Il cliente della banca in “mobilità” è sempre più evoluto

(2 settembre 2017) Il crescente utilizzo del Mobile banking in atto negli ultimi anni sta ponendo maggiore enfasi sulla centralità del cliente all’interno dell’offerta delle banche.

​Lo studio ABI Lab – Doxa, contenuto nel Rapporto annuale sul Mobile banking, realizzato dal Consorzio ABI Lab in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, analizza e descrive la percezione della banca in “mobilità” da parte degli utenti più evoluti per comprenderne i reali bisogni e le attese. Nell’ambito dell’analisi quest’anno è presente un focus specifico sul comportamento dei clienti millennials, ossia gli utenti nella fascia di età 18- 34 anni.

Il profilo del cliente di Mobile banking
Ma qual è il profilo dei clienti che operano con la propria banca attraverso il Mobile Banking? Dall’analisi, compiuta su un campione di utenti rappresentativo della popolazione italiana che effettua operazioni in “mobilità” su App o siti mobile, emerge che a preferire lo smartphone e tablet per operazioni e pagamenti sono i millennials (28%) seguiti dagli utenti di età compresa tra i 35 e 54 anni (25%). Inoltre, i clienti mobile sono dotati di elevati livelli di istruzione: il 50% ha conseguito un diploma di scuola superiore e il 38% una laurea. Tutti hanno uno smartphone, quasi tutti un personal computer, circa l’80% un tablet e il 61% una smart TV.
Per quanto riguarda le abitudini e la frequenza di utilizzo del Mobile banking, il momento della giornata “preferito” dagli italiani per operare attraverso questo canale è la mattina (33% complessivamente).  Il luogo “preferito” per l’accesso è la casa, posizione dalla quale accede più di un terzo del campione di rispondenti (76%). La comodità del wifi e del contesto domestico, oltre che la privacy, sono i fattori chiave alla base di questa preferenza. Quasi il 90% del campione dei clienti mobile ha un conto corrente e una carta bancomat, il 68% una carta di credito, il 67% una carta prepagata, il 36% un conto deposito e prodotti d’investimento. L’unico prodotto in cui i millennials hanno un tasso di preferenza maggiore rispetto al totale del campione è la carta prepagata (77%).

Opinioni e comportamenti degli utenti di Mobile banking
L’opinione degli utenti è fondamentale per comprendere in che direzione sviluppare l’offerta dei servizi mobile. Dall’indagine emerge che per gli utenti il principale vantaggio del Mobile banking è di poter operare in autonomia, sempre, ovunque e in modo più rapido, tutto ciò di cui si necessita si trova in tasca.  I servizi più apprezzati sono quelli in grado di incrementare la velocità e la sicurezza delle operazioni come ad esempio il riconoscimento delle impronte digitali, il riconoscimento del viso con la fotocamera e i pagamenti con fotocamera. I millennials mostrano una preferenza particolare per i servizi di più recente introduzione come il couponing (buoni acquisto online), il cashback (incentivi all’acquisto sotto forma di premio fedeltà) e i prelievi cardless (prelievi presso gli sportelli automatici (Atm) senza l’utilizzo della carta di debito, ma avvalendosi dell’app installata sul proprio smartphone o tablet).
Il 37% del campione ha effettuato bonifici e giroconti con smartphone, mentre il servizio con lo scarto più netto evidenziato dai millennials, si registra sulla ricarica carta di credito prepagata (+7 punti percentuali rispetto al campione complessivo).
Sul fronte delle funzionalità più innovative si evidenzia che il servizio di trasferimento denaro person to person (P2P) è stato utilizzato dal 19% del campione: tra chi non ha mai utilizzato questo tipo di servizio poco meno di uno su due ha dichiarato di essere abbastanza o molto propenso a farne uso. 
Il 24% degli utenti di Mobile Banking ha svolto almeno un’operazione specifica legata al credito: in particolare quasi la metà dei millennials ha rateizzato i pagamenti della carta di credito (+12 punti percentuali rispetto al totale degli intervistati). 
Circa 1 utente su 2 ha aumentato l’uso dell’Internet banking a seguito dell’impiego del mobile: i due canali crescono insieme facendosi vicendevolmente da traino.
Per quanto riguarda le attese dei clienti, lo studio sottolinea che per il futuro si auspica l’accesso ai servizi in mobilità in maniera ancora più fluida, veloce e semplice.

