Continua a crescere l’utilizzo del Mobile banking | [19/08/2017]

​(19 agosto 2017) 5,6 milioni i clienti attivi da Mobile nel 2016. Nel Rapporto annuale di ABI Lab il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità della banca in “mobilità”

​Nel 2016 sono stati 5,6 milioni gli utenti attivi della banca in “mobilità” con un aumento dell’11% del numero di clienti da Smartphone e da Tablet, con i primi a guidare il trend con un +22% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge da un’indagine contenuta nel sesto Rapporto annuale, realizzato da ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’ABI, in collaborazione con la School of management del Politecnico di Milano, che fa il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità del Mobile banking.
Il Mobile è diventato un canale di comunicazione indispensabile per il cliente di oggi, gli Smartphone in particolare hanno cambiato radicalmente stili di vita e costumi della popolazione, accelerando le esperienze digitali grazie anche all’accessibilità del loro costo medio e alla diffusione capillare di wi-fi e banda larga su rete cellulare. In linea con questa tendenza, le banche italiane garantiscono una presenza completa e differenziata, per calibrare l’offerta con le aspettative del cliente mobile.

L’offerta di Mobile banking
Il Mobile è un canale in continua evoluzione e aggiornamento, sia per quanto riguarda i servizi e le funzionalità offerte al cliente, sia per l’evoluzione delle tecnologie.
Secondo lo studio ABI Lab, tutte le banche offrono servizi tramite app per Smartphone con sistemi operativi iOS e Android, per il Tablet, invece, la quota di banche che li offrono si attesta all’88%. Rimane poi alta la percentuale di banche che offrono app anche per i dispositivi con il sistema operativo Windows (70% per Smartphone e 44% per Tablet). Un terzo delle banche rispondenti ha già predisposto servizi per i Wearable Device (oggetti indossabili in grado di connettersi e interagire con persone o oggetti anche attraverso la rete Internet) quasi esclusivamente su smartwatch (l’orologio da polso intelligente).
Relativamente ai servizi offerti, oltre alle classiche funzionalità banking, si evidenzia l’elevata attenzione su servizi di compravendita di strumenti finanziari (trading) segnalati dal 75% delle banche, servizi di pagamento diretti tra persone (P2P), offerti dal 60% delle banche nonostante sia una funzionalità piuttosto recente, e assistenza ai clienti (60%). Le diverse funzionalità possono essere offerte in un’unica app di riferimento oppure in diversi casi con app ad hoc per un determinato servizio: gli esempi più evidenti in questo senso sono il borsellino elettronico, ossia il cosiddetto wallet, e il Mobile POS (pagamenti elettronici con carte di credito o debito collegando il dispositivo mobile al POS), quasi sempre gestiti con un’app aggiuntiva a quella “classica” di Mobile banking; anche i servizi di trading per una banca su tre sono gestiti con applicazione specifica.

I clienti Mobile sono sempre più attivi
Secondo l’indagine, il numero di utenti Mobile che utilizza app da Smartphone è pari a 3,4 milioni circa, sono 455 mila coloro che accedono alla app dal Tablet e circa 1,8 milioni accedono via web attraverso mobile site. Si evidenzia che i clienti attivi Mobile sono circa la metà degli attivi da PC (Personal Computer).
La spinta innovativa e tecnologica del Mobile Banking parte anche da applicazioni sempre più apprezzate dal mercato, basti pensare che nel 2016 quelle scaricate sono state in media 8.860 al giorno (8.226 per Smartphone e 643 per Tablet).
Il 58% dei clienti attivi della banca “in mobilità” controlla il saldo e la lista dei movimenti di conto corrente, conto deposito e conto titoli almeno una volta a settimana. In ambito dispositivo, lo Smartphone è lo strumento più utilizzato in forte crescita.
L’indagine a campione ha evidenziato infatti che il numero totale di operazioni dispositive (bonifici, F24, stipendi etc.) effettuate da Smartphone è pari a 21,8 milioni, con una crescita del 125% rispetto all’anno precedente. In generale tutti i tipi di disposizione sono aumentati in termini di utilizzo, in particolare il numero di bonifici disposti nel 2016 è aumentato del 61% rispetto a quello conteggiato nel 2015.
 

