Il nuovo libro di Antonio Patuelli | [11/06/2015]

(11 giugno 2015) ​In uscita nelle librerie, il nuovo libro del Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli: “Nuova Europa o neonazionalismo”. Un percorso di lettura dedicato all’Europa, sulla sfida per renderla libera e unita, e su come rilanciare il suo progetto unitario dopo le crisi degli ultimi anni. Devoluti alla Confraternita della Misericordia di Bologna i diritti d’autore.


​A un anno di distanza dalla riflessione sul ruolo e sulla responsabilità delle banche per lo sviluppo del territorio contenuta nel saggio “Banche, cittadini e imprese”, il Presidente dell’ABI torna così con una nuova analisi per accompagnare il lettore nella decifrazione dell’attualità e dei suoi meccanismi. Il volume ripercorre le tappe storiche, politiche e culturali che hanno portato alla realizzazione dell’Unione Europea, a partire dal modello rappresentato dall’Italia Unita e dall’ideale originario sull’integrazione europea post-bellica, alle prime politiche economiche uniche, alle liberalizzazioni sulla circolazione delle merci, delle persone e dei capitali, alla nascita della moneta comune, al fallimento del progetto costituzionale europeo, alla crisi dei valori e alla più recente crisi economica, fino all’attuazione e allo sviluppo dell’Unione bancaria.L’Europa unita oggi appare come un disegno confuso, incompiuto e assai spesso percepito come un luogo lontano dai bisogni dei cittadini. Su perché ciò sia avvenuto e se sia ancora possibile recuperare gli alti ideali originari sono le domande da cui muovono le considerazioni dell’autore. “Quale Europa” vogliamo e “Europa come” gli interrogativi che Patuelli pone al lettore. E a cui indica delle risposte.
“È necessario un momento ricostituente per la nuova Europa, facendo convergere le istanze degli Stati nazionali e del Parlamento europeo per l’adozione di una vera Costituzione – ricorda Patuelli nel testo – “Il costituzionalismo continua, infatti, a essere la via maestra per la democrazie e le libertà”.L’alternativa è sempre più, sottolinea Patuelli, fra la nostra Europa delle libertà e gli estremismi religiosi e intolleranti. Il monito dell’autore è quindi per un concorso di forze non per demolire e demonizzare l’Unione Europea, ma per migliorarla alla luce dell’esperienza realizzata, anche attraverso la verifica critica costruttiva dei Trattati vigenti che sono mossi da giuste intuizioni ideali, ma che possono essere invecchiati ed aver prodotto eccessi burocratici e contraddizioni nel processo di integrazione e disomogeneità tra i Paesi. Con la certezza che “I principi non si impongono con la forza della violenza, ma con le idee e il metodo della ragione”.A fianco la copertina di “Nuova Europa o Neonazionalismo” – Rubettino Editore – pag. 124, 10 euro

“In uscita nelle librerie il volume “”Nuova Europa e neonazionalismo”””

Regole Ue per banche impegnate su crescita e occupazione | [09/06/2015]

(9 giugno 2015) Al decimo convegno annuale sulle risorse umane in banca, focus su nuove regole del mercato e del lavoro, su competitività e sviluppo. Analisi e approfondimenti su proposte e soluzioni per spingere la ripresa

