Prosegue il confronto ABI-Sindacati per il rinnovo del contratto

​(28 novembre 2019) ABI e Organizzazioni sindacali si sono incontrate per proseguire il confronto per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria.

​Come convenuto tra le Parti nella precedente riunione del 26 novembre, ABI ha consegnato alle Organizzazioni sindacali un documento con la posizione associativa riferita ad alcuni temi affrontati nell’incontro di martedì scorso, nell’ottica di agevolare la prosecuzione del confronto.
In particolare, nel documento sono stati affrontati i seguenti argomenti a carattere sociale e di conciliazione vita/lavoro contenuti nella piattaforma: politiche commerciali, lavoro a tempo parziale, unioni civili, flessibilità individuali e per esigenze di cura, genitorialità, malattia, diritti civili e sociali per l’inclusività, disabilità, politiche di genere, lavoro agile, disconnessione, formazione, salute e sicurezza.
“ABI e Sindacati proseguono i lavori in vista del rinnovo contrattuale – dichiara Salvatore Poloni, presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro – e gli incontri testimoniano la volontà delle Parti di impegnarsi per giungere ad una positiva conclusione. Abbiamo oggi continuato con spirito costruttivo l’esame delle richieste contenute in piattaforma e, pur nella consapevolezza che rimangono ancora da affrontare temi importanti, le Parti sapranno trovare soluzioni equilibrate”.
 

Prosegue il confronto ABI-Sindacati per il rinnovo del contratto

(26 novembre 2019) ABI e Organizzazioni sindacali si sono incontrate per proseguire il confronto per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria.

​Nel corso dell’incontro, si è entrati nel merito dei singoli temi contenuti nella piattaforma per il rinnovo contrattuale.
ABI ha fornito risposte alle richieste sindacali in tema di “tutele”, affrontando i profili correlati ai procedimenti disciplinari, alle tutele per fatti commessi nell’esercizio delle funzioni, alla responsabilità civile e agli obblighi delle Parti.
Si sono affrontati ulteriori aspetti rilevanti, approfondendo i temi già delineati nel precedente incontro: l’area contrattuale, il rapporto tra i livelli di contrattazione e la centralità del contratto nazionale, oltre alle istanze a carattere sociale e di conciliazione vita/lavoro contenute nella piattaforma.
Sul tema degli inquadramenti ABI ha ribadito l’importanza di giungere ad un accordo equilibrato che sappia rendere l’attuale disciplina coerente alle profonde trasformazioni dei modelli di business e dell’attività lavorativa, utilizzando criteri moderni in grado di valorizzare professionalità e competenze.
L’Associazione ha inoltre confermato la disponibilità all’istituzione in sede nazionale di un Organismo di confronto continuo sull’impatto delle nuove tecnologie/digitalizzazione nel mondo bancario secondo la proposta trasmessa alle Organizzazioni sindacali nel mese di ottobre.
“Dopo una fase iniziale particolarmente complessa, che caratterizza del resto l’avvio di ogni articolata trattativa sindacale – sottolinea Salvatore Poloni, presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro – siamo entrati nel vivo del negoziato. Dopo il confronto di oggi e gli sviluppi nel prossimo ravvicinato incontro del 28 novembre, confido che ci possano essere le condizioni per proseguire costruttivamente la trattativa con un serrato calendario di incontri”.
 

Banche e Sindacati insieme contro la violenza sulle donne

​(25 novembre 2019) In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ABI e Organizzazioni sindacali di settore hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per andare incontro alle donne vittime di violenza di genere

