ABI: applicare il Fondo garanzia mutui prima casa

(11 novembre 2021) L’ABI ha emanato una Lettera Circolare agli Associati che riporta il quadro complessivo degli aggiornamenti all’operatività del “Fondo di garanzia per i mutui per la prima casa”, segnalando l’importanza di una sua tempestiva applicazione.

​In particolare, è evidenziato che tra le categorie di mutuatari che presentano priorità per l’accesso al Fondo, è stata introdotta la platea dei giovani che non hanno compiuto trentasei anni di età.
Inoltre, fino al 30 giugno 2022 è stata favorita l’erogazione di mutui per oltre l’80% del prezzo di acquisto dell’immobile per le categorie di mutuatari con “priorità” nell’accesso al Fondo che sono in possesso di un reddito ISEE non superiore a 40 mila euro annui. 
Infine, sono stati comunicati gli specifici aggiornamenti effettuati dal gestore del Fondo relativi alla modulistica che i richiedenti il mutuo devono compilare per poter beneficiare della garanzia.

Mutui in crescita del 50% rispetto al 2014

​(4 maggio 2015) I dati relativi ai primi tre mesi del 2015 evidenziano la forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni.

​Dal campione ABI, composto da 78 banche, che rappresenta circa l’80% della totalità del mercato bancario italiano, emerge che nel trimestre gennaio-marzo 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 7,897 miliardi di euro rispetto ai 5,250 miliardi dello stesso periodo del 2014. L’incremento su base annua è, quindi, del 50,4%.
L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 è anche superiore sia al dato dei primi tre mesi del 2013, quando si attestarono sui 4,337 miliardi di euro, sia al valore dei primi tre mesi del 2012 (5,177 miliardi di euro).
I mutui a tasso variabile rappresentano, nei primi tre mesi del 2015, il 66,7% delle nuove erogazioni complessive; tuttavia sono in sensibile incremento i mutui a tasso fisso che hanno raggiunto a marzo 2015 quasi il 35% delle nuove erogazioni, erano quasi il 18% dodici mesi prima.
 

Il Vdg ABI su il comunicato stampa della CGIA di Mestre

(6 novembre 2021) Con riferimento al comunicato stampa odierno della CGIA di Mestre, Gianfranco Torriero, Vicedirettore generale dell’ABI segnala “che i più recenti dati ufficiali diffusi dalla Banca d’Italia indicano che i prestiti alle imprese sono cresciuti ad agosto 2021 dell’1,2 per cento rispetto allo stesso mese del 2020”.

​“In particolare – prosegue Torriero – per effettuare confronti comparabili nel tempo occorre tener conto nel periodo considerato delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari ma che rimangono come finanziamenti alle imprese”.

Gianfranco Torriero, vicedirettore generale di ABI, tornando sulle affermazioni della Cgia di Mestre, segnala che “secondo il recentissimo Bollettino economico della Banca d’Italia nel corso dei mesi estivi si è rafforzata l’espansione dei prestiti alle società non finanziarie, che ha raggiunto in agosto il 2,8 per cento sui tre mesi in ragione d’anno, dall’1,1 per cento in maggio, dati destagionalizzati e corretti per l’effetto contabile delle cartolarizzazioni

Digitalizzazione e interoperabilità banche dati fiscali

(3 novembre 2021)Audizione ABI presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria

“L’Associazione Bancaria Italiana, anche a nome del Presidente Antonio Patuelli, e del Direttore Generale Giovanni Sabatini, ringrazia la Commissione Parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria dell’invito a partecipare all’indagine conoscitiva sulla digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati fiscali.

L’obiettivo di questa indagine è quello di conoscere lo stadio e le prospettive di sviluppo della digitalizzazione dell’Amministrazione finanziaria centrale, nonché della interoperabilità fra i relativi sistemi e con i sistemi delle amministrazioni locali, al fine di misurarne l’efficienza sia in termini di contrasto all’evasione fiscale e ai reati finanziari, sia di semplificazione degli adempimenti fiscali dei cittadini.

