Bonus Casa: online la nuova guida sulla cessione del credito

​(29 maggio 2021) È online l’infografica con informazioni su come usufruire della cessione del credito d’imposta per gli interventi edilizi che rientrano nei Bonus Casa, utili per i cittadini titolari o interessati a comprendere meglio le caratteristiche di questo strumento.

​Nell’ambito delle agevolazioni fiscali previste per i lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico degli immobili, che si affiancano alla misura del Superbonus, è infatti possibile optare, tra l’altro, per il trasferimento del credito d’imposta alla banca per ottenere liquidità immediata o per rimborsare un eventuale finanziamento.

Realizzata dall’ABI in collaborazione con le banche e le associazioni dei consumatori che partecipano al progetto Trasparenza semplice, questa nuova infografica in formato digitale ha l’obiettivo di favorire i cittadini nella comprensione del meccanismo attraverso il quale chi si avvale dei Bonus Casa previsti per il 2021 può cedere ad una banca il credito d’imposta maturato. Chi effettua interventi di miglioramento o adeguamento degli immobili e diventa titolare di bonus ha infatti a disposizione diverse opzioni per recuperare del tutto o in parte le spese sostenute, come la detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi diluita nel tempo, lo sconto in fattura da parte dell’impresa che ha realizzato gli interventi o la cessione del credito d’imposta. L’infografica in particolare illustra quest’ultima possibilità e spiega a quali agevolazioni è applicabile.

Disponibile online sul sito dell’ABI nella pagina dedicata (questo il link), questo nuovo strumento info educativo diretto alla clientela è a disposizione delle banche e delle Associazioni dei consumatori che hanno collaborato alla sua realizzazione (ACU, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.Di.Con, UNC). 

L’iniziativa sviluppata nell’ambito del progetto Trasparenza semplice, che prevede la realizzazione e diffusione di strumenti informativi ed educativi su temi di interesse per la clientela, ha l’obiettivo di favorire la fruizione delle informazioni di carattere bancario e finanziario da parte dei cittadini.
Ecco, in sintesi, i principali contenuti della infografica:

I Bonus Casa cedibili oltre al Superbonus
Oltre al Superbonus (che consente di portare in detrazione il 110% delle spese sostenute per specifici interventi), l’attuale normativa prevede la cedibilità del credito per una serie di opere tra cui quelle di riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico, recupero del patrimonio edilizio e altre tipologie che possono riguardare sia le parti comuni di edifici sia le singole unità immobiliari. L’infografica in maniera dettagliata illustra quali tipologie di lavori permettono di usufruire dell’agevolazione e secondo quali caratteristiche.

Come cedere il credito d’imposta alla banca
L’infografica fornisce inoltre le principali informazioni sulle forme di cessione del credito d’imposta e prime indicazioni ai titolari per poter valutare la cessione del Bonus, anche considerando che più soggetti possono aver diritto alla detrazione delle spese sostenute. È possibile richiedere direttamente in banca le informazioni su come procedere e sulla documentazione da presentare. Dopo aver stipulato il relativo contratto con la banca, per comunicare la cessione del credito si dovrà utilizzare l’apposita piattaforma Web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

 

Dl sostegni bis: ABI diffonde circolare agli associati

(27 maggio 2021) L’ABI ha tempestivamente subito diffuso una lettera circolare a tutti gli Associati, nella quale è fornito un approfondimento giuridico dei provvedimenti contenuti nel Decreto legge 25 maggio 2021 n. 73, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 25 maggio 2021, recante misure urgenti per il sostegno alle imprese, al lavoro e alle professioni.

