Al via il premio che fa incontrare banche e innovatori

(16 aprile 2016) È la prima edizione dell’iBank Challenge, iniziativa realizzata dal Consorzio ABI Lab con il coinvolgimento di 7 banche, che mette a confronto le idee innovative per la banca del futuro. Agli “innovatori”, provenienti dal mondo non bancario, premi e soprattutto l’opportunità di sottoporre il proprio progetto a un gruppo di esperti e potenziali investitori rappresentati dalle banche aderenti. Tempo fino al 6 giugno per candidare la propria idea.

 

​Individuare e premiare idee nuove, creative e innovative applicabili al mondo bancario per migliorare ulteriormente i servizi e rendere i modelli di gestione e di interazione tra banche e clienti ancora più efficienti e all’avanguardia. È questo l’obbiettivo della prima edizione dell’iBank challenge, il premio promosso dall’ABI con ABI Lab per ampliare le opportunità di innovazione grazie alle idee e agli stimoli provenienti anche da soggetti esterni al mondo dell’economia e della finanza.
Le banche, infatti, sono sempre più orientate a promuovere l’innovazione di prodotti e servizi grazie al coinvolgimento di “non addetti ai lavori” e, attraverso iniziative di innovazione aperta, abilitano la realizzazione di progetti di creazione comune e di collaborazione tra dipendenti, clienti e collaboratori esterni in ottica di miglioramento continuo della qualità di servizi e processi.
 Il premio iBank Challenge prende il via in questi giorni e costituisce un’occasione unica per garantire massima visibilità sui canali più idonei ai progetti innovativi che parteciperanno alla competizione e saranno valutati da un comitato di esperti. Inoltre  sarà possibile presentare la propria idea innovativa alle sette banche che aderiscono al progetto e che rappresentano dei potenziali investitori (Banca Mediolanum, Banca Popolare di Milano, Bnl – Gruppo Bnp Paribas, Cedacri, Credito Emiliano, Icbpi, Intesa Sanpaolo).
 
Come partecipare al premio
La gara è aperta a tutti i residenti in Italia – che possono candidarsi singolarmente o organizzarsi in un team – e alle micro-imprese con sede legale e operativa in Italia che vogliano proporre un’idea innovativa applicabile al settore bancario. La partecipazione è gratuita. Gli innovatori interessati potranno candidare le proprie idee attraverso il modulo online disponibile nella pagina dedicata abilab.it/ibank-challenge all’interno del sito ABI Lab, il Consorzio di ricerca e innovazione per la Banca. Per raggiungere il maggior numero di giovani “innovatori” sono state contattate e coinvolte molte importanti università italiane. Il termine per la candidatura delle idee è fissato per il 6 giugno 2016.

Come funziona l’iBank Challenge
Le idee candidate saranno selezionate e valutate da un comitato di esperti del settore dell’innovazione individuati tra professionisti e docenti universitari che decreterà i vincitori della competizione sulla base di: qualità dell’idea, fattibilità tecnica e imprenditoriale, ricadute positive sugli utenti finali e sul contesto socio/ambientale.
Le idee presentate verranno raccontate in schede sintetiche e raccolte in un “book” che sarà inviato alle banche aderenti all’iniziativa. Sulla base delle manifestazioni d’interesse di tali banche i partecipanti saranno invitati a presentare il proprio progetto nel corso dell’evento “Idee a Confronto”.
Le idee giudicate più innovative dal comitato valutativo saranno premiate in occasione di un evento dedicato: al primo classificato andrà un premio da 30 mila euro, mentre il secondo e il terzo si aggiudicheranno rispettivamente 10 mila euro.
 

Siglato il testo coordinato del Contratto nazionale

(14 aprile 2016) L’ABI e le Organizzazioni sindacali hanno sottoscritto, oggi a Roma, il testo coordinato del Contratto nazionale di settore, a seguito dell’accordo di rinnovo del 31 marzo 2015, per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali, in vigore fino al 31 dicembre 2018.
 

