“Prepararsi a pandemia informatica, investire in cybersecurity” | [18/11/2020]

(18 novembre 2020) Aprendo l’odierna riunione del Comitato Esecutivo e presentando il Commissario Consob dott. Ciocca, il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli ha affermato che bisogna prepararsi anche all’imprevedibile, come ha insegnato la pandemia sanitaria. Ora occorre prepararsi anche all’eventualità di una “pandemia informatica” che riguardi Internet.

​Il Presidente Patuelli ha aggiunto che le banche sono molto impegnate, con assai ingenti investimenti diretti ed indiretti, per la sicurezza

(18 novembre 2020) Aprendo l’odierna riunione del Comitato Esecutivo e presentando il Commissario Consob dott. Ciocca, il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli ha affermato che bisogna prepararsi anche all’imprevedibile, come ha insegnato la pandemia sanitaria. Ora occorre prepararsi anche all’eventualità di una “pandemia informatica” che riguardi Internet. ​Il Presidente Patuelli ha aggiunto che le banche sono […]

Oltre 104,7 mld e 1,277mln domande a Fondo garanzia | [18/11/2020]

​(18 novembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 17 novembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 104,7 miliardi di Euro, per un milione 277 mila domande, di cui 987 mila fino a 30 mila Euro, per 19,3 miliardi di Euro.

I finanziamenti richiesti dalle banche hanno superato i 104,7 miliardi per un milione 277 mila domande

Richieste finanziamenti al Fondo garanzia Pmi ad oltre 103 mld | [14/11/2020]

​(14 novembre 2020) L’ABI segnala che prosegue la crescita dei prestiti garantiti per le piccole e medie imprese: ieri, 13 novembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 103,6 miliardi di Euro, per un milione 269 mila domande, di cui 983 mila fino a 30 mila Euro, per oltre 19,2 miliardi di Euro.

I finanziamenti richiesti dalle banche hanno superato i 103,6 miliardi, per un milione 269 mila domande

Richieste per oltre 103 mld al Fondo garanzia Pmi | [13/11/2020]

​(13 novembre 2020) L’ABI segnala che ieri, 12 novembre, i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 103 miliardi, per un milione 265 mila richieste, di cui 981 mila fino a 30 mila Euro, per 19,2 miliardi di Euro.

​Questi dati evidenziano la continua crescita di questi prestiti richiesti dalle piccole e medie imprese di ogni genere e natura: esigenze che si prolungano quanto più continua la pandemia.

I finanziamenti richiesti dalle banche hanno superato i 103 mld, per un milione 265 mila richieste

Oltre 102 mld chiesti a fondo garanzia, 1,26 mln domande | [12/11/2020]

​(12 novembre 2020) L’ABI segnala che prosegue celermente la crescita dei finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia che ieri, 11 novembre, hanno superato i 102 miliardi di Euro, per un milione 261 mila domande, di cui 979 mila fino a 30 mila Euro, per 19,1 miliardi di Euro.

​Tali continue cospicue crescite evidenziano ulteriormente l’utilità e la forte necessità di queste misure soprattutto con la prolungata grave pandemia, territorialmente ora ancor più diffusa che in primavera.

I finanziamenti richiesti dalle banche hanno superato i 102 mld, per un milione 261 mila domande

Task force liquidità: domande di moratoria a 301 miliardi | [11/11/2020]

(11 novembre 2020) Superano i 2,7 milioni le domande di adesione alle moratorie su prestiti per un valore di 301 miliardi, e superano quota 101 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono 16,6 miliardi di euro, su 896 richieste ricevute. 

​Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace (i).
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 30 ottobre sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria, su prestiti per 301 miliardi (ii) .
Si stima che, in termini di importi, circa il 94% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
Più in dettaglio, le domande provenienti da società non finanziarie rappresentano il 44% del totale, a fronte di prestiti per 195 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (quasi 1,3 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 156 miliardi. Le 59 mila adesioni alla moratoria promossa dall’ABI hanno riguardato 17 miliardi di finanziamenti alle imprese.
Le domande delle famiglie  hanno riguardato prestiti per 96 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto circa 218 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto 550 mila adesioni, per circa 25 miliardi di prestiti.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari ai sensi dell’art. 13 del DL Liquidità (Fondo di Garanzia per le PMI) abbiano continuato a crescere nella seconda metà di ottobre, a 1,39 milioni, per un importo di finanziamenti di quasi 111 miliardi. La percentuale di prestiti erogati è in ulteriore crescita rispetto alla fine della settimana precedente. In particolare, al 30 ottobre è stato erogato oltre il 92% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo (art. 13, lettera m).
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 1.256.199 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 10 novembre 2020 relative ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 101,8 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 1.250.442, pari ad un importo di circa 101,2 miliardi di euro. Di queste, oltre 976.522 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 19,1 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 11 novembre sono state accolte 1.245.023 operazioni, di cui 1.239.439 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 16,6 miliardi di euro, per un totale di 896 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 7,8 miliardi di euro riguardano le prime quattro operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 8,8 miliardi di euro circa i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 892 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.(ii) Il numero delle richieste di moratoria e i relativi importi possono risultare inferiori rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione e rettifica di dati precedentemente comunicati dalle banche.
 

Domande di moratoria a 301 mld, oltre 101 miliardi il valore delle richieste al Fondo

Istituto Einaudi e Bancaria presentano un volume | [11/11/2020]

​(11 novembre 2020) Approfondire il pensiero einaudiano sull’associazionismo economico: questo l’obiettivo del volume «Luigi Einaudi e l’associazionismo economico nell’Italia liberale 1899-1919», che verrà presentato domani in un evento cui prenderanno parte – in videocollegamento – il Presidente dell’Istituto Luigi Einaudi per gli studi bancari, finanziari e assicurativi, Maurizio Sella, il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e il Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli.

​Ai tre interventi di Sella, Manfredi e Patuelli seguiranno le relazioni scientifiche dei professori Giovanni Farese dell’Università Europea di Roma e Gaetano Sabatini dell’Università degli Studi Roma Tre e la testimonianza dell’autore del volume. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming su Bancaforte TV (https://bancaforte.it).

Il volume segna l’avvio della collana editoriale ‘Istituto Luigi Einaudi’, frutto della collaborazione tra l’Istituto Einaudi e Bancaria Editrice. Autore del libro è Francesco Dandolo, che ricostruisce il pensiero di Einaudi sulla nascita e sullo sviluppo delle associazioni di imprenditori e lavoratori nel primo ventennio del secolo scorso. Il testo accoglie anche il saggio «Le associazioni degli imprenditori in età liberale (1861-1920)» curato da Filippo Sbrana e Valerio Torreggiani, che inquadra lo sviluppo delle riflessioni einaudiane nel contesto storico di riferimento, analizzando genesi e sviluppo delle realtà associative imprenditoriali dell’agricoltura, dell’industria e del credito nel periodo post-unitario.
Prendendo le mosse dalle riflessioni maturate dallo statista durante il suo esilio svizzero (1943-1944), l’Istituto ha deciso di approfondire ruolo e valenza di quelle che Einaudi definiva “le leghe dei lavoratori e degli imprenditori, associazioni volontarie e non coattive, che si accordino fra loro senza mediazioni statali di alcun tipo”. Sindacati e associazioni datoriali, dunque, cui veniva riconosciuta da Einaudi una fondamentale funzione di collegamento, in qualità di “organismi e corpi intermedi”, tra il cittadino e lo Stato. “La perdurante rilevanza dell’intuizione einaudiana – si legge nella prefazione del Presidente Maurizio Sella – ha convinto l’Istituto ad approfondirla, investigandone natura e fondatezza attraverso un programma di ricerca articolato in tre anni e volto alla ricostruzione della genesi e dell’evoluzione storica dell’associazionismo economico in generale, con specifica attenzione a quello bancario e finanziario”.
“Risulta evidente – si legge nell’introduzione di Francesco Dandolo – che la nascita e i primi sviluppi dell’associazionismo industriale si connettono alla crescente esigenza, ampiamente diffusa anche fra altri gruppi professionali, che i propri interessi debbano essere rappresentati e tutelati in maniera coesa e unitaria. È un lungo e complesso processo, non sempre progressivo, che però nelle sue linee generali procede in simbiosi, tanto che nel biennio 1919-1920 trova il punto di arrivo con la creazione di importanti organismi di rappresentanza nazionali, mediante la ‘rifondazione’ di Confindustria insieme alla nascita di Confagricoltura e dell’Associazione Bancaria Italiana”, che ha celebrato appunto il centenario nel 2019. Un biennio cruciale, dunque, “in cui termina – si legge ancora nell’introduzione – la prima fase della riflessione di Einaudi, che ha il ‘punto di approdo’ nell’avvio dell’attività degli enti di rappresentanza appena citati”.
Al termine della lettura viene agevole enucleare i concetti chiave che ispirano la posizione del ‘giovane’ Einaudi sull’associazionismo economico, secondo il quale la formazione di associazioni di rappresentanza degli interessi degli industriali e dei lavoratori costituisce un frutto maturo del capitalismo liberale e contribuisce ad assicurare la pace sociale. A giudizio di Einaudi, va inoltre riconosciuta piena libertà alla dialettica fisiologica fra le rappresentanze collettive dei lavoratori e degli imprenditori, così come deve essere ferma la determinazione nel considerare il lavoro come strumento di levazione dell’uomo. Infine, lo Stato deve svolgere un ruolo distaccato ma non indifferente nel rapportarsi alle dinamiche sociali, cioè deve porsi come regolatore, ma non anche come fattore dinamico della produzione.
Il volume “Luigi Einaudi e l’associazionismo economico nell’Italia liberale” inaugura una trilogia che vedrà seguire due ulteriori testi, che rispettivamente ricostruiranno il pensiero einaudiano sull’associazionismo economico nel periodo fascista (1920-1939) e negli anni del secondo conflitto mondiale e della Repubblica sino all’anno della morte di Einaudi (1940-1961).

