Il Comitato di Presidenza ABI sulla situazione economica

​(4 marzo 2020) Il Comitato di Presidenza dell’ABI, riunito sotto la presidenza di Antonio Patuelli, ha approvato il documento che sarà consegnato al Governo nell’incontro di oggi pomeriggio. L’ABI è impegnata e sollecita misure urgenti per contrastare il rallentamento dell’economia e favorire le imprese nei rapporti con le banche, oltre alla sospensione dei mutui nei territori in emergenza.

​L’ABI è impegnata con le altre Associazioni di imprese nell’aggiornamento dell’”Accordo per il credito” per ampliare le moratorie possibili con le vigenti norme europee. Ancor maggiori moratorie per garantire la liquidità delle imprese saranno possibili se l’Italia otterrà dalle Autorità europee la sospensione almeno delle più rigide normative vigenti.
Inoltre l’ABI, sempre per favorire la liquidità per le imprese, chiede al Governo e al Parlamento innanzitutto di aumentare le risorse e le possibilità di interventi del Fondo di Garanzia per le PMI, di velocizzare al massimo i pagamenti della Pubblica Amministrazione, di rilanciare gli investimenti con rapidità come per la ricostruzione del ponte Morandi.
L’ABI chiede alle Istituzioni italiane di sollecitare l’Unione Europea per utilizzare al massimo il Fondo Solidarietà europeo e il Fondo europeo per gli investimenti strategici, di escludere gli investimenti in strutture sanitarie dal Patto di Stabilità, di sospendere le più rigide regole sui crediti deteriorati per favorire le moratorie e la liquidità per le imprese.

 

ABI, strategia in 7 mosse per riqualificare gli immobili

​(29 febbraio 2020) Riqualificazione degli edifici, pubblici e privati, per stimolare la crescita e promuovere la sostenibilità ambientale nell’economia. Con questi obiettivi proseguono i lavori del “Tavolo tecnico per favorire la riqualificazione degli immobili”, promosso dall’ABI in collaborazione con i rappresentanti della Commissione Europea, della Presidenza del Consiglio dei ministri, della Banca d’Italia, del Ministero dell’Ambiente, del Ministero dell’Economia, del Ministero dello Sviluppo Economico, di ABI Lab, di Ance, dell’Ania, delle Associazioni dei consumatori, di Confedilizia, di Cdp Immobiliare, dell’Enea, della Federazione Ipotecaria Europea e di Fiaip.
 

​Tenendo conto delle esperienze maturate a livello nazionale ed europeo, gli attori del Tavolo hanno elaborato un documento che contiene prime riflessioni, articolate in 7 mosse, volte a promuovere interventi per sviluppare la domanda e agevolare l’offerta di investimenti in riqualificazione energetica e per il contenimento dei rischi sismici e idrogeologici degli edifici:

  • Creazione di un Fondo di garanzia pubblico per i finanziamenti per la riqualificazione degli edifici al fine di favorire l’accesso al credito, soprattutto ai condomìni;
  • Stabilizzazione delle agevolazioni fiscali “sisma bonus” ed “ecobonus” per favorire lo sviluppo di progetti di interventi di riqualificazione che richiedono tempi lunghi;
  • Previsione di una fiscalità agevolata per gli immobili con alti standard di sicurezza ed efficienza energetica per incrementare gli investimenti;
  •  Revisione dei sistemi sintetici di rappresentazione delle prestazioni energetiche nell’ottica di uniformare a livello nazionale ed europeo le informazioni contenute nelle attestazioni di prestazione energetica (Ape);
  • Prevedere una ponderazione di favore ai fini di vigilanza dei mutui ipotecari garantiti da immobili ad alta efficienza energetica per favorire l’erogazione di finanziamenti a condizioni vantaggiose;
  • Individuare metodologie di valutazione immobiliare che evidenzino l’incremento del valore di mercato dell’immobile a seguito di interventi di riqualificazione, al fine di stimolare la domanda di investimenti;
  •  Incrementare la consapevolezza dell’importanza della riqualificazione degli immobili attraverso iniziative di informazione.
  • Le attività proseguiranno nei prossimi mesi attraverso l’avvio di focus operativi.
     