Lo comunica l’ABI evidenziando che si conferma così la centralità della contrattazione nazionale e si valorizzano, con soluzioni all’avanguardia, le relazioni industriali a livello aziendale e di gruppo in una fase decisiva del riassetto complessivo del settore bancario.
Il Contratto collettivo nazionale di lavoro fornisce adeguate risposte agli interessi di carattere professionale ed occupazionale dei lavoratori e, nel contempo, alle esigenze di stabilità ed equilibrio delle imprese creditizie e finanziarie; soprattutto – conclude ABI – in uno scenario di sostenibilità e di coesione sociale, tenendo conto della razionalizzazione dei processi produttivi ed organizzativi, delle strutture distributive, delle modifiche del quadro normativo, dell’evoluzione dei comportamenti della clientela e delle innovazioni tecnologiche.
ABI conferma che, nel corso dell’incontro odierno, le Organizzazioni sindacali hanno chiesto di avviare un confronto nazionale sul tema delle politiche commerciali. In proposito, l’Associazione ha dichiarato la propria disponibilità ad esaminare la richiesta all’interno degli Organi associativi con l’obiettivo di valutare le possibili iniziative che possano riaffermare i valori etici cui si ispirano le imprese bancarie nei rapporti con il personale e la clientela per favorire il miglior clima all’interno delle aziende.

L’ABI con le banche ancora in Iran a fianco delle imprese

(13 aprile 2016) ​L’Associazione bancaria a supporto delle principali banche italiane nella missione che il Presidente del Consiglio Renzi ha guidato in Iran.

​Con l’occasione l’ABI e le banche hanno nuovamente incontrato il Governatore della Banca centrale iraniana, con il quale si è constatato il significativo avanzamento compiuto dalle banche italiane nel ristabilire le relazioni con le controparti iraniane, nella costante ricerca di soluzioni volte al superamento delle complessità derivanti da un quadro sanzionatorio in via di superamento a livello europeo, ma ancora in essere negli Stati Uniti.
Sono numerose le banche italiane che hanno già riaperto rapporto di conto con una o più banche iraniane e sono ora attive nel realizzare operazioni finanziarie a supporto delle nostre imprese impegnate nello sviluppo di investimenti e iniziative commerciali in Iran.
 

L’ABI aderisce all’Employers’ day

Il prossimo 7 aprile 2016, nel corso dell’iniziativa Employers’ Day, le aziende avranno l’occasione di incontrare i servizi per l’impiego e conoscere da vicino le opportunità a loro disposizione, gli incentivi all’assunzione e le novità in materia di lavoro.

​L’Associazione bancaria italiana invita gli Associati interessati a partecipare alla giornata per conoscere i servizi offerti e per costruire – come indica il Ministero del lavoro – “in un’ottica longitudinale di strutturale collaborazione, un rapporto di fiducia tra datori di lavoro e servizi per l’impiego”. Per ulteriori informazioni si invita a consultare il sito www.cliclavoro.gov.it/employersday

 

16 milioni di correntisti operano con la banca via web

​​(7 aprile 2016) Oltre la metà dei correntisti italiani (il 55%) usa il web per operare con la propria banca, con un aumento del 9% rispetto a un anno fa. Due operazioni su tre oggi vengono effettuate online e non sono più solo i giovani a usare l’home banking: anche il 35% dei clienti di età compresa tra i 55 e i 75 anni, infatti, dialoga con la banca via web. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Abi con GfK presentata Roma alla decima edizione del convegno Dimensione Cliente.

 

​Secondo lo studio, i clienti fanno un uso sempre più intercanale della banca, ossia non si accontentano più di un solo canale di accesso ai servizi ma si spostano da uno all’altro, utilizzando tutti quelli messi a disposizione a seconda delle necessità e delle situazioni. In particolare, l’81% opera con le banche a distanza – soprattutto per le operazioni e i pagamenti di tutti i giorni – e va in filiale per le scelte finanziarie più complesse.
Se internet si conferma il canale a distanza preferito, anche il mobile banking continua a farsi strada tra le abitudini dei correntisti del Bel Paese: il 19%, infatti, porta con sé la propria banca ovunque vada, accedendo ai servizi via smartphone (+3% rispetto al 2014). Crescono anche i clienti della “banca telefonica” che fanno operazioni e pagamenti grazie al personale di contatto dedicato dei call center bancari (17%). Cominciano inoltre a diffondersi anche nuove modalità di dialogo tra banca e cliente: il 3% dei correntisti, infatti, interagisce anche attraverso le reti sociali (social network) messe a disposizione dalla banca. Grazie ad aree self-service sempre più evolute e tecnologiche, infine, anche gli sportelli automatici vengono utilizzati da un numero sempre maggiore di correntisti italiani (90%) per le operazioni e i pagamenti di tutti giorni.
Sempre secondo l’indagine ABI-GfK, col progressivo diffondersi negli ultimi anni dei canali a distanza, i clienti delle banche hanno sensibilmente ridotto le loro visite in filiale. In media, ciascun correntista si reca presso la propria agenzia 13 volte all’anno, contro le oltre 16 del 2010 e le 18 del 2008, sempre più spesso su appuntamento e in fasce orarie più estese. Liberata di molta parte dell’operatività routinaria, la filiale ha acquisito un nuovo ruolo nella filiera distributiva delle banche italiane, e per questo ha innovato la propria struttura architettonica e gestionale. In filiale, sempre più strumenti informatici e spazi dedicati alla consulenza si sostituiscono a casse e contante in circolazione.
 