ABI Lab fa il punto sullo sviluppo e sulle potenzialit del Mobile banking

Con ‘Imprese in ripresa’ alle Pmi sospese rate per 4,8 miliardi | [12/08/2017]

(12 agosto 2017) ​Proseguono a pieno ritmo le iniziative delle banche in Italia sulla sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti alle Pmi

​Al 30 giugno 2017 sono state accolte 16.697 domande di sospensione del pagamento delle rate per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 4,8 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 621 milioni di euro. Inoltre, sono state accolte 6.407 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 1,3 miliardi di euro di debito residuo.
L’iniziativa ‘Imprese in ripresa’, che rientra nel più ampio “Nuovo Accordo in favore delle piccole e medie imprese” sottoscritto dall’ABI, dalle banche e dalle altre Associazioni di impresa il 31 marzo 2015, prevede la possibilità per tutte le Pmi “in bonis” di sospendere la quota capitale delle rate di mutui e leasing, anche agevolati o perfezionati con cambiali; allungare il piano di ammortamento dei mutui e le scadenze del credito a breve termine e del credito agrario. 
L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:

  • il 21,4% delle domande è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  • il 13,8% delle domande è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il 16,5% delle domande è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • il 12,6% delle domande è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
  • il 9,2% delle domande è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
  • il restante 26,5% agli “altri servizi”.

L’analisi relativa alla distribuzione territoriale delle domande accolte, per sede legale dell’impresa richiedente, evidenzia che:

  • il 64,6% è riferito ad imprese residenti nel Nord Italia;
  • il 19,9% è riferito ad imprese residenti nel Centro Italia;
  • il 15,5% è riferito ad imprese residenti nel Sud Italia.

Si sottolinea che il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.
 

Con ‘Imprese in ripresa’ proseguono le iniziative per il credito alle Pmi

Con iniziativa ‘Imprese in sviluppo’ 6,3 miliardi alle Pmi | [03/08/2017]

​(5 agosto 2017) Cresce la capacità di sostegno alla domanda di credito delle Pmi influenzata ancora dall’andamento del ciclo economico: tra ottobre 2013 e giugno 2017 sono state accolte 21.535 domande di finanziamento per un controvalore erogato di 6,3 miliardi di euro su un plafond complessivo di 10 miliardi, destinato alle Pmi in bonis che intendano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa.
 

​Lo rende noto l’ABI nell’ambito dell’iniziativa Imprese in sviluppo finalizzata a favorire la crescita degli investimenti delle Pmi e rinnovata con l’Accordo per il Credito 2015 tra l’ABI e tutte le altre associazioni d’impresa.
L’Associazione, a seguito della rilevazione aggiornata delle operazioni effettuate, sottolinea che “l’utilizzo delle risorse messe a disposizione è un segnale importante a supporto della ripresa della domanda di credito per investimenti e rilancio economico dell’Italia”.
Disaggregando inoltre i dati per tipologia d’impresa emerge che:

  • il 42% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘industria’;
  • il 28,7% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘commercio e alberghiero’;
  • il 7,9% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘artigianato’;
  • il 4,6% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘edilizia e opere pubbliche’;
  • il 3,6% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘agricoltura’;
  • il restante 13,2% ad aziende del comparto ‘altri servizi’.

Con ‘Imprese in sviluppo’ cresce la capacit di sostegno al credito

Da protocollo piu’ collaborazione tra banche e commercialisti | [01/08/2017]

​(1 agosto 2017) L’intesa siglata prevede la messa a punto di iniziative congiunte – anche tramite la costituzione di tavoli e gruppi di lavoro – per accrescere la qualità e l’efficacia dei progetti comuni.

