Banche: misure ancora più efficaci contro i crimini informatici | [02/06/2018]

(2 giugno 2018) Le banche operanti in Italia nel 2017 hanno investito oltre 300 milioni di euro per contrastare questo fenomeno criminale anche attraverso iniziative di formazione del personale, campagne di sensibilizzazione dei clienti ed un’attenta e continua azione di monitoraggio, conciliando protezione, riservatezza e sicurezza con l’esigenza della clientela di fare operazioni in mobilità in modo facile e veloce.

​Grazie a questo intenso lavoro, e alla preziosa collaborazione fra banche e forze dell’ordine, il 95% delle operazioni fraudolente viene bloccato e i clienti retail vittime di frode sono solo lo 0,0018% del totale di quelli che operano su home banking, circa uno su 55 mila, in diminuzione rispetto al 2016 in cui erano lo 0,002%. Sono questi i principali risultati del Rapporto del Consorzio ABI Lab sulla sicurezza on line, realizzato nell’ambito delle attività di ricerca del CERTFin (Computer Emergency Response Team), da cui emerge anche una sensibile riduzione delle imprese vittime di frode: solo lo 0,0028%, -94% dal 2015 ad oggi, segno del costante impegno da parte del settore nel contrasto delle frodi e nella sensibilizzazione della clientela.
Riguardo alle tipologie di attacchi, nel caso della clientela retail la maggioranza dei furti di identità è avvenuto attraverso tecniche di phishing (truffa informatica effettuata inviando un’e-mail al cliente per carpire dati riservati come codice utente e password di accesso al servizio di home banking), mentre nel caso delle imprese principalmente attraverso campagne di diffusione di malware (codice malevolo che può essere diffuso attraverso programmi e documenti allegati a messaggi di posta elettronica, in grado di sottrarre informazioni riservate e codici d’accesso).

Investimenti delle banche in sicurezza
L’elevata attenzione delle banche verso le tematiche di sicurezza e frodi on line trova conferma anche negli investimenti dedicati: oltre 300 milioni di euro nel 2017. Dall’indagine ABI Lab emerge che la maggior parte delle realtà analizzate ha indicato un aumento o una stabilità della spesa per il 2018 destinata alla sicurezza dei canali remoti, con iniziative sia verso il cliente (per il 96% delle banche intervistate) sia lato banca (per tutte le banche intervistate). Circa la metà delle banche rispondenti prevede un aumento medio (tra il 5 e il 15%) o rilevante (superiore al 15%) della spesa per i prossimi 12 mesi.

La prevenzione delle frodi
Per soddisfare al meglio le esigenze di sicurezza della clientela le banche italiane hanno sviluppato campagne di sensibilizzazione, attraverso il portale di Internet Banking (per il 96% delle banche rispondenti), attraverso le informative presso le filiali (per il 74,1%) e le informative contrattualistiche (per il 59,3%) e si sono fatte promotrici di collaborazioni intersettoriali,  come il CERTFin – CERT Finanziario Italiano (Computer Emergency Response Team), operativo dal 1° gennaio 2017, con l’obiettivo di prevenire e contrastare le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale, attraverso una maggiore sensibilizzazione di tutti i dipendenti sui temi di sicurezza, una tempestiva e omogenea circolazione delle informazioni su minacce, e possibili contromisure tra gli operatori bancari e finanziari attivi in Italia. Aperto a tutti gli operatori del settore bancario e finanziario nazionale, il CERTFin è governato da un Comitato strategico presieduto da Banca d’Italia –ABI e coordinato da una direzione operativa gestita dal Consorzio ABI Lab.
 

L’impegno delle banche per rendere le operazioni digitali pi sicure

Premio ‘Finanza per il Sociale’: ultimi mesi per partecipare | [31/05/2018]

(31 maggio 2018) Si avvicina il termine per partecipare alla quarta edizione del premio “Finanza per il sociale”, l’iniziativa per giovani studenti in giornalismo, promossa da ABI (Associazione Bancaria Italiana), FEDUF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) e FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche). Il premio ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

