In banca contatti sempre più social

Chat raddoppiate con la clientela. Quasi 2 milioni di contatti e-mail e chat, oltre 51 milioni di telefonate nel 2011. Assistenza e informazioni anche per e-mail e chat. Le modalità di contatto tra banca e cliente si fanno sempre più diversificate: ai tradizionali mezzi si affiancano infatti nuove soluzioni mutuate dal mondo dei social network.  


​Le chat in particolare stanno vedendo molti progetti aperti dalle banche e riscuotono un buon successo presso la clientela (considerando le banche già attive nel 2010, emerge una crescita dei contatti chat pari al 50,4%). A queste si stanno affiancando i nuovi contatti tramite social network. È quanto emerge dall’Osservatorio sui contact center bancari condotto da ABI Lab e dall’Ufficio analisi gestionali dell’ABI.
Il contesto di evoluzione anche tecnologica che, tra social media e nuovi dispositivi elettronici, sta interessando le abitudini di dialogo delle persone, influenza le strategie di multicanalità delle banche italiane, che trovano nel contact center il naturale punto di snodo nelle dinamiche di relazione con il cliente. Secondo la rilevazione, riguardo alla diffusione delle principali tecnologie di interazione con il cliente utilizzate nelle banche e che coinvolgono le figure del contact center, la chat area clienti è lo strumento su cui le banche puntano di più: 78% tra strutture che l’hanno già attivata nel 2011 e quelle che hanno in piano di partire entro il 2012. Il confronto fra la situazione presente nel 2011 e quella dell’anno precedente mostra, in linea generale, che la percentuale di diffusione delle nuove tecnologie tra le banche è in aumento soprattutto per la chat pubblica, lo strumento che ha prodotto la variazione più consistente passando dal 39% del 2010 al 56% del 2011, la video chat, i forum e le community on line, passati dal 22% al 33%. L’evoluzione del canale in ottica di punto di riferimento per la clientela nei propri processi di interazione con la banca, trova conferma anche nella natura prevalentemente informativa dei contatti telefonici: l’88% delle telefonate in ingresso (gestite da operatore nei due terzi dei casi) è motivata da esigenze informative e di assistenza, un dato che testimonia come il canale sia naturalmente associato al bisogno di assistenza e di relazione.

Il mobile e le telefonate da cellulare
Oggi la maggior parte delle banche (più del 70%) offre alla propria clientela almeno un servizio di mobile banking. Secondo il primo Rapporto annuale dell’Osservatorio mobile banking, coordinato da ABI Lab e dalla School of management del Politecnico di Milano, alla fine del 2011 gli utenti attivi di mobile banking su smartphone in Italia (limitatamente alle sole piattaforme App e mobile site) erano già oltre 2 milioni, con un incremento per entrambi di oltre il 300% sul 2010. La rapida diffusione degli smartphone – circa 25 milioni in Italia, con una previsione di crescita del 30% per il 2012 – e, in prospettiva, dei Tablet, sta cambiando rapidamente la modalità di approccio con le diverse realtà, anche con la propria banca.
A conferma di ciò, con riferimento ai contatti in entrata, l’indagine sui  contact center ha realizzato un approfondimento sulla quota di telefonate proveniente da un telefono cellulare. Questo valore, si è attestato su un valore medio pari al 52,2%, con valori di punta anche superiori al 70%, registrando nella maggior parte dei casi una tendenza in aumento rispetto allo scorso anno.
 
Il contact center “poliglotta”
Esaminando le lingue parlate dagli operatori dei contact center, emerge che in ciascuna struttura “poliglotta” si parlano in media 3,1 lingue straniere. La lingua più diffusa è l’inglese, parlato nel 95% dei contact center, seguito dal tedesco e dal francese (rispettivamente presenti nel 74% e nel 68% delle realtà) e dallo spagnolo (42%). Tra le lingue “di nicchia”, è stato segnalato per la prima volta anche il cinese. 

6 banche su 10 lavorano per una partnership con fintech

​(21 luglio 2018) Le grandi sfide del futuro si giocano collaborando con le fintech. Le banche ci credono concretamente. E lavorano a stretto contatto con chi opera in prima fila sull’innovazione. “Fintech e diritto devono procedere insieme, occorre cogliere positività e potenzialità dall’innovazione” ha dichiarato il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, in occasione dell’Assemblea annuale.