​Banche italiane al lavoro per sostenere i germogli di ripresa che l’attuale congiuntura evidenzia. Esse operano in un contesto non agevole per via dei continui, contrastanti e profondi cambiamenti normativi su cui il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha affermato che “l’incertezza delle norme non favorisce lo sviluppo complessivo dell’economia italiana. È urgente, in particolare, la definizione di regole precise per le soglie minime di capitale delle banche in Europa. Servono regole uguali per tutti per non complicare l’attività di erogazione creditizia, quindi il rapporto con le imprese e le prospettive di ripresa”.
Allo stesso tempo – rileva una nota dell’ABI – come richiesto dall’evoluzione dei mercati nel dopo-crisi, occorre adeguare le strategie relative alla gestione del personale con i cambiamenti nelle aree di business e nell’organizzazione delle banche stesse.
Su questi aspetti, il recente accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro rappresenta un risultato importante e una risposta appropriata a conciliare gli interessi di carattere professionale ed occupazionale dei lavoratori con le esigenze di stabilità ed equilibrio delle banche italiane ed apre la strada – continua l’ABI – ad una serie di soluzioni utili ad affrontare i cambiamenti in atto nel settore bancario relativi alla razionalizzazione dei processi produttivi, organizzativi e delle strutture distributive, all’evoluzione dei comportamenti della clientela e delle innovazioni tecnologiche. Peraltro, significativo è il miglior equilibrio che nel settore bancario è stato raggiunto tra la centralità del contratto nazionale e la valorizzazione delle relazioni industriali a livello aziendale e di gruppo.
Analisi e approfondimenti – prosegue la nota dell’ABI – in sinergia con gli operatori del mercato per esaminare e proporre soluzioni in tema di lavoro al centro del decimo convegno annuale “HR2015 – Banche e risorse umane”. Il Forum è stato aperto da un messaggio del Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e seguito da un dibattito – moderato dal Responsabile della Direzione Sindacale e del Lavoro, Giancarlo Durante – tra Camillo Venesio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca del Piemonte, Tito Boeri, Presidente Inps, Giuseppe Lusignani, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari dell’Università di Bologna.
Particolare attenzione – secondo l’ABI – si impone a ciò che riguarda nuove regole e necessità occupazionali: rispetto all’introduzione del Jobs act si esprime una valutazione positiva in quanto le misure sono idonee a determinare i presupposti necessari per un rilancio dell’occupazione. Il settore bancario – continua l’ABI – con il nuovo contratto ha indicato una via, individuando soluzioni di forte valenza sociale con l’obiettivo di tutelare l’occupazione e favorire in particolare i giovani. Pertanto, nel nuovo contratto è stato definito un significativo incremento del livello retributivo di inserimento professionale; confermate le attuali modalità e misure di finanziamento del Fondo per l’occupazione (Foc) con operatività prorogata a fine 2018; innovativa, infine, un’apposita “piattaforma” informatica che sarà costituita per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nell’ambito del settore bancario, con specifica attenzione alla ricollocazione del personale.
I lavori del Forum si sono conclusi con una tavola rotonda cui interverranno: il Presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena e del Comitato per gli Affari Sindacali e del Lavoro ABI, Alessandro Profumo, l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, il Segretario Generale della Fabi, Lando Sileoni, e intervento di chiusura da parte del Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini

Regole europee certe per banche impegnate su crescita e occupazione

Intesa tra ABI e Polizia contro il crimine informatico | [05/06/2015]

(5 giugno 2015) Contromisure sempre più efficaci, interrotti oltre il 97% dei tentativi di frode nel 2014. Al Convegno Banche e Sicurezza 2015, i risultati dell’indagine ABI Lab sulla sicurezza on line
 

