Sensibilizzazione e formazione contro i crimini informatici

(23 giugno 2017) Aumenta l’impegno del mondo bancario nella lotta ai crimini informatici attraverso iniziative di formazione del personale, campagne di sensibilizzazione per la clientela e presidi tecnologici.

​Nel 2017 le banche italiane hanno investito oltre 300 milioni di euro per garantire alla clientela “operazioni” digitali ancora più sicure. I clienti retail vittime di frode sono stati solamente lo 0,0018% del totale di quelli che operano su home banking, pari ad uno su 55 mila.
Secondo lo studio ABI Lab sulla sicurezza on line, con l’affermarsi del digitale, sempre più rilevante nelle abitudini di cittadini e imprese, per le banche risulta fondamentale attuare attività di sensibilizzazione e formazione non solo per la clientela, ma anche per il personale bancario. In particolare, nel 2017 le azioni si sono concentrate maggiormente sulla formazione del personale specialistico addetto alla sicurezza (per il 75% delle banche intervistate), e del personale di filiale (per il 67,9%) per la relazione diretta con la clientela e la relativa assistenza offerta in caso di anomalie. Sul tema della sensibilizzazione verso la clientela sui rischi del cybercrime lo studio sottolinea che le banche italiane hanno sviluppato campagne attraverso il portale di Internet Banking (per il 96% delle banche rispondenti), attraverso le informative presso le filiali (per il 74,1%), le informative contrattualistiche (per il 59,3%), le informative sulle App dei dispositivi mobili (per il 37%) e quelle via e-mail (per il 33%) e si sono fatte promotrici di collaborazioni intersettoriali, come il CERTFin – CERT Finanziario Italiano (Computer Emergency Response Team).
La sicurezza informatica, tuttavia, passa anche attraverso la collaborazione dei clienti delle banche. Per operare on line in modo comodo e sicuro, infatti, è importante  seguire alcune semplici regole: ignorare qualunque richiesta di dati relativi a carte di pagamento e conto on line, che la banca non chiederà mai alla propria clientela; connettersi al sito della banca scrivendo direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione, ignorando eventuali link ricevuti via mail ed sms; verificare sempre l’autenticità della connessione con la banca; controllare regolarmente i movimenti del proprio conto per assicurarsi che le transazioni riportate siano quelle effettuate; diffidare di qualsiasi messaggio, anche se apparentemente autentico, ricevuto tramite e-mail, sms, social network, che inviti a scaricare documenti o programmi; installare e mantenere sempre aggiornato il sistema operativo e l’antivirus; fare attenzione a eventuali peggioramenti delle prestazioni generali (rallentamenti, apertura di finestre non richieste, ecc.) del proprio servizio di home banking o del proprio PC, che possono indicare infezioni sospette.
 

ABI e imprese firmano protocollo su finanziamenti non accolti

(22 giugno 2018) Protocollo d’intesa sul riscontro delle banche alle micro, piccole e medie imprese in relazione alle domande di finanziamento che non vanno a buon fine

​ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane, Cia-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confindustria, Confimi Industria, Rete Imprese Italia (che riunisce Casartigiani, CNA, Confartigianato Imprese, Confcommercio – Imprese per l’Italia e Confesercenti), hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa sulle modalità che le banche aderenti devono seguire per dare riscontro alle micro, piccole e medie imprese sulle motivazioni sottostanti l’eventuale decisione di non accoglimento della loro domanda di finanziamento.
 Con la sottoscrizione del Protocollo, l’Italia è il primo Paese nel quale si dà attuazione ai principi guida europei definiti lo scorso anno, secondo gli auspici della Commissione Europea, dalle associazioni di rappresentanza del credito, con il supporto delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese. Il tema dei bisogni delle imprese, comprese le medie e piccole, è seguito con attenzione dalla Federazione bancaria europea a Bruxelles, anche in termini di chiarimenti in caso di finanziamenti non andati a buon fine.
L’obiettivo dell’iniziativa, che si inquadra nel progetto della costruzione di un mercato unico dei capitali in Europa, è quello di mettere in condizioni le imprese di comprendere meglio le ragioni sottostanti l’eventuale mancato accoglimento delle proprie richieste di finanziamento e assumere le misure necessarie per superare le proprie debolezze nell’accesso al credito. 
Su richiesta dell’impresa, la banca fornisce, entro trenta giorni, in forma scritta e in modo chiaro indicazioni utili all’impresa sulle possibili aree di miglioramento riguardo in particolare: la struttura finanziaria, la capacità reddituale, l’iniziativa imprenditoriale oggetto della richiesta di finanziamento, le garanzie prestate e/o gli elementi informativi messi a disposizione della banca per la sua valutazione.
Le banche informano le imprese interessate circa le procedure, i dati e la documentazione necessarie per la corretta presentazione della domanda di finanziamento, nonché sulle modalità per ottenere il riscontro in caso quest’ultima non vada a buon fine. 
Nel Protocollo è inoltre fatta salva la possibilità per le banche di fornire un riscontro più dettagliato rispetto a quanto previsto o secondo modalità più favorevoli per le imprese.

 

ABI e Up insieme su promozione del pagamento elettronico

(16 giugno 2018) ABI e Unione Petrolifera hanno lanciato una campagna informativa congiunta sulla promozione del pagamento elettronico sulla rete distributiva carburanti.

​Le due Associazioni condividono infatti l’obiettivo di ridurre l’utilizzo del contante, consapevoli che gli acquisti con carte riducono i fenomeni di illegalità, rapine e furti e garantiscono ai clienti pagamenti sicuri, veloci e tracciati.
Le carte sono comode perché garantiscono il pagamento agli esercenti e consentono un agevole monitoraggio delle entrate e una rendicontazione rapida, un risparmio di tempo nelle operazioni, un maggior controllo delle spese e infine una minore esposizione a furti e rapine.
L’iniziativa si è focalizzata sulla rete carburanti dove annualmente viene utilizzato il 6 % di tutti i contanti spesi in Italia.
La campagna è stata realizzata attraverso due infografiche, la prima che illustra i vantaggi del pagamento elettronica per i clienti che si riforniscono di carburanti, e la seconda realizzata in collaborazione con le organizzazioni sindacali dei gestori, rivolta agli esercenti/gestori.

Infografica per i gestori
Infografica per i clienti

Promuovere stabilità e regole senza pregiudicare crescita

(14 giugno 2018) ​Al via a Roma la due giorni organizzata dall’ABI “Unione Bancaria e Basilea3-Risk & Supervision 2018”. Al centro del dibattito le principali questioni regolamentari in corso di definizione e spunti di riflessione sul tema della relazione tra regole bancarie e crescita economica

