Nasce il primo Museo virtuale delle banche in Italia | [25/11/2015]

​(25 novembre 2015) Dalle sedi delle banche oltre 300mila opere d’arte, tra quadri, sculture, arazzi e ceramiche, assumeranno una nuova vita digitale a favore della collettività.

​Da Filippo Lippi al Perugino, dal Caravaggio al Tintoretto, da Hayez a Canova e Boccioni, fino a Andy Warhol e ai più giovani artisti del contemporaneo, con il primo Museo Virtuale delle banche operanti in Italia, oltre 300mila opere che il settore bancario italiano contribuisce a tutelare, conservare e valorizzare, saranno accessibili al pubblico con un semplice “clic”.
Il MuVir è un’infrastruttura tecnologica, che ha l’obbiettivo di condividere con il pubblico italiano ed internazionale il patrimonio artistico delle banche in Italia, piccole e grandi, attraverso una digitalizzazione e catalogazione delle opere, la creazione di un portale dove le opere saranno consultabili e corredate di  informazioni storico-artistiche e  la realizzazione di un museo tridimensionale virtuale entro cui il pubblico potrà muoversi, decidendo di volta in volta come realizzare la propria mostra personale da poter condividere con gli altri utenti della rete.
Il progetto del museo virtuale delle banche operanti in Italia è stato presentato oggi dal Presidente dell’ABI Antonio Patuelli, alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, e del Direttore dei Musei vaticani, Antonio Paolucci.
“Il Museo Virtuale- ha detto il Presidente Patuelli- sarà una grande esposizione digitale permanente di dipinti, sculture, fregi, fotografie, ceramiche, monete e arredi, custoditi nei palazzi e nelle collezioni private delle banche italiane. Per i visitatori – continua il Presidente dell’ABI – siano esse scuole, accademie, università, singoli individui, sarà possibile consultare e utilizzare il patrimonio che le banche condivideranno come materiale di studio e approfondimento: ognuno potrà creare un proprio percorso museale autonomo tra i capolavori custoditi dalle banche che partecipano al progetto. Il Museo Virtuale delle Banche operanti in Italia avrà un ruolo decisivo nell’ampia diffusione e nella comunicazione delle opere d’arte possedute delle banche, che costituiscono una parte rilevante del patrimonio culturale nazionale. “
Il MuVir è un progetto in divenire, vista la grande mole di opere coinvolte nell’operazione, e aprirà le porte nella primavera del 2016 con la prima “ala digitale” del museo dedicata all’Ottocento e al Novecento; le sezioni del museo diventeranno via via più ampie grazie al coinvolgimento degli istituti bancari presenti in Italia che, a partire dal 26 novembre, saranno chiamati ad allestire le sale inserendo schede e fotografie delle opere di loro proprietà.

Il progetto
Il Museo Virtuale è il risultato di una ricerca congiunta tra l’ABI e i curatori responsabili del patrimonio storico artistico di ventidue banche operanti in Italia. La ricerca è stata condotta insieme a Digilab – Università La Sapienza di Roma e a Cineca di Bologna – Consorzio interuniversitario, attraverso una serie di sperimentazioni, su processi, metodologie e tecniche, relative alla preservazione, comunicazione e divulgazione del patrimonio artistico e culturale.
La piattaforma digitale, in italiano e inglese, segue rigorose norme di tutela e conservazione:
– una catalogazione delle opere secondo criteri globalmente riconosciuti e tali da consentire il dialogo dei dati con quelli della grandi reti culturali mondiali (es. Europeana)
– un portale dove le opere sono consultabili e corredate, nei casi più rilevanti, di approfondite informazioni storico-artistiche
– uno spazio tridimensionale virtuale entro cui il pubblico può muoversi, decidendo di volta in volta di ordinare le opere secondo criteri variabili e personalizzati. 
Con una veste grafica di facile accesso, i numerosissimi filtri per le ricerche e un database vastissimo, l’esperienza sulla piattaforma diventerà un vero e proprio nuovo mezzo di conoscenza.