​Si rafforza la collaborazione tra banche e Polizia per contrastare i fenomeni di frode informatica. Rinnovata tra il Direttore Generale dell’ABI Giovanni Sabatini e il Capo della polizia e Direttore Generale della pubblica sicurezza Alessandro Pansa la convenzione per incrementare l’efficacia delle attività di prevenzione e repressione delle minacce e dei crimini informatici nell’ambito delle operazioni bancarie. 
L’accordo, che ha valore triennale, rafforza la già consolidata e proficua attività di controllo e contrasto messa in campo congiuntamente da banche e Polizia di Stato contro la criminalità informatica nel settore dei servizi bancari on line e dei mezzi di pagamento elettronico. Infatti, attraverso il contatto diretto e l’interscambio di studi, analisi e ricerche tra il Consorzio ABI Lab e la Polizia Postale e delle Comunicazioni sarà possibile prevenire e reprimere, con maggiore tempestività ed efficacia, il fenomeno delle truffe a danno dei clienti su Internet.
“Attraverso la Convenzione per la prevenzione dei crimini informatici nel settore bancario italiano – ha detto Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI – è possibile attuare la migliore difesa della clientela dei servizi e dei sistemi bancari e finanziari. Il cybercrime rappresenta una minaccia complessa e sempre mutevole, all’espansione dell’utilizzo dei canali on line si accompagna infatti l’aumento dei rischi e la sofisticazione degli attacchi cibernetici. Il rinnovato accordo consolida la partecipazione congiunta per il controllo e il contrasto delle frodi informatiche, favorendo lo scambio e la gestione delle informazioni, oltre alle attività per la protezione dei dati e delle identità on line e di tutte le operazioni svolte tramite sistemi digitali. Questo a conferma dell’impegno delle banche sul fronte della sicurezza”.
Si evidenzia inoltre l’avvio della collaborazione operativa in materia di sicurezza informatica tra ABI, per il tramite del Consorzio ABI Lab, e il CERT (Computer and Emergency Response Team) Nazionale, presieduto dall’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, attraverso la recente stipula di una convenzione apposita tra le parti.

Banche e Sicurezza 2015
In questo scenario e nell’ottica di creare un presidio continuo e di sistema sui temi legati alla sicurezza informatica, si inseriscono le attività di ricerca dell’Osservatorio Sicurezza e Frodi informatiche di ABI Lab che, nel corso del convegno Banche e Sicurezza 2015, la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca, presenta il Report sulla sicurezza 2015. Il convegno annuale sulla Sicurezza in banca organizzato dall’ABI, in collaborazione con ABI Lab e OSSIF, è un evento unico in Italia per la visione privilegiata sul settore bancario e per il coinvolgimento istituzionale e operativo, che ne fanno un punto di riferimento fondamentale per tutti gli attori coinvolti che all’evento si incontrano e si confrontano.
 
Report sulla sicurezza informatica 2015
Dall’indagine del Consorzio ABI Lab risulta che il settore bancario sta contrastando sempre di più il fenomeno del crimine informatico. Oltre il 97% dei tentativi di frode è stato interrotto. Solo un accesso all’Internet Banking ogni 1,7 milioni ha determinato una perdita di denaro. Non si rilevano casi di frode associati agli specifici servizi erogati attraverso il canale di Mobile Banking.
Grazie alle azioni di contrasto e prevenzione da parte del settore bancario e da un’attenta attività di sensibilizzazione della clientela, nel 2014 il fenomeno delle frodi informatiche sui canali digitali è stato efficacemente controllato e ridimensionato.

 

(5 giugno 2015) Contromisure sempre più efficaci, interrotti oltre il 97% dei tentativi di frode nel 2014. Al Convegno Banche e Sicurezza 2015, i risultati dell’indagine ABI Lab sulla sicurezza on line   ​Si rafforza la collaborazione tra banche e Polizia per contrastare i fenomeni di frode informatica. Rinnovata tra il Direttore Generale dell’ABI Giovanni […]

Rapine in calo agli sportelli bancari | [04/06/2015]

587 nel 2014 contro le 941 del 2013. In calo anche l’indice di rischio. La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, al Convegno Banche e sicurezza 2015

​Diminuite del 37,6% le rapine in banca in un anno, passate dalle 941 del 2013 alle 587 del 2014. Se si paragona il dato con quello del 2007, il calo supera addirittura l’80%. In netto calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 3 a 1,9. Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, presentati il 4 giugno al convegno Banche e Sicurezza 2015, la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca che si chiude domani a Roma a Palazzo Altieri.
Il trend positivo che ha caratterizzato il fenomeno negli ultimi anni è anche il frutto del lavoro congiunto di banche e Forze dell’Ordine. Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Interno, le rapine commesse ai danni delle dipendenze bancarie rispetto al totale di quelle denunciate sono passate dal 5,5% del 2004 al 2% del 2014.
Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dall’indagine Ossif sulle rapine in banca nel 2014.