​“La ripresa dell’economia italiana si va consolidando e consente alle banche di proseguire nell’azione di rafforzamento dei bilanci e di riduzione dei prestiti deteriorati”, ha dichiarato il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, aprendo i lavori del Convegno annuale “Unione Bancaria e Basilea3”, che l’Associazione bancaria dedica ai temi della Vigilanza Europea e dell’implementazione nel diritto nazionale delle novità regolamentari della Vigilanza prudenziale. “Lo scenario economico odierno è notevolmente diverso dalla situazione vissuta durante la crisi sovrana del 2011, sia nei termini dei fondamentali economici del Paese e più in generale dell’Europa e sia per ciò che concerne la solidità e le prospettive del settore bancario, pur in presenza dell’attuale fase di volatilità dei mercati. Il processo di consolidamento del settore procede, i flussi di nuovi crediti deteriorati sono ormai inferiori ai livelli pre-crisi, continua il calo dello stock, e il livello di patrimonializzazione continua a crescere, ci sono buone basi su cui costruire la ripresa. Dobbiamo continuare a lavorare per promuovere sì la stabilità regolamentare senza però rischiare di pregiudicare la crescita economica”.
 “La pressione normativa sulle banche continua – ha sottolineato il Direttore generale dell’Associazione bancaria – Auspichiamo un momento di ‘pausa regolamentare’, nel rispetto dei principi di responsabilità, proporzionalità, trasparenza, coerenza della regolamentazione, evidenziando l’opportunità di una valutazione d’impatto che sia indipendente e globale delle nuove regole per poter assicurare una ‘parità di condizioni’ tra i mercati finanziari, per evitare impatti negativi sui prestiti, in particolare alle Pmi, e sulla crescita economica dell’Unione europea in modo da scongiurare la perdita di competitività dell’UE rispetto ad altre aree geografiche” ha concluso Sabatini. 
Diverse le questioni ancora aperte al centro dell’edizione 2018 del convegno “Unione Bancaria e Basilea3”: dalla riflessione sull’integrazione del “Fiscal Compact” nell’ordinamento giuridico UE, al dibattito sull’istituzione di un Fondo Monetario Europeo (FME), all’analisi del Piano di Azione della Commissione Europea per il finanziamento di una crescita sostenibile, all’opportunità di un consolidamento del SMEs Supporting Factor, alla valutazione dei nuovi strumenti di bilancio europeo, alla possibilità di istituire la figura di un ‘ministro dell’economia e finanze UE.
Il dibattito odierno ha visto il confronto tra esperti del settore, Autorità di Vigilanza nazionali ed europee e mondo accademico, tra cui Mario Nava, Presidente Consob, Sergio Nicoletti Altimari Direttore generale Macro Prudential Policy and Financial Stability della BCE e Luigi Federico Signorini, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia.

Si rafforza l’impegno per finanziare la crescita sostenibile

(9 giugno 2018) ​Si rafforza l’impegno delle banche per lo sviluppo sostenibile, attraverso investimenti responsabili e che mirano a sostenere progetti a ridotto impatto ambientale. È quanto emerge dall’indagine realizzata dall’ABI ESG Benchmark 2017 su aspetti ambientali, sociali e sui processi di gestione con la collaborazione di banche rappresentative del 76% del settore in termini di totale attivo.

​Nelle attività di finanziamento all’economia, l’85% del campione considera specificatamente aspetti ambientali e sociali in almeno una delle sue linee di finanziamento. Secondo l’indagine, la quasi totalità dei rispondenti ha inoltre costituito specifici servizi e prodotti di finanziamento per sostenere gli investimenti ‘verdi’ delle imprese e delle famiglie.
L’ultima indagine realizzata, l’ESG Benchmark 2017, che l’ABI promuove ogni due anni tra gli associati, evidenzia che, per individuare e valutare rischi ambientali e sociali, le banche hanno sviluppato procedure specifiche e complementari alla valutazione del merito creditizio, il 79% del campione per le operazioni di project financing, il 69% invece per operazioni sopra una soglia (determinata a livello di singola banca). Tali procedure sono prevalentemente affidate a personale interno su dati forniti dall’impresa in analisi (48% del campione) o a specialisti esterni (32%). Il 78% delle banche effettua un monitoraggio del rispetto dei requisiti ambientali e sociali.
Rispetto all’offerta di servizi e prodotti con finalità ambientale e di sviluppo sostenibile, dall’indagine emerge che oltre il 90% del campione offre finanziamenti agevolati per favorire l’approvvigionamento da fonti rinnovabili dei clienti imprese piccole, medie e grandi, e mutui ipotecari a tassi agevolati per l’acquisto di abitazioni con connessa ristrutturazione per l’efficienza energetica; circa il 60% quelle che mettono a disposizione finanziamenti a condizioni agevolate per l’efficientamento energetico di edifici residenziali e commerciali; ci sono inoltre esperienze di offerta di strumenti finanziari innovativi per sostenere la riduzione dell’impatto ambientale quali Green bond e Climate bond, e finanziamenti a condizioni agevolate per favorire il miglioramento delle performance ambientali dei clienti Pmi/Corporate.
L’impegno del settore è in linea con quanto previsto dal ‘Piano d’azione per finanziare la crescita sostenibile’ varato a marzo dalla Commissione europea. Il Piano prevede azioni volte ad esempio ad integrare la sostenibilità nella fornitura di consulenza sugli investimenti, promuovere gli investimenti in progetti sostenibili, integrare la sostenibilità nei requisiti prudenziali.

