Accesso al credito e sostegno a famiglie

(12 maggio 2021) ABI e 17 Associazioni dei Consumatori (ACU, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.Di.Con, UNC) hanno sottoscritto una lettera indirizzata alle Istituzioni italiane per rappr​esentare alcune proposte dirette a rafforzare i principali strumenti pubblici volti a favorire l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa e a sostenere le famiglie aventi difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui a seguito del perdurare della situazione epidemiologica da Covid 19.

La lettera contiene la richiesta comune che:

  • siano potenziate le disponibilità finanziarie del “Fondo prima casa” nell’ottica di assicurarne l’operatività almeno per tutto il 2022. Si tratta del principale strumento pubblico nel mercato dei mutui per l’acquisto dell’abitazione principale;
  • sia rifinanziata e ampliata l’operatività del Fondo Gasparrini anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti nonché a tutti i mutuatari a prescindere dal reddito. Si tratta di un Fondo che consente la sospensione, fino a 18 mesi, del pagamento delle rate dei mutui per le famiglie in difficoltà;
  • sia prevista la controgaranzia dello Stato a supporto del “Fondo per il credito ai giovani”, e del “Fondo di sostegno alla natalità” per rendere questi strumenti in linea con le regole di vigilanza dell’Accordo di Basilea per le banche.

L’iniziativa rappresenta un primo intervento dei firmatari del Protocollo d’Intesa “Progetto AbitAzione”, sottoscritto nel febbraio scorso e finalizzato, tra l’altro, alla promozione di iniziative per supportare le famiglie italiane in difficoltà, per favorire l’accesso al credito nonché per rendere sempre più efficiente il mercato del credito immobiliare ai consumatori. 
ABI e Consumatori proseguiranno il loro confronto, in vista della realizzazione dei restanti obiettivi del Progetto AbitAzione, nell’ottica di offrire un costante contributo di sostegno all’Italia in questo momento di particolare complessità, che richiede un impegno da parte di tutti gli attori coinvolti.

Lettera congiunta Associazioni imprese a istituzioni

​(11 maggio 2021) L’ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop), Casartigiani, CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI – Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane, CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confetra, Confimi Industria, Confindustria, Copagri oggi hanno inviato una lettera alle Istituzioni italiane, in cui è forte la richiesta di continuare a garantire la necessaria liquidità alle imprese

​La crisi sanitaria determinata dal COVID-19 continua a incidere negativamente sulle attività di impresa.
Le rappresentanze delle imprese ritengono importante che il Decreto legge in corso di definizione contenga misure di semplice applicazione, che siano effettivamente efficaci e immediatamente operative, senza prevedere l’emanazione di una regolamentazione secondaria per la piena operatività. 
Con riferimento specifico alla liquidità delle imprese, è innanzitutto necessaria una proroga delle cosiddette moratorie e che queste possano esplicare i loro effetti senza soluzione di continuità con le moratorie in essere. Inoltre, occorre che siano di automatica applicazione, evitando complicazioni burocratiche.  
Dal lato dei finanziamenti garantiti, la prosecuzione della crisi, di particolare profondità soprattutto in alcuni settori economici, rende ineludibile una proroga delle misure del DL Liquidità in coerenza con la proroga dal Temporary Framework. 
Inoltre, è essenziale, per scongiurare il rischio che le imprese vadano in difficoltà, che la durata dei finanziamenti garantiti venga significativamente prolungata mantenendo invariato il grado di copertura della garanzia pubblica così da prevedere incentivi adeguati ad allungare i piani di rimborso. La durata va portata ad almeno 10 anni, ma va considerato che vi sono settori particolarmente colpiti che hanno urgente necessità di interventi più incisivi, anche modificando le regole del Temporary Framework. 
È poi necessario che le modalità di accesso al Fondo di Garanzia PMI e alle garanzie Ismea non subiscano delle modifiche almeno fino al 31 dicembre 2021, anche con riferimento alle imprese agricole e a quelle non rientranti nella definizione europea di piccole e medie imprese. 
Andrebbero comunque favorite le operazioni di rinegoziazione del debito, attraverso idonei strumenti di garanzia offerti dal Fondo di garanzia per le PMI, Sace ed Ismea. 
Infine, occorre equiparare le condizioni di accesso alla “Garanzia Italia” a quelle previste per il Fondo di garanzia PMI e ampliare la possibilità di accesso alle misure di sostegno alla liquidità anche alle imprese ammesse a piani di ristrutturazione prima dell’avvio della pandemia e che si sono trovate in difficoltà a rispettare tali piani a seguito degli effetti della pandemia.