​Il 63,3% delle banche operanti in Italia del campione ABI Lab, il laboratorio tecnologico dell’ABI, lavora in una logica di partnership strategica con aziende fintech per la realizzazione di nuovi servizi. È quanto emerge dalla Rilevazione ABI Lab sulle priorità tecnologiche delle banche italiane. 
Seguono le iniziative legate a “Ricerca e Sviluppo” (33,3%) e quelle di “Open Innovation” (26,7%). “Sviluppo di joint venture” e “Investimenti sul capitale delle aziende fintech” vedono l’interesse del 23,3% del campione, mentre l’”Acquisizione di aziende fintech” è di interesse per il 10% delle banche.

Logiche di lavoro adottate sulle Fintech
Fonte: ABI Lab, Rilevazione sulle priorità ICT delle banche italiane, marzo 2018,
27 banche/ gruppi bancari e 3 outsourcer interbancari

La logica di queste scelte strategiche è certamente anche legata a delineare una risposta rispetto ai grandi player del web nella certezza che l’innovazione per la banca non solo passa da centri di competenza interni ma anche dall’interazione con soggetti esterni quali fintech, nuclei di ricerca, clienti e fornitori.La promozione dell’innovazione tecnologica, d’altra parte, è uno dei principali obiettivi a livello europeo. Un nuovo piano di investimenti sull’innovazione digitale è in corso di definizione dopo Horizon 2020. Gli impianti normativi del settore bancario, in tema di Privacy e di diritti del cittadino nell’utilizzo delle tecnologie e dei servizi digitali sono fortemente indirizzati e definiti a livello europeo. È quindi opportuno sviluppare specifiche azioni in ambito italiano che promuovano l’innovazione in modo sinergico a quanto viene definito in Europa. Gli obiettivi sono individuare soluzioni idonee a consentire sperimentazioni in questo settore garantendo e rafforzando la sicurezza di tutta la filiera e, in particolare, le tutele a favore della clientela finale.

Accessibilità bancaria: strumento di inclusione finanziaria

​(14 luglio 2018) Dall’ultima indagine ABI sull’accessibilità in banca emerge che un maggior ricorso alle nuove tecnologie supporta la fruizione dei prodotti e servizi offerti e l’accesso alle strutture da parte di tutta la clientela, secondo una logica fortemente inclusiva

​Strumento di inclusione finanziaria e sociale e scelta strategica per rispondere in maniera adeguata alle specifiche richieste delle persone con limitazioni funzionali, o con particolari esigenze anche temporanee (quali donne in gravidanza, adulti accompagnati in filiale da bambini), anche attraverso nuove tecnologie sempre più innovative. L’accessibilità, nel mondo bancario, è intesa non solo in senso fisico, in relazione alle misure adottate per la rimozione delle barriere architettoniche a vantaggio dei clienti, ma anche in termini relazionali e di efficientamento dei processi, nell’ottica di migliorare le diverse fasi in cui si articola il rapporto con la clientela. 
L’interesse crescente dedicato a questi aspetti da parte del mondo bancario viene confermato dall’ultima indagine ABI sull’accessibilità in banca. 
La rilevazione, giunta alla terza edizione, offre una panoramica delle misure intraprese o programmate sul tema dell’accessibilità alle strutture bancarie e ai prodotti e servizi offerti –  anche attraverso l’impiego delle nuove tecnologie – fornendo agli operatori uno strumento di analisi e monitoraggio sul tema e favorendo un confronto periodico in merito alle modalità più adeguate a valorizzare le iniziative già adottate a livello di settore. Sono infatti diverse le collaborazioni avviate con soggetti qualificati (tra cui le università, gli enti di ricerca e alcune associazioni civiche e onlus) su queste tematiche e le esperienze positive già in essere su questo fronte.
Dall’ultima indagine, è emerso come il campione dei partecipanti all’iniziativa – rappresentativo del 63% del totale degli sportelli presenti sul territorio nazionale – abbia realizzato misure volte ad agevolare l’accesso e migliorare la permanenza in banca della clientela considerata dalla rilevazione, nella quasi totalità dei propri sportelli (99,6%). Ampia diffusione trovano anche i sistemi per prenotare l’appuntamento prima di recarsi in filiale, riducendo in tal modo i tempi di attesa e migliorando l’efficienza del servizio offerto (implementati nel 93% degli sportelli censiti). 
In questo contesto, lo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche e telematiche, il processo di digitalizzazione in atto, il maggior ricorso alla “multicanalità” e alla “multisensorialità” supportano l’attuazione di processi e l’adozione di soluzioni innovative per agevolare tutte le fasce di clientela.
 Grazie alle nuove tecnologie – già nelle fasi antecedenti alla stipula del contratto – differenti procedure e modalità relazionali con la clientela sono state sperimentate nell’82% degli sportelli censiti. Anche l’impiego di diversi canali sensoriali per facilitare le persone con limitazione funzionali nell’utilizzo di servizi e prodotti bancari (tra i quali, ad esempio, token parlanti e a lettura facilitata, e documentazione informativa predisposta in formato fruibile tramite dispositivi di assistenza) è stato implementato nel 79% degli sportelli censiti.
L’impegno del settore bancario in tema di accessibilità è in linea con le principali indicazioni contenute nell’Atto europeo sull’accessibilità, il cui iter a livello europeo è ancora in corso.
 