La mappa delle rapine
Nel 2014, le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-38%, da 36 a 22), Basilicata (-72,7%, da 11 a 3), Campania (- 26%, da 52 a 38), Emilia Romagna (-37,5%, da 112 a 70), Lazio (-37,2%, da 94 a 59), Lombardia (-46,9%, da 177 a 94), Marche (-65,9, da 44 a 15), Molise (-40%, da 5 a 3), Piemonte (-41,0%, da 78 a 46), Puglia (-17,1%, da 35 a 29), Sicilia (-35%, da 134 a 87), Toscana (-39,5%, da 81 a 49), Umbria (-62,5%, da 16 a 6), Veneto (-41,9%, da 43 a 25). Nessun colpo in banca in Valle d’Aosta. Invariate le rapine in Sardegna (3) e Friuli Venezia Giulia (5). Aumenti si sono invece verificati in Calabria (con 5 rapine da 2), Liguria (con 26 da 13), Trentino Alto-Adige (con 2 da nessuna).

Gli investimenti in sicurezza e la nuova Guida antirapina
Le banche italiane investono ogni anno circa 700 milioni di euro per rendere le proprie filiali sempre più protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita Guida antirapina che recepisce i suggerimenti delle Forze dell’Ordine. La nuova edizione della Guida, ultimata proprio in queste settimane, è stata presentata durante i lavori del convegno.
 

Secondo i dati Ossif la diminuzione stata del 38% rispetto al 2013

Accordo ABI/Polizia contro il crimine informatico | [03/06/2015]

(3 giugno 2015) E’ stato siglato  a Roma l’accordo tra Polizia di Stato e ABI Associazione bancaria italiana nell’ottica di rafforzare gli strumenti per la prevenzione e il contrasto del crimine informatico nel settore dell’home banking e della monetica.

La convenzione, firmata dal Capo della Polizia Alessandro Pansa e dal Direttore Generale di ABI Giovanni Sabatini ha per obiettivo l’adozione condivisa di procedure di intervento e di scambio di informazioni utili alla prevenzione e al contrasto degli attacchi informatici di matrice terroristica e criminale. Un’attività che per la Polizia di Stato sarà svolta dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (C.n.a.i.p.i.c.) della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
L’accordo viene stipulato in attuazione del decreto del Ministro dell’Interno del 9 gennaio del 2008, che ha individuato le infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale, ovvero i sistemi ed i servizi informatici o telematici, gestiti da enti pubblici o società private, che governano i settori nevralgici per il funzionamento del Paese.
Alla firma della convenzione erano presenti per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, oltre al Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa, Roberto Sgalla, Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, Antonio Apruzzese, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, per ABI erano presenti il Direttore Generale Giovanni Sabatini e
Piefrancesco Gaggi, Presidente del Consorzio ABI Lab attivo sui temi di Cybersecurity

Accordo ABI/Polizia per il contrasto e la prevenzione del fenomeno

Mutui alle famiglie in crescita del 55% | [30/05/2015]

(30 maggio 2015) I dati relativi ai primi quattro mesi del 2015 evidenziano la forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni.

​Dal campione ABI, composto da 78 banche, che rappresenta circa l’80% della totalità del mercato bancario italiano, emerge che nel quadrimestre gennaio-aprile 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 11,345 miliardi di euro rispetto ai 7,309 miliardi dello stesso periodo del 2014. L’incremento su base annua è, quindi, del 55,2%.
L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 è anche superiore sia al dato dei primi quattro mesi del 2013, quando si attestarono sui 5,777 miliardi di euro, sia al valore dei primi quattro mesi del 2012 (6,771 miliardi di euro).
I mutui a tasso variabile rappresentano, nei primi quattro mesi del 2015, il 63,3% delle nuove erogazioni complessive; tuttavia sono in sensibile incremento i mutui a tasso fisso che hanno superato ad aprile 2015 il 40% delle nuove erogazioni (erano il 16% dodici mesi prima). 

