ABI sostiene il Global compact delle Nazioni Unite | [04/11/2017]

​(4 novembre 2017) L’iniziativa nell’ambito delle attività per promuovere la Responsabilità sociale d’impresa

​Nell’ambito delle attività per promuovere la sostenibilità d’impresa, l’Associazione bancaria italiana supporta i Principi fondamentali del Global compact delle Nazioni Unite e ne promuove la diffusione e l’applicazione. Il progetto, promosso dalle Nazioni Unite, ha l’obiettivo di promuovere un’economia globale sostenibile, attraverso azioni politiche, pratiche aziendali, comportamenti sociali e civili che siano responsabili e in ottica di sostenibilità futura. Nel rispetto degli impegni assunti, ABI ha pubblicato la seconda Comunicazione degli impegni (Communication on Engagement – CoE) presentando le attività realizzate nel biennio 2015-2016, disponibile anche sul sito Internet del Global Compact e sul sito di ABI. L’iniziativa dell’ABI si pone in continuità con quanto realizzato due anni fa e contribuisce all’obiettivo del progetto internazionale promosso delle Nazioni Unite, per collaborare alla costruzione di un’economia globale più inclusiva e sostenibile. Il documento contiene anche i riferimenti su come le singole attività promosse dalle banche a livello associativo possono contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals – SDG) su cui anche il Governo si sta impegnando con lo sviluppo della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.
“Le banche operanti in Italia sono protagoniste delle innovazioni per la competitività e la più solida ripresa – scrive il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, nella prefazione della comunicazione – L’Associazione bancaria italiana ha contribuito fin dall’inizio in maniera attiva alla diffusione dell’iniziativa del Global compact delle Nazioni Unite. Sono trascorsi due anni dalla pubblicazione della prima Communication on Engagement di ABI. Due anni caratterizzati da uno scenario internazionale ricco di stimoli di riflessione sul tema dell’importante connessione tra la sostenibilità e l’attività delle imprese. ABI e le banche operanti in Italia sono pronte a rispondere con attività concrete all’appello delle Nazioni Unite alle imprese di ‘usare la propria creatività e l’innovazione nella ricerca di soluzioni alle sfide dello sviluppo sostenibile’”.
Con lo scopo di diffondere tra i diversi soggetti attivi sulla scena economica mondiale dieci principi attinenti alla sfera dei diritti umani, del lavoro, dell’ambiente, della lotta alla corruzione, il progetto promosso dalle Nazioni Unite rappresenta un punto di riferimento istituzionale di rilievo nel contesto della responsabilità sociale delle imprese. Dal 2005 l’ABI aderisce al Global compact network Italia, partecipando come socio fondatore alla nascita nel 2013 della “Fondazione global compact network Italia”. L’ABI contribuisce in maniera attiva all’iniziativa promuovendo la conoscenza dei principi e delle finalità del Global compact presso le banche operanti in Italia, e sostenendo il percorso che il settore bancario sta svolgendo sul tema.
 

Iniziativa fra le attivit per promuovere la Responsabilit sociale dimpresa

Plafond moratoria sisma Centro Italia | [02/11/2017]

(2 novembre 2017) Proroga dei termini per la stipula dei contratti di finanziamento dei beneficiari

Per facilitare l’utilizzo del Plafond moratoria sisma Centro Italia, ABI e CDP hanno concordato che, con riferimento alla Convenzione sottoscritta lo scorso 3 luglio, il termine per la stipula del contratto di finanziamento tra le banche aderenti e i beneficiari è prorogato dall’8 al 14 novembre.

Prorogati al 14 novembre i termini per la stipula dei contratti di finanziamento

ABI Liguria: bene riforma del Fondo di garanzia Pmi | [30/10/2017]

​(30 ottobre 2017) Andamento dei settori economici regionali e riforma del Fondo di garanzia per le Pmi: sono i principali temi affrontati nella tappa a Genova del “Road Show” del Fondo sui territori per fare il punto sull’operatività di questo strumento, sull’utilizzo da parte degli intermediari e sul ruolo di supporto al mondo creditizio.