IL Dg ABI: proroga misure liquidità premessa di ripartenza

​(11 maggio 2021) “Le imprese e le banche lavorano insieme per la ripresa. Con questa iniziativa comune delle Associazioni di imprese – dichiara il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini – evidenziamo alle Istituzioni la prioritaria necessità di prorogare tutti gli strumenti messi in campo per il sostegno alla liquidità, premessa per la ripartenza dei settori produttivi e degli investimenti.

A fronte delle straordinarie misure europee e nazionali a sostegno delle imprese e delle famiglie rimangono delle eccessive rigidità del quadro regolamentare europeo che limitano la capacità delle banche di intervenire con soluzioni che possano salvaguardare la continuità aziendale delle imprese pure in temporanea difficoltà finanziaria – prosegue Sabatini. Occorre che tali rigidità siano modulate rispetto al contesto ancora difficile che stiamo vivendo per evitare eccessivi automatismi e negativi effetti pro-ciclici.
Potenziare i sistemi di garanzia, continuare il prudente monitoraggio del rischio di credito e supportare con misure di ristrutturazione le imprese con potenzialità di recupero è la via per uscire dalla crisi senza traumi eccessivi”.

Banche sempre più impegnate per lo sviluppo sostenibile

(8 maggio 2021) Si rafforza l’impegno delle banche per lo sviluppo sostenibile. Dall’ultima rilevazione BusinEsSG, che ABI dedica all’integrazione nelle attività bancarie delle dimensioni ambientale, sociale e di gestione d’impresa (acronimo ESG dall’inglese Environmental, Social and Governance), realizzata per rappresentare lo stato dell’arte delle Dichiarazioni non finanziarie (Dnf) pubblicate dalle banche nel 2020 rispetto alle attività svolte nel 2019, emerge l’impegno del settore bancario ad adottare strategie e azioni di sviluppo sostenibile in grado di dare un contributo in Italia al raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 promossa dalle Nazioni Unite.

Dall’indagine, banche che rappresentano l’81,9% in termini di totale attivo di settore, rendicontano iniziative coerenti con il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’Onu (Sustainable Development Goals, SDGs nell’acronimo inglese). 
In relazione agli SDGs connessi a temi, in particolare, dall’indagine emerge che i principali obiettivi rendicontati (da oltre il 70% del totale attivo di settore) sono: occupazione e crescita economica, istruzione di qualità, parità di genere, città e comunità sostenibili, contrasto alla povertà, consumo e produzione responsabili, lotta contro il cambiamento climatico, energia pulita e accessibile.

Dichiarazione non finanziaria, un lavoro ‘di squadra’
Dall’indagine ABI emerge come la rendicontazione non finanziaria sia un processo trasversale che coinvolge sempre più la banca in tutta la sua struttura organizzativa. L’elaborazione della Dichiarazione non finanziaria è coordinata nella maggior parte dei casi, in banche rappresentanti l’84% del settore in termini di totale attivo, dall’unità preposta alla sostenibilità, ma tutti i rispondenti affermano il coinvolgimento delle funzioni Bilancio, Risk Management, Risorse Umane, Acquisti e logistica. La rilevazione ABI mette in luce anche il confronto con le diverse realtà che si relazionano con la banca, quali i dipendenti, i clienti, gli azionisti, ricercatori o accademici, organizzazioni del terzo settore. Inoltre, l’80% in termini di totale attivo inserisce nella Dnf l’enunciazione di impegni precisi nei confronti dei diversi soggetti o gruppi che si relazionano con la banca.

La comunicazione della rendicontazione
Secondo l’indagine, il sito Internet è il principale canale di comunicazione che le banche usano per comunicare i loro risultati di sostenibilità. Gli altri canali utilizzati, anche in modo concomitante, sono le piattaforme social (78% del totale attivo) in particolare Linkedin e a seguire Facebook e Twitter.

