Governo: salta incontro con ABI, inviato documento su misure

(26 gennaio 2021) Le dimissioni del Governo hanno impedito lo svolgimento dell’incontro fra ABI e il Governo: comunque ABI rende noto ciò che avrebbe illustrato al Governo: il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli ha affermato che le banche sostengono ogni settore economico e apprezzano innanzitutto l’utilizzazione dei fondi europei per investimenti, dopo una fase di prevalenti necessari sostegni alle emergenze sociali.

I​n proposito l’ABI ha inviato al governo un documento sulle forme degli strumenti finanziari utili per meglio sostenere le imprese nell’attuazione dei progetti di investimento finanziati con fondi europei.

Il Presidente Patuelli e il Direttore Generale dell’ABI Giovanni Sabatini hanno segnalato al Governo che il prolungarsi della pandemia comporta il prolungamento di tutte le misure finanziarie adottate per fronteggiarla: l’ABI apprezza la proroga delle moratorie ex lege disposta dalla legge di Bilancio, ma essa rischia di essere vanificata se l’EBA, l’Autorità bancaria europea, che comprende anche i paesi europei non Euro (da non confondersi con la BCE), non corregge o almeno non interpreta con flessibilità le linee guida dell’EBA stessa che pongono il limite di nove mesi alla durata complessiva delle sospensioni dei pagamenti: vi è il rischio di dover classificare come deteriorate le esposizioni in moratoria che superino i nove mesi, hanno segnalato Patuelli e Sabatini che hanno chiesto al Governo ogni urgente sforzo per far sospendere o, almeno, far interpretare estensivamente  questa disposizione dell’EBA che è anacronistica in presenza della così grave e prolungata pandemia.

1- segue

 

Il Documento ABI al Governo

​(26 gennaio 2021) Il Presidente Antonio Patuelli e Il Direttore Generale dell’ABI Giovanni Sabatini hanno ora inviato al Presidente Conte e ai Ministri Gualtieri, Patuanelli e Amendola il seguente documento che avrebbero consegnato al Governo nell’incontro programmato per le ore 10 di oggi e che non si e’ tenuto per le dimissioni del Governo.  Segue testo integrale del Documento ABI

​Contributo ABI
26 Gennaio 2021

Le banche fanno e faranno la loro parte e non faranno certamente mancare il loro supporto nel cammino di modernizzazione e sviluppo dell’Italia, così come sono state impegnate fin dal primo momento a fianco delle famiglie e delle imprese per affrontare la crisi.
Affinché ciò sia possibile, occorre che la regolamentazione di vigilanza sulle banche, nel perseguire l’obiettivo della stabilità, tenga in conto costantemente l’obiettivo della crescita economica e non crei ostacoli al ruolo essenziale in questa fase svolto dal mondo bancario, cioè di sostegno a famiglie e imprese.
Innanzitutto, la proroga delle moratorie ex lege disposta dalla legge di bilancio se non accompagnata da una interpretazione delle linee guida dell’EBA che oggi pongono un limite di 9 mesi alla durata complessiva del periodo di sospensione dei pagamenti produce il rischio di dover riclassificare come esposizioni deteriorate tutte le esposizioni oggetto di moratoria con conseguenze gravemente dannose per i debitori. Occorre che si intervenga quanto prima per ottenere una interpretazione delle regole che consenta la proroga delle moratorie oltre i 9 mesi senza le conseguenze sopra descritte. Allo stesso tempo occorre ampliare i parametri stabiliti dall’Autoritá Bancaria Europea (EBA) per consentire misure di agevolazione per i debitori (quali, ad esempio, l’allungamento dei piani di ammortamento) senza che la concessione di tali agevolazioni faccia scattare la riclassificazione della posizione come deteriorata

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L’utilizzo delle risorse del PNRR dovrà assicurare la sostenibilità anche nel medio periodo del debito pubblico e mettere in prospettiva il rapporto debito/PIL su un sentiero di riduzione. 
Le modifiche legislative e gli incentivi devono avere carattere di certezza e stabilità nel tempo, per poter creare aspettative positive e dare la possibilità ai potenziali fruitori di pianificare i propri investimenti e poter contare sul mantenimento delle agevolazioni per il tempo necessario.
E’ importante che vi sia semplicità e facilità di accesso alle misure, specie per ciò che concerne agevolazioni ed incentivi, sia per le procedure previste, sia per la chiarezza dei criteri per l’applicazione. 

