le Pmi e lo sviluppo delle reti d’impresa.

Al 30 giugno il termine di validit delle iniziative a sostegno delle imprese

Abruzzo: banche e comune dell’Aquila insieme per ricostruire | [19/03/2013]

(19 marzo 2013) Con la firma di Giovanni Sabatini, Direttore generale dell’Associazione bancaria italiana, e di Pietro Di Stefano, Assessore al comune dell’Aquila, è stato definito il 19 marzo a Roma il nuovo accordo tra banche e comune per la ricostruzione in Abruzzo.


​L’accordo permette di aprire un conto corrente infruttifero dove il comune può accreditare il contributo per la riparazione, ricostruzione o riacquisto dell’immobile danneggiato. Le modalità di accredito avverranno in tre rate (2% di rimborso spese tecniche, sondaggi e prove sulle strutture, 44% e 44%) per i progetti presentati con la scheda parametrica, mentre saranno divisi in due rate (46% e 44%) per quelli presentati con la vecchia procedura. La rata di saldo da parte del Comune (massimo 10%) sarà successiva alla verifica della documentazione relativa alla fine dei lavori.
 “Il nuovo accordo – ha sottolineato Giovanni Sabatini – è una ulteriore prova della volontà delle banche del territorio di continuare a lavorare per far ripartire lo sviluppo economico sociale dell’Abruzzo, regione a cui mi sento particolarmente legato. Anche in questa occasione, le banche della Commissione regionale ABI hanno immediatamente dato la disponibilità per definire l’accordo. Sono state definite procedure snelle attraverso le quali i beneficiari potranno accedere, tramite le banche, ai contributi pubblici per la ricostruzione. Anche per il futuro, l’impegno del settore bancario è fare tutto quanto necessario per assicurare la ricostruzione.”Le banche che aderiranno all’accordo ne daranno comunicazione e saranno indicate sul sito dell’Associazione.

Sisma in Abruzzo: siglata un’intesa tra l’ABI e il Comune dell’Aquila

Dematerializzazione multicanalità e mobile le priorità Ict | [17/03/2013]

​(17 marzo 2013) Al Forum ABI Lab di Milano, il Rapporto 2014 sulle nuove tendenze della “tecnologia allo sportello”. Nella prima giornata di lavori premiati i vincitori della IVª edizione del “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari”.

​Dematerializzazione di processi e documenti, potenziamento di mobile banking e mobile payment, più sicurezza e integrazione dei canali remoti. Sono queste le priorità nei programmi d’investimento in tecnologia delle banche italiane che – nonostante la difficile congiuntura economica – continuano a puntare sull’ICT. Considerandola una leva strategica sia per ridisegnare l’operatività del settore, attraverso l’innovazione di prodotti, servizi e canali, sia per rendere più efficienti e sicuri i processi, grazie all’automatizzazione e alla digitalizzazione. A scattare la fotografia dell’impegno e delle priorità delle banche italiane sul fronte della spesa in tecnologia è la nona edizione del rapporto sulle tendenze del mercato ICT per il settore bancario messo a punto da ABI Lab, il Centro di Ricerca e Innovazione per la Banca dell’ABI. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di gruppi, presentato al Forum ABI Lab tenutosi a Milano il 17 e 18 marzo.

Gli investimenti in tecnologia delle banche
Secondo la ricerca, il settore bancario italiano ha investito complessivamente 4,2 miliardi di euro (stima per il 2013) confermando – nonostante la crisi economica ancora in corso – la spesa in tecnologia del 2012 (circa 4,3 miliardi). L’attenzione del settore bancario per l’innovazione trova conferma anche nelle previsioni di spesa formulate dalle banche per il 2014: la metà dei gruppi, infatti, prevede addirittura di incrementare gli investimenti in tecnologia (50%), mentre quasi un terzo pensa di mantenere costante il budget ICT rispetto al 2013 (28% circa).

