Nuove Linee Guida sulle valutazioni immobiliari

(​15 ottobre 2016) Massima trasparenza, certezza, economicità e opportunità di una più fluida erogazione creditizia: questi i principi base delle nuove Linee Guida ABI sulle valutazioni immobiliari utilizzate, in termini di sportelli, già da circa il 73% del mondo bancario, da tutti gli ordini e collegi rappresentativi dei professionisti abilitati alla valutazione, e da numerose società di valutazione immobiliare.

​Valore di mercato, codice di condotta dei Periti, procedure e metodi di valutazione, metodo del confronto di mercato, metodo finanziario: questi e molti altri i principi che consentiranno di eseguire valutazioni degli immobili secondo parametri di chiarezza e trasparenza nei confronti di tutti i referenti sia privati (clienti mutuatari, agenzie di rating, ecc.) sia Istituzionali (Banca d’Italia, Agenzia delle Entrate già Agenzia del Territorio, ecc.).
Lo comunica l’ABI evidenziando che, in collaborazione con Ordini professionali dei periti, Tecnoborsa e Assovib, ha inviato anche un documento di proposte a Banca d’Italia a seguito della procedura di consultazione pubblica per recepire nel nostro ordinamento la disciplina Europea sui mutui immobiliari.
Obiettivo del documento, messo a punto nell’ambito del Tavolo tecnico che ha realizzato le Linee Guida è garantire sempre più trasparenza e correttezza nelle perizie immobiliari che vedono già l’Italia all’avanguardia in Europa.
Negli scorsi giorni la consultazione si è conclusa con esito positivo. Si conferma altresì la significativa ripresa del mercato dei mutui, con una variazione positiva anche dell’ammontare in essere dell’1,8% a luglio 2016 rispetto a luglio 2015, qualità ed efficienza delle perizie immobiliari diventano fondamentali nelle operazioni di erogazione dei crediti.
 

Crescita antidoto contro gli egoismi nazionali

​L’appello arriva oggi da parte dei rappresentanti della comunità finanziaria italiana che con Luigi Abete (Federazione banche assicurazioni e finanza – Febaf), Antonio Patuelli (ABI) e Maria Bianca Farina (Ania) hanno incontrato i corrispondenti della stampa a Bruxelles.
Secondo Luigi Abete, presidente della Febaf, “occorre spingere sull’acceleratore delle riforme e degli investimenti. Una mezza Unione bancaria e una mezza Unione finanziaria – ha dichiarato Abete – non fanno una riforma, ma restano solo due ‘incompiute’.  E anche sugli investimenti – ha proseguito – il pur condivisibile Piano Juncker non basta: da un lato andrebbe adeguatamente rifinanziato, dall’altro accompagnato da una strategia integrata di politiche delle infrastrutture, della competitività e dell’innovazione”. 
Per Antonio Patuelli, Presidente ABI “Siamo alla vigilia del compimento del biennio di Unione bancaria europea, un biennio di sperimentazione. Penso che occorra fare un bilancio ed una verifica perché la vigilanza è unica, ma le normative in materia di diritto bancario, di diritto dei mercati finanziari, di diritto tributario, di diritto fallimentare e di diritto penale dell’economia sono tutte diverse tra uno Stato e l’altro dell’Ue. Così non si va avanti. Ci sono distorsioni evidenti nell’applicazione di normative differenti. Se non si procede presto a realizzare una legislazione comune nelle materie citate si minano le prospettive di rafforzamento e consolidamento dell’Unione Bancaria. Anche la Direttiva sulla risoluzione delle banche rientra nella verifica sul primo biennio di attuazione dell’Unione bancaria.  