Obiettivo del libro: approfondire il pensiero einaudiano sullassociazionismo economico

Online l’infografica ABI sul Superbonus edilizio | [10/11/2020]

​(10 novembre 2020) Cessione del credito, cos’è e come funziona. Il punto dall’Associazione bancaria italiana sulle principali novità introdotte dalla nuova agevolazione fiscale per chi effettua interventi di riqualificazione degli immobili

​È disponibile online l’infografica realizzata dall’Associazione bancaria italiana sul Superbonus, con informazioni immediate e utili per i cittadini e le imprese intenzionati a usufruire di questo strumento o a comprenderne meglio caratteristiche e vantaggi. Con l’attivazione della piattaforma online dell’Agenzia delle entrate per la cessione del credito d’imposta, infatti, è ora possibile avvalersi di questa misura, optando, tra l’altro, per il trasferimento alla banca per ottenere liquidità immediata. Lo comunica l’ABI in una nota in cui spiega le principali novità introdotte dalla nuova agevolazione fiscale per la riqualificazione energetica e sismica degli immobili, che può rappresentare un’occasione importante per migliorare la qualità del patrimonio immobiliare e rilanciare l’economia del Paese.

Il Superbonus è uno strumento previsto dal Decreto Rilancio che eleva al 110 per cento l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi di efficientamento energetico e di sicurezza antisismica realizzati sulle proprie case. Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (quindi di riqualificazione energetica e per la riduzione del rischio sismico), rafforzandole.
L’ABI spiega che uno degli aspetti principali del Superbonus è rappresentato dalla possibilità di optare per la cessione del credito di imposta o per lo sconto in fattura, anziché portare in detrazione in cinque anni le spese sostenute per gli interventi sugli immobili. Secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio, le banche possono favorire la realizzazione degli interventi agevolati dal bonus fiscale anticipandone l’importo e finanziando i lavori anche a chi al momento non ha la disponibilità necessaria.
Di seguito i principali aspetti per comprendere meglio lo strumento del Superbonus 110 per cento:

A chi può essere ceduto il credito d’imposta?
Il credito d’imposta, spettante a fronte dell’esecuzione dei lavori agevolati con il Superbonus, può essere ceduto all’impresa fornitrice degli interventi o ad altri soggetti privati, tra cui banche e intermediari finanziari.
Come le banche possono favorire la realizzazione degli interventi agevolati dal bonus fiscale?
In tre modi:
 1) scontando il bonus fiscale del cittadino (o condominio) che ha riqualificato l’immobile;
2) oppure, effettuando l’operazione di sconto in favore dell’impresa che ha realizzato i lavori e si è fatta cedere dal committente il bonus fiscale a fronte di una riduzione del prezzo in fattura.
Entrambe le modalità consentono di monetizzare il credito fiscale per l’intero ammontare, al netto di quanto dovuto alla banca o altro soggetto compratore per l’operazione di anticipazione.

