
(19 maggio 2014) Al via il nono convegno annuale sulle risorse umane in banca: competitività, ripresa e occupazione per rispondere alle sfide del mondo bancario globalizzato
Le banche italiane affrontano la crisi: i cambiamenti nelle aree di business e nell’organizzazione delle risorse umane si rivolgono a tutte le fasce di età, con uno sguardo particolare all’emergenza giovani e al fenomeno della globalizzazione.
In questa prospettiva, le strategie relative alla gestione del personale hanno assunto un livello di più elevata complessità, sia per il quadro regolatorio, sia per la necessità di adeguare le professionalità all’evoluzione e del mercato: le riforme pensionistiche, i mutati scenari demografici e le esigenze economiche del mercato hanno modificato la vita lavorativa, ponendo le imprese di fronte a sfide inedite e ad esperienze innovative. L’azienda deve infatti gestire le diverse età del lavoro secondo profili professionali che cambiano: i giovani, gli anziani, le età di mezzo. Lo sviluppo e la ricollocazione professionale, la gestione di crisi occupazionali, le politiche attive del lavoro per i giovani, costituiscono le finalità del cambiamento; la formazione, il coaching, la valorizzazione delle competenze, alcuni degli strumenti per favorirlo.
Questi i temi discussi a Roma al nono convegno annuale dell’ABI “HR2014 – Banche e risorse umane”, aperto dal Direttore generale, Giovanni Sabatini, e seguito da un confronto tra esperti di banche, economisti, accademici e Parti sociali – moderato dal Responsabile della Direzione Sindacale e del Lavoro, Giancarlo Durante – sui temi di maggiore rilievo per il mercato del lavoro e per coloro che si occupano della gestione del personale.
Particolare attenzione si impone al fenomeno della disoccupazione giovanile che ha raggiunto, specie in alcune parti dell’Eurozona, livelli mai registrati finora. Per il superamento di questo problema ABI ha siglato con il Ministero del Lavoro lo scorso 15 maggio il Protocollo sulla Garanzia Giovani, per favorire lo sviluppo dell’iniziativa anche nel settore bancario Si tratta di un obiettivo comune impegnativo e sfidante, nel quale ABI crede molto, con la certezza che gli Associati daranno il massimo sostegno possibile per il successo dell’iniziativa.
In termini di politiche attive per i giovani, le banche italiane stanno sperimentando con successo l’attività del Fondo per l’occupazione – alimentato con il contributo dei lavoratori – che sta sostenendo la stabilizzazione di numerosi posti di lavoro e l’avvio di una nuova occupazione: secondo i dati più recenti sono quasi 7000 le domande presentate da 166 banche per assunzioni a tempo indeterminato, anche con apprendistato, o stabilizzazioni di rapporti a termine. Di queste, circa 3000 domande sono state già accolte deliberando finanziamenti per oltre 23.000.000 di Euro.
In questo quadro si guarda con favore al jobs act. La legge è già intervenuta positivamente su contratti a termine e apprendistato, ma occorre proseguire ai fini di un reale e auspicato processo di semplificazione e razionalizzazione del complesso delle norme sul lavoro, in un’ottica internazionale e di diritto comparato, sempre più necessaria per raggiungere obiettivi di competitività e per “l’attrattività” del nostro sistema giuridico. I lavori del Forum conclusi dal Ministro del lavoro, Giuliano Poletti.






Grande attenzione viene posta dalle banche per i servizi di consulenza a valore aggiunto. I due terzi delle banche già offrono o sono in procinto di fornire anche alle piccole imprese supporto per finanziarsi direttamente sul mercato tramite emissioni obbligazionarie e quasi tre quarti delle banche sostiene le aziende clienti nella ricerca di partner commerciali all’estero.Secondo lo studio il 63% delle banche intervistate ha sviluppato modalità di relazione specifiche con la clientela, a seconda che questa sia costituita da clienti famiglie, dalla microimprenditoria o in riferimento alle piccole imprese. Il servizio per le micro e piccole imprese si incentra sulla figura del ‘gestore’, una persona di riferimento che cura il complesso della relazione tra la banca e il cliente: opera così l’89% delle banche. Al gestore verranno affiancate figure specializzate su singoli prodotti quando il cliente ha esigenze più complesse. Inoltre, sono spesso previsti sul territorio sviluppatori che si recano presso i clienti piccole imprese: circa la metà delle banche intervistate li hanno già introdotti e un quinto li sta implementando. Ampliare le competenze del gestore nonché rafforzare ulteriormente la capacità di relazione, di proattività e di offerta al cliente è tra gli obiettivi per i prossimi due anni delle banche.Nei prossimi due anni, infine, le banche arricchiranno il servizio sui canali a distanza per favorire il contatto con la clientela: il 52% delle banche ha predisposto o ha in programma di realizzare portali di orientamento e consulenza per le piccole imprese, il 58% rafforzerà la consulenza per l’implementazione del commercio elettronico delle aziende clienti, oltre il 40% prevede l’offerta di prodotti e servizi non bancari di supporto per le piccole imprese (telefonia, viaggio, noleggio auto,….).Saranno disponibili collegamenti video e chat via Internet (per il 37% delle banche). Particolare attenzione allo sviluppo dei social network: il 58% dei rispondenti li utilizzerà sempre più come canale informativo per la clientela, per iniziative commerciali della banca e per favorire il cliente nel fissare appuntamenti con il personale in agenzia o attraverso la rete.