Il Protocollo  

​Stretta collaborazione tra ABI e Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili nell’ambito di iniziative e progetti di formazione e informazione su temi di interesse comune come fisco, regolamentazione e le più recenti novità sia su temi bancari e finanziari, sia su temi economici e sociali. Questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa stipulato nei giorni scorsi tra il presidente del Cndcec, Massimo Miani, e il Direttore generale dell’Associazione bancaria italiana, Giovanni Sabatini.
Attraverso il protocollo, banche e commercialisti si impegnano a collaborare nella promozione di iniziative di divulgazione scientifica e nella realizzazione congiunta di ricerche, corsi, seminari, conferenze, convegni e pubblicazioni.
Tra le attività prioritarie previste dal protocollo: promuovere analisi, indagini e pubblicazioni dei relativi studi in materie economiche, giuridiche, fiscali, aziendali e del lavoro; rafforzare il dialogo e la collaborazione reciproca, anche grazie a tavoli di confronto che si riuniranno periodicamente; organizzare incontri e seminari per approfondire i rispettivi punti di vista su specifiche iniziative in discussione nelle diverse sedi istituzionali.
 

Siglato un protocollo d’intesa tra l’Associazione bancaria e il Cndcec

Rapporto AFO 2017-2019: si rafforza la crescita | [31/07/2017]

(31 luglio 2017) ​Crescita del Pil a +1,3% nel 2017 e stabile su questo livello anche nel biennio successivo. In miglioramento la qualità dell’attivo bancario tra il 2017 e il 2019, con una riduzione media annua del 15% delle sofferenze nette, e un calo del rapporto sofferenze nette su impieghi di oltre il 40% nel triennio. Aumenta lo stock dei prestiti: oltre 140 miliardi in più tra fine 2016 e fine 2019. In ripresa la redditività e in ulteriore aumento la patrimonializzazione.
 

