Task force liquidità

(15 dicembre 2021) Credito e liquidità per famiglie e imprese: ancora attive moratorie su prestiti del valore di circa 56 miliardi, sale a oltre 216,5 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia Pmi; raggiungono i 30,8 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da Sace  

Ancora attive moratorie (ex lege e volontarie) per un valore complessivo di circa 56 miliardi, a fronte di circa 500 mila sospensioni accordate. Salgono a 216,5 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 30,8 ​miliardi di euro, su 3949 richieste ricevute.  Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace.

La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, riferiti al 3 dicembre, sono ancora attive moratorie su prestiti del valore complessivo di circa 56 miliardi, pari a circa il 21% di tutte le moratorie accordate da marzo 2020 (circa 270 miliardi) . Si stima che tale importo faccia capo a circa 500 mila richiedenti, tra famiglie e imprese. L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie concesse per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di esse.

Le moratorie attive a favore di società non finanziarie riguardano prestiti per circa 46 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, sono ancora attive sospensioni ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ per circa 43 miliardi . La progressiva riduzione è in parte ancora riconducibile alla mancata richiesta di proroga da parte dei debitori (il DL “Sostegni bis” ha previsto la possibilità per il debitore di richiedere la proroga della moratoria, limitatamente alla quota capitale, fino alla fine del 2021). La moratoria promossa dall’ABI riguarda al momento 2 miliardi di finanziamenti alle imprese. 

Sono attive moratorie a favore delle famiglie  a fronte di prestiti per 7 miliardi di euro, di cui 1 per la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini). Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie riguardano prestiti per poco meno di mezzo miliardo.

Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari ai sensi dell’art. 13 del DL Liquidità (Fondo di Garanzia per le PMI) fino al 3 dicembre siano pari a oltre 1,87 milioni, per un importo di finanziamenti superiore a 169 miliardi. Sono stati erogati prestiti a fronte di circa il 94% delle domande.

Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono 2.556.638 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 14 dicembre 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 216,5 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 2.540.537 pari ad un importo di circa 215 miliardi di euro. Di queste, 1.177.680 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro per un importo finanziato di circa 22,9 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 694.890 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 27,1 miliardi. Al 15 dicembre 2021, sono state accolte 2.531.083 operazioni, di cui 2.515.430 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.

Salgono a 30,8 miliardi di euro, per un totale di 3.949 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 9,9 miliardi di euro riguardano le prime quindici operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 20,9 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 3.934 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

Task force: moratorie ancora attive a 60 mld

(1° dicembre 2021) Credito e liquidità per famiglie e imprese: ancora attive moratorie su prestiti del valore di circa 60 miliardi, 213 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; raggiungono i 30,5 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE 

Ancora attive moratorie (ex lege e volontarie) per un valore complessivo di circa 60 miliardi, a fronte di circa 537 mila sospensioni accordate. Si attestano a 213 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 30,5 miliardi di euro, su 3822 richieste ricevute. 
Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace (i) .
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, riferiti al 19 novembre, sono ancora attive moratorie su prestiti del valore complessivo di circa 60 miliardi, pari a circa il 22% di tutte le moratorie accordate da marzo 2020 (circa 270 miliardi) (ii) .
Si stima che tale importo faccia capo a circa 537 mila richiedenti, tra famiglie e imprese. L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie concesse per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di esse.
Le moratorie attive a favore di società non finanziarie riguardano prestiti per circa 48 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, sono ancora attive sospensioni ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ per circa 46 miliardi (iii) . La progressiva riduzione è in parte ancora riconducibile alla mancata richiesta di proroga da parte dei debitori (il DL “Sostegni bis” ha previsto la possibilità per il debitore di richiedere la proroga della moratoria, limitatamente alla quota capitale, fino alla fine del 2021). La moratoria promossa dall’ABI riguarda al momento 2 miliardi di finanziamenti alle imprese.
Sono attive moratorie a favore delle famigliev (iv) a fronte di prestiti per 8 miliardi di euro, di cui 2 per la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini). Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie riguardano prestiti per poco meno di mezzo miliardo.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari ai sensi dell’art. 13 del DL Liquidità (Fondo di Garanzia per le PMI) fino al 19 novembre siano pari a oltre 1,86 milioni, per un importo di finanziamenti superiore a 167 miliardi. Sono stati erogati prestiti a fronte di circa il 93% delle domande. 
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono 2.539.365 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 30 novembre 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 213 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 2.523.663 pari ad un importo di circa 211,6 miliardi di euro. Di queste, 1.176.299 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro per un importo finanziato di circa 22,9 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 694.891 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 27,1 miliardi. Al 1° dicembre 2021, sono state accolte 2.517.797 operazioni, di cui 2.502.480 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 30,5 miliardi di euro, per un totale di 3.822 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 9,9 miliardi di euro riguardano le prime quindici operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 20,6 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 3.807 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.
(ii) Gli importi relativi alle moratorie sono stime che possono differire rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione di dati precedentemente comunicati dalle banche. Gli importi riportati delle moratorie concesse sono pari a quelli delle richieste ricevute dalle banche, al netto di quelle rigettate o in corso di esame.
(iii) Tra le PMI rientrano anche imprese diverse dalle società non finanziarie.
(iv)La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.