Il Decreto legge prevede, tra l’altro, misure di sostegno alla liquidità delle imprese e delle famiglie. In particolare, è’ prevista la proroga al 31 dicembre 2021 delle moratorie, per la quota capitale, dei finanziamenti per le PMI, previa comunicazione entro il 15 giugno alla banca finanziatrice. 
E’ prevista altresì l’estensione al 31 dicembre 2021 delle misure del Decreto legge Liquidità dell’aprile 2020 relative alle garanzie di Sace, del Fondo di garanzia PMI e di Ismea e un aumento della possibile durata massima dei finanziamenti fino a 10 anni. 
Nel Decreto legge sono inoltre previste misure in favore dei giovani di età inferiore a 36 anni per l’acquisto della casa di abitazione e un rafforzamento dell’operatività del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa. 

Domande a Fondo garanzia a quota 2,15 mln, finanziati 171,43 mld

​(27 maggio 2021) L’ABI segnala che a ieri, 26 maggio, il totale delle richieste di garanzia pervenute al Fondo centrale per le Piccole e Medie Imprese (PMI) è cresciuto a 2.153.617, per un importo finanziato di 171.438.559.875 Euro. Solo in un giorno, rileva l’ABI, le richieste sono aumentate di 6.679.

Dl sostegni bis: ABI diffonde circolare agli associati

​(27 maggio 2021) L’ABI ha tempestivamente subito diffuso una lettera circolare a tutti gli Associati, nella quale è fornito un approfondimento giuridico dei provvedimenti contenuti nel Decreto legge 25 maggio 2021 n. 73, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 25 maggio 2021, recante misure urgenti per il sostegno alle imprese, al lavoro e alle professioni.

​Il Decreto legge prevede, tra l’altro, misure di sostegno alla liquidità delle imprese e delle famiglie. In particolare, è’ prevista la proroga al 31 dicembre 2021 delle moratorie, per la quota capitale, dei finanziamenti per le PMI, previa comunicazione entro il 15 giugno alla banca finanziatrice.
E’ prevista altresì l’estensione al 31 dicembre 2021 delle misure del Decreto legge Liquidità dell’aprile 2020 relative alle garanzie di Sace, del Fondo di garanzia PMI e di Ismea e un aumento della possibile durata massima dei finanziamenti fino a 10 anni.
Nel Decreto legge sono inoltre previste misure in favore dei giovani di età inferiore a 36 anni per l’acquisto della casa di abitazione e un rafforzamento dell’operatività del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa.

 

Nel 2020 rapine in calo del 56,3%

(25 maggio 2021) Continuano a diminuire le rapine in banca. Nel 2020, infatti, sono stati 119 i colpi compiuti allo sportello, con un calo del 56,3% rispetto ai 272 dello stesso periodo dell’anno precedente. In netto calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 1,1 a 0,5.

​Il trend positivo che ha caratterizzato il fenomeno negli ultimi anni è anche il frutto del lavoro congiunto di banche e Forze dell’Ordine. Basti pensare che, tra il 2007 al 2020, le rapine allo sportello sono diminuite del 96%, passando dalle 3.364 del 2007 alle 119 del 2020.
Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, che sono stati presentati oggi nel corso del convegno Banche e Sicurezza 2021, la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca.
Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dall’indagine Ossif sulle rapine in banca nel 2020.

La mappa delle rapine
Nel 2020, nessun colpo in banca in Friuli Venezia Giulia, Molise e Valle d’Aosta. Le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-50%, da 6 a 3), Basilicata (-75%, da4 a 1), Calabria (-50%, da 4 a 2), Campania (-55%, da 20 a 9), Emilia Romagna (-51,4%, da 35 a 17), Lazio (-64%, da 25 a 9), Liguria (-28,6%, da 7 a 5), Lombardia (-59,6%, da 52 a 21), Marche (-80%, da 5 a 1), Piemonte (-60%, da 15 a 6), Puglia (-66,7%, da 21 a 7), Sardegna (-50%, da2 a 1), Sicilia (-48,6%, da 35 a 18), Toscana (-60%, da 25 a 10), Veneto (-55,6%, da 9 a 4) e sono rimaste invariate in Umbria (4 rapine) . Aumenti si sono invece verificati in Trentino Alto Adige (con 1 rapina da 0). 