Presentato il primo Museo virtuale delle banche operanti in Italia

€cono-mix, le Giornate dell’educazione finanziaria | [20/11/2015]

Roma, 23 novembre e 4 dicembre 2015
La Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf), in collaborazione con il Miur, offrirà alle scuole di ogni grado della Regione Lazio un ricco calendario di lezioni sui diversi temi dell’economia che si svilupperà nell’arco di due settimane presso le sedi dell’ABI, di Banca d’Italia, della Consob e dell’Agenzia delle entrate.
 

​Gli studenti avranno l’opportunità di avvicinarsi al tema della cittadinanza economica, trattandone i diversi aspetti: gestione consapevole del denaro, risparmio e previdenza, educazione fiscale e alla legalità, il sovraindebitamento e l’usura, economia e sviluppo sostenibile, imprenditorialità, globalizzazione e finanza islamica.
Gli insegnanti potranno iscrivere le proprie classi alle lezioni in programma, svolte dagli esperti dei diversi enti coinvolti, in base al calendario disponibile nei prossimi giorni on line. Per agevolare l’individuazione degli appuntamenti di interesse per i diversi gradi scolastici, il programma propone la suddivisione delle lezioni per primarie e secondarie di I e II grado.
Per i dirigenti scolastici e gli insegnanti è inoltre prevista la partecipazione all’incontro “Economia, competenza di cittadinanza consapevole” mentre per i cittadini si svolgerà l’evento “Ragazzi, famiglie e futuro. Verso una nuova cittadinanza economica”.

Scarica i programmi:
• Tavola rotonda – Il ruolo del settore bancario e finanziario a sostegno della scuola: un progetto di responsabilità sociale per la crescita del Bene comune
• €cono-mix per le scuole primarie
• €cono-mix per le scuole secondarie
• €cono-mix per gli insegnanti e i dirigenti scolastici
• €cono-mix per i cittadini

Per partecipare compila il modulo di adesione.

Roma, 23 novembre e 4 dicembre 2015 La Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf), in collaborazione con il Miur, offrirà alle scuole di ogni grado della Regione Lazio un ricco calendario di lezioni sui diversi temi dell’economia che si svilupperà nell’arco di due settimane presso le sedi dell’ABI, di Banca d’Italia, della Consob […]

A Intesa Sanpaolo il Grand Prix della comunicazione interna | [19/11/2015]

(19 novembre 2015) Ospitato dall’Associazione bancaria, per la prima volta in Italia, il 16 novembre a Roma presso le Scuderie di Palazzo Altieri, il Grand Prix della comunicazione interna ha riunito circa settanta manager della comunicazione d’impresa giunti da dodici paesi d’Europa per condividere e celebrare le migliori pratiche di comunicazione azienda/dipendenti a livello internazionale.

​All’appuntamento non sono mancate le banche, ancora una volta espressione del grande impegno da loro riservato a un argomento che si conferma centrale nelle strategie di comunicazione d’impresa. Piazza d’onore per l’Italia, grazie ai consensi unanimi espressi quest’anno dalla giuria sui lavori presentati attraverso Ascai da Intesa Sanpaolo, affiancata da altri settori produttivi rappresentati da Wind, Enel e Pfizer Italia.
Una Corporate WebTv multi-nazionale e multilingue
Primo classificato come migliore strategia di comunicazione multi-nazionale e migliore comunicazione audio-visiva, il Gruppo Intesa Sanpaolo, presente in 41 Nazioni, in 12 delle quali con banche locali. Oltre 92 mila le persone che vi lavorano, il 27% delle quali non italiane.
Diversi Paesi, lingue, contesti sociali ed economici, culture d’impresa di provenienza rendono particolarmente importante coltivare il senso di appartenenza a unico Gruppo e rispondere ai bisogni di conoscenza e informazione che emergono dalle periodiche indagini di clima. Questa esigenza ha ispirato una strategia di comunicazione interna internazionale multi-step, che è partita da un rilevamento sul campo ad ampio raggio dei bisogni e delle abitudini di fruizione della comunicazione ed ha avuto la prima concretizzazione in una evoluzione multi-nazionale della Corporate WebTv, nata per l’Italia nel 2002. Così, il 27 novembre 2013 è partita una piattaforma televisiva, accessibile sia dall’ufficio che da altri luoghi, dal computer come da device mobili, con programmi disponibili in 12 lingue e la possibilità di abbonarsi a format tematici ricevendone gli aggiornamenti. Altri step seguiranno nel prossimo futuro.“Ma anche se lo strumento è l’output fondamentale, che i colleghi utilizzano come risorsa concreta per accedere all’informazione e alla conoscenza di cui hanno bisogno – ha detto Giorgio Agagliati, della Comunicazione interna di Intesa Sanpaolo, presentando il progetto – quello che conta è l’approccio di comunicazione che sta alla base: definire gli obiettivi e conoscere bene la situazione e le esigenze dei destinatari, e solo a quel punto adottare o sviluppare gli strumenti più adatti”.

