Decreto legge per la tutela del risparmio

​(17 gennaio 2017) Audizione del Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini presso l’Ufficio di Presidenza delle Commissioni 6A Finanze e tesoro del Senato e VI Finanze della Camera dei Deputati

​Signori Presidenti, Onorevoli Senatori e Deputati, esprimiamo, innanzitutto, il ringraziamento, anche a nome del Presidente Antonio Patuelli, per aver  offerto all’Associazione bancaria italiana l’opportunità di partecipare a questa audizione su un tema di assoluta rilevanza per il Paese prima ancora che per il settore bancario. 
Il Governo si è attivato, nel rispetto del quadro normativo europeo, in modo da consentire forme di sostegno pubblico in esito a risultati non positivi delle prove di stress test, con le quali l’Autorità bancaria europea (Eba) procede periodicamente a valutare la solidità del mercato bancario europeo. Si tratta, quindi, di esiti di simulazioni (nell’ambito di stress test) o fattispecie che possono richiedere un’attivazione preventiva delle istituzioni, senza che si generino condizioni per avviare una risoluzione …

Il testo dell’audizione

Le banche potenziano le intranet a vantaggio dei clienti

(14 gennaio 2017) ​​​Per il biennio 2016-2017 più della metà delle banche italiane intervistate da ABI Lab incrementerà gli investimenti e un terzo manterrà inalterato il budget.

​In un contesto di grande trasformazione dei modelli di lavoro e di servizio nelle banche, le Intranet aziendali rappresentano uno strumento fondamentale a supporto dell’operatività interna, della gestione e della diffusione della conoscenza. Per il biennio 2016-2017, infatti, le banche italiane che hanno partecipato alla rilevazione condotta da ABI Lab potenzieranno le Intranet per rendere ancora più efficienti i servizi aziendali, di comunicazione e di condivisione della conoscenza, a supporto del “digital business” e quindi anche a vantaggio del cliente della banca che cambia e si rinnova. 
Questo è il principale risultato dell’attività di ricerca condotta dall’Osservatorio smart intranet e workspace innovation, coordinato da ABI Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca.
Lo studio sul ruolo della Intranet aziendale nella trasformazione digitale delle banche è stato realizzato coinvolgendo 15 intranet manager di diverse banche/gruppi bancari operanti in Italia, che rappresentano circa il 40% del settore in termini di dipendenti.
Secondo la ricerca oltre la metà delle banche italiane intervistate ha previsto di incrementare gli investimenti per le Intranet nei prossimi due anni (53,3%), mentre un terzo intende mantenere inalterato il budget rispetto all’ultimo anno (33,3%).
Lo studio sottolinea che, oggi più che mai, le Intranet aziendali rappresentano uno strumento chiave a sostegno della vita professionale del dipendente.
Basti pensare che per il 53,3% del campione  le Intranet sono rilevanti per garantire una qualità elevata delle informazioni gestite e una migliore fruibilità normativa; per il 40% facilitano la gestione della conoscenza e della comunicazione interna; per il 34% garantiscono la formazione necessaria per un miglioramento dell’operatività e quindi del servizio al cliente.
In un’ottica futura, quindi, la Intranet potrà supportare sempre più l’innovazione tecnologica e organizzativa della banca, diventando il vero e proprio motore del cambiamento.  Il complesso percorso verso la banca digitale avrà impatti, secondo gli intranet manager, anche sulla gestione del “sapere” aziendale e sulle modalità con cui la conoscenza, viene trasferita ai dipendenti.
 

Tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale

(12 gennaio 2017) Audizione ABI presso la Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati

​Illustre Presidente, Onorevoli Deputati, l’ABI intende innanzitutto ringraziare per l’opportunità di esprimere proprie considerazioni in merito al ddl n. c-4135, recante misure di tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e di promozione del lavoro agile, approvato il 3 novembre 2016 dal Senato della Repubblica (S-2233).L’interesse per le due tematiche – già sottolineato dall’ABI in sede di audizione sui ddl nn. 2233 e 2229, tenutasi il 16 marzo 2016 al Senato – va considerato soprattutto alla luce dell’evoluzione del lavoro, dei modelli organizzativi adottati dalle imprese e, in particolare, della crescente tendenza a gestire i rapporti con i propri collaboratori secondo modalità di esecuzione della prestazione lavorativa innovative, sia sul piano del tempo che dello spazio, utilizzando al meglio le tecnologie informatiche.L’Associazione intende quindi ribadire anche in questa occasione il proprio favore in merito a interventi normativi che sostengano e promuovano il lavoro autonomo, nonché l’adozione di modelli organizzativi non tradizionali anche in un’ottica di maggiore produttività e di miglioramento dei sistemi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Tema, quest’ultimo, da tempo all’attenzione dell’ABI, e che ha trovato un’ulteriore affermazione nel rinnovo del contratto collettivo dei lavoratori bancari del 31 marzo 2015.Preliminarmente, l’ABI esprime apprezzamento per l’operazione di coordinamento effettuata alla Camera tra i testi dei ddl nn. 2233 (di iniziativa del Governo) e 2229 (di iniziativa parlamentare, on. Sacconi), così come auspicato dall’Associazione in ragione della circostanza che i predetti testi presentavano solo per alcuni aspetti elementi di convergenza.

Il testo dell’audizione

Cbi: “Il bollettino è preistoria” fa tappa a Roma

(12 gennaio 2017) In Galleria Alberto Sordi, un’installazione di 6 metri, raffigurante un dinosauro, per sensibilizzare la cittadinanza sui vantaggi dei pagamenti elettronici.
Una ricerca Doxa sull’educazione al valore del denaro nelle nuove generazioni rileva che il 10% dei genitori italiani individua il servizio CBILL come uno dei principali metodi di pagamento online.

​“Il bollettino è preistoria”, la campagna organizzata dal Consorzio Cbi con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sui vantaggi legati alla diffusione dei pagamenti elettronici, è in scena a Roma, per proseguire il roadshow sui pagamenti elettronici che, anche nel 2017, toccherà numerose città italiane.
Fino al 15 gennaio, in Galleria Alberto Sordi (già Galleria Colonna), storico punto di riferimento dello shopping romano, alla presenza di un’installazione di 6 metri raffigurante un dinosauro, saranno in mostra i vantaggi del Servizio CBILL per la consultazione e il pagamento delle bollette in modalità multibanca e multicanale: risparmio di tempo e denaro, semplicità, sicurezza e velocità nella consultazione e pagamento delle bollette e degli avvisi di pagamento.
Il Consorzio Cbi, a cui possono partecipare banche, intermediari finanziari e altri soggetti autorizzati a operare nell’area dei servizi di pagamento in Italia e nel territorio della Ue, ha come obiettivo lo sviluppo di servizi finanziari evoluti funzionali ad accompagnare cittadini, imprese e PA nel processo di cambiamento e digitalizzazione necessari al rinnovamento e al rilancio economico del nostro Paese.
Il servizio CBILL consente la consultazione e il pagamento delle bollette (utenze, ticket sanitari, multe, tasse ed altro ancora) in modalità multibanca e multicanale (tablet, smartphone, Atm e sportello fisico) ed è offerto in modalità competitiva dagli istituti finanziari consorziati, il cui elenco è disponibile nel sito www.cbill.it.
Dal lancio ufficiale, avvenuto il 1° luglio 2014, il servizio CBILL ha attivato oltre 450 fatturatori tra privati e Pubblica amministrazione e registrato oltre 4,5 milioni di operazioni totali inizializzate, quasi esclusivamente su canale web, per un controvalore complessivo di circa 950 milioni di euro. Numeri in continua crescita grazie ai vantaggi per utenti debitori, imprese e Pubbliche amministrazioni.
Secondo la ricerca “L’educazione al valore del denaro nella generazione Z”, realizzata da Doxa per Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio e American express e basata su un campione di 504 genitori e 501 figli, il 10% dei genitori italiani individua il servizio CBILL tra i principali metodi di pagamento online in Italia.
Dalla ricerca emerge inoltre come le abitudini di pagamento stiano sempre più spesso cambiando verso il digitale: il 37% e il 24% dei genitori interpellati ha dichiarato di pagare spesso, rispettivamente, le bollette e le multe/tasse online (tramite internet banking), mentre il 40% e il 36% del totale del campione si è dimostrato disponibile a prendere in considerazione in futuro l’utilizzo dell’internet banking per il pagamento, rispettivamente, dei servizi scolastici e dei ticket sanitari.

