Gli Incontri per lo sviluppo del territorio arrivano a Napoli

(2 novembre 2016) ​Dal 15 al 19 novembre la città campana sarà teatro di numerosi eventi di incontro e racconto della quotidiana relazione tra banche, famiglie e imprese

 

​Si terrà a Napoli, dal 15 al 19 novembre 2016, la quattordicesima tappa degli ‘Incontri ABI per lo sviluppo del territorio’: la Campania si appresta dunque ad accogliere per la prima volta l’iniziativa realizzata dall’Associazione Bancaria Italiana assieme alle banche del territorio, concepita per creare occasioni di incontro, dialogo, informazione e valorizzazione della cultura locale. Obiettivo della manifestazione è evidenziare il patrimonio di esperienze, professionalità ed energie che le banche mettono a disposizione dei propri territori di riferimento. Inaugurato da una mostra di libri d’arte che prenderà il via martedì 15 novembre e si protrarrà sino a sabato 19, l’appuntamento napoletano proseguirà venerdì 18 con un evento di educazione finanziaria dedicato alle scuole e vivrà il suo momento centrale nella mattinata di sabato 19, quando rappresentanti delle istituzioni, i vertici dell’ABI, esponenti locali e nazionali del mondo bancario e imprenditoriale si troveranno presso il Complesso monumentale di Santa Chiara per fotografare l’attuale congiuntura, analizzare il rapporto tra banche e mondo produttivo e ragionare sulle possibilità di una sempre maggior sinergia e vicinanza tra istituti di credito e aziende.Gli incontri ABI per lo sviluppo del territorio si inseriscono nel programma dell’Associazione con l’obiettivo di consolidare e dare visibilità al costante rapporto tra le banche e i contesti in cui esse operano. Rappresentanti del mondo del credito ed esponenti della cittadinanza – nelle sue componenti istituzionali, economiche e sociali – sono chiamati a confrontarsi per meglio concorrere allo sviluppo del territorio, gettando così le basi per un ulteriore rafforzamento della relazione e una sempre più fruttuosa collaborazione verso obiettivi comuni. Tutto questo attraverso un modello di partecipazione diretta per raccontare da vicino, tappa dopo tappa, l’impegno quotidiano delle banche italiane per il Paese.

Raccomandazione Consob: apprezzamento dell’ABI

(31 ottobre 2016) ​Dichiarazione del Direttore generale dell’Associazione bancaria italiana in merito alla pubblicazione da parte della Consob della Raccomandazione recante linee guida in materia di inserimento e redazione delle ‘Avvertenze per l’investitore’

​“L’Associazione bancaria italiana esprime apprezzamento per la odierna pubblicazione da parte della Consob della raccomandazione recante linee guida in materia di inserimento e redazione delle ‘Avvertenze per l’investitore’ dei prospetti di offerta al pubblico e/o ammissione alle negoziazioni di strumenti finanziari.
Si tratta di un utile riferimento per avere più chiarezza e efficacia informativa nelle ‘Avvertenze per l’investitore’, lo strumento che, come dice la stessa Consob, pur non facendo parte del prospetto, serve ad evidenziare in poche pagine i rischi di particolare rilevanza connessi alla società e/o agli strumenti finanziari proposti al mercato.
Nel comunicato di Consob si legge che è ancora in corso di esame la Raccomandazione sulle “Informazioni-chiave da fornire ai clienti al dettaglio nella distribuzione di prodotti finanziari”: da mesi e anche nel discorso ufficiale tenuto alla giornata mondiale del Risparmio, il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha sollecitato la Consob affinché la Raccomandazione sia pubblicata al più presto.
Patuelli ha sottolineato più volte la necessità ed urgenza della Raccomandazione Consob, senza attendere gli sviluppi della normativa in ambito europeo che stanno ritardando”.
 

Nuovo sisma: rinnovata raccolta fondi ‘Prosolidar’

 (31 ottobre 2016) ​Di fronte al protrarsi di nuovi tragici eventi sismici che hanno colpito il centro Italia, l’ABI ricorda che è tutt’ora in corso, tramite la Fondazione Prosolidar, la raccolta di fondi a supporto delle popolazioni colpite, attivata insieme alle segreterie nazionali delle Organizzazioni sindacali di categoria dei bancari (Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Sinfub, Ugl/Credito, Uilca e Unisin).