Nei primi quattro mesi del 2015 forte ripresa dei finanziamenti alle famiglie

ABI e Accademia della Crusca sul linguaggio della finanza | [29/05/2015]

(29 maggio 2015) A confronto linguisti, banchieri, giornalisti e funzionari amministrativi per dibattere dell’apporto degli uomini di banca all’evoluzione dell’italiano e dell’indissolubile legame fra lingua e diritto.
 

​Una riflessione sull’italiano delle banche per discutere del ruolo fondamentale che la cultura bancaria e finanziaria ha avuto nella storia della lingua italiana, degli sviluppi in atto e di quelli futuri nella lingua dell’economia e della finanza, della necessità di coinvolgere un pubblico sempre più vasto e generalizzato in iniziative di comunicazione all’insegna dell’educazione finanziaria. L’occasione per dibattere su questi temi è stata offerta dal convegno “Il linguaggio dell’economia. L’italiano delle banche e della finanza”, organizzato dall’Associazione bancaria italiana e dall’Accademia della Crusca e che si è tenuto nella mattinata di oggi a Firenze, presso la villa medicea di Castello. 
Dopo il saluto introduttivo di Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, e delle autorità presenti, lo stesso Marazzini e il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, hanno svolto le relazioni introduttive, rispettivamente intitolate “Una grande tradizione nazionale: l’italiano e i banchieri” e “Lingua, diritto ed economia”. A seguire, Giovanni Sabatini, direttore generale dell’ABI, Andrea Beltratti, presidente della Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (Feduf), Jean-Luc Egger, capo sostituto sezione Legislazione e Lingua presso la Cancelleria generale svizzera, e Guido Gentili, editorialista del “Sole-24 Ore”, hanno animato una tavola rotonda moderata da Pierfrancesco de Robertis, direttore del quotidiano fiorentino “La Nazione”. 
Nel corso del suo intervento il Presidente Patuelli ha osservato che “vi è un indissolubile legame fra lingua e diritto che, se viene violato, comporta notevoli rischi. Infatti, forti rischi sono stati assunti da chi ha sottoscritto contratti derivati stipulati in lingua anglo-americana in Stati non di common law, cioè, con principi giuridici diversi. Quante sono le controversie nate e addirittura tuttora in atto per questa babele del combinato disposto fra diverse lingue e diritti dell’economia? La certezza del diritto si coniuga, infatti, con la certezza dei significati degli istituti giuridici nella medesima lingua. Non uguale certezza del diritto viene garantita, senza una continuità coerente fra inquadramento costituzionale, normativa e lingua”.
“L’imbastardimento di lingue nazionali nel diritto dell’economia, dei commerci e dei contratti – ha proseguito Patuelli – ha portato equivoci rischiosi che anche ricordano il trattato di Uccialli fra l’Italia di fine Ottocento e l’Etiopia imperiale di quel tempo che lo redassero in due lingue, con significati anche differenti. Il trattato di Uccialli fu origine di equivoci, conflitti e guerre rovinose anche per l’Italia. Quindi, la purezza della lingua italiana non è un ideale nostalgico o passatista né un fatto puramente letterario. È una premessa di chiarezza e di certezza del diritto in economia. L’alternativa alla coerenza giuridico-linguistica italiana è l’adesione integrale, al tempo stesso linguistica e giuridica, ad un altro sistema giuridico-linguistico, non l’imbarbarimento”.
“Il processo di costruzione dell’Unione Europea, con i suoi tanti limiti da superare, non rappresenta – ha concluso il Presidente dell’ABI – l’adozione di un sistema economico, giuridico e linguistico particolare, interno ed esterno, ma un processo originale ed innovativo che permetta la crescita economica e civile ed al tempo stesso garantisca dai rischi di sradicamento culturale che porterebbero alla perdita di identità, memoria e valori ed alla decadenza prima culturale, poi anche economica dell’Italia della ragione e della società aperta, delle produzioni, dei commerci e delle banche”.
 

