L’80% dei clienti è multicanale

(8 aprile 2014) Servizi bancari sempre più articolati e personalizzati, e filiali organizzate per rispondere alle nuove esigenze della clientela e del territorio. A Dimensione Cliente 2014 l’indagine ABI sull’evoluzione dei rapporti tra la banca e il cliente.

​Banca multicanale e multiservizi: se da una parte con l’affermarsi dei nuovi canali di accesso ai servizi bancari, come internet, smartphone, tablet e call center, si sta intensificando l’uso della banca in ottica self-service per le operazioni di tutti i giorni, dall’altra parte la filiale sta riscoprendo una nuova centralità nel rapporto col cliente. È quanto emerge dalla rilevazione condotta dall’ABI in collaborazione con GfK-Eurisko, presentata al convegno Abi ‘Dimensione cliente’ che si svolge oggi e domani a Roma. Focus sull’evoluzione dei rapporti tra la banca e il cliente: secondo l’indagine la metà dei clienti utilizza internet, in un anno è raddoppiato l’utilizzo del mobile banking e del call center, mentre lo sportello resta un punto di riferimento importante per quasi il 90% della clientela pur cambiando funzione.
“L’enorme evoluzione che sta interessando la banca rispecchia il cambiamento in atto nella società, caratterizzata dalla crescente digitalizzazione dei servizi e dei processi e dalla multicanalità relazionale – così Giovanni Sabatini, il direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana, in apertura dei lavori del convegno – Le banche adattano e sviluppano i loro canali e le loro reti fisiche in un’ottica di efficienza, accessibilità e prossimità con la clientela per rispondere appieno alle nuove esigenze e in considerazione della specificità del territorio. In questo senso la rinnovata importanza dello sportello: sulla centralità dell’accoglienza e della consulenza al cliente si sviluppa il nuovo modello di filiale, che si affianca alla semplicità e alla comodità dell’operatività online”.
L’indagine Abi-GfK Eurisko conferma il fenomeno della crescente intercanalità della clientela già delineatosi negli ultimi anni, ossia l’uso combinato dello sportello e dei canali a distanza che coinvolge la grande maggioranza dei clienti (quasi l’80%, era il 65% nel 2005), per fare fronte alle diverse necessità. L’uso dei canali a distanza favorisce, raddoppiandole, le occasioni di dialogo fra banche e clienti.
 grafico.jpgDallo studio emerge che il 2013 si caratterizza per una sensibile crescita dell’uso dei canali a distanza, in particolare dell’internet banking che ormai viene utilizzato, con la banca principale, da quasi la metà della clientela (48%, pari a circa 14 milioni di clienti). L’uso del servizio online sembra aver svolto anche un ruolo di catalizzatore della diffusione degli altri canali a distanza: cresce infatti la quota di clienti che accedono alla banca anche attraverso il telefono sia nella versione ‘mediata’  da personale di contatto, ossia la banca telefonica, sia nella versione ‘fai da te’ in mobilità, accessibile con il supporto dei nuovi smartphone, ossia il mobile banking. Secondo l’indagine, i clienti che dichiarano di usare ciascuno di questi canali sono ad oggi l’11% (circa 3 milioni di utenti per ciascun canale), raddoppiati in un anno. Cresce anche l’uso dell’Atm che viene utilizzato dall’85% dei clienti; in particolare, il 33% usa le aree self-service per l’operatività più evoluta. Anche l’uso del promotore finanziario registra una crescita: a fine 2013, il 7% dei clienti dichiara di avvalersi di questo canale (4% nel 2012).A fronte di un uso più marcato dei canali a distanza, quasi il 90% dei clienti continua a recarsi in agenzia privilegiando sempre più lo sportello per l’assistenza e la consulenza nei momenti delle scelte finanziarie importanti e meno per l’operatività di routine che ormai viene assorbita dai nuovi canali distributivi. Una indagine svolta da PwC per Abi mostra che, sulla base dell’evoluzione osservata presso banche operanti in paesi esteri, le reti fisiche degli sportelli potranno evolvere verso sistemi più articolati con tipologie diverse di filiali per rispondere alle specifiche esigenze dei bacini di utenza in cui esse insistono: specializzate, multiservizi, leggere, automatiche o con formati specifici ad alto impatto di comunicazione.