​Dal Presidente di ABI Liguria, Gianluca Guaitani, sono giunti spunti generali per la discussione inquadrando le prospettive di ripresa dell’attività produttiva ligure grazie ai consumi e al positivo risultato delle esportazioni con un +19,7% nel primo semestre del 2017.
Gli investimenti, tuttavia, sono rimasti su livelli contenuti e sul comparto industriale pesano ancora le difficoltà derivanti da operazioni di ristrutturazione o di riposizionamento competitivo. Così anche nel segmento edile seppur le opere pubbliche hanno potuto usufruire di lavori per alcune primarie infrastrutture logistiche. Nel terziario sia presenze turistiche e crescita dei consumi si sono riflessi positivamente sul commercio e in particolare sui comparti dell’accoglienza e della ristorazione. A ciò si aggiunge la ripresa delle transazioni sul mercato immobiliare.
In questo quadro l’attività del Fondo di garanzia assume una grande rilevanza nel momento in cui si registra un’accresciuta capacità di autofinanziamento delle imprese che, associata alla debole attività di investimento, ha contribuito ad attenuare il fabbisogno finanziario.
Sulla base dei dati più recenti il Fondo ha garantito in Liguria 1.478 operazioni, attivando circa 209 milioni di euro di nuovi finanziamenti per un importo garantito complessivo di oltre 142,4 milioni.
Dall’incontro è quindi emerso un clima favorevole alla riforma con l’obiettivo di sostenere un ulteriore sviluppo dell’attività del Fondo in questa delicata fase di ripresa dell’economia. il percorso di sperimentazione che si avvia sarà attentamente valutato per evitare discontinuità nell’operatività dei soggetti richiedenti e beneficiari.
“Per quanto riguarda in particolare le banche – ha concluso Guaitani – saremo particolarmente attenti a garantire che la riforma rappresenti, com’era nelle aspettative, un’effettiva semplificazione nel processo di domanda, concessione e gestione della garanzia del Fondo per i soggetti richiedenti”.
 

Bene riforma del Fondo di garanzia Pmi per spinta alla crescita

Intesa ABI – Oam: trasparenza sul costo dei mediatori | [28/10/2017]

​​(28 ottobre 2017) Firmato un Protocollo d’intesa tra ABI, Oam, Associazioni delle società finanziarie e dei mediatori per rafforzare la trasparenza nei finanziamenti. Comunicazioni più semplici per la trasmissione dei dati sui compensi dei mediatori non convenzionati a carico dei consumatori.

In arrivo dall’Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori crediti (OAM) nuove indicazioni per rafforzare la trasparenza dei costi dei finanziamenti nell’intermediazione creditizia attraverso i mediatori non convenzionati, a tutela del consumatore.Grazie al protocollo d’intesa firmato nei giorni scorsi tra ABI, OAM – l’Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi – e tutte le altre Associazioni aderenti (AMA, ASSIFACT, ASSILEA, ASSOFIN, ASSOMEA, ASSOPROFESSIONAL, FIAIP, F.I.M.A.A.) saranno rese più semplici le modalità con le quali i mediatori potranno comunicare il costo del loro compenso, a carico del cliente, al soggetto finanziatore, per consentirgli di includerlo nel TAEG/TEG. L’obiettivo è permettere al consumatore di conoscere subito il costo complessivo del finanziamento una volta messo in contatto con il finanziatore. In particolare il protocollo individua alcune modalità che assicurano la tempestiva e chiara comunicazione ai finanziatori, da parte dei mediatori non convenzionati, delle informazioni sul compenso da questi ultimi percepiti, pur in assenza di relazioni strutturate e continuative tra le parti. L’OAM pubblicherà sul proprio sito internet l’elenco dei finanziatori aderenti all’iniziativa e il collegamento alle pagine dei siti internet di questi ultimi, contenenti informazioni sulle modalità e tempistiche di comunicazione da ciascuno di essi prescelte per ricevere dai mediatori off-line l’ammontare del compenso di mediazione. Il protocollo di intesa si incardina nella più ampia iniziativa di prevenzione del fenomeno dell’abusivismo nell’intermediazione creditizia avviato dall’OAM, dall’ABI e da tutte le altre Associazioni aderenti.

Comunicazioni pi semplici sui compensi dei mediatori creditizi

Banche cruciali per crescita e futuro sostenibile | [26/10/2017]

​(26 ottobre 2017) Si apre la due giorni dell’VIII edizione di “Credito al Credito 2017 – innovare per accelerare” con esponenti di istituzioni, mondo bancario e imprenditoriale insieme per fare il punto sulla fondamentale funzione del credito per lo sviluppo dell’economia