Tali temi sono di primaria importanza e attualità, assumendo essi un ruolo chiave per il processo di crescita dell’Italia, considerato, peraltro, l’attuale contesto emergenziale.”

L’audizione

Task force: ancora attive moratorie per circa 62 miliardi

(3 novembre 2021) Credito e liquidità per famiglie e imprese: ancora attive moratorie su prestiti del valore di circa 62 miliardi, oltre 207 miliardi il valore delle richieste al Fondo di Garanzia PMI; raggiungono i 29,8 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti da SACE 

Ancora attive moratorie (ex lege e volontarie) per un valore complessivo di circa 62 miliardi, a fronte di più di 560 mila sospensioni accordate. Si attestano a oltre 207 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 29,8 miliardi di euro, su 3519 richieste ricevute. 
Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace.
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, riferiti al 22 ottobre, sono ancora attive moratorie su prestiti del valore complessivo di circa 62 miliardi, pari a circa il 23% di tutte le moratorie accordate da marzo 2020 (circa 270 miliardi) . Si stima che tale importo faccia capo a poco più di 560 mila richiedenti, tra famiglie e imprese. L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie concesse per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di esse.
Le moratorie attive a favore di società non finanziarie riguardano prestiti per circa 50 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, sono ancora attive sospensioni ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ per poco meno di 47 miliardi . La progressiva riduzione è in parte ancora riconducibile alla mancata richiesta di proroga da parte dei debitori (il DL “Sostegni bis” ha previsto la possibilità per il debitore di richiedere la proroga della moratoria, limitatamente alla quota capitale, fino alla fine del 2021). La moratoria promossa dall’ABI riguarda al momento 2 miliardi di finanziamenti alle imprese.
Sono attive moratorie a favore delle famiglie  a fronte di prestiti per 9 miliardi di euro, di cui 2 per la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini). Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie riguardano prestiti per circa 1 miliardo.
Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari ai sensi dell’art. 13 del DL Liquidità (Fondo di Garanzia per le PMI) fino al 22 ottobre siano pari a oltre 1,83 milioni, per un importo di finanziamenti superiore a 163 miliardi. Sono stati erogati prestiti a fronte di circa il 94% delle domande.
Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono 2.507.121 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 2 novembre 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 207 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 2.492.398 pari ad un importo di circa 205,7 miliardi di euro. Di queste, 1.173.209 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro per un importo finanziato di circa 22,8 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 701.359 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 27,2 miliardi. Al 3 novembre 2021, sono state accolte 2.485.820 operazioni, di cui 2.471.549 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’.
Salgono a circa 29,8 miliardi di euro, per un totale di 3.519 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 9,9 miliardi di euro riguardano le prime quindici operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 19,9 miliardi di euro i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 3.504 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

Il futuro dei pagamenti alla VI^ edizione del Salone ABI

(30 ottobre 2021) Il futuro dei pagamenti, l’euro digitale, l’evoluzione degli strumenti e dei servizi grazie a innovazione e tecnologia applicati ai pagamenti digitali, l’Open Banking, ma anche la blockchain e l’Intelligenza Artificiale. Da mercoledì 3 novembre fino a venerdì 5, la sesta edizione del Salone dei Pagamenti fa il punto su tutte le novità, le tendenze in atto e le prospettive future di questo mercato, anche alla luce dell’accelerazione determinata dalla pandemia, che ha in parte modificato le abitudini di pagamento degli italiani.

