“Italia, Europa, economia e banche” | [20/01/2018]

(20 gennaio 2018) ​Dopo il volume sugli scritti di Luigi Einaudi, ripubblicato da Editori Laterza su impulso di ABI e Istituto Einaudi, esce in libreria il volume che raccoglie gli interventi tenuti da Carlo Azeglio Ciampi nelle assise annuali tra 1981 e 1998: parole che ripercorrono l’evoluzione economica e sociale dell’Italia in due decenni di profondi cambiamenti per le banche e gli altri attori economici, tra l’avvio della stagione delle privatizzazioni e l’ingresso nell’euro

​Un affresco di due decenni della vita economica e politica italiana tratteggiato dalle riflessioni, sempre attuali, di Carlo Azeglio Ciampi, pronunciate tra il 1981 e il 1998 in occasione della partecipazione alle Assemblee annuali dell’Associazione Bancaria Italiana in qualità di Governatore della Banca d’Italia prima e, dal 1996 al 1998, ministro del Tesoro. A raccogliere gli interventi tenuti dall’ex Presidente della Repubblica il nuovo volume “Italia, Europa, economia e banche”, pubblicato da Editori Laterza e in questi giorni al debutto in libreria. Il testo è introdotto dalla prefazione di Antonio Patuelli, Presidente dell’Abi, e di Maurizio Sella, Presidente dell’Istituto Einaudi per gli studi bancari, finanziari e assicurativi, a conferma della convinta adesione di ABI e Istituto Einaudi a un nuovo progetto culturale che si riallaccia idealmente al saggio La difficile arte del banchiere di Luigi Einaudi, ripubblicato sempre dall’editore barese a fine 2016.
Il libro, arricchito dalla postfazione del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e da un profilo di Ciampi scritto da Pierluigi Ciocca, è stato curato da Federico Pascucci, Segretario generale dell’Istituto Luigi Einaudi, e raccoglie quindici contributi, pubblicati sulla rivista “Bancaria”, che abbracciano un intervallo quasi ventennale: gli interventi di Ciampi, tenuti tra l’inizio degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, contribuiscono a ricostruire il cammino di una Nazione impegnata a evolvere verso una nuova dimensione europea in un periodo caratterizzato da cambiamenti epocali e da tragici eventi interni.
 Un ideale filo rosso tiene uniti i ragionamenti dell’allora Governatore della Banca d’Italia: il convinto riconoscimento della natura imprenditoriale delle attività bancarie in concorrenza tra loro. Alla fine degli anni Ottanta – come evidenziato nella prefazione di Patuelli e Sella – Ciampi affermava infatti che “la trasformazione in atto trae origine dall’affermazione di alcuni principi fondamentali. I convincimenti che la banca, pubblica o privata, è impresa; che il riscontro del mercato costituisce l’unico vaglio della validità delle iniziative”. Si era allora alla vigilia dell’avvio del grande percorso di privatizzazione delle banche italiane, allora pubbliche: un processo, va rammentato, che Ciampi influenzò e rese rapido da tutti gli incarichi istituzionali ricoperti.
Nella seconda metà degli anni Novanta Ciampi torna a prendere parte alle Assemblee annuali dell’Associazione Bancaria Italiana in qualità di Ministro dell’Economia e delle Finanze, convinto sostenitore dell’adesione dell’Italia al progetto della moneta unica. Nell’Assemblea ABI del 1997, in particolare, Ciampi sottolineava che “per l’Italia, partecipare fin dall’inizio all’Unione economica e monetaria va ben al di là di esigenze di prestigio o di acquisizione di vantaggi contingenti. Significa concorrere alla formazione della ‘qualità’, dei ‘caratteri’ delle nuove istituzioni europee, operando con gli altri Paesi membri nel definirne le regole del funzionamento e nell’avviarne le prassi”. Sul ruolo di Ciampi nell’aver favorito l’ingresso dell’Italia nell’Unione monetaria si esprime anche il ministro dell’Economia nella sua postfazione: Padoan osserva che “Ciampi voleva l’Italia nell’euro perché riteneva che l’Europa e l’euro avessero bisogno dell’Italia, per evitare una predominanza della componente mitteleuropea, considerando l’Italia, immersa nel Mediterraneo, come ponte di anime e culture diverse. Riteneva che l’Europa fosse destinata a integrarsi: una integrazione economica e monetaria, che sarebbe comunque avvenuta di fatto, ma che bisognava governare”. Importante anche, nella postfazione di Padoan, la sottolineatura che Ciampi volle che il Patto di stabilità “fosse chiamato anche di crescita, temendo che l’integrazione coinvolgesse solo gli aspetti monetari”. Un approccio quanto mai attuale nell’attuale frangente delle Istituzioni Europee, chiamate a superare le numerose contraddizioni eredità della crisi esplosa tra 2007 e 2008 e al contempo ridefinire la propria identità, darsi finalmente una Costituzione comune, disegnare obiettivi capaci di esprimere una visione di strategia economica condivisa, di lungo periodo e orientata allo sviluppo sociale e al progresso.
 