Le priorità ICT per il 2014
Per quanto riguarda le priorità ICT del settore per il 2014, ABI Lab ha stilato una classifica dei progetti considerati prioritari dai gruppi bancari italiani, sia sul fronte degli investimenti sia su quello della ricerca e sviluppo.
Stando all’indagine, al primo posto della “top ten” delle priorità d’investimento troviamo la dematerializzazione (81%), che si accompagna spesso a reingegnerizzazione e automazione dei processi interni. Seguono i progetti di potenziamento di mobile banking e smobile payment (57%); la sicurezza e l’ulteriore integrazione dei canali (rispettivamente 38% e 33%), ritenuti strategici per un’efficiente assistenza online anche in ottica 2.0 e per l’identificazione dei clienti da remoto, che apre la strada all’offerta di nuovi servizi. Tra le priorità d’investimento delle banche non mancano, infine, anche le attività di business continuity (24%) e di business intelligence (24%).
Sul versante della ricerca e sviluppo, la classifica redatta da ABI Lab restituisce un settore bancario italiano che, anche per il prossimo futuro, punta sulla sicurezza (57%); sull’evoluzione integrata dei canali remoti (57%) e sul potenziamento di mobile banking e mobile payment (52%). Sul fronte dei processi interni, invece, i progetti di ricerca ritenuti prioritari dalle banche italiane riguardano in particolare la dematerializzazione di processi e documenti (43%); la gestione efficiente e sicura dei flussi di dati e informazioni (43%) e le nuove prospettive aperte dal cloud computing (43%). Resta alta, anche in prospettiva, l’attenzione sulla business continuity (38%) e sull’efficientamento del back office (38%).

Il Forum di quest’anno
Il Forum ABI Lab – che quest’anno giunge alla sua decima edizione – tenutosi il 18 e 19 marzo a Milano nello Spazio Eventiquattro di via Monte Rosa 91. Tra i temi al centro della due giorni di lavoro: gli ultimi trend ICT per le banche e le tecnologie digitali e mobile sviluppate in una prospettiva di completa integrazione multicanale, anche alla luce dell’evoluzione della domanda da parte dei clienti e del difficile contesto economico che spinge il settore a rivedere il proprio modello distributivo e di servizio per razionalizzare le proprie strutture di costo.

La IVª edizione del Premio ABI per l’innovazione
La prima giornata di lavori del Forum ospiterà la cerimonia di premiazione del “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari”, il riconoscimento assegnato ogni anno da una giuria di esperti alle idee e alle soluzioni più innovative e tecnologiche applicate dalle banche a prodotti, servizi e relazione con famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione. Quest’anno al Premio partecipano più di sessanta progetti per quattro categorie: “La banca per il futuro”, “La banca smart”, “La banca solidale e sostenibile” e “La banca si presenta e ascolta”.
 

​(17 marzo 2013) Al Forum ABI Lab di Milano, il Rapporto 2014 sulle nuove tendenze della “tecnologia allo sportello”. Nella prima giornata di lavori premiati i vincitori della IVª edizione del “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari”. ​Dematerializzazione di processi e documenti, potenziamento di mobile banking e mobile payment, più sicurezza e integrazione dei canali […]

Immobiliare: pacchetto di misure per rilancio del mercato | [12/03/2013]

​(12 marzo 2013) Analisi comparata Italia-Usa: meno contenzioso, piu’ garanzie e tracciabilita’ dal sistema italiano. Far ripartire il mercato degli immobili può agire positivamente, favorendo la crescita in un momento particolarmente difficile come quello che stiamo attraversando. Associazioni di settore, strutture pubbliche e private sono impegnate a valutare in tavoli tecnici misure che possano agire positivamente sia dal lato della domanda che dell’offerta.
 


​Si lavora ad un pacchetto che possa sostenere il rilancio del mercato immobiliare. Il pacchetto di misure è articolato e laddove richieda modifiche normative andrà naturalmente definito e discusso con il prossimo governo e parlamento. L’annuncio è stato dato in occasione della presentazione del rapporto “Il Risparmio immobiliare privato. Bene comune certezza” a cura dell’International University College di Torino presentato oggi da Fondazione italiana del notariato, ABI e Assoimmobiliare. Lo studio, propone un’analisi comparata del sistema immobiliare in Italia e negli Stati Uniti al fine di testarne la tenuta ed eventuali criticità.

Stati Uniti d’America
Secondo l’Fbi ammontano a oltre 3 mila miliardi di dollari le perdite causate nel 2011 dalle frodi immobiliari per l’economia statunitense. 47,7 miliardi di dollari sono le somme pagate dalle banche americane tra febbraio 2012 e gennaio 2013 a titolo di transazione per lo scandalo delle esecuzioni forzate illecite, a danno di quasi 4 milioni di cittadini americani. Queste sono solo le ultime conseguenze negative, iniziate con la crisi dei mutui subprime, prodotte nel sistema immobiliare statunitense dall’assenza di un controllo preventivo di legalità sugli atti. Oltreoceano, infatti, i dati sulle vicende proprietarie sono parcellizzati in un reticolo non coordinato di uffici, archivi e registri locali che rendono la reperibilità delle informazioni molto ardua costringendo le parti – in mancanza di registri pubblici affidabili – ad affidarsi a diversi attori privati senza ottenere le stesse garanzie offerte in Italia. Quanto viene spesso presentato come un potenziale risparmio offerto dal sistema statunitense senza dovuti controlli standard  si trasforma in costi ulteriori e danni che si ripercuotono non solo sulla singola transazione ma, per un effetto domino, potenzialmente anche sull’economia del paese.