Dimensione Cliente 2016
Dimensione Cliente è l’incontro annuale ABI sul mercato retail e sulla relazione tra banca e cliente. Al centro dei lavori dell’edizione 2016: i nuovi target, le necessità e i nuovi comportamenti della clientela in un contesto competitivo basato sull’innovazione. La trasformazione digitale dei servizi finanziari ha aperto la strada a nuovi modelli di servizio e d’interazione con i clienti. Si amplia la lista delle parole chiave nell’evoluzione della relazione banca-cliente: alle tradizionali trasparenza, semplicità, personalizzazione e accessibilità, si aggiungono oggi prossimità, velocità, interconnessione ed empatia.
 

“I Fuoriclasse della Scuola” un premio per giovani talenti

(6 aprile 2016) Il progetto “I Fuoriclasse della Scuola” si inserisce nella cornice di uno specifico Protocollo d’intesa siglato tra Miur e Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, mira a valorizzare i giovani talenti della scuola italiana attraverso il contributo di donazioni filantropiche da parte di fondazioni, associazioni, società ma anche di singoli cittadini.
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​L’iniziativa si rivolge agli studenti dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di II grado vincitori di alcune delle competizioni elencate nel Programma annuale per la valorizzazione delle eccellenze del Miur e prevede una borsa di studio in denaro e la possibilità di partecipare a un Campus, unico nel suo genere, per sviluppare competenze di cittadinanza economica.
L’obiettivo è quello di sostenere gli alti potenziali, far crescere una generazione di giovani eccellenti e consapevoli, rafforzare la cittadinanza economica, sviluppare il capitale umano individuale e, di conseguenza, aumentare il capitale sociale del Paese. Tutto questo attraverso una nuova forma di collaborazione virtuosa tra istituzioni pubbliche e soggetti privati a sostegno dei giovani meritevoli e della scuola.
I giovani talenti premiati potranno fruire di percorsi di alternanza scuola-lavoro presso i soggetti che finanzieranno le borse di studio e parteciperanno al Campus residenziale sull’educazione finanziaria, ideato dal Museo del risparmio di Torino che offrirà ai ragazzi l’opportunità di incontrare imprenditori affermati, visitare incubatori e start-up, frequentare percorsi tematici su imprenditorialità e strumenti finanziari e laboratori  di formazione manageriale.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.fuoriclassedellascuola.it

In diminuzione gli sportelli bancari nel 2015

(2 aprile 2016) A fine dicembre 2015 in Italia erano operativi 30.091 sportelli bancari, in diminuzione di 649 unità rispetto a dicembre 2014, con una variazione annua pari al -2,1%. Nei confronti del numero massimo di sportelli bancari, registrato a fine 2008, è in diminuzione di 4.048 unità, pari al -11,9%.
 

​In Italia ogni 100.000 abitanti ci sono 49 sportelli bancari, valore non discosto da quello che si registra in Germania (44 sportelli a fine 2014). La media europea è di 36 sportelli ogni 100.000 abitanti.
E’ in diminuzione anche la frequenza di visite mensili presso lo sportello che passa da 1,5 volte al mese nel 2008 a 1,1 volte al mese nel 2015, mentre l’utilizzo del canale internet per le operazioni bancarie è in forte aumento e passa da 1,1 volte al mese del 2008 a 1,9 del 2015.
Pertanto, continua in Italia la razionalizzazione della rete sportelli, in parallelo all’aumento l’utilizzo dei canali di contatto banca-cliente a distanza (internet, mobile banking e banca telefonica). 