    Interventi di riqualificazione energetica degli edifici

    ​La Commissione europea, in collaborazione con il Ministero dello sviluppo economico, l’Enea, l’Associazione Bancaria Italiana e l’Un environmental finance initiative, organizza una Conferenza regionale sul finanziamento di interventi di riqualificazione energetica degli edifici in Italia, Croazia e Slovenia, che si svolgerà a Milano il 16 novembre 2017, dalle 09.00 alle 16.30.

    ​L’evento sarà un’occasione per:

    • illustrare e discutere le politiche UE sull’efficienza energetica e il sostegno dell’UE al finanziamento degli investimenti in materia di efficienza energetica;
    • presentare l’avanzamento degli investimenti in materia di efficienza energetica in tutta la regione;
    • condividere le best practice su come l’efficienza energetica possa essere finanziata attraverso fondi privati;
    • coinvolgere i policy maker e gli stakeholder in una discussione approfondita sui modi per rendere possibili gli investimenti nell’efficienza energetica;
    • identificare soluzioni per superare gli ostacoli agli investimenti e definire le modalità per una futura cooperazione.

    La conferenza sarà articolata in sessioni plenarie e sessioni interattive più brevi per consentire discussioni più approfondite e si svolgerà in italiano con traduzione simultanea in inglese.
    Per ulteriori informazioni sul progetto e per prendere visione dell’ordine del giorno e delle presentazioni di eventi precedenti e prossimi, è possibile visitare la pagina web del Sustainable Energy Investment Forums (Seif).

    L’agenda
    Per iscriversi
    La Commissione europea

    Coronavirus: si è riunito d’urgenza il Comitato di Presidenza

    (28 febbraio 2020) In relazione alla contingente emergenza sanitaria e alle ricadute economiche per le imprese, si è riunito d’urgenza il Comitato di Presidenza dell’ABI, sotto la Presidenza di Antonio Patuelli.

    ​Il Comitato di Presidenza in primo luogo evidenzia come gli interventi di sostegno alle imprese si debbano inquadrare all’interno delle attuali regole europee che disciplinano l’erogazione del credito e le modalità di individuazione e trattamento dei cosiddetti crediti deteriorati. A tal fine l’ABI chiede alle competenti autorità europee e italiane di sospendere fino a un anno l’applicazione delle definizioni di “default” per l’individuazione dei crediti scaduti e rivedere la tempistica degli accantonamenti automatici a fronte dei crediti deteriorati.
    Il Comitato di Presidenza dell’ABI ha esaminato il testo dell’accordo per il credito sottoscritto in data 15 novembre 2018 fra ABI e le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese.  Tale accordo ha previsto la possibilità per le banche e gli intermediari finanziari aderenti di poter sospendere fino ad un anno il pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti e di allungare la scadenza dei finanziamenti per le micro, piccole e medie imprese operanti in Italia che, al momento della richiesta, non presentano posizioni debitorie nei confronti della banca classificate come deteriorate (“non performing”).
    Il Comitato di Presidenza, in relazione all’emergenza in atto, ha deliberato di proporre alle Associazioni di rappresentanza delle imprese sottoscrittrici dell’accordo di estendere gli interventi di sostegno ai finanziamenti in essere al 31 dicembre 2019, ampliando quindi la platea dei finanziamenti interessati anche a quelli stipulati successivamente al 15 novembre 2018 nei confronti delle imprese che non presentino posizioni deteriorate. Rimangono invariate tutte le altre condizioni dell’accordo.
    Il Comitato di Presidenza ha convenuto altresì di proporre al Governo di ampliare l’operatività del fondo di garanzia per le PMI, aumentando tra l’altro la quota garantita per le linee di credito a breve in considerazione delle potenziali tensioni sul fronte della liquidità delle imprese.  Andrebbero altresì massimamente e tempestivamente utilizzati i Fondi Europei stanziati per le calamità naturali.