Al via campagna di informazione per un uso sicuro di canali e strumenti digitali

(27 novembre 2021) Il CERTFin insieme con Banca d’Italia, ABI, Ivass, Banca Mediolanum, Banca Popolare del Lazio, Banca Sella, BPER Banca, Gruppo Cassa Centrale, Cassa di Ravenna, Credem, Generali, Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, ING, Intesa Sanpaolo e UniCredit dà il via alla campagna “I Navigati – Informati e Sicuri”.

​Cresce l’impegno delle Istituzioni e del settore bancario, finanziario e assicurativo per la sicurezza informatica, per la prevenzione e il contrasto degli attacchi e per la protezione dei clienti dalle frodi online. Sono sempre più numerose le famiglie italiane che, accedendo tramite computer, tablet e smartphone, scelgono i canali digitali per fare pagamenti, consultare il proprio conto, investire, gestire prestiti e mutui, sottoscrivere una polizza.  
Obiettivo della campagna è aumentare la consapevolezza e sensibilizzare i clienti ad un uso informato e sicuro degli strumenti e dei canali digitali, per non cadere nelle trappole di quanti sfruttano la tecnologia e fanno leva sulle vulnerabilità del fattore umano.  
Protagonista della campagna, che sarà on air fino alla fine dell’anno, è la famiglia “Navigati”. I componenti di questa famiglia sono “esperti in sicurezza informatica” perché si sono informati e hanno imparato i comportamenti virtuosi da adottare per districarsi tra le possibili insidie del web, riducendo il rischio di attacchi e frodi online. Grazie all’informazione, quindi, anche il web diventa un luogo familiare e protetto in cui si può navigare sicuri.
Ecco quindi, alcune semplici regole da seguire per operare online in sicurezza:

  • usare password diverse e sufficientemente lunghe, con caratteri alfanumerici e caratteri speciali;
  • accedere a Internet tramite i propri dispositivi evitando reti pubbliche e/o aperte;
  • installare un antivirus e mantenerlo costantemente aggiornato;
  • limitare la diffusione delle proprie informazioni personali online;
  • verificare l’attendibilità del mittente prima di aprire eventuali link e allegati;

 in caso di telefonate “sospette”, verificare online il numero di telefono o confrontarlo con i contatti ufficiali della propria banca. In ogni caso, non fidarsi se vengono chiesti dati bancari o altri dati riservati; se si pensa di essere rimasti vittima di una truffa o di aver condiviso i propri dati bancari o delle carte di pagamento, contattare immediatamente la propria banca.È possibile seguire la campagna in TV, Radio, sulle pagine social, sulle testate giornalistiche e sul sito www.inavigati.it creato ad hoc per l’iniziativa e dove si può seguire una miniserie di 8 puntate dedicate alle possibili truffe e trovare materiale informativo, interviste e vari video.

La campagna di informazione “I NAVIGATI – INFORMATI E SICURI”

Banche e Sindacati confermano il loro impegno contro la violenza sulle donne

(25 novembre 2021) Oggi ABI e Organizzazioni sindacali di settore (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin) hanno prorogato fino al 2023 il Protocollo d’intesa del 25 novembre 2019 per andare incontro alle esigenze delle donne vittime di violenza di genere.

Le banche e gli intermediari finanziari aderenti al Protocollo sono infatti impegnati fin dallo scorso 25 novembre 2019 a sospendere il pagamento della quota capitale dei mutui ipotecari e dei prestiti con il corrispondente allungamento del piano di ammortamento per un periodo massimo di 18 mesi nei confronti delle donne vittime di violenza e inserite in percorsi di protezione.  
“Si tratta di un’ulteriore testimonianza della sensibilità delle Parti sociali su questo delicato argomento”, sottolinea Giovanni Sabatini, Direttore Generale di ABI, “parte di un percorso condiviso che ha anche visto nel 2017 la definizione dell’accordo sindacale sul congedo a favore delle vittime di violenza di genere e nel 2019 la Dichiarazione congiunta in materia di contrasto alle molestie e violenze di genere sui luoghi di lavoro”.  
L’accordo di oggi è così un contributo alla diffusione di una cultura di contrasto a questo inaccettabile problema sociale.

