Patuelli, grande soddisfazione per Corte Giustizia Ue su Fitd

​(2 marzo 2021) Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente dell’ABI Antonio Patuelli per la sentenza definitiva della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, riunita in “Grande Sezione”, che ha respinto l’impugnazione della Commissione Europea contro la sentenza del 19 marzo 2019 del Tribunale Europeo che già’ aveva giudicato erronea ed annullato la decisione della Commissione Europea di ritenere “Aiuto di Stato” l’intervento predisposto nel 2014 dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per il salvataggio di Banca Tercas: la Corte di Giustizia ha ora definitivamente accertato un ‘errore di diritto” della precedente Commissione Europea sul caso Tercas.

​Il Presidente Patuelli rileva che la Corte di Giustizia Europea ha dichiarato legittimo l’intervento del FITD su Tercas che fu solo il primo ad essere predisposto e bloccato dalla precedente Commissione Europea che cosi bloccò conseguentemente anche i seguenti interventi preventivi del FITD per i salvataggi delle “quattro banche”, a cominciare dalla Cassa di Risparmio di Ferrara spa che lo aveva anche approvato in Assemblea.
Ora il Presidente Patuelli chiede che i risparmiatori e le banche concorrenti italiane vengano adeguatamente e tempestivamente risarcite per i gravi danni subiti per l’errore di diritto compiuto dalla precedente Commissione Europea.
 

“Positivo e concreto l’avvio del tavolo del Ministro del Lavoro”

(27 febbraio 2021) Il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ha dichiarato che “é stato positivo e concreto l’avvio del tavolo del Ministro del Lavoro con le Parti sociali sugli ammortizzatori sociali. Il primo passo è rivolto a semplificare quanto prima le modalità di accesso agli ammortizzatori sociali per accompagnare efficacemente gli effetti sul lavoro derivanti dal permanere della pandemia.

Nel corso dell’incontro è emerso anche il ruolo che le banche possono avere nel sostegno al reddito dei lavoratori attraverso l’anticipazione dei trattamenti pubblici quando non erogati direttamente dal datore di lavoro. 
La complessità delle procedure amministrative nell’accesso agli ammortizzatori sociali che ha accompagnato la prima fase dell’emergenza si è riflessa, inevitabilmente, sulle modalità di accesso all’anticipazione dei trattamenti da parte delle banche prevista  dalla Convenzione nazionale del 30 marzo 2020 sottoscritta dal Ministero del Lavoro, ABI, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali di settore e confederali. Questo ha determinato che alle banche siano pervenute poche domande, prontamente gestite ed evase in tempi rapidi. La semplificazione delle procedure su cui si sta lavorando aiuterà anche a rendere più diffuso questo utile strumento. 
ABI ha inoltre sottolineato nella riunione – ha dichiarato il Direttore Sabatini – che l’estensione degli ammortizzatori sociali richiede di tenere conto delle differenti esigenze dei lavoratori e delle imprese dei diversi settori produttivi, ricordando come le banche continuano ad operare a supporto delle famiglie e delle imprese, come previsto dalle disposizioni normative anti Covid 19 e grazie ai Protocolli sottoscritti con le organizzazioni sindacali del settore bancario costantemente aggiornati per garantire la prioritaria sicurezza delle persone (lavoratrici, lavoratori e clientela). Anche in questo contesto pandemico il Fondo di solidarietà di settore ha saputo garantire gli adeguati strumenti di sostegno ai lavoratori delle banche confermandosi un’esperienza fortemente positiva da salvaguardare anche nel futuro.”.

Valorizzare i Fondi di garanzia per supportare il Recovery plan

(27 febbraio 2021) L’Associazione Bancaria Italiana ritiene fondamentale favorire l’apporto di risorse private al fianco di quelle pubbliche per moltiplicare gli effetti delle risorse rese dall’Europa con il Next Generation Fund.

L’utilizzo di strumenti finanziari agevolativi da inserire nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono la leva per sviluppare questo effetto moltiplicativo per attivare nuovi investimenti in particolare nell’area delle filiere strategiche, del miglioramento dei servizi turistici e delle infrastrutture ricettive, dell’economia circolare e dell’housing sociale.