Il Consorzio Cbi
Il Consorzio Cbi è un consorzio aperto a cui possono partecipare le banche, gli intermediari finanziari e gli altri soggetti autorizzati ad operare nell’area dei servizi di pagamento in Italia e nel territorio dell’UE. Attualmente vi aderiscono circa 530 istituti finanziari che ad oggi offrono i servizi a circa un milione di imprese e PA. Il Consorzio CBI gestisce l’infrastruttura tecnica a supporto dell’interconnessione e del colloquio telematico degli istituti finanziari consorziati con la propria clientela per l’erogazione del “Servizio CBI”, del “Servizio CBILL” e dei “Servizi di Nodo CBI”.
 

Incontro a Roma tra Antonio Patuelli e Matteo Mularoni

​(11 gennaio 2017) Il Presidente dell’Associazione bancaria sammarinese, Matteo Mularoni, ha incontrato presso la sede di Palazzo Altieri a Roma il Presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli.

​L’incontro rientra tra quelli programmati dalla nuova Presidenza di Abs nell’intento di interloquire con le più importanti istituzioni e organizzazioni politiche, sociali e culturali per assumere attivamente un ruolo decisivo e propulsivo nello sviluppo economico e sociale della Repubblica di San Marino, dopo il superamento di complesse relazioni finanziarie con l’Italia, e per individuare un patto per lo sviluppo della Repubblica di San Marino.
Il percorso intrapreso per il superamento delle problematiche è stato particolarmente apprezzato dal Presidente Patuelli che ha ricordato come “tali problematiche derivavano innanzitutto dalle particolarissime e complesse peculiarità giuridiche della piena unione doganale e valutaria fra San Marino e l’Italia, evidenziando contemporaneamente la non totale uniformità giuridica fra uno Stato pienamente inserito nei vincoli dell’Unione europea, come l’Italia, e la Repubblica di San Marino che non ne fa parte con pienezza, ma ha con essa una serie di Accordi”.
Il Presidente Patuelli ha altresì apprezzato le “scelte decise ed anche coraggiose operate in questi ultimissimi anni dalla Repubblica di San Marino, per superare le problematiche preesistenti, in particolare, nel diritto dell’economia, per la trasparenza dei e nei mercati, nella lotta al riciclaggio e all’evasione fiscale”.
Al centro dell’incontro, che ha consolidato la collaborazione e la vicinanza tra le due Associazioni bancarie, lo sviluppo del sistema bancario sammarinese e del mondo bancario italiano ed europeo. E’ stato condiviso l’obiettivo di una più intensa collaborazione innanzitutto bancaria e finanziaria fra San Marino e l’Italia, nell’Unione Europea e in un mondo sempre più globalizzato.
Il Presidente di ABS, Matteo Mularoni, ha evidenziato i punti cardine del proprio programma che prevedono strumenti e iniziative rigorose per la soluzione della tematica dei Npl (Non performing loan) quali il sostegno al processo di revisione della qualità degli attivi (c.d. Aqr), l’istituzione della Centrale rischi e l’avvio di stringenti ed efficaci azioni di recupero dei crediti.
“Ho riscontrato con soddisfazione una profonda comunanza di visioni tra le nostre associazioni bancarie – ha dichiarato Matteo Mularoni – a San Marino abbiamo avviato un percorso virtuoso basato su rinnovamento e sviluppo, mettendo al centro la trasparenza alla quale non ci sottraiamo. Quanto recentemente proposto dal Presidente Patuelli, relativamente alla individuazione e pubblicazione dei nominativi dei debitori, che ostacolano la ripresa, è pienamente condiviso anche da Abs. Nel programma di questa Presidenza – ha concluso Mularoni – il tema dei grandi debitori è indicato sin dal principio quale priorità. Vogliamo evitare una situazione di diseguaglianza tra gli operatori che favorisca chi i debiti non li paga, compromettendo le imprese virtuose con conseguente perdita della forza lavoro”.