La scomparsa di Ennio Doris

(​24 novembre 2021) Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, ha espresso il più sincero cordoglio per la scomparsa di Ennio Doris, imprenditore e banchiere illuminato e fortemente innovativo, attento e sensibile contemporaneamente alla crescita aziendale, dei clienti e dei collaboratori.

Conserverò forte il ricordo di Ennio -ha aggiunto il Presidente Patuelli- dei nostri dialoghi sulla cultura e le regole del mercato, per la crescita economica e sociale in una democrazia libera.

Disegno di Legge di Bilancio 2022

(22 novembre 2021) Audizione del Direttore Generale dell’ABI Giovanni Sabatini presso le Commissioni congiunte bilancio di Camera e Senato

“Illustre Presidente, Onorevoli Deputati e Senatori, 

consentitemi innanzitutto di ringraziarvi, a nome dell’Associazione Bancaria Italiana e del presidente Antonio Patuelli, per l’invito a partecipare alla presente Audizione ed esprimere il punto di vista del mondo bancario sul Disegno di legge di bilancio per il 2022, che dà attuazione alla programmazione economico-finanziaria esposta nella Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF) 2021.” 

L’audizione

Online la guida su cosa cambia per pagamenti e investimenti

(​20 novembre 2021) Cosa cambia per trasferimenti di denaro, come bonifici e addebiti, da e verso il Regno Unito? E per pagamenti e prelievi oltre Manica? Quali le conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea per la gestione dei propri investimenti e risparmi? A questi aspetti in tema di servizi bancari e di pagamento è dedicata l’infografica ‘Brexit, le maggiori novità in 6 punti’ per supportare i cittadini nella loro operatività.

Realizzata dall’ABI in collaborazione con le banche e le Associazioni dei consumatori che partecipano al progetto Trasparenza semplice, questa nuova infografica attraverso domande e brevi risposte mira a rappresentare cosa cambia per i clienti nella gestione delle operazioni bancarie, degli investimenti e dei contratti di assicurazione già stipulati dopo che il Regno Unito, a partire dal 1° gennaio 2021, è uscito dall’Unione doganale e dal Mercato unico UE. 

L’iniziativa sviluppata nell’ambito del progetto Trasparenza semplice, che prevede la realizzazione e diffusione di strumenti informativi ed educativi su temi di interesse per la clientela, ha l’obiettivo di favorire la fruizione delle informazioni di carattere bancario e finanziario da parte dei cittadini. 

In formato digitale, l’infografica è disponibile online sul sito dell’ABI nella pagina dedicata (questo il link),  ed è a disposizione delle banche e delle Associazioni dei consumatori che hanno collaborato alla sua realizzazione (ACU, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.Di.Con, UNC). 

 Ecco i principali contenuti dell’infografica:

 1 – Potrò fare pagamenti e prelievi nel Regno Unito con una carta emessa da una banca italiana?
Sì, come avvenuto sino ad oggi. Se sei titolare di una carta abilitata ad un circuito internazionale, puoi continuare a utilizzarla per prelevare agli sportelli automatici e fare pagamenti negli esercizi commerciali.

 2 – Per trasferire denaro nel Regno Unito, continuerò a utilizzare l’IBAN e a fare pagamenti SEPA, ossia bonifici e addebiti diretti?
Sì, poiché il Regno Unito continua a fare parte dell’area unica dei pagamenti in euro (in inglese ‘Single Euro Payments Area’, SEPA). Tuttavia, potrebbe esserti richiesto di fornire il codice BIC in aggiunta all’IBAN e il tuo indirizzo di residenza dovrà necessariamente essere noto ai beneficiari. In caso di variazioni di costo dovute al recesso, la tua banca ti informerà con 60 giorni di anticipo, come previsto dalla normativa nazionale sulla variazione unilaterale delle condizioni contrattuali. 

3 – Se vado in vacanza nel Regno Unito, devo portarmi le sterline?
Non è necessario. I titolari di carte bancarie italiane possono continuare ad effettuare pagamenti presso qualsiasi esercente che accetti la carta, oppure prelevare sterline dagli sportelli automatici del Regno Unito. Naturalmente, prelevando sterline dagli sportelli automatici, dovrai sostenere i costi di cambio valuta, come avveniva prima. 