Moratorie su 157 mld prestiti, oltre 161 mld richieste garanzia Pmi

(5 maggio 2021) Credito e liquidità per famiglie e imprese: ancora attive moratorie su prestiti del valore di 157 miliardi, oltre 161 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; raggiungono i 23,3 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE

Le moratorie tuttora attive riguardano prestiti del valore di circa 157 miliardi, a fronte di 1,4 milioni di sospensioni accordate; superano quota 161 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 23,3 miliardi di euro, su 1.950 richieste ricevute. 
Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace(i) .
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, riferiti al 23 aprile, sono ancora attive moratorie su prestiti del valore complessivo di circa 157 miliardi, pari a circa il 56% di tutte le moratorie accordate da marzo 2020 (circa 280 miliardi) (ii) . Si stima che tale importo faccia capo a circa 1,4 milioni di richiedenti, tra famiglie e imprese. L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie concesse per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di esse.
Le moratorie attive a favore di società non finanziarie riguardano prestiti per circa 121 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, sono ancora attive sospensioni ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ per 120 miliardi. La moratoria promossa dall’ABI riguarda al momento 5 miliardi di finanziamenti alle imprese.
Sono attive moratorie a favore delle famiglie (iii) a fronte di prestiti per 29 miliardi di euro, di cui 5 per la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini). Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie riguardano circa 6 miliardi di prestiti.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari ai sensi dell’art. 13 del DL Liquidità (Fondo di Garanzia per le PMI) abbiano continuato a crescere fino al 23 aprile, a 1,71 milioni, per un importo di finanziamenti di circa 147 miliardi. Sono stati erogati prestiti a fronte di oltre il 92% delle domande, e a fronte di circa il 94% nel caso delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo (art. 13, lettera m)).
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 1.973.972 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 4 maggio 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 161,2 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 1.964.052 pari ad un importo di circa 160,2 miliardi di euro. Di queste, 1.133.108 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 22,1 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 366.745 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 9,0 miliardi. Al 5 maggio sono state accolte 1.956.820 operazioni, di cui 1.947.196 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 23,3 miliardi di euro, per un totale di 1.950 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, oltre 8,8 miliardi di euro riguardano le prime nove operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 14,4 miliardi di euro circa i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 1.941 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.
(ii) Gli importi relativi alle moratorie sono stime che possono differire rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione di dati precedentemente comunicati dalle banche. Gli importi riportati delle moratorie concesse sono pari a quelli delle richieste ricevute dalle banche, al netto di quelle rigettate o in corso di esame.

La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.

La vaccinazione ai dipendenti delle imprese bancarie

(30 aprile 2021) ABI e le Organizzazioni sindacali di settore (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin) hanno condiviso che la somministrazione dei vaccini da parte delle imprese ai propri dipendenti – che costituisce un’attività di sanità pubblica  nell’ambito del Piano strategico nazionale per la vaccinazione – avverrà secondo le Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro, allegate al Protocollo nazionale 6 aprile 2021 per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione nei luoghi di lavoro.

​A tal fine è stato definito un Verbale di riunione ad ulteriore integrazione del Protocollo di settore del 28 aprile 2020 recante “Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 per garantire l’erogazione dei servizi del settore bancario”, raggiunto nell’ambito della continua analisi congiunta delle Parti nazionali anche in relazione al cronoprogramma – delineato nel D.L. 22 aprile 2021, n. 52 – relativo alla progressiva eliminazione delle restrizioni rese necessarie per limitare il contagio da virus SARS-CoV-2, alla luce dei dati scientifici sull’epidemia e dell’andamento della campagna di vaccinazione.
ABI e Organizzazioni sindacali hanno anche concordato di incontrarsi nel mese di maggio 2021 per verificare l’attualità delle misure condivise nel Protocollo di settore, in coerenza con l’evoluzione del quadro di riferimento e in relazione al cronoprogramma delineato nel D.L. 22 aprile 2021, n. 52.
“Anche in questa fase in cui alle misure di contrasto alla diffusione del virus Covid-19 si affiancano i progressivi positivi effetti della campagna vaccinale”, sottolinea Poloni, Presidente del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro di ABI, “è confermata la centralità del Protocollo di settore del 28 aprile 2020, costantemente aggiornato dalle Parti, per garantire la sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori e della clientela nell’assicurare i servizi bancari alla collettività”.
Nell’ambito del confronto, le Parti – a conferma dell’attenzione che nel settore è stata dedicata alle esigenze di particolari categorie di lavoratrici/lavoratori – hanno sia rinnovato fino al 30 giugno 2021 le soluzioni solidaristiche da attuare in azienda a favore dei genitori con figli di età fino a 14 anni, sia sottolineato che il Protocollo di settore ha assicurato e assicura la costante tutela per i lavoratori c.d. fragili.
È stato infine convenuto di continuare la fase sperimentale di svolgimento delle assemblee “in remoto” fino al 30 settembre 2021 e completare entro il 30 giugno 2021 la redazione del testo coordinato del contratto collettivo nazionale di lavoro del 19 dicembre 2019.

