Misure a sostegno delle Piccole e medie imprese

Dall’Avviso comune all’Accordo 2013 (dati aggiornati al dicembre 2013)
Documento a cura della Direzione strategie e mercati finanziari
13 marzo 2014

​A partire dal 2008 l’economia italiana ha conosciuto una fase di recessione-stagnazione tra le più profonde e persistenti di quelle registrate negli annali delle statistiche economiche del dopoguerra.Dal 2009, proprio per mitigare gli effetti avversi di una caduta delle attività che si è concretizzata nella perdita di 9 punti percentuali di prodotto interno lordo, di circa 27 punti di investimenti fissi lordi e di quasi un quarto della produzione industriale – oltre che in una flessione rilevantissima del reddito disponibile delle famiglie e quindi dei consumi – le banche, coadiuvate dall’ABI, hanno posto in essere una serie notevole di iniziative. Nel presente documento l’attenzione è concentrata su quelle che hanno avuto come beneficiarie le imprese di piccole e medie dimensioni (PMI). In esso si raccolgono tutte le informazioni che possono essere utili a comprendere lo sforzo profuso dalle banche ed il modo in cui i diversi settori economici e le diverse aree del Paese hanno beneficiato del supporto fornito. Al di là delle informazioni di dettaglio e delle tecnicalità di volta in volta messe a punto, l’azione di intervento si è sviluppata lungo direttrici logiche che si sono poi realizzate in quattro fasi.

  • Nella prima fase l’obiettivo è stato quello di dare respiro finanziario alle imprese in difficoltà secondo gli auspici formulati dal Ministro dell’Economia e delle Finanze in occasione dell’Assemblea ABI del 2009 (Avviso comune – agosto 2009).
  • In una seconda fase ci si è posto il problema di individuare nuove misure in favore delle imprese sane, e con prospettive di crescita, finalizzate al riequilibrio della struttura finanziaria e all’ampliamento dell’accesso al credito (Accordo per il credito alle PMI – febbraio 2011).
  • La terza fase, mirava ad assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie alle piccole e medie imprese che, pur registrando tensioni sul fronte della liquidità, presentavano comunque prospettive economiche positive; creando così le condizioni per il superamento della congiuntura negativa ed una maggiore facilità nel traghettarle verso un’auspicata inversione del ciclo economico (Nuove misure per il credito alle piccole e medie imprese febbraio 2012). In tal senso è stato anche favorito il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento e lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione.
  • La fase attuale punta a riproporre le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti analoghe a quelle messe in campo con le “Nuove Misure per il Credito alle PMI” per le imprese che presentino una temporanea tensione finanziaria generata dalla congiuntura economica riscontrabile, ad esempio per la presenza di uno o più dei seguenti fenomeni: i) riduzione del fatturato; ii) riduzione del margine operativo rispetto al fatturato; iii) aumento dell’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato; iv) riduzione della capacità di autofinanziamento aziendale. E’ prevista anche la concessione di finanziamenti di ammontare proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. Tra gli elementi di novità rispetto al passato figura l’inclusione dei cosiddetti “conti correnti ipotecari” a rimborso rateale tra le forme tecniche che possono essere oggetto di sospensione nonché un più ampio periodo di allungamento dei mutui (Accordo per il credito – luglio 2013).

Per le iniziative ancora in corso, i dati fanno riferimento alla situazione al 31 dicembre 2013.

Leggi il documento integrale

Dal 2009 misure di sostegno al credito per oltre 400.000 Pmi

​(8 marzo 2014) Dall’Avviso comune 2009 all’Accordo per il credito 2013 tutte le iniziative delle banche in un documento per Istituzioni, Governo e forze politiche: la sintesi delle soluzioni innovative per sostenere le imprese di fronte al crollo del Pil e della produttività
 

​Dal 2009 ad oggi sono oltre 400.000 le Pmi che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’ABI, per sostenere la disponibilità di credito. Si tratta di uno sforzo enorme in un momento in cui l’economia italiana ha conosciuto una fase di recessione-stagnazione tra le più profonde e persistenti di quelle registrate negli annali delle statistiche economiche del dopoguerra. Ciò con il risultato della perdita di 9 punti percentuali di Pil, di circa 27 punti di investimenti fissi lordi e di quasi un quarto della produzione industriale – oltre che di una flessione rilevantissima del reddito disponibile delle famiglie e quindi dei consumi.
Di fronte a questo scenario, per mitigare gli effetti avversi di una caduta delle attività, il mondo bancario ha realizzato una serie di iniziative che sono riassunte in un documento che l’ABI porterà all’attenzione delle Istituzioni, del Governo e delle forze politiche. Nel documento si raccolgono tutte le informazioni utili a comprendere lo sforzo profuso dalle banche ed il modo in cui i diversi settori economici e le diverse aree del Paese hanno beneficiato del supporto fornito.