​Queste le coordinate bancarie per la raccolta fondi dedicata: Fondazione Prosolidar Onlus “Terremoto centro Italia” IT 48 N 06270 03280 CC0800190152.
La Presidenza della Fondazione ha nel frattempo, deciso di devolvere l’intera disponibilità del “Fondo per le emergenze”, pari a 100.000 euro, a favore dell’emergenza in corso.
L’iniziativa si aggiunge a quanto già comunicato dall’Associazione bancaria che, rispetto alle previsioni contenute nello specifico Protocollo d’intesa con la Protezione civile e le Associazioni dei consumatori, sta già provvedendo a sensibilizzare i propri associati ad adottare per i residenti nei territori colpiti le sospensioni delle rate dei finanziamenti ipotecari. 

Terremoto: ABI invita le banche a sospendere le rate dei mutui

(31 ottobre 2016) L’Associazione bancaria italiana, nell’esprimere solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dal drammatico terremoto, è impegnata per interventi a favore di coloro che si trovano improvvisamente in condizioni di difficoltà per aver subito il danneggiamento o l’inagibilità anche parziale degli immobili e delle strutture dedicate al lavoro.

​Al fine di offrire sollievo al grave disagio socioeconomico causato dal sisma, l’ABI, in coerenza con le previsioni contenute nello specifico Protocollo di intesa sottoscritto con la Protezione civile e le Associazioni dei consumatori lo scorso 26 ottobre, volto ad assicurare ovunque nel Paese equità e tempestività degli interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali, sta sensibilizzando i propri associati ad adottare ai residenti nei territori colpiti le previste sospensioni delle rate dei finanziamenti ipotecari collegati agli immobili residenziali, commerciali e industriali che abbiano avuto danneggiamenti anche parziali.
 

Oltre 1,1 mld per la formazione dei lavoratori bancari

(29 ottobre 2016) Tra il 2008 e il 2016, negli anni tra la crisi e i primi germogli di ripresa, l’Fba – il Fondo bilaterale banche e assicurazioni – ha continuato ad imprimere una forte spinta ai piani formativi interni per gli addetti di categoria.

Oltre un miliardo e cento milioni  sono andati alla formazione dei lavoratori bancari e assicurativi secondo quanto emerge dall’ultima rilevazione statistica del Fondo. Rispetto al finanziamento complessivo oltre 597 milioni sono stati stanziati direttamente da Fba, il resto da cofinanziamento aziendale. Fba è il Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua dei dipendenti delle imprese operanti nei settori del credito e delle assicurazioni ad esso aderenti.
Tra gli obiettivi la promozione e il finanziamento di piani formativi aziendali, territoriali, settoriali o individuali concordati tra le Parti sociali; inoltre la promozione e finanziamento di attività di qualificazione e di riqualificazione per figure professionali di specifico interesse delle aziende.Negli ultimi anni Fba si è impegnato in modo particolare a finanziare la riconversione professionale e la certificazione delle qualifiche per adeguare le competenze del personale al mutato contesto organizzativo e di mercato e valorizzare le singole professionalità.

Un tavolo tecnico per immobili in garanzia dei crediti anomali

(28 ottobre 2016) ​Definire specifiche iniziative finalizzate alla valutazione degli immobili a garanzia dei crediti non performanti, anche alla luce delle recenti normative adottate a livello nazionale ed internazionale.
 

Questo è l’obiettivo del Tavolo di lavoro tecnico costituito nell’ambito del Protocollo d’intesa per la valutazione degli immobili in garanzia dei crediti anomali siglato oggi a Roma tra ABI, Assoimmobiliare, Assovib, Confedilizia, Consiglio dell’Ordine nazionale dottori agronomi e dottori forestali, Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, Consiglio nazionale degli architetti pianificatori paesaggisti conservatori, Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale dei periti agrari e dei Periti agrari laureati, Consiglio nazionale dei periti industriali e dei Periti industriali laureati, e–valuations, Fiaip, Fiabci, Isivi, Rics, Tegova, T6 e Tecnoborsa.Sulla scia di recenti provvedimenti legislativi emanati per fronteggiare la gestione dei crediti anomali garantiti da immobili, il Tavolo tecnico – in rappresentanza dei principali operatori sul mercato immobiliare – intende fornire un contributo per favorire l’efficienza delle procedure di vendita immobiliare, anche tramite l’elaborazione di documenti congiunti, da condividere con le competenti Autorità pubbliche. L’iniziativa prende spunto dai risultati positivi ottenuti con il tavolo tecnico sulle valutazioni immobiliari a garanzia delle esposizioni creditizie che ha aggiornato le specifiche Linee guida lo scorso 14 dicembre 2015.