La verifica deve essere una prospettiva generale. Da una crisi dell’Unione europea, che si aggrava di giorno in giorno e che accentua il ruolo delle burocrazie, si esce con idee più chiare e ambiziose. Senza un impianto costituzionale, l’Unione europea, che così si è progressivamente aggregata, ora inizia a disgregarsi. Occorre interrompere la guerra finanziaria in atto fra Stati nazionali dell’Unione e cambiare innanzitutto la filosofia dell’Unione bancaria che sta portando a crescenti conflitti finanziari fra le economie dei vecchi Stati nazionali dell’Unione che deve, invece, crescere insieme, senza scaricare i rischi su altri, ma favorendo il rafforzamento complessivo dei mondi bancari e finanziari d’Europa come premessa indispensabile per la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione”.
Per Maria Bianca Farina, Presidente Ania: “In un momento così critico per l’Europa vogliamo testimoniare la nostra adesione al progetto europeo. Crediamo fortemente nella necessità di una ‘squadra Italia’, in cui la collaborazione tra pubblico e privato sia strutturale, avendo come comune obiettivo lo sviluppo del Paese. Le imprese di assicurazione hanno rappresentato un importante fattore di stabilità durante le gravi crisi finanziarie degli ultimi anni, garantendo ai risparmiatori redditività soddisfacente e stabilità dei risultati. Nel rilancio degli investimenti è determinante il ruolo dell’industria assicurativa che in Europa può favorire un sistema finanziario più ampio e efficiente anche attraverso la disponibilità al finanziamento dell’economia reale”.
Nel corso dell’incontro sono state presentate alcune schede tecniche sui temi di maggiore rilevanza per il settore finanziario italiano in Europa necessari – secondo la Febaf e le sue associate – per rilanciare il finanziamento della crescita e dello sviluppo. Non si tratta tuttavia di ambiti di interesse solo per l’industria finanziaria, si legge nel documento. “L’impatto di eventuali revisioni da parte del Comitato di Basilea sui metodi di calcolo del rischio di credito e del rischio operativo, per come sono attualmente formulate, peserebbe sulla capacità di finanziamento di specifiche attività economiche rilevanti per la ripresa del ciclo economico. Con ricadute pesanti sulla competitività dell’economia reale europea rispetto all’andamento di quella mondiale. Discorso analogo… per…la distribuzione di prodotti assicurativi, dove è attesa la definizione dei contenuti di secondo livello. L’obiettivo del mercato assicurativo è di avere prodotti semplici e chiari per il consumatore, attraverso il giusto equilibrio fra corretta tutela del consumatore e senza creare eccessivi oneri per le imprese, preservando, al contempo, il quadro pluralistico di modelli distributivi che caratterizza il mercato assicurativo italiano”. 
Il documento contiene anche l’invito a Commissione e Parlamento europeo a proseguire con determinazione sulla strada di una regolamentazione che sappia trovare un equilibrio tra le esigenze di protezione del consumatore, la stabilità dell’industria, la competitività del sistema economico dentro e fuori l’Europa.
 