​L’iniziativa punta a sostenere l’impegno nel raccontare l’importanza della cultura finanziaria per il Paese. Destinatari del concorso i giornalisti praticanti e allievi delle scuole di giornalismo, interessati a cogliere le sfide del giornalismo economico, in un momento storico in cui l’adeguata informazione e formazione finanziaria costituiscono un autentico servizio per lo sviluppo di competenze imprescindibili. L’iniziativa, promossa nell’ambito della XVI edizione del FIABADAY – Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche, rientra nell’ambito dell’impegno pluriennale del mondo bancario sui temi dell’inclusione finanziaria e sociale.
Particolare attenzione è rivolta quest’anno all’inclusione finanziaria dei cittadini in situazioni di fragilità sociale. Tema del premio della quarta edizione è infatti “Il ruolo dell’educazione finanziaria e al risparmio come strumento di inclusione sociale. Sfide e prospettive formative per le fasce più vulnerabili della popolazione”. Il rafforzamento delle competenze finanziarie di tutte le fasce della popolazione, a partire da quelle più vulnerabili, può contribuire a rafforzare la capacità di fronteggiare situazioni complesse e di esclusione sociale, e di investire nel futuro. Favorire l’inclusione finanziaria significa sostenere opportunità di crescita e di sviluppo e, al tempo stesso, quella sostenibilità economica e sociale che è fondamento della ripresa.

Modalità di partecipazione
Sarà premiato il migliore articolo o servizio audio/video che abbia affrontato il tema del concorso. Informazioni e strumenti utili per sviluppare gli elaborati potranno essere reperiti consultando il sito www.curaituoisoldi.it, il nuovo portale sull’educazione finanziaria realizzato da FEDUF in collaborazione con le Associazioni dei consumatori. L’elaborato vincitore sarà pubblicato sul sito dell’ABI www.abi.it, sul sito www.curaituoisoldi.it di FEDUF, e sul sito di FIABA www.fiaba.org.
La partecipazione è gratuita. Possono concorrere i praticanti e gli allievi delle scuole di giornalismo o master riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti, autori di articoli in lingua italiana o di servizi radiotelevisivi sul tema in concorso. Possono concorrere anche elaborati firmati da più autori. Ogni concorrente, o gruppo di concorrenti, potrà partecipare con un solo articolo/servizio, pubblicato o trasmesso nel periodo compreso tra il 1° novembre 2017 e il 30 luglio 2018.
L’elaborato in concorso dovrà essere spedito entro il 31 agosto 2018 per e-mail, indicando come oggetto la dicitura “Premio Finanza per il Sociale IV Edizione” a [email protected] o per posta all’indirizzo FIABA – Premio Giornalistico “Finanza per il Sociale”, Piazzale degli Archivi, n. 41, 00144 Roma. In caso di spedizione a mezzo posta farà fede la data del timbro postale. Gli elaborati dovranno comunque pervenire entro e non oltre il 7 settembre 2018.
La proclamazione del vincitore avverrà nell’ambito delle celebrazioni della XVI edizione del FIABADAY. Per maggiori informazioni riguardanti le modalità di partecipazione è possibile consultare e/o scaricare il bando di concorso con relativo regolamento dal sito internet www.abi.it e www.fiaba.org o richiederle ai seguenti contatti:
la Segreteria Organizzativa del Premio al numero 06 43400800, e-mail [email protected]; l’ufficio Rapporti con la stampa dell’ABI e-mail [email protected]; l’Ufficio Stampa FEDUF e-mail [email protected]
 

Si avvicina il termine per partecipare alla quarta edizione dell’iniziativa

Giovani talenti italiani crescono con “I Fuoriclasse della scuola” | [30/05/2018]

(​30 maggio 2018) Sono 112 le Borse di Studio e oltre 224mila gli Euro raccolti sino ad oggi da “I Fuoriclasse della scuola” il progetto nato nell’ambito del Protocollo di intesa tra la Fondazione per l’Educazione Finanziaria al Risparmio e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e realizzato con il sostegno del Museo del Risparmio di Torino, dell’Associazione Bancaria Italiana e di Confindustria.