Assemblea 2018 degli Associati ABI

​​(11 luglio 2018) ​Si è svolta a Roma (Palazzo dei Congressi) il 10 luglio l’Assemblea delle aziende associate all’ABI.


​​L’Assemblea annuale dell’ABI è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione economica attuale e prospettica dell’Italia e dell’Europa e illustrare l’impegno delle banche italiane per la ripresa. 
Alla presenza di autorità, di rappresentanti istituzionali e politici, di banchieri e imprenditori, ha aperto i lavori il Presidente, Antonio Patuelli, dopo la proiezione di un video istituzionale.
A seguire gli interventi del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e del Ministro dell’economia e delle finanze, Giovanni Tria.

  • I video degli interventi

  • La Relazione del Presidente

  • L’intervento del Governatore della Banca d’Italia

  • Il Rapporto ABI sulle attività svolte 2017-2018

 

Antonio Patuelli rieletto Presidente dell’Associazione

(10 luglio 2018) ​Il neoeletto Consiglio dell’ABI, che si è riunito dopo l’Assemblea annuale, accogliendo l’indicazione unanime formulata ai sensi di Statuto dal Comitato esecutivo, ha rieletto per acclamazione Antonio Patuelli Presidente dell’ABI per il prossimo biennio 2018 – 2020.
Il Consiglio dell’ABI, presieduto da Antonio Patuelli, ha anche eletto 5 Vice Presidenti e il nuovo Comitato esecutivo.

​Vice Presidenti
Sono stati eletti Vice Presidenti, Gian Maria Gros-Pietro, vicario, (Presidente Intesa Sanpaolo), Fabrizio Saccomanni (Presidente UniCredit), Stefania Bariatti (Presidente Banca Monte dei Paschi di Siena), Miro Fiordi (Presidente Credito Valtellinese), Flavio Valeri (Presidente e Consigliere delegato Deutsche Bank SpA).

Comitato esecutivo
Sono stati eletti componenti del Comitato esecutivo – oltre al Presidente ed ai Vice Presidenti – Luigi Abete (Presidente Banca Nazionale del Lavoro), Gerhard Brandstätter (Presidente Cassa di Risparmio di Bolzano), Giuseppe Castagna (Amministratore delegato Banco BPM), Paolo Cornetta (Responsabile Group Human Capital UniCredit), Renato Dalla Riva (Presidente CEDACRI), Ranieri de Marchis (Co-Chief Operating Officer UniCredit), Augusto Dell’Erba (Presidente Federcasse), Giorgio Fracalossi (Presidente Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo del Nord Est), Nazzareno Gregori (Direttore generale Credito Emiliano), Marco Jacobini (Presidente Banca Popolare di Bari), Stefano Lado (Presidente Banco di Desio e della Brianza), Stefano Lucchini (Chief Institutional Affairs & External Communications lntesa Sanpaolo), Giulio Magagni (Presidente Iccrea Banca – Istituto Centrale del Credito Cooperativo), Giampiero Maioli (Ceo – Amministratore delegato Crédit Agricole Cariparma), Giovanni Manghetti (Presidente Cassa di Risparmio di Volterra), Victor Massiah (Consigliere delegato Unione di Banche Italiane), Carlo Messina (Consigliere delegato e Ceo Intesa Sanpaolo), Marco Morelli (Amministratore delegato e Direttore generale Banca Monte dei Paschi di Siena), Andrea Munari (Amministratore delegato e Direttore generale Banca Nazionale del Lavoro), Gianni Franco Papa (Direttore generale Unicredit), Mario Alberto Pedranzini (Consigliere delegato e Direttore generale Banca Popolare di Sondrio), Giovanni Pirovano (Vice Presidente Banca Mediolanum), Salvatore Poloni (Condirettore generale Banco BPM), Guido Rosa (Presidente Aibe – Associazione fra le Banche Estere in Italia), Maurizio Sella (Presidente Banca Sella Holding), Corrado Sforza Fogliani (Presidente Associazione Nazionale fra le Banche Popolari), Rosario Giacomo Strano (Chief Operating Officer Intesa Sanpaolo), Alessandro Vandelli (Amministratore delegato Bper Banca), Camillo Venesio (Amministratore delegato e Direttore generale Banca del Piemonte).
 