Al Salone, Istituzioni, banche, PA, operatori del settore, imprese, aziende tecnologiche, Fintech, startup e incubatori si confronteranno nelle numerose sessioni di dibattito e approfondimento in cui si articola l’evento promosso da ABI e organizzato da ABIeventi. 
A dare l’avvio ai lavori di questa sesta edizione, che si conferma completamente digitale e multicanale, sarà il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, che la mattina del 3 novembre aprirà la sessione plenaria dedicata al tema de “I pagamenti in Europa: il futuro è già qui?”, su cui a seguire si confronteranno alcuni dei protagonisti del mercato. La seconda giornata del convegno, invece, sarà aperta dal Direttore Generale ABI, Giovanni Sabatini, il cui intervento darà il via alla sessione plenaria su “Le sfide dell’opentech tra innovazione e sostenibilità”.

L’edizione 2021 del Salone: “Infuturiamoci”Anche quest’anno il Salone si svolgerà su una piattaforma digitale mettendo a disposizione dei partecipanti quattro aree esperienziali, realizzate ad hoc per ricreare l’esperienza immersiva dell’area espositiva, con stand virtuali da esplorare liberamente grazie ad una mappa 3D navigabile.
Attraverso 60 sessioni di dibattito con oltre 200 relatori, il convegno approfondirà nove filoni tematici: “Il futuro digitale dei pagamenti globali”, “L’esperienza nel negozio di domani”, “E-commerce ed ecosystems”, “La nuova frontiera Open Tech”, “Verso una società digitale”, “Digital Life e nuove generazioni”, “Euro Digitale”, “Security in payments”, “Fintech & Startup”.

Il programma completo e tutte le informazioni utili sull’evento sono disponibili sul sito www.salonedeipagamenti.com

Manovra, ABI: linee fondamentali complessivamente equilibrate

(29 ottobre 2021) Il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli e il Direttore Generale Giovanni Sabatini giudicano complessivamente equilibrate le linee fondamentali della manovra di politica economica della nuova legge di Bilancio dello Stato, finalizzate a rendere più solida e prolungata la ripresa: l’ABI si riserva una valutazione complessiva quando sarà reso pubblico il testo definitivo del disegno di legge di Bilancio dello Stato per il 2022 e emergeranno le scelte del Parlamento che dovranno definire anche talune questioni che debbono essere ancora dettagliatamente decise.

In particolare Patuelli e Sabatini constatano un equilibrio complessivo fra misure a sostegno degli investimenti delle imprese e delle famiglie, per lo sviluppo e l’occupazione e la riduzione della pressione fiscale, a cominciare dall’iniquo cuneo fiscale, dall’Irpef e dall’Irap, nonché la revisione delle varie garanzie sociali per la loro maggiore efficienza ed efficacia, alla luce dell’esperienza pratica maturata. Importanti sono, inoltre, le scelte per la sanità e per l’ambiente.  
Il mondo bancario operante in Italia – concludono il Presidente Patuelli e il DG Sabatini- è pienamente impegnato a sostenere la più cospicua e prolungata ripresa dello sviluppo e dell’occupazione.

ABI: valutiamo impatti decisione Ue su Basilea

(27 ottobre 2021) In relazione al documento reso pubblico oggi dalla Commissione Europea relativo al recepimento nella normativa europea della finalizzazione del quadro di Basilea (cd. Basilea 3+), il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ha dichiarato “Il documento reso pubblico oggi dalla Commissione Europea avvia l’articolato iter per il recepimento nel quadro normativo europeo delle proposte del Comitato di Basilea per la finalizzazione degli interventi di rafforzamento della disciplina prudenziale sul settore bancario.