Due clienti “evoluti” su tre operano in mobilità

​(21 settembre 2019) Nell’indagine ABI in collaborazione con Ipsos, focus sulle nuove tendenze dei clienti bancari che usano i canali online, la cui relazione con la banca è sempre più digitale e personalizzata

​Naviga abitualmente in Internet e usa il web anche per accedere ai servizi bancari, sia da pc che, sempre più spesso, da cellulare: il cliente “evoluto”, la cui relazione con la banca è sempre più digitale e personalizzata, in 2 casi su 3 (65%) usa il mobile banking (1 su 3 se consideriamo i bancarizzati in generale).
È quanto emerge dall’indagine realizzata dall’Abi in collaborazione con Ipsos. La rilevazione online è stata condotta su un campione rappresentativo di bancarizzati “evoluti”, cioè che usano abitualmente Internet e che usano il conto corrente online, e mette in luce i tratti distintivi e le nuove tendenze di questa fascia di clientela che usa i canali digitali per entrare in contatto con le banche. 
Secondo l’indagine, questa fascia di clientela, sempre più protagonista nel rapporto con le banche e sempre più consapevole delle proprie scelte finanziarie, è tendenzialmente giovane (età media 42 anni), istruita (il 23% è laureato) e abita in centri abitati più popolati (il 15% nelle metropoli) dove è maggiore la necessità di utilizzare in maniera dinamica i servizi bancari e finanziari.

Verso la cultura dell’esperienza: la relazione diventa interattiva e personalizzata
Non solo rapidità e innovazione, ma anche servizi in grado di costruire occasioni di ascolto e di interazione con la clientela. Il coinvolgimento del cliente “evoluto” in banca passa infatti attraverso una relazione sempre più personalizzata e attenta alle diverse esigenze. Secondo l’indagine ABI in collaborazione con Ipsos, la clientela “evoluta” preferisce relazionarsi con un consulente finanziario o con il referente in agenzia per essere aiutato nella gestione dei servizi finanziari più complessi e per avere assistenza. Nel 40% dei casi usa il contact center. In 1 caso su 3 ha rapporti con più banche.
I clienti “evoluti” vogliono essere informati e valorizzati
Dall’indagine ABI con Ipsos, emerge che il 42% di questo segmento di clientela dinamico ha fatto “shopping around” nell’anno, confermando la sua tendenza a muoversi anche in Rete con attitudine proattiva, in cerca di informazioni su prodotti e servizi finanziari. Il 52% ha acquistato un prodotto finanziario nell’anno. Attento alle offerte presenti sul mercato, il cliente “evoluto” preferisce usare il sito web della banca o ricevere email per informarsi sui nuovi prodotti, ed essere informato su cosa fa la propria banca anche attraverso i media tradizionali (TV/radio). Riguardo alla necessità di gestire e coinvolgere la clientela in modo adeguato a seconda dei suoi bisogni, l’indagine mette in evidenza come diventa importante ascoltare e fornire consigli dedicati ai clienti “evoluti” adulti, mentre per quelli più giovani è preziosa la capacità di aiutarli a risparmiare.

 

Online le guide semplici per la clientela

​(14 settembre 2019) L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto trasparenza semplice sviluppato dall’ABI, in collaborazione con le banche e le associazioni dei consumatori

 

​Sono online le guide con informazioni immediate, semplici ed essenziali per aiutare i cittadini nella comprensione del nuovo quadro regolamentare in materia di servizi di investimento e di credito, e le opportunità offerte dai conti correnti con caratteristiche di base per la gestione delle esigenze bancarie essenziali. In forma di infografica, questi tre agili strumenti rispettivamente evidenziano le principali novità introdotte dal recepimento della direttiva europea MiFID2 sui servizi di investimento, le nuove regole europee in materia di classificazione dei debitori in “default” che obbligano le banche ad adottare criteri e modalità più stringenti, e le principali caratteristiche del servizio Conto di base.
L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto Trasparenza Semplice avviato da anni dall’ABI in collaborazione con le banche e numerose Associazioni dei Consumatori, con l’obiettivo di favorire una trasparenza sempre più sostanziale, semplificando e accrescendo la comprensibilità delle comunicazioni destinate alla clientela, in modo da facilitare l’adozione di scelte sempre più consapevoli.

