Tra Argentina e Tfa raggiunto un accordo preliminare | [02/02/2016]

(2 febbraio 2016) ​Il Ministero del tesoro e della finanza pubblica della Repubblica Argentina e la Task force Argentina (Tfa) annunciano di aver raggiunto un accordo preliminare per risolvere la controversia basata sul Trattato bilaterale Italia – Argentina nell’arbitrato presso il Tribunale Icsid della Banca mondiale in cui si è richiesto il risarcimento dei danni per violazione dei diritti rivenienti dal diritto internazionale di circa 50.000 obbligazionisti retail italiani detentori di circa $900 milioni di bond argentini in default rappresentati dalla Task Force Argentina.
 

​L’accordo fa seguito ai negoziati tra l’Argentina e la Tfa finalizzati alla conclusione dell’annosa questione e segna un significativo passo in avanti nella risoluzione dei problemi del debito sovrano dell’Argentina. L’accordo rappresenta anche l’occasione di un congruo risarcimento per i bondholders rappresentati dalla Tfa che hanno investito in obbligazioni dell’Argentina prima del default del dicembre 2001.
Secondo i termini dell’accordo preliminare, l’Argentina definirà tutte le richieste fondate sul diritto internazionale relative alle obbligazioni in default detenute dagli individui rappresentati dalla Tfa per un pagamento in contanti pari al 150% dell’importo originario in conto capitale di tali obbligazioni.
Gli obbligazionisti italiani rappresentati dalla Task Force Argentina hanno avviato nel 2006 un arbitrato contro l’Argentina sotto l’egida dell’International Centre for Settlement of Investment disputes (Icsid) della Banca Mondiale. Secondo i termini dell’accordo preliminare, una volta soddisfatte talune condizioni rilevanti per le parti, tra cui le approvazioni da parte del Parlamento argentino e della TFA, al momento della conclusione della transazione sarà presentata la rinuncia definitiva alle richieste degli obbligazionisti rappresentati dalla TfaA, che ammontano a circa $2,5 miliardi.
“Siamo molto lieti di aver raggiunto un accordo preliminare che rappresenta il primo passo nella  ormalizzazione dei rapporti tra l’Argentina ed i mercati finanziari internazionali”, ha detto Luis A. Caputo, segretario delle Finanze argentino. L’accordo preliminare apre la porta a un rafforzamento dei forti legami tra Argentina e Italia, così come agli investimenti tra i due Paesi.
Nicola Stock, Presidente della Task force Argentina, ha firmato l’accordo preliminare questo fine settimana a New York. “Dopo quattordici lunghi anni”, ha detto Stock, “siamo lieti di vedere questa vicenda concludersi in maniera tale da portare ad una risoluzione equa delle richieste degli obbligazionisti italiani. Apprezziamo la volontà dell’amministrazione del Presidente Macri in Argentina di muoversi rapidamente e con maturità per affrontare questo problema di lungo corso”. 
Le parti mirano a procedere tempestivamente con le misure previste dall’accordo preliminare, tra cui la presentazione della raggiunta negoziazione al Parlamento argentino nel corso della sua prossima convocazione il 1° marzo 2016, con l’obiettivo di concludere l’attuazione dell’accordo nel corso dei prossimi mesi.
Con riferimento alla Task force Argentina, le domande rilevanti possono essere poste alla stessa Tfa (per contatti ed info, consultare il sito tfargentina.it.

(2 febbraio 2016) ​Il Ministero del tesoro e della finanza pubblica della Repubblica Argentina e la Task force Argentina (Tfa) annunciano di aver raggiunto un accordo preliminare per risolvere la controversia basata sul Trattato bilaterale Italia – Argentina nell’arbitrato presso il Tribunale Icsid della Banca mondiale in cui si è richiesto il risarcimento dei danni […]

Prestiti bancari in crescita nel 2015 | [28/01/2016]

(28 gennaio 2016) ​Segnali positivi emergono per le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione rappresentativo di banche (oltre l’80% del mercato) nell’intero 2015 le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili da parte delle famiglie hanno registrato un incremento annuo del +97,1% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno.

