Presentato l’OutlookABI-Cerved

(2 febbraio 2022) Dopo aver toccato nel 2021 un minimo del 2,1%, nel 2022 è previsto un aumento al 3,8% del flusso di nuovi crediti deteriorati delle imprese. Il rialzo è dovuto alla fine delle misure emergenziali a sostegno delle imprese, che hanno assicurato la tenuta del sistema produttivo e impedito un aumento dei default. Il peggioramento sarà però solo temporaneo: già nel 2023, il tasso di deterioramento è atteso in diminuzione al 3,3%, percentuale di poco superiore ai livelli pre-Covid del 2019 (2,9%) ma molto distante dai picchi del 2012 (7,5%).

​A livello dimensionale, fra il 2021 e il 2023, la crescita dei tassi di deterioramento toccherà tutte le aziende, con effetti maggiori per le microimprese e più contenuti per le altre fasce dimensionali; in tutti i casi i livelli saranno comunque ampiamenti inferiori ai picchi del 2012. Dal punto di vista settoriale, il settore dei servizi (dal 2,8% del 2019 al 3,7% del 2023) sarà quello più penalizzato dagli impatti della pandemia, seguito dall’industria (dal 2,3% del 2019 al 2,5% del 2023). Invece, si osservano dati in miglioramento rispetto al pre-Covid, nell’agricoltura (dal 3,1% del 2019 al 2,7% del 2023) e soprattutto nelle costruzioni (dal 4,0% del 2019 al 3,5% del 2023) grazie agli impatti molto positivi che il PNRR può generare nel comparto. Le microimprese operanti nel settore terziario e le piccole imprese operanti nell’industria sono i cluster per cui al termine del periodo di previsione si rilevano i peggioramenti più marcati rispetto al pre-Covid. Diversamente, le piccole e medie imprese delle costruzioni fanno registrare i cali dei tassi più significativi.  

Sono questi i risultati dell’Outlook ABI-Cerved che fornisce stime sui flussi di crediti deteriorati delle imprese nel 2021 con dettagli dimensionali, per settore, per area geografica e un orizzonte temporale che comprende previsioni fino al 2023. 

“Nel corso del 2022 e del 2023, con la graduale uscita dalle misure emergenziali – afferma Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved Group – i crediti deteriorati delle imprese torneranno ad aumentare. Ci aspettiamo però impatti moderati sulla nostra economia perché, diversamente dal passato, esiste un mercato maturo in grado di gestire i volumi di NPL attesi. Sarà sempre più importante l’utilizzo di dati, algoritmi e tecnologie: è un fronte su cui Cerved è fortemente impegnata per smaltire rapidamente i crediti deteriorati e finanziare la ripresa”. 

Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI, ha invece affermato che “i dati presentati oggi mostrano che il rischio di credito, seppur in crescita, è gestibile e atteso restare significativamente inferiore a quanto sperimentato in passato. Tuttavia, finché permarrà l’attuale fase di forte incertezza, è cruciale che non si interrompano gli interventi a sostegno delle imprese. Ciò significa, in particolare, favorire le rinegoziazioni per rendere sostenibile il debito delle imprese, e agevolarne la ricapitalizzazione per ribilanciarne la struttura finanziaria”.  

Tassi di deterioramento per dimensione d’impresa

Dai dati ufficiali, Abi e Cerved hanno stimato i tassi di deterioramento per dimensione d’impresa. In base alle stime, a fine 2021 i tassi di deterioramento delle società non finanziarie si manterranno stabili sui livelli dell’anno precedente (2,1%). I dati dimensionali mettono in evidenza dinamiche eterogenee, con un andamento che nel 2021 continua ad essere in calo per le microimprese (dal 2,3% al 2,2%) e per le piccole imprese (dall’1,5% all’1,4%), mentre si registra un lieve aumento dei tassi per le grandi (dall’1,0% all’1,1%) e le medie imprese (dall’1,3% all’1,5%). 

Tassi di deterioramento per territorio

A livello territoriale, nel 2021 i tassi di deterioramento delle imprese risultano in lieve calo in tutte le aree del paese, eccetto il Centro Italia. La riduzione dei nuovi prestiti in default è stata di un decimo percentuale nel Nord-Est, nel Nord-Ovest e nel Sud, mentre il Centro ha fatto registrare un incremento dei tassi di due decimi percentuali. Il Nord-Est si conferma l’area con i tassi di deterioramento più bassi della Penisola, attestandosi all’1,4% (contro l’1,5% del 2020), seguita dal Nord-Ovest (1,7% dall’1,8%). 