​Le banche e gli intermediari finanziari che aderiranno al Protocollo si impegnano a sospendere il pagamento della quota capitale dei mutui e dei prestiti con il corrispondente allungamento del piano di ammortamento per un periodo massimo di 18 mesi.
“Oggi, come in ogni altro giorno dell’anno, occorre mantenere alta l’attenzione alla lotta contro la violenza sulle donne – sottolinea Giovanni Sabatini, Direttore Generale di ABI. Con il protocollo sottoscritto oggi, ABI e i Sindacati di settore hanno voluto fornire una concreta forma di sostegno alle vittime di questo inaccettabile problema sociale.”
Si tratta di un’ulteriore testimonianza della sensibilità delle Parti sociali del settore del credito su questo delicato argomento, in continuità con quanto già realizzato nel 2017 con l’accordo sindacale che ha incrementato il congedo a disposizione delle vittime di violenza di genere e nel 2019 con la Dichiarazione congiunta in materia di contrasto alle molestie e violenze di genere sui luoghi di lavoro. 
ABI e Organizzazioni sindacali hanno in tal modo sottolineato l’importanza fondamentale della difesa del rispetto e della dignità delle donne, proseguendo nel percorso avviato già con il Protocollo 16 giugno 2004 sullo sviluppo sostenibile e compatibile del mondo bancario finalizzato al rispetto dei diritti umani fondamentali e del lavoro, contrastando ogni forma di discriminazione basata su razza, nazionalità, sesso, età, disabilità, opinioni politiche e sindacali. L’accordo di oggi è così un contributo anche alla diffusione di una cultura in tal senso.
ABI, nell’auspicare l’ampia adesione delle banche e degli intermediari, sottolinea l’importanza che ciascuna richiesta di sospensione sia valutata con la massima attenzione e sensibilità, in coerenza con lo spirito dell’iniziativa.

Fintech: banche, l’Intelligenza artificiale è al servizio del cliente

​(23 novembre 2019) Gestione dei contact center, servizi per il cliente, credito, sicurezza, finanza. L’intelligenza artificiale (Ia) in banca è innanzitutto al servizio del cliente. È quanto emerge dallo studio appena presentato da ABI Lab, il Centro di ricerca per l’innovazione e la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, dal titolo “L’Intelligenza artificiale in banca”.

​Definita come la capacità di un sistema di svolgere compiti e attività tipici della mente e dell’abilità umana, l’Intelligenza artificiale è all’attenzione del contesto bancario. Da questa definizione deriva che Ia è la disciplina che si occupa di realizzare macchine (hardware e software) in grado di risolvere problemi, compiere azioni. 
Si tratta di un paradigma tecnologico su cui si stanno attivando molte iniziative di interesse nel mondo bancario operante in Italia.

Ambiti di applicazione
L’area relativa ai servizi al cliente è l’ambito sul quale più si sta lavorando. E questo sulla base di un campione rappresentativo, composto da 22 banche e gruppi bancari e 4 outsourcer interbancari.  Il 73% sta sviluppando e implementando soluzioni di Intelligenza artificiale nel campo della gestione dei contact center. In questo comparto un terzo dei progetti segnalati è già in produzione e oltre il 40% in fase pilota per una prima sperimentazione. Nell’area dei servizi al consumatore, la cosiddetta customer service, si sta notevolmente lavorando, con iniziative segnalate dal 65% delle banche rispondenti. È un ambito che prevede, tra l’altro, diverse soluzioni di Intelligenza artificiale, fra cui la proposta di assistenti virtuali e la costruzione di offerte personalizzate. Anche i campi relativi al credito, alla gestione della sicurezza, alla finanza hanno evidenti riflessi sui clienti.

Per il supporto internoTra gli altri ambiti di possibile applicazione, si evidenzia il mondo del trasferimento di conoscenza, il cosiddetto knowledge transfer. Il riferimento è all’help desk interno, al knowledge management interno, ai servizi intranet. Su tutto questo sta lavorando il 35% dei partecipanti all’indagine.L’indagine evidenzia anche che per il 65% delle banche l’Intelligenza artificiale è tra le priorità e per il 94% il trend di investimento è in crescita o stabile rispetto all’anno precedente.
 

Banche a supporto degli agricoltori danneggiati dalla cimice

​(21 novembre 2019) L’Associazione bancaria italiana ha invitato le banche a valutare possibili interventi in favore delle aziende colpite della diffusione della cimice asiatica che danneggia irrimediabilmente i raccolti ortofruttiferi, soprattutto in alcune zone dell’Italia..