​In un quadro macroeconomico che vede la ripresa in Italia rafforzarsi attraverso il traino dell’esportazioni e dei consumi, sia pur necessitando un’ulteriore accelerazione, si conferma il ruolo delle banche nel sostegno concesso a famiglie e imprese. Da un lato, con una crescita significativa del totale finanziamenti (+1,4% a fine settembre 2017 sull’anno precedente) per un ammontare complessivo pari ad oltre 1.763 miliardi di euro, dall’altro con un enorme sforzo di riorganizzazione in termini di innovazione e competitività contraddistinto principalmente dal calo delle sofferenze nette a 65,3 miliardi.
Questo il primo sguardo d’insieme dell’VIII edizione di “Credito al Credito 2017 – innovare per accelerare” con esponenti di Istituzioni, mondo bancario e imprenditoriale per fare il punto sulla fondamentale funzione del credito per lo sviluppo dell’economia.
Non solo numeri a dettagliare le condizioni del mercato dei finanziamenti nel nuovo contesto normativo e concorrenziale ma, nell’attuale fase di rilancio congiunturale, il richiamo del settore bancario e finanziario alla parola chiave “sostenibilità” come tema rilevante dei prossimi mesi rispetto al segmento mutui.
In particolare, l’obiettivo è incrementare l’impegno in Europa per favorire lo sviluppo dei mutui cosiddetti “green” dedicati agli immobili ad alto risparmio energetico che potrebbero lanciare la “rivoluzione verde” del mercato della casa in Italia.
In ottica di contributo alla crescita economica, infatti, lo stock immobiliare italiano potrebbe rappresentare un campo di prova importante, accelerando sul fronte dei finanziamenti finalizzati alla ristrutturazione dei moltissimi palazzi del secondo dopoguerra che sicuramente necessitano di interventi di efficientamento energetico.
Nel frattempo, proseguono le iniziative avviate con le Associazioni dei consumatori e di rappresentanza delle imprese per la sospensione delle rate dei finanziamenti che hanno consentito di dare respiro finanziario a tantissime famiglie e imprese negli anni più duri della crisi economica.
Dal lato delle sole imprese, si ricorda che a partire dal primo Avvisocomune per la sospensione delle rate (2009) e arrivando all’iniziativaattualmente in corso Accordo per il credito 2015, le moratorie alle ratehanno interessato 459.757 Pmi con un debito residuo di 125,7 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di oltre 24,8 miliardi di euro;
Sul versante famiglie in accordo con le Associazioni dei Consumatori: tra marzo 2015 e agosto 2017, sono state già 15.557 le famiglie che hanno potuto sospendere per 12 mesi la quota capitale del proprio finanziamento – tra mutuo prima casa e credito al consumo – con un controvalore complessivo di 451 milioni di euro.

Si apre lVIII edizione. Banche cruciali per crescita e futuro sostenibile

Dal 2009 misure su sostegno al credito per 459.757 Pmi | [21/10/2017]

​(21 ottobre 2017) Dall’Avviso comune 2009 all’Accordo per il credito 2015 tutte le iniziative delle banche per i settori d’impresa nel corso della crisi e ora nella fase di rilancio

​Dal 2009 ad agosto 2017 sono state 459.757 le Pmi che hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dall’ABI, per sostenere la disponibilità di credito. Si è trattato di uno sforzo enorme in un momento in cui l’economia italiana ha conosciuto una fase di recessione-stagnazione tra le più profonde e persistenti di quelle registrate negli annali delle statistiche economiche del dopoguerra. Ciò con il risultato della perdita di 9 punti percentuali di Pil, di circa 27 punti di investimenti fissi lordi e di quasi un quarto della produzione industriale – oltre che di una flessione rilevantissima del reddito disponibile delle famiglie e quindi dei consumi.
Di fronte a questo scenario, per mitigare gli effetti avversi di una caduta delle attività, il mondo bancario ha realizzato una serie di iniziative indirizzate ai diversi settori economici su tutto il territorio. Iniziative che le banche continuano a confermare a pieno ritmo anche ora nella fase di rilancio dell’economia.
L’azione di intervento si è sviluppata lungo direttrici concretizzate in cinque fasi:
– fornire respiro finanziario alle imprese in difficoltà (Avviso comune – agosto 2009);
– individuare nuove misure in favore delle imprese sane, e con prospettive di crescita, finalizzate al riequilibrio della struttura finanziaria e all’ampliamento dell’accesso al credito (Accordo per il credito alle Pmi – febbraio 2011);
– assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie alle Pmi che, pur registrando tensioni sul fronte della liquidità, presentavano comunque prospettive economiche positive. Si mirava così a creare le condizioni per il superamento della congiuntura negativa ed una maggiore facilità nel traghettarle verso un’auspicata inversione del ciclo economico (Nuove misure per il credito alle Pmi – febbraio 2012). In tal senso è stato anche favorito il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento e lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione;
– riproporre le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti analoghe a quelle messe in campo con le “Nuove misure per il Credito alle Pmi” per le imprese con una temporanea tensione finanziaria generata dalla congiuntura economica riscontrabile, ad esempio per la presenza di uno o più dei seguenti fenomeni: riduzione del fatturato, riduzione del margine operativo rispetto al fatturato, aumento dell’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato, riduzione della capacità di autofinanziamento aziendale. Prevista anche la concessione di finanziamenti di ammontare proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. (Accordo per il credito – luglio 2013);
– su questa stessa linea l’Accordo per il credito 2015 tra l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese.
In particolare:
la formula della sospensione delle rate dei finanziamenti ha riguardato un controvalore complessivo di 125,7 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di oltre 24,8 miliardi di euro;
le opportunità di allungamento del piano di ammortamento hanno interessato 24.411 Pmi pari a 7,3 miliardi di euro di debito residuo.