Più elevati i nuovi crediti in default nel Mezzogiorno (2,8% dal 2,9% del 2020) e nel Centro (2,7% dal 2,5% del 2020). A livello dimensionale, la discesa dei nuovi crediti in default tra le microimprese è stata più pronunciata nel Nord-Est (dall’1,8% del 2020 all’1,6% del 2021), che si conferma l’area dove i tassi di deterioramento delle microimprese sono più bassi. Riduzioni di lieve entità anche nel Nord-Ovest (dal 2,0% all’1,9%) e nelle regioni del Sud (dal 3,0% al 2,9%), mentre il Centro evidenzia un’inversione di tendenza con un incremento dei tassi di un decimo percentuale (dal 2,7% al 2,8%).  

Tra le piccole imprese il trend di riduzione dei tassi di deterioramento è guidato dal Sud (dal 2,4% del 2020 al 2,2% del 2021), con lievi cali nel Nord-Est (dall’1,0% allo 0,9%), e un andamento stabile nel Nord-Ovest (1,2%), mentre l’incremento del Centro è nell’ordine dei due de-cimi percentuali (dal 2,0% del 2020 al 2,2% del 2021). Considerando le imprese di media dimensione, l’incremento dei tassi di deterioramento evidenziato dal Centro risulta ancora più marcato (dall’1,7% del 2020 al 2,3% del 2021) riportando i nuovi crediti in default ai livelli pre-Covid (2,3% nel 2019). Inversioni di tendenza rispetto ai cali del 2020 si osservano anche nel Nord-Est (dallo 0,8% all’1,0%), nel Nord-Ovest (dall’1,1% all’1,2%) e nel Sud (dal 2,1% al 2,2%), con valori comunque inferiori al pre-Covid (rispettivamente 1,1%, 1,4% e 3,2%).

Bancomat accessibili senza limiti e vincoli

(1 febbraio 2022) In relazione all’entrata in vigore in data odierna, della applicazione delle nuove normative prudenziali anticovid, l’ABI, dopo aver concordato con le rappresentanze sindacali le metodologie di accesso alle filiali bancarie, sottolinea che sono inoltre presenti su tutto il territorio nazionale, nelle strade e piazze delle città e dei centri di più piccole dimensioni, decine di migliaia di sportelli automatici (ATM, cosiddetti bancomat) messi a disposizione dalle banche per effettuare di continuo operazioni di prelievo e anche di versamento, di pagamento e per fare richieste di informazioni sul conto.

Tali sportelli automatici (ATM, cosiddetti bancomat) sono accessibili senza limiti e vincoli.


Superbonus, ABI: rammarico per forti vincoli in dl sostegni ter

​(28 gennaio 2022) Il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, in riferimento al “Decreto Sostegni ter”, esprime rammarico per il mancato accoglimento delle istanze provenienti dai mondi delle imprese e delle banche affinché la misura dell’anticipazione del superbonus possa continuare ad esplicitare i suoi effetti positivi sull’economia, nel pieno rispetto della legalità.

​I forti vincoli introdotti dal “Decreto Sostegni ter”, anche con effetti sostanzialmente retroattivi, creano incertezza anche sui contratti già stipulati. Il contrasto alla illegalità – prosegue il Direttore Sabatini – ha un presidio fondamentale nelle banche che devono operare sempre nel rispetto di stringenti normative, ne sono la prova le decine di migliaia di segnalazioni annue di operazioni sospette. 
Il Direttore dell’ABI Sabatini esprime al contempo soddisfazione per l’inserimento, sempre nel “Decreto Sostegni ter”, della sospensione per il 2022 del versamento delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti per le popolazioni interessate dai terremoti del 2016 del centro Italia, misura legislativa sollecitata in una lettera a firma congiunta del Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e del Commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016, Giovanni Legnini. La proroga consentirà ora di continuare a sostenere le popolazioni colpite dal sisma di cinque anni fa, tenuto anche conto degli effetti della pandemia che proprio in questi ultimi mesi ha preso nuovo vigore. 

Supportare famiglie e imprese per ricostruzione aree sisma

​(28 gennaio 2022) Si rafforza la collaborazione tra le banche e le Istituzioni per sostenere famiglie e imprese nella ricostruzione delle aree Etnee colpite dal sisma 2018. In particolare, le banche potranno anticipare i contributi pubblici destinati alla ricostruzione sulla base di uno specifico schema procedurale che garantisce rapidità nella definizione delle operazioni di finanziamento e accelera la possibilità di avvio dei cantieri.
 