In libreria una raccolta di interventi tenuti nelle assise annuali dell’ABI

Dichiarazioni di Antonio Patuelli a margine del Ce dell’ABI | [17/01/2018]

​(17 gennaio 2018) Selezione di lanci di agenzia contenenti le dichiarazioni del Presidente dell’ABI Antonio Patuelli a margine del Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana

​Agenzie di stampa – Selezione

Banche: Patuelli, incontro con Nouy? Auspico dialogo e razionalita’. ABI presente a incontro con Sella e Sabatini
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 17 gen – In vista dell’incontro con la responsabile della vigilanza Bce Daniele Nouy il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli auspica “dialogo, costruttivita’ e razionalita'”. L’Associazione di Palazzo Altieri sara’ presente all’incontro con le grandi
banche italiane con il past presidente Maurizio Sella, che ha la delega sui temi europei, e il direttore generale Giovanni Sabatini. Patuelli aggiunge l’auspicio che nel dialogo con la Bce si possa “ricordare quanto successo nell’ultimo decennio e costruire una piu’ solida crescita.

ABI: Patuelli, completare riforme per competitivita’ banche. Obiettivo per prossimi due anni e mezzo di presidenza
(ANSA) – ROMA, 17 GEN – Per i prossimi due anni e mezzo (fino a luglio 2020) in cui Antonio Patuelli sara’ presidente dell’Abi – oggi il comitato esecutivo ha proposto all’unanimita’ una modifica statutaria per permettere il suo terzo mandato – “abbiamo un ambizioso obiettivo, quello di completare le riforme italiane che rendono competitive le banche italiane in Europa”.
Cosi’ Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, al termine del comitato esecutivo aggiungendo “senza privilegi ne’ discriminazioni, il terreno deve essere perfettamente livellato.
Abbiamo la moneta europea e l’unione bancaria, di conseguenza non ci possono essere normative diverse”‘.

Banche, Patuelli: da commissione inchiesta nessun polverone “Meno di quello che si temeva. Eliminati gli equivoci“Roma, 17 gen. (askanews) – La commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario “ha fatto meno polverone di quello che si temeva”. Lo ha sottolineato il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, al termine del comitato esecutivo. “Chi leggerà i testi che sono stati ufficializzati – ha detto – constaterà una ricostruzione dei fatti che toglie gli equivoci”.”Il ruolo delle banche sane – ha aggiunto il numero uno dell’Abi parlando delle crisi creditizie degli ultimi anni – è stato un ruolo molto pesante nell’intervenire dove e quando era possibile”.
Banche, Patuelli: basta oneri straordinari, un 2018 di serenità. “Abbiamo pagato molto, ora una fase di costruttività”Roma, 17 gen. (askanews) – Per le banche italiane un 2018 di serenità e costruttività. È l’auspicio del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, al termine del comitato esecutivo. “Spero che gli oneri straordinari – ha detto Patuelli – si concludano nel 2017: abbiamo pagato, e molto”. “Confido – ha aggiunto il numero uno di Palazzo Altieri – che nel 2018 le banche italiane sane non abbiano altri oneri straordinari e si apra una fase di serenità, di costruttività e produttività per tutti”.