Servizi ‘su misura’ rafforzano la relazione con il cliente

(28 aprile 2021) Sviluppare e rafforzare relazioni con i clienti sempre più attraverso canali di contatto in grado di rispondere in modo personalizzato e flessibile ai diversi bisogni. Se da una parte le banche modulano e ampliano i loro servizi per sostenere il bisogno di vicinanza della clientela, anche in fase di pandemia da Covid-19, dall’altra parte i clienti apprezzano sempre di più la possibilità di contare su soluzioni fatte ‘su misura’, semplici e affidabili. Lo spaccato emerge dall’ultima indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con Ipsos nell’ambito dell’osservatorio banche-clienti.

​I principali risultati dell’indagine ABI con Ipsos sono stati presentati oggi in apertura del convegno #ilCliente, la due giorni di evento dedicata alla relazione banche e clientela, promossa da ABI. Online, su piattaforma digitale dedicata, fruibile liberamente, #ilCliente si rivolge in particolare ai professionisti del settore per offrire loro un ambito di approfondimento e confronto sull’evoluzione del mondo retail, le novità e le tendenze in atto anche in ottica di sostenibilità e alla luce degli impatti determinati dalla pandemia in corso.
Un cliente su 10 ha scoperto la chat con operatore
Secondo l’indagine ABI con Ipsos, realizzata su un campione rappresentativo di clientela, nel 2020 il 61% della clientela si è rivolto direttamente al proprio referente per ricevere un supporto rispetto alle scelte finanziarie più complesse. Dall’indagine emerge inoltre che cresce la fascia di coloro che si rivolgono ai consulenti finanziari a domicilio e a distanza (pari al 16% nel 2020; era il 14% nel 2018 e il 4% nel 2012), mentre si rafforza tra le abitudini della clientela l’utilizzo di contact center (25% nel 2020; era il 22% nel 2018 e il 7% nel 2012) e, nell’anno segnato dell’avvio dell’emergenza sanitaria e dal conseguente distanziamento dei contatti, per la prima volta figura la Chat con l’operatore. Utilizzato dall’11% della clientela per comunicare con la propria banca, questo canale di messaggistica istantanea si sta velocemente affermando per via della sua semplicità di utilizzo, perché permette rapidità di assistenza ed è disponibile da computer e da telefono.
Le operazioni dispositive sempre più ‘fai da te’
La modalità di contatto con la banca oggi più diffusa presso la clientela è rappresentata dall’uso combinato dei canali fisici e digitali. In particolare, dall’indagine emerge che la pandemia non ha fermato la relazione sul territorio per garantire l’operatività legata a contanti e assegni, per la consulenza su progetti finanziari più complessi o per adempimenti normativi (il 77% della clientela ha utilizzato l’agenzia nell’ultimo anno).
Mentre l’agenzia diventa un luogo di riferimento importante e qualificato per la consulenza su operazioni importanti, la banca via Web (Internet e mobile banking) è sempre più apprezzata per l’immediatezza e la rapidità con cui è possibile controllare e gestire in ogni momento il proprio conto ed effettuare attività in autonomia, quali pagamenti e operazioni finanziarie di routine.
Secondo l’indagine, il 90% dei clienti digitali stanno utilizzando i canali Internet e mobile in modo più ampio, anche per operazioni di pagamento. Se l’Internet banking si conferma il canale digitale preferito (per il 56% della clientela), il mobile si sta velocemente affermando tra le abitudini di questi clienti: un cliente su due (il 48%), infatti, opera in mobilità portando con sé la banca ovunque vada, accedendo ai servizi attraverso dispositivi mobili quali smartphone e tablet (la percentuale era del 6% nel 2012).