​Ciò nell’ambito del Protocollo d’intesa Ricostruzione Sisma Aree Etnee 2018, sottoscritto oggi a Catania, tra il Commissario Straordinario per la ricostruzione nei territori dei Comuni della Città Metropolitana di Catania colpiti dagli eventi sismici del 26 dicembre 2018, Salvatore Scalia, e il Presidente della Commissione regionale Abi della Sicilia, Salvatore Malandrino.
Le banche si impegnano inoltre a mettere a disposizione della clientela eventuali ulteriori strumenti di finanziamento a medio lungo termine funzionali alla migliore realizzazione dei progetti di ricostruzione.

Decreto sostegni ter

​(28 gennaio 2022) Il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, in riferimento al “Decreto Sostegni ter”, esprime rammarico per il mancato accoglimento delle istanze provenienti dai mondi delle imprese e delle banche affinché la misura dell’anticipazione del superbonus possa continuare ad esplicitare i suoi effetti positivi sull’economia, nel pieno rispetto della legalità.

​I forti vincoli introdotti dal “Decreto Sostegni ter”, anche con effetti sostanzialmente retroattivi, creano incertezza anche sui contratti già stipulati. Il contrasto alla illegalità – prosegue il Direttore Sabatini – ha un presidio fondamentale nelle banche che devono operare sempre nel rispetto di stringenti normative, ne sono la prova le decine di migliaia di segnalazioni annue di operazioni sospette.  

Il Direttore dell’ABI Sabatini esprime al contempo soddisfazione per l’inserimento, sempre nel “Decreto Sostegni ter”, della sospensione per il 2022 del versamento delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti per le popolazioni interessate dai terremoti del 2016 del centro Italia, misura legislativa sollecitata in una lettera a firma congiunta del Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e del Commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016, Giovanni Legnini. La proroga consentirà ora di continuare a sostenere le popolazioni colpite dal sisma di cinque anni fa, tenuto anche conto degli effetti della pandemia che proprio in questi ultimi mesi ha preso nuovo vigore.

Sisma del 2018 in Sicilia

​(28 gennaio 2022) Si rafforza la collaborazione tra le banche e le Istituzioni per sostenere famiglie e imprese nella ricostruzione delle aree Etnee colpite dal sisma 2018. In particolare, le banche potranno anticipare i contributi pubblici destinati alla ricostruzione sulla base di uno specifico schema procedurale che garantisce rapidità nella definizione delle operazioni di finanziamento e accelera la possibilità di avvio dei cantieri.

​Ciò nell’ambito del Protocollo d’intesa Ricostruzione Sisma Aree Etnee 2018, sottoscritto oggi a Catania, tra il Commissario Straordinario per la ricostruzione nei territori dei Comuni della Città Metropolitana di Catania colpiti dagli eventi sismici del 26 dicembre 2018, Salvatore Scalia, e il Presidente della Commissione regionale Abi della Sicilia, Salvatore Malandrino.

Le banche si impegnano inoltre a mettere a disposizione della clientela eventuali ulteriori strumenti di finanziamento a medio lungo termine funzionali alla migliore realizzazione dei progetti di ricostruzione.

ABI e Osl adeguano le misure anti-Covid

(27 gennaio 2022) L’ABI e Segretari Generali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin, nell’ambito della continua analisi congiunta sui temi connessi alla pandemia da Covid-19, hanno adeguato le misure nel settore bancario per la salvaguardia della salute e della sicurezza delle lavoratrici/lavoratori e della clientela in banca, alla luce dell’evoluzione della situazione sanitaria e dei provvedimenti normativi di recente adottati.

​“Nell’incontro odierno – sottolinea Salvatore Poloni, Presidente del Comitato per gli Affari Sindacali e del Lavoro di ABI – sono proseguiti con le Organizzazioni sindacali i proficui approfondimenti avviati fin dall’inizio della pandemia per contrastare la diffusione del virus Covid-19 nel nostro settore. Con i Sindacati – continua Poloni – abbiamo oggi condiviso misure per continuare ad assicurare lo svolgimento in sicurezza dell’attività bancaria e il sostegno all’economia anche con riferimento alla fase di avvio dell’obbligo per la clientela del possesso delle certificazioni verdi Covid-19 per accedere ai servizi bancari e finanziari e postali”. 