Operativo il Fondo per l’Occupazione

(5 aprile 2014) I primi risultati dello strumento per finanziare occupazione stabile nel mondo bancario, senza alcun onere per la finanza pubblica. Oltre 3800 domande, presentate da 140 banche nel solo mese di marzo, per assunzioni a tempo indeterminato, anche con apprendistato, o stabilizzazioni di rapporti a termine.

​Sono i primi numeri del Fondo Nazionale per il Sostegno dell’Occupazione (F.O.C.), che ha avviato la fase di erogazione delle prestazioni per favorire la creazione di nuova occupazione stabile e garantire una riduzione di costi alle imprese che procedono ad assunzioni a tempo indeterminato.
In un periodo in cui la disoccupazione, soprattutto giovanile, ha raggiunto cifre impressionanti, il Fondo, istituito dall’ABI e dai Sindacati di categoria con il Contratto nazionale vigente, rappresenta una risposta concreta ed innovativa per sostenere la ripresa. E infatti, Il Comitato di Gestione di Enbicredito – Ente Bilaterale Nazionale attraverso il quale è gestito il F.O.C. – ha già accolto quasi 1000 domande, deliberando finanziamenti per oltre 7.000.000 di Euro.
Ciascuna azienda riceve un contributo complessivo di 7.500 o 9.000 euro in un triennio per ciascuna assunzione di giovani disoccupati, cassaintegrati o in mobilità, disabili, donne e persone residenti nel Mezzogiorno; cioè le fasce di persone socialmente più deboli in Italia.
Il Fondo utilizza una dotazione economica interamente raccolta con il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori della categoria, incluse le figure apicali delle mondo bancario. Anche in questo caso non vi sono oneri per la finanza pubblica, come avviene da tempo per il Fondo di Solidarietà che gestisce gli esuberi dei dipendenti bancari, assicurando un reddito e minimizzando gli impatti sociali per i lavoratori. 

Al via la Fondazione per l’educazione finanziaria e risparmio

(2 aprile 2014) Il nuovo organismo creato per sviluppare la cultura al risparmio e alla legalità economica in Italia è stato presentato oggi a Roma nella sede dell’Associazione Bancaria Italiana. Tra le priorità l’impulso alla diffusione su tutto il territorio nazionale dell’educazione finanziaria e l’apertura anche a soggetti non bancari.

​La “Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio”, il nuovo organismo costituito per diffondere l’educazione finanziaria nel Paese, è stata presentata il 2 aprile  nella sede dell’Associazione Bancaria Italiana da Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI, e da Andrea Beltratti, Presidente della nuova Fondazione.
La “Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio”, che sta realizzando l’iter per il riconoscimento della personalità giuridica nasce su espressa volontà del mondo bancario di promuovere un approccio condiviso all’educazione finanziaria e al risparmio.
In linea con le migliori prassi internazionali, la Fondazione promuoverà la diffusione dell’educazione finanziaria su tutto il territorio nazionale, nel più ampio concetto di educazione alla cittadinanza economica attiva e alla legalità, e svilupperà la conoscenza finanziaria e la cultura del risparmio nei cittadini tramite l’organizzazione di eventi sul territorio, strumenti innovativi e in prospettiva grazie alla creazione di contenuti originali.
“Migliorare la comprensibilità dei concetti di base dell’economia è uno passo cruciale per innalzare il livello di consapevolezza e responsabilità di ciascuno – commenta Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione bancaria italiana – E’ fondamentale per avvicinare i cittadini al mondo economico, alle istituzioni, agli intermediari, al mondo dell’informazione”.
Una delle principali novità della Fondazione riguarda l’apertura anche a soggetti diversi dalle banche, in primis le numerose Associazioni dei Consumatori. Una partecipazione aperta è quindi necessaria per soddisfare le esigenze di milioni di cittadini che si trovano a misurarsi con i temi dell’economia e della finanza.
“La Fondazione opererà in stretta relazione con le scuole, le famiglie, le Università, le Istituzioni e le numerose Associazioni dei consumatori per diffondere l’educazione finanziaria sul territorio – commenta Andrea Beltratti, Presidente della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio – In prospettiva si specializzerà anche nella produzione di contenuti originali ed innovativi di educazione finanziaria da mettere a disposizione dei partecipanti che vorranno aderiranno all’iniziativa. Uno sforzo comune e trasversale, che agevoli un maggiore dialogo tra tutti gli attori per quanto riguarda i contenuti e la diffusione degli stessi tramite canali innovativi, potrà consentire di raggiungere la massa critica necessaria per influenzare realmente il processo di crescita dell’educazione finanziaria nel nostro Paese.”
La Fondazione mira a creare la diffusione dell’educazione finanziaria e della cittadinanza economica, consentendo a ciascuno di affrontare il tema, condividendo idee e realizzando congiuntamente progetti e strumenti didattici in modo efficiente ed efficace.