Banche: Patuelli, ruolo sane e’ stato pesante per salvataggi  
(AGI) – Roma, 17 gen. – “Quando e’ stato possibile, il ruolo delle banche sane e’ stato di una pesantezza assoluta”. Lo ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, a margine del comitato esecutivo dell’Associazione parlando delle crisi bancarie italiane. La commissione di inchiesta “ha esaminato 7 crisi bancarie – spiegato Patuelli – ma le crisi sono state 11”, quattro di queste “sono state risolte autonomamente dal Fondo interbancario”. 
Elezioni: Patuelli, grande attenzione serve piu’ presenza in Ue. Eletti avranno co-responsabilita’ in cambiamenti 2019 
(ANSA) – ROMA, 17 GEN – “Abbiamo grande attenzione per i passaggi successivi al 4 e al 23 marzo, ossia a chi sara’ scelto per gestire le istituzioni della repubblica perche’ avranno anche una co-responsabilita’ nelle decisioni del grande anno dei cambiamenti in Europa che e’ il 2019”. Cosi’ Antonio Patuelli, presidente ABI, ricordando che l’anno prossimo “viene eletto il nuovo Parlamento europeo, la nuova Commissione e i vertici Bce”. Questioni che Patuelli definisce “di grandissima portata” per le quali “abbiamo bisogno di un’Italia piu partecipe, laddove non lo fosse, negli organismi europei”. Si tratta di questioni “di respiro che riguardano banche, imprese e occupazione”, ha concluso.

 

Dichiarazioni del Presidente Patuelli a margine del Comitato esecutivo ABI

Antonio Patuelli designato per un nuovo mandato | [17/01/2018]

(17 gennaio 2018) ​Selezione di lanci di agenzie di stampa sulla nomina di Antonio Patuelli a Presidente dell’Associazione bancaria italiana fino al 2020

​Agenzie di stampa – Selezione

ABI: Comitato indica Patuelli per terzo mandato. Proposta unanime e per acclamazione.(ANSA) – ROMA, 17 GEN – Il comitato esecutivo dell’ABI “ha approvato all’unanimita’ la proposta di Carlo Messina e Luigi Abete di rinnovare per il prossimo biennio Antonio Patuelli come presidente”. Cosi’ Camillo Venesio, vice presidente ABI, durante una pausa della riunione odierna spiegando che la cosa richiede “una minima modifica statutaria necessaria per il rinnovo della presidenza”. Ci sara’ quindi la possibilita’ di fare un terzo mandato da presidente “se proposto dal comitato esecutivo con maggioranza qualificata del 75%”. La proposta di oggi “e’ stata votata all’ unanimita’ per acclamazione”, ha aggiunto Venesio.
ABI: Venesio, Patuelli designato all’unanimita’ per nuovo mandato. Su proposta Messina e Abete
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 17 gen – Il Comitato esecutivo dell’ABI ha designato Antonio Patuelli alla presidenza dell’associazione per il prossimo biennio. Lo ha indicato il vicepresidente Camillo Venesio ai giornalisti. “Patuelli e’ stato designato all’unanimita’ su proposta di Carlo Messina e di Luigi Abete”, ha detto Venesio accompagnato proprio dai due banchieri per la dichiarazione alla stampa. La designazione di Patuelli, che potra’ presiedere il centenario dall’associazione nel 2019, sara’ sottoposta al Consiglio dell’ABI per la nomina l’estate prossima. Per il nuovo mandato sara’ necessario modificare lo statuto dell’ABI, ha aggiunto Venesio, e anche in questo caso la proposta e’ stata accolta all’unanimita’.Il nuovo statuto prevedera’ sempre due mandati biennali con la possibilita’ di un terzo in casi eccezionali per il quale sara’ richiesto un quorum qualificato del 75% dei voti, oggi non necessario visto il voto all’unanimita’.Nel conteggio dei mandati di Patuelli non e’ stato considerato il primo, incompleto, per la sostituzione del suo predecessore Giuseppe Mussari dimessosi dopo sei mesi per le note vicende del Monte dei  Paschi.
Banche, Patuelli confermato Presidente ABI fino al 2020. Ok Comitato esecutivo, modificato statuto per terzo mandato
Roma, 17 gen. (askanews) – Antonio Patuelli confermato Presidente dell’ABI per il biennio 2018-2020.
Il Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria ha approvato la proposta di affidare a Patuelli un terzo mandato alla guida di Palazzo Altieri, modificandolo statuto per consentire altri due anni di presidenza.
Via libera unanime per acclamazione del Comitato esecutivo Il comitato esecutivo dell’ABI ha approvato all’unanimità per acclamazione il rinnovo dell’incarico di presidente a Patuelli, dopo la proposta dell’amministratore delegato di Intesa San Paolo, Carlo Messina, e del presidente della Bnl, Luigi Abete. Per confermare Patuelli è stato modificato lo statuto dell’ABI dallo stesso Comitato esecutivo,consentendo la possibilità di un terzo mandato se approvato con la maggioranza del 75 per cento.