‘P0519Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede l’utilizzo di strumenti finanziari per favorire l’apporto di risorse private (in forma di credito o capitale) al fianco di quelle pubbliche per attivare nuovi investimenti in particolare nell’area delle filiere strategiche, del miglioramento dei servizi turistici e delle infrastrutture ricettive, dell’economia circolare e dell’housing sociale.
Il PNRR ipotizza anche la costituzione di un “Fondo di fondi”, che alimenti fondi operativi specializzati per strumenti finanziari, rischi assunti e settori di intervento.
Si prevede inoltre la possibilità di favorire la sinergia tra gli interventi finanziati attraverso il programma europeo InvestEU e quelli del RRF (Recovery and Resilience Facility).
Affinché tali misure possano sviluppare al meglio il loro potenziale, è necessario che i diversi strumenti finanziari funzionino in maniera omogenea per tipologia di obiettivo, evitando la proliferazione di misure agevolative con la conseguente polverizzazione delle risorse disponibili e la maggiore difficoltà a canalizzare gli incentivi verso i beneficiari finali, in tempi compatibili con l’urgenza di favorire la ripresa economica.
I possibili strumenti finanziari sono: 1) garanzie su finanziamenti bancari; 2) contributi in conto interessi su finanziamenti bancari; 3) finanziamenti agevolati, eventualmente associati a finanziamenti bancari. Un discorso a parte riguarda poi gli strumenti di partecipazione al capitale di rischio. 
Per ciascuna delle tre tipologie di agevolazione, coerentemente con gli obiettivi del PNRR di semplificazione e digitalizzazione, è possibile immaginare la realizzazione di altrettante piattaforme nazionali finalizzate alla loro erogazione, secondo modalità standardizzate.
Per la garanzia su finanziamenti bancari, in Italia abbiamo già una possibile piattaforma che funziona efficacemente e alla quale si dovrebbe far riferimento: il Fondo di garanzia per le PMI.
Le nuove garanzie per l’accesso al credito delle imprese dovrebbero essere direttamente gestite dal Fondo di garanzia per le PMI o, comunque, seguirne lo schema operativo.
Anche per i contributi in conto interessi esiste un possibile modello di riferimento che funziona e che ormai le banche hanno imparato a gestire efficientemente: la nuova legge Sabatini.
Per i finanziamenti agevolati direttamente erogati dallo Stato/regioni non esiste una piattaforma di erogazione unica o uno schema agevolativo unico. Esiste però un possibile modello di riferimento da cui, con le necessarie semplificazioni, si potrebbe partire: il Fondo Rotativo Imprese (FRI).
Le piattaforme dovrebbero servire anche per l’erogazione di agevolazioni di matrice locale, prevedendo – come è già per il Fondo di garanzia delle PMI – sezioni regionali.
Il sostegno pubblico ad operazioni di capitalizzazione delle imprese (ad es. tramite investimenti nel capitale di fondi di private equity, banche o tramite IPO e quotazione su SME Growth Markets) è previsto solo in alcuni casi specifici: tale intervento dovrebbe costituire un perno importante per la ripresa nella fase post pandemica in un’ottica di sostenibilità e ottimizzazione della struttura finanziaria delle imprese.

Riforme prioritarie
Tra gli elementi essenziali alla ripresa del Paese è anche menzionata la riforma di alcune componenti della giustizia civile e del sistema tributario italiano per renderlo più equo, semplice ed efficiente.
L’efficienza della giustizia civile, la certezza del diritto, la definizione dei contenziosi in tempi certi e ragionevoli sono precondizioni per lo sviluppo delle imprese in un contesto di legalità e per migliorare l’attrattività dell’Italia rispetto agli investimenti esteri.
L’evoluzione del sistema fiscale poggia molto sulle banche che hanno elevate responsabilità e rischi fiscali. La gestione di questi compiti per obblighi di legge dovrebbe essere inquadrata in un più corretto rapporto tra amministrazione finanziaria e banche. Il rapporto di servizio che si è istaurato – ed è destinato nel tempo a intensificarsi – merita lo stesso rispetto dei principi di: i) equità (evitare oneri impropri per le banche); ii) semplificazione (intesa non solo per il contribuente finale ma anche per chi è obbligato a svolgere un ruolo per conto del fisco senza essere parte dell’Amministrazione finanziaria); iii) efficienza (di tutte le fasi del prelievo fiscale, comprese, quindi, quelle gestite dalle banche per conto del fisco).

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In allegato tecnico sono riportate le considerazioni sulle Missioni, sulle componenti e linee di intervento di maggiore interesse.

Allegato tecnico

M1 – DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITÀ E CULTURA
M1.C1 – Digitalizzazione e modernizzazione della PA

• Digitalizzazione della PA e Innovazione della PA
Nell’ambito del processo di digitalizzazione della PA e di accelerazione dei tempi della giustizia è auspicabile che i relativi benefici esplichino i loro effetti tempestivamente e in modo diffuso tra tutti gli operatori economici.
In una logica di utilizzo aperto dei dati (open data economy), sarebbe di grande utilità la possibilità di accedere alle informazioni contenute nelle banche dati pubbliche in modalità aperta (tramite interfacce informatiche (API), quali quelle previste dalla direttiva PSD2 per le banche), semplificando e agevolando in modalità automatizzata le interrogazioni delle banche dati stesse per tutti i potenziali utenti. Questo approccio potrebbe consentire sia lo scambio di dati sia l’aggiornamento di informa
zioni già in possesso della PA (ad esempio in riferimento all’aggiornamento degli estremi dei documenti di identità di clienti già identificati).
Nell’ambito della modernizzazione e semplificazione dei processi della pubblica amministrazione si potrebbe rafforzare la piattaforma SIOPE+, la Piattaforma telematica, sviluppata dalla Banca d’Italia per conto della Ragioneria Generale dello Stato (RGS), che intermedia il colloquio tra le pubbliche amministrazioni e i relativi tesorieri intercettando tutte le informazioni contabili delle stesse. Tale piattaforma risponde all’esigenza principale di agevolare il monitoraggio in tempo reale dell’andamento dei flussi finanziari pubblici, è integrata con la Piattaforma dei crediti commerciali (PCC) che ha l’obiettivo di monitorare i debiti commerciali della PA e contribuisce in modo significativo all’innalzamento del livello generale di informatizzazione dei singoli enti.
Tuttavia, al momento la Piattaforma SIOPE+ non è utilizzata da tutti gli Enti Pubblici, ne rimangono escluse molte tipologie, in particolare quelli finanziariamente meno rilevanti e di più piccole dimensioni che utilizzano, nella quasi totalità di casi, modalità operative cartacee (si stima circa il 20% degli enti pubblici totali).
Si propone di includere le citate categorie di Enti Pubblici nell’uso della Piattaforma, sancendo, analogamente a quanto fatto in passato per gli Enti già integrati, mediante apposito Decreto, l’obbligo all’adesione. Detti enti andrebbero agevolati nel processo attuativo, anche mediante modalità tecniche di collegamento e standard di colloquio opportunamente adeguati alle esigenze basiche di detti enti.