La Relazione

La Scheda
 

Disposizioni urgenti per il rilancio dell’occupazione

Audizione dell’Associazione bancaria italiana presso l’XI Commissione permanente

lavoro e previdenza sociale della Camera dei deputati
1° aprile 2014

​L’Associazione bancaria italiana desidera anzitutto ringraziare per l’opportunità di partecipare alla presente Audizione sul D.D.L. n. 2208 “Conversione in legge del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”.Il testo normativo costituisce, come è noto, un primo tassello di un più ampio progetto di riforma del mercato del lavoro.L’ABI ha già espresso il proprio apprezzamento per l’obiettivo che il Governo si prefigge, che – come si evince dalla bozza di D.D.L. delega – è quello di procedere alla redazione di un testo organico di disciplina delle tipologie contrattuali dei rapporti di lavoro, volto a favorire l’inserimento dei lavoratori nelle imprese, con tutele crescenti.La semplificazione, per quanto possibile, delle modalità di accesso al mondo del lavoro e la razionalizzazione dell’intero tessuto normativo sono da sempre auspicati dall’Associazione e più volte enunciati nelle occasioni di incontro e nelle audizioni parlamentari di questi anni, unitamente all’esigenza di poter contare su un quadro di regole certe e finalmente stabili.L’ABI ritiene utile che l’azione del legislatore prosegua nella direzione intrapresa con il D.L. n. 34 del 2014, rispetto al quale si esprime una condivisione di massima circa le modifiche apportate alla disciplina del contratto a tempo determinato e a quella dell’apprendistato.In più occasioni, infatti, l’ABI ha avuto modo di osservare come la legge del 28 giugno 2012, n. 92 (“Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”) avesse introdotto significative limitazioni delle tipologie contrattuali più flessibili, con incremento dei costi connessi al relativo utilizzo.

Leggi il documento

Collocamento polizze assicurative: adesioni in aumento

​(29 marzo 2014) Operativo circa il 63% tra banche ed intermediari finanziari per realizzare accordo tra ABI, Assofin e Associazioni dei Consumatori sulla correttezza e trasparenza nel collocamento delle polizze assicurative sui finanziamenti alle famiglie consumatrici.
 