 

Designato all’unanimita’ per nuovo mandato su proposta Messina e Abete

Prorogato a luglio 2018 Accordo sulla sospensione rate a Pmi | [13/01/2018]

​(13 gennaio 2018) Prorogato al 31 luglio 2018 l’Accordo per il Credito 2015 che, tra l’altro, consente la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate e l’allungamento dei finanziamenti per le Pmi.

​Lo comunica ABI evidenziando il lavoro di collaborazione per questo nuovo risultato con Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative Legacoop), Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria, Rete Imprese Italia (Cna, Confartigianato, Confersercenti, Confcommercio, Casartigiani).
Complessivamente, da marzo 2015 a novembre 2017, secondo i dati più recenti del monitoraggio periodico, sono state accolte 17.787 domande di sospensione del pagamento delle rate per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 5,1 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 656 milioni di euro.
Inoltre, sono state accolte 8.202 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 1,6 miliardi di euro di debito residuo. L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che: 

  • il 21,5% delle domande è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  • il 13,6% delle domande è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il 16,2% delle domande è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • il 12,6% delle domande è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
  • il 9,3% delle domande è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
  • il restante 26,8% agli “altri servizi”.

Possono beneficiare delle operazioni previste dall’Accordo, tutte le Pmi operanti in Italia, comprese quelle che presentino alcune difficoltà finanziarie, a condizione che, al momento di presentazione della domanda, non abbiano posizioni debitorie classificate dalla banca come “sofferenze”, “inadempienze probabili” o esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni (imprese “in bonis”) in relazione a finanziamenti in essere alla data del 31 marzo 2015.
 

Prorogato al 31 luglio 2018 l’Accordo per il credito 2015

Prorogata a luglio 2018 la sospensione rate famiglie | [06/01/2018]

(6 gennaio 2018) Prorogato al 31 luglio 2018 l’Accordo ABI-Associazioni dei Consumatori sulla “Sospensione della quota capitale dei crediti alle famiglie”.​
 

​Lo comunica l’ABI che fa il punto sul monitoraggio periodico dello strumento di sostenibilità della rate a favore famiglie coinvolte, confermando il forte impegno per rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita. 
Realizzata a marzo 2015, la nuova moratoria per 12 mesi sulla quota capitale del proprio finanziamento – tra mutuo prima casa e credito al consumo – ha interessato fino ad ottobre 2017 già 16.642 famiglie che hanno potuto sospendere rate per un controvalore complessivo di 475 milioni di euro.La maggior liquidità messa a disposizione nei 12 mesi di sospensione è stata pari a 118 milioni di euro.L’analisi relativa alla ripartizione territoriale delle domande evidenzia che:

  • per le operazioni di finanziamento al consumo: Nord (35,7%), Centro (23%), Sud e Isole (41,3%);
  • per i mutui: Nord (49,3%), Centro (26,4%), Sud e Isole (24,3%).​

 