​I dati relativi al periodo gennaio-dicembre del 2015 evidenziano la forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Nell’intero 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 49,826 miliardi di euro rispetto ai 25,283 miliardi dello stesso periodo del 2014. L’incremento su base annua è, quindi, del 97,1%.
L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nell’intero 2015, a circa il 31%.
L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 è anche superiore di più del doppio sia al dato del 2013, quando si attestarono sui 19,085 miliardi di euro, sia al valore del 2012 (20,712 miliardi di euro).
I mutui a tasso variabile rappresentano, nell’intero 2015, il 42,8% delle nuove erogazioni complessive; nei mesi più recenti sono in forte incremento i mutui a tasso fisso che hanno raggiunto a dicembre 2015 i 2/3 delle nuove erogazioni, erano il 25% dodici mesi prima.
La forte ripresa delle nuove erogazioni si sta riflettendo anche sul totale dei mutui in essere delle famiglie. Sulla base degli ultimi dati ufficiali disponibili, relativi a fine novembre 2015, l’ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un variazione positiva dello 0,5% nei confronti di fine novembre 2014, confermando, pertanto, la ripresa del mercato dei mutui.
 

Segnali positivi per le nuove erogazioni con mutui immobiliari a +97,1%

Incontro ABI-Banca centrale dell’Iran | [27/01/2016]

​(27 gennaio 2016) Nell’ambito della missione in Italia delle più alte autorità della Repubblica islamica dell’Iran, Guido Rosa, Presidente del Comitato ABI per l’internazionalizzazione, con una delegazione dell’Associazione, ha incontrato il Governatore della Banca centrale della Repubblica islamica dell’Iran, Valiollah Seif.

​​L’ABI ha espresso la sua piena soddisfazione per il ritiro delle sanzioni e delle misure restrittive che hanno interessato le attività finanziarie, bancarie e di investimento, che hanno ostacolato i rapporti diretti fra istituzioni finanziarie iraniane e la comunità finanziaria europea negli ultimi anni, ed ha assicurato al Governatore Seif che si adopererà per riattivare rapidamente le relazioni dirette fra le istituzioni finanziarie delle due comunità nel più breve tempo possibile.
I rappresentanti dell’Associazione si erano recati a Teheran lo scorso novembre con 11 banche per riattivare i contatti fra le istituzioni finanziarie dei due paesi.
Da parte sua, il Governatore Seif ha apprezzato l’impegno profuso da ABI per facilitare la piena ripresa dei rapporti di corrispondenza fra le banche dei due paesi.

Incontro tra una delegazione dell’Associazione e il Governatore Seif

Iniziative informative in tema di bail-in | [26/01/2016]

(​26 gennaio 2016) L’ABI, dopo aver sollecitato interventi informativi e formativi da parte delle banche, ha effettuato un’indagine per censire tali iniziative poste in essere in via autonoma dalle banche operanti in Italia con riferimento all’entrata in vigore del bail-in nell’ordinamento italiano.

 

​Sulla base di un ampio campione (rappresentativo dell’85% del totale del settore bancario) emerge come siano state adottate molteplici modalità di diffusione dell’informativa alla generalità della clientela. 
Sulla base delle risposte fornite, le iniziative possono essere classificate in due ambiti:

Informativa alla generalità della clientela
Questa si articola principalmente attraverso:

  •  la messa a disposizione negli estratti conto e/o sui propri siti web di un elaborato scritto, anche utilizzando il documento della Banca d‘Italia “Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie”, diffuso nello scorso mese di luglio; in diversi casi è disponibile anche un filmato video; la distribuzione in filiale di materiale cartaceo o la messa a disposizione di un proprio elaborato scritto, anche utilizzando il citato documento della Banca d‘Italia
  •  illustrazione del funzionamento della Direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie e in particolare del Bail-in nella rivista/newsletter delle banche

Tali iniziative si integrano con gli adempimenti informativi specifici previsti dalla Consob, nella sua comunicazione dello scorso 24 novembre, con riferimento all’operatività in strumenti finanziari, ai servizi di investimento e in generale alla distribuzione dei prodotti e servizi.
A queste iniziative si aggiunge la diffusione di una guida sul “Bail-in” predisposta dall’ABI in collaborazione con dodici associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del consumatore, Centro tutela consumatori utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Unc), la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio e la Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza.