Inoltre, la Piattaforma SIOPE+ si presta, per completezza di dati raccolti, a ricoprire un ruolo ulteriore: consentire la digitalizzazione del processo di controllo svolto dalla Corte dei Conti nei confronti degli agenti contabili (tesorieri) degli Enti pubblici, attraverso una loro acquisizione diretta da parte della stessa Corte dei Conti.

Si potrebbe altresì intervenire sui bandi di gara per l’assegnazione dei servizi di tesoreria degli enti pubblici. In particolare, si propone di mettere a disposizione degli enti pubblici, senza alcun vincolo all’utilizzo, format elettronici – sfruttando eventuali piattaforme già in essere – di semplice compilazione che contengano la previsione delle principali componenti del servizio di tesoreria che l’ente, con un contrassegno elettronico, possa scegliere con semplicità e tempestività. La proposta semplifica l’operato dell’ente e ne velocizza l’operazione e, a sua volta, rende più immediata la risposta del tesoriere, agevolando anche la riduzione della casistica delle gare deserte.

• Innovazione organizzativa della Giustizia
Nell’ambito delle misure di innovazione organizzativa della Giustizia, al fine di ridurre i tempi dei giudizi, sono previsti nel PNRR alcuni interventi che riguarderanno l’implementazione dell’ufficio del processo, best practice già utilizzata anni fa e tradotta in normativa con l’art. 50 del D.L. n. 90/2014, e l’innovazione delle infrastrutture digitali combinate con il completamento della digitalizzazione del processo. 
Si tratta di progetti rilevanti anche se, in tale contesto, sarebbe necessario valutare l’opportunità di investire risorse anche nella specializzazione dei giudici, specie in materia concorsuale e delle esecuzioni. Da tempo l’ABI ritiene che un fattore di efficienza della giustizia sia rappresentato dalla specializzazione dei magistrati, attraverso una razionalizzazione ed ottimizzazione delle risorse giudiziarie dedicate alle procedure esecutive e concorsuali, mantenendo un elevato livello di qualità del servizio.
In particolare, si propone di ripercorrere la positiva esperienza dell’istituzione del “Tribunale delle Imprese”, in cui le controversie con un alto grado di tecnicismo e ad elevata rilevanza economica sono concentrate in pochi uffici giudiziari dislocati sul territorio nazionale.
Si potrebbe, quindi, prevedere l’istituzione presso i tribunali di sezioni specializzate in procedure esecutive e in materia concorsuale, composte da giudici con requisiti specifici e formazione continua. Si tratterebbe di riprendere ed estendere anche alla materia delle esecuzioni quanto previsto dalla Legge delega 19 ottobre 2017, n. 155 sulla riforma delle discipline della crisi d’impresa, che all’art. 2, comma 1, lett. n, stabiliva il criterio guida di “assicurare la specializzazione dei giudici addetti alla materia concorsuale, con adeguamento degli organici degli uffici giudiziari la cui competenza risulti ampliata”.
Va purtroppo evidenziato, inoltre, che nell’ambito delle prossime misure legislative elencate nel PNRR, non si prevede nulla sul versante del processo esecutivo.
Il mondo bancario è particolarmente coinvolto nell’ambito delle procedure per il recupero del credito posto che le banche assumo spesso la veste di “utenti” di giustizia quali creditori.
Un processo esecutivo più veloce ed efficiente influisce, inoltre, positivamente sulla riduzione dello stock dei crediti deteriorati.
A fronte di un potenziale aumento dei crediti deteriorati è, infatti, di fondamentale importanza puntare l’attenzione anche su una delle principali cause che, negli anni passati, ne hanno determinato la crescita.
Per questi motivi, appare indispensabile attivarsi immediatamente anche sul fronte delle procedure di recupero del credito, peraltro ulteriormente rallentate dall’emergenza COVID e dalla normativa emergenziale (vedasi ad esempio la proroga della sospensione delle procedure esecutive sulla prima casa). 

M1.C2 – Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo
La seconda componente della Missione “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” ha l’obiettivo di favorire l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese, di rafforzare le filiere produttive, con particolare riferimento a quelle più innovative e strategiche per il posizionamento competitivo dell’Italia e del Made-in Italy in ambito internazionale, e di incentivare la realizzazione di reti ultraveloci in fibra ottica, promuovendo le tecnologie 5G ed investimenti in infrastrutture per il monitoraggio satellitare.
Per l’attuazione della componente viene evidenziato il ruolo che potrebbe svolgere il settore bancario soprattutto con riferimento all’utilizzo del Fondo di garanzia per le PMI per favorire l’accesso al credito. Si prevede a tal fine il rifinanziamento del Fondo. In merito, si ribadisce quanto evidenziato in tema di miglior utilizzo delle fonti finanziarie.
Dal punto di vista fiscale, le misure potrebbero essere accompagnate con una ulteriore valorizzazione degli incentivi alla capitalizzazione, già previsti, connessi alla gestione ordinaria delle imprese, come l’Aiuto alla Crescita Economica (“ACE”). L’ACE si è dimostrata efficace nel favorire la capitalizzazione delle imprese (in particolare le PMI), la loro resilienza e l’innalzamento del loro merito di credito. L’incentivo, infatti, consente, con riferimento alle scelte di finanziamento di medio-lungo periodo del singolo imprenditore di favorire il rafforzamento patrimoniale del tessuto industriale italiano, grazie alla sua natura di agevolazione che opera su base incrementale. L’impatto positivo del beneficio dipende, in primo luogo, dalla misura dell’aliquota del c.d. “rendimento nozionale del nuovo capitale proprio”, la cui misura si è progressivamente ridotta nel corso del tempo ed è oggi pari all’1,3%. Per tenere conto del difficile contesto economico conseguente alla pandemia, si potrebbe prevedere un’aliquota maggiorata da applicare agli incrementi di capitale proprio realizzati in un determinato arco temporale (ad esempio, tre o cinque anni). Al fine di rendere la misura ancor più efficace, la maggiorazione dovrebbe essere riconosciuta stabilmente, vale a dire fino a quando gli incrementi di capitale proprio realizzati n
el periodo vengono mantenuti dall’impresa.