Prorogato al 31 luglio 2018 lAccordo ABI/Associazioni dei Consumatori

Una bussola per gli investitori in vista delle novità Mifid2 | [30/12/2017]

(30 dicembre 2017) Una ‘bussola’ per aiutare i risparmiatori a orientarsi nel nuovo contesto in materia di servizi di investimento: questo l’obiettivo della campagna informativa promossa dall’ABI in vista delle novità in arrivo con l’inizio del prossimo anno. Il 3 gennaio 2018 entreranno infatti in vigore nell’Unione Europea la Direttiva Mifid2, evoluzione della precedente disciplina sui servizi di investimento, e il nuovo Regolamento Priips, che definisce nuove regole di condotta in materia di servizi di investimento e introduce il nuovo documento semplificato con le informazioni chiave sui prodotti finanziari
 
Il video

​La campagna informativa, promossa da ABI in collaborazione con Bancaria Editrice, punta a evidenziare le principali novità in arrivo per risparmiatori e investitori, il tutto nell’ottica di accrescere la consapevolezza della clientela sulle proprie scelte. Due gli strumenti di comunicazione ideati e messi a disposizione delle banche: una guida cartacea e una infografica digitale.
La guida illustra, con taglio divulgativo e linguaggio semplice, una panoramica delle maggiori novità derivanti dalle nuove norme, con particolare riferimento alla maggior protezione offerta all’investitore, alla adeguatezza dei prodotti finanziati offerti alla clientela retail, al ruolo dei consulenti, alla chiarezza della documentazione – costi inclusi -, alla confrontabilità degli strumenti e ai nuovi poteri delle Autorità di controllo.
Le sei aree tematiche in cui è suddivisa la guida contengono informazioni e consigli utili, a partire dalla necessità di compilare con accuratezza il questionario di profilatura – passaggio essenziale per consentire alla banca di assicurare protezione al risparmiatore. Al contempo vengono segnalate alcune significative novità in arrivo, come l’introduzione di una ‘etichetta’ che stabilisce la coerenza tra i prodotti finanziari offerti e detenuti e il profilo di rischio del cliente. In tema di costi sono poi evidenziate le informazioni aggiuntive di cui i consumatori potranno disporre, come l’indicazione dell’incidenza di costi e commissioni sul rendimento dell’investimento. C’è spazio anche per il “Kid”, il nuovo documento con le informazioni chiave sui prodotti finanziari che aiuterà gli investitori a meglio comprendere confrontare strumenti diversi, identificati secondo le caratteristiche fondamentali di ognuno. Al ruolo della consulenza, infine, è dedicata una sezione della guida, che descrive in estrema sintesi i compiti dei professionisti al servizio degli investitori, chiarendo i vincoli che riguardano i consulenti indipendenti.
L’infografica digitale, concepita per essere utilizzata nelle campagne di comunicazione Social o per essere ospitata dai siti delle banche, veicola gli stessi contenuti della guida cartacea rivisti e organizzati secondo una diversa presentazione grafica.
È visualizzabile al link: https://www.abiservizi.it/Content/Abi/cms_attachments/00/02/297_MIFID Infografica.pdf.
La guida è stata diffusa con lettera del Presidente e del Direttore generale.
 

Campagna informativa ABI per orientarsi sui servizi di investimento

Rapporto AFO 2017-19: migliora lo scenario macroeconomico | [29/12/2017]

(29 dicembre 2017) Scenario macroeconomico in miglioramento: Pil a +1,5% nel 2017 e nel 2018 e +1,6% nel 2019. In progresso anche i dati bancari: a fine 2019 le sofferenze nette si dovrebbero attestare a 42,5 miliardi di euro, in discesa per oltre 40 miliardi di euro nel triennio. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi complessivi e prestiti (NPL ratio) inferiore al 10% già da metà 2019. Prestiti al settore privato in aumento medio annuo del 2,8%. Ricavi in crescita nel triennio per +2,5% in media d’anno, in particolare nella componente dei ricavi da servizi (in media +3,5% l’anno). Costi operativi in riduzione per circa il 4% l’anno. Il risultato netto d’esercizio, nuovamente positivo dal 2017, con un livello del Return On Equity (Roe) previsto al 5,2% a fine 2019. 