​“I Fuoriclasse della scuola” si pone l’obiettivo di riconoscere e dare valore ai giovani talenti della scuola attraverso premi in denaro e la partecipazione ad un innovativo Campus residenziale di educazione finanziaria.
Nato nel 2016 con la volontà di potenziare le eccellenze della scuola dotandole di competenze orizzontali indispensabili per affrontare con successo il mondo del lavoro, ha raccolto nelle due precedenti edizioni 178mila euro e devoluto 89 borse di studio. La raccolta fondi 2018, ancora in divenire, ha già raggiunto i 46mila euro, pari a 23 borse di studio che saranno destinate ai vincitori delle Olimpiadi di Astronomia, Chimica, Filosofia, Fisica, Informatica, Italiano, Lingue e civiltà classiche, Matematica, Scienze naturali, Statistica; Concorsi di economia e New Design e alla Gara nazionale per gli alunni degli istituti professionali e per gli alunni degli istituti tecnici.
Completa l’assegnazione di borse di studio in denaro, la possibilità di partecipare ad un innovativo campus di educazione finanziaria presso il Museo del Risparmio di Torino, eccellenza italiana nell’ambito della divulgazione finanziaria.  Il campus consente ai giovani talenti di interagire con accademici, protagonisti del mondo dell’economia, dell’imprenditorialità e delle banche e di approfondire concetti economici e finanziari attraverso l’approccio multimediale del Museo.
L’ingresso di Confindustria nel progetto consente di ampliare questa esperienza con l’avvicinamento al mondo delle start up, grazie alla collaborazione con Luiss, LIUC e con l’acceleratore LuissEnlabs.
Il progetto, che ha ricevuto la Medaglia d’Oro della Presidenza della Repubblica, si pone l’obiettivo non solo di coinvolgere tanti sostenitori per premiare un numero sempre crescente di giovani talenti, ma anche quello di mettere in comunicazione gli alti potenziali della scuola con il mondo delle imprese per contrastare il fenomeno dei cervelli in fuga e favorire la crescita del “Made in Italy” anche in termini di capitale umano.
La Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (FEDUF) è nata su iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana per diffondere l’educazione finanziaria in un’ottica di cittadinanza consapevole e di legalità economica. Obiettivo della Fondazione è il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati a promuovere una nuova cultura di cittadinanza economica, valorizzando le diverse iniziative, superando gli individualismi e mettendo a fattor comune le esperienze maturate in nome dell’interesse della comunità. Opera in stretta collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e gli Uffici Scolastici sul territorio e diffonde, nelle scuole di ogni ordine e grado, programmi didattici innovativi nella forma e nei contenuti, anche attraverso l’organizzazione di eventi per gli studenti, gli insegnanti e i genitori. La Fondazione lavora sulla mediazione culturale tra contenuti complessi e strumenti divulgativi semplici ed efficaci. Le sue iniziative si rivolgono anche agli adulti, in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori.
Il Museo del Risparmio è un luogo unico, innovativo e divertente dove il visitatore di qualsiasi età può mettere alla prova le proprie capacità di gestione del denaro. Materiali audiovisivi (cartoni animati, docu-fiction, interviste, animazioni teatrali) sono stati appositamente creati per soddisfare le curiosità e il bisogno di approfondimento di concetti complessi nel modo più chiaro e comprensibile. Laboratori e workshop consentono agli studenti di apprendere divertendosi. Nell’ultima sala del Museo, videogames e applicazioni propongono problematiche quotidiane legate alla gestione del reddito. Attraverso la gamification, ovvero l’utilizzo di dinamiche di gioco a servizio di forme di apprendimento attivo ed intuitivo, il Museo si pone l’obiettivo di aiutare il visitatore a sviluppare le capacità e i comportamenti che potranno essere poi utili nella scelta di consumo ed investimento, con il fine unico di migliorare il livello di alfabetizzazione finanziaria degli italiani.

I SOSTENITORI DELLA II EDIZIONE:
1. ABI – Associazione Bancaria Italiana 2. Almo Collegio Borromeo 3. ANASF 4. Arca Fondi Sgr 5. Banzai ePRICE.it   6. Bernoni Grant Thornton 7. Boston Consulting Group 8. Cassa Depositi e Prestiti9. Cassa di Risparmio di Rimini10. ENEL 11. Equita Sim 12. Ferrovie dello Stato13. Fintecna14. Fondazione Coca Cola HBC Italia15. Fondazione Gruppo Credito Valtellinese16. Fondazione Rocca 17. Global Thinking Foundation18. Hogan Lovells19. Intesa Sanpaolo20. Mistral21. Juventus Football Club22. Pictet Asset Management23. Professional Women Network 24. Redifin25. Royal Bus Port of Rome26. SACE27. Simest28. Sorgenia29. Stanford Alumni Italy30. UBI Banca31. Unicredit32. Valeur Investments

La terza edizione del progetto Miur-Feduf che valorizza i giovani talenti

Foto e video per un dialogo interattivo sul web | [26/05/2018]

(26 maggio 2018) Informazioni sui prodotti e servizi, assistenza ai clienti, promozione di eventi e iniziative locali, tecnologia, arte, cultura e spettacoli, i temi di conversazione più frequenti. Le ultime tendenze nell’indagine dell’Osservatorio ABI “Social e web”

​Una foto, un video, un’infografica sul web fanno la differenza. E questo è tanto più vero sui social network. È quanto emerge dall’indagine realizzata dall’ABI con la collaborazione delle banche aderenti all’Osservatorio ABI “Social e web”, rappresentative del 57% del settore in termini di totale attivo.
I grandi aggregatori di contatti e relazioni che permettono la comunicazione e la condivisione di testi, immagini e video (Facebook, YouTube, Twitter, LinkedIn, Instagram, fra i più utilizzati dalle banche) aumentano le possibilità di comprendere le esigenze della clientela e di sviluppare con essa un dialogo e un’interazione anche in tempo reale.