92^ Giornata mondiale del risparmio

​(27 ottobre 2016) Intervento del Presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli

Per realizzare una svolta decisamente positiva rispetto agli effetti della grave e lunga crisi, occorre ricreare quel clima di fiducia che è indispensabile per la ripresa, per incoraggiare il ciclo virtuoso del risparmio e degli investimenti. Occorre innanzitutto una più solida certezza e stabilità del diritto. Le banche in Italia stanno sostenendo ogni sforzo per la ripresa. Senza “aiuti di Stato”, con il costo anche di salvataggi di banche in crisi e di Fondi obbligatori e volontari, lontane dagli scandali internazionali, le banche in Italia sospingono la ripresa con tempi ancora troppo lunghi della giustizia civile, con requisiti di capitale mai così alti, con i tassi più bassi, incorporando gran parte dei costi conseguenti allo “spread” fra titoli di stati, contraggono nuovi prestiti incoraggiando la domanda, come per i mutui, subiscono le contraddizioni dell’Unione europea e dell’Unione bancaria ancora prive delle indispensabili identiche norme di diritto bancario, finanziario, fiscale, fallimentare e penale dell’economia. Le Istituzioni europee deludono e non danno segni di progettualità per una nuova Costituzione per l’Europa e per le tematiche bancarie che rappresentano, con l’immigrazione, il principale banco di prova per la sopravvivenza e lo sviluppo di questa Unione europea. Le banche, con tante differenze, sono state indebolite dalla crisi in tutta Europa, mentre la sperimentazione biennale della vigilanza unica non sta rappresentando una svolta per la ripresa, ma appesantisce misure che da prudenziali si trasformano paradossalmente in ulteriore incertezza per le banche stesse che, invece, necessitano di maggiore redditività.E’ indispensabile un salto di qualità delle strategie europee e una verifica dell’esperienza della Vigilanza unica: senza un’evoluzione dell’integrazione europea, la sola Vigilanza unica rischia di essere una fuga in avanti. L’Unione bancaria, senza norme identiche, rischia di accentuare i divari fra nord e sud, senza stimoli di ripresa verso i mezzogiorni d’Europa e con rischi di meridionalizzare anche le regioni più produttive del nord e centro Italia. L’Unione bancaria deve essere completata; altrimenti, se resta com’è oggi, va indietro. Occorre costruire insieme una nuova Democrazia economica e civile europea e non corrodere gli ideali del federalismo di fronte all’insorgenza di spinte nazionaliste che identificano negli organismi comunitari delle burocrazie che si sommano a quelle nazionali. Le spinte antieuropee sono favorite dagli eccessi normativi e burocratici: nel primo semestre di quest’anno sono stati emanati circa 630 provvedimenti per i settori bancario e assicurativo, con una media addirittura di cinque provvedimenti per ogni giorno lavorativo! In Italia debbono continuare le correzioni delle vecchie anomalie rispetto alle migliori pratiche europee e occidentali. E’ indispensabile correggere i limiti del capitalismo italiano e le spinte anticapitaliste che sono alternative alle libertà dei mercati e alla società aperta. Per la ripresa necessitano “politiche dei fattori” per la produttività, l’efficienza e la competitività delle imprese e dei servizi italiani. E’ una strategia alternativa ai miopi orizzonti settoriali e corporativi. Occorre accrescere la fiducia verso le Banche, a cominciare dal completamento delle regole di “trasparenza semplice” che continuiamo a sollecitare innanzitutto a Consob. La prevenzione delle crisi bancarie deve essere sviluppata non solo dalla Vigilanza unica, ma anche con intensa educazione finanziaria e al risparmio e con inequivoca chiarezza nella vendita di ogni prodotto finanziario, come da tempo auspicano il Sole 24 Ore e l’ABI. Di fronte alla “rivoluzione bancaria” delle sempre più nuove tecnologie e della globalizzazione, le banche in Italia stanno sviluppando piani imprenditoriali che evidenziano anche esuberi di personale. Nel nuovo contratto nazionale di lavoro vi sono gli strumenti per affrontare i processi organizzativi: per i prossimi anni, come sostengono in modo convergente ABI e i principali sindacati, occorre che i fondi esclusivamente bancari finora altrimenti utilizzati, siano indirizzati al sostegno delle uscite volontarie.In tal senso apprezziamo le assicurazioni del Governo. L’Italia non è in retroguardia nelle riorganizzazioni bancarie. I dati del 2015 sono molto superati: in questi mesi del 2016 le scelte dolorose, come le chiusure di filiali, sono state superiori ad ogni aspettativa. In Europa le filiali bancarie non sono uguali: in Italia sono in minor numero che in Germania, Francia e Spagna, mentre sono più numerose che in Gran Bretagna che, però, ha una media di ben 40 dipendenti per filiale, il quadruplo della media italiana: il totale dei bancari britannici è più che doppio di quello italiano, con popolazioni equivalenti. Occorre rimuovere il continuo terremoto internazionale di requisiti patrimoniali delle banche: l’incertezza del diritto ostacola i piani di sviluppo e l’operatività delle imprese bancarie e di ogni altro genere.Il 2017 vedrà un numero ridottissimo di gruppi bancari e banche indipendenti in Italia a seguito delle riforme nazionali, ma ostacolate dalla Vigilanza unica che spesso chiede capitali supplementari per le nuove aggregazioni che sono state sfavorite anche dall’anacronistica sopravvivenza nostrana dell’IVA infragruppo: auspichiamo che essa sia presto superata. Le Banche in Italia sono in prima fila per la legalità, innanzitutto nella lotta al riciclaggio. Occorre che tutti rivalutino le funzioni economiche e sociali del risparmio connesso agli investimenti: le “politiche dei fattori” debbono attirare gli investimenti nazionali e internazionali verso impieghi produttivi come quelli del risparmio canalizzato nelle banche. Debbono essere favoriti gli stabili investimenti azionari che rifuggono dalla speculazione con la quale non cresce un solido capitalismo produttivo.
Le tecnologie enormemente cresciute e le troppo vecchie normative permettono spesso il prevalere dell’ “algotrading” in una frazione di secondo, a scapito degli investimenti non speculativi. Necessita una svolta a maggior tutela del risparmio, dell’azionariato stabile e non speculativo. Ringraziamo il Presidente Guzzetti per queste giornate del risparmio e per la lungimirante attività alla guida dell’Acri dove sono rappresentati molti dei più solidi azionisti che contribuiscono alla stabilità delle banche italiane che è uno dei presupposti per la fiducia e la ripresa. 