(13 ottobre 2016) ​Appello congiunto Febaf, ABI, Ania: “Bruxelles acceleri su riforme e investimenti”.- Unione Bancaria, Unione dei mercati dei capitali, Piano europeo di investimenti (c.d. Juncker). Sono i tre pilastri del cantiere “sviluppo” in Europa. Ma la loro costruzione procede a rilento, tra molti ostacoli e resistenze, mentre l’Unione europea dovrebbe piuttosto accelerare le riforme per la crescita, antidoto contro gli “egoismi nazionali”, per far fronte agli shock del presente e del futuro.   


Con i social media nuove figure professionali

​(11 ottobre 2016) Con l’introduzione dei canali social, cambiano i ruoli in banca, e sono necessarie nuove figure. 9 banche su 10 sono attive sulle reti sociali

 

​Cambiano i ruoli in banca ed emergono nuove figure di riferimento interne all’azienda, come i moderatori e i facilitatori e coloro che sono in grado di incoraggiare le attività di innovazione, i cosiddetti influencer. L’introduzione dei canali social, oltre ai cambiamenti organizzativi, determina profondi cambiamenti cul¬turali, con il coinvolgimento attivo di risorse che si occupano della qualità dei contenuti sul web e dell’interazione con l’utenza online. È quanto emerge dall’indagine “Banche e social media”, realizzata dall’ABI in collaborazione con Kpmg Advisory, su banche che rappresentano l’80% del settore bancario, presentato l’11 ottobre a Milano in occasione della terza edizione di “Dimensione Social & Web”. Il convegno dell’ABI dedicato agli strumenti innovativi di comunicazione e marketing forniti da Internet e dalle reti sociali alle banche e al mercato finanziario, ha la finalità di fare il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive di sviluppo delle attività delle banche. Pari al 90% le banche presenti sulle reti sociali.
I dati dello studio mettono in risalto come la presenza sulle piattaforme social sia considerata strategica. Per lavorare sui canali social, ideare e costruire contenuti da pubblicare sul web sono previste tuttavia una serie di attività che richiedono competenze e abilità specifiche. È per questo motivo che molte banche (48% dei casi) si sono già dotate di unità organizzative dedicate. In altri casi, invece, la gestione dei canali social viene realizzata attraverso team informali multifunzionali che operano con grande dinamismo, supportati spesso da agenzie di comunicazione specializzate. 
Se si pensa che più della metà delle banche (53%) aggiorna quotidianamente (il 41% più volte al giorno) i contenuti social e che i codici comunicazionali e le forme espressive sul web sono completamente diversi da quelli usati nel passato (2 banche su 3 utilizzano video, immagini e foto), si comprende come sia oggi necessario un accelerato ricambio di competenze.
 Non solo, ma servono anche risorse che sappiano dialogare con il pubblico sulla rete (come ormai la maggior parte delle banche fa in modo continuativo), rispondendo direttamente ai clienti per assisterli (55%), o costruendo insieme agli utenti i nuovi servizi (il cosiddetto crowdsourcing, che consente di raccogliere in una piattaforma web i suggerimenti delle persone: il 51 % già realizza o sta per realizzare progetti in questa direzione) o seguendo conversazioni sui nuovi canali di messaggistica social (per il 55% delle banche).
Il cambiamento organizzativo più rilevante è stato la diffusione in azienda di una nuova forma di comunicazione ‘orizzontale’, basata sulle competenze ed il coinvolgimento attivo delle risorse ‘social’ nei processi aziendali. Con la creazione di nuovi spazi di comunicazione tra colleghi emergono infatti nuovi profili professionali catalizzatori del processo di cambiamento: influencer, moderatori e facilitatori interni (nel 30% delle banche).
Il 47% delle banche presenti sui social ha già definito una social media policy (cioè linee guida per favorire un’ottimale gestione dei social media all’interno della banca) e il 28% ha in programma di definirla entro i 12 mesi. 

La relazione con i clienti si rafforza attraverso i social

(8 ottobre 2016) ​9 banche su 10 sono attive sui social media. Iniziative ed eventi sul territorio, promozione di prodotti e servizi, cultura finanziaria, arte e spettacolo i maggiori temi di conversazione

​Il 90% delle banche è presente sui social media. Il dialogo e la relazione col cliente si rafforzano sempre più attraverso i canali digitali, anche avvalendosi delle potenzialità rappresentate dagli strumenti di messaggistica social. È un quadro particolarmente vivace e ricco di innovazione quello che emerge dall’indagine “Banche e social media”, realizzata dall’ABI in collaborazione con Kpmg Advisory, su banche che rappresentano l’80% del settore bancario. Lo studio sarà presentato in occasione della terza edizione di “Dimensione Social & Web”, il convegno in programma a Milano l’11 e il 12 ottobre dedicato agli strumenti innovativi di comunicazione e marketing forniti da Internet e dalle reti sociali.
I dati dell’indagine mettono in risalto un mondo bancario che sta affrontando i fenomeni relativi ai social media considerandoli non solo come semplice canale di comunicazione con l’esterno (fatto di conversazioni, recensioni, commenti e video), ma anche come importante punto di contatto con la clientela per alimentare nell’ambiente digitale la forza relazionale che già caratterizza il rapporto con la clientela sul territorio.

Dimensione social
Nel complesso, le banche sono presenti in media su 5 canali diversi con svariati contenuti, attività e strumenti: Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn sono le piattaforme social maggiormente utilizzate.

Il dialogo diventa diretto e personalizzato
La parte pubblica del canale social non basta più. Il cliente chiede in alcuni casi anche un dialogo “riservato”. Il 55% delle banche presenti sui social media usa gli strumenti di messaggistica social (Facebook messenger, Whatsapp, Skype e Telegram, oltre che le chat proprietarie) per poter dialogare in modo diretto, dedicato e personalizzato con i propri clienti, attuali e potenziali.

Brand, educazione finanziaria e assistenza
Se rafforzamento della propria immagine e promozione dei propri servizi sono i principali obiettivi di presenza sui social media, nel 2016 le banche hanno fortemente investito anche per rendere questo nuovo canale un mezzo utile alle persone per accrescere la cultura finanziaria. A ciò ha contribuito la frequente attivazione di servizi di social customer care, un’assistenza online che consente ai clienti di trovare le risposte ai propri bisogni finanziari, anche confrontandosi con le opinioni e le esperienze della clientela con profili simili ai propri.