• Transizione 4.0
Le misure previste nell’ambito del “Piano Transizione 4.0” potrebbero registrare ulteriori adesioni soprattutto se stabilizzate (temporalmente, ma anche nelle sue caratteristiche), favorendo in questo modo anche programmazioni di lungo periodo, che proprio per la complessità dei processi industriali coinvolti possono implicare piani di investimento che si articolano su più periodi di imposta.
Sebbene dal punto di vista soggettivo le previsioni normative siano molto ampie operando per la generalità delle imprese residenti sul territorio nazionale, permangono delle limitazioni dovute alle tipologie di investimenti agevolati. Il Piano agevola principalmente beni strumentali ad alto contenuto tecnologico interconnessi nel processo produttivo e destinati eminentemente alla produzione fisica. Ciò finisce in pratica per escludere dall’accesso alla misura massima del credito d’imposta taluni settori, come quello bancario, che nondimeno sono caratterizzati da un costante, necessitato e inarrestabile processo di innovazione tecnologica. Dunque, al fine di stimolare l’intero complesso degli investimenti strettamente connessi con i processi di innovazione tecnologica (esempio: investimenti propedeutici alla dematerializzazione e alla digitalizzazione dei processi interni delle banche e delle imprese in generale), prescindendo dal settore economico a cui quegli stessi investimenti sono destinati, si auspica un incremento della percentuale del credito d’imposta e dei limiti massimi di costi ammissibili, con riferimento agli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali ulteriori rispetto a quelli oggi previsti.

M2 – RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA
Quando la realizzazione delle misure di sostegno economiche previste nella missione 2 del PNRR preveda una congiunta componente di finanziamento privato, ad esempio, da parte del mondo bancario, si auspica che i criteri per individuare progetti e attività economiche eleggibili siano allineati con la Tassonomia Europea per le attività sostenibili (in particolare da un punto di vista ambientale) che sarà un riferimento per numerosi requisiti di trasparenza al mercato, di reporting agli organi di supervisione bancaria e finanziaria e in generale per gli investimenti ESG. In tali requisiti sarà richiesto alle banche di rendicontare e verosimilmente di incrementare la quota parte delle proprie esposizioni verso attività e progetti allineati con la Tassonomia Europea e quindi sarà utile che possano in tale ambito essere annoverati quelli riconducibili al PNRR.

M2. C1 – Agricoltura sostenibile ed economia circolare
La componente “Agricoltura sostenibile Impresa verde ed economia circolare” ha come obiettivi prioritari la promozione della sostenibilità ambientale nella filiera dell’agricoltura, il sostegno a progetti innovativi di decarbonizzazione tramite processi di economia circolare, nonché la definizione di un piano nazionale per l’economia circolare, anche promuovendo la transizione verso processi sostenibili e certificati, che adottino i principi del Life Cycle Assessment (LCA) per la valutazione dell’impronta ambientale di prodotti e servizi nonché l’utilizzo di materiali biobased.
Si auspica che per l’attuazione del progetto venga utilizzato lo strumento del Fondo Rotativo degli Investimenti (FRI), per la gestione del quale le banche hanno sottoscritto una specifica Convenzione con Ministero delle Politiche Agricole e CDP, anche in considerazione del fatto che lo stesso FRI verrà utilizzato per l’attuazione della seconda linea di azione della Componente “Economia circolare e valorizzazione del ciclo integrato dei rifiuti”.
Per diversificare la struttura finanziaria delle imprese potrebbe, tra l’altro, essere prevista una garanzia pubblica a fronte di emissioni obbligazionarie delle imprese. La misura dovrebbe inoltre essere allineata con il regime di garanzie rilasciate dalla SACE nel settore green già previsto nel DL “Semplificazioni” di luglio 2020 per progetti che rientrano nel Green New Deal.

M2. C2 – Energia rinnovabile, Idrogeno e mobilità sostenibile
La line d’azione “Produzione energia da fonti rinnovabili” prevede il riconoscimento di contributi a sostegno dello sviluppo di progetti fotovoltaici galleggianti ed eolici offshore, progetti onshore realizzati su siti di proprietà della PA o a basso, nonché supporto finanziario tramite finanziamenti.
Sul tema si ribadisce quanto evidenziato in premessa: qualunque sia lo strumento agevolativo che si deciderà di adottare, è fondamentale- affinché possa essere di pronto ed efficace utilizzo – che questo sia coerente con l’operatività bancaria su analoghe iniziative.

