Banche: ABI, la guida per i pagamenti alla pubblica amministrazione

(1° marzo 2025) Semplici, veloci, sicuri e multicanale. Tramite le banche e gli altri intermediari che prestano servizi di pagamento che aderiscono alla piattaforma nazionale PagoPA, i pagamenti verso l’amministrazione pubblica possono essere effettuati con gli strumenti elettronici abilitati, in qualunque momento, in modo immediato, in tutta sicurezza e utilizzando il canale più in linea con le proprie esigenze: online da computer o cellulare (tra cui i servizi di home banking), o recandosi fisicamente presso i punti dedicati (quali, tra gli altri disponibili, le filiali bancarie aderenti o gli sportelli ATM automatici abilitati). Con una crescita esponenziale e costante – dal 2016 ad oggi – sia in termini di numero sia di valore delle transazioni gestite, nel 2024 PagoPA ha registrato 422 milioni di transazioni gestite, con un controvalore economico pari a 93 miliardi e un tasso di crescita del numero di transazioni pari al 9% rispetto al 2023.

Ai pagamenti elettronici verso la pubblica amministrazione è dedicato l’approfondimento elaborato dall’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, con le banche e le Associazioni dei consumatori partecipanti al progetto Trasparenza semplice. Nell’ambito di tale attività, per supportare i cittadini nella conoscenza e nell’utilizzo della piattaforma nazionale dei pagamenti PagoPA, è stata realizzata una nuova guida con informazioni utili e alcuni numeri indicativi di quanto il servizio sia sempre più diffuso. Cosa è la piattaforma PagoPA e come funziona, qual è il ruolo delle banche nel sistema PagoPA e come è possibile pagare sono i principali temi proposti nella guida. La guida è in formato digitale. È disponibile sul sito dell’ABI nella pagina dedicata (questo il link www.abi.it/mercati/progetto-trasparenza-semplice/ambito-strumenti-info-educativi-diretti-alla-clientela/) ed è a disposizione delle banche e delle Associazioni dei consumatori che hanno collaborato alla sua realizzazione (ACU, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.Di.Con, UNC). 

Comitato Esecutivo

(19 febbraio 2025) Si è riunito oggi, sotto la presidenza di Antonio Patuelli, il Comitato Esecutivo dell’ABI che ha esaminato e approvato all’unanimità il “Piano di trasformazione e modello organizzativo” presentato dal Direttore Generale Marco Elio Rottigni.

Il piano traccia un percorso triennale volto a consolidare il ruolo strategico dell’Associazione Bancaria e a potenziare il supporto offerto agli Associati, con un’attenzione particolare alle dinamiche europee e internazionali.

Affrontando le trasformazioni in atto nel settore bancario, il piano – per la cui definizione ABI è stata affiancata dalle società di consulenza Bain e Deloitte – definisce le principali aree strategiche d’azione e prevede un’evoluzione del modello operativo e organizzativo dell’ABI e del suo ecosistema, funzionali a rispondere con efficacia alle nuove sfide ed esigenze del settore.

Le linee guida del Piano si sviluppano attorno a otto sfide, che rappresentano il filo conduttore di temi cruciali e tra loro interconnessi come la regolamentazione, la trasformazione digitale e l’innovazione tecnologica con i connessi rischi, la sostenibilità e i cambiamenti climatici, la concorrenza da parte di attori non tradizionali, l’internazionalizzazione con particolare riguardo agli scenari geopolitici, le evoluzioni demografiche, l’aumento delle disuguaglianze sociali e la gestione dei talenti e delle risorse umane.

Ruolo centrale lo assumeranno anche i Comitati tecnici varati a novembre scorso, che agiranno in modo propulsivo per individuare le priorità di azione nell’ambito delle sfide e indirizzeranno l’attività dei gruppi di lavoro. L’approccio sarà improntato alla circolarità e focalizzato su obiettivi funzionali a rispondere con efficacia e tempestività alle esigenze espresse dagli Associati ed emergenti dal dibattito economico e sociale, nazionale e internazionale.