Servizi ‘su misura’ rafforzano la relazione con il cliente

​(28 aprile 2021) Sviluppare e rafforzare relazioni con i clienti sempre più attraverso canali di contatto in grado di rispondere in modo personalizzato e flessibile ai diversi bisogni. Se da una parte le banche modulano e ampliano i loro servizi per sostenere il bisogno di vicinanza della clientela, anche in fase di pandemia da Covid-19, dall’altra parte i clienti apprezzano sempre di più la possibilità di contare su soluzioni fatte ‘su misura’, semplici e affidabili. Lo spaccato emerge dall’ultima indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con Ipsos nell’ambito dell’osservatorio banche-clienti.

​I principali risultati dell’indagine ABI con Ipsos sono stati presentati oggi in apertura del convegno #ilCliente, la due giorni di evento dedicata alla relazione banche e clientela, promossa da ABI. Online, su piattaforma digitale dedicata, fruibile liberamente, #ilCliente si rivolge in particolare ai professionisti del settore per offrire loro un ambito di approfondimento e confronto sull’evoluzione del mondo retail, le novità e le tendenze in atto anche in ottica di sostenibilità e alla luce degli impatti determinati dalla pandemia in corso.
Un cliente su 10 ha scoperto la chat con operatore
Secondo l’indagine ABI con Ipsos, realizzata su un campione rappresentativo di clientela, nel 2020 il 61% della clientela si è rivolto direttamente al proprio referente per ricevere un supporto rispetto alle scelte finanziarie più complesse. Dall’indagine emerge inoltre che cresce la fascia di coloro che si rivolgono ai consulenti finanziari a domicilio e a distanza (pari al 16% nel 2020; era il 14% nel 2018 e il 4% nel 2012), mentre si rafforza tra le abitudini della clientela l’utilizzo di contact center (25% nel 2020; era il 22% nel 2018 e il 7% nel 2012) e, nell’anno segnato dell’avvio dell’emergenza sanitaria e dal conseguente distanziamento dei contatti, per la prima volta figura la Chat con l’operatore. Utilizzato dall’11% della clientela per comunicare con la propria banca, questo canale di messaggistica istantanea si sta velocemente affermando per via della sua semplicità di utilizzo, perché permette rapidità di assistenza ed è disponibile da computer e da telefono.

Le operazioni dispositive sempre più ‘fai da te’
La modalità di contatto con la banca oggi più diffusa presso la clientela è rappresentata dall’uso combinato dei canali fisici e digitali. In particolare, dall’indagine emerge che la pandemia non ha fermato la relazione sul territorio per garantire l’operatività legata a contanti e assegni, per la consulenza su progetti finanziari più complessi o per adempimenti normativi (il 77% della clientela ha utilizzato l’agenzia nell’ultimo anno).
Mentre l’agenzia diventa un luogo di riferimento importante e qualificato per la consulenza su operazioni importanti, la banca via Web (Internet e mobile banking) è sempre più apprezzata per l’immediatezza e la rapidità con cui è possibile controllare e gestire in ogni momento il proprio conto ed effettuare attività in autonomia, quali pagamenti e operazioni finanziarie di routine.
Secondo l’indagine, il 90% dei clienti digitali stanno utilizzando i canali Internet e mobile in modo più ampio, anche per operazioni di pagamento. Se l’Internet banking si conferma il canale digitale preferito (per il 56% della clientela), il mobile si sta velocemente affermando tra le abitudini di questi clienti: un cliente su due (il 48%), infatti, opera in mobilità portando con sé la banca ovunque vada, accedendo ai servizi attraverso dispositivi mobili quali smartphone e tablet (la percentuale era del 6% nel 2012).