​Il documento è corposo e complesso e richiede una attenta valutazione, anche sotto il profilo della quantificazione degli impatti sia in termini di incremento dei requisiti patrimoniali sia sull’offerta di credito e sull’economia europea in generale.  
Con riferimento al primo aspetto occorre ricordare che il mandato del G20 al Comitato di Basilea chiedeva di evitare incrementi patrimoniali significativi generalizzati. Per evitare una sottostima di tali impatti, il calcolo di tale incremento deve essere effettuato non rispetto ai minimi regolamentari ma rispetto all’ effettivo livello dei coefficienti patrimoniali posseduti dalle banche europee.  
In questo contesto, il massimo utilizzo dei margini di flessibilità consentiti è cruciale per adattare le disposizioni di Basilea al contesto europeo e alle specificità della sua economia evitando di ampliare il divario competitivo già oggi esistente tra le banche europee e le banche extra europee, in primo luogo quelle americane. 
La fase di uscita dalla crisi richiede che le banche europee continuino ad essere parte della soluzione nella ripresa economica e nel sostegno all’attuazione dei piani di ripresa e resilienza nazionale. A tal fine un recepimento efficace, bilanciato e proporzionale del quadro di Basilea sulle regole prudenziali è fondamentale.Per realizzare questi obiettivi, l’Associazione Bancaria Italiana darà il suo contributo tecnico giuridico direttamente e tramite il suo ruolo nell’ambito della Federazione Bancaria Europea nelle sedi istituzionali europee e italiane.”.

Lavoro agile e a distanza

(26 ottobre 2021) Audizione ABI presso la XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati

“​​Illustre Presidente, Onorevoli Deputati, 

ABI desidera anzitutto ringraziare la Commissione per l’opportunità di svolgere talune considerazioni in merito ad una tematica di particolare attualità e rilievo non solo in questa fase di ripresa delle attività economiche e sociali nell’ambito dell’emergenza sanitaria in atto. 

Il settore bancario ha maturato una significativa esperienza in tema di lavoro agile, registrandosi nelle imprese/gruppi bancari, sin dal 2014, e dunque prima della stessa disciplina legale dell’istituto (L. 22 maggio 2017, n. 81), sperimentazioni che hanno dato luogo ad accordi aziendali consolidati e che hanno anche favorito il successivo inserimento nel contratto collettivo nazionale di lavoro del 19 dicembre 2019, siglato tra ABI e Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin, di un’ampia e articolata regolamentazione del lavoro agile, nella prospettiva di rendere fruibile tale forma innovativa e flessibile di svolgimento della prestazione lavorativa a tutte le imprese e per tutte le lavoratrici/lavoratori del settore.”

L’audizione

97^ Giornata mondiale del Risparmio

(21 ottobre 2021) Relazione del Presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli

“​Il risparmio e gli investimenti sono indispensabili per consolidare la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione. Il risparmio non è frutto solo della paura per il presente e previdenza per l’avvenire: è virtù civile e fattore decisivo di progresso economico e sociale.

Per la ripresa è necessario favorire il risparmio e gli investimenti stabili.

Il risparmio cerca rendimenti in capitali di rischio, che non vanno confusi con le rendite (prive di rischio). I finanziamenti europei sono indispensabili, ma non sufficienti: gli investimenti sono decisivi per la ripresa. Il risparmio va meglio tutelato e incentivato verso investimenti produttivi.

Finché nell’Unione Europea non vi sarà uniforme pressione fiscale, i singoli Stati competeranno per attrarre risparmi e investimenti.

Le Commissioni Finanze del Senato e della Camera dei Deputati, sulla riforma del fisco, hanno verificato che in Italia la pressione fiscale è superiore di 4 punti percentuali rispetto alla media europea sul lavoro e di 6 sui capitali investiti.

Per rafforzare e prolungare la ripresa, l’Italia deve essere più competitiva nell’attrarre risparmi e investimenti: la pressione fiscale sulle imprese si assomma a quella sui rendimenti degli investimenti.

Occorre distinguere fiscalmente gli speculatori dai risparmiatori “cassettisti” e diffondere l’azionariato popolare, rafforzando le radici e la solidità anche prospettica delle imprese.

Anche lo Stato avrebbe vantaggi da maggiori investimenti del risparmio: oggi incassa somme irrisorie dalla tassazione al 26% della liquidità depositata nei conti correnti che, con i tassi europei negativi, mediamente in Italia maturano lo 0,02% annuo di interessi lordi.

Sulle imprese occorre ridurre la pressione fiscale, innanzitutto su quelle che non producono utili, abolendo l’IRAP, di dubbia costituzionalità.