Nominato il nuovo Comitato di Presidenza dell’ABI

​(20 luglio 2016) Nella prima riunione dopo l’Assemblea di luglio, il Comitato esecutivo dell’ABI ha stabilito la nuova composizione del Comitato di presidenza, di cui fanno parte Antonio Patuelli e Giovanni Sabatini, Presidente e Direttore generale dell’ABI, i Vice Presidenti, Marina Natale, vicario, (Vice Direttore generale UniCredit), Guido Rosa (Presidente Aibe – Associazione fra le banche estere in Italia), Corrado Sforza Fogliani (Presidente Associazione fra le banche popolari), Massimo Tononi (Presidente Banca Monte dei paschi di Siena), Camillo Venesio (Amministratore delegato e Direttore generale Banca del Piemonte).

​Faranno inoltre parte del Comitato di presidenza: Alessandro Azzi (Presidente Federcasse) quale Presidente del Comitato piccole banche; Miro Fiordi (Presidente Credito Valtellinese); Gian Maria Gros-Pietro (Presidente Intesa Sanpaolo); Eliano Omar Lodesani (Chief operating officer Intesa Sanpaolo); Giampiero Maioli (Ceo – Amministratore delegato Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza); Giovanni Pirovano (Vice Presidente Banca Mediolanum); Giuseppe Scognamiglio (Responsabile Institutional & Regulatory Affairs Unicredit); Maurizio Sella già Presidente ABI; Alessandro Vandelli (Amministratore delegato Banca popolare dell’Emilia Romagna). Partecipa al Comitato di presidenza anche Luigi Abete in qualità di Presidente Febaf.
È stato nominato Presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro (Casl) Eliano Omar Lodesani (Chief operating officer Intesa Sanpaolo).
Tutte le nomine sono state assunte all’unanimità dal Comitato esecutivo presieduto da Antonio Patuelli. 

Assemblea degli Associati ABI 2018

​(7 luglio 2018) Relazione del Presidente dell’Associazione, Antonio Patuelli, e interventi del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e del Ministro dell’economia e delle finanze, Giovanni Tria.
Martedì 10 luglio, alle 10,00 appuntamento a Roma, al Palazzo dei Congressi dell’Eur.

​Sarà l’occasione per fare il punto sull’Italia, sull’impegno delle banche e sull’Europa. Alla presenza di autorità, di rappresentanti istituzionali e politici, di banchieri e imprenditori, aprirà i lavori il Presidente, Antonio Patuelli, che terrà la relazione. Seguiranno gli interventi del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e del Ministro dell’economia e delle finanze, Giovanni Tria.

Sabatini in tema di Accordo su politiche commerciali e Odl

​(2 luglio 2018) L’Accordo nazionale su politiche commerciali e organizzazione del lavoro dell’8 febbraio 2017 rappresenta un importante risultato alla base di relazioni sindacali ulteriormente costruttive e volte a condividere principi e criteri di comportamento su un tema di grande attenzione, qual è la ‘cultura delle regole’.