L’azione di intervento si è sviluppata lungo direttrici concretizzate in quattro fasi:

  • fornire respiro finanziario alle imprese in difficoltà (Avviso comune – agosto 2009);
  • individuare nuove misure in favore delle imprese sane, e con prospettive di crescita, finalizzate al riequilibrio della struttura finanziaria e all’ampliamento dell’accesso al credito (Accordo per il credito alle Pmi – febbraio 2011);
  • assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie alle Pmi che, pur registrando tensioni sul fronte della liquidità, presentavano comunque prospettive economiche positive. Si  mirava così a creare le condizioni per il superamento della congiuntura negativa ed una maggiore facilità nel traghettarle verso un’auspicata inversione del ciclo economico (Nuove misure per il credito alle Pmi – febbraio 2012). In tal senso è stato anche favorito il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento e lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione;
  • riproporre le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti analoghe a quelle messe in campo con le “Nuove misure per il Credito alle Pmi” per le imprese con una temporanea tensione finanziaria generata dalla congiuntura economica riscontrabile, ad esempio per la presenza di uno o più dei seguenti fenomeni: riduzione del fatturato, riduzione del margine operativo rispetto al fatturato, aumento dell’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato, riduzione della capacità di autofinanziamento aziendale. Prevista anche la concessione di finanziamenti di ammontare proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. (Accordo per il credito – luglio 2013).

Nella tabella successiva si riportano in sintesi il numero di imprese coinvolte e le risorse messe a disposizione.

 

Tra ABI e Sindacati posizioni antitetiche e inconciliabili

(3 marzo 2014) Con l’incontro di questa mattina si è aperto il confronto ABI – Sindacati per il rinnovo del Contratto nazionale, in un quadro molto difficile per le imprese del settore, che registrano in molti casi perdite significative e solo nelle migliori situazioni una modesta redditività.

​L’ABI ha illustrato la situazione e le prospettive dell’attività e della redditività in Italia, evidenziando che in questo scenario non vi sono margini per disponibilità economiche, ne’ a livello nazionale, ne’ nell’ambito della contrattazione di secondo livello. L’Associazione bancaria ha anche ribadito l’importanza del tema occupazione, che va comunque affrontato. Per l’ABI il contratto deve rinnovarsi, ispirandosi a innovazione, discontinuità e sostenibilità.
È stato sottolineato che nell’ambito del rinnovo vanno affrontati i temi dell’area contrattuale, degli inquadramenti e della flessibilità nella gestione del rapporto di lavoro. E ciò nel quadro di un nuovo modo di fare banca, dove accanto alle reti fisiche è inarrestabile lo sviluppo della tecnologia e quindi della multicanalità.
L’ABI su queste materie ha dovuto purtroppo registrare distanze enormi: al momento si tratta di posizioni antitetiche e inconciliabili.
L’Associazione ha preso atto della indisponibilità dei Sindacati a proseguire le riunioni per il rinnovo contrattuale prima di aver messo a punto la piattaforma. Di qui il prossimo incontro fissato per il 14 aprile. 

3,3 miliardi da Progetti investimenti Italia a fine 2013

​(22 febbraio 2014) A fine 2013 sono ammontati a 3,3 miliardi di euro, per un totale di 9.850 domande accolte, i finanziamenti di “Progetti investimenti Italia” per le Pmi. Lo rende noto l’ABI, a seguito di una rilevazione sulle operazioni effettuate al 31 dicembre 2013, sottolineando che “l’utilizzo delle risorse messe a disposizione è un segnale importante nella prospettiva di ripresa degli investimenti e rilancio economico dell’Italia”.