Non sono dogmi i livelli di pressione fiscale definiti in tempi ormai lontani, molto prima della pandemia. Più tutela del risparmio, più equità e più lotta all’evasione sono ingredienti decisivi per una prolungata cospicua ripresa.

Questo autunno è decisivo per ridurre le differenze nell’Unione Europea.

Anche se la pandemia sarà completamente debellata, la finanza straordinaria europea ed italiana non dovrà essere immediatamente abolita, ma dovrà essere prolungata per i settori in crisi e poi ridotta progressivamente, non in modo prematuro e traumatico: gli incentivi allo sviluppo, varati dalle Istituzioni e sostenuti dalle Banche, sono decisivi e non bisogna tornare a vecchie misure che hanno favorito stagnazione e recessione.

Le Banche debbono affrontare la complessa fase successiva alle moratorie e prevedere prudenzialmente la crescita dei crediti deteriorati che non va sottovalutata o sopravvalutata, anche per non alterarne il mercato. Le Banche non debbono essere costrette a svendere i deteriorati con scadenze troppo ravvicinate e rigide. Valuteremo gli effetti della riforma della giustizia civile.

Le Banche in Italia sono impegnate per la tutela dell’ambiente e della salute, per la sostenibilità dello sviluppo nella transizione energetica e nei rischi climatici, per una nuova educazione civile, per sconfiggere la povertà con la crescita economica, le garanzie sociali e la tutela del lavoro che deve essere sempre rispettoso della dignità umana e di più alti livelli di sicurezza.

Le innovazioni tecnologiche rappresentano grandi occasioni da cogliere e rischi di pirateria informatica che sta crescendo in una guerra senza confini.

Le Banche in Italia sono impegnatissime per la legalità anche cibernetica e contro ogni forma di riciclaggio. L’istituenda nuova Autorità europea antiriciclaggio potrà trovare in Italia la sua più idonea Sede.

Le nuove normative internazionali, europee e nazionali non debbono complicare ulteriormente i già assai gravosi impegni delle Banche. Basilea 3+ deve essere recepita in modo omogeneo nelle varie parti d’Europa.

Apprezziamo la lungimiranza, la saggezza e l’equilibrio della BCE nella costruzione dell’Euro digitale che sarà una nuova frontiera di progresso.

Le Banche in Italia sono molto impegnate per lo sviluppo, da anni con tassi europei negativi, riducendo i costi di struttura e cercando in ogni modo economie di scala. Il mondo bancario italiano è quello che in Europa ha realizzato anche le più importanti aggregazioni, nel pluralismo della competizione concorrenziale.

Non è stato facile, non è facile, soprattutto con la pandemia, applicare le nuove norme sulla definizione del default e sul calendario di deterioramento dei crediti: l’impegno delle Banche e di chi vi lavora è di applicare rigorosamente e tempestivamente sempre anche tali norme, stando vicini ai clienti, informandoli e assistendoli in massima e doverosamente reciproca trasparenza.

Apprezziamo la costruttività dei Sindacati dei bancari, in particolare nelle fasi più difficili di questi anni di emergenze.

Il Fondo di solidarietà del settore, rinnovato col vigente Contratto Nazionale di Lavoro, è elemento imprescindibile. Per la tutela del risparmio, ABI, Sindacati e Banche collaborano, con l’applicazione dell’accordo dell’8 febbraio 2017, contro ogni indebita pressione.

E’ molto competitiva la nuova fase economica internazionale di uscita dalla pandemia che deve essere affrontata rifiutando sempre l’indifferentismo e i deficit morali.

La legalità senza compromessi morali deve sempre essere la stella polare del mondo bancario, nei doveri e nei diritti, nel forte impegno per riforme coerenti ai grandi sacrifici e ai sogni di libertà e crescita economica, civile e sociale che la pandemia ha ulteriormente stimolato, in un’Europa più dinamica.