​Lo scenario previsivo diffuso dall’Ufficio analisi economiche dell’ABI, costruito come di consueto insieme agli Uffici Studi delle principali banche operanti in Italia, presenta significativi miglioramenti nelle prospettive di crescita dell’economia, sia a livello mondiale sia, in particolare, per l’Europa e per l’Italia. Rispetto al recente passato i rischi di una revisione al ribasso delle previsioni risultano in calo, permangono tuttavia preoccupazioni, prevalentemente di fonte esterna all’Europa, collegate al permanere di tensioni geopolitiche e alla possibile estensione di politiche protezionistiche.
La positiva fase ciclica internazionale e la prudenza con cui la Bce ha annunciato di voler agire sulla leva dei tassi, portano a disegnare in questa edizione del Rapporto uno scenario di ripresa e consolidamento della crescita della nostra economia: per il biennio 2017-2018 stimiamo un incremento del PIL pari all’1,5%, e per il 2019 prevediamo una crescita dell’1,6%. Rispetto al Rapporto di luglio si tratta di un incremento cumulato di 8 decimi di punto, prevalentemente indotto da un’accelerazione nella crescita degli investimenti, che a fine periodo tuttavia non riuscirebbero a compensare il calo registrato negli anni della crisi. I consumi delle famiglie, pur crescendo a ritmi inferiori rispetto agli investimenti, tornerebbero invece sui livelli pre-crisi. Negativo risulterebbe il contributo del commercio estero. Nel complesso, secondo le nostre proiezioni, l’attuale impostazione delle politiche di bilancio dovrebbe permettere di coniugare l’obiettivo di rientro del debito con l’esigenza di sostenere la crescita economica.
In questo scenario di ripresa, le previsioni sui dati bancari registrano un significativo miglioramento, in particolare per quel che attiene la qualità dell’attivo: al 2019 le sofferenze nette sono previste scendere a 42,5 miliardi di euro, con una riduzione di oltre 40 miliardi di euro: a fine periodo di previsione la loro incidenza sugli impieghi si collocherebbe intorno al 2%, al di sotto della media storica seppur ancora oltre i valori minimi degli anni pre-crisi. Questa riduzione risulta più ampia di quanto previsto fino a qualche mese fa, in virtù delle recenti rilevanti operazioni di cessione degli stock pregressi di crediti deteriorati ma anche di un’accelerazione nel processo di riduzione del tasso di deterioramento dei crediti ritornato sui livelli pre-crisi. La flessione del rischio e il contesto economico positivo favorirebbero una buona vivacità della dinamica dei crediti erogati alla clientela che, tenuto conto delle operazioni di cessione e di cartolarizzazione, dovrebbero crescere ad un tasso medio del 2,8%.
La redditività del settore bancario trarrà ovviamente beneficio dagli andamenti descritti. In particolare, si registrerà una riduzione dell’incidenza dei costi operativi sui ricavi e una rilevante flessione del costo del rischio. I costi operativi dovrebbero ridursi ad un ritmo medio annuo del 4%, favorendo la discesa del cost-income ratio al 63,8% a fine 2019, 14 punti percentuali in meno del picco del 2016 – anno contraddistinto però da una forte incidenza di componenti di costo straordinarie – e in linea con i valori del biennio 2013-2014. Nel triennio di previsione gli accantonamenti dovrebbero invece risultare pari in media a 20 miliardi l’anno, di gran lunga inferiori ai 36 miliardi del 2016, ma ancora molto rilevanti nel confronto storico, in termini di incidenza sul risultato di gestione (88% in media e 53% a fine periodo) e sui crediti (94 punti base in media e 54 a fine periodo). In ripresa, anche la crescita dei ricavi, seppur su livelli ancora contenuti, soprattutto nella componente del margine di interesse.
In conseguenza degli andamenti descritti, il settore bancario già da quest’anno tornerà a produrre utili, che tenderanno poi a crescere gradualmente senza però raggiungere livelli sufficienti a remunerare adeguatamente il capitale investito: nel biennio 2017-2018 il Return On Equity (Roe) dovrebbe risultare pari al 2,4% per poi salire nell’anno finale di previsione al 5,2%.