San Marino, Italia e Unione europea

(1 aprile 2016) Intervento del Presidente dell’ABI  Antonio Patuelli alla cerimonia di insediamento dei nuovi Capitani reggenti

Eccellentissimi Capitani Reggenti.
Onorevoli Segretari di stato e membri del Consiglio grande e generale,
Eccellenze, Signore e Signori,sono pienamente consapevole dell’onore che mi è concesso di essere l’Oratore ufficiale all’insediamento dei nuovi Capitani Reggenti con i quali mi congratulo vivamente.L’emozione mi deriva innanzitutto dalla conoscenza della Vostra illustre storia, per il ruolo anticipatore che per secoli avete espresso con il modello di istituzioni repubblicane che ha rappresentato un sogno secolare per tanti italiani e un mito innanzitutto per la vicina Romagna prima della proclamazione della Repubblica Italiana nel 1946.Ho viva la consapevolezza del ruolo anticipatore della Vostra Repubblica nella solidarietà sociale e nei diritti civili, come per l’abolizione della pena di morte fin dal 1848.Non potrò mai dimenticare il coraggioso ruolo di San Marino per il Risorgimento italiano, con la generosa ospitalità verso tanti esuli e soprattutto con il decisivo salvataggio di Giuseppe Garibaldi e, in Garibaldi, del sogno di indipendenza e libertà.Luigi Carlo Farini, medico, scienziato, patriota e poi Statista, scrisse che allora, in quel luglio 1849, dopo la sconfitta definitiva nella prima guerra d’Indipendenza e la caduta della Repubblica Romana, per Garibaldi “toccare San Marino era ardua impresa; asprissimi inesplorati sentieri, fitti boschi, torrenti impetuosi, e non solo gli Austriaci che scendevano dall’Appennino toscano alle spalle, ma a fronte, a costa, quelli che di Romagna incalzavano.Camminò Garibaldi tutto il giorno 29; fu a Macerata Feltria da sera; il dì seguente occupò Pietra Rubbia; ripreso il cammino, corse il rischio di smarrirsi pei boschi.Ma, aggiunse Farini, a mezzo giorno del 31 luglio giunse colle sue genti a San Marino, ove pubblicò questo manifesto: “Soldati, noi siamo giunti sulla terra di rifugio, e dobbiamo il miglior contegno ai generosi ospiti; così avremo meritata la considerazione che è dovuta alla disgrazia perseguitata. Io svincolo qui da ogni obbligo -aggiunse Garibaldi a San Marino- i miei compagni lasciandoli liberi di tornare alle case loro: ricordino che l’Italia non deve restare nell’obbrobrio, e che meglio è morire che vivere schiavi dello straniero.”Sono consapevole dei tanti problemi strategici e di buon vicinato anche finanziario e di collaborazione economica che insieme Italia e San Marino hanno superato, in spirito di concordia, fin dal maggio 1860, dai primi giorni successivi ai Plebisciti che decisero l’unificazione degli antichi Stati che allora confinavano con la Vostra Repubblica, come l’ex Granducato di Toscana e le vecchie Legazioni pontificie delle Romagne, quando l’allora Primo Ministro della nascente Italia unita, Camillo Cavour, si rivolse ai Vostri Capitani Reggenti per proporre collaborazione reciproca.Rivivo la gratitudine di generazioni di italiani, innanzitutto di romagnoli, per la coraggiosa ospitalità fornita dalla Vostra Serenissima Repubblica nei mesi più difficili e tragici della seconda Guerra Mondiale, come ha emblematicamente descritto Sergio Zavoli.Con queste indelebili consapevolezze, dopo le fasi dei recenti anni di complesse relazioni finanziarie fra l’Italia e la Vostra Repubblica, ho vissuto in questi ultimissimi anni con particolare apprezzamento il percorso di superamento di quelle problematiche, che ora sono alle spalle, che derivavano innanzitutto dalle particolarissime e complesse peculiarità giuridiche della piena unione doganale e valutaria fra San Marino e l’Italia che evidenziavano contemporaneamente le problematiche di non totale uniformità giuridica fra uno Stato pienamente inserito nei vincoli dell’Unione