A Firenze un confronto sul tema tra ABI e Accademia della Crusca

I finanziamenti alle imprese crescono di oltre l’11% | [28/05/2015]

​(28 maggio 2015) I dati relativi ai primi quattro mesi del 2015 evidenziano una ripresa del mercato dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie.

​Dal campione ABI, composto da 78 banche, che rappresenta circa l’80% della totalità del mercato bancario italiano, emerge che nel quadrimestre gennaio-aprile 2015 le erogazioni di nuovi finanziamenti alle imprese hanno registrato un incremento dell’11,2% rispetto allo stesso periodo del 2014.
Sempre nello stesso periodo sono aumentate anche le erogazioni dei finanziamenti alle famiglie nella forma del credito al consumo. L’incremento su base annua è in questo caso pari all’11,6%. 

Nei primi mesi del 2015 incremento dell’11% del credito alle Pmi

Con ‘Accordo per il Credito 2013’ sospese rate per 14,6 miliardi | [23/05/2015]

(23 maggio 2015) I dati definitivi dell’iniziativa rinnovata e potenziata con il nuovo Accordo per il Credito 2015 sulla sospensione delle rate e soluzioni per agganciare la ripresa e sostenere lo smobilizzo dei crediti verso la Pubblica amministrazione.

 

​Sono state complessivamente 42.818, tra ottobre 2013 e marzo 2015, le domande di sospensione del pagamento delle rate per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 14,6 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 1,8 miliardi.
Questo il risultato del monitoraggio definitivo sull‘Accordo per il credito 2013’, iniziativa attiva fino allo scorso 31 marzo e rinnovata con il nuovo ‘Accordo per il credito 2015’ tra l’ABI e tutte le altre Associazioni di Impresa, in vigore fino al 31 dicembre 2017.
L’analisi relativa alla distribuzione delle domande di sospensione accolte per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:

  • il 27,1% delle domande è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  • il 14,8% delle domande è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il 18,6% delle domande è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • l’8,1% delle domande è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
  • il 6,3% delle domande è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
  • il restante 25,1% agli “altri servizi”.

Si ricorda che il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.

I risultati dellultimo monitoraggio sullAccordo per il credito 2013

Rapporto immobiliare residenziale 2015 | [21/05/2015]

(21 maggio 2015) Balzo in avanti per mutui, compravendite e condizioni di accesso all’acquisto della casa: come sta cambiando il mercato delle abitazioni. Le analisi dell’Agenzia delle Entrate e di ABI nel Rapporto immobiliare 2015
 

​Dopo sette anni in negativo, torna a crescere il mercato italiano delle abitazioni residenziali che nel 2014, sui rogiti effettivamente registrati nell’anno, mostra un +3,5% rispetto all’anno precedente. Il segnale positivo va interpretato cautamente, perché influenzato dagli effetti fiscali della modifica dell’imposta di registro intervenuta dall’1 gennaio del 2014 che ha portato a rogitare acquisti, di fatto compiuti sul finire del 2013, nei primi mesi del 2014. Ricostruendo la serie storica per neutralizzare tale effetto, si può ipotizzare che l’incremento del 2014 si limiti al più contenuto +0,7%. In ogni caso si tratta di un segnale positivo che si riscontra anche per le abitazioni acquistate tramite mutuo ipotecario con un balzo in avanti di oltre 12 punti percentuali. Migliora, infine, anche l’indice di affordability, cioè la possibilità di accesso delle famiglie italiane all’acquisto di un’abitazione, che a fine 2014 risultava pari al 9%, 2,3 punti percentuali in più dell’anno precedente.
È il quadro che emerge dal Rapporto immobiliare residenziale 2015, lo studio realizzato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con Abi, l’Associazione Bancaria Italiana.
L’andamento del mercato residenzialeLe compravendite di immobili a destinazione abitativa nel 2014 sono state 421mila, ancora al di sotto dei valori registrati alla fine degli anni ‘80. L’andamento e la distribuzione dei volumi di scambio per macroaree geografiche, al lordo dell’effetto fiscale dovuto al mutamento dell’imposta di registro, ha evidenziato una ripresa più accentuata nell’area del Centro (+6,5%), seguita dall’area del Nord-Est (+5%) e del Nord-Ovest (+3,4%), dove si concentra la quota più elevata delle transazioni. Ancora contenuti, invece, i rialzi registrati nelle aree del Sud (+0,8%) e nelle Isole (+0,2%).
La superficie media dell’unità abitativa acquistata è stata pari a 105,2 m2, in crescita del 5%, mentre il fatturato del settore guadagna circa 5 miliardi di euro, passando dai 67,5 miliardi del 2013 ai 72,1 miliardi registrati nel 2014.