     

    ABI e Sindacati, collaborare per superare emergenza

    ​(28 febbraio 2020) ABI,  Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin seguono  costantemente  con  la  massima  attenzione l’evoluzione della situazione relativa al COVID-19 che l’Italia sta affrontando e insieme ad ABI e alle banche collaborano con responsabilità nell’adozione delle misure più idonee a dare la massima efficacia ai provvedimenti decisi dalle competenti Autorità.

    ​Vengono tempestivamente assunte diverse misure anche organizzative per garantire la piena tutela e sostegno alle persone che lavorano in banca e alla clientela, mantenendo alto l’impegno a non far venire meno i servizi ai cittadini e all’economia.
    A supporto delle misure a favore dei soggetti maggiormente interessati che le Autorità hanno adottato e adotteranno, sono in atto ulteriori interventi emergenziali relativamente alla sospensione delle rate di mutuo.
    Alla luce delle positive notizie circa l’evoluzione della situazione, ABI e Sindacati del settore bancario – consapevoli del ruolo che possono svolgere anche in questa occasione – continueranno a collaborare per ritornare il prima possibile alla normalità, contribuendo al necessario sforzo richiesto a tutti gli attori privati e pubblici della società civile a beneficio dei territori, dell’economia, delle imprese, delle famiglie e dei lavoratori.
     

    Coronavirus: imprese-sindacati, far ripartire attività

    ​(27 febbraio 2020) Il nostro Paese sta in questi giorni affrontando una situazione di forte criticità a causa della diffusione del Coronavirus. Ciò impone a noi parti sociali, al Governo, alle Regioni, a tutte le autorità e agli esponenti della società civile di lavorare insieme, mettendo a fattor comune gli sforzi e agendo in maniera coordinata per consentire al nostro Paese di superare questa fase in maniera rapida ed efficace.

    ​Nei giorni scorsi sono state tempestivamente assunte diverse misure per contenere il rischio sanitario a beneficio di tutti i cittadini. Gli esperti e le organizzazioni internazionali, a partire dall’OMS, ci hanno rassicurato sui rischi del virus e sulle corrette prassi per gestire questa situazione, che tutti noi siamo chiamati a rispettare.
    Dopo i primi giorni di emergenza, è ora importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro a beneficio del Paese, evitando di diffondere sui mezzi di informazione una immagine e una percezione, soprattutto nei confronti dei partner internazionali, che rischia di danneggiare durevolmente il nostro Made in Italy e il turismo.
    Oltre alle misure urgenti che il Governo ha adottato, o si appresta ad adottare, di necessario sostegno alle imprese e al reddito dei lavoratori, questo è il momento per costruire un grande piano di rilancio degli investimenti nel Paese che contempli misure forti e straordinarie per riportare il lavoro e la nostra economia su un percorso di crescita stabile e duratura.
    Un ruolo importante dovrà essere svolto anche dalle Istituzioni europee, per creare le migliori condizioni per un rilancio economico dell’Italia nell’interesse della stessa Unione europea.
     

    L’ABI per l’emergenza Coronavirus

    ​(23 febbraio 2020) L’Associazione bancaria italiana sta valutando le misure da adottare nei confronti della clientela e delle filiali bancarie per affrontare adeguatamente l’emergenza Coronavirus nelle zone colpite dal contagio.

    Sospensione rate mutuo
    ​L’ABI, dando massima disponibilità e tempestiva attenzione ad individuare misure di aiuto per le aree interessate dal virus Covid-19, sta valutando insieme al Governo l’applicabilità del protocollo già in vigore con la protezione civile per la sospensione delle rate di mutuo in caso di calamità naturali all’emergenza epidemiologica in corso in alcuni comuni italiani. L’applicazione del protocollo consente di intervenire tempestivamente nelle situazioni emergenziali nel momento in cui le autorità competenti adottano gli appositi provvedimenti per le aree interessate.