​Con l’adesione di 55 tra banche ed intermediari finanziari rappresentativi di oltre 63% del mercato del credito alle famiglie, entra nella fase operativa il Protocollo d’intesa sulla correttezza e trasparenza nel collocamento delle polizze assicurative tra ABI, Assofin e le Associazioni dei Consumatori Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale dei Consumatori.
Gli obiettivi dell’accordo sono quelli di promuovere una trasparenza sempre più sostanziale dal punto di vista della clientela; rafforzare la libertà di scelta, e maggiore consapevolezza del consumatore sulle caratteristiche delle diverse tipologie di servizi e prodotti offerti da banche e intermediari finanziari, tra le quali poter scegliere, e rendere più agevole l’accesso ad opportune coperture assicurative per mutui e credito al consumo.
Nello specifico, tra gli impegni cui saranno chiamate banche e/o intermediari finanziari aderenti all’iniziativa, con riferimento alle polizze oggetto del Protocollo:

  • l’evidenziazione nella documentazione precontrattuale che la polizza è facoltativa e non necessaria per l’ottenimento del credito;
  • l’esposizione del costo complessivo del finanziamento con e senza la polizza – oltre al Taeg, già obbligatoriamente riportato nella documentazione precontrattuale, previsto anche un altro indicatore del costo totale del credito, calcolato con le stesse modalità del Taeg includendo le polizze assicurative facoltative;
  • la definizione di accordi con le imprese assicurative per l’estensione del diritto di recesso dalle polizze assicurative facoltative e le relative comunicazioni alla clientela – tenendo sempre come riferimento le esigenze del cliente, sia per quanto concerne i diritti e qualità del servizio sia per quel che attiene le condizioni economiche, banche e società finanziarie che aderiscono al Protocollo definiscono accordi con l’impresa (o con le imprese) di assicurazione con la quale si hanno rapporti commerciali per la promozione e il collocamento di polizze assicurative facoltative accessorie ai finanziamenti.

Questi accordi servono a riconoscere a favore del consumatore un periodo di 60 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto assicurativo – ovvero, se successiva, dalla data di efficacia – per recedere liberamente dal contratto mantenendo in essere il finanziamento. In questo senso, dopo il perfezionamento del contratto, verrà inviata a ciascun cliente una “lettera di benvenuto” con le principali informazioni sulle coperture previste dalla polizza e i tempi e le modalità per l’eventuale esercizio del recesso.
Tra le Parti, come previsto dall’Intesa, sarà a breve istituito un Osservatorio congiunto che si occuperà di analizzare la tematica delle polizze accessorie ai finanziamenti, rilevare i risultati di indagini su reclami o ricorsi, condividere e proporre eventuali iniziative per migliorare sempre più l’informazione alla clientela, e ottimizzare i livelli di efficienza e la trasparenza del mercato delle polizze assicurative.
Dal momento della adesione le banche egli intermediari finanziari hanno 90 giorni lavorativi per poter rendere operativi gli impegni previsti dal protocollo. 

Rischi da sottoporre a valutazione nell’Icaap

​(20 marzo 2014) La lettera circolare Prot. UAR- UAR/000722 del 20 marzo 2014, riporta alcune indicazioni rispetto al tema in oggetto scaturenti da alcuni contatti con la Banca d’Italia in merito a quanto pubblicato nella Circolare 285 “Disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” . Va tenuto presente che le indicazioni fornite, che si riportano nel seguito, riferendosi al secondo pilastro della vigilanza prudenziale, non devono essere intese in nessun modo vincolanti e/o lesive dell’autonoma responsabilità interna delle banche nella determinazione del proprio capitale a rischio.
 

​Le previsioni della Circolare 285 sono entrate in vigore a partire dal 1° gennaio 2014 e, pertanto, non rilevano ai fini della compilazione del corrente Icaap (esercizio 2013) da inviare entro aprile 2014.
Si ritiene, tuttavia, che le banche dovrebbero già cominciare ad attrezzarsi per fornire delle prime valutazioni in merito, considerando che la stima delle esigenze di capitale interno e la predisposizione dei meccanismi di mitigazione e controllo dei rischi è determinata non solo in chiave attuale, ma anche in chiave prospettica.
Inoltre, è stato fatto presente che i rischi citati “ex novo” nella Circolare 285 non sono “nuovi” quanto a potenziale rilevanza nella determinazione del capitale interno delle banche; infatti , anche nel regime vigente, si prescrive che “è rimessa alla prudente valutazione di ogni banca l’individuazione di eventuali ulteriori fattori di rischio connessi con la propria specifica operatività” (cfr. Circolare 263).
Ciò premesso, per quanto riguarda il ricorso alla misurazione piuttosto che all’utilizzo di valutazioni qualitative del rischio di leva finanziaria eccessiva, declinando il principio di proporzionalità, è stato suggerito quanto segue:

  • gli intermediari di Classe 1 e 2 dovrebbero svolgere opportune riflessioni in merito all’implementazione di un effettivo sistema di misurazione, facendo riferimento, in particolare, a indicatori quali il leverage ratio calcolato secondo i nuovi criteri contenuti nel documento di Basilea approvato lo scorso mese di gennaio;
  • gli altri intermediari potranno effettuare invece delle valutazioni di carattere qualitativo, avendo comunque presente il metodo di determinazione del leverage ratio.

Con riferimento alle azioni da attivare a valle del processo di valutazione/misurazione del rischio di leva finanziaria eccessiva, le indicazioni emerse hanno teso a sottolineare che rimane valido il principio generale secondo il quale la Banca d’Italia, nell’ambito del riesame del resoconto Icaap e del dialogo con gli intermediari vigilati, valuta caso per caso le singole situazioni aziendali con riferimento a tutti i rischi di secondo pilastro e, laddove opportuno, richiede degli add-on di capitale, in aggiunta agli interventi di mitigazione di carattere organizzativo/gestionale.
Per quanto concerne il rischio di trasferimento, la Banca d’Italia ribadisce che lo stesso dovrebbe non risultare “nuovo” per determinate strategie di business.
In tali casi le banche dovrebbero essere già in grado di verificare se i propri affidati, almeno i più rilevanti, siano esposti al rischio di mancata conversione valutaria (e non al più classico rischio di cambio).
In sintesi, è opportuno che per l’esercizio Icaap 2014, gli intermediari siano in grado di valutare almeno la materialità del rischio, isolando le esposizioni potenzialmente soggette al rischio di trasferimento. Se non si fosse in grado di ricostruire per ogni soggetto affidato le informazioni relative alla valuta delle fonti di finanziamento e di reddito si potranno operare approssimazioni collegate alla tipologia di attività e alla residenza del soggetto affidato. Per quel che riguarda l’identificazione delle valute a rischio di “mancata conversione” si potranno mutuare i criteri già utilizzati per la determinazione del country risk per il quale l’ABI stila una lista di Paesi da considerarsi a rischio.

Riflessioni del Gruppo di lavoro interbancario in tema di Lcr

(20 marzo 2014) Con lettera circolare Prot. UAR- UAR/000721 del 20 marzo 2014, è stato inviato agli Associati il documento “Riflessioni del Gruppo di lavoro interbancario in tema di LCR – Depositi Stabili e relazione operativa consolidata”. Con esso si intende dare delle indicazioni sul calcolo dell’indicatore LCR con particolare riferimento ai temi dei depositi stabili e della relazione operativa consolidata.

​Durante i lavori del gruppo interbancario competente sono anche state concordate delle posizioni comuni poi inviate alla Banca d’Italia, in vista dell’emanazione dell’Atto Delegato della Commissione Europea. Nel documento, dopo aver richiamato la parte di norma rilevante per il tema in oggetto si propone un percorso logico di identificazione dei depositi stabili di tipo “procedurale”. Nel documento, dopo aver richiamato la parte di norma rilevante per il tema in oggetto si propone un percorso logico di identificazione dei depositi stabili di tipo “procedurale”. Caratteristica pregnante di tale approccio è stata l‘identificazione di una serie di test da effettuare al fine di:

  •  segmentare la Clientela in modo coerente con le disposizioni previste dalla CRR sia ai fini del Rischio di Credito che di Liquidità. Quest’ultimo potrebbe prevedere criteri non disgiunti ma aggiuntivi a quelli del Rischio di Credito (cfr. Art. 411 CRR);
  • quantificare correttamente la quota parte assicurata, in capo al cliente, da parte del FITD (o schemi di garanzia analoghi) ponendo particolare attenzione al tema delle co-intestazioni;
    ­ identificare i rapporti dei Clienti aventi una natura transattiva (es. presenza di accredito di stipendio/pensione);
  • identificare l’esistenza di una relazione del Cliente consolidata con la Banca, nel caso in cui non sussista un rapporto di natura transattiva (es. caratteristiche dei prodotti utilizzati);
    ­ identificare l’esistenza di una relazione operativa consolidata con la Banca per le tipologie di controparti diverse da Retail come definito da CRR;
  • addivenire, in ultima analisi, all’identificazione della quota parte dei Depositi da considerare stabili, ponendo particolare attenzione ai meccanismi di propagazione di tale attributo nel caso di contestazioni di rapporto.

Le indicazioni riportate nel documento allegato non sono, e non hanno intenzione di essere, in alcun modo vincolanti per le banche, ma rappresentano unicamente le riflessioni del GdL sull’argomento che si ritiene possano rappresentare un ausilio per coloro che si apprestano al calcolo dell’indicatore LCR, quantunque l’Atto delegato su questa parte innovativa della Vigilanza prudenziale non sia stato ancora elaborato e approvato nelle opportune sedi Europee.

Grazie al Cbill Enel si aggiudica il Premio Innovazione Ict

(19 marzo 2014) I clienti Enel, in possesso di un conto corrente online di qualsiasi banca aderente al servizio Cbill, potranno effettuare via web il pagamento bollette per la fornitura di energia elettrica. Nel corso della giornata inaugurale di Smau Roma, l’evento dedicato alle tecnologie digitali e all’innovazione per le imprese e la pubblica amministrazione, Enel  ha  ricevuto  il  Premio Innovazione Ict Lazio grazie al Servizio Cbill sviluppato dal Consorzio Cbi.

​Il progetto, in sperimentazione da aprile e a regime da maggio, prevede l’adesione di Enel al Servizio Cbill grazie alla partnership con Intesa Sanpaolo. I clienti Enel, in possesso di un conto corrente online di qualsiasi banca aderente al Servizio Cbill, potranno effettuare via web il pagamento delle bollette per la fornitura di energia elettrica.
Il servizio consentirà il pagamento anche tramite Bancomat e specifiche App delle banche italiane aderenti alla rete. “Come Consorzio Cbi siamo orgogliosi di questo importante riconoscimento in quanto Enel è la prima azienda ad aderire al Servizio Cbill – sottolinea Liliana Fratini Passi, Direttore generale del Consorzio Cbi. Il progetto rappresenterà una rivoluzione nella gestione quotidiana dei pagamenti di imprese e famiglie, una svolta nella dematerializzazione dei processi di pagamento nel quadro della digitalizzazione e dell’efficientamento della Pa nel nostro Paese”.
“Il Premio Innovazione Ict Lazio rappresenta per Enel il riconoscimento dal lavoro continuo per cercare di rendere semplice e sicura la vita dei nostri clienti – afferma Giovanni Vattani, dell’Area Controllo Qualità, Training e Sviluppo processi di Enel. Il servizio Cbill permetterà infatti di usufruire di un nuovo strumento di pagamento integrato nell’Internet banking: un sistema innovativo rapido, sicuro disponibile 24 h su 24 che coinvolgerà circa 20 milioni di clienti. Si tratta di un ulteriore passo verso la multicanalità messo a disposizione sia dei clienti che hanno scelto di passare al mercato libero con Enel Energia sia di quelli rimasti nel mercato di maggior tutela”.
Il Premio Innovazione Ict Lazio, ideato dall’Osservatorio Smau-School of Management con l’obiettivo di valorizzare i migliori casi di successo di aziende del Centro Italia che hanno innovato con successo il proprio business attraverso le tecnologie digitali, è stato consegnato da Rosario Cerra, Presidente Confcommercio Lazio e Augusto Coriglioni, Presidente Sezione It di Unindustria, alla presenza di Giuliano Faini, Osservatorio Smau-School of Management del Politecnico di Milano.
Il Servizio Cbill permette agli utenti di Home Banking e/o Corporate Banking degli istituti finanziari Consorziati Cbi la consultazione e il pagamento, in logica multicanale, di bollette emesse da soggetti fatturatori clienti delle banche aderenti al Consorzio Cbi, siano essi imprese o Pubbliche Amministrazioni Centrali/Locali.I primi gruppi bancari che stanno partendo gradualmente da gennaio 2014 con il nuovo Servizio Cbilll rappresentano oltre la metà dell’intero settore bancario in termini di sportelli (57%). Si tratta di: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Popolare, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Etruria, Iccrea, Icbpi e Ubi Banca che fanno parte del Consiglio direttivo del Consorzio Cbi. I rimanenti Consorziati CBI vi aderiranno a partire dal 1° luglio 2014.Il servizio Cbill sarà utilizzabile via internet da 18 milioni di correntisti online, via canale mobile da 2 milioni di utenti attivi su mobile banking, via Atm attraverso circa 47.000 sportelli automatici e via canale bancario tramite gli sportelli dei 600 istituti finanziari consorziati Cbi che saranno tutte operative a partire da luglio 2014.Il Consorzio CbiIl Consorzio Cbi gestisce un’avanzata infrastruttura di rete, definendo gli standard tecnici e normativi che consentono ai propri consorziati di offrire servizi dispositivi, informativi e di gestione documentale alle imprese clienti e alla Pubblica amministrazione.Oggi la rete Cbi collega circa 920 mila imprese e 600 istituti finanziari, tra cui Poste Italiane e CartaLis, che rappresentano il 98% del settore bancario italiano per numero di sportelli e l’88,2% dei prestatori di servizi di pagamento.Nel 2013 la rete Cbi ha registrato il passaggio di oltre 4,4 miliardi di transazioni dispositive, informative e documentali tra l’Industria Bancaria e le imprese/Pa.