La banca italiana prima classificata per la migliore strategia di comunicazione

A Brescia sei giorni di eventi dedicati al territorio | [16/11/2015]

​(16 novembre 2015) L’iniziativa organizzata dall’Associazione bancaria italiana si svolgerà dal 24 al 29 novembre: in programma appuntamenti all’insegna dell’arte, educazione finanziaria con Feduf e dibattiti

​Eventi culturali, momenti di educazione finanziaria, dibattiti fra Istituzioni, rappresentanti del mondo bancario e dei comparti produttivi: queste le iniziative che animeranno la prossima edizione degli Incontri ABI per lo sviluppo del territorio, in programma a Brescia dal 24 al 29 novembre. La Lombardia sarà nuovamente teatro degli Incontri ABI, che hanno preso il via nell’autunno 2011 e sono giunti alla dodicesima edizione, a quasi due anni di distanza dalla tappa di Sondrio del gennaio 2014. Come nelle precedenti occasioni la città sarà teatro di numerosi eventi, legati da un comune filo rosso: testimoniare e condividere il patrimonio di esperienze, professionalità ed energie che le banche mettono quotidianamente in campo, dialogando con il tessuto economico locale oppure offrendo servizi alla collettività.
Si comincia martedì 24 novembre con l’apertura della mostra “Terre da sfogliare. Arte, storia e territorio della Lombardia attraverso i libri delle banche”, in programma presso la libreria Feltrinelli di corso Giuseppe Zanardelli. La rassegna, a ingresso libero, offrirà ai visitatori l’opportunità di ammirare una selezione di testi – provenienti dalla biblioteca Stefano Siglienti dell’ABI, la cui sede è nelle Scuderie di Palazzo Altieri in Roma – che raccontano arte, storia, cultura, territorio e architettura della Lombardia: circa 300 preziosi volumi a disposizione degli appassionati sino a domenica 29 con orario 9.00-19.45 (nella sola giornata di domenica 10.00-13.00 e 15.00-20.00).
La mattinata di venerdì 27 sarà dedicata all’educazione finanziaria: l’Auditorium Balestrieri della Provincia accoglierà oltre 400 alunni dell’ultimo anno delle elementari e di prima e seconda media per una lezione interattiva sul tema “Come sarebbe il mondo senza le banche”. Esponenti della Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf), costituita su iniziativa dell’Associazione bancaria italiana, assieme a un docente dell’Università Cattolica del Sacro cuore di Milano stimoleranno gli allievi a riflettere sulla funzione delle banche e su quanto sarebbe differente e molto più complessa la vita quotidiana delle loro famiglie e della loro città se le banche non esistessero. Al termine di questo momento di formazione leggera le classi saranno accompagnate a visitare alcuni sportelli cittadini e avranno così l’opportunità di vivere una prima esperienza dell’operatività della banca, incontrando le diverse professionalità che operano quotidianamente nelle filiali, a partire dai direttori di sportello.
Sabato 28 novembre, dalle 9.45 in poi, l’Auditorium Centro congressi della Camera di commercio bresciana sarà teatro dell’evento istituzionale che vedrà banche e imprese a confronto: dopo i saluti dei rappresentanti delle istituzioni locali prenderà la parola il Presidente dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli, che darà il via ai lavori della mattinata con il suo intervento introduttivo. A seguire una doppia sessione di tavole rotonde, “Le banche e il territorio” e “Le banche italiane per il Paese”, animate da esponenti del mondo bancario e dell’imprenditoria lombarda.Sarà un’occasione di dibattito e testimonianza per fotografare l’attuale congiuntura e ragionare assieme sulle possibilità di una sempre maggior sinergia e vicinanza tra banche e aziende. Chiuderà la mattinata l’intervento del Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini.

