Il CE ABI: banche fanno impossibile ma serve certezza norme

​(15 aprile 2020) Si è riunito oggi in videoconferenza il Comitato Esecutivo dell’ABI, sotto la presidenza di Antonio Patuelli.

​Il Comitato Esecutivo ha espresso grande apprezzamento per il costante e solerte impegno di tutte le colleghe e i colleghi bancari (e vicinanza alle loro famiglie) che, senza sosta, in tutta Italia, con spirito di servizio e forte senso di responsabilità, stanno lavorando in questa fase di emergenza che vede assommarsi agli oneri ordinari della prestazione dei servizi bancari, l’enorme mole di attività straordinaria per l’attuazione delle misure deliberate dal Governo quali le moratorie per le famiglie, per le partite IVA e per le imprese, l’anticipo della Cassa integrazione al reddito per i lavoratori sospesi dal lavoro.

Il Comitato esecutivo ha sottolineato le difficoltà nelle quali le banche si trovano ad operare: le dichiarazioni di immediata disponibilità delle forme di anticipazione di liquidità non hanno tenuto infatti in conto degli adempimenti, non dipendenti dalle banche, non sempre ancora completati e che impediscono alle banche di attuare, fino ad ora, le misure di liquidità, che necessiterebbero di semplificazioni.

Le banche, per poter operare nel rispetto della legge, delle norme di vigilanza e della sana e prudente gestione che sempre devono rispettare anche nella fase dell’emergenza e dell’urgenza, hanno necessità di avere certezze giuridiche su strumenti e modalità operative.
Le banche stanno facendo tutto quanto è possibile e talvolta l’impossibile per essere vicine alle famiglie, alle imprese, a tutte le persone e categorie sociali così duramente colpite dall’emergenza.
Il Comitato Esecutivo ha espresso grande e unanime apprezzamento per il lavoro che ABI sta svolgendo.

 

Dl liquidità: online modulo per garanzie fino a 25mila euro

​(14 aprile 2020) L’ABI, con una ulteriore lettera circolare appena diffusa a tutti gli Associati, ha comunicato alle banche che il Ministero dello Sviluppo economico ha reso noto che è disponibile sul sito www.fondidigaranzia.it il modulo per la richiesta di garanzia fino a 25mila euro, che l’impresa richiedente dovrà compilare e inviare per mail (anche non certificata) per chiedere il finanziamento.

​Vista l’estrema necessità e urgenza di d L’ABI, con una ulteriore lettera circolare appena diffusa a tutti gli Associati, ha comunicato alle banche che il Ministero dello Sviluppo economico ha reso noto che è disponibile sul sito www.fondidigaranzia.it il modulo per la richiesta di garanzia fino a 25mila euro, che l’impresa richiedente dovrà compilare e inviare per mail (anche non certificata) per chiedere il finanziamento.
arne immediata applicazione da parte delle banche, sono stati forniti, in allegato alla lettera circolare, il comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo economico e il modulo per la richiesta della garanzia.
Dopo che questa notte la Commissione europea ha considerato le misure previste nel Decreto legge dell’8 aprile coerenti con la normativa europea sugli Aiuti di Stato, la disponibilità del modulo di domanda per la richiesta di garanzia fino a 25.000 euro è un ulteriore importante passaggio per la piena operatività di tale misura.

 

ABI e sindacati, incrementare confronto in ‘Fase 2’

​(14 aprile 2020) ABI ha incontrato oggi in video-riunione Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin per proseguire l’analisi e il monitoraggio dello scenario in continua evoluzione relativo al contrasto alla diffusione del virus COVID-19 e dell’attuazione del Protocollo condiviso 16 marzo 2020 “Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 nel settore bancario”.
 