 

L’iniziativa – focalizzata su un plafond complessivo di 10 miliardi di euro prorogato al 30 giugno 2014 in base al nuovo “Accordo per il credito 2013” tra ABI e le altre Associazioni di imprese – è diventata pienamente operativa da gennaio 2013 nell’ambito dell’Accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi” stipulato nel 2012 tra ABI e tutte le associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale, alla presenza del Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro dello Sviluppo Economico al fine, tra l’altro, di favorire la crescita degli investimenti delle imprese.
In particolare, si evidenzia che:

  • sono state accolte finora 9.850 domande di finanziamento per un controvalore 3,3 miliardi di euro;
  • l’80,4% delle domande presentate riguarda investimenti in beni materiali;
  • le domande accolte “garantite” dal Fondo di garanzia per le Pmi, dall’Ismea o dalla Sace, nonché dai Confidi rappresentano il 17,8%;
  • tra i finanziamenti erogati, quelli con durata superiore a 3 anni rappresentano il 69%; 
  • l’analisi relativa alla distribuzione dei finanziamenti erogati per attività economica dell’impresa richiedente rileva che: 

  •  il 44,8% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “industria”;
  •  il 28,3% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  •  il 5,2% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “artigianato”; 
  • il 4,9% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”; 
  • il 4% dei finanziamenti è riferito ad imprese del settore “agricoltura”; 
  • il restante 12,8% agli “altri servizi”; a livello territoriale, il maggior numero di finanziamenti è stato erogato al Nord (72,7%), seguono Centro (18,7%), Sud e isole (8,6%).   

Il plafond è rivolto alle Pmi, in bonis, che vogliano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa.

Sisma Emilia Romagna: ancora operative le sospensioni rate

(20 febbraio 2014) Misure previste, caso per caso, in scadenza a fine anno

“Massima sensibilità delle banche verso i clienti – privati o aziende – titolari di edifici inagibili e non ancora recuperati a seguito del sisma 2012. Molti istituti, caso per caso, già applicano singolarmente ai loro clienti misure di sospensione delle rate dei finanziamenti”. È quanto conferma il Presidente di ABI Emilia Romagna, Luca Lorenzi, a seguito di chiarimenti chiesti dal Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, e dall’Assessore regionale, Gian Carlo Muzzarelli; dai Senatori, Claudio Broglia e Stefano Vaccari, e dai Deputati, Manuela Ghizzoni e Davide Baruffi.
Si tratta dei casi in cui il cittadino sia in possesso del modello Mude o Sfinge (o del documento attestante l’avvenuta prenotazione della domanda di ricostruzione), ossia di elementi che testimoniano la volontà di aderire al progetto di recupero dell’abitazione o del capannone.
Queste sospensioni di norma scadranno il 31 dicembre 2014 o all’avvenuto ripristino dell’agibilità dell’immobile danneggiato: in ogni caso fa fede l’accordo tra il singolo cliente e la banca.
ABI regionale tratterà la questione in occasione della sua imminente prossima riunione, dove si discuterà la proposta per definire l’accordo Regione-ABI Emilia Romagna-Banche aderenti su questi specifici casi.
 

Alle imprese 240 milioni per investimenti innovativi al Sud

​(20 febbraio 2014) Siglata convenzione ABI-Mise per finanziamenti agevolati Mezzogiorno

 