​In particolare, ha chiesto di considerare l’applicazione delle misure previste nell’Accordo per il Credito 2019 che l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese hanno sottoscritto il 15 novembre 2018; tra queste: (i) la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio lungo termine anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie; (ii) l’allungamento della durata dei mutui, dei finanziamenti a breve termine e delle operazioni di credito agrario di conduzione.
Per ABI è anche importante dedicare particolare attenzione alle richieste di finanziamento connesse alla realizzazione di investimenti in sistemi di difesa, come ad esempio l’acquisto di reti antinsetto.
Il tutto per sostenere le imprese dell’ortofrutta ed evitare la perdita di capacità produttiva, in attesa che vengano predisposti i necessari presidi di difesa e le eventuali sovvenzioni pubbliche.

Maltempo in Italia

​(18 novembre 2019) L’ABI rivolge massima attenzione agli effetti causati dall’eccezionale ondata di maltempo in diverse aree dell’Italia, in particolare oltre a Venezia e alla costiera Abruzzese ora anche con riferimento alla regione Toscana e al comune di Matera.

L’ABI, a seguito delle procedure che verranno attivate per dichiarare lo stato di emergenza, invita le banche a venire incontro alle esigenze delle popolazioni colpite.
Proprio per assicurare dovunque equità e tempestività degli interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali, l’ABI ha sottoscritto uno specifico Protocollo di intesa con la Protezione Civile e le Associazioni dei consumatori.
 

L’ABI modifica statuto: Antonio Patuelli verso quarto mandato

(13 novembre) Una selezione di news di agenzie di stampa sulla decisione del Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana di indicare Antonio Patuelli come candidato unico alla Presidenza per il bienno 2020-2022.

Abi, Patuelli proposto per quarto mandato al 2022 – Gros-Pietro ROMA, 13 novembre (Reuters)
 Il comitato esecutivo dell’Abi ha proposto oggi una modifica dello statuto che reintroduce il quarto mandato biennale per il presidente e ha proposto all’unanimità di rinnovare al vertice Antonio Patuelli, il cui terzo mandato scade a luglio del 2020.
Lo ha detto il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro a margine dei lavori del comitato esecutivo dell’associazione.
Le proposte della modifica statutaria e del nuovo incarico a Patuelli dovranno essere votate nel consiglio Abi di dicembre. “La decisione di proporre Patuelli per un quarto mandato si basa sulla considerazione che abbiamo di fronte sfide tecnologiche, competitive e cambiamenti nella regolazione che richiedono una continua interlocuzione con le autorità nazionali e sovranazionali e Patuelli è il candidato ideale per credibilità e indipendenza”, ha detto Gros-Pietro. Patuelli ha dato la sua disponibilità. Il voto per il terzo e il quarto mandato del presidente Abi richiede una maggioranza qualificata di due terzi.