​(16 novembre 2015) L’iniziativa organizzata dall’Associazione bancaria italiana si svolgerà dal 24 al 29 novembre: in programma appuntamenti all’insegna dell’arte, educazione finanziaria con Feduf e dibattiti ​Eventi culturali, momenti di educazione finanziaria, dibattiti fra Istituzioni, rappresentanti del mondo bancario e dei comparti produttivi: queste le iniziative che animeranno la prossima edizione degli Incontri ABI per […]

Crescono le attività imprenditoriali avviate da immigrati | [16/11/2015]

(16 novembre 2015) Sono circa 110 mila i conti correnti small business intestati a cittadini stranieri che hanno avviato un’attività nel 2014, in crescita di circa il 10% rispetto all’anno precedente. Lo rileva il rapporto dell’Osservatorio nazionale sull’Inclusione finanziaria dei migranti, gestito dal CeSpi, il Centro studi di politica internazionale, in collaborazione con ABI finanziato dal Ministero dell’interno e dalla Commissione europea, secondo il quale il trend di crescita si è mantenuto costante tra il 2010 e il 2014.

​Il rapporto – in parte anticipato nell’ultimo dossier statistico immigrazione 2015 del Centro studi e ricerche Idos – sarà presentato al prossimo Forum Csr 2015 che si tiene l’1 e il 2 dicembre a Palazzo Altieri a Roma. La due giorni, organizzata dall’Associazione bancaria per approfondire i temi della responsabilità sociale, sarà anche l’occasione per analizzare, con tutti i principali operatori del settore, il fenomeno migratorio in Italia, con particolare attenzione al ruolo delle banche nel processo di inclusione finanziaria e di supporto alle famiglie e ai piccoli imprenditori immigrati. Proprio questi ultimi rappresentano circa l’8,6% del sistema produttivo italiano e sono i principali responsabili del saldo positivo fra imprese aperte e imprese chiuse nel corso del 2014.