Europea, come l’Italia, e la Vostra Repubblica che non ne fa parte con pienezza, ma ha con essa una serie di Accordi.Peraltro la Vostra Serenissima Repubblica fa parte di tanti fondamentali organismi internazionali ed è integrata in decisivi organismi di funzionamento del mercato come il Sistema europeo dei pagamenti (Sepa).Apprezzo le  Vostre scelte decise ed anche coraggiose di questi anni, in particolare nel diritto dell’economia, per la trasparenza dei e nei mercati, nella lotta al riciclaggio e all’evasione fiscale.Apprezzo anche talune scelte particolarmente decise che la Vostra Repubblica ha compiuto di recente come le confische dei libretti al portatore sprovvisti di “adeguata verifica”.Ammiro la limitatezza del Vostro debito pubblico che mette la Vostra economia complessivamente in condizioni molto competitive nel contesto europeo.Ora tutti viviamo un momento particolarmente difficile e decisivo per la libertà e il progresso dei nostri popoli minacciati da sempre più vicine guerre e guerriglie terroristiche. Infatti, sono sempre più vicini nel Mediterraneo i rumori di guerra e l’Europa è ripetutamente colpita da stragi.  In una fase così complessa, occorre riaffermare con convinzione e non allentare la pienezza dei doveri e diritti di libertà costituzionali sui quali si basano le nostre Repubbliche.  Il momento è anche decisivo per le prospettive di tutti i popoli e gli Stati d’Europa. Infatti, quasi un decennio di grave crisi economica e delle sue conseguenze, pur ora in un clima di ripresa, e i forti flussi migratori da Sud verso Nord rimettono in discussione conquiste di libertà come la libera circolazione delle persone in Europa che è strettamente collegata con la libera circolazione delle merci e dei capitali.  La nascita dell’Unione bancaria europea, dopo il consolidamento dell’Euro come moneta comune, rappresenta una sfida decisiva per l’avvenire complessivamente delle economie, di cui le Banche sono gli indispensabili anelli di connessione, e per il benessere dei popoli.E’, quindi, in discussione il futuro stesso dell’Europa dopo settant’anni di pace in crescente libertà.Sono anche in discussione i principi di uguaglianza dei doveri e dei diritti dei cittadini d’ogni parte d’Europa.L’Unione europea deve, infatti, crescere non solo come un mercato aperto, ma innanzitutto come Istituzione garante di preventiva interdizione verso ogni rischio di disparità competitiva nella indispensabile uguaglianza dei punti di partenza dei cittadini e delle imprese di ogni genere nel mercato libero e regolato dell’Europa unita.Il processo ottocentesco di unificazione nazionale italiana ha prodotto grandi risultati, ma anche non ha risolto le forti sperequazioni fra le varie zone d’Italia, nonostante che le giovani Istituzioni nazionali di allora, appena unite dal Risorgimento, anteposero l’unificazione costituzionale e normativa che realizzarono in pochissimi anni.L’Unione europea oggi soffre innanzitutto la mancanza di una Costituzione che definisca doveri e diritti di tutti e di ciascuno.L’Europa soffre delle sperequazioni, fra mercato unico, moneta unica e incompleta unione bancaria, quando mancano norme uniche e non flessibili sulle fondamentali tematiche finanziarie, bancarie, del diritto societario, fallimentare e penale dell’economia.Se queste importanti contraddizioni non saranno superate in tempi ragionevoli, non nascerà la nuova Europa del dopo grande crisi, ma esploderanno ancor più forti le spinte neonazionaliste che potranno spigionare anche gravi rischi di nuove tendenze autoritarie.Queste sono questioni decisive che vedono al centro innanzitutto la nascente e complessa Unione bancaria europea e rimettono in discussione tutti i fondamentali risultati raggiunti in questi decenni che vengono scossi quotidianamente innanzitutto, ma non solo, dall’emergenza immigrazione. 