4 – Posso fare acquisti dall’Italia attraverso un sito britannico?
Sì, ma poiché il tuo acquisto oggi equivale ad una transazione commerciale effettuata sul sito di un Paese extra UE, verranno applicate le norme doganali vigenti nell’Unione. In particolare, se la merce è di origine britannica, non si applicano dazi ma è dovuta l’IVA. Se invece la merce è di origine, ad esempio, cinese e non ha subito trasformazioni o lavorazioni ulteriori nel Regno Unito, si applicano anche i dazi, secondo la tariffa dell’UE. È importante leggere attentamente i termini e le condizioni di consegna, prima di procedere all’acquisto. 

5 – Quali sono le conseguenze per l’operatività della mia banca britannica che ha operato in Italia fino al 31 dicembre 2020, con o senza succursali?
Se è stata autorizzata ad operare sul territorio italiano come intermediario di Paese terzo, la tua banca può svolgere le attività per le quali ha richiesto l’autorizzazione (limitandosi alla gestione dei rapporti esistenti). Analoga disciplina anche per la prestazione dei servizi di investimento. Inoltre, i depositi continuano ad essere tutelati da un sistema di garanzia italiano e puoi accedere all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).In mancanza di autorizzazione, è stata prevista la cessazione delle attività svolte dalla banca in Italia, con conseguente chiusura dei rapporti esistenti. 

6 – Quali sono le conseguenze per i sottoscrittori italiani di un contratto di assicurazione con un’impresa assicurativa del Regno Unito?
Le coperture assicurative e l’importo dei premi previsti dal tuo contratto non subiranno limitazioni o condizionamenti a seguito degli eventuali cambiamenti a livello societario, pianificati dalla tua impresa di assicurazione britannica per garantire la continuità del servizio in Italia. Gli effetti della Brexit sui rapporti contrattuali tra te e la tua impresa di assicurazione dipenderanno anche dalla legislazione nazionale applicabile al contratto. Per maggiori informazioni, puoi contattare l’impresa di assicurazione britannica con la quale hai stipulato la polizza, l’intermediario attraverso il quale l’hai acquistata e l’IVASS in qualità di Autorità per quanto concerne le assicurazioni.

Patuelli indicato per la conferma per il biennio 2022-2024

(17 novembre 2021) Il Comitato Esecutivo dell’ABI, su proposta del Comitato di Presidenza e dopo una relazione del Vice Presidente Camillo Venesio, ha approvato all’unanimità la proposta di un pacchetto di modifiche statutarie relative a una maggiore rappresentanza dei gruppi bancari nel Consiglio, nel Comitato Esecutivo e nella Presidenza alla luce della crescente concentrazione, fermo restando il numero totale dei componenti e confermando le rappresentanze del pluralismo bancario; viene prevista la figura del Presidente Emerito per chi abbia completato il mandato di Presidente e una alta soglia di maggioranza qualificata per la conferma del Presidente.

Il Comitato Esecutivo ha inoltre indicato Antonio Patuelli per la conferma a Presidente nel biennio 2022-2024

Task force, ancora attive moratorie per 60 mld

(17 novembre 2021) Credito e liquidità per famiglie e imprese: ancora attive moratorie su prestiti del valore di circa 60 miliardi, oltre 209,7 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; superano i 30 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE

​Ancora attive moratorie (ex lege e volontarie) per un valore complessivo di circa 60 miliardi, a fronte di circa 540 mila sospensioni accordate. Si attestano a oltre 209,7 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti superano i 30 miliardi di euro, su 3635 richieste ricevute. 
Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace(i) .
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, riferiti al 5 novembre, sono ancora attive moratorie su prestiti del valore complessivo di circa 60 miliardi, pari a circa il 22% di tutte le moratorie accordate da marzo 2020 (circa 270 miliardi) (ii) . Si stima che tale importo faccia capo a circa 540 mila richiedenti, tra famiglie e imprese. L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie concesse per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di esse.
Le moratorie attive a favore di società non finanziarie riguardano prestiti per circa 49 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, sono ancora attive sospensioni ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ per circa 46 miliardi (iii) . La progressiva riduzione è in parte ancora riconducibile alla mancata richiesta di proroga da parte dei debitori (il DL “Sostegni bis” ha previsto la possibilità per il debitore di richiedere la proroga della moratoria, limitatamente alla quota capitale, fino alla fine del 2021). La moratoria promossa dall’ABI riguarda al momento 2 miliardi di finanziamenti alle imprese.
Sono attive moratorie a favore delle famiglie (iv) a fronte di prestiti per 8 miliardi di euro, di cui 2 per la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini). Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie riguardano prestiti per poco meno di mezzo miliardo.Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari ai sensi dell’art. 13 del DL Liquidità (Fondo di Garanzia per le PMI) fino al 5 novembre siano pari a oltre 1,85 milioni, per un importo di finanziamenti superiore a 165 miliardi. Sono stati erogati prestiti a fronte di circa il 94% delle domande.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono 2.521.840 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 16 novembre 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 209,7 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 2.506.618 pari ad un importo di circa 208,3 miliardi di euro. Di queste, 1.174.653 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro per un importo finanziato di circa 22,9 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 694.889 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 27,1 miliardi. Al 17 novembre 2021, sono state accolte 2.501.030 operazioni, di cui 2.486.233 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità.
Salgono a circa 30,1 miliardi di euro, per un totale di 3.635 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 9,9 miliardi di euro riguardano le prime quindici operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 20,2 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 3.620 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.
(ii) Gli importi relativi alle moratorie sono stime che possono differire rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione di dati precedentemente comunicati dalle banche. Gli importi riportati delle moratorie concesse sono pari a quelli delle richieste ricevute dalle banche, al netto di quelle rigettate o in corso di esame.
(iii) Tra le PMI rientrano anche imprese diverse dalle società non finanziarie.
(iv) La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.

Task force, ancora attive moratorie per 60 mld

​(17 novembre 2021) Credito e liquidità per famiglie e imprese: ancora attive moratorie su prestiti del valore di circa 60 miliardi, oltre 209,7 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; superano i 30 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE

​Ancora attive moratorie (ex lege e volontarie) per un valore complessivo di circa 60 miliardi, a fronte di circa 540 mila sospensioni accordate. Si attestano a oltre 209,7 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti superano i 30 miliardi di euro, su 3635 richieste ricevute. 
Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace(i) .
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, riferiti al 5 novembre, sono ancora attive moratorie su prestiti del valore complessivo di circa 60 miliardi, pari a circa il 22% di tutte le moratorie accordate da marzo 2020 (circa 270 miliardi) (ii) . Si stima che tale importo faccia capo a circa 540 mila richiedenti, tra famiglie e imprese. L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie concesse per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di esse.
Le moratorie attive a favore di società non finanziarie riguardano prestiti per circa 49 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, sono ancora attive sospensioni ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ per circa 46 miliardi (iii) . La progressiva riduzione è in parte ancora riconducibile alla mancata richiesta di proroga da parte dei debitori (il DL “Sostegni bis” ha previsto la possibilità per il debitore di richiedere la proroga della moratoria, limitatamente alla quota capitale, fino alla fine del 2021). La moratoria promossa dall’ABI riguarda al momento 2 miliardi di finanziamenti alle imprese.
Sono attive moratorie a favore delle famiglie (iv) a fronte di prestiti per 8 miliardi di euro, di cui 2 per la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini). Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie riguardano prestiti per poco meno di mezzo miliardo.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari ai sensi dell’art. 13 del DL Liquidità (Fondo di Garanzia per le PMI) fino al 5 novembre siano pari a oltre 1,85 milioni, per un importo di finanziamenti superiore a 165 miliardi. Sono stati erogati prestiti a fronte di circa il 94% delle domande.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono 2.521.840 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 16 novembre 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 209,7 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 2.506.618 pari ad un importo di circa 208,3 miliardi di euro. Di queste, 1.174.653 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro per un importo finanziato di circa 22,9 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 694.889 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 27,1 miliardi. Al 17 novembre 2021, sono state accolte 2.501.030 operazioni, di cui 2.486.233 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità.
Salgono a circa 30,1 miliardi di euro, per un totale di 3.635 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 9,9 miliardi di euro riguardano le prime quindici operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 20,2 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 3.620 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.
(ii) Gli importi relativi alle moratorie sono stime che possono differire rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione di dati precedentemente comunicati dalle banche. Gli importi riportati delle moratorie concesse sono pari a quelli delle richieste ricevute dalle banche, al netto di quelle rigettate o in corso di esame.
(iii) Tra le PMI rientrano anche imprese diverse dalle società non finanziarie.
(iv) La categoria “famiglie” qui utilizzata include anche alcune imprese diverse dalle società non finanziarie, come ad esempio le imprese artigiane.