Alleanza banche-imprese per il rilancio del settore

(8 giugno 2018) ​Tavolo di dialogo permanente ABI-Ance, anche a livelli regionali, per supportare strategie di sviluppo economico e finanziario del settore delle costruzioni; e modalità innovative per la valorizzazione degli immobili di proprietà delle banche o a garanzia dei crediti deteriorati delle stesse, nonché dei rapporti creditizi; per migliorare la comunicazione tra banche e imprese.

​Sono i principali obiettivi del Protocollo di Intesa ABI-Ance sul credito alle imprese di costruzioni siglato oggi a Parma dal Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e dal Presidente dell’Ance, Gabriele Buia.
L’accordo presenta una significativa articolazione di finalità e giunge in un momento in cui si manifestano primi miglioramenti in un comparto che, considerata la sua centralità nell’economia nazionale, ha attraversato la crisi decennale con inevitabili difficoltà.
Tra i primi segnali positivi l’aumento dei permessi di costruire immobili residenziali e il trend in crescita del mercato immobiliare non residenziale. Un nuovo contesto che richiede comunque misure specifiche per incoraggiare e sostenerne lo sviluppo.
Si potenzia quindi il confronto propositivo tra i due settori anche al fine di definire buone pratiche di collaborazione orientate alla trasparenza e alla reciproca conoscenza. 
Nello specifico, pertanto, tra gli obiettivi dell’intesa emergono:

  • la costituzione di un tavolo permanente ABI-Ance per l’individuazione delle strategie di sviluppo economico e finanziario del settore delle costruzioni;
  • la costituzione di tavoli regionali nei quali affrontare tematiche legate allo sviluppo del settore su base territoriale;
  • la prosecuzione della positiva esperienza di collaborazione in materia di sviluppo del partenariato pubblico nel nostro Paese;
  • la facilitazione per l’accesso alle coperture del Fondo di Garanzia per le Pmi per le imprese del settore edile, anche in vista dell’entrata in vigore della riforma dello strumento previsto nei prossimi mesi;
  • lo studio di modalità innovative per la valorizzazione, a livello nazionale e territoriale, degli asset immobiliari di proprietà delle banche o a garanzia di crediti deteriorati delle stesse;
  • la definizione di linee guida condivise per l’individuazione di soluzioni extragiudiziali per le posizioni non performing delle imprese di costruzioni;
  • la richiesta di interventi normativi e fiscali e di semplificazione legislativa che possano consolidare i segnali di ripresa nel settore delle costruzioni.

Banche italiane avviano sperimentazione blockchain

(4 giugno 2018) Un primo gruppo di banche italiane ha avviato la sperimentazione operativa di una blockchain. A breve, dopo una prima fase di test, la sperimentazione sarà estesa ad un più ampio numero di banche.

 