Queste le conclusioni della due giorni “Credito al credito 2021”.

Occorre concentrare le risorse disponibili su un numero limitato di strumenti agevolativi considerando l’esigenza di una loro convergenza verso le migliori pratiche di mercato.

ABI propone tre tipologie di strumenti finanziari agevolativi riconducibili a tre macro-categorie:

  • garanzie su finanziamenti bancari; contributi in conto interessi su finanziamenti bancari;
  •  finanziamenti agevolati, eventualmente associati a finanziamenti bancari. 

Per ciascuna di queste soluzioni – secondo ABI – coerentemente con gli obiettivi del PNRR di semplificazione e digitalizzazione, è possibile realizzare piattaforme nazionali e standardizzate per l’erogazione. 
In questo senso, il Fondo di garanzia per le PMI è il modello più significativo che si è imposto nel corso dell’ultimo anno di emergenza nel rapporto tra intermediari finanziari e soggetti beneficiari: in particolare, le nuove garanzie per l’accesso al credito delle imprese dovrebbero essere direttamente gestite dal Fondo o, comunque, seguirne lo schema operativo e di relazione con gli intermediari finanziari.
Allo stesso tempo, per i finanziamenti agevolati direttamente erogati dallo Stato/regioni un possibile modello di riferimento, con le necessarie semplificazioni, potrebbe essere il Fondo Rotativo Imprese (FRI).

Valorizzare i Fondi di garanzia per supportare il Recovery plan

​(27 febbraio 2021) L’Associazione Bancaria Italiana ritiene fondamentale favorire l’apporto di risorse private al fianco di quelle pubbliche per moltiplicare gli effetti delle risorse rese dall’Europa con il Next Generation Fund.

​L’utilizzo di strumenti finanziari agevolativi da inserire nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono la leva per sviluppare questo effetto moltiplicativo per attivare nuovi investimenti in particolare nell’area delle filiere strategiche, del miglioramento dei servizi turistici e delle infrastrutture ricettive, dell’economia circolare e dell’housing sociale.

Queste le conclusioni della due giorni “Credito al credito 2021”.

Occorre concentrare le risorse disponibili su un numero limitato di strumenti agevolativi considerando l’esigenza di una loro convergenza verso le migliori pratiche di mercato.

ABI propone tre tipologie di strumenti finanziari agevolativi riconducibili a tre macro-categorie:

  • garanzie su finanziamenti bancari; contributi in conto interessi su finanziamenti bancari;
  •  finanziamenti agevolati, eventualmente associati a finanziamenti bancari. 

Per ciascuna di queste soluzioni – secondo ABI – coerentemente con gli obiettivi del PNRR di semplificazione e digitalizzazione, è possibile realizzare piattaforme nazionali e standardizzate per l’erogazione.
In questo senso, il Fondo di garanzia per le PMI è il modello più significativo che si è imposto nel corso dell’ultimo anno di emergenza nel rapporto tra intermediari finanziari e soggetti beneficiari: in particolare, le nuove garanzie per l’accesso al credito delle imprese dovrebbero essere direttamente gestite dal Fondo o, comunque, seguirne lo schema operativo e di relazione con gli intermediari finanziari.
Allo stesso tempo, per i finanziamenti agevolati direttamente erogati dallo Stato/regioni un possibile modello di riferimento, con le necessarie semplificazioni, potrebbe essere il Fondo Rotativo Imprese (FRI).

“Positivo e concreto l’avvio del tavolo del Ministro del Lavoro”

​(27 febbraio 2021) Il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ha dichiarato che “é stato positivo e concreto l’avvio del tavolo del Ministro del Lavoro con le Parti sociali sugli ammortizzatori sociali. Il primo passo è rivolto a semplificare quanto prima le modalità di accesso agli ammortizzatori sociali per accompagnare efficacemente gli effetti sul lavoro derivanti dal permanere della pandemia.