Abi modifica statuto, Patuelli verso quarto mandato
Gros-Pietro, è il candidato ideale. Sarà indicato da consiglio (ANSA) – ROMA, 13 NOV 
L’Abi cambia regolamento interno e torna all’era pre-Mussari. E l’attuale presidente, Antonio Patuelli, si appresta ad essere riconfermato per un nuovo mandato, fino al 2022. Il comitato esecutivo dell’associazione bancaria, riunitosi questa mattina come ogni mese, ha deciso all’unanimità di modificare il proprio statuto per consentire la possibilità di ricoprire la presidenza per quattro mandati e indicando appunto Patuelli quale unico candidato per il prossimo biennio. “Abbiamo di fronte tempi di grandi cambiamenti, sfide competitive, cambiamenti nella regolazione” – ha detto detto il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro nell’annunciare la decisione – siamo convinti in modo unanime che le sue caratteristiche professionali, la conoscenza del settore, la sua indipendenza di giudizio ne fanno il candidato ideale ed è per questo che lo proporremo al consiglio”. La decisione ufficiale spetterà al consiglio di dicembre che a sua volta lo proporrà all’assemblea dell’associazione che si tiene normalmente agli inizi di luglio. Con la delibera odierna si torna di fatto al passato, a prima dell’era Mussari, quando lo statuto stabiliva la possibilità per il presidente di essere rinnovato per 4 mandati biennali, come accadde con Maurizio Sella, che rimase in carica per 8 anni. Successivamente fu proposta l’alternanza tra i presidenti espressione delle grandi e delle piccole banche e nel luglio 2010 fu nominato l’allora presidente dell’Mps, Giuseppe Mussari, che ricoprì un primo mandato e fu poi rieletto nel luglio 2012.
Si dimise quindi nel gennaio 2013 travolto dallo scandalo del Monte e fu sostituito da Patuelli. Lo statuto vigente prevedeva due mandati biennali con la possibilità di un terzo in casi eccezionali e per il quale era
richiesto un quorum qualificato del 75% dei voti. Clausola, quest’ultima, che era stata introdotta con una modifica a gennaio 2018 per consentire la riconferma di Patuelli alla guida dell’associazione. Con la decisione odierna, dunque, i mandati possibili tornano a essere quattro, ma anche per il quarto sarà
necessaria una decisione dei 3/4 dei membri dell’esecutivo.
Il nome di Patuelli è il solo emerso nella consultazioni informali fra i rappresentanti dei gruppi. Le grandi banche, cui spettava per accordo esprimere un candidato come alternanza a quelle degli istituti minori (Patuelli è presidente della Cassa di Ravenna) non hanno infatti proposto alcun nome. Dopo il voto nella riunione di oggi, alla quale Patuelli non ha preso parte, il presidente ha dato la sua disponibilità a mantenere la carica per un solo mandato di due anni anche se teoricamente, viste le modifiche, potrebbe ricoprirlo per altri due mandati fino al 2024. Il suo primo periodo alla guida dell’associazione – dal
gennaio 2013 quando Mussari si dimise fino a luglio 2014 data di scadenza del suo mandato – non sarebbe stato infatti considerato come un mandato pieno. 

ABI: GROS-PIETRO, ‘PATUELLI IDEALE, CONOSCE PROBLEMI E CONOSCIUTO DA INTERLOCUTORI’
Presidente Intesa Sp, ‘ruolo diventa piu’ efficace nel tempo’ Roma, 13 nov. (Adnkronos) –
“Abbiamo di fronte tempi di grandi cambiamenti, sfide competitive e cambiamenti nella regolamentazione.
Siamo unanimemente convinti che le caratteristiche professionali, la sua conoscenza del settore, la sua indipendenza di giudizio, fanno di Antonio Patuelli il candidato ideale ed è per questo che lo proporremo
al consiglio”. Lo ha detto, a margine del comitato esecutivo dell’Abi ancora in corso, il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro, nel commentare la decisione di proporre per un quarto mandato l’attuale presidente dell’associazione bancaria, possibile grazie a una modifica allo statuto approvata oggi all’unanimità e che a dicembre sarà sottoposta al consiglio dell’Abi. Nel corso della discussione nel comitato esecutivo “si è parlato di come un presidente sia più efficace con il tempo – ha aggiunto
Gros-Pietro – perché meglio conosce i problemi e perché meglio conosciuto dagli interlocutori, che ricordo sono non solo a livello istituzionale e nazionale ma anche sovranazionale. Quindi una riconoscibilità e una consuetudine con gli interlocutori internazionali sono un valore”, ha concluso il presidente di Intesa Sanpaolo.

Rapine in calo del 28%

​(12 novembre 2019) Al convegno “Gli Stati Generali della Sicurezza 2019”, i dati dell’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Intersettoriale OSSIF sulla criminalità predatoria.
 

​Aumenta la sicurezza nelle banche italiane e nei settori economici più esposti ai cosiddetti reati predatori, anche grazie alla proficua collaborazione dell’ABI con la Direzione Centrale Polizia Criminale. Nel 2018 le rapine denunciate sono state 28.441, quasi 11 mila in meno rispetto al 2014, con una diminuzione del 28%. 