Focus sulle grandi cittàIl mercato residenziale nelle otto principali città italiane mostra, nel 2014, una ripresa più accentuata, sempre al lordo dell’effetto fiscale, rispetto alla media nazionale. Le migliori performance si registrano a Bologna (+18,5%), Genova (+15%), Roma (+13,9%) e Firenze (+13,3%); seguono Torino (+5,4%), Milano (+5%) e Palermo (+4%). Unica grande città a mantenere il segno negativo è Napoli, con il 3,7% di compravendite in meno rispetto al 2013.

Gli italiani e il mutuoLe abitazioni acquistate tramite mutuo ipotecario sono state 161.842 (+12,7% su base annua), con il maggior numero di compravendite registrate al Nord-Ovest (36%) e al Centro (22,5%). Il capitale complessivo erogato mostra un incremento del 10%, toccando quota 19,3 miliardi di euro, ma cala il capitale unitario, che scende di circa 3 mila euro, passando dai 122mila euro del 2013 ai 119 mila del 2014. Il calo dei tassi d’interesse e del capitale unitario erogato ha portato ad una diminuzione generalizzata della rata mensile, che è passata, in media nazionale, dai 682 euro del 2013 ai 631 euro del 2014.

Indice di affordabilityL’indice, elaborato dall’Ufficio Studi Abi secondo consolidate prassi metodologiche, sintetizza l’analisi dei vari fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento, tassi di interesse sui mutui) che influenzano la possibilità per le famiglie di comprare casa indebitandosi e ne descrive l’andamento. Nel 2014 l’indice continua nel suo trend positivo, registrando un significativo miglioramento che in media di anno lo riporta in linea con i valori massimi dell’intero periodo di osservazione; secondo le proiezioni mensili, a marzo del 2015 con il valore del 10,3% avrebbe stabilito il nuovo massimo storico. In quest’ultimo anno la dinamica positiva è principalmente dovuta ad una forte riduzione del costo dei mutui, mentre continua ad essere positivo anche il contributo dovuto al miglioramento del prezzo relativo delle case rispetto al reddito disponibile. In miglioramento anche gli aspetti distributivi: nel secondo semestre del 2014, la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa è pari al 60%, valore superiore di 7 punti percentuali al dato di un anno prima. Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione è risultato piuttosto omogeneo a livello territoriale: la condizione di accessibilità è presente in quasi tutte le regioni ed inoltre sono 8 quelle in cui nel 2014 l’indice ha registrato un massimo storico. Le positività registrate per l’indice di accessibilità trovano riscontro anche nella ripresa del mercato dei mutui: nei primi tre mesi del 2015 le nuove erogazioni hanno registrato un incremento superiore al 50% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Guida alla consultazioneIl Rapporto immobiliare 2015 può essere scaricato gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Pubblicazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare.
 

Le analisi di Agenzia delle Entrate e ABI nel Rapporto residenziale 2015