Dal 2009 al 2015 tutte le iniziative delle banche per i settori dimpresa

MISE, ABI, CDP: 223 milioni di euro per l’economia sociale | [17/10/2017]

(17 ottobre 2017) ​Duecentoventitre milioni di euro stanziati a supporto dell’economia sociale in Italia. È quanto prevede la nuova misura – istituita con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (Mise) – per l’erogazione di finanziamenti agevolati a supporto dei programmi di investimento di imprese sociali, cooperative sociali e società cooperative con qualifica di Onlus, in qualunque settore e su tutto il territorio nazionale.

​L’operazione si propone di sostenere un comparto dinamico che ad oggi in Italia occupa 540 mila unità, coinvolge 45 mila volontari e assicura 10 miliardi di euro di produzione annua, di cui beneficiano 5 milioni di persone.
Della somma totale, 200 milioni di euro sono stati stanziati – attraverso il Plafond Fondo rotativo per il sostegno alle imprese – da Cassa depositi e prestiti (Cdp), che allarga quindi il suo spettro di attività anche ad aree produttive legate al welfare. Ulteriori 23 milioni di euro, per la concessione di contributi in conto capitale, sono invece messi a disposizione dal Mise attraverso il Fondo per la crescita sostenibile.
La misura prevede che al finanziamento agevolato si associ un finanziamento bancario ordinario a tasso di mercato di pari durata.
In particolare, il prestito potrà coprire fino all’80% delle spese di investimento, con una quota agevolata – ad un tasso ridotto allo 0,50% –  concessa da Cdp e relativa al 70% dell’importo totale, oltre ad una a tassi di mercato, rilasciata dal mondo bancario, pari al 30%. 
Al finanziamento agevolato potrà essere aggiunto un contributo in conto capitale concesso dal MISE in favore di programmi di investimento non superiori a 3 milioni di euro, nel limite massimo del 5% delle spese ammissibili. 
Con le risorse a disposizione si stima di attivare investimenti per un totale di circa 360 milioni di euro, con spese ammissibili comprese tra 200 mila e 10 milioni di euro.
I termini per la presentazione delle domande di agevolazione da parte delle imprese saranno aperti dal 7 novembre 2017.
E’ in via di definizione il Comitato tecnico di valutazione dell’ammissibilità delle singole iniziative oggetto dell’agevolazione.
Le banche stanno su altro versante ultimando le procedure necessarie per aderire alla Convenzione, sottoscritta dal Ministero dello Sviluppo Economico, da Cassa depositi e prestiti e dalla Associazione Bancaria Italiana (ABI), per la regolamentazione dei rapporti di concessione dei finanziamenti.

Ulteriori informazioni sono disponibili sui siti:
MISE www.sviluppoeconomico.gov.it
ABI www.abi.it
CDP www.cdp.it
 

Mise, ABI e Cdp insieme per supportare finanziamenti a imprese sociali

Le banche italiane puntano sull’innovazione e sicurezza | [14/10/2017]

(14 ottobre 2017) ​ll cliente è sempre più centrale nelle strategie e nei programmi di investimento del mondo bancario italiano, che punta su innovazione e sicurezza per soddisfare al meglio le crescenti esigenze di imprese, famiglie e nuove generazioni di fare operazioni in mobilità in modo facile, veloce e sicuro.