Italia
In Italia il settore è caratterizzato da un sistema di governo pubblico che assicura trasparenza alle transazioni immobiliari e tutela le parti da eventuali vizi che possono inficiare il mercato. Ciò è possibile attraverso una sinergia virtuosa tra agenzie pubbliche (Agenzia delle entrate – Area territorio, archivi notarili) e un numero programmato, e dunque controllabile, di “concessionari” (notai – pubblici ufficiali) dotati di solida cultura giuridica e all’avanguardia mondiale nella trasmissione tecnologica in sicurezza degli atti. Il sistema italiano si caratterizza quindi per certezza del diritto di proprietà, corretto trasferimento dei beni con contenzioso bassissimo dinanzi all’autorità giudiziaria, tempi di trasmissione e pubblicità particolarmente accelerati e sicuri.
Il patrimonio immobiliare italiano, secondo l’ultimo rapporto presentato dall’Agenzia delle entrate – Area territorio, ammonta a oltre 6.400 miliardi di euro a fine 2011, in media circa 4,2 volte il Pil e 3 volte il debito pubblico nazionale (pari 2.000miliardi circa). Se dunque tra gli indici di stabilità e sostenibilità delle economie nazionali si considerasse anche il risparmio privato, l’economia italiana figurerebbe tra le nazioni economicamente più stabili del Vecchio Continente. Il risparmio immobiliare privato italiano, insieme al sistema pubblico che lo gestisce, devono quindi essere riconosciuti e tutelati come un vero “bene comune nazionale”, evitando processi di riforme radicali inadatti o peggio dannosi per il sistema italiano.  

Si lavora a un pacchetto di misure per far ripartire il settore in crisi

Presto un Governo per avviare la ripresa | [07/03/2013]

​(7 marzo 2013) Il Comitato di Presidenza dell’Associazione bancaria italiana confida che vengano risolti al più presto i nodi per la nascita del nuovo Esecutivo.


​Occorre un Governo decisamente impegnato nella rigenerazione del funzionamento delle Istituzioni italiane e coerente con gli impegni economici assunti negli scorsi anni con le Autorità europee ed internazionali: un Governo che sappia favorire la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione e che avvii azioni decise per promuovere la maggiore produttività e competitività delle imprese italiane.
Infatti, i problemi dell’economia italiana non aspettano e una lunga  incertezza potrebbe compromettere  la recuperata credibilità dell’Italia sui mercati internazionali e nei confronti dei partner europei.
Occorre al più presto la piena ed evidente maturazione del più forte senso di responsabilità nei confronti delle famiglie e delle imprese, che sono impegnate nell’affrontare la crisi economica e che stanno facendo forti sacrifici. Le banche continuano ad essere in prima fila nel sostegno di imprese e famiglie anche nell’attuale difficile congiuntura.
 

Comitato Presidenza ABI: risolvere i nodi per far nascere nuovo Esecutivo

Lavoro in Banca: crescono le conciliazioni individuali | [21/02/2013]

​(12 marzo 2013) Quest’anno, si è registrato un aumento di circa il 30% del numero delle conciliazioni individuali di lavoro rispetto al 2011, a ulteriore dimostrazione della preferenza delle aziende per questo strumento in luogo delle conciliazioni presso le Direzioni territoriali del lavoro, anche per l’efficienza e la rapidità garantita dall’ABI. L’istituto risulta apprezzato sia dagli Associati piccoli e medi che dai grandi Gruppi. In particolare nell’ultimo biennio si è registrato un larghissimo utilizzo dell’istituto proprio da parte dei gruppi bancari di maggior dimensione, interessati da importanti processi di riorganizzazione e ristrutturazione.  