​L’Accordo – finalizzato a rinnovare la centralità del settore bancario ed il suo fondamentale ruolo a sostegno dell’economia del Paese ed a tutela del risparmio, nell’interesse di famiglie, imprese e territori – per le sue caratteristiche è stato considerato di interesse non solo nazionale. “L’Accordo – ha chiarito Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI – è stato presentato a livello europeo nell’ambito dei lavori della Federazione Bancaria Europea, riscuotendo attenzione ed interesse”.
L’Accordo prevede che le banche possano stipulare specifici accordi aziendali/di gruppo in materia o adeguare le intese già in essere.
“Ad un primo monitoraggio – ha aggiunto Sabatini – risulta come le banche e i gruppi bancari che hanno proceduto in tal senso, o che hanno in corso il relativo confronto con le Organizzazioni sindacali, rappresentano oltre il 75% delle persone che lavorano in banca”.
“Altre aziende – ha continuato Sabatini – hanno comunque inserito specifiche previsioni all’interno di più ampi accordi aziendali, tenuto anche conto che per le realtà di minori dimensioni (fino a 1.500 dipendenti) l’accordo nazionale prevede un iter semplificato di attuazione”.
“Appare quindi – ha concluso Sabatini – come l’accordo nazionale stia registrando un’ampia attenzione nel dialogo sindacale in essere nelle imprese bancarie, dando diffusione ed attuazione ai principi e previsioni in esso contenuti in larga parte del settore”.

‘CREDIamoCI’ rinnovata per il 2018-2020

​(30 giugno 2018) Accesso al credito, sostegno alle famiglie in difficoltà, rafforzamento della consapevolezza. Attorno a queste tre tematiche ruotano proposte condivise di ulteriore innovazione di strumenti a favore dei consumatori: dalla cessione del quinto al “Fondo prima casa”, dal “Fondo per lo studio” al “Fondo di solidarietà dei mutui”.

​Con la finalizzazione del potenziamento di tutta una serie di misure straordinarie per il credito alle famiglie, l’ABI e le Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, U.Di.Con) hanno rinnovato per il triennio 2018-2020 l’iniziativa “CREDIamoCI” promossa all’inizio del 2015 realizzando risultati significativi come il sostegno in favore delle famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate di alcune forme di credito al consumo a medio e lungo termine e di credito ipotecario; l’introduzione di misure specifiche a sostegno delle popolazioni colpite da calamità naturali; l’emanazione della disciplina del Prestito Ipotecario Vitalizio, grazie all’accoglimento da parte del Parlamento della proposta comune di ABI e numerose Associazioni dei consumatori; l’istituzione del Fondo di garanzia per il sostegno alla natalità.
Considerati i risultati raggiunti e proponendosi di consolidare ulteriormente gli ambiti di collaborazione, sono state già individuate nuove soluzioni, o rafforzamento delle iniziative in corso. In particolare:

Sostegno alle famiglie in difficoltà

  • promuovere una proposta di modifica dell’operatività del “Fondo di solidarietà dei mutui” prevedendo, tra l’altro, la possibilità di rifinanziamento dello strumento nell’ottica di assicurarne l’operatività per il triennio 2018-2020;
  • ampliare la sospensione del pagamento delle rate di mutuo anche qualora il mutuatario ottenga misure di sostegno al reddito in caso di riduzione dell’orario di lavoro per difficoltà del datore di lavoro (quali ad esempio la CIG o CIGS).

 
Accesso al credito

  • presentare al nuovo Governo la proposta di riforma della disciplina della Cessione del Quinto dello Stipendio/Pensione, condivisa con undici Associazioni dei consumatori, con Assofin e con Ania;
  • definire una proposta condivisa di modifica della disciplina del “Fondo per la prima casa” per favorire l’accesso ai finanziamenti per ristrutturazione ad alta efficienza energetica, in sintonia con il Piano di azione europeo per finanziare la crescita sostenibile, e per la sicurezza antisismica degli edifici;
  • proporre la revisione dell’operatività del “Fondo per lo studio”, al fine di semplificarne le modalità di accesso a tutela degli studenti.

Rafforzamento della consapevolezza del consumatore

  • Incrementare la consapevolezza e l’educazione finanziaria del consumatore, anche attraverso la realizzazione di specifiche occasioni di approfondimento e di iniziative di informazione;
  • redigere e condividere un documento sintetico che riassuma tutti gli strumenti a disposizione del consumatore per l’accesso e il sostegno al credito.