Assegnati i Premi per l’innovazione nei servizi bancari

(18 marzo 2014) ​La premiazione dei vincitori per le quattro categorie – banca per il futuro, banca smart, solidarietà e sostenibilità, comunicazione e ascolto – al Forum ABI Lab che si tiene oggi e domani a Milano. “Menzioni speciali” a sei progetti . È la quarta edizione del concorso ABI per l’innovazione nei servizi bancari a cui hanno partecipato più di 60 progetti.

​Le idee e le soluzioni più innovative applicate dalle banche a canali, prodotti e servizi, in grado di coniugare tecnologia e sviluppo con sostenibilità ambientale e sostegno a imprese, famiglie e nuove generazioni, sono state premiate al Forum ABI Lab di Milano. È la quarta edizione del “Premio ABI per l’innovazione nei servizi bancari” a cui hanno partecipato sessantotto progetti. Tra i protagonisti di quest’anno: l’innovazione dei canali e dei modelli distributivi; le iniziative di solidarietà e i nuovi strumenti al servizio di una comunicazione più efficace, diretta e innovativa.

“Tutti i progetti presentati – ha detto il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli – declinano in modo originale l’evoluzione tecnologica e organizzativa, coinvolgendo nei processi innovativi sia i clienti che i dipendenti e facendo convivere la solidarietà e la vicinanza a imprese, famiglie e territorio con la sempre maggiore necessità di efficienza, flessibilità e velocità.”

Ecco i premiati di quest’edizione per le categorie banca per il futuro, banca smart, solidarietà e sostenibilità, comunicazione e ascolto, scelti dal Comitato Tecnico Scientifico di esperti e dalla Giuria di rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico.

Per la categoria “La banca per il futuro”, dedicata ai progetti volti a favorire la crescita dell’economia e a sostenere imprese, famiglie e nuove generazioni, sono stati assegnati:
– il Premio “Innovare per crescere” a “Virtual Account” di Unicredit;
– il Premio “Innovare per la famiglia e i giovani” a “CassaXpress” del Banco Popolare.