Concorsi, foto, e video… il dialogo è interattivo
L’indagine ABI mette in evidenza l’emergere dei nuovi paradigmi di interazione con la clientela social, oggi sempre più improntati alla condivisione. Oltre che per il servizio di assistenza clienti, l’83% delle banche partecipanti interagisce direttamente con le persone sulla rete anche su altri contenuti. Si affermano gli strumenti di coinvolgimento utilizzati per stimolare dialogo attivo e partecipazione: oltre il 90% delle banche promuove concorsi, l’80% usa immagini e infografiche e il 75% realizza o condivide video. Trasmissioni video via web (dirette streaming) ed eventi sviluppati a seconda della specificità dei canali sono le nuove attività che le banche oggi stanno implementando (50% dei casi) per accrescere l’attenzione sulla rete.


Assistenza ai clienti ed educazione finanziaria Attraverso i canali social, le banche hanno sviluppato in modo diffuso l’attività di assistenza ai clienti. Consolidate sono inoltre le iniziative di educazione finanziaria, di marketing, di comunicazione e di analisi dei contenuti. Meno diffuso è il coinvolgimento attivo di comunità di clienti con intenti e interessi comuni, e ancora in modalità sperimentale è la realizzazione di servizi che abilitano i clienti ad accedere, attraverso le reti sociali, al proprio conto corrente. Non solo economia tra i temi di conversazioneGli argomenti delle conversazioni social toccano aree molto varie, da quelle finanziarie a quelle culturali, all’intrattenimento e ad aspetti che riguardano specifiche aree territoriali o legate allo sviluppo sostenibile ambientale. In particolare, le aree tematiche di più ampia diffusione sono: informazioni sui prodotti e servizi, risposte a specifiche domande di assistenza dei clienti, promozione di eventi e iniziative locali, tecnologia, arte, cultura e spettacoli. I canali social consentono alle banche di realizzare un flusso frequente di comunicazione alla clientela con aggiornamenti medi di due volte per giorno lavorativo. Contatti sempre più social Dall’indagine realizzata dall’ABI, emerge che sono sempre più frequenti le banche che utilizzano i social per comunicare con la propria clientela. Sul campione rappresentativo del 57% del settore in termini di totale attivo, il 92% delle banche oggetto della rilevazione è presente sulle piattaforme sociali. La banca sui social ha conquistato il 40% dei giovani evolutiPer comprendere le tendenze di uso della banca digitale, ABI, con la collaborazione di GfK, ha condotto, a fine 2017, un’indagine attraverso interviste on line ai clienti evoluti che usano Internet banking e che navigano assiduamente in rete. Da questa rilevazione emerge che i clienti evoluti hanno apprezzato le nuove forme di contatto con le banche: il 30% dichiara di essere già approdato sulle pagine social degli intermediari, fruendo dei relativi contenuti. Se consideriamo fra questi clienti la fascia di età più giovane, la percentuale di chi utilizza i social sale al 40%.

Le ultime tendenze emerse nellindagine dellOsservatorio ABI

Nel 2017 ridotte di un terzo le rapine in banca | [24/05/2018]

​(24 maggio 2018) -32,8% rispetto all’anno precedente, -92% rispetto al 2007. La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza.

​Si riducono di un terzo le rapine in banca, infatti, in un anno sono calate del 32,8% passando dalle 360 del 2016 alle 242 del 2017. La diminuzione conferma il trend positivo già registrato negli ultimi anni: dal 2007 ad oggi, infatti, gli attacchi sono crollati del 92%, (passando da 2.972 ai 242 del 2017). In calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 1,2 del 2016 a 0,9 del 2017. Questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca Abi in materia di sicurezza, di cui si è parlato al convegno Banche e Sicurezza 2018, la due giorni che fa il punto sulle nuove strategie e sulle misure più innovative per prevenire le rapine allo sportello.

Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dall’indagine Ossif sulle rapine in banca nel 2017.

La mappa delle rapine
Nel 2017, nessun colpo in banca in Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta. Le rapine sono diminuite in: Calabria (-57,1%, da 7 a 3), Campania (-32,3%, da 31 a 21), Emilia Romagna (-41,5%, da 41 a 24), Lazio (-11,4%, da 35 a 31), Liguria (-40%, da 10 a 6), Lombardia (-45,8%, da 59 a 32), Marche (-25%, da 8 a 6), Molise (-66,7%, da 3 a 1), Piemonte (-36,4%, da 33 a 21), Sicilia (-73,1%, da 52 a 14), Toscana (-29%, da 31 a 22), Umbria (-40%, da 5 a 3), Veneto (-55%, da 20 a 9) e sono rimaste invariate in Abruzzo (6 rapine). Aumenti si sono invece verificati in: Basilicata (con 2 rapine da 1), Puglia (con 40 rapine da 18) e Sardegna (con 1 rapina da 0).