Con l’iniziativa ‘Imprese in sviluppo’ 6,3 miliardi alle Pmi

(7 gennaio 2017) Cresce la capacità di sostegno alla domanda di credito delle Pmi influenzata ancora dall’andamento del ciclo economico: tra ottobre 2013 e ottobre 2016 sono state accolte 21.498 domande di finanziamento per un controvalore erogato di 6,3 miliardi di euro su un plafond complessivo di 10 miliardi, destinato alle Pmi in bonis che intendano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa.

​Lo rende noto l’ABI nell’ambito dell’iniziativa ‘Imprese in sviluppo’ finalizzata a favorire la crescita degli investimenti delle Pmi e rinnovata con l’Accordo per il credito 2015 tra l’ABI e tutte le altre associazioni d’impresa.
​L’Associazione bancaria italiana, a seguito della rilevazione aggiornata delle operazioni effettuate, sottolinea che “l’utilizzo delle risorse messe a disposizione è un segnale importante a supporto della ripresa della domanda di credito per investimenti e rilancio economico dell’Italia”.
Analizzando nel dettaglio le richieste di finanziamento accolte, si rileva che quelle ‘coperte’ dal Fondo di garanzia per le Pmi, dall’Ismea o dalla Sace, nonché dai Confidi, rappresentano il 21,2%.
Disaggregando inoltre i dati per tipologia d’impresa emerge che:

  • il 42% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘industria’;
  • il 28,6% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘commercio e alberghiero’;
  • il 7,9% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘artigianato’;
  • il 4,6% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘edilizia e opere pubbliche’;
  • il 3,6% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘agricoltura’;
  • il restante 13,3% ad aziende del comparto ‘altri servizi’.

Ricerca sulla relazione tra attività di livello 3 e rischio bancario

​(30 dicembre) E’ stato pubblicato il nuovo numero dei Temi di Economia e Finanza (Tef) prodotti a cura dell’Ufficio Studi dell’ABI rivolto all’analisi della relazione tra attività di livello 3 e rischio di default bancario

​L’analisi contribuisce al dibattito sulla valutazione degli attivi di livello 3 detenuti dalle banche, cioè i titoli illiquidi per cui non sono disponibili quotazioni di mercato, particolarmente rilevanti per i grandi gruppi bancari originari dei principali mercati del centro-nord Europa, dove è più diffuso il modello di banca di investimento. Per i gruppi italiani l’incidenza delle attività di livello 3 sul capitale bancario è di oltre il 40% inferiore al dato medio dei gruppi di Germania, Francia e UK. Tale dibattito rileva per le possibili implicazioni in termini di regolamentazione finanziaria che ha finora concentrato l’attenzione sul rischio di credito che le banche assumono mentre è rimasta marginale l’attenzione su questa tipologia di attivi.
Per valutare la relazione tra attività di livello 3 e rischio bancario si è fatto riferimento ai dati di bilancio relativi al biennio 2013-2014 di 94 grandi banche europee, molte delle quali sottoposte al meccanismo unico di vigilanza. Queste informazioni sono utilizzate per valutare se e come un classico indicatore che coglie la rischiosità bancaria (lo Z-score), sia influenzato dall’incidenza delle attività di livello 3 sull’attivo bancario complessivo.
Le analisi svolte evidenziano che una maggiore incidenza delle attività di livello 3 implica un aumento della rischiosità bancaria. Tale relazione è statisticamente significativa. In particolare, utilizzando un modello econometrico che include sia variabili bancarie (es., capitalizzazione, efficienza, dimensione, ecc.) sia variabili macroeconomiche (es., crescita economica, disoccupazione, tasso d’interesse) le stime mostrano che un incremento di 1 punto percentuale della quota di attività di livello 3 provoca un aumento della rischiosità bancaria per 2,1 punti. Al contrario, un aumento di 1 punto percentuale della quota di impieghi verso clientela provoca una riduzione del rischio bancario per 0,2 punti.
I risultati dello studio suggeriscono che il regolatore dovrebbe valutare i rischi impliciti nella “incerta” valutazione delle attività di livello 3 con la stessa (se non maggiore) attenzione che manifesta rispetto all’analisi della qualità del credito.