​Ammontano a 240 milioni le risorse per la concessione di finanziamenti a tasso zero a disposizione delle imprese del Mezzogiorno, in particolare Campania, Puglia, Calabria e Sicilia che attuano programmi di investimento – nello specifico acquisto di macchinari – per una cifra compresa tra 200.000 e 3 milioni di euro. I finanziamenti saranno rimborsati in percentuali differenziate in base alla dimensione d’impresa beneficiaria.E’ quanto prevede il Bando “Macchinari” del Ministero dello sviluppo economico, finanziato con risorse del Piano di azione coesione (Pac) e del Programma operativo nazionale (Pon – “Ricerca e competitività” 2007-2013).I finanziamenti agevolati potranno essere erogati attraverso una modalità innovativa, messa a punto dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese (Dgiai) del Ministero dello sviluppo economico e dall’ABI, secondo la quale le imprese potranno usufruire delle agevolazioni prima di effettuare il pagamento dei beni ai fornitori. Le fatture saranno pagate, pertanto, direttamente con le risorse finanziarie versate dal Ministero su un apposito conto vincolato. La Convenzione siglata tra Ministero e ABI ha stabilito nel dettaglio le regole per l’apertura e la gestione dei conti bancari. “Nell’attuale fase del ciclo economico – ha sottolineato il Direttore generale della Dgiai Carlo Sappino – in cui i segnali di ripresa sono ancora troppo deboli, soprattutto nelle regioni meridionali, contiamo di supportare con il Bando ‘Macchinari’ le imprese nella realizzazione di investimenti in grado di qualificarne gli assetti tecnico-produttivi e rilanciarne la competitività. Credo poi che sia particolarmente significativa, e direi anch’essa innovativa come gli investimenti che ci apprestiamo a sostenere, la partnership pubblico-privato per lo sviluppo attivata con l’ABI, che ringrazio per la disponibilità e la collaborazione offerta”. A sua volta, il Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini ha sottolineato che “questo strumento agevolativo è un tassello importante della politica di sostegno alle imprese e, in particolare, di quelle del Mezzogiorno, che si affianca alla Nuova Sabatini, con l’obiettivo di favorire nuovi investimenti in un momento nel quale siamo tutti impegnati a promuovere la ripresa economica”. Il vantaggio assicurato alle imprese, e anche ai loro fornitori, dalla particolare modalità di erogazione disciplinata dalla Convenzione non è l’unica forma di semplificazione amministrativo-procedurale introdotta nella gestione dello strumento agevolativo. Si segnala, in particolare, che è già fruibile la piattaforma informatica, implementata, in collaborazione con Invitalia, per la compilazione guidata delle domande di ammissione alle agevolazioni, che potranno essere presentate a partire dal 27 febbraio.Maggiori informazioni sul Bando “Macchinari” sono disponibili nella sezione dedicata del portale del Ministero dello sviluppo economico, all’indirizzo www.mise.gov.it

Contatti:Mise – Ufficio Stampa – Via Molise, 2 – 00187 RomaTel. 06.420434337  – fax 06.47887878[email protected] www.mise.gov.itABI – Ufficio Rapporti con la StampaTel. +39 06 6767596 – Fax. +39 06 6767350[email protected] www.abi.it

Toscana: sospese rate per oltre 1,8 mld a famiglie e imprese

 (17 febbraio 2014) ​L’analisi e i dati complessivi di tutte le iniziative bancarie sul territorio tra moratorie alle rate, finanziamenti agevolati e plafond per investimenti e sviluppo


 

Ammontano ad oltre 1,8 miliardi di euro le quote sospese a Pmi e famiglie in Toscana, dal 2009 ad oggi, con le varie moratorie sulle rate dei finanziamenti per affrontare il protrarsi della crisi economica. A questo quadro vanno aggiunti i 329,6 milioni di euro dal Plafond Progetti Investimenti Italia, previsto nel Accordo per il credito 2013 tra l’ABI e le altre Associazioni di impresa e operativo da settembre 2013.
Questo il focus specifico su tutte le iniziative messe in campo, nel corso della crisi, dal mondo bancario con Istituzioni, Associazioni di impresa e Associazioni dei consumatori attraverso moratorie alle rate, finanziamenti agevolati e plafond per investimenti e sviluppo. I dati sono stati elaborati in vista della conferenza “Per la ripresa”, organizzata a Pisa alla Scuola Normale Superiore il prossimo 20 febbraio per il ciclo “Incontri in Normale”, cui parteciperà il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli.
Continua la fase di indebolimento delle attività produttive in Toscana: nell’industria l’attività si è contratta nel 2013, soprattutto per la persistente debolezza della domanda interna. Le esportazioni hanno fornito un contributo positivo nei settori di specializzazione regionale quali la moda e la meccanica. È proseguita la fase recessiva nell’edilizia, sia nel comparto residenziale sia in quello delle opere pubbliche. Nei servizi si sono contratti le vendite al dettaglio, i flussi turistici degli italiani e i movimenti di merci negli scali toscani.
In questo scenario, il mondo bancario – legato alla sua essenza prettamente commerciale – sconta gli effetti delle fragilità del sistema produttivo e dei problemi della mancata crescita. Infatti, l’espansione del credito trova un vincolo spesso insormontabile nel fortissimo aumento del costo del rischio, con il risultato che in Toscana a novembre 2013 il rapporto sofferenze/impieghi ha raggiunto il 10,5%, con sofferenze per oltre 12,1 miliardi di euro (circa l’8% il rapporto sofferenze/impieghi della media nazionale; 7,2% nell’Italia Centrale).