Gli investimenti in sicurezza, la Guida antirapina e il rinnovo del protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità in banca
Le banche italiane investono ogni anno circa 580 milioni di euro per rendere le proprie filiali ancora più protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita “Guida alla sicurezza per gli operatori di sportello”, realizzata da Ossif in collaborazione con il Ministero dell’Interno e le Prefetture. La Guida Antirapina è un significativo punto di riferimento per chi opera ogni giorno nelle filiali bancarie: una sorta di vademecum su come comportarsi durante le rapine, ma anche indicazioni utili per prevenirle nonché per agevolare il controllo del territorio e l’attività investigativa delle Forze dell’Ordine.
Lo scorso 7 luglio l’ABI e il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno hanno rinnovato il Protocollo d’Intesa per rafforzare la collaborazione, attraverso dialogo e scambio di informazioni, e contrastare in modo sempre più efficace il fenomeno criminale delle rapine in banca


Blocco esecuzioni rinviato ancora alla Consulta

(25 maggio 2021) “L’ordinanza del Tribunale di Piacenza che ha sollevato questione di costituzionalità del blocco delle esecuzioni immobiliari e di rilascio porta autorevolmente all’attenzione un tema di rilievo sia sotto il profilo generale della certezza del diritto sia sotto il profilo specifico delle regole bancarie” ha dichiarato il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini.

​“Le incertezze e le inefficienze delle procedure esecutive determinano, infatti, appesantimenti nella gestione dei crediti deteriorati, un accumulo abnorme degli stessi e maggiori penalizzazioni in termini di requisiti patrimoniali per le banche operanti in Italia. Ciò ha come ulteriore conseguenza una minore disponibilità di risorse per erogare credito alle imprese e alle famiglie solvibili”.

Blocco esecuzioni rinviato ancora alla Consulta

​(25 maggio 2021) “L’ordinanza del Tribunale di Piacenza che ha sollevato questione di costituzionalità del blocco delle esecuzioni immobiliari e di rilascio porta autorevolmente all’attenzione un tema di rilievo sia sotto il profilo generale della certezza del diritto sia sotto il profilo specifico delle regole bancarie” ha dichiarato il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini.

​“Le incertezze e le inefficienze delle procedure esecutive determinano, infatti, appesantimenti nella gestione dei crediti deteriorati, un accumulo abnorme degli stessi e maggiori penalizzazioni in termini di requisiti patrimoniali per le banche operanti in Italia. Ciò ha come ulteriore conseguenza una minore disponibilità di risorse per erogare credito alle imprese e alle famiglie solvibili”.

Nel 2020 rapine in calo del 56,3%

​(25 maggio 2021) Continuano a diminuire le rapine in banca. Nel 2020, infatti, sono stati 119 i colpi compiuti allo sportello, con un calo del 56,3% rispetto ai 272 dello stesso periodo dell’anno precedente. In netto calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 1,1 a 0,5.

​Il trend positivo che ha caratterizzato il fenomeno negli ultimi anni è anche il frutto del lavoro congiunto di banche e Forze dell’Ordine. Basti pensare che, tra il 2007 al 2020, le rapine allo sportello sono diminuite del 96%, passando dalle 3.364 del 2007 alle 119 del 2020.
Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, che sono stati presentati oggi nel corso del convegno Banche e Sicurezza 2021, la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca.
Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dall’indagine Ossif sulle rapine in banca nel 2020.

La mappa delle rapine
Nel 2020, nessun colpo in banca in Friuli Venezia Giulia, Molise e Valle d’Aosta. Le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-50%, da 6 a 3), Basilicata (-75%, da4 a 1), Calabria (-50%, da 4 a 2), Campania (-55%, da 20 a 9), Emilia Romagna (-51,4%, da 35 a 17), Lazio (-64%, da 25 a 9), Liguria (-28,6%, da 7 a 5), Lombardia (-59,6%, da 52 a 21), Marche (-80%, da 5 a 1), Piemonte (-60%, da 15 a 6), Puglia (-66,7%, da 21 a 7), Sardegna (-50%, da2 a 1), Sicilia (-48,6%, da 35 a 18), Toscana (-60%, da 25 a 10), Veneto (-55,6%, da 9 a 4) e sono rimaste invariate in Umbria (4 rapine) . Aumenti si sono invece verificati in Trentino Alto Adige (con 1 rapina da 0).