Di seguito le caratteristiche di ciascuna infografica:

 “MiFID2 – Informazioni più chiare e complete sui costi e oneri degli investimenti”: si affianca all’infografica già realizzata nel 2018 dal titolo “Si chiamano MiFID2 e Priips e portano molte novità per gli investitori”, richiamando nel testo i nuovi doveri informativi nei confronti della clientela;
  “Prestiti – più attenzione a scadenze e rimborsi”: mira a far conoscere ai clienti in quali casi la banca è tenuta a classificare il debitore in “default”, offrendo al contempo consigli per aiutare il cittadino a rispettare i propri impegni;
 “Conto di Base: cos’è e chi può ottenerlo senza spese”: evidenzia le principali caratteristiche di questo servizio d’inclusione finanziaria, i beneficiari e le tipologie di servizi e numero di operazioni annue che è possibile effettuare.Le infografiche sono scaricabili online, disponibili sul sito dell’ABI al link:
www.abi.it/Pagine/Mercati/Trasparenza/Trasparenza-Semplice/StrumentiInfoeducativi.aspx
Nell’ottica di favorirne la più ampia diffusione, le infografiche sono disponibili anche sui canali di comunicazione delle Associazioni dei Consumatori che hanno contribuito all’iniziativa, riconosciute a livello nazionale nell’ambito del CNCU. Le Associazioni coinvolte sono: Acu, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-consumi, Assoutenti, Casa del Consumatore, Verbraucherzentrale Südtirol – Centro tutela consumatori utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento consumatori, U.di.Con. – Unione per la difesa dei consumatori, Unione nazionale consumatori.
I tre strumenti entreranno inoltre a far parte della collana editoriale di audio guide realizzata nell’ambito della collaborazione dell’ABI con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – Onlus APS (UICI), lanciata nella primavera del 2019 con l’obiettivo di favorire la massima accessibilità alle informazioni da parte di tutte le fasce di clientela.

Banche: ABI, 2 clienti “evoluti” su 3 operano in mobilità

​(14 settembre 2019) Nell’indagine ABI in collaborazione con Ipsos, focus sulle nuove tendenze dei clienti bancari che usano i canali online, la cui relazione con la banca è sempre più digitale e personalizzata

​Naviga abitualmente in Internet e usa il web anche per accedere ai servizi bancari, sia da pc che, sempre più spesso, da cellulare: il cliente “evoluto”, la cui relazione con la banca è sempre più digitale e personalizzata, in 2 casi su 3 (65%) usa il mobile banking (1 su 3 se consideriamo i bancarizzati in generale).
È quanto emerge dall’indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con Ipsos. La rilevazione online è stata condotta su un campione rappresentativo di bancarizzati “evoluti”, cioè che usano abitualmente Internet e che usano il conto corrente online, e mette in luce i tratti distintivi e le nuove tendenze di questa fascia di clientela che usa i canali digitali per entrare in contatto con le banche.

Secondo l’indagine, questa fascia di clientela, sempre più protagonista nel rapporto con le banche e sempre più consapevole delle proprie scelte finanziarie, è tendenzialmente giovane (età media 42 anni), istruita (il 23% è laureato) e abita in centri abitati più popolati (il 15% nelle metropoli) dove è maggiore la necessità di utilizzare in maniera dinamica i servizi bancari e finanziari.

Verso la cultura dell’esperienza: la relazione diventa interattiva e personalizzata
Non solo rapidità e innovazione, ma anche servizi in grado di costruire occasioni di ascolto e di interazione con la clientela. Il coinvolgimento del cliente “evoluto” in banca passa infatti attraverso una relazione sempre più personalizzata e attenta alle diverse esigenze. Secondo l’indagine ABI in collaborazione con Ipsos, la clientela “evoluta” preferisce relazionarsi con un consulente finanziario o con il referente in agenzia per essere aiutato nella gestione dei servizi finanziari più complessi e per avere assistenza. Nel 40% dei casi usa il contact center. In 1 caso su 3 ha rapporti con più banche.