Migranti e micro-imprese: l’identikit delle piccole aziende dei nuovi italiani
Secondo l’indagine messa a punto dall’Osservatorio, le aziende gestite dagli imprenditori immigrati sono soprattutto micro-imprese che si occupano di attività professionali o artigianali. Sono intestate a persone fisiche: nel 31% dei casi si tratta di donne (era il 26% nel 2011), percentuale questa che raggiunge il 70% nella comunità ucraina; il 60% in quella filippina e polacca; il 46% in quella cinese. Le imprese immigrate, dunque, si tengono sempre più di rosa, soprattutto al sud dove il segmento femminile pesa per il 44%.
Sempre secondo il rapporto ABI-CeSpi, le aziende dei nuovi italiani dispongono mediamente di meno di 10 addetti, con un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro. Si tratta dunque di aziende piccole, ma sempre più proiettate verso l’estero: dall’analisi sperimentale condotta dall’Osservatorio con Istat e Ice, infatti, emerge come le imprese a titolarità immigrata che hanno rapporti commerciali col proprio paese d’origine rappresentino rispettivamente il 29% delle imprese italiane esportatrici e il 39% delle importatrici. “Ambasciatrici” o fornitrici delle filiere produttive tipiche del Made in Italy, le imprese a titolarità immigrata mostrano quindi un dinamismo e una spiccata vocazione all’internazionalizzazione, che rappresenta un’opportunità per il mondo finanziario oltre che un contributo significativo all’intero sistema-paese.Secondo i dati dell’Osservatorio, il settore bancario è il principale interlocutore delle micro-imprese immigrate a cui offre sostegno e assistenza nelle diverse fasi di avvio, sviluppo e crescita dell’attività imprenditoriale. Nel 2014, tra le imprese clienti di banche italiane e BancoPosta sono cresciute soprattutto quelle cinesi, seguite dalle rumene, le albanesi, le marocchine e quelle del Bangladesh. Se guardiamo alla singola comunità di migranti, a crescere in modo significativo sono soprattutto le micro-imprese di cittadini del Bangladesh, ma anche di Senegal, Pakistan e Ucraina.
In ogni caso, l’80% dei piccoli imprenditori immigrati che hanno un conto corrente small business presso il sistema finanziario italiano proviene da Europa e Asia.Per quanto riguarda la distribuzione delle imprese di migranti sul territorio nazionale, il maggior numero di conti correnti small business si concentra nelle regioni del centro Italia e in particolare a Roma, confermando una vivacità imprenditoriale già evidenziata in passato.Il sostegno del settore finanziario alle imprese immigrate passa certamente attraverso il credito che costituisce un fattore essenziale per la crescita e lo sviluppo dell’attività. Nel 2014, il numero di finanziamenti ai piccoli imprenditori migranti è cresciuta del 2,5% rispetto al 2013, portando l’incidenza dei finanziamenti sul totale dei conti correnti al 39% (dato che sale al 43% nel Centro Italia). Questo incremento è trainato dalla componente a breve termine, anche se quella a lungo resta prevalente e riguarda il 56% dei finanziamenti in essere. A fare maggior ricorso al credito a medio-lungo termine sono soprattutto i piccoli imprenditori che provengono da Filippine (62%), Albania (62%), Perù (61%), Moldova (61%) e Ucraina (59%). 

Secondo i dati ABI/Cespi crescono le piccole attivit avviate da immigrati

Al via le prime transazioni col PagoBancomat® Web | [11/11/2015]

(11 novembre) I clienti di Banca del Piemonte, Cassa di risparmio di Asti, Cassa di risparmio di Ravenna e Banca di Imola – che partecipano come emittenti pilota al progetto del Consorzio Bancomat® per ampliare le funzioni della carta di debito nazionale consentendole di operare anche su internet – hanno effettuato con successo i primi acquisti sul web con la loro carta PagoBancomat®.

I clienti di Banca del Piemonte, Cassa di Risparmio di Asti, Cassa di Risparmio di Ravenna e Banca di Imola – che partecipano come emittenti pilota al progetto del Consorzio Bancomat® per ampliare le funzioni della carta di debito nazionale consentendole di operare anche su internet – hanno effettuato con successo i primi acquisti sul web con la loro carta PagoBancomat.
​“Finalmente siamo riusciti a portare su internet il circuito di pagamento più utilizzato dagli italiani. – ha detto il Direttore generale del Consorzio, Sergio Moggia – Ora ci aspettiamo un’ampia adesione al servizio da parte di banche ed esercenti, per consentire a un numero sempre maggiore di titolari di carte PagoBancomat® di usarle anche online”.
Requisito fondamentale per fare acquisti sul web con il circuito di debito nazionale, infatti, è che le banche, che emettono le carte e convenzionano gli esercenti, abbiano aderito al servizio abilitando così clienti e negozianti a utilizzare ed accettare anche questo strumento per le transazioni online.
Una volta abilitato al servizio dalla propria banca, il titolare potrà usare in modo facile e veloce la carta PagoBancomat® sui siti di e-commerce convenzionati. Sarà sufficiente, infatti, scegliere il PagoBancomat® web tra gli strumenti di pagamento messi a disposizione dal sito. “Cliccando” sul simbolo del circuito si verrà reindirizzati a una pagina contenente l’elenco di tutte le banche aderenti al servizio. A questo punto sarà sufficiente selezionare la propria banca nell’elenco per essere trasferiti direttamente al sito di home banking, dove basterà digitare le proprie credenziali per concludere in pochi secondi il pagamento. Per il titolare della carta PagoBancomat®, questo significa portare a termine la transazione senza dover inserire nessuna informazione sensibile nel sito di e-commerce: né Pin, né codici di sicurezza, né tantomeno il numero della carta. I dati del titolare, dunque, non possono in alcun modo essere intercettati né utilizzati per scopi fraudolenti.
“Grazie a questo meccanismo, che segue requisiti e procedure di sicurezza stringenti definiti dal Consorzio, – ha sottolineato Moggia – ciascuna banca garantisce con il suo sito la massima sicurezza possibile nel concludere la transazione. Questa è indiscutibilmente una novità per i Circuiti di debito che operano online. Il Consorzio offre a tutti i titolari di carte Bancomat®/PagoBancomat® la sicurezza del proprio Circuito, al pari di una transazione fisica. E, dati alla mano, non è poco.”
 