Gli investimenti in sicurezza, la Guida antirapina e il rinnovo del protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità in banca
Le banche italiane investono ogni anno circa 580 milioni di euro per rendere le proprie filiali ancora più protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita “Guida alla sicurezza per gli operatori di sportello”, realizzata da Ossif in collaborazione con il Ministero dell’Interno e le Prefetture. La Guida Antirapina è un significativo punto di riferimento per chi opera ogni giorno nelle filiali bancarie: una sorta di vademecum su come comportarsi durante le rapine, ma anche indicazioni utili per prevenirle nonché per agevolare il controllo del territorio e l’attività investigativa delle Forze dell’Ordine.
Lo scorso 7 luglio l’ABI e il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno hanno rinnovato il Protocollo d’Intesa per rafforzare la collaborazione, attraverso dialogo e scambio di informazioni, e contrastare in modo sempre più efficace il fenomeno criminale delle rapine in banca

Sostenibilità: Protocollo ABI-Eni

​(21 maggio 2021) Intensificare il dialogo e la collaborazione tra il settore bancario ed Eni per facilitare la transizione dell’economia verso modelli ambientalmente più sostenibili. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato dal Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli e dal Presidente dell’Eni Lucia Calvosa e che darà vita a un tavolo di lavoro congiunto.

​L’iniziativa avviata da ABI ed Eni mira a individuare tematiche di comune interesse, affrontare temi legati allo sviluppo sostenibile e approfondire l’applicazione dei criteri Ue di sostenibilità ai prodotti finanziari, la definizione di investimenti ‘verdi’ per favorire la sostenibilità, la promozione di una diffusa sensibilità a queste tematiche e le possibilità di collaborazione con il mondo accademico.

Il protocollo definisce numerosi ambiti d’azione. ABI ed Eni stabiliscono di:

– analizzare il quadro normativo di riferimento e condividere le modifiche da promuovere a livello nazionale ed europeo per facilitare le transizioni verso una economia sostenibile e duratura; 

– valutare le tipologie di investimenti sostenibili alla luce della tassonomia europea delle attività economiche sostenibili e dei suoi aggiornamenti/ampliamenti e delle linee di azione della Banca Europea degli Investimenti e di altri organismi simili;

– studiare e promuovere strumenti finanziari ‘verdi’, potenzialmente al servizio delle filiere industriali impegnate nei processi di transizione verso modelli sostenibili e rendicontabili dalle banche in maniera coerente con gli indicatori richiesti dalla regolamentazione e dalla supervisione europea;

 – favorire una sempre maggior consapevolezza dell’importanza delle tematiche di sostenibilità, promuovendo la realizzazione di studi, ricerche, convegni, conferenze, seminari e corsi di formazione;

 – individuare forme di collaborazione anche con le Università per istituire specifici corsi di laurea specialistici sui temi della sostenibilità e della finanza sostenibile;

Le parti prevedono di riunirsi con cadenza annuale per verificare lo stato di avanzamento delle iniziative programmate.  
L’iniziativa di ABI ed Eni prende le mosse dalla crescente consapevolezza che sostenibilità e fattori cosiddetti “Esg” (ambientali, sociali e di governance) possono avere un impatto sempre più rilevante sulle performance finanziarie. In tal senso, il mondo della finanza è chiamato a svolgere un ruolo cruciale nel complessivo processo di transizione verso un’economia che veda progressivamente ridotte le emissioni nell’atmosfera, così da ridurre l’inquinamento e favorire al contempo la creazione di nuovi posti di lavoro e dare impulso all’avvio di una innovazione sostenibile e duratura.

Il Protocollo