M2. C3- Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
Con riferimento al superbonus al 110%, nel Piano viene prevista una estensione dell’applicazione della misura (i) per gli IACP, fino al 30 giugno 2023; e (ii) per i condomìni fino al 31 dicembre 2022, a prescindere dalla realizzazione di almeno il 60% dei lavori. Considerato che lo scopo del beneficio è di favorire gli interventi di efficientamento energetico e di conseguire la “transizione verde” dell’edilizia privata, la chiave di successo della misura risiede nella sua stabilità e semplificazione. In tal senso, sarebbe utile estenderne la durata ad una o più annualità successive al 2022.

MISSIONE 4 – ISTRUZIONE E RICERCA
M4. C2 – Dalla ricerca all’impresa
Con riferimento all’iniziativa prevista per il Trasferimento di tecnologia e sostegno all’innovazione, è prevista la creazione di “campioni nazionali di R&S” su alcune Key Enabling Technologies, tra i quali un Centro Nazionale Fintech previsto a Milano. Si suggerisce di prevedere l’attivazione di sinergie con altre iniziative avviate da importanti stakeholder pubblici e chiarire gli obiettivi e le modalità operative di collaborazione con il settore privato.

Inoltre, l’Abi segnala l’importanza di:
a) intervenire sui processi di transizione dal mondo della scuola/formazione a quello del lavoro, con l’obiettivo di fornire un efficace servizio di orientamento e ricercare una maggior corrispondenza fra le competenze acquisite all’interno dei percorsi scolastici/universitari e i profili professionali richiesti dalle aziende (mis-matching);
b) favorire un mondo del lavoro più inclusivo – anche delle nuove generazioni e delle donne – attraverso lo sviluppo di un’adeguata attività di orientamento nella fase delle scelte di istruzione, valorizzando la sinergia tra tutti gli attori in campo, anche quelli privati (Associazioni di categoria; Agenzie per il lavoro; uffici studi delle imprese), e tra le banche dati, al fine di una più efficace lettura dei futuri fabbisogni professionali delle imprese (un esempio di collaborazione pubblico-privato è rappresentato dal Protocollo d’intesa sottoscritto il 27 giugno 2019 da ABI e ANPAL);
c) tenere in primaria considerazione i rilevanti fenomeni di innovazione tecnologica e digitalizzazione già in corso, che comportano profondi cambiamenti nell’organizzazione del lavoro e dei processi produttivi, con la conseguente necessità, tra l’altro, di acquisire nuove competenze specialistiche altamente qualificate (la rilevanza del tema per il settore bancario è confermata dalla istituzione con il Ccnl 19 dicembre 2019, sottoscritto da ABI e Sindacati, di un “Comitato nazionale bilaterale e paritetico sull’impatto delle nuove tecnologie/digitalizzazione nell’industria bancaria” con funzione di monitoraggio e analisi delle fasi di cambiamento derivanti dai processi in parola).
 

 

Online la nuova guida per agire in sicurezza dentro e fuori la filiale

(23 gennaio 2021) Andare in banca in piena sicurezza, effettuare pagamenti con carte e prelevare contanti allo sportello automatico (Atm) senza correre rischi, evitare di cadere in truffe telefoniche. Ai consigli utili per agire in sicurezza dentro e fuori la filiale è dedicata la nuova infografica realizzata dall’ABI insieme a Ossif, il Centro di ricerca dell’ABI sulla sicurezza anticrimine, e in collaborazione con le banche e le Associazioni dei consumatori che lavorano con ABI al Progetto Trasparenza Semplice.

​Questa breve informativa, messa a punto in formato digitale, accessibile a tutti grazie anche a un linguaggio semplice e diretto, si rivolge ai cittadini a partire da quelli più esposti al rischio di truffe, scippi e raggiri. Oltre a fornire indicazioni su come meglio comportarsi per agire in sicurezza, l’infografica offre anche delle informazioni rispetto a cosa fare quando si è vittima di truffe, specificando i soggetti a cui rivolgersi.

Questo nuovo vademecum si affianca agli strumenti informativi ed educativi su temi di interesse per la clientela già promossi dall’ABI nell’ambito del progetto Trasparenza semplice, per favorire la fruizione delle informazioni di carattere bancario e finanziario da parte dei cittadini.

L’infografica è disponibile online sul sito dell’ABI www.abi.it, nelle pagine dedicate alle iniziative info-educative nell’ambito del progetto Trasparenza semplice. Per la sua più ampia diffusione, questo nuovo strumento diretto alla clientela è a disposizione delle banche e delle Associazioni dei consumatori che hanno collaborato all’iniziativa (ACU, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.Di.Con, UNC).

I comportamenti da seguire
In generale, l’infografica pone l’attenzione sulla necessità da parte di ogni cliente di controllare periodicamente i movimenti sul proprio conto corrente e di conservare con cura i codici di accesso ai servizi bancari da remoto e il codice di sicurezza (Pin) delle proprie carte di pagamento, strettamente personale. Inoltre, per non esporsi a rischi, di prediligere – ove possibile – servizi digitali che permettono di effettuare operazioni senza recarsi in filiale, quali l’accredito della pensione sul conto corrente e la domiciliazione delle utenze. Più nel dettaglio, ecco in sintesi i principali comportamenti da seguire per agire in sicurezza:

Andando in banca
– non essere ‘abitudinario’, evita ad esempio di andare in filiale sempre al medesimo giorno e ora o facendo sempre lo stesso percorso;
– non lasciarti avvicinare da sconosciuti;
– non lasciare mai incustoditi o in vista denaro, borse o oggetti di valore.