 

“Prorogare fino al 2023 sismabonus ed ecobonus”

(24 aprile 2021) ​ll Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli e il direttore generale Giovanni Sabatini chiedono alle Istituzioni italiane che nelle misure di attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza siano contemplate fino al 2023 le misure relative al potenziamento al 110% per l’ecobonus e il sismabonus che rappresentano un determinante incentivo alla ripresa di importanti filiere della nostra economia

“La certezza del diritto, la massima semplicità possibile e la stabilità, almeno fino al 2023, delle misure messe in campo sono fondamentali per consentire di sviluppare adeguati programmi di investimento in questa materia che è intrinsecamente complessa” hanno dichiarato il Presidente Patuelli e il direttore Sabatini.

La multicanalità rafforza l’interazione banca\cliente

​(24 aprile 2021) Si rafforza la relazione con la clientela, sostenuta dall’innovazione dell’offerta dei servizi in ottica di multicanalità e dalla riorganizzazione e valorizzazione degli spazi fisici. In uno scenario in cui appaiono rilevanti gli effetti della pandemia sui bisogni e le aspettative della clientela, acquista nuova centralità l’esperienza del cliente.


È quanto emerge dall’ultima indagine realizzata dall’ABI, in collaborazione con Ipsos, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio dedicato all’evoluzione della relazione tra banche e clientela, i cui primi risultati verranno presentati il 28 e 29 aprile al convegno #ilCliente, l’evento annuale rivolto ai professionisti del marketing e della comunicazione e a chi opera nel mercato finanziario retail.
Totalmente digitale e fruibile gratuitamente, l’evento #ilCliente metterà al centro le nuove frontiere della relazione con la clientela, offrendo momenti di approfondimento e confronto su modelli, tecnologie e soluzioni per rendere più semplice, personalizzato e coinvolgente il servizio offerto, anche in relazione agli effetti della pandemia sulle modalità di contatto.

La sinergia tra i canali fisici e digitali
La capacità di gestire le richieste del cliente in tempo reale e in modo personalizzato, sui diversi canali di contatto, sia fisici sia digitali, rappresenta oggi un imprescindibile elemento qualificante nella relazione con la clientela e un potenziale fattore di vantaggio competitivo per le banche. Nell’81% dei casi i clienti gestiscono la relazione con la banca affiancando all’uso dei canali ‘fai da te’ (Atm, Internet banking e Mobile Banking) quelli in cui si può interagire con contatti personali (agenzia, contact center e consulente finanziario).

*Fonte: Osservatorio ABI-Ipsos dic. 2020 Interviste telefoniche – campione rappresentativo di bancarizzati 18-74 anni- dati al netto dei ‘non risponde’

Il risultato complessivo della riconfigurazione di uso dei canali per dialogo, assistenza e consulenza e canali operativi (per controllare la propria situazione e per fare pagamenti e operazioni finanziarie) ha consentito di ridurre il distanziamento indotto dalla pandemia, favorendo il coinvolgimento dei clienti nel rapporto con la banca.
L’indagine realizzata da ABI con Ipsos evidenzia, inoltre, che la versatilità delle soluzioni offerte in risposta alle nuove e diversificate esigenze dei clienti va rafforzando la percezione positiva dell’esperienza vissuta della clientela nella relazione con la banca. A testimonianza del fatto che i clienti si sentono più coinvolti nel rapporto con la banca e assumono un ruolo attivo testimoniando la loro esperienza, l’indagine evidenzia infatti la crescita della quota della clientela che ha già fatto o che farebbe ‘passaparola’ positivo della propria banca. Questa percentuale, pari all’80% nel 2020 si collocava, infatti, al 72% nel 2018 e al 64% nel 2012.

#ilCliente, contenuti online per conoscere meglio il cliente
#ilCliente, l’evento promosso da ABI su piattaforma digitale dedicata, mette a disposizione dei professionisti contenuti e testimonianze che intendono illustrare lo scenario attuale del mercato retail, e offrire valutazioni e stimoli sulla sua prevedibile evoluzione nel prossimo decennio e sulle possibili scelte utili a rafforzare la relazione con la clientela.

Collegandosi al sito https://convegnoilcliente.abieventi.it/ è possibile consultare il programma, prenotarsi e partecipare al convegno.