La struttura finanziaria delle imprese italiane e le sfide della pandemia

​(7 aprile 2021) Audizione del Direttore Generale dell’ABI  Giovanni Sabatini presso la VI Commissione finanze della Camera dei deputati

“​Illustre Presidente, Onorevoli Deputati,consentitemi innanzitutto di ringraziarvi, a nome dell’Associazione Bancaria Italiana e del presidente Antonio Patuelli, per la possibilità di sviluppare alcune riflessioni su una questione che il mondo bancario ritiene essenziale affrontare per porre le basi per una robusta e duratura ripresa economica dopo la crisi pandemica. Infatti, sebbene le imprese del settore non finanziario stiano beneficiando, nell’affrontare la crisi, di un importante irrobustimento finanziario realizzato negli anni scorsi, tuttavia – come autorevolmente rilevato, tra gli altri, dal Governatore della Banca d’Italia – è importante valutare l’opportunità per le aziende, significativamente impattate dalle conseguenze economiche della pandemia, di misure volte a riequilibrare la struttura finanziaria e a rafforzarne la patrimonializzazione.”

L’Audizione

ABI sigla protocollo per vaccinazione dipendenti delle banche

(7 aprile 2021) ABI ha preso parte al confronto promosso dal Governo che si è concluso con la firma del “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”.

​Le Banche potranno vaccinare i propri dipendenti che lo vorranno quando le dosi di vaccino saranno disponibili.
Nel settore bancario tale percorso è stato favorito e sostenuto dalla preventiva condivisione tra ABI, Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin, del Verbale di riunione del 17 marzo 2021, in cui le Parti nazionali si sono impegnate a favorire la realizzazione del percorso per la somministrazione dei vaccini da parte delle imprese di settore ai propri dipendenti.
Il Protocollo firmato è di estrema rilevanza, considerato il delicato momento che sta ancora vivendo il Paese, e testimonia l’alto senso di responsabilità di tutte le Parti coinvolte. “Con la firma di ABI del Protocollo per la somministrazione dei vaccini nei luoghi di lavoro”, sottolinea Poloni, Presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro, “le Banche confermano e rafforzano il proprio impegno nel contribuire al superamento dell’emergenza sanitaria e delle sue drammatiche conseguenze sostenendo la veloce realizzazione della copertura vaccinale”.
“A seguito della condivisione del Verbale di riunione del 17 marzo scorso tra ABI e Organizzazioni sindacali di settore Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin” continua Poloni “moltissime Banche hanno già manifestato la disponibilità alla vaccinazione dei colleghi”. 
Per quanto concerne le misure da adottare per prevenire, contrastare e contenere la diffusione del virus Covid-19, il settore bancario è dotato di autonomi Protocolli condivisi con i Sindacati nazionali fin dall’inizio della pandemia, tempo per tempo aggiornati dalle Parti medesime in relazione all’evoluzione della situazione sanitaria.
 

Si rafforza l’impegno per la crescita sostenibile delle imprese

​(2 aprile 2021) Banche sempre più impegnate per favorire la crescita delle imprese all’insegna della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Dall’ultima indagine condotta dall’ABI, l’Associazione bancaria italiana, sulle Dichiarazioni non finanziarie (Dnf) pubblicate dalle banche nel 2020, emerge il crescente supporto delle banche alle imprese che integrano aspetti ambientali, sociali e di governo societario (acronimo Esg dall’inglese Environmental, Social and Governance) nello svolgimento delle attività e che intraprendono un percorso di transizione verso modelli di organizzazione e di business improntati alla sostenibilità.

​L’indagine, realizzata su un campione particolarmente rappresentativo del settore bancario (la copertura dei rispondenti è pari al 94% del totale attivo del settore), contribuisce a delineare un quadro dell’evoluzione delle pratiche di rendicontazione non finanziaria anche alla luce della spinta normativa europea per lo sviluppo sostenibile.
Il cambiamento climatico
La rilevazione dell’ABI mette in luce la crescente attenzione del settore bancario alle possibili conseguenze, anche in termini di opportunità, che il cambiamento climatico può avere sulle imprese. Secondo l’indagine, banche rappresentative del 76% circa del totale attivo del settore già rendicontano iniziative effettuate per promuovere la migliore gestione dei rischi delle imprese clienti correlati al cambiamento climatico.
grafico.pngL’indagine pone l’attenzione sulle banche nel loro doppio ruolo sia come realtà che rientrano nell’obbligo di pubblicare la propria Dichiarazione non finanziaria sia come ‘fruitori’ delle informazioni presenti nelle rendicontazioni degli altri soggetti. 
In riferimento all’evoluzione delle Dichiarazioni non finanziarie delle controparti, secondo l’indagine, il 51% del totale attivo del settore bancario indica come prioritario poter disporre di informazioni per la valutazione delle proprie esposizioni in conformità ai principi Ue di sostenibilità definiti nel Regolamento sulla tassonomia che prevede una serie di requisiti tecnici da rispettare affinché l’attività economica possa essere considerata climaticamente sostenibile e rendicontata in tal modo dalla banca. Tra le informazioni prioritarie di cui la banca ha bisogno, segue (44% del totale attivo) la misurazione con dati quantitativi degli obiettivi di miglioramento del profilo di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico delle attività economiche delle imprese, che riguardano ad esempio per la mitigazione la rendicontazione sulla riduzione delle emissioni di Co2 e per l’adattamento le coordinate di geolocalizzazione per la valutazione del rischio fisico.
 