Pil in crescita dell’1,5% nel 2017 e nel 2018 e dell’1,6% nel 2019

Sostegno al credito per oltre 400 mila pmi | [23/12/2017]

​Dal 2009 ad ottobre 2017 sono state 464.055 le pmi che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’ABI, per sostenere la disponibilità di credito.

​Dal 2009 ad ottobre 2017 sono state 464.055 le pmi che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’ABI, per sostenere la disponibilità di credito. Si è trattato di uno sforzo enorme in un momento in cui l’economia italiana ha conosciuto una fase di recessione-stagnazione tra le più profonde e persistenti di quelle registrate negli annali delle statistiche economiche del dopoguerra.
Di fronte a questo scenario, per mitigare gli effetti avversi di una caduta delle attività, il mondo bancario ha realizzato una serie di iniziative indirizzate ai diversi settori economici su tutto il territorio. Iniziative che le banche continuano a confermare a pieno ritmo anche ora nella fase di rilancio dell’economia.
L’azione di intervento si è sviluppata lungo direttrici concretizzate in cinque fasi:
– fornire respiro finanziario alle imprese in difficoltà (Avviso comune – agosto 2009);
– individuare nuove misure in favore delle imprese sane, e con prospettive di crescita, finalizzate al riequilibrio della struttura finanziaria e all’ampliamento dell’accesso al credito (Accordo per il credito alle Pmi – febbraio 2011);
– assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie alle Pmi che, pur registrando tensioni sul fronte della liquidità, presentavano comunque prospettive economiche positive. Si mirava così a creare le condizioni per il superamento della congiuntura negativa ed una maggiore facilità nel traghettarle verso un’auspicata inversione del ciclo economico (Nuove misure per il credito alle Pmi – febbraio 2012). In tal senso è stato anche favorito il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento.
– riproporre le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti analoghe a quelle messe in campo con le “Nuove misure per il Credito alle Pmi” per le imprese con una temporanea tensione finanziaria generata dalla congiuntura economica riscontrabile, ad esempio per la presenza di uno o più dei seguenti fenomeni: riduzione del fatturato, riduzione del margine operativo rispetto al fatturato, aumento dell’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato, riduzione della capacità di autofinanziamento aziendale. Prevista anche la concessione di finanziamenti di ammontare proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. (Accordo per il credito – luglio 2013).
– Su questa stessa linea l’Accordo per il credito 2015 tra l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese.

In particolare:
la formula della sospensione delle rate dei finanziamenti ha riguardato 438.934 Pmi per un debito residuo di 125,8 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese pari a 24,8 miliardi di euro;
le opportunità di allungamento del piano di ammortamento hanno interessato 25.121 Pmi pari a 7,4 miliardi di euro di debito residuo.

Dal 2009 ad ottobre 2017 le iniziative messe in campo dalle banche

ABI Umbria: 175 milioni di euro dal Fondo di garanzia Pmi | [22/12/2017]

(22 dicembre 2017) ​Sulla base dei dati più recenti, relativi al periodo gennaio-settembre 2017, il Fondo di garanzia Pmi ha registrato in Umbria 1.403 operazioni, attivando circa 175 milioni di euro di nuovi finanziamenti, in crescita dell’11,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