​Lo scenario previsivo diffuso dall’Ufficio studi dell’ABI, costruito come di consueto insieme agli Uffici studi delle principali banche operanti in Italia, indica un ulteriore rafforzamento della crescita della nostra economia.
In questo Rapporto prevediamo una crescita dell’economia italiana stabilmente superiore all’1% nei prossimi tre anni. Il Pil avanzerebbe dell’1,3% nell’anno in corso, in aumento di quattro decimi di punto rispetto a quanto fatto nel 2016, per poi stabilizzarsi su questi livelli anche nel successivo biennio. Nel complesso, secondo le nostre previsioni, le manovre di bilancio si incammineranno su di un sentiero di rientro coerente con lo stato del ciclo: a fine 2019 il rapporto debito/PIL risulterà inferiore di quasi 5 punti percentuali al dato dello scorso anno.
Elemento determinante della nostra previsione sulla dinamica attesa delle principali grandezze dello stato patrimoniale risiede nell’evoluzione positiva della qualità dell’attivo avviatasi nel 2016. Le nostre stime indicano che lo stock di sofferenze nette si dovrebbe ridurre di 30 miliardi di euro nel triennio di previsione (pari al 35% dello stock di fine 2016). I ¾ della riduzione dello stock riguarderebbe sofferenze in capo alle imprese. In questo modo nel prossimo triennio il rapporto tra sofferenze nette e totale impieghi dovrebbe seguire un trend di continua e significativa discesa: a fine 2019 il rapporto sofferenze/impieghi dovrebbe collocarsi al 2,7%, valore inferiore di quasi 2 punti rispetto al 2016. Eventuali accelerazioni nel processo di smaltimento degli Npl potrebbero rinforzare i trend da noi indicati determinando un valore finale del rapporto sofferenze/impieghi più contenuto.
Il consolidamento atteso nel processo di riduzione del rischio di credito, trainato da un significativo miglioramento del merito di credito delle imprese, dovrebbe indurre una più rapida crescita degli impieghi all’economia: nel triennio lo stock di credito concesso ai residenti dovrebbe aumentare di circa 140 miliardi di euro, con una variazione media annua del 2,6%. Tenendo conto dei soli crediti in bonis, al netto quindi dei deflussi di crediti in sofferenza, il tasso medio di crescita degli impieghi risulterebbe pari al 4%.
Gli indici patrimoniali, dopo la riduzione registrata nel 2016, riprenderanno a crescere: a fine 2019 il Cet1 ratio si collocherebbe al 13%, 1,5 punti percentuali superiore al valore di fine 2016.
L’avvio di una diversa intonazione della politica dei tassi di interesse dovrebbe limitare gli impulsi depressivi sul margine di interesse che così potrà trarre profitto dalla, pur contenuta, crescita dell’attività di intermediazione. I ricavi totali dovrebbero crescere secondo un tasso medio annuo del 3,6%.
Il complesso dei costi operativi dovrebbe ridursi in ciascun anno della previsione, cumulando minori oneri, rispetto al 2016, per oltre 5 miliardi di euro nel corso del triennio (oltre il 10% in meno); la maggior parte di tale riduzione sarebbe dovuta al progressivo venir meno degli oneri straordinari connessi sia agli interventi di risoluzione di alcune realtà aziendali sia agli effetti per l’interruzione anticipata dei rapporti di lavoro.
A fine periodo di previsione l’indicatore di efficienza della gestione (il cost/income ratio) dovrebbe risultare pari al 58%.
La previsione sui flussi di rettifiche e accantonamenti rappresenta la vera spinta al miglioramento della redditività della gestione: se nel 2016 gli accantonamenti avevano sottratto risorse per quasi 36 miliardi di euro (pari al 170% del risultato di gestione) nei tre anni di previsione tale flusso si dovrebbe ridurre ad un valore medio annuo di 19 miliardi di euro pari al 65% del risultato di gestione medio del periodo 2017-2019; miglioramento notevole che tuttavia non riesce ancora a riportare l’incidenza degli accantonamenti sui valori di riferimento del periodo pre-crisi. Tale previsione non considera operazioni straordinarie dal lato della vendita di stock di crediti in sofferenza, al netto di quelle già programmate e/o in stadio avanzato di attuazione per quest’anno: ovviamente l’implementazione di tali operazioni comporterebbe un livello di rettifiche e accantonamenti presumibilmente superiori a quanto da noi attualmente previsto.
Nel complesso, un volume di ricavi in significativa ripresa dai bassi livelli del 2016, un controllo serrato dei costi e un miglioramento importante del costo del rischio, consentiranno una buona ripresa della redditività.
Il Roe, cioè l’utile sul patrimonio, lo stimiamo in crescita costante nel triennio di previsione, a fine periodo si collocherebbe intorno ad un 2,8%, in aumento di oltre 7 punti percentuali rispetto al 2016, ma ancora inferiore rispetto al periodo precrisi.

Ulteriore rafforzamento della crescita della nostra economia

Le banche a sostegno della diffusione della cultura tra i giovani | [29/07/2017]

(29 luglio 2017) ​Presentati i risultati dello studio sulle attività e sul pubblico del Festival della Cultura creativaIl video