IMPRESE
In questa fase di crisi, il consolidamento del rapporto tra banche e imprese ha prodotto risultati importanti: l’Avviso comune per la sospensione dei mutui ha rappresentato la prova più tangibile di quanto le banche siano vicine alle imprese. Con le “Nuove misure per il credito alle Pmi”, avviate a febbraio 2012, le banche a livello nazionale hanno sospeso 114.000 finanziamenti a livello nazionale (che si aggiungono ai 260.000 dell’Avviso comune scaduto il 31 luglio 2011), pari a 34,9 miliardi di debito residuo (in aggiunta ai 70 miliardi dell’Avviso comune) con una liquidità liberata di 5,4 miliardi (oltre ai 15 miliardi di euro con l’Avviso comune).
In particolare, in Toscana attraverso l’Avviso comune sono state accolte 20.934 domande di sospensione per un ammontare della quota sospesa di 1,2 miliardi di euro; con le Nuove misure per il credito alle Pmi sono state accolte 8.934 domande di sospensione per un ammontare della quota sospesa di 498,5 milioni di euro; con l’Accordo per il credito 2013, secondo i dati più recenti a dicembre, sono state accolte 515 domande di sospensione per 23,5 milioni di euro di quote sospese.
Sempre nell’ambito dell’Accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi”, da gennaio 2013 è pienamente operativa l’iniziativa “Progetti investimenti Italia” avviata da ABI e tutte le Associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale (alla presenza del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero dello sviluppo economico) al fine, tra l’altro, di favorire la crescita degli investimenti delle imprese. Si tratta di un Plafond complessivo di 10 miliardi di euro rivolto alle Pmi, in bonis, che vogliano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa. In Toscana, a dicembre 2013, sono stati erogati 930 finanziamenti per 329,6 milioni di euro pari all’8,9% del totale nazionale.

FAMIGLIE
Con la moratoria dei mutui alle famiglie, dal periodo di avvio della sospensione del rimborso delle rate di mutuo sino a marzo 2013, le banche hanno sospeso circa 98.781 mutui, pari a 10,9 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata di 690 milioni di euro. In Toscana i contratti di mutuo che hanno usufruito di questa opportunità sono stati 9.871. Ciò significa una liquidità in più per le famiglie sul territorio colpite dalla crisi pari a 76,6 milioni di euro, circa il 10,3% dell’ammontare complessivo sospeso.
Nel frattempo, da maggio 2013, è pienamente operativo il Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa, iniziativa che rappresenta la misura pubblica di raccordo con la moratoria dell’ABI concordata con le Associazioni dei consumatori e portata avanti dal 2010. Ad oggi, a livello nazionale sono 10.350 le famiglie che hanno potuto sospendere per 18 mesi il pagamento delle rate dei mutui, per un controvalore di 988,5 milioni di euro di debito residuo. In Toscana si tratta di 508 famiglie, per un controvalore di oltre 54,5 milioni di euro di debito residuo.

Banche e Pa contro le infiltrazioni criminali nelle grandi opere

(15 febbraio 2014) Grazie al progetto “Monitoraggio finanziario” messo a punto dal Cbi per il Dipe, già monitorati i conti di 138 aziende che partecipano alla fase di sperimentazione. Si tratta di imprese appaltatrici e subappaltatrici coinvolte nella realizzazione di importanti interventi pubblici come: la linea C della metropolitana di Roma, la Variante di Cannitello, il Grande Progetto Pompei e, a breve, la metropolitana M4 di Milano.