Utilizzando lo sportello automatico (Atm)
– preleva solo il denaro necessario e riponilo subito al sicuro;
– assicurarti di non essere visto durante la digitazione del codice segreto della carta (Pin) e di non avere estranei troppo vicini, contatta la banca o rivolgiti al servizio clienti della tua carta se sospetti di essere stato ‘spiato’;
– verifica che l’apparecchio non presenti anomalie o irregolarità;
– custodisci sempre le credenziali delle carte in un luogo sicuro, mai nel portafoglio o nella memoria del cellulare.

Attenzione alle truffe telefoniche
–  non prendere assolutamente in considerazione la richiesta telefonica di effettuare bonifici per pagare servizi o utenze, o in considerazione di richieste di denaro anche in relazione a parenti stretti cui il frodatore potrebbe alludere;
– non fornire alcun tipo di informazione finanziaria ad operatori telefonici, nessuna banca o altro soggetto di natura finanziaria può chiederti telefonicamente le credenziali di accesso al conto corrente online o le coordinate bancarie;
– in caso di dubbi, contatta la banca e chiedi ragguagli.

Cosa fare se ti rendi conto di avere subito una truffa
– sporgi querela verso ignoti alle Autorità competenti, disconoscendo esplicitamente le operazioni finanziarie che ti sono state illegittimamente attribuite;
– in caso di frodi su carte di pagamento, blocca immediatamente la tua carta chiamando il servizio clienti della tua banca o emittente;
– invia una raccomandata alla tua banca evidenziando i fatti ed allegando sempre copia della denuncia e di un documento di identità.

La Guida

 

Proroga sospensioni mutui per zone colpite da calamita’

​(14 gennaio 2021) L’ABI ha emanato una circolare per richiamare l’attenzione degli Associati su una norma contenuta nella Legge di Bilancio 2021 con cui è stata prorogata fino al 31 dicembre 2021 la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti nei territori delle Regioni del Centro Italia (Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria), interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 e nei Comuni interessati da altri eventi calamitosi

​Gli altri eventi sono:

  • gli eventi alluvionali del 17 e 19 gennaio 2014 in provincia di Modena;  
  • gli eccezionali eventi atmosferici avvenuti tra il 30 gennaio e il 18 febbraio 2014, che hanno colpito diverse province venete;
  • gli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, che hanno colpito le Regioni dell’Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

Oltre 2,7 milioni di domande di moratoria su prestiti per circa 300 miliardi

​(13 gennaio 2021) ​Le domande di adesione alle moratorie su prestiti sono oltre 2,7 milioni, per un valore di circa 300 miliardi, e superano quota 129,5 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per 20,8 miliardi di euro, per un totale di 1.410 operazioni.

Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace(i) .La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, al primo gennaio sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratoria, su prestiti per circa 300 miliardi(ii) . Si stima che, in termini di importi, circa il 95% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 4% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame. L’importo delle moratorie in essere differisce da quello delle moratorie finora approvate per vari motivi, tra cui il venire a scadenza di una parte di moratorie. Le evidenze raccolte dalla Banca d’Italia mostrano che circa il 69 per cento degli importi delle moratorie richieste e approvate dalle banche da marzo 2020 sono ancora in essere. Tale percentuale è più elevata per le moratorie di legge rispetto a quelle promosse dagli intermediari o loro associazioni (81 e 54 per cento, rispettivamente).Più in dettaglio, le domande provenienti da società non finanziarie rappresentano il 43% del totale, a fronte di prestiti per 192 miliardi. Per quanto riguarda le PMI, le richieste ai sensi dell’art. 56 del DL ‘Cura Italia’ (quasi 1,3 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 153 miliardi. Le 62 mila adesioni alla moratoria promossa dall’ABI hanno riguardato 18 miliardi di finanziamenti alle imprese. Le domande delle famiglie  hanno riguardato prestiti per 96 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto oltre 206 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’ABI e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto 571 mila adesioni, per circa 27 miliardi di prestiti. Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d’Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari ai sensi dell’art. 13 del DL Liquidità (Fondo di Garanzia per le PMI) abbiano continuato a crescere nella seconda metà di dicembre, a 1,6 milioni, per un importo di finanziamenti di oltre 129 miliardi. La percentuale di prestiti erogati è in ulteriore crescita. In particolare, al 1° gennaio è stato erogato oltre il 92% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo (art. 13, lettera m)). Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono complessivamente 1.629.042 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 12 gennaio 2021 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 129,5 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 1.622.136 pari ad un importo di circa 128,8 miliardi di euro. Di queste, 1.059.338 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 20,7 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore e 228.705 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 4,8 mld. Al 13 gennaio 2021 sono state accolte 1.611.697 operazioni, di cui 1.604.987 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’. Salgono a circa 20,8 miliardi di euro, per un totale di 1.410 operazioni, i volumi complessivi dei prestiti garantiti nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Di questi, circa 8,6 miliardi di euro riguardano le prime sette operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità, relativa ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. Crescono inoltre a 12,2 miliardi di euro circa i volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 1.403 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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(i) Le informazioni riportate sono raccolte nel contesto dei lavori della Task Force per le misure a sostegno della liquidità. La task force opera per mettere i potenziali beneficiari e le banche a conoscenza delle nuove procedure di sostegno alla liquidità e agevolarne l’utilizzo; favorisce il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le parti; individua e divulga le soluzioni più appropriate a eventuali problemi applicativi e coordina la raccolta e la diffusione dei dati sugli strumenti previsti dalla normativa.(ii) Il numero delle richieste di moratoria e i relativi importi possono risultare inferiori rispetto alle settimane precedenti a causa della scadenza di alcuni prestiti precedentemente assoggettati a moratoria, oppure a causa di revisione e rettifica di dati precedentemente comunicati dalle banche.