V. D’Apice, F. Masala, P. Morelli, “Level 3 Assets and Bank Default Risk”, ABI Research Paper Special Issue n. 5., 2016
 

Rapporto Afo 2016-18: la crescita c’è ma è su livelli contenuti

​Lo scenario previsivo diffuso dall’Ufficio studi dell’ABI, costruito come di consueto insieme agli Uffici studi delle principali banche operanti in Italia, da un lato, conferma l’uscita della nostra economia della recessione, dall’altro, disegna comunque un ritmo di crescita lento, coerente con il quadro ciclico internazionale: per il  2016  e per il 2017 si prevede una variazione positiva del Pil italiano di 9 decimi di punto, di 2 decimi superiore a quella del 2015; per il 2018, si stima una crescita dell’1,2%.
La crescita sarà trainata completamente dalla domanda interna, con la componente estera che fornirà un contributo marginalmente negativo. Buone dinamiche sono previste per i consumi delle famiglie (in crescita ad un tasso medio dell’1,2% nei tre anni di previsione) e per gli investimenti (+1,8% il dato medio nel triennio). Ciò consentirà una crescita dell’occupazione e una riduzione di 1,2 punti percentuali del tasso di disoccupazione. La crescita dei prezzi rimarrà invece ancora molto contenuta, superando il livello dell’1% solo nel 2018.
Nello scenario previsivo dell’Ufficio studi dell’ABI si assume una conferma della forte azione della Bce per la salvaguardia della stabilità finanziaria e valutaria. Lo scenario dei tassi di interesse vedrà, quindi, una continuazione della politica dei bassi tassi di interesse a breve termine: il tasso euribor a 3 mesi dovrebbe risultare negativo lungo tutto l’orizzonte di previsione, collocandosi al -0,4% nella media del 2018. Dato il contesto dei mercati finanziari, lo spread tra Btp e Bund dovrebbe collocarsi nella media di quest’anno a 1,4 punti percentuali, 2 decimi in più rispetto al dato del 2015, rimanere stabile su tale livello nel 2017 per poi tornare a scendere a 8 decimi di punto nella media del 2018. Tali dinamiche dovrebbero determinare una ulteriore riduzione del differenziale tra tassi bancari sui prestiti e tassi sulla raccolta. nel primo biennio di previsione.Il quadro dell’attività bancaria è influenzato dall’avvio e dal consolidamento del processo di riduzione della rischiosità dell’attivo: in anticipo rispetto alle nostre più recenti previsioni, le sofferenze nette quest’anno dovrebbero iniziare il processo di rientro, diminuendo del 2,2% rispetto al 2015; nel successivo biennio la riduzione dello stock dovrebbe accelerare e ciò anche in uno scenario al netto di eventuali operazioni straordinarie di dismissione di crediti deteriorati in grado di velocizzarne la fuoriuscita dai bilanci bancari. In termini assoluti si prevede tra il 2015 e il 2018 una riduzione dell’ammontare delle sofferenze nette per oltre 16 miliardi di euro. Tale riduzione unita ad una ripresa della domanda di credito si tradurrebbe in una contrazione del rapporto sofferenze/impieghi, che nel complesso del periodo di previsione dovrebbe scendere per circa 1 punto percentuali, collocandosi nel 2018 al 3,6%, valore più basso dalla metà del 2013. La riduzione del rischio è trainata principalmente da una forte riduzione dei flussi in ingresso dei crediti in sofferenza che si associa ad un’importante crescita dei flussi in uscita dallo stato di sofferenza e un contributo derivante anche dai prevedibili effetti positivi connessi alle recenti innovazioni legislative volte a velocizzare le procedure di recupero crediti oltre che quelli collegati all’introduzione di nuovi strumenti per facilitare la dismissione degli stock di crediti deteriorati.Le attuali tensioni finanziarie, anche se previste rientrare in breve tempo, incidono sulla ripresa della redditività bancaria determinando, rispetto alle previsioni precedenti, flussi di ricavi più contenuti e una revisione in aumento degli accantonamenti sulle attività finanziarie e sui crediti. Il profilo di redditività rimane indirizzato verso la crescita, tuttavia rispetto alle previsioni dello scorso Luglio si prevedono 3,8 miliardi di euro di utili in meno nel complesso del triennio 2016-2018. Nell’insieme la redditività del settore appare in ripresa ma ancora inferiore al costo del capitale. 