​Nel corso dell’incontro è emerso anche il ruolo che le banche possono avere nel sostegno al reddito dei lavoratori attraverso l’anticipazione dei trattamenti pubblici quando non erogati direttamente dal datore di lavoro.
La complessità delle procedure amministrative nell’accesso agli ammortizzatori sociali che ha accompagnato la prima fase dell’emergenza si è riflessa, inevitabilmente, sulle modalità di accesso all’anticipazione dei trattamenti da parte delle banche prevista  dalla Convenzione nazionale del 30 marzo 2020 sottoscritta dal Ministero del Lavoro, ABI, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali di settore e confederali. Questo ha determinato che alle banche siano pervenute poche domande, prontamente gestite ed evase in tempi rapidi. La semplificazione delle procedure su cui si sta lavorando aiuterà anche a rendere più diffuso questo utile strumento.
ABI ha inoltre sottolineato nella riunione – ha dichiarato il Direttore Sabatini – che l’estensione degli ammortizzatori sociali richiede di tenere conto delle differenti esigenze dei lavoratori e delle imprese dei diversi settori produttivi, ricordando come le banche continuano ad operare a supporto delle famiglie e delle imprese, come previsto dalle disposizioni normative anti Covid 19 e grazie ai Protocolli sottoscritti con le organizzazioni sindacali del settore bancario costantemente aggiornati per garantire la prioritaria sicurezza delle persone (lavoratrici, lavoratori e clientela). Anche in questo contesto pandemico il Fondo di solidarietà di settore ha saputo garantire gli adeguati strumenti di sostegno ai lavoratori delle banche confermandosi un’esperienza fortemente positiva da salvaguardare anche nel futuro.”.

 

“Proseguire nelle misure di sostegno alle imprese”

​(25 febbraio 2021) “La durata della pandemia è superiore alle iniziali previsioni, quindi occorre rafforzare il sostegno alle imprese; continuare con le misure emergenziali fino a quando gli effetti della pandemia non saranno riassorbiti; prevedere una uscita graduale da queste misure; intervenire sul quadro regolamentare affinché le banche possano svolgere pienamente il loro ruolo a supporto del piano di rilancio dell’Italia”.

Così Giovanni Sabatini, Direttore generale ABI, conferma il sostegno del mondo bancario verso il comparto produttivo e dei lavoratori in apertura della due giorni “Credito al Credito 2021”: un evento per fare il punto sul ruolo del settore finanziario a sostegno dell’economia, alle prese con lo sviluppo della digitalizzazione e la sfida della sostenibilità, con le nuove modalità di interazione con la clientela e il costante impatto della regolamentazione europea.

Le istituzioni europee hanno consentito ampi margini di flessibilità per rispondere all’emergenza sanitaria: ad esempio la modifica delle regole sugli aiuti di Stato (Temporary Framework) che ha consentito interventi straordinari in favore delle imprese danneggiate dalla pandemia; e ancora l’iniziativa dell’Eba che ha consentito alle banche una maggiore flessibilità nel trattamento prudenziale delle moratorie.

A tal fine, ABI e Associazioni d’impresa chiedono alla Commissione europea l’estensione della durata dei finanziamenti coperti da garanzia pubblica nel quadro delle regole sugli aiuti di Stato; il periodo di ammortamento di questi finanziamenti è infatti troppo stretto per consentire a imprese, così duramente provate dalla pandemia, di rimborsare i prestiti e, allo stesso tempo, rilanciare la propria attività.

“Proseguire nelle misure di sostegno alle imprese”

​(25 febbraio 2021) “La durata della pandemia è superiore alle iniziali previsioni, quindi occorre rafforzare il sostegno alle imprese; continuare con le misure emergenziali fino a quando gli effetti della pandemia non saranno riassorbiti; prevedere una uscita graduale da queste misure; intervenire sul quadro regolamentare affinché le banche possano svolgere pienamente il loro ruolo a supporto del piano di rilancio dell’Italia”.

​Così Giovanni Sabatini, Direttore generale ABI, conferma il sostegno del mondo bancario verso il comparto produttivo e dei lavoratori in apertura della due giorni “Credito al Credito 2021”: un evento per fare il punto sul ruolo del settore finanziario a sostegno dell’economia, alle prese con lo sviluppo della digitalizzazione e la sfida della sostenibilità, con le nuove modalità di interazione con la clientela e il costante impatto della regolamentazione europea.