Eccellentissimi Capitani Reggenti,
Onorevoli, Eccellenze,
Signore e Signori, 

di fronte a queste nuove sfide a cui non ci si può sottrarre, confido che le Istituzioni e gli organismi economici delle nostre due Repubbliche possano sviluppare, sempre più, assieme anche nell’Unione Europea, dei percorsi paralleli che diano convergenti impulsi per garantire la pienezza delle libertà e dell’uguaglianza delle condizioni di partenza nella competitività della vita economica nella quale occorre progredire insieme.Gli ideali di libertà che ci accomunano ci impongono sempre nuove responsabilità per il progresso della civiltà in ogni sede, sia per sempre nuovi diritti e doveri, come in ambito bancario e finanziario, per una sempre maggiore fiducia verso gli organismi finanziari, sulla base di forme di trasparenza al tempo stesso complete e  più “semplici” per tutti e con un ripensamento dei nuovi meccanismi di “salvataggio interno” (bail in) delle banche che in varie parti d’Europa, e di recente in Italia, hanno mostrato molti limiti ed anche contraddizioni con l’articolo 47 della sempre vigente Costituzione della Repubblica Italiana che, senza equivoci, dispone che “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme….”. In nome di questi alti ideali, sono particolarmente onorato e lieto di essere qui ad auspicare ancor più intensi obiettivi di collaborazione innanzitutto bancaria e finanziaria fra San Marino e l’Italia, nell’Unione Europea e in un mondo sempre più globalizzato.

Grazie.                                        

Antonio Patuelli          

In banca prospettive sempre più verdi sulla gestione dei veicoli

(26 marzo 2016) ​​Mobilità sostenibile tra i principali obiettivi in ambito energetico-ambientale della banca accanto alla riduzione dei consumi complessivi di energia e alla conseguente riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera. Nello stesso ambito le banche si concentrano sulle missioni di lavoro, sulla mobilità casa-lavoro dei dipendenti e sulla gestione della propria flotta auto.

​Da uno studio di ABI Energia – la divisione attiva sui temi di energia e ambiente di ABI Lab, il Consorzio di ricerca e innovazione per la Banca promosso dall’ABI – che propone una strategia integrata di approccio al “verde”, considerando i diversi settori che compongono l’operatività della banca, emerge che il 57% delle banche intervistate dichiara di aver fatto una valutazione economica per un eventuale passaggio alle auto elettriche, mentre il 43% dispone già di sistemi di ricarica elettrica. Inoltre, solo il 3% delle auto che compongono il campione è di proprietà mentre il 96,74% è impiegato mediante noleggio a lungo termine.
In particolare la ricerca poggia su una rilevazione del parco-auto delle principali banche italiane, per un totale di oltre 3700 veicoli.
La tematica analizzata si inserisce in un quadro più generale di gestione sostenibile in banca della questione energetico-ambientale, infatti, ABI Energia ha rilevato che l’86% circa delle banche hanno attivato delle direttive interne relative a acquisti verdi mentre il 71% circa le ha attivate relativamente alla gestione efficiente degli edifici e dell’Ict.
Le banche hanno quindi da tempo avviato un percorso di monitoraggio e verifica del proprio impatto ambientale e attivato soluzioni per l’efficienza energetica nella gestione di tutte le proprie attività strumentali, inserendosi in una visione più ampia per cui le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica rappresentano una chiave strategica per la ripresa economica del Paese. Infatti, le banche italiane, come grandi acquirenti di servizi, prodotti, tecnologie e energia, possono costituire un potente stimolo per la crescita di una filiera “verde”.
Il costante dialogo con le istituzioni e le principali associazioni, il continuo scambio di contenuti, opinioni e proposte, con i diversi settori della società civile rappresentano un’occasione di crescita per il ruolo centrale che il settore bancario ricopre nello sviluppo sostenibile dell’economia.  

Le priorità di investimento delle banche in Ict

(23 marzo 2016) ​Al Forum ABI Lab 2016 è stato presentato il Rapporto 2016 sulle nuove tendenze della “tecnologia in banca”. In chiusura della prima giornata di lavori la premiazione dei vincitori della VI edizione del “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari”.