Si rafforza l’impegno per la crescita sostenibile delle imprese

​(2 aprile 2021) Banche sempre più impegnate per favorire la crescita delle imprese all’insegna della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Dall’ultima indagine condotta dall’ABI, l’Associazione bancaria italiana, sulle Dichiarazioni non finanziarie (Dnf) pubblicate dalle banche nel 2020, emerge il crescente supporto delle banche alle imprese che integrano aspetti ambientali, sociali e di governo societario (acronimo Esg dall’inglese Environmental, Social and Governance) nello svolgimento delle attività e che intraprendono un percorso di transizione verso modelli di organizzazione e di business improntati alla sostenibilità.

​L’indagine, realizzata su un campione particolarmente rappresentativo del settore bancario (la copertura dei rispondenti è pari al 94% del totale attivo del settore), contribuisce a delineare un quadro dell’evoluzione delle pratiche di rendicontazione non finanziaria anche alla luce della spinta normativa europea per lo sviluppo sostenibile. 


Il cambiamento climatico
La rilevazione dell’ABI mette in luce la crescente attenzione del settore bancario alle possibili conseguenze, anche in termini di opportunità, che il cambiamento climatico può avere sulle imprese. Secondo l’indagine, banche rappresentative del 76% circa del totale attivo del settore già rendicontano iniziative effettuate per promuovere la migliore gestione dei rischi delle imprese clienti correlati al cambiamento climatico. 

L’indagine pone l’attenzione sulle banche nel loro doppio ruolo sia come realtà che rientrano nell’obbligo di pubblicare la propria Dichiarazione non finanziaria sia come ‘fruitori’ delle informazioni presenti nelle rendicontazioni degli altri soggetti.  
In riferimento all’evoluzione delle Dichiarazioni non finanziarie delle controparti, secondo l’indagine, il 51% del totale attivo del settore bancario indica come prioritario poter disporre di informazioni per la valutazione delle proprie esposizioni in conformità ai principi Ue di sostenibilità definiti nel Regolamento sulla tassonomia che prevede una serie di requisiti tecnici da rispettare affinché l’attività economica possa essere considerata climaticamente sostenibile e rendicontata in tal modo dalla banca. Tra le informazioni prioritarie di cui la banca ha bisogno, segue (44% del totale attivo) la misurazione con dati quantitativi degli obiettivi di miglioramento del profilo di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico delle attività economiche delle imprese, che riguardano ad esempio per la mitigazione la rendicontazione sulla riduzione delle emissioni di Co2 e per l’adattamento le coordinate di geolocalizzazione per la valutazione del rischio fisico.

Al via la sesta edizione del Premio ABI – FEDUF – FIABA

(27 marzo 2021) Al via la sesta edizione del Premio ‘Finanza per il sociale’, dedicato ai giovani giornalisti e praticanti, per sostenere il loro impegno nel raccontare l’importanza della cultura finanziaria. L’iniziativa è promossa da ABI (Associazione Bancaria Italiana), FEDUF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, nata su iniziativa della stessa ABI) e FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche) grazie all’impegno comune sui temi dell’inclusione finanziaria e sociale, che si realizza anche attraverso lo strumento dell’educazione finanziaria e al risparmio. L’iniziativa è patrocinata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

​Il Premio, destinato a giornalisti professionisti, pubblicisti, praticanti e allievi delle scuole di giornalismo o master riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti, di età inferiore ai 35 anni (compresi), vuole valorizzare il loro impegno a cogliere le sfide del giornalismo economico, in un contesto in cui l’adeguata informazione e formazione finanziaria costituiscono un autentico servizio per lo sviluppo di competenze imprescindibili. 
Il Premio si arricchisce del tema della sostenibilità e per la prima volta punta a valorizzare e a coinvolgere anche l’impegno dei giornalisti di età superiore rispetto a quella prevista dal concorso, tramite la possibilità di assegnare menzioni speciali.  
Questa edizione è indetta con la collaborazione – in qualità di partner – di Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), CeRP-Fondazione Collegio Carlo Alberto, Global Compact Network Italia e Museo del Risparmio, di Avvenire come media partner e di Bancaforte come partner digitale.