    Chiusura filiali
    Alla luce dell’emergenza COVID-19 e dei provvedimenti delle autorità competenti, l’ABI e le banche presenti nelle zone interessate stanno seguendo con massima attenzione l’evoluzione del quadro di riferimento: tra le prime misure adottate vi è la chiusura delle filiali nei comuni  in cui le autorità hanno adottato provvedimenti di emergenza e in cui continueranno ad essere operativi gli sportelli automatici, per dare piena tutela ai bancari che operano in quei comuni, in piena sintonia con le organizzazioni sindacali di settore. Per i lavoratori che vivono in quegli stessi comuni e lavorano in altre aree non interessate dalle ordinanze, è possibile restare a casa favorendo lo Smart working.
    E’ massima l’attenzione di ABI e delle banche ed è pieno l’impegno a collaborare con le autorità per affrontare con la massima efficacia questa emergenza.

     

    Con il “Fondo garanzia prima casa” mutui per 19 miliardi

    ​(22 febbraio 2020) Dall’avvio della sua operatività, a gennaio 2015, fino a febbraio 2020, il “Fondo di garanzia prima casa” – istituto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e reso operativo grazie ad un protocollo d’intesa con l’ABI – ha ammesso oltre 172.000 richieste di finanziamento, per un controvalore superiore a 19 miliardi di euro, di cui 14,8 miliardi già interamente erogati.  Mensilmente vengono erogati circa 4.000 nuovi mutui utilizzando la garanzia del Fondo.

    ​Lo comunica ABI, evidenziando che il Fondo di garanzia, si conferma un importante esempio di collaborazione tra banche e istituzioni pubbliche utile a favorire l’accesso al credito per le famiglie che aspirano ad acquistare la prima casa, in particolare di quelle più giovani, anche titolari di contratti di lavoro atipici.
    Nel dettaglio della ripartizione per classi di età, infatti, il 60% delle operazioni di finanziamento ammesse al Fondo di garanzia riguarda giovani compresi tra i 20 e i 35 anni (cfr. tabella 1).Inoltre, guardando specificatamente ai soggetti che presentano le condizioni di priorità previste per accedere al Fondo di garanzia, emerge che oltre il 10% dei finanziamenti erogati riguarda giovani – di età inferiore a 35 anni – titolari di rapporti di lavoro atipici (cfr tabella 2).
    Il Fondo di garanzia si conferma, dunque, uno strumento utile a favorire lo sviluppo dei mutui residenziali, anche per i nuclei familiari più giovani, l’11% dei quali – corrispondenti ad oltre 220.000 famiglie – risulta proprietario di un immobile acquistato con un finanziamento bancario (cfr. tabella 3). 
    Il Fondo di garanzia prima casa prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari (fino a 250.000 euro) erogati per l’acquisto (anche con interventi di ristrutturazione e per l’accrescimento dell’efficienza energetica) degli immobili adibiti a prima casa. La garanzia può essere richiesta per l’acquisto di immobili di qualsiasi metratura, purché non di lusso, da soggetti, senza alcun limite di reddito e di età, che alla data di presentazione della domanda non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli ricevuti per successione o che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. 
    La lista delle banche e degli intermediari finanziari aderenti al Fondo è consultabile presso il sito di Consap, la Concessionaria servizi assicurativi pubblici che gestisce il Fondo, dal quale è possibile scaricare anche l’apposito modulo di domanda.

    Il Conto di base a zero spese favorisce l’inclusione finanziaria

    ​​(15 febbraio 2020) Un conto di pagamento ad operatività limitata e​Un conto di pagamento ad operatività limitata e costo contenuto, pensato in primo luogo per chi non dispone di un conto e ha esigenze bancarie essenziali, offerto senza spese a chi appartiene ad una fascia socialmente svantaggiata e a pensionati con basso reddito.