​Le banche italiane continuano a puntare sull’innovazione e sull’Ict (Information and communication technology), e delineano le priorità su cui è importante indirizzare gli investimenti: dematerializzazione, integrazione tra i canali e sicurezza dei canali remoti, automazione dei processi operativi, iniziative di mobile banking e mobile payment, modernizzazione delle infrastrutture e progetti che puntano sull’identificazione da remoto del cliente, anche in termini di sottoscrizione online. A fotografare l’impegno e le priorità delle banche sul fronte della spesa in tecnologia è l’undicesima edizione del rapporto sulle tendenze del mercato Ict per il settore bancario messo a punto da ABI Lab, il centro di ricerca e innovazione per la Banca promosso dall’ABI. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di gruppi, è stato presentato a Milano alla seconda giornata del Forum ABI Lab 2016. Il titolo dell’incontro è “Be Digital – La banca digitale in Europa.”

Gli investimenti in tecnologia delle banche
Secondo la ricerca, l’attenzione del settore bancario per l’innovazione trova conferma anche nei piani strategici degli istituti di credito che indicano la banca digitale come linea di sviluppo.  Il budget Ict per il 2016 risulta essere in aumento o stabile per 82% delle realtà analizzate.

Le priorità Ict per il 2016
Anche quest’anno ABI Lab ha realizzato l’analisi delle priorità di investimento delle banche italiane, valutando le caratteristiche dei principali filoni progettuali in base al potenziale impatto sul business e al ritorno dell’investimento previsto.
L’indagine 2016 ha coinvolto complessivamente circa il 70% del settore bancario in termini di totale attivo. Hanno partecipato all’indagine anche quattro tra i principali outsourcer interbancari che gestiscono i sistemi informativi di più di trecentocinquanta banche, per circa settemila sportelli complessivi.
I diversi progetti sono stati raggruppati in 4 macrocategorie: processi interni, miglioramento e adeguamenti dei sistemi IT, canali e sicurezza. Secondo l’indagine, tra i progetti relativi ai processi interni al primo posto troviamo la dematerializzazione (il 78% delle banche lo inseriscono tra le prime dieci priorità di investimento), che si accompagna ai percorsi di automazione dei processi operativi (41%). Guardando ai filoni di miglioramento e adeguamento dei sistemi IT (Information technology) e TLC troviamo come prioritarie le iniziative di modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche e le iniziative di Data governance e Data quality (41%), a seguire l’adeguamento delle postazioni di lavoro anche in ottica di mobilità e smart working (26%) e le iniziative di business intelligence (22%). Nell’ambito dei canali, troviamo progetti di sviluppo della multicanalità (74%), potenziamento dei servizi di Internet Banking (56%), mobile banking (44%) e identificazione da remoto del cliente (41%) che rappresentano ambiti di forte rilevanza e priorità per le banche. Nell’ambito della sicurezza, le iniziative progettuali di maggiore attenzione riguardano la sicurezza dei canali remoti lato clientela e la gestione e mitigazione del rischio cyber (48%) e la continuità operativa (41%).
Nell’ambito della rilevazione sono state analizzate i principali fattori che abilitano i percorsi di trasformazione digitale della banca: due le principali leve organizzative, da un lato lo sviluppo di competenze digitali a cui le banche hanno assegnato un punteggio medio di 4,1 su 5; in secondo luogo il coinvolgimento cross-aziendale di tutte le risorse nell’ideazione dei progetti innovativi (3,5 su 5).

Il Forum di quest’anno
Il Forum ABI Lab 2016 – giunto alla sua dodicesima edizione – si è svolto a Milano nello Spazio Eventiquattro di via Monte Rosa 91. Al centro della due giorni il tema “Be Digital – La banca digitale in Europa” e l’obiettivo per le banche di realizzare servizi sempre più innovativi, automatizzare i processi e evolvere la propria cultura aziendale per sviluppare quei modelli di business in grado di coinvolgere efficientemente i clienti in un mercato europeo, sempre più unico e digitale.

La VI edizione del Premio ABI per l’innovazione
In chiusura della prima giornata di lavori del Forum si è svolta la cerimonia di consegna del “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari”, il riconoscimento assegnato ogni anno da una giuria di autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale e accademico alle idee e alle soluzioni più innovative e tecnologiche applicate dalle banche a canali, prodotti e servizi, coniugando tecnologia e sviluppo con sostenibilità ambientale e sostegno a imprese, famiglie e nuove generazioni. Quest’anno al Premio hanno partecipato sessantatrè progetti per quattro categorie: “La banca per il futuro”, “La banca smart”, “La banca per la sostenibilità” e “La banca si presenta e ascolta”.