​ABI Lab, il laboratorio tecnologico promosso dall’Associazione bancaria italiana, e le banche che partecipano al progetto sono impegnati sull’applicazione della blockchain ai processi interbancari, con l’obiettivo di conseguire i vantaggi derivanti dalla trasparenza e visibilità delle informazioni, dalla maggiore velocità di esecuzione delle operazioni e dalla possibilità di effettuare verifiche e scambi direttamente sull’applicazione.
La blockchain è una tecnologia che permette la creazione e gestione di un grande database distribuito per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete. In altre parole, si tratta di un database in cui i dati non sono memorizzati su un solo computer ma su più macchine collegate tra loro, chiamate nodi. Senza poggiarsi su di un soggetto unico centrale questo nuovo paradigma di database distribuiti – le Distributed Ledger Technology (Dlt) – cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra gli attori partecipanti.
L’ambito di applicazione è la spunta interbancaria, che verifica la corrispondenza delle attività che interessano due banche diverse, ad esempio operazioni effettuate fra due clienti di due istituti. Il progetto ha verificato in particolare come l’applicazione di tecnologie Dlt contribuisce a migliorare alcuni aspetti specifici dell’attuale operatività, che possono provocare discrepanze complesse da gestire per le banche. Tra queste, il tempo necessario a identificare transazioni non corrispondenti tra due banche; la mancanza di un processo standardizzato e di un protocollo di comunicazione unico; la limitata visibilità delle transazioni tra le parti. Gli Smart Contract sono inoltre un’ulteriore novità in questo panorama: si tratta di componenti software che incorporano regole di esecuzione, che disciplinano il trasferimento di valore.
Entra dunque nella fase operativa più avanzata il progetto che applica il paradigma basato sui database distribuiti Dlt a un processo interbancario. Le banche stanno facendo da apripista su di un terreno nuovo. Il gruppo di lavoro, composto dalle banche aderenti e guidato da Abi Lab, ha selezionato come tecnologia Dlt “Corda” sviluppata da R3 e, con la collaborazione di Ntt Data per lo sviluppo applicativo e Sia come fornitore dell’infrastruttura di nodi ha definito un nuovo processo di spunta. Il nuovo processo prevede di avere a disposizione canali bilaterali con i quali le controparti possano scambiarsi reciprocamente delle informazioni nel rispetto della riservatezza. Attraverso l’utilizzo della piattaforma Dlt e l’implementazione di Smart Contract, sarà inoltre possibile effettuare il riscontro automatico delle transazioni bancarie semplificando e accelerando il processo di riconciliazione.
La fase pilota, partita a dicembre, ambisce a costituire una base per successive implementazioni sinergiche delle tecnologie Dlt, estendendone l’applicazione anche a nuovi e diversi ambiti e processi grazie alla maggiore conoscenza di questi strumenti innovativi, senz’altro favorita da progetti come questo che coinvolgono potenzialmente l’intero settore bancario. Tutto ciò, che è espressione del fintech, sta rivoluzionando il mondo bancario con sperimentazioni che spaziano dalla digital identity, alla gestione dei bandi di gara, alle piattaforme di donazioni e ai pagamenti internazionali.
L’avvio di questa prima sperimentazione della blockchain vede impegnate 14 realtà del mondo bancario: Banca Mediolanum, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, BNL – Gruppo BNP Paribas, Banca Popolare di Sondrio, Banco BPM, CheBanca! – Gruppo Mediobanca, Credito Emiliano, Crédit Agricole, Credito Valtellinese, Iccrea Banca, Intesa Sanpaolo, Nexi Banca, Ubi.
 

Banche: misure ancora più efficaci contro i crimini informatici

(2 giugno 2018) Le banche operanti in Italia nel 2017 hanno investito oltre 300 milioni di euro per contrastare questo fenomeno criminale anche attraverso iniziative di formazione del personale, campagne di sensibilizzazione dei clienti ed un’attenta e continua azione di monitoraggio, conciliando protezione, riservatezza e sicurezza con l’esigenza della clientela di fare operazioni in mobilità in modo facile e veloce.

​Grazie a questo intenso lavoro, e alla preziosa collaborazione fra banche e forze dell’ordine, il 95% delle operazioni fraudolente viene bloccato e i clienti retail vittime di frode sono solo lo 0,0018% del totale di quelli che operano su home banking, circa uno su 55 mila, in diminuzione rispetto al 2016 in cui erano lo 0,002%. Sono questi i principali risultati del Rapporto del Consorzio ABI Lab sulla sicurezza on line, realizzato nell’ambito delle attività di ricerca del CERTFin (Computer Emergency Response Team), da cui emerge anche una sensibile riduzione delle imprese vittime di frode: solo lo 0,0028%, -94% dal 2015 ad oggi, segno del costante impegno da parte del settore nel contrasto delle frodi e nella sensibilizzazione della clientela.
Riguardo alle tipologie di attacchi, nel caso della clientela retail la maggioranza dei furti di identità è avvenuto attraverso tecniche di phishing (truffa informatica effettuata inviando un’e-mail al cliente per carpire dati riservati come codice utente e password di accesso al servizio di home banking), mentre nel caso delle imprese principalmente attraverso campagne di diffusione di malware (codice malevolo che può essere diffuso attraverso programmi e documenti allegati a messaggi di posta elettronica, in grado di sottrarre informazioni riservate e codici d’accesso).