​Numeri, motivazioni e accordi
Nel 2012 sono state effettuate 2.804 conciliazioni (2.152 nel 2011) di cui 2.473 per le aree professionali e i quadri direttivi e 331 per i dirigenti.
Le principali motivazioni hanno riguardato in gran parte la risoluzione del rapporto di lavoro per più di 1.300 conciliazioni, in buona parte chiuse con esodi incentivati.
Complessivamente, nel periodo 2002-2012, sono state effettuate da ABI e sindacati 17.371 conciliazioni individuali, delle quali l’89% relative a personale appartenente ai quadri direttivi e alle aree professionali (per un totale di 15.680) e l’11% ai dirigenti (complessivamente 1.855).
Risultano diversificate le tematiche affrontate in sede di conciliazione e rispecchiano la complessità che ha assunto nel tempo la gestione del fattore “lavoro” in azienda: da questioni quali la previdenza complementare, le mansioni, gli inquadramenti o il trattamento economico, ad argomenti più peculiari connessi alle rilevanti ristrutturazioni e concentrazioni. In molte occasioni, infatti, l’attività svolta dalla Commissione di conciliazione, oltre a definire le vertenze in atto ha consentito, a tratto più generale, di realizzare le condizioni per il perfezionarsi di complesse operazioni societarie di ristrutturazione e/o di esodo che gli Uffici ABI hanno seguito attivamente nel loro svolgimento.
Diversi accordi sindacali hanno espressamente previsto – su indicazione dell’ABI – di concludere le delicate procedure sindacali con apposite transazioni, allo scopo di attribuire certezza agli assetti realizzati e renderne inoppugnabili gli effetti.
In tal senso si previene anche la diffusione, successivamente alla cessazione del rapporto, di un contenzioso di rilievo economico (ad esempio mancato computo ai fini del tfr di elementi retributivi risalenti nel tempo) ma molto oneroso per le aziende anche sotto il profilo organizzativo.

La consulenza dell’Associazione
Rispetto al quadro fin qui descritto, la Direzione sindacale e del lavoro ABI ha svolto una intensa attività di consulenza e assistenza alle imprese tramite l’Ufficio relazioni sindacali e l’Ufficio consulenza del lavoro). Ha in sostanza coadiuvato le aziende nella fase di analisi delle vertenze, anche per valutare la possibilità di una loro composizione. In presenza di questa possibilità, l’ABI affianca sempre l’azienda nell’elaborazione del verbale di conciliazione, suggerendo le migliori soluzioni tecniche.
L’Associazione si fa inoltre carico della gestione dei rapporti con le Segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali interessate, anche allo scopo di facilitare la condivisione del verbale di conciliazione per giungere alla definizione nel più breve tempo possibile, assicurando la massima tempestività, uno dei “valori” riconosciuti dalle imprese alle conciliazioni in sede ABI.
In prospettiva, si tratta di un impegno che si preannuncia elevato alla luce della implementazione dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione in atto nel sistema e della circostanza che numerosi accordi di gruppo prevedono la formalizzazione degli esodi in sede “protetta” anche per il 2013.
Va infine ricordato che nell’ambito del confronto terminato il 19 dicembre scorso con le organizzazioni sindacali per la definizione del testo coordinato del Ccnl è stata inserita la previsione che “la Commissione paritetica di conciliazione è abilitata alla convalida delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro ex art. 4, comma 17, l. 28 giugno 2012, n. 92” (art. 11, comma 13 del testo coordinato). Pertanto presso la Commissione si può ora procedere alla convalida di dimissioni o risoluzioni consensuali realizzatesi anche al di fuori di un accordo transattivo più generale.
 

Lo strumento di risoluzione delle controversie apprezzato da banche piccole e grandi

L’ABI apre un ufficio di rappresentanza a Francoforte | [21/02/2013]

(20 febbraio 2013) Il Comitato esecutivo dell’ABI, riunito oggi a Roma, su proposta del nuovo Presidente, Antonio Patuelli, ha deliberato di aprire un ufficio di rappresentanza a Francoforte, centro della costruzione dell’”Unione bancaria europea”. Obiettivo strategico dell’ABI è la costruzione di identiche regole e condizioni concorrenziali fra tutte le banche dei paesi dell’area euro. Attualmente l’Associazione, oltre che a Roma e Milano, è presente a Bruxelles tramite la Febaf, la Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza.


​Il Comitato esecutivo ha, inoltre, confermato tutte le deleghe già conferite ai Vicepresidenti (Giovanni Berneschi, Francesco Micheli, Mario Sarcinelli, Camillo Venesio e Emilio Zanetti). In quest’ambito la funzione di Vicario passa da Camillo Venesio a Francesco Micheli, per equilibrare le rappresentanze nella Presidenza dell’ABI.
Il Comitato esecutivo ha altresì indicato Luigi Abete quale nuovo Vicepresidente della Febaf, la Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza.
Inoltre il Comitato esecutivo ha deliberato di integrare il Comitato di presidenza dell’ABI con Alessandro Profumo (Presidente Mps) e Maurizio Sella (past President di ABI e di Federazione bancaria europea) che rappresenterà il Presidente Patuelli di fronte agli Organi europei di Bruxelles e Francoforte e con le associazioni bancarie europee.
Nell’ambito delle deleghe assegnate il Vicepresidente Camillo Venesio è stato nei giorni scorsi indicato come consigliere di PattiChiari in rappresentanza della Presidenza. 

L’Esecutivo ha anche confermato le deleghe ai Vicepresidenti