​Sono i dati emersi nel corso della tappa a Perugia del “Road Show” del Fondo sui territori per fare il punto sull’operatività di questo strumento, sull’utilizzo da parte degli intermediari e sul ruolo di supporto al mondo creditizio.
Nella nuova fase della congiuntura – si è evidenziato – l’attività del Fondo di garanzia assume una grande rilevanza nel momento in cui si rileva un’accresciuta capacità di autofinanziamento delle imprese resa possibile, però, dall’attenuazione del fabbisogno finanziario per via della ancora debole attività di investimento.
Al centro dell’incontro anche il tema della riforma del Fondo, che ha raccolto un generale favore, se ben indirizzata a sostenere un ulteriore sviluppo dell’attività del Fondo stesso in questa delicata fase di ripresa dell’economia. In questo senso è fondamentale un’ordinata sperimentazione per evitare discontinuità nell’operatività dei soggetti richiedenti e beneficiari.
A tal proposito, per il Presidente di ABI Umbria, Pietro Buzzi “la riforma può contribuire a spingere la crescita” e come settore bancario “ha favorito un’effettiva semplificazione nel processo di domanda, concessione e gestione della garanzia del Fondo per i soggetti richiedenti”.

175 milioni di euro dal Fondo di garanzia Pmi sul territorio

Progetto ABI Lab e Ntt Data su Distributed Ledger Technology | [21/12/2017]

(21 dicembre 2017) Parte la fase operativa del progetto messo a punto da ABI Lab con il supporto di NTT DATA per la sperimentazione di una Distributed Ledger Technology (DLT) applicata al processo di spunta interbancaria. 11 le banche Italiane che hanno già aderito all’iniziativa che per la prima volta in Italia applica il paradigma basato su database distribuiti ad un processo interbancario.

​Il processo di spunta interbancaria è stato scelto per verificare la concreta applicabilità delle tecnologie DLT ad un processo bancario tradizionale caratterizzato da rapporti basati su «libri mastri» bilaterali che presenta ottime opportunità di innovazione.
Il gruppo di lavoro guidato da ABI Lab con NTT DATA e le banche aderenti all’iniziativa ha definito un nuovo processo di spunta che prevede di avere a disposizione canali bilaterali con i quali le controparti possano scambiarsi reciprocamente delle informazioni.
Attraverso l’utilizzo della piattaforma Corda del Consorzio R3 e l’implementazione di Smart Contracts sarà inoltre possibile effettuare il matching automatico delle transazioni bancarie semplificando e accelerando il processo di riconciliazione.
“La sperimentazione che parte oggi – ha detto Pierfrancesco Gaggi, Presidente di ABI Lab – speriamo possa fare da apripista per successive implementazioni sinergiche delle tecnologie DLT. Estendendone l’applicazione anche a nuovi e diversi ambiti e processi grazie alla maggiore conoscenza di questi strumenti innovativi, senz’altro favorita da progetti come questo che coinvolgono potenzialmente l’intero settore bancario”.
“NTT DATA è stata pioniere in Italia e nel mondo in questi nuovi ambiti di innovazione tecnologica e siamo orgogliosi di essere stati scelti da ABI Lab per realizzare per la prima volta in Italia un’applicazione delle innovative tecnologie DLT, estesa potenzialmente a tutto il settore, perché questo apre la porta a nuovi ambiti applicativi di questo tipo di tecnologie anche ad altri processi bancari” afferma Mauro Giorgi, Senior Vice President NTT DATA Italia “Il settore bancario italiano è in grande fermento e, oggi, velocità e nuovi servizi sono la chiave di successo per competere al meglio in questa fase di rivoluzione digitale dell’intero mercato” .
La Blockchain in primis, e più in generale le Distributed Ledger Technology, operano con un nuovo paradigma decentralizzato, che cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra gli attori partecipanti. Gli smart contracts sono inoltre un’ulteriore novità in questo panorama: si tratta di componenti software che incorporano regole di esecuzione, che disciplinano il trasferimento di valore, perché esso avvenga.
Tutto ciò sta rivoluzionando il mondo Finanziario e non solo, con sperimentazioni che spaziano dalla digital identity, alla gestione dei bandi di gara, alle piattaforme di donazioni e ai pagamenti internazionali.

(21 dicembre 2017) Parte la fase operativa del progetto messo a punto da ABI Lab con il supporto di NTT DATA per la sperimentazione di una Distributed Ledger Technology (DLT) applicata al processo di spunta interbancaria. 11 le banche Italiane che hanno già aderito all’iniziativa che per la prima volta in Italia applica il paradigma […]