Foto, immagini, post e video
Interpretando appieno il dinamismo del mondo dei social, le banche aggiornano costantemente (in media due volte al giorno) le proprie pagine, con contenuti sulle nuove attività e iniziative, ma anche su quelle tematiche non bancarie che le vedono coinvolte.
Sui social cambia anche il linguaggio usato nel dialogo con le persone: senza rinunciare all’uso di testi (che rappresentano il 30% dei contenuti veicolati), sono ormai immagini e foto il principale strumento di comunicazione (con un peso pari al 42% sul totale delle tipologie).

I temi di conversazione
I contenuti delle pagine social delle banche riguardano, nella maggior parte dei casi, temi finanziari e iniziative di education; tuttavia, ampio spazio viene dedicato anche ad arte, cultura, spettacoli, sport, turismo e viaggi, tecnologia e iniziative no profit.

Il futuro sarà sempre più social
Per il prossimo futuro, le banche segnalano che stanno lavorando all’innovazione dei propri linguaggi comunicativi, pensando a giochi educativi, concorsi e sondaggi (64% delle banche già li realizza o ha in programma di realizzarli) finalizzati ad accrescere la cultura finanziaria del pubblico.
Lo studio mostra come, con i social, si stia aprendo un nuovo percorso di relazione effettiva con il mercato: oltre la metà delle banche intervistate (55%) non si limita infatti a veicolare informazioni su questi canali, ma ha avviato una vera e propria conversazione attiva, diretta e aperta con gli utenti, amplificando la trasparenza attraverso il dialogo interattivo con il pubblico.
Non manca nello studio un focus sugli strumenti più innovativi che i social media stanno di recente mettendo a disposizione: creazione di gruppi di offerta, chatbots (software robotici che possono rispondere alle richieste più semplici dei clienti), anteprime di eventi e dirette streaming sono le funzionalità pianificate per il prossimo futuro social dal 36% delle banche.
 

Obbligati a crescere

(5 ottobre 2016) Intervento del Presidente dell’ABI  Antonio Patuelli al Convegno organizzato da Il Messaggero dell’Economia alla presenza del Presidente della Repubblica

Signor Presidente della Repubblica, le Banche in Italia sostengono il massimo sforzo contro gli effetti della lunga crisi e per la ripresa.Senza “aiuti di Stato”, con il costo straordinario anche dei salvataggi di banche in crisi, lontane dagli scandali internazionali, le Banche in Italia sospingono la ripresa con requisiti di capitale mai così alti, con tempi ancora troppo lunghi della Giustizia civile, con i tassi più bassi, incorporando gran parte dei costi dello “spread” fra i titoli pubblici italiani e quelli degli Stati con minore debito pubblico, contraggono nuovi prestiti dove ve ne è domanda, come per i mutui, subiscono le contraddizioni dell’Unione Europea e dell’Unione bancaria tuttora priva delle indispensabili identiche norme di diritto bancario, finanziario, fiscale, fallimentare e penale dell’economia.L’Unione Europea scricchiola e non dà segni di progettualità per una nuova Costituzione per l’Europa, né sulle tematiche bancarie che rappresentano, con l’immigrazione, i principali banchi di prova per la sopravvivenza e lo sviluppo di questa Unione Europea …

Il testo dell’intervento

Il video dell’evento

Ripresa del confronto nazionale tra ABI e Sindacati

(5 ottobre 2016) Protocollo sulle politiche commerciali e avvio di una base di ragionamento condivisa per la realizzazione di iniziative all’interno del mondo bancario, in relazione ai rapporti con il personale e la clientela.

​Questo il tema all’ordine del giorno della ripresa del confronto nazionale, il 5 ottobre a Roma, tra ABI e Sindacati di settore.
In questo senso, si prevede la costituzione di un gruppo di lavoro che formuli rapidamente proposte per un’intesa complessiva su possibili soluzioni metodologiche con l’obiettivo di rafforzare “buone pratiche e favorire sempre più stretti rapporti con i clienti”.