Le istituzioni europee hanno consentito ampi margini di flessibilità per rispondere all’emergenza sanitaria: ad esempio la modifica delle regole sugli aiuti di Stato (Temporary Framework) che ha consentito interventi straordinari in favore delle imprese danneggiate dalla pandemia; e ancora l’iniziativa dell’Eba che ha consentito alle banche una maggiore flessibilità nel trattamento prudenziale delle moratorie.

A tal fine, ABI e Associazioni d’impresa chiedono alla Commissione europea l’estensione della durata dei finanziamenti coperti da garanzia pubblica nel quadro delle regole sugli aiuti di Stato; il periodo di ammortamento di questi finanziamenti è infatti troppo stretto per consentire a imprese, così duramente provate dalla pandemia, di rimborsare i prestiti e, allo stesso tempo, rilanciare la propria attività.

Domande moratoria a 295 mld, richiesti oltre 141 mld a Fondo garanzia

(24 febbraio 2021) Credito e liquidità per famiglie e imprese: domande di moratoria a 295 miliardi di euro, oltre 141 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; superano i 21,6 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE.

Si attestano ad oltre 2,7 milioni, per un valore di circa 295 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 141 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 21,6 miliardi di euro, su 1.561 richieste ricevute.   
Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace (i)
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 12 febbraio sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria, su prestiti per circa 295 miliardi (ii).
Si stima che, in termini di importi, circa il 95% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 4% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.
L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie finora approvate per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di moratorie. Le evidenze raccolte dalla Banca d’Italia mostrano che circa i due terzi degli importi delle moratorie richieste e approvate dalle banche da marzo 2020 sono ancora in essere. Tale percentuale è più elevata per le moratorie di legge rispetto a quelle promosse dagli intermediari o loro associazioni (79 e 47 per cento, rispettivamente).
Più in dettaglio, le domande provenienti da società non finanziarie rappresentano il 43% del totale, a fronte di prestiti per 190 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi del DL ‘Cura Italia’ (quasi 1,3 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 154 miliardi. Le 60 mila adesioni alla moratoria promossa dall’ABI hanno riguardato 17 miliardi di finanziamenti alle imprese. 
Le domande delle famiglie (iii)  hanno riguardato prestiti per 95 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto oltre 200 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto 574 mila adesioni, per circa 27 miliardi di prestiti. 
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere nella prima metà di febbraio, superando il milione e mezzo, per un importo di finanziamenti di quasi 138 miliardi. Al 12 febbraio è stato erogato circa il 94% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 1.748.490 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 23 febbraio 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 141,6 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 1.740.524 pari ad un importo di circa 140,8 miliardi di euro. Di queste, 1.092.949 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 21,3 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 264.619 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 5,6 miliardi. Al 24 febbraio sono state accolte 1.725.299 operazioni, di cui 1.717.540 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 21,6 miliardi di euro, per un totale di 1.561 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 8,8 miliardi di euro riguardano le prime otto operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 12,8 miliardi di euro circa i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 1.553 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.
(ii) Il numero delle richieste di moratoria e i relativi importi possono risultare inferiori rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione e rettifica di dati precedentemente comunicati dalle banche.
(iii) La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.

Domande moratoria a 295 mld, richiesti oltre 141 mld a Fondo garanzia

(24 febbraio 2021) Credito e liquidità per famiglie e imprese: domande di moratoria a 295 miliardi di euro, oltre 141 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; superano i 21,6 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE.