Nuove professionalità e persone al centro nell’era digitale

​(26 giugno 2018) Al via il tredicesimo Forum annuale sulle risorse umane in banca: riqualificazione, sviluppo sostenibile, produttività e formazione continua vere garanzie di occupabilità

​I profondi cambiamenti nell’organizzazione e nel lavoro determinati dalla digitalizzazione che contribuisce ad incidere sulla definizione delle strategie di servizio, l’individuazione di nuove professioni e l’acquisizione di nuove competenze: questo l’attuale scenario in cui si “muove” la gestione delle risorse umane in banca proprio nell’anno in cui scade il contratto collettivo nazionale di settore.
La conciliazione degli interessi di carattere professionale ed occupazionale con le esigenze di stabilità ed equilibrio delle banche italiane resta ancora più al centro degli obiettivi di revisione del contratto che sarà frutto di una costruttiva interlocuzione tra le Parti sociali.
È il messaggio introduttivo, in sintesi, in apertura a Milano del tredicesimo Forum ABI “HR2018 – Banche e risorse umane”. Un “incubatore di idee”, in cui i massimi esperti delle relazioni sindacali e delle risorse umane si incontrano per confrontarsi sul presente e sul futuro del settore.
Con le banche italiane all’avanguardia nella
trasformazione digitale dei servizi e dei processi grazie ad una costante attenzione all’innovazione, ecco che il focus della due giorni milanese ruoterà su rivoluzione digitale, futuro del lavoro e delle relazioni industriali, trasformazione dei paradigmi del lavoro, cultura, welfare integrato, bilateralità, competitività e occupazione nelle imprese del credito con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Futuro del lavoro in banca e rivoluzione digitale fattori – precisa il comunicato – sempre più intrecciati in un orizzonte molto articolato che presenta un “cambio di passo” dell’economia, secondo i primi dati del 2018, con riflessi positivi sulla dinamica del credito e la qualità dell’attivo; mentre continua a ridursi fortemente l’ammontare dei crediti deteriorati.
Resta necessario il raggiungimento di migliori livelli di redditività per remunerare adeguatamente il capitale investito. In questo processo di rapida trasformazione, con l’impetuoso sviluppo della tecnologia e l’arrivo sui mercati del credito e dell’intermediazione di nuovi operatori, i cambiamenti organizzativi devono tendere ad aumentare efficienza, produttività e redditività nelle banche perché possano continuare a svolgere il loro fondamentale ruolo di sostegno a famiglie e imprese.
La digitalizzazione per le banche italiane non è un rischio ma un’opportunità – prosegue il comunicato – le persone restano al centro dell’organizzazione e la formazione continua e la riqualificazione del personale sono la risposta più concreta. Quindi nella qualità delle persone che lavorano l’unico vero antidoto alla paventata sostituzione delle macchine sull’uomo; gli investimenti nell’innovazione sono necessari, ma importanti restano il contatto umano e la fiducia per la gestione dei risparmi e degli investimenti della clientela, le cui esigenze sono sempre più evolute e tecnologicamente avanzate. I bancari di domani sapranno coniugare competenze tecniche costantemente aggiornate con abilità relazionali e sociali che costituiscono il tratto distintivo dell’essere umano rispetto alla “macchina”.
Per agevolare i cambiamenti che il mercato richiede, il settore è pronto al dialogo con i Sindacati di categoria. In tal senso è importante la convergenza sullo spirito, manifestato da ABI con la lettera ai Sindacati del 28 maggio, di favorire l’avvio e lo sviluppo di un confronto ampio e articolato per rinnovare il contratto collettivo. Emerge la comune consapevolezza di dover approfondire le crescenti trasformazioni dello scenario complessivo e di quelle che più direttamente riguardano le imprese bancarie, valorizzando la centralità della costruttiva interlocuzione. Attraverso quest’ultima, fondata su relazioni sindacali mature e inclusive, sarà possibile realizzare gli obiettivi di innovazione attesi con equilibrio e sostenibilità: fanno da esempio la grande attenzione dimostrata nella gestione delle eccedenze tramite il ricorso al Fondo di solidarietà che dal 2000, senza tensioni sociali né oneri per la collettività, ha accompagnato alla pensione oltre 68.000 lavoratori bancari; così come il Fondo per l’occupazione che dal 2014 ad oggi ha favorito l’assunzione di oltre 18.000 giovani.
I lavori del Forum si concluderanno con una Tavola rotonda cui interverranno: il Segretario Generale della Fisac Cgil, Agostino Megale; il Presidente del Comitato per gli Affari Sindacali e del Lavoro di ABI, Eliano Lodesani.