​Nell’ampio e articolato “Piano d’azione” a sostegno dell’arte e della cultura, messo a punto dall’ABI con le banche che operano in Italia, il Festival della Cultura Creativa si pone l’obbiettivo di avvicinare i giovani di età compresa tra i 6 e i 13 anni alla cultura, stimolandone la creatività e il pensiero critico. La manifestazione di quest’anno è stata anche l’occasione per realizzare una ricerca scientifica sul contributo che iniziative come queste possono dare alla crescita culturale e creativa dei ragazzi, curata dal prof. Guido Guerzoni della Bocconi con la prefazione di Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI.
“La creatività e la cultura – scrive Sabatini nella prefazione della ricerca – rappresentano la ricchezza di una società. Fornire ai ragazzi gli strumenti per accedere alla cultura, promuovendone la cittadinanza attiva e stimolandone la creatività progettuale, è una delle premesse per sviluppare la innovazione e la crescita del nostro Paese. “
Lo studio evidenzia che manifestazioni come il Festival della Cultura Creativa offrono ai bambini e ragazzi la possibilità di sperimentare nuove modalità di apprendimento efficaci e divertenti.
In particolare, i giovani partecipanti apprezzano soprattutto la possibilità di poter conoscere cose nuove (45,3%) e di confrontarsi con gli altri (27%). Per gli adulti – educatori, docenti e genitori- un evento come il Festival, oltre ovviamente a contribuire all’educazione dei bambini, permette loro di rapportarsi con le proprie emozioni attraverso diverse forme di cultura e di comprendere punti di vista diversi dai propri.
Tra gli obiettivi dell’indagine, anche quello di sondare le opinioni rispetto all’impatto, in termini sociali ed economici, generato dal Festival nel territorio. Circa la metà del campione (47%) ha affermato che l’iniziativa ha contribuito a consolidare il legame con il proprio territorio e la propria città e ad accrescere l’impegno per valorizzare le proprie tradizioni locali, anche attraverso una più ricca offerta culturale. Genitori e insegnanti, inoltre, hanno dichiarato di essere orgogliosi di quanto la loro comunità sa proporre a livello nazionale ed internazionale e vorrebbero che il lavoro di squadra attivato durante il Festival si ripetesse anche in altre occasioni.
Gli intervistati, infine, hanno affermato che il Festival ha contribuito a dedicare più tempo a seguire altre attività culturali promosse nel territorio, visitare musei e gallerie e ad approfondire la conoscenza dei temi presentati al Festival.
Tutte le informazioni e i dettagli sulla ricerca del prof. Guido Guerzoni sono disponibili sul sito www.abi.it/Pagine/Societa/Festival-della-cultura-creativa.aspx e sul sito www.culturacreativa.it.
Link cartella Dropbox ABI– Ricerca- Cultura e giovani under15: https://goo.gl/RCTzQt

Presentati i risultati della ricerca curata dal Prof. Guerzoni della Bocconi

Misure ancora più efficaci contro i crimini informatici | [28/07/2017]

(28 luglio 2017) Cresce l’impegno del settore bancario per contrastare il fenomeno dei crimini informatici attraverso presidi tecnologici, strumenti di ultima generazione e procedure sempre più innovative in grado di rilevare e bloccare tempestivamente operazioni e comportamenti che potrebbero rivelarsi tentativi di frode dei criminali cibernetici. Conciliando protezione, riservatezza e sicurezza con l’esigenza della clientela di fare operazioni in mobilità in modo facile e veloce.
 

​Ogni anno, infatti, le banche italiane spendono oltre 250 milioni di euro per la sicurezza informatica e sono sempre più impegnate per contrastare questo fenomeno criminale anche attraverso iniziative di formazione del personale, campagne di sensibilizzazione dei clienti ed un’attenta e continua azione di monitoraggio, volta a individuare e bloccare le operazioni anomale e potenzialmente fraudolente. Grazie a questo intenso lavoro, e alla preziosa collaborazione con le forze dell’ordine, il 95% delle operazioni fraudolente viene bloccato e i clienti vittime di frode sono solo lo 0,002% del totale di quelli che operano su home banking, pari ad uno su 50 mila. 
Per soddisfare al meglio le esigenze di sicurezza della propria clientela, inoltre, le banche italiane si sono fatte promotrici di collaborazioni intersettoriali, come il CERTFin – CERT Finanziario Italiano (Computer Emergency Response Team) – operativo dal 1° gennaio 2017, con l’obiettivo di accrescere la capacità di risposta alle minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale, attraverso una maggiore sensibilizzazione di tutti i dipendenti sui temi di sicurezza, una tempestiva e omogenea circolazione delle informazioni su minacce, e possibili contromisure tra gli operatori bancari e finanziari attivi in Italia. Aperto a tutti gli operatori del settore bancario e finanziario nazionale, il CERTFin è presieduto da un Comitato strategico di indirizzo Banca d’Italia – ABI e coordinato da una direzione operativa gestita dal Consorzio ABI Lab e che dirige l’attività tattica. 
La sicurezza informatica, tuttavia, passa anche attraverso la collaborazione dei clienti delle banche. Per operare online in modo comodo e sicuro, infatti, è importante  seguire alcune semplici regole: ignorare qualunque richiesta di dati relativi a carte di pagamento e conto online; connettersi al sito della banca scrivendo direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione, ignorando eventuali link ricevuti via mail ed sms; verificare sempre l’autenticità della connessione con la banca; controllare regolarmente i movimenti del proprio conto per assicurarsi che le transazioni riportate siano quelle effettuate; diffidare di qualsiasi messaggio, anche se apparentemente autentico, ricevuto tramite e-mail, sms, social network, che inviti a scaricare documenti o programmi; installare e mantenere sempre aggiornato il sistema operativo e l’antivirus; fare attenzione a eventuali peggioramenti delle prestazioni generali (rallentamenti, apertura di finestre non richieste, ecc.) del proprio servizio di home banking o del proprio PC, che possono indicare infezioni sospette.
 