In questo contesto, il Piano pone attenzione anche allo sviluppo e al rafforzamento delle competenze necessarie per affrontare le sfide, proponendo una evoluzione, anche generazionale, del modello operativo dell’ABI che valorizzerà quindi il personale più giovane, riorganizzando la struttura in cinque aree: ricerca e consulenza, internazionalizzazione e innovazione, comunicazione e relazioni istituzionali, sindacale, affari e operatività interna.

Per agevolare il ricambio generazionale, avendo come modello i migliori livelli delle associazioni bancarie estere, sarà attivato un piano di uscite volontarie e di prepensionamenti e realizzati avvicendamenti nelle responsabilità delle strutture organizzative.

Il piano mira a valorizzare le persone e le competenze che ABI può esprimere: un ruolo decisivo lo avranno quindi le persone, nell’ambito di un ambizioso progetto di osmosi e scambio di professionalità e competenze.
Confermata la Vice Direzione Generale di Gianfranco Torriero, Vicario, e di Chiara Mancini. Pierfrancesco Gaggi, che il Comitato ha ringraziato per la lunga e apprezzata carriera in Associazione, lascia la Vice Direzione Generale continuando a supportare l’Associazione come Senior Advisor del Direttore Generale e come Segretario Generale Febaf.

Il piano di trasformazione coinvolgerà anche ABI Servizi per valorizzare l’offerta dei prodotti e dei servizi sia agli Associati, sia ad ambiti non associativi e per rafforzare progettualità e sinergie.

È stato presentato a Firenze il Gonfalone dell’Aquila restaurato

(31 gennaio 2025) È stato presentato oggi a Firenze il Gonfalone dell’Aquila restaurato. A sostenere l’intervento è stata l’Associazione Bancaria Italiana insieme alle banche del Gruppo di lavoro Relazioni Culturali dell’ABI, nell’ottica del contributo alla cultura che il mondo bancario porta avanti anche con il progetto “è cultura!”. A 16 anni dal sisma che nel 2009 colpì l’Aquila e l’Abruzzo, il monumentale Gonfalone raffigurante i Santi protettori della Città, opera cinquecentesca di Giovanni Paolo Cardone, oggi patrimonio del MuNDA – Museo Nazionale D’Abruzzo dell’Aquila, torna quindi a casa, dopo essere stato oggetto di un complesso intervento di restauro eseguito dai tecnici del fiorentino Opificio delle Pietre Dure.

Alla presentazione fiorentina dell’opera restaurata, voluta prima del suo ritorno all’Aquila, erano presenti Emanuela Daffra, Soprintendente dell’Opificio, Federica Zalabra, Direttrice del MuNDA – Museo Nazionale D’Abruzzo dell’Aquila, e Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana.

“L’Associazione Bancaria Italiana – ha detto il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli – è orgogliosa di aver contribuito al restauro del Gonfalone dell’Aquila. Questo importante progetto testimonia la forza della collaborazione per la salvaguardia e la tutela della nostra eredità artistica, storica e culturale. Il restauro, sostenuto dalle banche e curato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, rappresenta un esempio di eccellenza italiana nella tutela dei beni culturali.”

Per Emanuela Daffra, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure: “L’Opificio delle Pietre Dure da anni opera in prima linea per le opere danneggiate da catastrofi naturali con l’obiettivo di preservarle, restaurarle e restituirle alle comunità di appartenenza. In questi casi le difficoltà sono molteplici: di intervento, certo, ma anche di ritorno in contesti feriti e cambiati. L’azione concorde e sinergica tra attori diversi, che mette in dialogo competenze di restauro, di valorizzazione del patrimonio museale e sostegno privato è una delle chiavi per superare queste difficoltà. La vicenda del monumentale e fragile Gonfalone dell’Aquila ne è un esempio perfetto.”

Per Federica Zalabra, Direttrice del MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila: “In vista della prossima apertura del Museo Nazionale d’Abruzzo al Castello Cinquecentesco abbiamo voluto riportare a casa il Gonfalone. Non potremo esporlo come abbiamo progettato perché ancora non ci hanno riconsegnato l’ala dove lo mostreremo permanentemente, ma allestiremo una sala temporanea dove piccoli gruppi di visitatori potranno ammirare l’opera, anche con nuove soluzioni tecnologiche, e riappropriarsi finalmente di una tessera del nostro patrimonio, anche in vista di L’Aquila Capitale della Cultura”.