Prime transizioni dei clienti di alcune banche che partecipano al progetto

Otto banche su dieci sono attive sui social network | [10/11/2015]

(10 novembre) ​L’85% delle banche intervistate è presente sui canali social e un ulteriore 7% è pronto ad esserlo nel prossimo anno. 8 banche su 10 sono quindi già presenti sui social e, se si considerano quelle che hanno in programma di esserlo a breve, 9 banche su 10 sono interessate al tema.

L’orizzonte è social, nel senso che le banche guardano con attenzione al mondo dei social network, come Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn, i grandi aggregatori di contatti e relazioni che permettono la comunicazione e la condivisione di testi, immagini e video. È quanto emerge da un’indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con Kpmg Advisory su banche che rappresentano il 75% del totale attivo del settore. 
Su quali social Le banche sono presenti in media su 4 ‘canali’. Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn sono le piattaforme social più utilizzate. In media, ogni banca ha attivato 7 tra profili e pagine social. 
Arte, cultura, sport, turismo e viaggi.Non solo economiaI temi delle conversazioni social toccano aree molto varie. La promozione dell’arte e della cultura, lo sport, il turismo, i viaggi sono di interesse e possono ingaggiare le persone. A ciò si aggiungono naturalmente tutti i classici argomenti economico-finanziari. La pianificazione dei contenuti da veicolare è un’attività sempre più rilevante: 83% delle banche ha definito un piano editoriale per i social media.

Banche multicanali territoriali e banche native digitali
Dai diversi modelli distributivi, presenza territoriale e storia emergono le banche multicanali territoriali, con una rete capillare di sportelli e filiali sul territorio e una molteplicità di altri canali distributivi, e le banche native digitali, che sono nate e attive sul web.
Le banche multicanali territoriali sono impegnate nel continuo arricchimento dei contenuti, anche su temi non finanziari, e nell’evoluzione degli strumenti di coinvolgimento degli utenti. Stanno investendo tempo e risorse nell’attività di ascolto e monitoraggio della rete, per avere il polso del mercato, per anticipare le esigenze dei clienti e per cogliere possibili segnali per prevenire eventuali problemi. Complessa, ma sfidante, è l’attività di assistenza alla clientela sui social che ormai numerose banche multicanali territoriali hanno intrapreso.
Le banche native digitali, sono in uno stadio di sviluppo avanzato delle piattaforme social e utilizzano questi canali per promuovere il proprio marchio e i propri prodotti e servizi con una comunicazione che, per forma e contenuti, assume caratteri innovativi. La comunicazione sui profili social è quotidiana, in molti casi l’aggiornamento avviene più volte al giorno, e le attività riguardano oltre che lo sviluppo commerciale anche l’assistenza dei clienti, l’educazione finanziaria e i concorsi a premi. L’ampia diffusione di prestabilite procedure di crisi per i social e di linee guida per una strategia aziendale sui social media indicano, per queste banche, un focus strategico di ampio respiro.