I clienti “evoluti” vogliono essere informati e valorizzati
Dall’indagine ABI con Ipsos, emerge che il 42% di questo segmento di clientela dinamico ha fatto “shopping around” nell’anno, confermando la sua tendenza a muoversi anche in Rete con attitudine proattiva, in cerca di informazioni su prodotti e servizi finanziari. Il 52% ha acquistato un prodotto finanziario nell’anno. Attento alle offerte presenti sul mercato, il cliente “evoluto” preferisce usare il sito web della banca o ricevere email per informarsi sui nuovi prodotti, ed essere informato su cosa fa la propria banca anche attraverso i media tradizionali (TV/radio). Riguardo alla necessità di gestire e coinvolgere la clientela in modo adeguato a seconda dei suoi bisogni, l’indagine mette in evidenza come diventa importante ascoltare e fornire consigli dedicati ai clienti “evoluti” adulti, mentre per quelli più giovani è preziosa la capacità di aiutarli a risparmiare.

 

“Mitigare effetti negativi su banche”

​(11 settembre 2019) Il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e il Direttore Generale, Giovanni Sabatini, hanno  inviato una lettera al Presidente della Bce, Mario Draghi, e al Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, con riflessioni in merito alle scelte di politica monetaria che il Consiglio Direttivo della Bce si appresta ad assumere.

​Nella lettera si legge che l’Associazione Bancaria italiana ritiene importante rappresentare la valutazione circa l’attuale contesto economico europeo e le implicazioni che le scelte di politica monetaria possono comportare sugli equilibri economici delle imprese bancarie e dell’economia in generale.
Le scelte di politica monetaria operate dalla Bce durante le due fasi della grande crisi finanziaria hanno consentito di salvaguardare l’integrità dell’Euro, di mitigare gli impatti della crisi sull’economia europea, sulle imprese e sulle famiglie e, conseguentemente, di avere effetti anche per le banche nonostante gli effetti di compressione sul margine di interesse.
Nello stesso periodo le banche sono state impegnate, e continuano ad esserlo, in un imponente sforzo di adeguamento ai nuovi requisiti regolamentari soprattutto sotto il profilo del rafforzamento patrimoniale nonostante la ridotta capacità di generazione interna di capitale, specie se confrontata con quella delle banche statunitensi. 
Il processo di rafforzamento e di pulizia dei bilanci dalle conseguenze della crisi è stato portato avanti con successo, come testimoniato dalle stesse autorità di vigilanza nazionali e europee, ma sconta oggi gli effetti del rallentamento dell’economia globale, conseguenza delle tensioni geopolitiche e delle guerre commerciali. 
In questo contesto, in cui si intensificano i segnali di rischi al ribasso per l’economia globale e dell’area Euro e le aspettative di inflazione tornano ad allontanarsi dall’obiettivo della BCE di un tasso al di sotto, ma prossimo al 2%, le Autorità monetarie hanno rivisto il percorso di rientro verso una normalizzazione delle politiche monetarie e in particolare il Consiglio Direttivo della BCE ha confermato la necessità di un orientamento di politica monetaria altamente accomodante per un prolungato periodo di tempo.
Come da Loro più volte ricordato la politica monetaria, perché possa sviluppare appieno i suoi effetti, deve essere accompagnata anche dall’azione dei Governi volta a rilanciare gli investimenti pubblici e privati, a promuovere velocemente le riforme strutturali e a riequilibrare i saldi delle partite correnti tra i paesi dell’area Euro.
Nell’attuale situazione e nelle more di più decise azioni da parte dei governi europei di rilancio dell’economia, le banche operanti in Italia desiderano rappresentare la necessità che la prosecuzione di una politica monetaria altamente accomodante sia accompagnata da misure che ne mitighino gli effetti negativi sulla redditività delle banche, quali, ad esempio, un sistema a più livelli per la remunerazione delle riserve detenute presso la Banca Centrale.
Allo stesso tempo riteniamo opportuno sottolineare come la trasmissione della politica monetaria accomodante sulle imprese e sulle famiglie, attraverso il canale del credito, possa oggi trovare ostacoli in misure regolamentari che, pur nel condivisibile obiettivo di aumentare la stabilità del settore bancario, riducono fortemente la capacità di erogare credito soprattutto alle imprese di più piccole dimensioni e che maggiormente soffrono nelle fasi di ciclo economico negativo.