​Le Parti hanno sottolineato come la costruttiva interlocuzione in argomento debba essere mantenuta e incrementata anche in merito alla c.d. “fase 2” quando in Italia riprenderanno le attività produttive ed alle modalità con cui si svilupperà in tale contesto l’attività bancaria.
ABI e Sindacati hanno ribadito la capacità dell’attuale doppio livello di interlocuzione, nazionale e aziendale/di Gruppo, nell’affrontare tutte le questioni di ogni ambito di riferimento e di coniugare la visione complessiva con le situazioni specifiche: per queste ragioni hanno ribadito come tale modello di interlocuzione debba essere mantenuto come sede esclusiva di confronto, rendendosi disponibili come Parti Nazionali a dialogare direttamente con le Autorità anche regionali e locali in merito alle misure da adottare per tutelare le persone che lavorano in banca e la clientela.
Inoltre hanno condiviso di mettere la propria esperienza e le iniziative adottate a disposizione della neo costituita task force voluta dal Governo per elaborare proposte per fronteggiare l’emergenza epidemiologica Covid-19 anche per la ripresa graduale nei diversi settori delle attività.
A tal fine ABI ha trasmesso al Presidente del Comitato di esperti in materia economica e sociale, Vittorio Colao, il Protocollo condiviso 16 marzo 2020 e la sua integrazione del 24 marzo 2020.

 

Misure a sostegno della liquidità delle imprese

(14 aprile 2020) L’ABI, con lettera circolare già diffusa questa mattina a tutti gli Associati, ha comunicato alle banche che la Commissione europea ha approvato questa notte l’indispensabile autorizzazione prevista nel Decreto legge n. 23 dell’8 aprile 2020 per rendere operative le importanti misure a sostegno della liquidità delle imprese danneggiate dall’emergenza del Covid-19

​Vista l’estrema necessità e urgenza di darne immediata applicazione da parte delle banche, sono stati forniti, in allegato alla lettera circolare, i documenti e i comunicati stampa della Commissione europea.
La circolare è firmata dal Presidente Antonio Patuelli, dal Direttore generale Giovanni Sabatini e dal Vice direttore generale Gianfranco Torriero.
La Commissione europea considera le misure previste nel Decreto legge coerenti con la normativa europea sugli Aiuti di Stato.
E’ un importante passaggio propedeutico per la piena operatività delle misure previste, soprattutto relative all’art. 1 (garanzia Sace) e art. 13 (Fondo di Garanzia Pmi).
 

“Concorrenza banche per credito veloce”

(11 aprile 2020) Il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli ha rilasciato all’Ansa un’intervista “Concorrenza banche per credito veloce. No a nuove tasse. Niente fisco su titoli Stato per ripartenza”