Prevenire e contrastare l’infiltrazione di capitali di origine illecita all’interno delle procedure di affidamento e realizzazione delle grandi opere di interesse nazionale, dando un contributo significativo alla lotta alla criminalità. È questo l’obiettivo del progetto Monitoraggio finanziario, messo a punto dal Consorzio Cbi per il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (Dipe).Il progetto – nato nel 2009 per consentire un più efficace controllo degli appalti su lavori, servizi e forniture attraverso la tracciabilità di tutti i flussi finanziari connessi alla realizzazione di rilevanti interventi pubblici – oggi monitora i conti correnti di 138 aziende coinvolte nella fase di sperimentazione. Complessivamente, dall’avvio del progetto sono oltre 6 mila i flussi di informazioni trasferiti al Dipe e circa 30 gli istituti finanziari coinvolti. Già nella fase di sperimentazione, infatti, il monitoraggio finanziario riguarda i conti correnti di imprese appaltatrici e subappaltatrici impegnate nella realizzazione di opere pubbliche di grande rilievo come: la linea C della metropolitana di Roma; la Variante di Cannitello; il Grande Progetto Pompei per la tutela e la valorizzazione dell’area archeologica cittadina. Si sta lavorando per estendere il progetto anche alla metropolitana M4 di Milano.Alla luce dei significativi risultati raggiunti dal progetto di Monitoraggio finanziario, il Ministero dell’interno, in collaborazione col Consorzio Cbi e Formez Pa, si è aggiudicato un bando europeo per la prevenzione e la lotta alla criminalità. Presentando il progetto “Creation of sutomated procedures against criminal infiltration in public contracts” (Capaci), infatti, ha ottenuto i finanziamenti per estendere il monitoraggio anche ad altre opere pubbliche italiane e supportare la diffusione di questa best practice presso gli altri paesi europei. Il monitoraggio dei flussi finanziari connessi alla realizzazione delle grandi opere è realizzato attraverso il Servizio di Nodo del Consorzio Cbi. Il Consorzio gestisce l’infrastruttura di rete che interconnette ad oggi circa 920 mila imprese a 600 istituti finanziari, incluse Poste italiane e CartaLis, che rappresentano il 98% del mondo bancario italiano per numero di sportelli e l’88,2% delle società che offrono servizi di pagamento.

Al via plafond di 2,5 miliardi per sostenere investimenti Pmi

(14 febbraio 2014) ​L’Associazione bancaria italiana, la Cassa depositi e prestiti e il Ministero dello sviluppo economico hanno firmato questa mattina la Convenzione diretta a dare attuazione alla “Nuova Sabatini”. Entrano dunque nel vivo le nuove misure di sostegno agli investimenti delle piccole e medie imprese (Pmi). La normativa si rivolge alle micro, piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi che realizzano investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali e attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali. Le imprese devono avere sede operativa in Italia, essere iscritte nel Registro delle imprese ed essere in regola con le normative.

​Sono stati stanziati da CDP – e saranno distribuiti dalle banche aderenti alla Convenzione sulla base delle richieste delle imprese – 2,5 miliardi di euro. Il plafond potrà essere aumentato con successivi provvedimenti fino a 5 miliardi.
Le banche che aderiscono alla Convenzione ABI–CDP–MISE potranno utilizzare il plafond per finanziamenti fino al 31 dicembre 2016.
Il Ministero dello Sviluppo Economico riconosce alle PMI un contributo che copre parte degli interessi sui finanziamenti bancari per gli investimenti realizzati. Il contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni.
Le Pmi, insieme al contributo e al finanziamento, possono anche attingere al “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento. Per accedere al contributo occorre avere una delibera di finanziamento bancario o di leasing non superiore a cinque anni di importo tra i 20mila e i 2 milioni di euro. Il finanziamento può coprire fino al 100% degli investimenti.
Le domande di finanziamento e di contributo potranno essere presentate alle banche o intermediari finanziari dal 31 marzo 2014. A partire dal 10 marzo saranno disponibili on-line sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico i moduli di domanda.
Le banche aderenti alla Convenzione saranno indicate sul sito dell’ABI, della Cassa depositi e prestiti  e del Ministero dello sviluppo economico.

Il testo della Convenzione
 

Disposizioni in materia di imprese artigiane

Audizione del Direttore centrale ABI, Gianfranco Torriero
10^ Commissione Industria, commercio, turismo del Senato
4 febbraio 2014

​L’Associazione Bancaria Italiana ha accettato con grande piacere l’invito della 10a Commissione industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica XIII a partecipare alle audizioni sull’esame congiunto dei disegni di legge nn. 264, 268, 412 e 652 riguardanti disposizioni in materia di imprese artigiane.Il documento che qui presentiamo è strutturato in quattro blocchi:

  • in una prima parte si dà conto dell’evoluzione del contesto macroeconomico con particolare riferimento all’andamento generale dell’attività bancaria e creditizia in ispecie;
  • in una seconda parte ci si concentra sui rapporti tra banche e mondo dell’artigianato evidenziando i finanziamenti in essere e le iniziative adottate a favore di questo comparto;
  • in una terza parte si offre un esame specifico dei Disegni di legge oggetto di questo incontro;
  • ed in una ultima parte si dà un quadro della politica di coesione 2014-2020 che ha possibilità di impattare sulle prospettive del settore in esame.

Leggi il documento