 

Al via la terza edizione del Premio ABI – Feduf – Fiaba


(29 settembre 2016) L’iniziativa è dedicata ai giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo “Finanza per il Sociale” e ha come obiettivo di premiare il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale

​​Al via la terza edizione del premio “Finanza per il sociale”, dedicato ai giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo, per sostenere il loro impegno nel raccontare l’importanza della cultura finanziaria per il Paese. L’iniziativa, indetta per il terzo anno da ABI (Associazione bancaria italiana), Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf) e Fiaba (Fondo italiano abbattimento barriere architettoniche) e promossa nell’ambito della XIV edizione del Fiabaday – giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche, rientra nell’ambito dell’impegno pluriennale del mondo bancario sui temi dell’inclusione finanziaria e sociale.Il premio, che torna quest’anno rinnovato e rafforzato nella proposta, punta a coinvolgere e a valorizzare l’impegno dei giovani avviati in percorsi di studio giornalistico e interessati a cogliere le sfide del giornalismo economico, in un momento storico in cui l’adeguata informazione e formazione finanziaria costituisce ormai un autentico servizio per lo sviluppo di competenze imprescindibili per il Paese. L’iniziativa ha l’obiettivo di premiare il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato “Il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale. Sfide e prospettive nell’era digitale” quale tema del concorso.
L’elaborato dovrà evidenziare come un adeguato livello di conoscenza finanziaria dei cittadini rappresenti una priorità sia per favorire la crescita economica, sia per rispondere ad alcune delle principali esigenze sociali del nostro Paese. Migliorare la comprensibilità dei concetti di base dell’economia è infatti un passo cruciale per innalzare il livello di consapevolezza e responsabilità civica di ciascuno, fondamentale per avvicinare i cittadini al mondo economico, alle istituzioni, agli intermediari, al mondo dell’informazione. Rispetto alle precedenti edizioni, il titolo del concorso intende inoltre, in questa occasione, contestualizzare la riflessione alla luce della trasformazione digitale in atto.La partecipazione è gratuita. Possono concorrere i praticanti e gli allievi delle scuole di giornalismo o master riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti, autori di articoli in lingua italiana o di servizi radiotelevisivi sul tema in concorso. Possono concorrere anche elaborati firmati da più autori. Ogni concorrente, o gruppo di concorrenti, potrà partecipare con un solo articolo/servizio, prodotto, pubblicato, trasmesso o diffuso nel periodo compreso tra il 1° settembre 2016 e il 31 maggio 2017.L’elaborato, insieme alla domanda di partecipazione, dovrà essere spedito per posta all’indirizzo Fiaba – Premio “Finanza per il sociale” Piazzale degli archivi, 41 00144 Roma o per email indicando come oggetto la dicitura “Premio Finanza per il Sociale II Edizione” a [email protected] entro il 3 luglio 2017. In caso di spedizione a mezzo posta farà fede la data del timbro postale. Gli elaborati dovranno comunque pervenire entro e non oltre il 10 luglio 2017. Nel caso di trasmissione in via telematica farà fede la data di trasmissione, fatto salvo l’obbligo del partecipante di richiedere la conferma dell’avvenuta ricezione.
Per maggiori informazioni riguardanti le modalità di partecipazione è possibile consultare e/o scaricare il bando di concorso con relativo regolamento dal sito internet www.abi.it e www.fiaba.org o richiederle ai seguenti contatti: la Segreteria Organizzativa del Premio al numero 06 43400800, e-mail [email protected]; l’ufficio Rapporti con la stampa dell’ABI e-mail [email protected]; l’Ufficio Stampa FEDUF e-mail [email protected]

 

Arte e storia nelle banche: XV edizione di Invito a Palazzo

​(28 settembre 2016) Con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo  e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Main media partnership della Rai e la Media partnership del Tgr.