Le banche sono impegnate “senza orari” per erogare i prestiti alle imprese con la garanzia pubblica previsti dalle misure del governo ma a fare accelerare i tempi sarà “la concorrenza” con le imprese che si rivolgeranno agli istituti di credito che daranno risposte più rapide. Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, in un’intervista con l’ANSA ribadisce il massimo impegno dell’associazione e si dice d’accordo con il richiamo dei procuratori capo di Milano e Napoli sui rischi della criminalità suggerendo modifiche in sede di conversione del decreto sulla liquidità in Parlamento. “E’ possibile” conciliare l’urgenza ad erogare credito invocata dalle imprese con il rispetto delle norme: “Nel decreto non ci sono deroghe o semplificazioni alle procedure bancarie e alle indicazioni della vigilanza. Se per la liquidità sotto i 25mila euro le modalità sono veloci, per i finanziamenti maggiori bisogna attendere che la Sace, cui il decreto ha assegnato nuovi compiti, metta a punto le procedure. So che stanno lavorando molto su questo nonostante siano impegni nuovi per loro e sono ottimista”. “Innanzitutto però bisogna attendere il via libera dell’Antitrust Ue cui è subordinata, come è scritto nel decreto, l’operatività delle misure. Sarà la concorrenza fra le banche a garantire che saranno accelerati i tempi. Le imprese sono quasi tutte multi affidatarie (ovvero hanno rapporti con più banche ndr) e si rivolgeranno a quegli istituti che daranno la maggiore velocità”. A chi gli chiede del richiamo dei procuratori di Milano e Napoli, il presidente dell’Abi risponde “Ho letto e condivido quando scritto dai procuratori Greco e Melillo. La questione ha serie sfaccettature che non devono essere sottovalutate. Per questo, visto che nel decreto non ci sono deroghe alle procedure bancarie, in questo modo ci sono più responsabilità nella concessione della liquidità e di quanti debbono vegliare sui rischi di riciclaggio E di altri atti malavitosi. Penso che in sede di conversione del decreto in Parlamento possano essere inseriti dei miglioramenti tramite emendamenti su quanto sollevato dai due procuratori come ad esempio la presentazione del certificato antimafia degli imprenditori”. E a chi gli fa notare che il decreto utilizza le banche e non lo Stato direttamente, Patuelli ricorda come “il decreto non è un helicopter money’ (la metafora della distribuzione di denaro pubblico dell’economista Friedman come mezzo per rilanciare l’economia) ma garantisce la liquidità erogata attraverso il canale bancario secondo le procedure. E’ un provvedimento intelligente che punta a garantire la liquidità alle imprese senza gravare troppo sul bilancio dello Stato con meccanismi che il Mef pensa siano accettabili dall’Antitrust Ue. Ma è un provvedimento di un’Italia che ha un grande debito pubblico che dal 1967 non ha smesso di salire con tutti i governi”. E’ giusto che gli imprenditori con disponibilità non si avvalgano della garanzia? “Sì, anche perché credo che chi ha della liquidità che ora rende zero o quasi non trovi conveniente attivare delle garanzie che comunque hanno dei costi crescenti con l’entità del finanziamento”. Infine sulle sempre più ricorrenti ipotesi di utilizzare il risparmio degli italiani, Patuelli evidenzia: “Si può fare ma tutto deve avvenire in forma non coercitiva e con strumenti di incoraggiamento. Bisogna guardare a quanto fece l’Italia nel 1944, ancora divisa fra Italia liberata e occupata. Il prestito Soleri-Einaudi-Bonomi (detto della Ricostruzione ndr) era un’emissione di Buoni del Tesoro esenti da tassazione e con strumenti di incoraggiamento. Al di là delle tecnicalità è importante ricorrere a questi due principi: incoraggiamento e mancata coercizione. Gli italiani hanno già molti obblighi, anche troppi ora, e sono colpiti da un’epidemia. Sono contrario a ogni forma di ulteriore tassazione. Emissioni simili potrebbero quindi essere esenti da tassazione e aperti al risparmio degli italiani ma anche a quello europeo per convogliarlo verso gli investimenti produttivi. Potremo non avere ostacoli dalle Ue (all’esenzione della tassazione ndr) anche considerando che in questo modo non graveremmo sugli altri paesi che diffidano di dover pagare il debito dell’Italia”.

Riunione ABI-Mcc e Confidi per modalita’ operative

​(10 aprile 2020) ABI ha partecipato ad una riunione promossa dal Ministero dello Sviluppo economico insieme con i rappresentanti del MCC e dei Confidi per contribuire ad individuare le modalità operative più tempestive e semplificate per dare attuazione ai provvedimenti addottati dal Governo con il DL 9 aprile n. 23 anche attraverso una azione coordinata nel metodo e nei tempi di tutti i soggetti coinvolti.

​ABI ha tempestivamente informato tutti gli associati con apposita circolare delle misure adottate dal Governo e attraverso la partecipazione assidua ai gruppi di lavoro già avviati con le istituzioni fornisce il proprio costante contributo per semplificare, dare informazioni e fare formazione sugli articolati strumenti approntati per dare liquidità a imprese e famiglie.

Quasi il 94% delle banche aderisce ad accordo anticipo Cig

​(10 aprile 2020) Quasi il 94% (in termini di totale attivo) delle banche in Italia aderisce alla Convenzione ABI che consente ai lavoratori sospesi dal lavoro a causa dell’emergenza COVID-19 di ricevere dalle banche un’anticipazione dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga (cassa integrazione) previsti dal Decreto legge del 17 marzo rispetto al momento di pagamento dell’INPS.