Tema del Premio
“Storie di inclusione finanziaria e sociale quale leva di sviluppo sostenibile: gli obiettivi dell’educazione finanziaria e al risparmio e il benessere globale” questo il tema proposto.  L’elaborato dovrà, quindi, evidenziare in che modo l’educazione finanziaria possa supportare lo sviluppo sostenibile, soprattutto in relazione al ruolo delle realtà operanti sul territorio nella promozione dell’inclusione e dell’auto sostenibilità finanziaria dei cittadini, anche in riferimento agli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il Premio e le menzioni speciali
All’articolo o servizio radiotelevisivo ritenuto migliore verrà assegnato un riconoscimento economico pari a euro 1.200. Sono inoltre previste menzioni speciali per gli elaborati più meritevoli. Il contributo vincitore sarà pubblicato sui siti Internet dei promotori ABI, FEDUF, FIABA.
La Giuria, composta dai rappresentanti delle realtà che promuovono e sostengono l’iniziativa e da esperti qualificati, avrà la facoltà di individuare, valutare e premiare – attraverso una menzione speciale dedicata – eventuali contributi di spiccata rilevanza, realizzati da candidati di età superiore a quella indicata nel bando, che potranno pervenire anche su segnalazione degli stessi autori o dei cittadini.

Modalità di partecipazione
La partecipazione al Premio è gratuita. Ogni concorrente potrà partecipare singolarmente o in gruppo con un solo articolo o servizio audio o video, che sia stato pubblicato o trasmesso nel periodo compreso tra il 1° marzo 2020 e il 10 settembre 2021.

L’elaborato in concorso dovrà essere spedito per e-mail entro l’ 11 settembre 2021 indicando come oggetto la dicitura ‘Premio Finanza per il Sociale VI Edizione’ a [email protected] o per posta all’indirizzo FIABA – Premio Giornalistico ‘Finanza per il Sociale’, Piazzale degli Archivi, n. 41, 00144 Roma. In caso di spedizione a mezzo posta farà fede la data del timbro postale. Gli elaborati dovranno comunque pervenire entro e non oltre il 17 settembre 2021.

Ulteriori informazioni nei siti www.abi.it, www.fiaba.org e www.curaituoisoldi.it di FEDUF. Ogni informazione potrà essere richiesta agli indirizzi e-mail [email protected][email protected] e [email protected].

Al via la sesta edizione del Premio ABI – FEDUF – FIABA

​(27 marzo 2021) Al via la sesta edizione del Premio ‘Finanza per il sociale’, dedicato ai giovani giornalisti e praticanti, per sostenere il loro impegno nel raccontare l’importanza della cultura finanziaria. L’iniziativa è promossa da ABI (Associazione Bancaria Italiana), FEDUF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, nata su iniziativa della stessa ABI) e FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche) grazie all’impegno comune sui temi dell’inclusione finanziaria e sociale, che si realizza anche attraverso lo strumento dell’educazione finanziaria e al risparmio. L’iniziativa è patrocinata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
 

​Il Premio, destinato a giornalisti professionisti, pubblicisti, praticanti e allievi delle scuole di giornalismo o master riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti, di età inferiore ai 35 anni (compresi), vuole valorizzare il loro impegno a cogliere le sfide del giornalismo economico, in un contesto in cui l’adeguata informazione e formazione finanziaria costituiscono un autentico servizio per lo sviluppo di competenze imprescindibili. 
Il Premio si arricchisce del tema della sostenibilità e per la prima volta punta a valorizzare e a coinvolgere anche l’impegno dei giornalisti di età superiore rispetto a quella prevista dal concorso, tramite la possibilità di assegnare menzioni speciali.
Questa edizione è indetta con la collaborazione – in qualità di partner – di Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), CeRP-Fondazione Collegio Carlo Alberto, Global Compact Network Italia e Museo del Risparmio, di Avvenire come media partner e di Bancaforte come partner digitale.