Gli investimenti in sicurezza, la Guida antirapina e il rinnovo del protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità in banca
Le banche italiane investono ogni anno circa 636 milioni di euro per rendere le proprie filiali ancora più protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita Guida antirapina che recepisce i suggerimenti delle Forze dell’Ordine.
Lo scorso 14 maggio l’ABI e il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno hanno rinnovato il Protocollo d’Intesa per rafforzare la collaborazione, attraverso dialogo e scambio di informazioni, e contrastare in modo sempre più efficace il fenomeno criminale delle rapine in banca. In linea anche il Protocollo d’intesa Abi/ prefettura di Milano, rinnovato lo scorso 22 maggio.
 

La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza

Casa, +4,9% per il mercato delle abitazioni nel 2017 | [22/05/2018]

(22 maggio 2018) ​Quarto anno consecutivo con il segno più per il mercato immobiliare delle abitazioni. Nel 2017 il numero di compravendite nel settore residenziale è cresciuto del 4,9% rispetto al 2016. Milano, Palermo, Firenze e Napoli sono le città che hanno registrato i maggiori rialzi, mentre Bologna è l’unica a mostrare il segno meno.

​Per quasi la metà degli acquisti di abitazioni effettuati da parte di persone fisiche (circa 260mila) si è fatto ricorso a un mutuo ipotecario, con una crescita del 7,8% rispetto al 2016. Nel 2017 migliora anche l’indice di affordability, ovvero l’indicatore che misura la possibilità di accesso delle famiglie all’acquisto della casa.
Bene anche il mercato delle pertinenze (+12,4%) e quello di box e posti auto (+3,8%). Le abitazioni locate sono state, invece, quasi 1,4 milioni, in lieve diminuzione (-0,8%) rispetto al 2016.  Aumentano, anche se debolmente, gli acquisti delle abitazioni in nuda proprietà (+1,3%).
È questo il quadro che emerge dal Rapporto immobiliare residenziale 2018, lo studio che analizza il trend del mercato della casa nel 2017, realizzato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, e presentato il 22 maggio.

Il mercato del mattone
Nel 2017 il mercato immobiliare residenziale ha registrato 542.480 transazioni, in crescita – come accennato – del 4,9% rispetto all’anno precedente. I rialzi più accentuati hanno interessato le aree del Nord Ovest (dove si concentra oltre un terzo del mercato nazionale) con un incremento del 5,3% e quelle del Sud, con un +5,8%; una crescita minore ha, invece, caratterizzato l’area del Centro (+3,5%).
Si stima che nel 2017 siano stati spesi 89,6 miliardi di euro per gli acquisti di case in Italia, 500 milioni in più rispetto al 2016. A livello nazionale la superficie media di un’abitazione compravenduta è stata di 105,8 m2.
Il trend nelle regioni e nelle grandi città – A livello regionale, la Campania incrementa le compravendite di oltre 8 punti percentuali, seguita dalla Calabria, dalla Toscana e dalla Sardegna, dove il rialzo delle compravendite supera il 6%. Lievemente negativo, invece, il trend nell’Umbria e nelle Marche, due regioni che sono state interessate da importanti eventi sismici. 
Tra le grandi città, i rialzi più elevati si sono registrati a Milano (8,1%), Palermo (+7,9%), Firenze (+7,8%), Napoli (+7,4%) e Torino (+4,9%). Seguono Genova e Roma, cresciute rispettivamente del 3,3% e del 3%, mentre Bologna è stata l’unica, tra le grandi città, a chiudere il 2017 in calo (-3,3%).