“Con nomina Gentiloni rilancio integrazione europea”

​(10 settembre 2019) Il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli esprime soddisfazione per la nomina di Paolo Gentiloni agli Affari economici della Commissione europea

Il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli ha ricordato di aver chiesto da oltre un anno che l’Italia acquisisse un importante portafoglio nella nuova Commissione europea: ora esprimiamo viva soddisfazione per l’importante risultato raggiunto con l’attribuzione degli Affari economici all’autorevole Paolo Gentiloni. Cosi – ha aggiunto il Presidente Patuelli – potrà iniziare una nuova fase di miglioramento della collegialità sulle materie economiche e di profonda revisione e rilancio dell’integrazione europea.

Banche: l’acquisizione dei clienti diventa digitale

​(7 settembre 2019) Per le banche l’identificazione e l’attivazione di servizi ai nuovi clienti è un processo fondamentale, che se digitalizzato (digital onboarding) può garantire un miglioramento significativo della proposizione verso la clientela e supportare le proprie strategie commerciali e di sviluppo del mercato

​Ad oggi il 56% delle banche offre un servizio di acquisizione clienti (onboarding) digitale, un ulteriore 17% prevede di introdurlo entro la fine dell’anno e il 22% di farlo entro 3 anni.
È quanto emerge da un’indagine su un campione di banche contenuta nell’ottavo Rapporto annuale realizzato da ABI Lab, il Consorzio per la ricerca e l’innovazione per la banca promosso dall’ABI, che fa il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità del Digital banking. 
Dallo studio emerge che l’internet banking da PC è il canale sempre utilizzato dalle banche del campione che hanno attivo il processo di acquisizione clienti via web (digital onboarding), inoltre il 50% di queste offre la possibilità di farlo anche su applicazione per smartphone e sito web accessibile da telefono (mobile site), e un ulteriore 30% anche da applicazione per tablet.
L’acquisizione digitale di clienti si riferisce principalmente all’attivazione di conto corrente e carta prepagata (54% delle banche del campione su internet banking e 25% su mobile banking). Entro il 2020, tuttavia, sono previsti nell’offerta di oltre il 60% delle banche intervistate anche prestiti e conto deposito. Il 29% delle banche ha segnalato di avere attualmente attivo un processo di attivazione digitale anche per prodotti e servizi non bancari: l’interesse è principalmente rivolto all’ambito assicurativo e ai servizi legati all’identità digitale.
Dalla ricerca ABI Lab emerge che tra le modalità di identificazione a distanza del cliente il riconoscimento tramite video risulta il più diffuso, soprattutto su internet banking (45% delle banche su internet banking e 25% su mobile banking) e si prevedono percentuali più che raddoppiate a fine 2019. Seguono le forme di riconoscimento biometrico come l’impronta digitale (9% su internet banking e 25% su mobile banking) e il riconoscimento tramite fotografia (18% su internet banking e 13% su mobile banking) che vedrà un importante incremento, circa una banca su due che lo offrirà su mobile a fine 2019. Nella maggior parte dei casi (64% su internet banking, 75% su mobile banking) queste modalità di identificazione sono utilizzate in maniera congiunta per eventuali verifiche rafforzate. Tra le firme utilizzate nel processo di digital onboarding la firma digitale è la maggiormente diffusa: il 67% dei rispondenti ne dichiara l’utilizzo su internet banking e il 70% su mobile banking; risulta meno usata, invece, la firma elettronica avanzata.
La disponibilità di attivare i servizi digitali da remoto offre ai clienti la possibilità di scegliere in maniera flessibile e innovativa i prodotti che compongono l’offerta della propria banca in base alle personali specifiche esigenze.
 

Si rafforza l’utilizzo del Digital banking nel 2018

​(31 agosto 2019) La crescita nell’uso dei canali digitali da parte dei clienti sta portando effetti di forte aumento delle operazioni dispositive, in particolare su Mobile banking (+71%): tra queste i bonifici/giroconti sono in crescita del 131%, i servizi di pagamento diretti tra persone (P2P) aumentano del 72%, la ricarica della carta prepagata segna un + 69%.

​Il numero di operazioni dispositive da PC rimane più del doppio rispetto a quelle effettuate via smartphone ma i tassi di crescita annui sono mediamente molto più contenuti (+2% sui bonifici/giroconti, e in diminuzione su altre operazioni come ad esempio le ricariche di carta prepagata o cellulare). 
È quanto emerge da un’indagine su un campione di banche contenuta nell’ottavo Rapporto annuale realizzato da ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’ABI, che fa il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità della Banca digitale (Digital banking).