Tema del Premio
“Storie di inclusione finanziaria e sociale quale leva di sviluppo sostenibile: gli obiettivi dell’educazione finanziaria e al risparmio e il benessere globale” questo il tema proposto.  L’elaborato dovrà, quindi, evidenziare in che modo l’educazione finanziaria possa supportare lo sviluppo sostenibile, soprattutto in relazione al ruolo delle realtà operanti sul territorio nella promozione dell’inclusione e dell’auto sostenibilità finanziaria dei cittadini, anche in riferimento agli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il Premio e le menzioni speciali
All’articolo o servizio radiotelevisivo ritenuto migliore verrà assegnato un riconoscimento economico pari a euro 1.200. Sono inoltre previste menzioni speciali per gli elaborati più meritevoli. Il contributo vincitore sarà pubblicato sui siti Internet dei promotori ABI, FEDUF, FIABA.
La Giuria, composta dai rappresentanti delle realtà che promuovono e sostengono l’iniziativa e da esperti qualificati, avrà la facoltà di individuare, valutare e premiare – attraverso una menzione speciale dedicata – eventuali contributi di spiccata rilevanza, realizzati da candidati di età superiore a quella indicata nel bando, che potranno pervenire anche su segnalazione degli stessi autori o dei cittadini.

Modalità di partecipazione
La partecipazione al Premio è gratuita. Ogni concorrente potrà partecipare singolarmente o in gruppo con un solo articolo o servizio audio o video, che sia stato pubblicato o trasmesso nel periodo compreso tra il 1° marzo 2020 e il 10 settembre 2021.

L’elaborato in concorso dovrà essere spedito per e-mail entro l’ 11 settembre 2021 indicando come oggetto la dicitura ‘Premio Finanza per il Sociale VI Edizione’ a [email protected] o per posta all’indirizzo FIABA – Premio Giornalistico ‘Finanza per il Sociale’, Piazzale degli Archivi, n. 41, 00144 Roma. In caso di spedizione a mezzo posta farà fede la data del timbro postale. Gli elaborati dovranno comunque pervenire entro e non oltre il 17 settembre 2021.

Ulteriori informazioni nei siti www.abi.it, www.fiaba.org e www.curaituoisoldi.it di FEDUF. Ogni informazione potrà essere richiesta agli indirizzi e-mail [email protected], [email protected] e [email protected].
 

Domande di moratoria per oltre 294 miliardi

(24 marzo 2021) Credito e liquidità per famiglie e imprese: domande di moratoria per oltre 294 miliardi di euro, oltre 149 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; raggiungono i 22,3 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE 

​Si attestano ad oltre 2,7 milioni, per un valore di circa 294 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 149 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 22,3 miliardi di euro, su 1.699 richieste ricevute.   
Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace(i). 
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 12 marzo sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande di moratoria, su prestiti per circa 294 miliardi(ii) .
Si stima che, in termini di importi, circa il 95% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 4% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie finora approvate per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di moratorie. Le evidenze raccolte dalla Banca d’Italia mostrano che circa i due terzi degli importi delle moratorie richieste e approvate dalle banche da marzo 2020 sono ancora in essere. Tale percentuale è più elevata per le moratorie di legge rispetto a quelle promosse dagli intermediari o loro associazioni (81 e 39 per cento, rispettivamente).
Più in dettaglio, le domande provenienti da società non finanziarie rappresentano il 43% del totale, a fronte di prestiti per 189 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi del DL ‘Cura Italia’ (quasi 1,3 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 153 miliardi. Le 60 mila adesioni alla moratoria promossa dall’ABI hanno riguardato 17 miliardi di finanziamenti alle imprese. 
Le domande delle famiglie (iii) hanno riguardato prestiti per 96 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto circa 200 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto 580 mila adesioni, per circa 27 miliardi di prestiti.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere, nella seconda metà di febbraio, a 1,67 milioni, per un importo di finanziamenti di quasi 140 miliardi. Al 12 marzi è stato erogato circa il 93% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 1.838.477 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 23 marzo 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 149,6 miliardi di euro.
In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 1.829.736 pari ad un importo di circa 148,7 miliardi di euro. Di queste, 1.111.688 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 21,7 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 298.835 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 6,7 miliardi. Al 24 marzo sono state accolte 1.813.497 operazioni, di cui 1.805.003 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 22,3 miliardi di euro, per un totale di 1.699 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 8,8 miliardi di euro riguardano le prime nove operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 13,5 miliardi di euro circa i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 1.690 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

____________________________________________  
(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.
(ii)Il numero delle richieste di moratoria e i relativi importi possono risultare inferiori rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione e rettifica di dati precedentemente comunicati dalle banche.
(iii)La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.