Accordo ABI Basilicata e Regione sul Piano di sviluppo rurale

​(25 ottobre 2016) Inversione di tendenza per i finanziamenti al comparto agricolo: a fine giugno 2016 quasi 390 milioni di euro ad agricoltura, silvicoltura e pesca, con un +2,1% di variazione annua

Raggiunto l’accordo tra la Regione Basilicata e la Commissione regionale dell’ABI per agevolare l’accesso al credito e gli investimenti da parte delle aziende agricole nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020.
Ne parlano, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa il Presidente di ABI Basilicata, Antonio Luongo, Il Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella e l’Assessore alle Politiche agricole e forestali, Luca Braia.
Si tratta di “un ulteriore esempio di intensa collaborazione tra Commissione regionale ABI e Regione Basilicata – ha dichiarato Luongo – che ha permesso, in questi anni difficili, di raggiungere risultati rilevanti e nuove opportunità di sviluppo per l’economia regionale.
È in atto un’inversione di tendenza che ha consentito di registrare in Basilicata uno stock di finanziamenti, a fine giugno 2016, al comparto agricoltura, silvicoltura e pesca di quasi 390 milioni di euro, con un +2,1% di variazione annua.
ABI Basilicata – spiega Luongo – con la sottoscrizione di questo Accordo intende collaborare con la Regione per il raggiungimento degli obiettivi che si è prefissata con il Programma di Sviluppo Rurale. L’Accordo ha, infatti, l’obiettivo di mettere a disposizione delle imprese, già beneficiare delle provvidenze regionali, le risorse finanziarie necessarie per avviare la realizzazione dell’investimento agevolato, attraverso un finanziamento bancario (di importo massimo pari alle relative spese), a fronte dell’impegno dell’impresa di utilizzare il contributo pubblico, una volta erogato, a parziale decurtazione del finanziamento bancario. L’Accordo consente inoltre alle banche di utilizzare un modus operandi omogeneo sul territorio nazionale, assicurando una maggiore efficienza per le stesse ed “evitando possibile confusione per le imprese”.