Investimenti delle banche in sicurezza
L’elevata attenzione delle banche verso le tematiche di sicurezza e frodi on line trova conferma anche negli investimenti dedicati: oltre 300 milioni di euro nel 2017. Dall’indagine ABI Lab emerge che la maggior parte delle realtà analizzate ha indicato un aumento o una stabilità della spesa per il 2018 destinata alla sicurezza dei canali remoti, con iniziative sia verso il cliente (per il 96% delle banche intervistate) sia lato banca (per tutte le banche intervistate). Circa la metà delle banche rispondenti prevede un aumento medio (tra il 5 e il 15%) o rilevante (superiore al 15%) della spesa per i prossimi 12 mesi.

La prevenzione delle frodi
Per soddisfare al meglio le esigenze di sicurezza della clientela le banche italiane hanno sviluppato campagne di sensibilizzazione, attraverso il portale di Internet Banking (per il 96% delle banche rispondenti), attraverso le informative presso le filiali (per il 74,1%) e le informative contrattualistiche (per il 59,3%) e si sono fatte promotrici di collaborazioni intersettoriali,  come il CERTFin – CERT Finanziario Italiano (Computer Emergency Response Team), operativo dal 1° gennaio 2017, con l’obiettivo di prevenire e contrastare le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale, attraverso una maggiore sensibilizzazione di tutti i dipendenti sui temi di sicurezza, una tempestiva e omogenea circolazione delle informazioni su minacce, e possibili contromisure tra gli operatori bancari e finanziari attivi in Italia. Aperto a tutti gli operatori del settore bancario e finanziario nazionale, il CERTFin è governato da un Comitato strategico presieduto da Banca d’Italia –ABI e coordinato da una direzione operativa gestita dal Consorzio ABI Lab.
 

Adeguamento del Regolamento Europeo n. 679/2016 (GDPR)

(31 maggio 2018) Audizione dell’Associazione bancaria presso la Commissione speciale per l’esame di Atti del Governo (Camera) e Commissione speciale per l’esame degli Atti urgenti presentati dal Governo (Senato)

​Illustri Presidenti, Illustri Onorevoli e Senatori, consentitemi innanzitutto di ringraziarVi, a nome dell’Associazione Bancaria Italiana e del Presidente Antonio Patuelli, per l’invito a partecipare alla presente audizione per esprimere il punto di vista del mondo bancario e finanziario sul rilevante tema della protezione dei dati personali.Il Regolamento Europeo n. 679 del 2016, c.d. GDPR (d’ora in poi il Regolamento) ha innovato profondamente la disciplina sulla protezione dei dati personali. Sin dalla sua entrata in vigore (25 maggio 2016) il mondo bancario e finanziario si è attivato, avviando una serie di interlocuzioni con le Autorità interessate, al fine di rappresentare alcuni temi sui quali si riteneva fondamentale acquisire un quadro di regole certo ed univoco, al fine di poter implementare il prima possibile il Regolamento.L’obiettivo è anzitutto quello di assicurare un contesto in cui il cliente ed ancora di più il consumatore, alla cui tutela si rivolge la normativa, sia posto agevolmente in grado di poter ricostruire il quadro normativo e di verificarne il compiuto rispetto.Le osservazioni di seguito riportate sono quindi il frutto di quanto emerge dall’esperienza operativa che in questi anni il settore bancario e finanziario ha maturato quanto alla disciplina sul trattamento dei dati personali e soprattutto sono la rappresentazione dei principali temi rimasti aperti – sotto il profilo della disciplina giuridica – che creano incertezze interpretative non utili al completamento del processo di adeguamento alla nuova normativa, già avviato dallo stesso settore due anni fa.