Le conversazioni sui social possono aiutare le persone negli acquisti
Circa gli obiettivi il 73% delle banche del campione vede, nelle proprie strategie di presenza sui social, la copresenza di obiettivi di rafforzamento dell’immagine e obiettivi di sviluppo del business. L’83% delle banche ritiene che le conversazioni sui social media possano essere messe in relazione con le decisioni di acquisto di clienti attuali e potenziali.

Foto, post e video
Gli strumenti più usati dalle banche per comunicare sui social network sono immagini e foto, post di solo testo e contenuti multimediali virali, come i video, che sono utilizzati dall’83% delle banche. Due terzi delle banche è attualmente impegnato nelle attività di analisi per avere il polso del mercato.
Nel prossimo futuro vi saranno sviluppi nei programmi di fidelizzazione, nelle iniziative di educazione finanziaria, sondaggi e ‘games’.

L’organizzazione interna alle banche
La gestione dei canali social è considerata strategica dalle banche. Il 97% ne mantiene il controllo, con un team totalmente interno oppure attraverso un team misto, composto da risorse della banca affiancate da agenzie/società esterne.
Dal punto di vista organizzativo, la prospettiva è multidisciplinare e multifunzionale, con il coinvolgimento soprattutto delle funzioni marketing e commerciali, seguite dalle unità dedicate alla comunicazione e alle relazioni esterne.
L’introduzione dei canali social ha portato cambiamenti organizzativi, ma soprattutto culturali con la diffusione di nuove forme di comunicazione ‘orizzontali’, basate sulle competenze e del coinvolgimento ‘diffuso’

I risultati di un’indagine condotta da ABI in collaborazione con Kpmg

Sospese rate finanziamenti a 123.630 famiglie per 13,3 miliardi | [07/11/2015]

​(7 novembre 2015) In un quadro economico in ripresa il settore bancario è fortemente impegnato a rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita, confermando innovative capacità di intervento a favore delle famiglie sul versante dell’accesso al credito e sostenibilità delle rate: tra novembre 2009 e ottobre 2015 sono state 123.630 le famiglie che hanno potuto sospendere il pagamento delle rate dei mutui per un debito residuo pari a 13,3 miliardi di euro.

​Lo comunica l’ABI analizzando i dati delle principali iniziative (“Sospensione dei pagamenti delle rate di mutuo” e “Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa”) che, a partire dal “Piano Famiglie”, vedono coinvolti settore bancario e interlocutori pubblici e privati in un’ampia e puntuale collaborazione per sostenere la crescita economica.
Iniziative che rientrano nel più generale progetto “CREDIamoCI”: impegno comune di ABI e Associazioni dei consumatori a fronte dell’attuale contesto economico e normativo Ue. Un programma di lavoro biennale su tre principali ambiti: accesso al credito, sostegno alle famiglie in difficoltà e consapevolezza dei consumatori.
Nel caso specifico l’obiettivo è il rafforzamento degli strumenti esistenti per sostenere il pagamento delle rate dei finanziamenti nei momenti di difficoltà, ampliando tale possibilità anche al credito al consumo.
Ricorso alle sospensioni ma, allo stesso tempo, nuova vitalità per i mutui-casa grazie al rinnovato impegno delle banche italiane, con il risultato di un aumento nei primi 9 mesi del 2015 del 92,1% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno.
 

I dati delle principali iniziative sui mutui alle famiglie dal 2009 ad oggi

Banche e bail-in: al via censimento delle attività infomative | [31/10/2015]

(31 ottobre) Con l’approssimarsi della data di entrata in vigore nell’ordinamento italiano del bail-in il 1° gennaio 2016, il Presidente Antonio Patuelli e il Direttore generale Giovanni Sabatini con una lettera circolare a tutte le Associate tornano sul tema dell’adeguata informativa alla clientela in merito alle nuove regole introdotte della direttiva europea sul risanamento e la risoluzione delle banche (Banking recovery and resolution directive) e, in particolare, sulla misura di bail-in e sugli specifici e supplementari oneri informativi alla clientela che ne discendono.