​L’elenco delle banche aderenti è disponibile sul sito dell’ABI (www.abi.it).
ABI segnala che, per  semplificare l’erogazione dell’anticipo della cassa integrazione ordinaria da parte delle banche, si stanno utilizzando tutte le diverse innovazioni che dal 6 aprile l’INPS  a messo disposizione in tema di validazione dell’Iban, cioè il codice identificativo del conto corrente indicato dal lavoratore per il pagamento della cassa integrazione, e l’utilizzo dei sistemi informatici di collegamento diretto tra l’INPS e le banche (Data base condiviso).
 

Decreto legge 8 aprile 2020 n. 23

​(9 aprile 2020) L’ABI, con lettera circolare già diffusa questa mattina a tutti gli Associati, ha fornito subito alle banche una tempestiva informazione del Decreto legge 8 aprile 2020 n. 23, appena pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 94.

​Nella circolare sono illustrate le principali disposizioni sulle quali ABI richiama la massima attenzione e l’immediato impegno attuativo degli Associati, vista l’estrema necessità e urgenza di darne immediata applicazione da parte delle banche.
La circolare per l’immediata applicazione del Decreto legge per la liquidità è firmata dal Presidente Antonio Patuelli, dal Direttore generale Giovanni Sabatini e dal Vice direttore generale Gianfranco Torriero
Il Decreto legge, vista la straordinaria urgenza, ha introdotto importanti misure a sostegno della liquidità delle imprese danneggiate dall’emergenza del COVID-19.

Nuova circolare ABI su semplificazioni anticipo Cig

​(9 aprile 2020) L’ABI ha appena diffuso una nuova lettera circolare a tutti gli Associati in cui sono indicate innovazioni e semplificazioni introdotte dall’INPS che facilitano il processo di erogazione dell’anticipo della cassa integrazione da parte delle banche, come previsto dalla Convenzione del 30 marzo scorso.

​In particolare, per l’accredito della cassa integrazione, non è più richiesto l’invio dei modelli cartacei validati dagli sportelli bancari e postali per certificare l’Iban, cioè il codice identificativo del conto corrente indicato dal lavoratore per il pagamento della cassa integrazione. La validità di tale codice identificativo è ora effettuata con sistemi informatici di collegamento diretto tra l’INPS e le banche (Data base condiviso). E’ stato anche semplificato il modulo telematico con cui le aziende, richiedenti la cassa integrazione, comunicano i dati per il pagamento diretto ai lavoratori.
In tal modo si riduce la modulistica che il lavoratore deve compilare, si riducono le comunicazioni da effettuare e si dà maggiore efficienza dell’anticipo dell’assegno di cassa integrazione.
Sono state inoltre definite dall’ABI e dalle Confederazioni del mondo dell’artigianato le specifiche modalità per applicare la Convenzione anche ai lavoratori delle imprese artigiane destinatarie del Fondo di Solidarietà bilaterale dell’Artigianato.
 

Proseguono lavori ABI-SACE per liquidità imprese con garanzia

(​8 aprile 2020)  Dopo l’avvio ieri del gruppo di lavoro, nuova riunione oggi dell’Associazione bancaria italiana e della SACE per l’analisi degli aspetti operativi e delle modalità per dare attuazione alle misure contenute nel Decreto Legge “Liquidità” in via di pubblicazione sulla Gazzetta  Ufficiale.

​L’obiettivo è definire le procedure più spedite per rendere operative le disposizioni per sostenere le imprese italiane nel reperire liquidità e finanziamenti necessari per fronteggiare l’emergenza Covid-19 e garantire continuità alle attività economiche e d’impresa.
Il nuovo Decreto approvato prevede due pilastri: le garanzie offerte dalla SACE e quelle offerte dal Fondo di garanzia delle piccole e medie imprese.

I lavori della Task force Abi-SACE sono diretti a dare attuazione a queste disposizioni. L’impegno è diretto a rendere più rapide e immediate le attuazioni di questi provvedimenti che in tema di liquidità per le imprese prevedono la garanzia di SACE, controgarantita dallo Stato.