(28 luglio 2017) Cresce l’impegno del settore bancario per contrastare il fenomeno dei crimini informatici attraverso presidi tecnologici, strumenti di ultima generazione e procedure sempre più innovative in grado di rilevare e bloccare tempestivamente operazioni e comportamenti che potrebbero rivelarsi tentativi di frode dei criminali cibernetici. Conciliando protezione, riservatezza e sicurezza con l’esigenza della clientela […]

Cresce l’imprenditoria straniera, +65% in 5 anni | [22/07/2017]

(22 luglio 2017) ​Da Bangladesh, Pakistan, Cina e Egitto le comunità con maggiore incidenza dei conti small business sul totale dei conti correnti intestati a cittadini immigrati. Mentre Bangladesh, Nigeria e Senegal le nazionalità che fanno registrare un incremento maggiore fra il 2014 e il 2015 (oltre il 30%). Un conto corrente su tre è intestato a donne. L’indagine dell’Osservatorio nazionale sull’inclusione finanziaria dei migranti nel quarto anno di attività.

Il video

​Si rafforza l’imprenditoria immigrata in Italia, in cinque anni l’area small business a titolarità immigrata è cresciuta del 65%. Se nel 2010 i conti correnti intestati a imprenditori stranieri erano pari a 74.237, nel 2015 sono risultati 122.494, evidenziando un tasso di crescita medio annuo del 10,5%.
Pari al 4,9% del numero complessivo di correntisti immigrati, i conti correnti con più di 5 anni di anzianità intestati a imprenditori stranieri rappresentano il 37% del totale (il 18% nel 2010), indice di una crescente stabilità del rapporto con la banca. Un conto corrente su tre è intestato a donne.
È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei migranti, al termine del quarto anno di attività. Prima esperienza nel panorama italiano ed europeo, l’Osservatorio è un progetto pluriennale nato dalla collaborazione fra l’Associazione bancaria italiana (ABI) e il Ministero dell’Interno, e gestito dal Centro studi di politica internazionale (CeSpi).
Obiettivo dell’iniziativa è fornire uno strumento di analisi e monitoraggio costante e organico del fenomeno dell’inclusione finanziaria dei migranti nel Paese, quale condizione necessaria per favorire il processo di integrazione, e supportare così gli operatori bancari nella definizione di strategie integrate. Oltre ad analizzare la relazione tra migranti residenti in Italia e sistema finanziario dal punto di vista dell’offerta e della domanda di servizi e prodotti, l’Osservatorio dedica un focus specifico all’imprenditoria.
Dall’indagine emerge che la popolazione immigrata è sempre più attiva nel lavoro autonomo e nella piccola e media imprenditoria. Un fenomeno complesso e in crescita quello delle imprese create da migranti in Italia, da inquadrare nel contesto più ampio della regolare presenza di stranieri sul territorio, e che si sta rivelando capace di contribuire all’economia del Paese.