​Si attestano ad oltre 2,7 milioni, per un valore di circa 295 miliardi, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti e superano quota 141 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 21,6 miliardi di euro, su 1.561 richieste ricevute.   
Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace (i)
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al 12 febbraio sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria, su prestiti per circa 295 miliardi (ii).
Si stima che, in termini di importi, circa il 95% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 4% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie finora approvate per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di moratorie. Le evidenze raccolte dalla Banca d’Italia mostrano che circa i due terzi degli importi delle moratorie richieste e approvate dalle banche da marzo 2020 sono ancora in essere. Tale percentuale è più elevata per le moratorie di legge rispetto a quelle promosse dagli intermediari o loro associazioni (79 e 47 per cento, rispettivamente).Più in dettaglio, le domande provenienti da società non finanziarie rappresentano il 43% del totale, a fronte di prestiti per 190 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi del DL ‘Cura Italia’ (quasi 1,3 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 154 miliardi. Le 60 mila adesioni alla moratoria promossa dall’ABI hanno riguardato 17 miliardi di finanziamenti alle imprese. Le domande delle famiglie (iii)  hanno riguardato prestiti per 95 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto oltre 200 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto 574 mila adesioni, per circa 27 miliardi di prestiti. Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI abbiano continuato a crescere nella prima metà di febbraio, superando il milione e mezzo, per un importo di finanziamenti di quasi 138 miliardi. Al 12 febbraio è stato erogato circa il 94% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo.Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 1.748.490 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 23 febbraio 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 141,6 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 1.740.524 pari ad un importo di circa 140,8 miliardi di euro. Di queste, 1.092.949 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 21,3 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 264.619 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 5,6 miliardi. Al 24 febbraio sono state accolte 1.725.299 operazioni, di cui 1.717.540 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.Salgono a circa 21,6 miliardi di euro, per un totale di 1.561 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 8,8 miliardi di euro riguardano le prime otto operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 12,8 miliardi di euro circa i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 1.553 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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  Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.  Il numero delle richieste di moratoria e i relativi importi possono risultare inferiori rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione e rettifica di dati precedentemente comunicati dalle banche.  La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.
 

Prosolidar impegnata nella lotta al tumore degli occhi in Uganda

(22 febbraio 2021) Nel corso del 2020, anche in tempo di emergenza Covid-19, garantite cure a 31 bambini affetti da tumore agli occhi o retinoblastoma; visite a 8.448 pazienti, di cui 1.353 hanno ricevuto un’operazione chirurgica, impegnando 9 giornate di cliniche mobili e 15 visite nelle scuole con attrezzature per bambini ciechi.

È l’impegno congiunto della Fondazione Prosolidar e di Cbm (organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura della cecità e della disabilità evitabile e nell’inclusione delle persone con disabilità nel Sud del mondo e in Italia) presso il “Ruharo Eye Centre”, un ospedale situato a Mbarara, nella parte Sud-occidentale del Paese.
Obiettivo generale della collaborazione è rafforzare i servizi di salute visiva offerti dall’ospedale, con particolare attenzione al trattamento del retinosblastoma. Nei Paesi in via di sviluppo come l’Uganda il 70% dei bambini colpiti da questo tumore non sopravvive. Diagnosi e intervento tempestivo sono quindi fondamentali per curarlo. 
“Da sempre – commenta Giancarlo Durante, Presidente della Fondazione Prosolidar – abbiamo dedicato grande attenzione all’infanzia e ai malati e il nostro impegno in tale direzione è molto cresciuto nel corso del tempo. Basti pensare che, nel 2019, abbiamo destinato quasi il 70% delle risorse a progetti destinati a bambini e ai malati e alle persone con disabilità”. 
In questo senso, le tipologie di progetti legati ai bambini spaziano in varie direzioni: dal sostegno alle mamme in carcere, per agevolare il più possibile forme di genitorialità, al supporto educativo in Paesi in via di sviluppo (realizzazione di scuole, pagamento delle rette scolastiche e degli educatori, ecc.). Ma anche in Italia, per prevenire la dispersione scolastica, favorire assistenza a bambini in condizioni di disagio o malattia (disabilità fisica, autismo, abusi, ecc.), supporto alle famiglie con bambini affetti da gravi malattie, a volte incurabili. 
La Fondazione Prosolidar www.fondazioneprosolidar.org, gestita da rappresentanti dell’ABI e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori del settore del credito, costituisce la prima ed unica esperienza, sia in Italia sia nel resto del mondo, di un organismo voluto dalle parti in un contratto nazionale, che finanzia, con il contributo delle Aziende e dei lavoratori del settore del credito, progetti di solidarietà.