Le abitazioni acquistate con mutuo
Nel 2017 le abitazioni acquistate tramite mutuo ipotecario sono state 259.095, in crescita del 7,8%. Nelle aree del Nord e del Centro più della metà degli acquisti avviene con l’ausilio del mutuo, mentre al Sud e nelle Isole si ricorre al finanziamento ipotecario solo in 4 casi su 10.
Il capitale complessivo erogato ha toccato quota 32,7 miliardi di euro, circa 3 miliardi in più rispetto al 2016 (+9,1%). In media, per l’acquisto di un’abitazione sono stati erogati 126mila euro, una somma che rappresenta circa il 71% della spesa di acquisto.
Il tasso medio applicato dalle banche è rimasto sostanzialmente invariato (2,38%), come stabile è rimasta la durata media del mutuo, quasi 23 anni. I tassi medi sono più elevati nelle regioni del Sud (2,59%) e nelle Isole (2,53%) e più bassi nelle aree del Nord (2,25% al Nord Est e 2,26% al Nord Ovest).
Le locazioni – Nel 2017 sono stati circa 1,7 milioni i nuovi contratti di locazione registrati presso l’Agenzia delle Entrate, per un totale di oltre 2 milioni di immobili. Complessivamente le abitazioni locate nel 2017 hanno rappresentato circa il 6% dello stock potenzialmente disponibile. La superficie media dell’abitazione locata è stata di circa 86 metri quadrati, con un canone annuo medio per unità di superficie pari a 65,4 €/m2.

L’indice di affordability 
Elaborato dall’Ufficio Studi ABI secondo le prassi metodologiche di matrice anglosassone, l’indice di affordability sintetizza l’analisi dei diversi fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento dei tassi di interesse sui mutui) che influenzano la possibilità per le famiglie di comprare casa ricorrendo ad un finanziamento e ne descrive l’andamento.
Nel 2017 l’indice è aumentato per il quinto anno consecutivo, segnalando quindi una maggiore possibilità per le famiglie di acquistare un’abitazione. In dettaglio, nel secondo semestre del 2017 l’indice è risultato pari al 13,5%, valore che rappresenta il nuovo massimo storico e si colloca 2 decimi sopra rispetto al 2016 e 9 punti percentuali oltre il minimo toccato nel primo semestre del 2012.
In termini congiunturali, il miglioramento dell’ultimo anno è prevalentemente riconducibile alla riduzione del prezzo delle abitazioni rispetto al reddito disponibile. In termini di livelli rispetto al 2004, inizio periodo della rilevazione, va, tuttavia, notato come prevale il ruolo della componente finanziaria – espressione del tasso di interesse sui mutui residenziali per le famiglie – che risulta positiva da otto anni, mentre la componente reale – espressione del prezzo delle abitazioni rispetto al reddito disponibile – è ancora in territorio negativo, anche se in progresso da 13 semestri.
In miglioramento anche gli aspetti distributivi: nel secondo semestre del 2017, la quota di famiglie che dispone di reddito sufficiente a coprire il costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa è pari al 75%, nuovo massimo storico, superiore di 2 punti percentuali rispetto a fine 2016. Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione è risultato piuttosto omogeneo sia per diversi segmenti di famiglie che a livello territoriale: riguardo le prime, nel 2017 sia le famiglie giovani non proprietarie di case che le famiglie che abitano nelle grandi città hanno confermato, migliorandola ulteriormente, la propria condizione di accessibilità; per quanto riguarda l’indice disaggregato a livello territoriale, tutte le regioni hanno migliorato nel corso del 2017 il livello del proprio indice di affordability e 17 delle 19 regioni considerate hanno stabilito un nuovo massimo storico dello stesso.

Ulteriori approfondimenti
È possibile consultare gratuitamente il Rapporto immobiliare residenziale 2018 collegandosi al sito internet www.agenziaentrate.gov.it, sezione Pubblicazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare.
 

Quarto anno consecutivo con il segno pi per il mercato delle abitazioni

Banche determinanti nel sociale e nella cultura | [19/05/2018]

​(19 maggio 2018) Le banche operanti in Italia svolgono un ruolo determinante nel campo degli investimenti nel sociale e nella cultura, infatti, nel solo biennio 2014-2015 hanno erogato oltre 516 milioni di euro a fronte di almeno 50 mila interventi l’anno sul territorio. Nell’80% dei casi gli istituti hanno operato prevalentemente a livello locale e regionale a dimostrazione dello stretto legame con i territori e le comunità locali.