L’imprenditoria migrante femminile
Dati interessanti emergono sul fronte dell’imprenditoria a guida femminile, un fenomeno in crescita come confermato dal rapporto curato dal CeSPI. Le attività con imprenditrice al vertice rappresentano circa il 32% dell’area small business con titolare straniero (nel 2011 erano il 27%), registrando negli ultimi 4 anni tassi di crescita superiori (mediamente di 5 punti percentuali) rispetto alla media del segmento imprenditoria immigrata nel suo complesso.
 
Distribuzione geografica e nazionalità
In termini di distribuzione geografica si conferma, per quanto riguarda l’attività imprenditoriale, una maggiore concentrazione di conti correnti presso filiali bancarie nel Nord Italia (67%); il 23% dei correntisti imprenditori sono concentrati nel Centro, il 10% al Sud (in crescita rispetto al 6% rilevato nel 2011).
Dal punto di vista dell’identità nazionale, le comunità con maggiore incidenza dei conti small business sul totale dei conti correnti intestati a cittadini immigrati provengono da Cina (15,1%), Bangladesh (8,7%), Pakistan (8,3%), ed Egitto (4,4%). Le comunità coi maggiori incrementi per titolarità di impresa provengono da Nigeria (+38%), Senegal (+37%), Bangladesh (+34%).

Larea small business a titolarit immigrata aumentata del 65%

14.163 famiglie hanno sospeso rate con la nuova “moratoria” | [15/07/2017]

​(15 luglio 2017) Banche fortemente impegnate, in collaborazione con numerose Associazioni dei consumatori, per rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita, confermando innovative capacità di intervento a favore delle famiglie sul versante della sostenibilità delle rate.

​Tra marzo 2015 e maggio 2017, sono state già 14.163 le famiglie che hanno potuto sospendere per 12 mesi la quota capitale del proprio finanziamento – tra mutuo prima casa e credito al consumo – con un controvalore complessivo di 412 milioni di euro.
Questo il nuovo monitoraggio dell’Accordo ABI-Associazioni dei Consumatori per la “Sospensione della quota capitale dei crediti alle famiglie”. 
L’analisi relativa alla ripartizione territoriale delle domande evidenzia che:
– per le operazioni di finanziamento al consumo: Nord (35,8%), Centro (22,5%), Sud e Isole (41,7%);
– per i mutui: Nord (49,5%), Centro (25,6%), Sud e Isole (24,9%).
Le misure dell’accordo ABI-Associazioni dei consumatori hanno validità fino a dicembre 2017.  

Il nuovo monitoraggio dellAccordo ABI/Associazioni dei consumatori

Assemblea 2017 degli Associati ABI | [13/07/2017]

(13 luglio 2017) ​Si è svolta a Roma (Palazzo dei Congressi) il 12 luglio la 57.ma Assemblea delle aziende associate all’ABI.

​L’Assemblea annuale dell’ABI è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione economica attuale e prospettica dell’Italia e dell’Europa e illustrare l’impegno delle banche italiane per la ripresa. 
Alla presenza di autorità, di rappresentanti istituzionali e politici, di banchieri e imprenditori, ha aperto i lavori il Presidente, Antonio Patuelli, dopo la proiezione di un video istituzionale.
A seguire gli interventi del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e del Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan. 

  • I video degli interventi
  • La Relazione del Presidente
  • L’intervento del Governatore della Banca d’Italia
  • Il Rapporto ABI sulle attività svolte 2016-2017

(13 luglio 2017) ​Si è svolta a Roma (Palazzo dei Congressi) il 12 luglio la 57.ma Assemblea delle aziende associate all’ABI. ​L’Assemblea annuale dell’ABI è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione economica attuale e prospettica dell’Italia e dell’Europa e illustrare l’impegno delle banche italiane per la ripresa.  Alla presenza di autorità, di rappresentanti istituzionali e politici, di […]