​Anche per il 2017 questa attenzione trova sempre più conferma nelle previsioni di spesa delle banche: il 92%, infatti, ha aumentato o confermato il budget ICT (Information and Communication Technology) rispetto all’anno precedente.
È quanto emerge dall’ultimo rapporto sullo scenario e trend del mercato ICT per il settore bancario, formulato da ABI Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’ABI. Secondo lo studio, ai primi tre posti della “top ten” delle priorità d’investimento ICT del settore per il 2017 troviamo: le iniziative di pagamento Mobile e digitale (segnalate dal 70% delle banche), la dematerializzazione di processi e documenti (70%) e i progetti di potenziamento delle infrastrutture tecnologiche (67%). Seguono la gestione del rischio cyber (63%) e l’ulteriore integrazione dei canali (56%); le iniziative di Data Governance e Data Quality (52%); il potenziamento di Internet e Mobile Banking con particolare attenzione agli aspetti di sicurezza (48%) e l’automazione dei processi (41%).
Anche sul versante della ricerca e dello sviluppo, i progetti considerati prioritari dalle banche riguardano anzitutto le nuove forme di assistenza e interazione con il cliente (59%), la gestione e la mitigazione del rischio cyber (52%); l’integrazione fra canali (52%), Mobile e digital payments (52%) e la modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche, anche in ottica di Cloud Computing (44%) e blockchain (41%).
Con lo sviluppo dell’economia digitale aumenta anche l’impegno del mondo bancario nella lotta ai crimini informatici attraverso procedure sempre più innovative in grado di rilevare e bloccare tempestivamente operazioni e comportamenti che potrebbero rivelarsi tentativi di frode dei criminali cibernetici. Ogni anno, infatti, le banche italiane spendono oltre 250 milioni di euro per la sicurezza informatica. Grazie a questo intenso lavoro e alla preziosa collaborazione con le forze dell’ordine i clienti vittime di frode sono solo lo 0,002% del totale di quelli che operano su home banking, pari ad uno su 50 mila e il 95% degli importi associati alle transazioni anomale è stato tempestivamente ed efficacemente bloccato.
 

Nel 2017 le banche italiane aumentano o confermano il budget per l’ Ict

Un Webinar del Mef spiega i Fondi per acquistare casa | [13/10/2017]

​(9 ottobre 2017) Oltre 330 iscritti al webinar organizzato da Ministero dell’economia e delle finanze, per approfondire nei diversi aspetti applicativi il Fondo di garanzia prima casa e il Fondo di solidarietà per la temporanea sospensione delle rate del mutuo, già oggetto della campagna #casaconviene (http://www.mef.gov.it/casaconviene/ )

​Il Fondo di garanzia prima casa e il Fondo di solidarietà per la temporanea sospensione delle rate del mutuo, già oggetto della campagna #casaconviene (http://www.mef.gov.it/casaconviene/ ) sono stati approfonditi nei diversi aspetti applicativi in un Webinar organizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha registrato oltre 330 iscritti. Si tratta di due leve finanziarie, non fiscali, messe a disposizione dal MEF per facilitare l’accesso al credito o intervenire in caso di difficoltà nel pagamento delle rate.
Silvio D’amico, dirigente del Dipartimento del Tesoro, ha descritto le finalità dei due strumenti nell’attuale scenario di mercato e i requisiti di accesso richiesti. Angelo Peppetti, rappresentante dell’ABI (Associazione Bancaria italiana) è invece intervenuto sul tema della sospensione delle rate del mutuo, illustrando le iniziative avviate in collaborazione con le associazioni dei consumatori per rendere disponibili agevolazioni complementari a quelle del Fondo di solidarietà del MEF.
Lo strumento delle garanzie statali sul mutuo è ormai molto noto e attivabile in 174 banche e intermediari finanziari che hanno aderito all’iniziativa. Al 30 settembre scorso il valore dei mutui erogati con la garanzia del Fondo è stato pari a oltre 4,3 miliardi di euro, le richieste pervenute sono state complessivamente 44.504, di cui 37.548 sono state ammesse.

Per maggiori informazioni

 

Un webinar del Mef spiega i fondi per acquistare casa

‘Bene le nuove Linee guida del Csm’ | [12/10/2017]

(12 ottobre 2017) ​Il Presidente dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli ha espresso apprezzamento per le nuove Linee guida messe a punto dal Consiglio Superiore della Magistratura per rendere più efficienti le procedure, anche telematiche, del processo civile.
 

“L’approvazione definitiva della riforma del diritto fallimentare e ora le nuove Linee guida del CSM per il processo civile – ha aggiunto il Presidente Patuelli – realizzano misure utili a modernizzare e accelerare le procedure a tutela di legittimi interessi e per rendere anche in questo settore l’Italia più competitiva e per attirare capitali anche internazionali”.

Patuelli: bene nuove linee guida del Csm e riforma del diritto fallimentare