Servizio del Tgr Rai

​Sabato 1° dalle ore 10.00 alle 19.00 ingresso gratuito e visite guidate in 96 palazzi di 50 città italiane. È la quindicesima edizione della manifestazione che ogni anno apre al pubblico le sedi storiche delle banche, delle Fondazioni di origine bancaria coordinate dall’Acri e della Banca d’Italia.Il primo sabato di ottobre le porte dei palazzi storici delle banche italiane si aprono su tutto il territorio nazionale. È la XV edizione di Invito a Palazzo, la manifestazione promossa dall’ABI che ogni anno, per un’intera giornata, mette in mostra opere d’arte e capolavori conservati nelle sedi storiche delle banche e delle Fondazioni di origine bancaria coordinate dall’Acri. Per il secondo anno la manifestazione vede anche la partecipazione della Banca d’Italia. L’iniziativa si inserisce nell’ambito degli interventi promossi dal mondo bancario per valorizzare il patrimonio artistico nazionale e a sostegno della cultura quale motore di sviluppo per il Paese.Il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli, ha dichiarato: “Invito a Palazzo, giunto alla sua quindicesima edizione, rappresenta un’occasione unica per conoscere e apprezzare le realizzazioni straordinarie di quanti ci hanno preceduto, gli sforzi delle banche per conservare il vastissimo patrimonio archeologico, artistico e architettonico nazionale. Iniziata nell’ormai lontano 2002, l’iniziativa riscuote un’attenzione crescente da parte del pubblico: oltre un milione di giovani, turisti e appassionati hanno colto l’opportunità di visitare gratuitamente centinaia di sedi storiche delle banche distribuite su tutto il territorio italiano, innovative architetture contemporanee, mostre temporanee, archivi storici, concerti e molto altro. La manifestazione – conclude Patuelli- è la testimonianza del mondo bancario che opera insieme alla comunità, a conferma della profonda sintonia con il proprio territorio.”Il Presidente di Acri, Giuseppe Guzzetti, ha dichiarato: “Invito a Palazzo è un’utile occasione per mostrare al pubblico l’interno di luoghi la cui bellezza a volte si può supporre solo dall’esterno. Non è questo il caso delle Fondazioni di origine bancaria, che già da tempo hanno fatto la scelta di aprire alle loro collettività gran parte delle sale dei palazzi in cui sono ospitati i propri uffici e le raccolte d’arte, oppure gli edifici che hanno restaurato proprio ai fini di una piena fruizione pubblica. Palazzi storici, castelli, chiese, piazze, monumenti sono, infatti, considerati da sempre una ricchezza dei territori, che per quei territori e le loro comunità deve essere conservata e valorizzata. Invito a Palazzo, che si svolge sabato 1° ottobre, consentirà di dare ancor più evidenza a questa scelta delle Fondazioni, in una data che coincide con quella della IV Giornata Europea delle Fondazioni, celebrata in tutta Italia dalle associate ad Acri”.  
La XV edizione: ben 10 palazzi storici “in mostra” per la prima voltaAlla manifestazione di quest’anno partecipano 96 palazzi, tra cui la sede centrale della Banca d’Italia a Roma (Palazzo Koch), 73 di 42 banche, e 23 di 23 Fondazioni di origine bancaria in 50 città su tutto il territorio nazionale. 10 le sedi “in mostra” per la prima volta, che rappresentano un’assoluta novità per i visitatori. 3 le città che per la prima volta aprono le porte dei loro palazzi: Biella, Rimini e Gorizia.Con Invito a Palazzo decine di migliaia di visitatori potranno accedere agli straordinari patrimoni artistici e architettonici, agli arredi e alle opere d’arte di ogni epoca, custoditi e tutelati dalle banche italiane nelle proprie sedi, normalmente chiuse al pubblico perché luogo di lavoro, e dalle Fondazioni di origini bancarie. Accompagnati da guide specializzate, potranno quindi ammirare una preziosa antologia di stili, tendenze e gusti artistici e architettonici italiani di ogni epoca: dall’architettura rinascimentale alle forme del barocco, dalle eleganti dimore settecentesche immerse in parchi secolari alle atmosfere neoclassiche, fino ai palazzi recentemente commissionati dalle banche ai più affermati architetti contemporanei.
Informazioni utili
Invito a Palazzo 2016 si terrà sabato 1° ottobre. I palazzi saranno aperti al pubblico gratuitamente dalle ore 10.00 alle ore 19.00.
L’elenco completo dei palazzi che partecipano all’iniziativa sarà disponibile dal mese di settembre sul sito http://palazzi.abi.it.  ABI – Palazzi aperti palazzi.abi.it Palazzi delle banche. Seleziona una regione per visualizzare le città che ospitano i Palazzi delle Banche.
Si potranno ottenere informazioni sulla manifestazione chiamando dal 23 settembre dalle ore 10.00 alle 18.00 il numero 06-6767400, oppure inviando una e-mail all’indirizzo [email protected]. E’ disponibile un’app (IOS) per smartphones e tablet scaricabile gratuitamente da AppStore.  Invito a Palazzo è presente sui social: facebook: http://www.facebook.com/InvitoAPalazzo/
twitter: @PALAZZI ABI.
Link cartella Dropbox Invito a Palazzo 2016:
https://www.dropbox.com/sh/hwsc5lpuzl4gdgq/AAAx6onrVftS48CI3rvsgugMa?dl=0

Ufficio Rapporti con la Stampa ABI          Ufficio stampa Novella Mirri e Maria Bonmassar
Tel. +39 06.6767596                             Tel.+39 06.4825370 | Cell. 334.6516702; 335.490311
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                                                            [email protected]

 

Patuelli: sportelli bancari in netta riduzione nel 2016

(​23 settembre 2016) ​Il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli rende noto che nei primi mesi di quest’anno si è nettamente accelerato il processo di riduzione del numero degli sportelli bancari in Italia.