​Nel luglio scorso l’ABI ha trasmesso alle banche l’importante documento della Banca d’Italia “Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie”, con cui, tra l’altro, viene richiamata l’attenzione sulla necessità di fornire alla clientela informazioni esaustive e tempestive sulle caratteristiche dei diversi prodotti bancari e finanziari, così da renderla pienamente consapevole e responsabile dei rischi ad essi associati, in particolare in caso di apertura del processo di risoluzione ed eventuale applicazione dello strumento del “salvataggio interno”, il bail in.
Proprio in vista dell’entrata in vigore del bail-in il 1° gennaio 2016, nel ribadire l’importanza dell’onere informativo sulla clientela, l’ABI chiede di comunicare quali specifiche iniziative siano state già poste in essere e quali siano pianificate entro la fine dell’anno. L’Abi ritiene infatti di cruciale importanza acquisire un quadro completo delle iniziative intraprese dall’intero settore, in quanto elemento fondamentale dell’attività di comunicazione e monitoraggio che l’Associazione continuerà a svolgere su questa materia. 

Al via il censimento delle iniziative informative alla clientela

Piemonte: intesa contro la criminalità in banca | [26/10/2015]

​(26 ottobre 2015) Rinnovato a Torino dai Prefetti del Piemonte, dall’Associazione bancaria italiana e dai rappresentanti delle banche operanti nella regione un Protocollo d’intesa sulla prevenzione della criminalità in banca.
 

​Il documento, che vincola le parti per un ulteriore biennio ed è in vigore su base regionale dal 2005, prevede una serie di impegni per le banche nell’ottica di consolidare e incrementare le misure di sicurezza in tutti gli sportelli bancari e a protezione degli sportelli bancomat. Fra queste i sistemi di allarme antirapina, i rilevatori  biometrici, i sistemi di videosorveglianza e videoregistrazione, i sistemi di macchiatura e tracciabilità delle banconote.
L’obiettivo del Protocollo è anche quello di assicurare uno scambio informativo continuo tra istituti bancari e forze dell’ordine, anche attraverso la segnalazione e valutazione da parte delle banche di situazioni di rischio in ciascuna dipendenza, nonché il monitoraggio delle situazioni di criticità da parte delle forze dell’ordine, ed il supporto formativo delle stesse in materia di sicurezza anticrimine. Fra le novità, rispetto al passato, del testo firmato ieri vi è proprio la partecipazione a workshop organizzati da Ossif (il centro di ricerca sulla sicurezza anticrimine creato da ABI nel 2007) per promuovere presso le banche la cultura della sicurezza anticrimine.
Altri elementi innovativi riguardano l’impegno delle banche  ad installare misure di sicurezza aggiuntive sia per le dipendenze sia per i Bancomat rispetto a quelle minime previste dal protocollo in caso di reiterazione di episodi criminosi in danno di determinate agenzie o sportelli.
L’andamento delle rapine in banca nel corso degli anni presenta la tendenza ad un netto decremento: nella regione Piemonte nel 2005 (anno della prima sottoscrizione regionale del protocollo) sono state commesse 303 rapine, nel 2014 diventano 68. In provincia di Torino si passa da 206 nel 2005 a 53 nel 2014, ed il confronto dell’ultimo biennio conferma il trend descritto. Nel 2013 infatti le rapine erano 103 a livello regionale di cui 86 in provincia di Torino.
“Questi dati positivi –ha commentato il Prefetto Paola Basilone- sono la testimonianza di una collaborazione sedimentata nel tempo, che oggi si rinnova e si rafforza, fra banche e Forze dell’Ordine, e della sensibilità con cui viene affrontato a tutti i livelli il tema della sicurezza antirapina negli istituti di credito”.
 

Intesa ABI, Prefetture e banche locali per la prevenzione del fenomeno nella Regione