Per la categoria “La banca smart”, dedicata all’innovazione di canali e modelli distributivi, che passa anche attraverso l’evoluzione dei processi, in un’ottica di maggiore efficienza, flessibilità e velocità, sono stati assegnati:
– il Premio “Innovare per essere più vicini” a “Socio in Creval: il club dedicato ai soci” del Credito Valtellinese;
– il Premio “Innovare per essere più veloci” a “Orizzonte Agroalimentare” di Cariparma Crédit Agricole.

Per la categoria “La banca solidale e sostenibile”, dedicata alle iniziative a supporto dello sviluppo sociale e della crescita sostenibile, è stato assegnato:
– il Premio “Innovare responsabilmente” a “Possiamo Crescere Tutti Insieme” di Banca Mediolanum.

Per la categoria “La banca si presenta e ascolta”, dedicata allo sviluppo dei nuovi modelli di comunicazione, è stato assegnato:
– il Premio “Innovare per comunicare” a “Comunicazione 3.0” di BNL Gruppo BNP Paribas.

Sei progetti hanno inoltre ricevuto una Menzione Speciale da parte della Giuria. Si tratta in particolare di: “Top Store & Pass” di Findomestic; “Risparmiolandia” della Cassa Centrale Banca; “Home Banking su Facebook” di Banca Sella; “Subito Banca” di Unicredit; “MobilePOS CartaSì” di Cartasì; “WIDIBA” di Banca Monte dei Paschi di Siena. A conferma del ruolo svolto dalle banche nel dare impulso e sviluppo all’innovazione a vantaggio dei clienti e più in generale del Paese, anche quest’anno il Premio Abi partecipa al “Premio dei Premi”, il Premio Nazionale per l’Innovazione promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
 

Catasto: 14 organizzazioni per un’equa attuazione della riforma

(15 marzo 2014) In vista dell’emanazione dei decreti attuativi della riforma del Catasto, 14 organizzazioni rappresentanti le diverse realtà associative si sono riunite oggi nella sede della Confedilizia e hanno deciso di organizzare un piano d’azione per la raccolta dei dati inerenti valori e canoni del triennio 2011-2013 necessari alla messa a punto del nuovo sistema nonché per l’elaborazione di proposte per un’equa attuazione della riforma.

​Le organizzazioni che partecipano al progetto – che interessa tutti i settori dell’economia – sono: ABI, Ance, Ania, Casartigiani, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confindustria e Fiaip.
La revisione del Catasto dei fabbricati porterà ad attribuire a ciascuna unità immobiliare un valore patrimoniale e una rendita. A tal fine si procederà a determinare il valore patrimoniale medio ordinario e la rendita media ordinaria delle unità immobiliari.
In questo quadro, le 14 organizzazioni di categoria hanno deciso di effettuare, in modo coordinato e capillare, un monitoraggio sui valori di compravendita e sui canoni di locazione delle unità immobiliari e a tal fine si attiveranno anche a livello territoriale per la raccolta di dati che potranno poi essere confrontati con i valori e i redditi (rendite) dell’Agenzia delle entrate.
Lo svolgimento di un’azione comune e coordinata delle 14 associazioni consentirà di condividere e utilizzare tutte le informazioni, conoscenze ed esperienze che ciascuna organizzazione possiede in relazione al singolo settore di propria competenza, pervenen-do così all’acquisizione di una consistente e qualificata mole di dati e documentazione per ogni possibile tipologia di immobile oggetto della revisione catastale (abitazioni, uffici, studi, negozi, botteghe artigianali, laboratori, magazzini, opifici industriali ecc.) e con la più ampia varietà di distinzioni possibili (per zona, stato conservativo dell’immobile ecc.), così da consentire l’elaborazione di proposte per la revisione del sistema estimativo di tutte le unità immobiliari, a destinazione sia ordinaria sia speciale.