L’Audizione

Premio ‘Finanza per il Sociale’: ultimi mesi per partecipare

(31 maggio 2018) Si avvicina il termine per partecipare alla quarta edizione del premio “Finanza per il sociale”, l’iniziativa per giovani studenti in giornalismo, promossa da ABI (Associazione Bancaria Italiana), FEDUF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) e FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche). Il premio ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

​L’iniziativa punta a sostenere l’impegno nel raccontare l’importanza della cultura finanziaria per il Paese. Destinatari del concorso i giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo, interessati a cogliere le sfide del giornalismo economico, in un momento storico in cui l’adeguata informazione e formazione finanziaria costituiscono un autentico servizio per lo sviluppo di competenze imprescindibili. L’iniziativa, promossa nell’ambito della XVI edizione del FIABADAY – Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche, rientra nell’ambito dell’impegno pluriennale del mondo bancario sui temi dell’inclusione finanziaria e sociale.
Particolare attenzione è rivolta quest’anno all’inclusione finanziaria dei cittadini in situazioni di fragilità sociale. Tema del premio della quarta edizione è infatti “Il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale. Sfide e prospettive formative per le fasce più vulnerabili della popolazione”. Il rafforzamento delle competenze finanziarie di tutte le fasce della popolazione, a partire da quelle più vulnerabili, può contribuire a rafforzare la capacità di fronteggiare situazioni complesse e di esclusione sociale, e di investire nel futuro. Favorire l’inclusione finanziaria significa sostenere opportunità di crescita e di sviluppo e, al tempo stesso, quella sostenibilità economica e sociale che è fondamento della ripresa.

Modalità di partecipazione
Sarà premiato il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato il tema del concorso. Informazioni e strumenti utili per sviluppare gli elaborati potranno essere reperiti consultando il sito www.curaituoisoldi.it, il nuovo portale sull’educazione finanziaria realizzato da FEDUF in collaborazione con le Associazioni dei consumatori. L’elaborato vincitore sarà pubblicato sul sito dell’ABI www.abi.it, sul sito www.curaituoisoldi.it di FEDUF, e sul sito di FIABA www.fiaba.org.
La partecipazione è gratuita. Possono concorrere i praticanti e gli allievi delle scuole di giornalismo o master riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti, autori di articoli in lingua italiana o di servizi radiotelevisivi sul tema in concorso. Possono concorrere anche elaborati firmati da più autori. Ogni concorrente, o gruppo di concorrenti, potrà partecipare con un solo articolo/servizio, pubblicato o trasmesso nel periodo compreso tra il 1° novembre 2017 e il 30 luglio 2018.
L’elaborato in concorso dovrà essere spedito entro il 31 agosto 2018 per e-mail, indicando come oggetto la dicitura “Premio Finanza per il Sociale IV Edizione” a [email protected] o per posta all’indirizzo FIABA – Premio Giornalistico “Finanza per il Sociale”, Piazzale degli Archivi, n. 41, 00144 Roma. In caso di spedizione a mezzo posta farà fede la data del timbro postale. Gli elaborati dovranno comunque pervenire entro e non oltre il 7 settembre 2018.
La proclamazione del vincitore avverrà nell’ambito delle celebrazioni della XVI edizione del FIABADAY. Per maggiori informazioni riguardanti le modalità di partecipazione è possibile consultare e/o scaricare il bando di concorso con relativo regolamento dal sito internet www.abi.it e www.fiaba.org o richiederle ai seguenti contatti:
la Segreteria Organizzativa del Premio al numero 06 43400800, e-mail [email protected]; l’ufficio Rapporti con la stampa dell’ABI e-mail [email protected]; l’Ufficio Stampa FEDUF e-mail [email protected]