    Il Conto di base, il conto dedicato in particolare ai cittadini in situazione di maggiore fragilità economica, come famiglie e pensionati a basso reddito, con l’obiettivo di favorirne e sostenerne l’inclusione finanziaria. È quanto comunica l’ABI in una nota in cui descrive le caratteristiche e i beneficiari del Conto di base, e gli strumenti che mette a disposizione sul proprio sito Internet (www.abi.it) per reperire le principali informazioni relative a questo conto.

    Ecco le caratteristiche

    Zero spese
    Il Conto di base è un conto di pagamento offerto ad un canone contenuto, senza spese per chi appartiene a una fascia socialmente svantaggiata o è un pensionato a basso reddito. Il Conto di base infatti viene offerto a canone zero a coloro che percepiscono una pensione inferiore ai 18.000 euro lordi annui e a canone zero e con l’esenzione dell’imposta di bollo a tutti coloro che hanno un reddito particolarmente basso (un reddito ISEE inferiore a 11.600 euro). Possono richiedere il Conto di base anche cittadini senza fissa dimora e i richiedenti asilo.

    Servizi inclusi nel canone
    Tale conto, essendo pensato in primo luogo per chi non dispone di un conto e ha esigenze bancarie essenziali, prevede una serie predeterminata di servizi (i principali servizi per la semplice movimentazione di denaro – versamenti, prelievi – e di pagamento, e la carta di debito) e un numero predefinito di operazioni incluse.

    L’infografica il “Conto di Base: cos’è e chi può ottenerlo senza spese” 
    Il dettaglio dei servizi previsti e il numero delle operazioni incluse è riportato nella infografica con nozioni immediate, semplici ed essenziali, che è stata predisposta e diffusa dall’ABI insieme alle Associazioni dei consumatori che partecipano al progetto Trasparenza semplice. L’infografica il “Conto di Base: cos’è e chi può ottenerlo senza spese” è disponibile sul sito ABI www.abi.it (vedi link) e, per la sua più ampia diffusione, sui siti Internet delle associazioni dei consumatori che vi hanno collaborato.
    A supporto delle persone cieche e ipovedenti, l’audioguida gratuita e digitale realizzata dall’ABI in collaborazione con il Centro nazionale del Libro parlato dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti. L’infoguida è disponibile sul sito dell’associazione bancaria (link), e sul sito dell’Uici.

     

    Appalti: imprese scrivono al Ministro Gualtieri

    (​11 febbraio 2020) ABI, ANCE, Assonime, Confindustria e R.E TE. Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) hanno scritto al Ministro Gualtieri per chiedere la soppressione delle nuove regole in materia di ritenute negli appalti o, almeno, di procrastinarne l’entrata in vigore al 1° luglio 2020, applicandole ai contratti stipulati dal 1° gennaio 2020, rivedendone i meccanismi di applicazione.

    ​Ci sono ancora molti profili che richiedono ulteriori approfondimenti per consentire l’adeguamento dei processi gestionali e amministrativi, sia delle imprese committenti sia di quelle esecutrici. Infatti poter confidare su un quadro regolatorio chiaro in tutti gli aspetti è un presupposto imprescindibile per consentire alle imprese di riorganizzare, una volta per tutte, i processi amministrativi e gestionali e di eseguire correttamente i nuovi adempimenti che, altrimenti, si pretenderebbe di ottenere “al buio” dal prossimo 17 febbraio. 
    Molte imprese segnalano il concreto pericolo che la nuova disciplina possa bloccare l’attività di interi settori. È necessario inoltre un sistema automatizzato e digitalizzato di rilascio dei certificati per evitare il rischio ingolfamento degli Uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate. 
    Il mondo imprenditoriale rinnova, ancora una volta, la disponibilità ad individuare soluzioni alternative che – a parità di efficacia – evitino oneri spropositati a carico delle imprese derivanti da nuovi e insostenibili compiti di controllo.