Lettera ABI alle Istituzioni: estendere le gacs su crediti npl

(23 marzo 2021) Il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli e il Direttore Generale, Giovanni Sabatini, hanno inviato oggi una lettera alle Istituzioni Italiane per sottolineare l’importanza che nei prossimi provvedimenti legislativi sia prevista l’estensione del meccanismo delle garanzie pubbliche sulle operazioni di cartolarizzazioni di portafogli di crediti deteriorati (cd. GACS).

​Tale strumento finanziario si è rilevato utilissimo per ridurre il peso dei crediti deteriorati nei bilanci delle banche e liberare risorse per poter erogare nuovo credito. A tal fine sarebbe opportuno estendere la misura anche ai portafogli di crediti classificati come inadempienze probabili.

Le priorità degli investimenti tra digitalizzazione e sicurezza informatica

(22 marzo 2021) Le banche italiane accelerano su innovazione e tecnologia, con strategie e programmi di investimento ancora più a misura del cliente.  È quanto emerge dal rapporto di ABI Lab, il Centro di ricerca per l’innovazione e la banca promosso dall’ABI, che focalizza le priorità per le innovazioni (ICT -Information and Communication Technology) del mondo bancario. In primo piano spiccano il potenziamento dei servizi di Mobile Banking e la protezione dei canali remoti utilizzati dalla clientela.

​La costante spinta trova conferma anche nelle previsioni di spesa formulate dagli istituti di credito. Per il 92% delle realtà analizzate, infatti, il budget ICT per il 2021 è in aumento o stabile rispetto al 2020. Lo studio, condotto su un campione che rappresenta circa il 67% del settore bancario in termini di dipendenti, è stato presentato oggi al Forum ABI Lab 2021, che quest’anno si svolge fino a venerdì 26 marzo interamente sul web.

Le priorità per il 2021
Secondo l’indagine di ABI Lab, ai primi posti delle priorità d’investimento del settore troviamo l’acquisizione digitale dei clienti, a dimostrazione di quanto il contesto di pandemia globale abbia accelerato i cambiamenti nelle abitudini delle persone, nella confidenza con i canali digitali e, più in generale, nei modelli di relazione. Seguono il potenziamento dei servizi di Mobile Banking, la forte attenzione alla gestione adeguata dei dati (Data Governance) e il rafforzamento delle componenti di sicurezza, che per tutte le banche operanti in Italia rappresentano un’assoluta priorità di lavoro. Si mantiene considerevole l’impegno nei percorsi di modernizzazione e di adeguamento delle infrastrutture. A questi aspetti, infine, si affiancano le iniziative di dematerializzazione e di trasformazione delle architetture tecnologiche.

Sul versante della ricerca e dello sviluppo, i progetti considerati prioritari dalle banche riguardano, soprattutto, il potenziamento dell’intelligenza artificiale e la modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche.Seguono la gestione e mitigazione dei rischi cibernetici, le iniziative sui dati, il potenziamento dei servizi di Mobile Banking. Sulla scia della direttiva europea PSD2 (Payment Services Directive 2), emergono le azioni in materia di Open Banking, rese possibili dalle piattaforme API (Application Programming Interface), tecnologia che consente lo scambio automatico di dati fra applicazioni differenti e che abilita quindi una connessione sicura tra i conti dei clienti bancari e altri fornitori di servizi. Infine, resta alta l’attenzione anche per l’automazione dei processi, il potenziamento della sicurezza dei canali remoti (identità e accessi) e la trasformazione delle architetture tecnologiche. 

Fonte: ABI Lab, Rilevazione sulle priorità ICT delle banche italiane, marzo 2021, 22
banche/ gruppi bancari

Il Forum di quest’anno: edizione interamente sul webIl Forum 2021, in programma da oggi a venerdì 26 marzo, si svolgerà interamente sul web a causa dell’emergenza Covid. Un nuovo formato per un Forum più dinamico, in cui saranno condivise tesi e idee per l’Innovazione con la partecipazione di professionisti di primo piano.

Per seguire l’evento è necessario registrarsi al seguente link:

https://www.abilab.it/web/guest/eventi/2021-03-iscrizione-forum-abi-lab

Al centro del Forum, giunto alla sua diciassettesima edizione, il tema della trasformazione digitale attraverso il percorso evolutivo che le banche stanno compiendo sotto la spinta delle nuove tecnologie. Tra i temi affrontati: l’intelligenza artificiale, la cybersecurity, la sostenibilità e il Fintech.