Ai sensi dell’intesa, le banche informeranno la clientela sulla necessità del possesso del green pass per accedere ai servizi dal 1° febbraio, definiranno le modalità per effettuare le verifiche, fornendo nel contempo indicazioni al proprio personale anche per la gestione di eventuali situazioni di tensione, compreso il pronto coinvolgimento delle forze dell’ordine. 

Nel confermare l’importanza dell’utilizzo dei canali “remoti”, le Parti hanno inoltre convenuto che, fino al 28 febbraio, nelle zone “rosse” e “arancioni” l’accesso della clientela alle filiali avverrà con la modalità di prenotazione con appuntamento, fermo restando che saranno garantite le esigenze non programmabili della clientela stessa solo per operazioni di cassa. 

Nell’ambito della continua analisi congiunta sull’evoluzione dell’emergenza e dei provvedimenti che verranno adottati dalle competenti Autorità, le Parti nazionali hanno condiviso di incontrarsi entro il 28 febbraio ed entro il 31 marzo 2022 per valutare l’evoluzione della situazione.

Task force liquidità

(26 gennaio 2022) Credito e liquidità per famiglie e imprese: sale a circa 223 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia Pmi; raggiungono i 32,4 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da Sace

​Salgono a circa 223 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 32,4 miliardi di euro, su 4.384 richieste ricevute. Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace .

Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono 2.591.426 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 25 gennaio 2022 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 222,9 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 2.574.216 pari ad un importo di circa 221,3 miliardi di euro. Di queste, 1.179.715 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro per un importo finanziato di circa 23 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore, e 694.894 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 27,1 miliardi. Al 26 gennaio 2022, sono state accolte 2.573.638 operazioni, di cui 2.556.772 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.

Salgono a 32,4 miliardi di euro, per un totale di 4.384 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 9,9 miliardi di euro riguardano sedici operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 22,4 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 4.368 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.


(1) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.

Covid-19: ABI vedi i sindacati

(25 gennaio 2022) L’ABI ha proseguito con i Segretari Generali di Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin l’analisi congiunta sui temi connessi alla pandemia da Covid-19, attraverso il dialogo sulla situazione aggiornata e sui provvedimenti di recente adottati dalle Autorità competenti, per continuare a garantire la tutela delle persone in banca (lavoratrici, lavoratori e clientela).

​Sono state confermate le disponibilità su alcuni aspetti di adeguamento di misure di prevenzione con la volontà condivisa di individuare le soluzioni e sono state nel contempo approfondite le rispettive posizioni su altri profili correlati alla gestione degli accessi ai servizi bancari e finanziari che dal prossimo 1° febbraio richiederanno il possesso delle certificazioni verdi COVID-19 da parte della clientela.

“Approfondiremo i diversi aspetti con il Comitato per gli Affari Sindacali e del Lavoro di ABI (CASL) – sottolinea il Presidente del CASL, Salvatore Poloni – in vista dello sviluppo del dialogo con le Organizzazioni Sindacali prevista per mercoledì 26 gennaio, per ricercare congiuntamente efficaci soluzioni nella lotta al virus per la salvaguardia della salute e sicurezza delle lavoratrici/lavoratori bancari e della clientela e continuare a sostenere la ripresa delle attività economiche e produttive del Paese”.  

ABI vede i sindacati, prosegue confronto su misure sicurezza

(25 gennaio 2022) L’ABI ha proseguito con i Segretari Generali di Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin l’analisi congiunta sui temi connessi alla pandemia da Covid-19, attraverso il dialogo sulla situazione aggiornata e sui provvedimenti di recente adottati dalle Autorità competenti, per continuare a garantire la tutela delle persone in banca (lavoratrici, lavoratori e clientela).

​Sono state confermate le disponibilità su alcuni aspetti di adeguamento di misure di prevenzione con la volontà condivisa di individuare le soluzioni e sono state nel contempo approfondite le rispettive posizioni su altri profili correlati alla gestione degli accessi ai servizi bancari e finanziari che dal prossimo 1° febbraio richiederanno il possesso delle certificazioni verdi COVID-19 da parte della clientela.

“Approfondiremo i diversi aspetti con il Comitato per gli Affari Sindacali e del Lavoro di ABI (CASL) – sottolinea il Presidente del CASL, Salvatore Poloni – in vista dello sviluppo del dialogo con le Organizzazioni Sindacali prevista per mercoledì 26 gennaio, per ricercare congiuntamente efficaci soluzioni nella lotta al virus per la salvaguardia della salute e sicurezza delle lavoratrici/lavoratori bancari e della clientela e continuare a sostenere la ripresa delle attività economiche e produttive del Paese”.