​Questi sono i principali dati contenuti nella ricerca ABI, realizzata dal prof. Guido Guerzoni della Bocconi, in cui sono stati esaminati l’insieme degli investimenti e delle donazioni delle banche operanti in Italia a favore di organizzazioni, individui e iniziative aventi utilità sociale e culturale.
Dalla Ricerca, realizzata attraverso il coinvolgimento nel 2016 di un campione di banche più che rappresentativo del settore, con il 77% in termini di attivo e l’82% del totale degli sportelli, risulta che nel settore sociale gli interventi si sono concentrati soprattutto su attività e beni culturali, volontariato e beneficenza, in seconda battuta su istruzione, educazione e formazione e poi su sport e attività creative, sostegno ai giovani, sviluppo locale e politiche attive per il lavoro.
Altro aspetto significativo che emerge dalla Ricerca è l’evoluzione degli strumenti d’intervento. Le banche realizzano tali interventi attraverso: uffici preposti (nel 52,1% dei casi), dipartimenti o funzioni aziendali dedicate (28,1%) o per mezzo di fondazioni, associazioni o enti non commerciali ad hoc (16,7%), cresce la dimensione progettuale (quasi l’80% degli interventi è il frutto di strategie progettuali sempre più spesso monitorate e valutate). 
La Ricerca evidenzia inoltre uno spostamento tendenziale dal tradizionale modello di concessione adottato in passato, in cui le banche erogavano risorse per la realizzazione di micro progetti concepiti da soggetti terzi,  al modello di azione  in cui esse sviluppano, in collaborazione con svariati partner, progetti che hanno una magnitudo e un impatto più profondi e duraturi, con un approccio che sempre più spesso riecheggia le logiche e le filosofie sottostanti l’ “impact investing” (modelli di investimento che operano con l’obiettivo di generare un impatto sociale misurabile e compatibile con un rendimento economico). Le erogazioni a pioggia o le sponsorizzazioni paiono ormai leve deboli, poco incisive e controllabili: ne è conseguito un marcato indirizzo verso iniziative proprie o in collaborazione paritaria.  Le banche, infatti, preferiscono concepire e gestire internamente molti progetti, con staff e risorse proprie, programmandoli su orizzonti pluriennali, al fine di individuare per tempo gli interlocutori ideali. 
Nella Ricerca è presente anche un focus specifico sugli investimenti delle banche nel settore culturale, oltre 250 milioni ogni biennio. Gli ambiti di intervento hanno interessato mostre temporanee, restauro di monumenti e opere d’arte, concorsi letterali, conferenze, seminari, festival locali, concerti di musica classica o pop, rassegne cinematografiche e spettacoli di danza.
La ricerca completa è consultabile al link: http://www.abi.it/Pagine/Societa/Le-banche-per-il-sociale-e-la-cultura.aspx
 

Settore bancario determinante per investimenti nel sociale e nella cultura

Piena collaborazione tra ABI e l’Associazione Sammarinese | [15/05/2018]

(15 maggio 2018) Si sono incontrate le delegazioni dell’Associazione Bancaria Italiana, guidata dal Presidente Antonio Patuelli e dal Direttore generale Giovanni Sabatini, e quella dell’Associazione Bancaria Sammarinese, guidata da Domenico Lombardi, accompagnato dal Consigliere Emanuele Rossini.

​Nell’incontro sono state affrontate diverse tematiche di interesse comune, concentrando l’attenzione sull’evoluzione della normativa regolamentare e prudenziale a livello europeo e nazionale, sull’integrazione dei sistemi di pagamento, anche tenendo conto delle implicazioni derivanti dalla nuova normativa sulla privacy, sui mutamenti in atto nel mondo bancario italiano e sammarinese. Sono state valutate altresì le positive prospettive di ripresa economica e le implicazioni derivanti dall’innovazione tecnologica. Approfondimenti specifici hanno riguardato il tema della qualità del credito e le novità introdotte in Italia per migliorare i tempi della giustizia civile.
In particolare, c’è stata piena convergenza sull’opportunità di sviluppare riflessioni in comune sulla cultura delle regole in Europa, anche in ambito della Federazione Bancaria Europea, a cui l’Associazione Bancaria Sammarinese partecipa.
In questa fase di modificazione degli assetti organizzativi e dell’operatività delle banche di San Marino, l’ABI supporterà l’Associazione Bancaria Sammarinese, in termini di riflessioni giuridiche, economiche e tecniche, anche nell’auspicata realizzazione di un innovativo memorandum di intese con le competenti Autorità italiane.

Piena collaborazione con l’Associazione bancaria sammarinese

Intesa per la prevenzione della criminalità in banca | [14/05/2018]

(14 maggio 2018) ​Il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza- Direttore Centrale della Polizia Criminale, Prefetto Nicolò D’Angelo, e il Vice Direttore Generale dell’Associazione Bancaria Italiana, Gianfranco Torriero, hanno sottoscritto, in data odierna, il rinnovo del “Protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità in Banca”.