ABI e sindacati: piano vaccini tenga conto di bancari

​(8 gennaio 2021) ABI e Organizzazioni sindacali Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin oggi hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro della Salute, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Governatore della Banca d’Italia e al Commissario Straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19, con la quale sottolineano che i provvedimenti adottati dalle competenti Autorità per contrastare la pandemia hanno sempre contemplato, fin dall’inizio della pandemia, la continuità dell’erogazione dei servizi bancari, finanziari e assicurativi, in considerazione del loro ruolo di infrastruttura strategica per il Paese come disposto dalla legge.

​In questo contesto con straordinario impegno e senso di responsabilità le persone che lavorano in banca continuano a svolgere un ruolo centrale per il sostegno dell’economia, delle imprese e delle famiglie, nel rispetto delle misure di prevenzione, contrasto e contenimento del virus Covid-19 individuate nei Protocolli tempo per tempo condivisi da ABI e Organizzazioni sindacali per garantire le condizioni di salute e sicurezza per tutte le persone interessate.

ABI e Sindacati hanno conseguentemente chiesto alle competenti Autorità che il piano vaccini tenga opportunamente in considerazione anche le lavoratrici e i lavoratori impegnati nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali (ai sensi della legge n. 146/1990), ivi inclusi quindi quelli bancari.
 

Circolare ABI su finanziamenti garantiti a Pmi

​(7 gennaio 2021) L’ABI ha appena emanato una circolare per richiamare l’attenzione degli Associati su alcune norme contenute nella Legge di Bilancio per il 2021, che rivestono particolare importanza in tema di finanziamenti garantiti alle PMI.

​E’ stata estesa fino a quindici anni la durata massima dei finanziamenti bancari con il 100% di garanzia del Fondo PMI per i finanziamenti fino a 30.000 euro.
Nel caso in cui questi finanziamenti siano già stati concessi nel 2020 l’impresa può chiedere il prolungamento fino alla durata massima di quindici anni.
Viene modificata la modalità di calcolo del tasso di interesse applicabile ai finanziamenti garantiti al 100%, specificando che questo non deve essere superiore allo 0,20 per cento aumentato del valore – se positivo – del tasso del Rendistato con durata analoga al finanziamento coperto dalla garanzia pubblica.
Conformemente alla proroga del Temporary Framework, è stata prevista la proroga fino al 30 giugno 2021 delle disposizioni in materia di garanzie rilasciate dal Fondo di garanzia per le PMI.
E’ stata introdotta anche una norma transitoria per permettere la progressiva migrazione delle garanzie per finanziamenti concessi in favore delle imprese fino a 499 dipendenti sullo strumento “Garanzia Italia” SACE. In particolare, si prevede che il Fondo possa rilasciare le garanzie in favore di tali imprese fino al 28 febbraio 2021.
Altre misure riguardano le garanzie rilasciate dalla SACE, prevedendone la proroga fino al 30 giugno 2021, estendendone l’ambito di operatività della garanzia a fronte di cessioni di credito pro soluto e a fronte di operazioni di rinegoziazione/consolidamento di passività onerose a condizione. Viene previsto che le imprese fino a 499 dipendenti possano accedere allo strumento Garanzia Italia a partire dal 1° marzo 2021 e fino al 30 giugno 2021 alle medesime condizioni agevolate offerte a tale tipologia di imprese dal Fondo per le PMI.
Le nuove norme prevedono anche la possibilità per società di agenti in attività finanziaria, le società di mediazione creditizia e le società disciplinate dal Testo Unico Bancario di accedere – fino al 30 giugno 2021 – ai finanziamenti fino a 30.000 euro garantiti al 100%.

“Sin da 2015 sottolineato eccessiva rigidità soglie Eba default”

​(6 gennaio 2021) Con riferimento a una dichiarazione del sig. Salvo Politino, Vice Presidente di Unimpresa, riportata questa mattina da una agenzia di stampa relativa alle nuove definizione di “default”, il Direttore Generale dell’Associazione Bancaria Italiana, Giovanni Sabatini,  sottolinea che “Sin dal gennaio del 2015, momento in cui sono state avviate da parte dell’EBA le attività dirette alla definizione delle nuove regole in materia di default, l’ABI ha evidenziato con forza nelle risposte alle consultazioni pubbliche l’eccessiva rigidità delle soglie indicate dall’EBA e le potenziali ricadute negative e i rischi connessi alle nuove regole.