(28 dicembre 2016) ​​Si conferma uno scenario di crescita anche se su livelli contenuti: Pil a +0,9% nel 2016 e nel 2017 e +1,2% nel 2018. Si rafforza il processo di miglioramento della qualità dell’attivo: lo stock delle sofferenze nette dovrebbe ridursi di oltre 16 miliardi di euro tra il 2015 e il 2018.Redditività in recupero, ma ancora insufficiente a remunerare adeguatamente il capitale investito.


ABI News dal 2017 solo in digitale


​(23 dicembre 2016) ) La versione tipografica del mensile dell’ABI sostituita a partire da gennaio dal formato elettronico pubblicato nella home page del sito ABI e dalle anticipazioni settimanali diffuse attraverso la newsletter gratuita ABI News Online
 

​Con il 2017 il mensile di informazione dell’Associazione bancaria italiana abbandona dopo diciotto anni il tradizionale formato tipografico e si allinea al generale processo di migrazione che sta vivendo, ormai da diversi anni, buona parte della stampa periodica, seguendo nuove tendenze e abitudini dei lettori.La versione stampabile del mensile potrà comunque essere scaricata dalla home page del sito ABI ogni terza settimana del mese.Nulla cambia invece per gli oltre 7500 lettori già iscritti alla newsletter settimanale ‘ABI News Online’ e per quanti vorranno riceverla gratuitamente al proprio indirizzo di posta elettronica.Il form di iscrizione ad ABI News Online.

Decreto legge per la tutela del risparmio

​(23 dicembre 2016) Il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha dichiarato che, lontani dai preconcetti, con spirito di realismo, esprimiamo una valutazione prevalentemente positiva sul decreto legge per la tutela del risparmio, sia sulle garanzie statali (onerose per le banche che le otterranno) per la liquidità, sia per gli interventi preventivi per rafforzare il patrimonio di chi ne avesse necessità secondo i giudizi e con le determinazioni della Banca d’Italia e del Ministero dell’economia e delle finanze.

​Si tratta di misure efficaci per prevenire ed evitare le crisi bancarie ed anche le procedure di risoluzione e di bail-in (sul quale permangono le riserve sulla sua coerenza alla Costituzione della Repubblica).
Il decreto tutela effettivamente i risparmiatori e favorisce davvero la stabilità delle banche, premesse indispensabili per una più robusta ripresa dello sviluppo e dell’occupazione.
Confidiamo – ha concluso il Presidente Patuelli – che questo decreto contribuisca a migliorare il clima di fiducia nazionale ed internazionale verso il mondo produttivo italiano, in particolare per il settore bancario che ne è fattore determinante.