Sensibili riduzioni si sono registrate anche in altri settori economici particolarmente esposti. Tra il 2014 e il 2018, le rapine in banca si sono ridotte di oltre due terzi (-67%). Quelle nelle farmacie e ai distributori di carburante si sono quasi dimezzate (rispettivamente -46% e -45%).Le rapine negli uffici postali e negli esercizi commerciali si sono ridotte di circa un terzo. Nelle tabaccherie sono diminuite del 24%.
Sono questi i principali risultati che emergono dal decimo Rapporto Intersettoriale OSSIF sulla criminalità predatoria, presentato oggi a Roma in occasione de “Gli Stati Generali della Sicurezza 2019”, l’appuntamento annuale in cui la Direzione Centrale Polizia Criminale, le banche e gli esponenti di settori economici più rilevanti si confrontano sulle dinamiche e sui fenomeni criminali.  
Il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Rizzi ha ribadito che “La sicurezza passa anche attraverso il coinvolgimento attivo del mondo imprenditoriale, lo dimostrano i risultati ottenuti e quelli che ci aspettiamo”.
“Per il settore bancario – ha detto il Vice Direttore Generale dell’ABI, Gianfranco Torriero – la sicurezza di cittadini e dipendenti è una priorità fondamentale che vede le banche costantemente impegnate su più fronti. Quello degli investimenti, per perfezionare e potenziare le misure di protezione; quello della formazione, per fornire tutte le informazioni utili a personale e clientela. Ma soprattutto quello della collaborazione e del dialogo con le Forze dell’Ordine, per dare il proprio contributo e garantire una sicurezza sempre maggiore, non solo allo sportello”.
Il Rapporto è stato realizzato nell’ambito dell’Osservatorio Intersettoriale avviato da OSSIF – il Centro di Ricerca ABI sulla Sicurezza Anticrimine – insieme a specialisti del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, con la partecipazione di Assovalori, Confcommercio–Imprese per l’Italia, Federazione Italiana Tabaccai, Federdistribuzione, Federfarma, Poste Italiane e Unione Petrolifera.
Condivisione, innovazione e analisi predittiva: sono questi i cardini di un’azione incisiva e sinergica di prevenzione.

Disegno di legge di Bilancio 2020

​(11 novembre 2019) Audizione del Direttore generale ABI Giovanni Sabatini presso le Commissioni Bilancio congiunte di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica

​”Illustri Presidenti, Onorevoli Deputati e Senatori,consentitemi innanzitutto di ringraziarvi, a nome dell’Associazione Bancaria Italiana e del presidente Antonio Patuelli, per l’invito a partecipare alla presente Audizione ed esprimere il punto di vista del mondo bancario sul Disegno di legge di bilancio del 2020, che dà attuazione alla programmazione economico-finanziaria esposta nella Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF) 2019.Il quadro economico si caratterizza per un marcato indebolimento della crescita a livello internazionale. Le tensioni commerciali stanno frenando il commercio mondiale, che da qualche mese registra tassi annuali di variazione negativi. La crescita sta rallentando in USA e nell’area dell’euro; ristagna in Italia. Nei primi nove mesi del 2019, la crescita congiunturale del PIL italiano è stata di appena lo 0,1% a trimestre. Il lento recupero verso i livelli precrisi si è così interrotto: rispetto al 2008 il PIL è ancora inferiore del 5%, gli investimenti registrano un gap del 18%.”

L’Audizione

Disegno di legge di Bilancio 2020

​(11 novembre 2019) Audizione del Direttore generale ABI Giovanni Sabatini presso le Commissioni Bilancio congiunte di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica

​”Illustri Presidenti, Onorevoli Deputati e Senatori,
consentitemi innanzitutto di ringraziarvi, a nome dell’Associazione Bancaria Italiana e del presidente Antonio Patuelli, per l’invito a partecipare alla presente Audizione ed esprimere il punto di vista del mondo bancario sul Disegno di legge di bilancio del 2020, che dà attuazione alla programmazione economico-finanziaria esposta nella Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF) 2019.
Il quadro economico si caratterizza per un marcato indebolimento della crescita a livello internazionale. Le tensioni commerciali stanno frenando il commercio mondiale, che da qualche mese registra tassi annuali di variazione negativi. La crescita sta rallentando in USA e nell’area dell’euro; ristagna in Italia. Nei primi nove mesi del 2019, la crescita congiunturale del PIL italiano è stata di appena lo 0,1% a trimestre. Il lento recupero verso i livelli precrisi si è così interrotto: rispetto al 2008 il PIL è ancora inferiore del 5%, gli investimenti registrano un gap del 18%.”

L’audizione