​Presenti i rappresentanti degli Istituti Bancari che operano sul territorio, il Direttore del Servizio Analisi Criminale Dott.ssa Maria Teresa Sgaraglia ed il coordinatore di OSSIF (il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza.) Dott. Marco Iaconis.
L’iniziativa si inquadra nel contesto degli interventi volti a sviluppare stabili e proficue sinergie collaborative tra soggetti istituzionali pubblici ed operatori economici, con l’obiettivo di rafforzare sul territorio la “sicurezza partecipata”, raggiungendo più elevati livelli di tutela dei cittadini e rendendo sempre più efficace la complessa ed articolata attività di prevenzione e contrasto della criminalità messa quotidianamente in campo dalle Forze di Polizia.
Le finalità perseguite da questo accordo sono, in particolare, di:

  • assicurare un orientamento razionale e mirato delle logiche che presiedono al controllo del territorio;
  • scambiare informazioni attinenti ai reati in danno delle banche, anche al fine di ottimizzare le misure di prevenzione e di sicurezza passiva che potrebbe essere adottate dagli Istituti medesimi;
  • fornire una valutazione ponderata dell’efficacia dei dispositivi tecnologici di difesa passiva degli sportelli bancari.

 

Firmato un Protocollo tra ABI e il Dipartimento della pubblica sicurezza

Si rafforza la comunicazione interna a vantaggio della clientela | [12/05/2018]

(12 maggio 2018) In un contesto di grande trasformazione dei modelli di lavoro, dei servizi nelle banche, delle tecnologie e del contesto normativo, strumenti come gli Help Desk e le Intranet aziendali svolgono, sempre di più, un ruolo fondamentale a supporto dell’attività lavorativa quotidiana dei dipendenti, consentendo una maggiore gestione e della diffusione della conoscenza, anche a vantaggio del cliente della banca che cambia e si rinnova.

​Per far fronte all’evoluzione in atto e rispondere alle crescenti aspettative del mercato, le banche in Italia puntano sempre di più sulla formazione di chi ogni giorno si rapporta con la clientela, attraverso una corretta e capillare diffusione della conoscenza su processi, procedure e normativa interna, e il supporto di canali di dialogo e ascolto.
Questo il principale risultato dell’attività di ricerca dello studio condotto dall’Osservatorio Knowledge Transfer, coordinato da ABI Lab, il Centro di Ricerca e Innovazione per la Banca, su un campione rappresentativo complessivamente del 53% del settore bancario in termini di filiali e del 66% in termini di dipendenti.
Dallo studio emerge che per il 53,8% delle banche rispondenti sono tre i principali obiettivi riconosciuti dalle strutture di Help Desk, ovvero contribuire ad arricchire la base di conoscenza sui processi operativi, costituire un unico centro di assistenza e ascolto degli utenti del servizio e facilitare l’operatività della rete nella gestione della relazione con i clienti.  Con una percentuale pari al 38,5%, le banche hanno segnalato come ulteriori obiettivi significativi: identificare le principali problematiche in corso per formulare proposte di miglioramento e correzione delle anomalie e promuovere l’uso di strumenti di supporto self service, per ridurre il costo dell’assistenza. 
Per ciò che concerne la Intranet aziendale, per la totalità delle banche rispondenti l’obiettivo principale è di migliorare la fruibilità della normativa per i propri utenti. Guardando al 2019, emerge che le banche si focalizzeranno sul potenziamento delle attività che la Intranet può sostenere in particolare con riferimento alla gestione e supporto all’innovazione, sulla collaborazione e la creazione di nuove modalità di lavoro delle persone e sullo sviluppo della Digital Transformation in azienda.

Obiettivi a cui la Intranet risponde attualmente e a cui dovrà dare risposta nei prossimi 2 anni (2018 – 2019)

Lo studio sottolinea che la Intranet sta continuando la sua “evoluzione” mediante l’integrazione di nuovi strumenti di comunicazione, condivisione e collaborazione che si fondono con altri sistemi informativi tradizionali. Le banche, infatti, hanno già adottato, o prevedono di adottare, accorgimenti tecnologici per implementare tali servizi all’interno della Intranet. Tra le funzionalità di dialogo con i dipendenti che attualmente sono più presenti all’interno dei portali interni bancari sono quelle di Desktop remoto (nell’80% dei casi), messaggi istantanei e video conferenze (nel 60% dei casi) ma nel 2018 ci si attende che siano invece gli strumenti per la ricerca e classificazione della conoscenza ad essere tra i più inseriti nelle Intranet bancarie. Infine, tra le principali tendenze evolutive e di sviluppo delle strutture di assistenza e del portale aziendale la ricerca segnala la duplice necessità per il futuro di ottimizzare il livello di efficienza e allo stesso tempo incrementare la qualità dei servizi offerti dagli Help Desk. Riguardo alla Intranet, le tendenze prioritarie sono l’integrazione degli strumenti di misurabilità delle performance e il miglioramento della sicurezza sui dati accessibili dal portale.

Banche rafforzano la comunicazione interna a vantaggio della clientela