Formazione del personale interno
Con particolare riguardo al personale impegnato a diretto contatto con il pubblico, sono stati diffusi ai dipendenti diversi materiali, predisposti dalla stessa banca o di fonte terza; è stato condiviso il documento Banca d’Italia e sono stati definiti specifici percorsi formativi
 

I risultati di un’indagine messa a punto dall’ABI su un campione di banche

A Catania cinque giorni di eventi dedicati al territorio | [25/01/2016]

​(25 gennaio 2016) L’iniziativa organizzata dall’Associazione bancaria italiana con appuntamenti all’insegna dell’arte, educazione finanziaria e dibattiti.

Tutti i numeri di Catania …710 persone hanno partecipato all’evento al Teatro Massimo540 bambini di 24 classi sono intervenuti all’incontro con le scuole60 persone sono state al seminario tecnico400 persone hanno visitato la mostra di libri delle banche

​Eventi culturali, momenti di educazione finanziaria, dibattiti fra Istituzioni, rappresentanti del mondo bancario e dei comparti produttivi: queste le iniziative che hanno animato l’ultima edizione degli Incontri ABI per lo sviluppo del territorio, che si è svolta a Catania dal 20 al 24 gennaio. L’iniziativa ABI, inaugurata nell’autunno 2011 e giunta alla tredicesima edizione, torna in Sicilia dopo la tappa di Messina del gennaio 2013. E, come nelle precedenti occasioni, la città è stata teatro di numerosi eventi, legati da un comune filo rosso: testimoniare e condividere il patrimonio di esperienze, professionalità ed energie che le banche mettono quotidianamente in campo, dialogando con il tessuto economico locale oppure offrendo servizi alla collettività.
L’avvio è stato dato mercoledì 20 con l’apertura al pubblico della mostra “Terre da sfogliare. Arte, storia e territorio della Sicilia attraverso i libri delle banche”, ospitata dalla libreria Mondadori di via Antonino di Sangiuliano.La rassegna, a ingresso libero, per tutti i cinque giorni dell’iniziativa,  ha offerto ai visitatori l’opportunità di ammirare, una selezione di testi – provenienti dalla biblioteca Stefano Siglienti dell’ABI, la cui sede è nelle Scuderie di Palazzo Altieri in Roma – che raccontano arte, storia e territorio dell’Isola: circa 150 preziosi volumi a disposizione di appassionati e curiosi.
Venerdì 22 è stato il giorno dell’educazione finanziaria: ventidue classi dell’ultimo anno delle elementari e di prima, seconda e terza media, provenienti da istituti di Catania e provincia, hanno vissuto una mattinata diversa, impostata su una formazione leggera all’esperienza diretta della realtà bancaria. Il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” si è trasformato in aula collettiva che ha accolto circa 500 alunne e alunni, stimolati in prima battuta da esponenti della Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf), costituita su iniziativa dell’Associazione bancaria italiana, che ha trasmesso ai giovani studenti elementi di educazione alla ‘cittadinanza economica’ per sviluppare una maggiore consapevolezza del valore del denaro, del suo uso e dell’importanza del risparmio nell’ottica di una cittadinanza attiva e consapevole. Successivamente, Giulio Piccirilli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, esperto di educazione finanziaria, ha invitato la platea a riflettere sulla funzione delle banche nel finanziare l’economia, sui rapporti tra banche e imprese e su quanto sarebbe differente e molto più complessa la vita quotidiana se le banche non esistessero. Terminata la ‘lezione’, non senza le immancabili curiosità dei ragazzi che si traducono in domande spesso sorprendenti, le classi sono state accompagnate a visitare alcuni sportelli cittadini e hanno avuto l’opportunità di vivere una prima esperienza dell’operatività della banca, incontrando le diverse professionalità che operano quotidianamente nelle filiali, a partire dai direttori di sportello.
Infine, Sabato 23 gennaio, presso il Teatro “Vincenzo Bellini”, si è svolto l’evento istituzionale che per consuetudine rappresenta il momento clou di ogni Incontro ABI sul territorio ed è occasione di dibattito e confronto fra amministratori, banche e imprese. Dopo i saluti dei rappresentanti delle Istituzioni locali ha preso la parola il Presidente dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli, che ha dato il via ai lavori della mattinata con il suo intervento introduttivo. A seguire una doppia sessione di tavole rotonde, “Le banche e il territorio” e “Le banche italiane per il Paese”, animate da esponenti del mondo bancario e dell’imprenditoria catanese. Un’occasione di dibattito e testimonianza per fotografare l’attuale congiuntura e ragionare assieme sulle possibilità di una sempre maggior sinergia e vicinanza tra banche e aziende. Ha chiuso la mattinata l’intervento del Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini.
Gli Incontri ABI per lo sviluppo del territorio si inseriscono nel programma dell’Associazione con l’obiettivo di consolidare e dare visibilità alla costante interrelazione tra le banche e i contesti ambientali in cui esse operano. Rappresentanti del mondo del credito ed esponenti della cittadinanza – nelle sue componenti istituzionali, economiche e sociali – sono chiamati a confrontarsi per meglio concorrere allo sviluppo del proprio territorio, gettando così le basi per un ulteriore rafforzamento della relazione e una sempre più fruttuosa collaborazione verso obiettivi comuni. Tutto questo attraverso un modello di partecipazione diretta per raccontare da vicino, tappa dopo tappa, l’impegno quotidiano delle banche italiane per il Paese. 