I nuovi servizi si costruiscono insieme al cliente

(22 ottobre 2016) ​I digital e i social media stanno rivoluzionando la relazione con la clientela verso modelli di collaborazione creativa per lo sviluppo di nuove soluzioni

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​Clienti sempre più pronti a collaborare con le aziende attraverso lo spazio digitale, fornendo giudizi e indicazioni di possibili miglioramenti, e banche sempre più pronte a raccogliere suggerimenti dalla clientela. Attraverso i social media, l’utente assume un ruolo attivo e partecipa alla vita dell’impresa e all’innovazione dei suoi prodotti. I nuovi media hanno infatti la capacità di intercettare l’esigenza di partecipazione e protagonismo delle persone: danno alla clientela maggiore possibilità di esprimersi sulle iniziative delle banche, e quindi possibilità di valutare e dare stimoli alle aziende per ottimizzare i prodotti e servizi. L’indagine “Banche e social media”, realizzata recentemente dall’ABI in collaborazione con Kpmg Advisory, su un campione di banche che rappresenta l’80% del settore bancario, mette in luce il ruolo e le potenzialità rappresentati dallo sviluppo delle attività sui canali digitali e sociali.
Dall’indagine emerge che il dialogo e la relazione col cliente si rafforzano sempre più attraverso i canali social, anche avvalendosi degli strumenti digitali per favorire coinvolgimento e compartecipazione al cambiamento. L’impulso per una nuova forma di collaborazione creativa si realizza anche attraverso la messa a disposizione di piattaforme web (il cosiddetto crowdsourcing) che consentono di raccogliere le idee delle persone. Ciò cambia profondamente i rapporti tra la banca e la clientela, anche oltre la dimensione digitale.

Il cliente è al centro
I social media stanno assumendo un ruolo sempre più importante per la condivisione di informazioni tra la banca e il mercato, per l’assistenza alla clientela (anche attraverso strumenti di messaggistica social, che sono utilizzati da oltre la metà delle banche) e per costruire momenti di aggregazione (community) tra le persone. L’81% delle banche intervistate indica fra gli obiettivi della propria presenza sui social network il miglioramento della cultura finanziaria dei cittadini e l’educazione all’uso ottimale dei prodotti e dei servizi della banca. Il dialogo sui social favorisce una maggiore personalizzazione della relazione e rafforza la centralità del cliente nelle politiche aziendali.

Le nuove funzionalità
L’evoluzione delle funzionalità presenti sui social network registra ormai una dinamica vivacissima, spingendo gli operatori a sperimentare e innovare costantemente le nuove opportunità. Circa un quinto (19%) degli istituti ha attivato dei gruppi su Facebook dedicati alle nuove offerte. In via di sviluppo il numero di istituti bancari che adotta applicazioni innovative quali i chatbots, sfruttando a pieno le capacità dei sistemi di comprendere le domande più semplici dei clienti e di generare in tempo reale le relative risposte. Stesso grado di sperimentazione si registra per il livestreaming, per attivare una diretta in grado di creare attenzione e coinvolgere maggiormente gli utenti, facendo leva sull’immediatezza dello strumento.
 

La relazione con la banca è sempre più digitale

(7 aprile 2017) ​Le ultime tendenze sull’utenza web nell’indagine presentata al convegno Dimensione cliente 2017: il 38% di chi usa il mobile banking vi accede quasi ogni giorno e uno su tre visita i profili social delle banche
 

​Uno su due utilizza lo smartphone per interagire via Internet con la propria banca e la relazione è praticamente quasi quotidiana per quattro utenti su dieci: queste le più aggiornate tendenze sulle modalità di comportamento del segmento dei clienti bancari evoluti. A scattare la fotografia l’ultima edizione dell’indagine realizzata da ABI e GfK attraverso interviste online a un campione di clienti bancari che si relazionano anche via web con la propria banca e accedono regolarmente alla Rete.
Dalla rilevazione ABI-GfK – presentata nel corso dell’edizione 2017 di Dimensione Cliente, l’incontro annuale dell’ABI dedicato al mercato retail che si conclude oggi, venerdì 7 aprile – emerge che gli utenti evoluti interagiscono via Internet da pc con la banca in media 6,6 volte al mese. Più del 50% del campione usa anche lo smartphone, con una frequenza analoga a quella da pc e con punte quasi giornaliere per il 38% dei clienti. 
È diffuso il ricorso a nuove forme di relazione: circa un terzo dei clienti evoluti (il 32%) visita periodicamente le pagine e i profili dei canali ‘social’ delle banche, con l’obiettivo primario di ottenere informazioni o per risolvere direttamente problematiche di varia natura. Non sorprende che tale modalità di comunicazione sia maggiormente diffusa tra i giovani clienti (il 49% tra quanti hanno da 18 a 34 anni). Al contempo, si riscontra una frequenza simile, pari al 46%, anche fra i titolari di prodotti di investimento, che hanno in media un’età più elevata.