​Anche la Federazione Bancaria Europea, di cui l’ABI fa parte in modo attivo, nella risposta del gennaio 2016 alla consultazione dell’EBA evidenziava l’eccesiva rigidità delle soglie individuate con particolare riferimento a quelle delle famiglie. L’attenzione al tema, dal 2016 in poi, è sempre stata massima attraverso continui confronti nelle sedi istituzionali europee, sia in Commissione sia in Parlamento Europeo con i rappresentanti dei gruppi parlamentari, sia nelle sedi istituzionali italiane. A tale attività volta a ottenere modifiche delle regole ha fatto seguito da parte dell’ABI anche una sistematica azione di concerto con le associazioni delle imprese e dei consumatori ai fini di una adeguata e tempestiva diffusione dell’informazione presso i clienti. Tale attività si è concretizzata nel 2019 in comunicati stampa e campagne informative. Tutte informazioni pubblicamente disponibili. Tra le altre cose, le attività svolte hanno portato alla realizzazione di Guide esplicative come la Guida, rivolta alle imprese, su ‘Le nuove regole europee in materia di default’ – predisposta in collaborazione da ABI e le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese – e la ‘Guida tecnica alle nuove regole europee in materia di definizione di default per le persone fisiche’ e altri strumenti come l’ infografica ‘Prestiti più attenzione a scadenze e rimborsi’, realizzate con le Associazioni dei consumatori. Documenti pubblicati già a luglio del 2019 e disponibili sul sito web dell’ABI e diffusi attraverso comunicati stampa.”“Più recentemente – prosegue Giovanni Sabatini – data la situazione che si è determinata con la pandemia, accentuando le problematicità che derivano dalla nuova definizione di default, abbiamo ulteriormente rafforzato le nostre azioni per contrastare le nuove regole segnalando in una apposita audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, svoltasi il 13 dicembre del 2020, le criticità del tema. Successivamente, in data 24 dicembre, abbiamo inviato alle istituzioni europee, come intero mondo italiano di rappresentanza delle imprese, una lettera per segnalare ulteriormente e formalmente l’importanza e l’urgenza di intervenire su queste più stringenti e automatiche normative”.

Online la nuova guida sui Piani Individuali di Risparmio

(​2 gennaio 2021) Investire il risparmio a sostegno delle imprese. Con i Pir, i Piani Individuali di Risparmio, è possibile favorire la crescita dell’economia indirizzando il risparmio verso i settori produttivi e usufruendo di importanti benefici fiscali.

​Alle principali caratteristiche e novità dei Pir è dedicata la nuova infografica dell’ABI in collaborazione con le banche e le Associazioni dei consumatori che aderiscono al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), realizzata con l’obiettivo di favorire i cittadini nella comprensione di questa importante forma di investimento a medio-lungo termine, pensata in particolare per sostenere le piccole e medie imprese.
L’iniziativa che prevede la realizzazione e diffusione di strumenti informativi ed educativi su temi di interesse per la clientela, che rientra nell’ambito del progetto Trasparenza semplice promossa di concerto dall’ABI con le banche e le Associazioni dei consumatori per favorire la fruizione delle informazioni di carattere bancario e finanziario, si arricchisce così della sua sesta pubblicazione.
L’infografica è in formato digitale ed è disponibile online sul sito dell’ABI nella pagina dedicata (questo il link). Per la sua più ampia diffusione, questo nuovo strumento info educativo diretto alla clientela è già a disposizione delle banche e delle Associazioni dei consumatori che hanno collaborato all’iniziativa (ACU, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.Di.Con, UNC).

Ecco, in sintesi, i principali contenuti della infografica:

A chi sono riservati i Pir
Possono investire in Pir persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che non detengano contemporaneamente più di un Pir e non lo condividano con altre persone fisiche. L’investimento in Pir è stato esteso anche agli enti di previdenza obbligatoria e alle forme di previdenza complementare.

A chi possono essere destinate le risorse
I Pir possono investire in diversi strumenti finanziari emessi dalle imprese (azioni e obbligazioni), ma anche quote di fondi di investimento e conti correnti bancari, purché vengano rispettati i requisiti previsti dalla normativa nella composizione dei portafogli, nei limiti dell’investimento e nei tempi di detenzione.

I requisiti necessari per usufruire dei benefici fiscali
L’investimento non deve superare 30.000 euro annui e 150.000 euro complessivi, con una durata di almeno 5 anni. Inoltre: non più del 10% del portafoglio può essere investito in strumenti emessi dallo stesso emittente; almeno il 70% del patrimonio deve essere investito in azioni e obbligazioni emesse da aziende italiane o europee con stabile organizzazione in Italia; di tale quota, almeno il 25 % deve essere investito in strumenti finanziari di imprese non presenti nell’indice FTSE MIB e almeno il 5% in titoli emessi da imprese diverse da quelle inserite nei panieri FTSEMib e FTSEMid Cap, quindi in piccole e piccolissime imprese.

Il beneficio fiscale
Consiste nell’esenzione dalle imposte sulle rendite finanziarie generate dall’investimento (generalmente tassate al 12,5% o al 26%) e dalle imposte di successione sull’investimento, senza vincoli specifici legati all’età dell’intestatario del piano.

I Pir alternativi
Introdotti nel 2020, sono stati pensati per indirizzare il risparmio privato verso piccole e medie imprese non quotate particolarmente esposte alle conseguenze della pandemia da Covid-19. Possono essere detenuti da uno stesso risparmiatore in aggiunta ad un PIR tradizionale; sono prodotti finanziari con soglie di investimento più elevate e vincoli di investimento diversi rispetto a quelli tradizionali, con i quali hanno in comune l’esenzione fiscale sui rendimenti finanziari (sempre purché l’investimento sia mantenuto per almeno cinque anni). Per quanto riguarda le soglie, nei PIR alternativi è possibile investire fino a 300.000 euro ogni anno fino al raggiungimento del tetto di 1,5 milioni di euro.

 

I finanziamenti richiesti al Fondo di Garanzia sono saliti a 126,7 miliardi

​(2 gennaio 2021) L’ABI segnala che a ieri, primo gennaio (giorno festivo), i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia sono saliti a 126,7 miliardi di Euro, per 1,592 milioni di domande: di queste, 1,050 milioni sono domande fino a 30 mila Euro, per 20,5 miliardi di Euro, e 211 mila sono le domande di garanzie su moratorie, per 4,2 miliardi di Euro.