Dal 20 al 24 gennaio nella citt siciliana gli Incontri per lo sviluppo del territorio

Nasce Social impact agenda per l’Italia | [21/01/2016]

(21 gennaio 2016) La finanza e il sociale insieme per lo sviluppo degli investimenti a impatto sociale in Italia
 

Si è costituita Social impact agenda per l’Italia; l’associazione nasce per raccogliere l’esperienza dell’Advisory board italiano (Adb) della Social impact investment taskforce (Siit), promossa durante la Presidenza britannica del G8 nel 2013.
ContestoLa Siit ha avuto il compito di portare in primo piano nelle agende nazionali dei Paesi G7 gli investimenti ad impatto sociale. Nello scorso mese di luglio 2015, la Taskforce ha lasciato il testimone al Global social impact Investment steering group (Gsg) per allargare ancora il raggio di azione e dare impulso al mercato dell’impact investing su scala globale.
La contaminazione di pratiche, esperienze e competenze che hanno dialogato per oltre due anni all’interno dell’Advisory Board italiano ha contribuito a sviluppare un confronto aperto e fecondo tra operatori del terzo settore, imprese ed istituzioni finanziarie. Da questo contesto sono emerse 40 raccomandazioni (contenute nel I Rapporto dell’AdB italiano, La finanza che include: gli investimenti ad impatto sociale per una nuova economia) con lo scopo di contribuire a realizzare in Italia un nuovo ecosistema che possa favorire la crescita dell’imprenditorialità sociale e creare valore condiviso.
ScopoLa missione dell’Associazione è di monitorare lo stato di avanzamento delle 40 raccomandazioni e contribuire alla loro realizzazione e di rafforzare l’imprenditorialità sociale attraverso lo sviluppo dell’ecosistema italiano degli investimenti ad impatto sociali. L’obiettivo condiviso da tutto l’Adb italiano è di non disperdere l’esperienza virtuosa degli ultimi due anni che ha visto operatori del settore, imprese sociali, investitori, intermediari finanziari, centri di ricerca, realtà produttive, istituzioni pubbliche confrontarsi sul ruolo e le potenzialità degli investimenti ad impatto sociale nella prospettiva dell’innovazione e delle radicali trasformazioni che interessano il nostro Paese.“C’è un movimento – spiega Giovanna Melandri, presidente della Social impact agenda per l’Italia – composto da soggetti del terzo settore, della finanza e dell’impresa, che crede in un differente modello di sviluppo per offrire risposte a vecchi e nuovi bisogni, molti dei quali rimangono purtroppo insoddisfatti, pensiamo alla salute, alle disabilità, alla conciliazione vita-lavoro alle nuove forme dell’abitare, all’esclusione sociale. Senza dimenticare l’esistenza di settori che si prestano a questa ibridazione tra modelli d’impresa, comunità locali e impatto sociale: ad esempio la valorizzazione del patrimonio culturale, la gestione collaborativa dei beni comuni e le piattaforme di sharing economy. Comparti strategici per il rilancio sociale, culturale e economico del nostro Paese”.“L’Associazione Social impact agenda per l’Italia – continua la presidente Melandri – intende contribuire a sviluppare in Italia l’ecosistema degli investimenti ad impatto sociale come strumento che può essere agito per sostenere e rafforzare le imprese sociali; a un anno di distanza dalla presentazione del rapporto italiano possiamo vedere alcuni risultati, ora dobbiamo mantenere viva la rete internazionale e monitorare gli avanzamenti nel nostro Paese”.
Finalità dell’Associazione:  sviluppare e condividere la conoscenza sul settore degli investimenti ad impatto e sull’imprenditorialità sociale;