Mentre nell’intero anno 2015 erano stati chiusi circa cinquecento sportelli, invece nei soli primi nove mesi di quest’anno sono già stati chiusi circa altri mille sportelli, il doppio di quanto avvenuto nell’intero anno scorso. Ciò conferma – sottolinea il Presidente Patuelli – l’impegno che le imprese bancarie stanno sviluppando in Italia nelle ristrutturazioni e riorganizzazioni aziendali in applicazione dei rispettivi piani industriali.
Questi nuovi dati – ha concluso il Presidente Patuelli – sono a fronte di un numero di filiali in Italia che già nel dicembre scorso era inferiore a quello di Francia, Germania ed anche della ben meno popolosa Spagna, mentre la Gran Bretagna aveva meno sportelli, ma ben centomila dipendenti bancari in più dell’Italia.

Il Premio ABI per l’innovazione partecipa al Premio dei Premi

(20 settembre 2016) Il riconoscimento, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Fondazione Cotec e conferito dal Presidente della Repubblica italiana ha l’obiettivo di sostenere la capacità d’innovazione del settore imprenditoriale, del mondo universitario e della ricerca pubblica, della pubblica amministrazione e del terziario ed incentivare gli attori dell’innovazione a proseguire nell’attività creativa affinché si sviluppi una cultura del cambiamento.


​Il Premio dei Premi evidenzia l’importanza che il Governo italiano attribuisce ad aziende, enti pubblici o privati o singoli ideatori in qualità di attori dell’innovazione, sostenendo il loro ruolo nello sviluppo sociale, economico e scientifico del Paese.
Ecco i vincitori dell’edizione 2016

  • Banca Widiba. Per il progetto “Widiexpress – la prima portabilità del conto digitale in Italia”, per aver colto le opportunità derivanti dalla digitalizzazione della procedura di portabilità dei conti correnti, rendendo completamente digitale la richiesta del cliente di cambiare banca. La soluzione consente al cliente di evitare code allo sportello, risparmiando tempi e costi il tutto in modalità completamente paperless.

  • Intesa SanPaolo S.p.a. Per il progetto “Digital Factory – 3D”, per aver costruito una modalità di lavoro e di gestione dell’innovazione nei servizi bancari che rivoluziona l’organizzazione interna alla banca, mirando al coinvolgimento delle migliori competenze e metodologie che accelerino la velocità di realizzazione delle iniziative. Il Progetto consente di valorizzare il ruolo delle persone all’interno della banca anche attraverso il coinvolgimento dei clienti in tutte le fasi del processo.

  • Invest banca S.p.a. Per il progetto “Gestione patrimoniale online IB Navigator: promozione Parents & Sons”, per aver fornito uno strumento di gestione patrimoniale interamente digitale, che ricorre a tecnologie quali il “robo-investor”, in grado al contempo di rafforzare e valorizzare il legame familiare, favorendo la cultura del risparmio gestito fra i nuovi giovani risparmiatori, con cui condividere un cammino comune nel futuro.

  • Unicredit S.p.A. Per il Progetto “Obbligazioni bancarie di Pagamento (Obp)” per aver introdotto una soluzione di regolamento dei pagamenti in grado di favorire il commercio internazionale, dove attualmente le transazioni avvengono per la maggior parte tramite pagamenti diretti e non garantiti. Con questa soluzione la banca offre ai propri clienti corporate, importatori e esportatori, la mitigazione dei rischi legati ad operazioni con controparti straniere. 

I vincitori della 8a edizione del Premio dei Premi sono stati segnalati al Comitato di indirizzo che possiede poteri di coordinamento esecutivo e che è composto da un rappresentante del Ministro per la semplificazione e la Pubblica amministrazione, che lo presiede, da un rappresentante del Ministro dello Sviluppo economico, da un rappresentante del Ministro dell’istruzione, dell’Università e della ricerca, da un rappresentante di ciascuno dei soggetti organizzatori dei Premi previsti nel decreto e da un rappresentante della Fondazione per l’innovazione tecnologica Cotec.