3) concedendo, su richiesta dei clienti, finanziamenti ponte che poi possono essere estinti in tutto o in parte con la cessione del credito d’imposta alla banca.concedendo, su richiesta dei clienti, finanziamenti ponte che poi possono essere estinti in tutto o in parte con la cessione del credito d’imposta alla banca.
Cosa significa cedere il credito d’imposta alle banche?
Il beneficiario del Superbonus può optare per il trasferimento del credito d’imposta alla banca per ottenere liquidità immediata, senza la necessità di dover recuperare il beneficio fiscale nella dichiarazione dei redditi, a compensazione delle imposte da pagare nell’arco dei cinque anni successivi. Per poter cedere il credito d’imposta alle banche è necessario che siano state già pagate le fatture relative al saldo o agli stati di avanzamento dei lavori (SAL), che non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno dei quali deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.

Come si estingue l’eventuale finanziamento?
Al termine dei lavori, la cessione del credito di imposta del 110 per cento dei lavori effettuati consente il rimborso del prestito della banca. Il finanziamento, infatti, potrà essere estinto in tutto o in parte, attraverso la cessione del bonus fiscale una volta che questo entrerà nel cassetto fiscale del cliente alla conclusione dell’intervento di riqualificazione o degli stati di avanzamento dei lavori intermedi.
 
Cosa presentare in banca per cedere il credito?
Le banche per perfezionare l’operazione di sconto del credito d’imposta o quella di finanziamento chiedono al beneficiario del Superbonus che intende cedere il credito d’imposta sostanzialmente la documentazione che lo stesso utilizza per il riconoscimento dell’agevolazione fiscale. 
L’opzione per la cessione, dopo aver stipulato un apposito contratto con la banca, deve essere esercitata all’interno dell’apposita piattaforma web dell’Agenzia delle entrate, che consentirà alla banca di accettare il credito d’imposta.

Quali servizi complementari offrono le banche?
Le banche, oltre all’acquisto del credito, possono offrire altri servizi, quali specifiche soluzioni di finanziamento e di assistenza. Il cliente può inoltre beneficiare di servizi facoltativi di consulenza tecnica e procedurale per tutte le fasi dell’intervento da parte di società specializzate, in virtù degli accordi che esse hanno stipulato con le banche.

L’infografica è disponibile sul sito dell’ABI, www.abi.it
 

Cessione del credito: il punto sulle principali novit introdotte dalla nuova agevolazione fiscale

Superati 101 mld chiesti al Fondo Garanzia | [10/11/2020]

​(10 novembre 2020) L’ABI segnala che prosegue l’efficacia dei prestiti richiesti al Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese: ieri, 9 novembre, hanno superato i 101 miliardi di Euro, per un milione 252 mila domande, di cui 975 mila fino a 30 mila Euro, per oltre 19 miliardi di Euro.

​L’ABI rileva che più prosegue e si aggrava la pandemia, più a lungo sono utili questi finanziamenti che occorreranno anche oltre la scadenza finora fissata a fine anno, per la resilienza e la ripresa delle piccole e medie imprese.
 

L’efficacia dei prestiti: superati i 101 miliardi, per un milione 252 mila domande

Domande a Fondo Garanzia per 83,7 mld | [07/11/2020]

​(23 settembre 2020) Proseguono speditamente le richieste delle banche al Fondo di Garanzia per finanziamenti che ieri, 23 settembre, hanno raggiunto gli 83,7 miliardi di Euro, per un milione e 96 mila domande, di cui 896 mila fino a 30 mila Euro, per 17,67 miliardi di Euro.

​Questa crescita ingente è parallela a quella ancor più rilevante delle moratorie che hanno raggiunto i 323 miliardi.
 

I finanziamenti richiesti dalle banche proseguono nella crescita di circa 500 milioni al giorno