  • alimentare il dialogo e lo scambio di esperienze a livello internazionale anche alla luce della partecipazione nel Global social impact investment steering group costituito dalla Social impact investment taskforce;
  • sviluppare le relazioni tra i soci e con le altre organizzazioni che si occupano del tema;
  • consolidare e diffondere pratiche di valutazione d’impatto sociale attuabili, accessibili, e significative nel settore privato, pubblico e privato sociale;
  • contribuire alla sperimentazione di strumenti di investimento ad impatto sociale orientati al raggiungimento di risultati sociali misurabili nelle politiche degli attori privati e pubblici e alla misurazione di tali risultati. 

I soci fondatori di Social impact agenda per l’Italia
ABI-Associazione bancaria italiana; Confcooperative Federsolidarietà; Cgm – Consorzio Gino Mattarella; Etimos foundation; Federcasse; Fondazione opes; Fondazione sviluppo e crescita Crt; Human foundation; Ubi; Banca vita.
 

La finanza e il sociale insieme per lo sviluppo degli investimenti

Crediti deteriorati – Precisazione ABI | [19/01/2016]

(19 gennaio 2016) Nota del Direttore generale dell’ABI in merito alla richiesta Bce di dati sui crediti deteriorati

​Con riferimento alle indiscrezioni circolate in merito alla richiesta di dati sui crediti deteriorati inviata dalla Bce ad alcune banche italiane all’inizio dell’anno, il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ricorda che già a novembre in occasione della visita a Milano del Presidente dell’Ssm, Mme Nouy, era stata data informazione circa la costituzione in seno all’Ssm di una task force volta a studiare il tema dell’accumulo dei ‘non performing loans’ nelle banche europee (non solo italiane) nell’ottica di individuare best practices per la loro ordinata gestione.
La richiesta rivolta a un campione di banche europee, tra cui anche alcune banche italiane, rientra nelle attività preliminari di tale task force e si tratta di un esercizio ordinario di raccolta di informazioni (stock taking) su cui basare i lavori successivi e dunque non di una azione di vigilanza mirata all’adozione di misure specifiche nei confronti di alcune banche. 

Precisazione del Direttore generale ABI in merito alla richiesta dati della Bce

Moratoria rate Pmi a quota 17,6 miliardi | [16/01/2016]

(16 gennaio 2016) Prosegue il monitoraggio dell’iniziativa rinnovata e potenziata sulla sospensione di rate e soluzioni per agganciare la ripresa  

​Rate sospese e allungamento dei finanziamenti: le banche italiane continuano a promuovere forme di collaborazione straordinaria per finalità di progresso e sviluppo, mettendo a disposizione delle imprese risorse significative rivelatesi fondamentali per affrontare la crisi e, oggi, per agganciare la ripresa.Tra ottobre 2013 e novembre 2015 sono state accolte complessivamente 52.095 domande di sospensione del pagamento delle rate accolte per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 17,6 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,1 miliardi di euro.
Inoltre, sono state accolte circa 8.000 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,2 miliardi di euro di debito residuo.
Si ricorda che il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti. collaborazione straordinaria per finalità di progresso e sviluppo, mettendo a disposizione delle imprese risorse significative rivelatesi fondamentali per affrontare la crisi e, oggi, per agganciare la ripresa.Tra ottobre 2013 e novembre 2015 sono state accolte complessivamente 52.095 domande di sospensione del pagamento delle rate accolte per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 17,6 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,1 miliardi di euro.
Inoltre, sono state accolte circa 8.000 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,2 miliardi di euro di debito residuo.
Questo il risultato del monitoraggio che considera i risultati in corso dell‘Accordo per il credito 2015’, iniziativa siglata lo scorso 31 marzo con tutte le altre Associazioni di Impresa e in vigore fino al 31 dicembre 2017, con il precedente ‘Accordo per il credito 2013’.
 L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:

  • il 25,9% è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  • il 14,4% è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il 18,9% è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • l’8,1% è riferito ad imprese del settore “artigianato”;

 

Prosegue il monitoraggio delliniziativa Accordo per il credito 2015

Intesa ABI Lazio-Invimit su dismissione immobili residenziali | [15/01/2016]

(15 gennaio 2016) ​Si affacciano sul mercato della casa nella Regione Lazio 300 unità immobiliari per un valore di 90 milioni di euro: nuova opportunità con il Protocollo di intesa per la dismissione degli immobili residenziali siglato da Mario Fiumara, Presidente della Commissione regionale ABI Lazio, ed Elisabetta Spitz, Amministratore delegato di Invimit – Sgr con capitale interamente detenuto dal Ministero dell’economia e finanze.

​L’iniziativa è finalizzata a definire soluzioni che accompagnino gli attuali affittuari – o a quanti fossero interessati – nella ricerca del mutuo per l’acquisto dell’abitazione. Nello specifico si tratta di immobili del Fondo “i3 Regione Lazio” gestito da Invimit.

Sulla base dell’intesa:

  •  ABI Lazio si occuperà di sensibilizzare le banche operanti nella Regione Lazio a stipulare specifici accordi con InvImIt Sgr nell’ottica di agevolare il processo di erogazione del credito ai conduttori delle unità immobiliari in gestione ed ubicati nella Regione Lazio; resta inteso che le banche adotteranno proprie autonome politiche di valutazione del merito di credito dei potenziali mutuatari. Infatti, a valle di questo accordo le banche interessate potranno convenzionarsi con Invimit;
  •  Invimit si rende disponibile ad agevolare un processo di trasmissione delle informazioni alla banca disponibile ad aderire all’iniziativa, nell’ottica di fornire riferimenti utili alla valutazione del merito di credito con particolare riguardo alle valutazioni degli immobili in dismissione nonché, con il consenso dei soggetti interessati e nel pieno rispetto della privacy, le eventuali ulteriori informazioni relative al potenziale mutuatario per la corretta valutazione del suo merito di credito;

Protocollo ABI Lazio/Invimit nuova opportunit per la dismissione

Banche, fondazioni e associazioni per la prevenzione dell’usura | [09/01/2016]

(9 gennaio 2016) ​Aumento della rapidità applicativa, semplificazione operativa ed efficienza del sistema di garanzie per assicurare il miglior utilizzo dei fondi di prevenzione dell’usura: sono i principali obiettivi delle Linee guida in materia di convenzioni tra banche, fondazioni e associazioni che gestiscono i fondi di prevenzione dell’usura, definite tra l’ABI e la Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II” onlus.

 

​Lo comunica l’ABI evidenziando che le Parti hanno definito in un Protocollo d’intesa delle apposite Linee Guida per facilitare il rapporto di collaborazione reciproca e favorire la corretta applicazione delle convenzioni in materia.
L’Accordo è il risultato di un approfondito confronto sviluppatosi anche sul territorio e di un attento esame di tutti gli aspetti tecnici propri delle convenzioni stipulate tra banche, associazioni e fondazioni in relazione ai finanziamenti per la prevenzione dell’usura al fine di semplificare i processi operativi, facilitare eventuali problematiche di carattere generale e apportare elementi innovativi, utili a rendere più efficaci le misure previste dalle attuali norme.
Intervenendo con principi di crescente efficienza sui tempi di istruttoria delle pratiche, sull’ammontare massimo dei finanziamenti erogabili, sul sistema di garanzie, le Parti si impegnano a:

  • diffondere le Linee guida presso i rispettivi associati e siti internet, al fine di facilitarne l’adozione;
  • informare i ministeri competenti in merito all’iniziativa, anche con l’obiettivo di adeguare al contesto operativo l’Accordo-quadro nazionale del 2007;
  • promuovere occasioni di formazione e informazione presso gli operatori dei rispettivi associati per agevolare l’attuazione del Protocollo.

 Protocollo d’intesa sulle Linee guida
 

Linee guida definite dall’ABI e dalla Consulta nazionale antiusura