L’offerta di internet e mobile banking
Secondo lo studio ABI Lab, tutte le banche del campione offrono servizi tramite Internet banking e applicazioni (app) per smartphone, con sistemi operativi iOS e Android, il 70% offre app anche sui tablet e il 50% su smartwatch (orologi in grado di connettersi e interagire con persone o oggetti anche attraverso la rete Internet). Più ridotta la percentuale di banche che offrono app anche per i dispositivi con il sistema operativo Windows (33% per smartphone e 23% per tablet). Mediamente ogni banca/ gruppo bancario offre quasi 3 app.  Per quanto riguarda i servizi offerti, oltre che con app “classiche” di Mobile Banking le diverse funzionalità possono essere offerte anche con app ad hoc: gli esempi più evidenti sono i servizi di pagamento diretti tra persone (P2P), offerti con applicazioni dedicate dal 47% delle banche rispondenti, il borsellino elettronico (mobile wallet) e i servizi di compravendita di strumenti finanziari (trading) offerti dal 26% delle banche. Lo studio rileva un trend di aumento delle funzionalità accentrate in un’unica applicazione con una conseguente riduzione delle App: nel 2018 il 21% delle banche ne ha diminuito il numero rispetto all’anno precedente e il 38% è orientato verso la convergenza dei servizi in un’unica app.  Inoltre, il 63% delle app è dedicato alla clientela privata, l’11% alle imprese e un 26% ad entrambi.
Con riferimento all’offerta Internet Banking, tutte le banche hanno un portale per i clienti privati a cui nel 41% dei casi affiancano ulteriori ambienti segmentati per specifiche tipologie di clientela; l’82% mette a disposizione anche un portale per l’area imprese che nel 57% dei casi prevede un ambiente ad hoc per uno o più sottocategorie.
Nel corso del 2019, i principali sviluppi in termini di funzionalità previsti su Mobile e Internet Banking riguardano soprattutto servizi di gestione finanziaria personale (PFM), Assistenza automatizzata via robot (Chatbot) e funzionalità in ambito pagamenti come i bonifici istantanei (SCT Inst).
 
Gli investimenti sui canali digitali
La forte attenzione del mondo bancario per internet e Mobile banking trova conferma anche nelle previsioni di spesa formulate per il 2019. Infatti, l’indagine sottolinea che il 78% delle banche ha segnalato un aumento o un forte aumento degli investimenti sul mobile. Anche l’internet banking vede metà del campione aumentare lo sforzo economico.
 

Filiali bancarie ancora più sicure

​(24 agosto 2019) Oltre 281 milioni di euro stanziati dalle banche italiane nel 2018, per garantire alla clientela filiali ancora più sicure, adottando misure di protezione più moderne ed efficaci e realizzando attività di formazione ai propri dipendenti.

​Dall’ultimo Rapporto sulle difese anticrimine del settore bancario – redatto da OSSIF- il centro di ricerca dell’ABI sulla sicurezza anticrimine- sulla base delle informazioni fornite da 106 banche, rappresentative del 78% in termini di sportelli emerge un’attenzione costante delle banche nella protezione delle proprie strutture. Basti pensare che, a fine 2018, risultano essere utilizzati mediamente 7,3 sistemi di difesa a protezione delle filiali e 4,6 sistemi di difesa a protezione degli ATM.
Secondo lo studio la videoregistrazione è il sistema di sicurezza più diffuso (presente nella quasi totalità delle filiali) seguito dai dispositivi di erogazione temporizzata del denaro (92,6%) e dai dispositivi di allarme (88,1%). 
Per quanto riguarda la protezione degli ATM, sulla base dei dati delle 28.087 apparecchiature censite nel Data-Base Anticrimine di OSSIF, è emerso che i dispositivi di sicurezza maggiormente utilizzati sono i sistemi di allarme connessi ai sensori antiscasso/antintrusione (presenti nell’87,9% degli ATM), la blindatura del mezzo forte (73,1%) e le difese passive volte ad impedire l’asportazione dell’apparecchiatura (63,3%).

La Guida alla sicurezza per gli operatori di sportello
Più informazione e formazione per la sicurezza delle banche e dei clienti attraverso la “Guida alla sicurezza per gli operatori di sportello”, realizzata da OSSIF in collaborazione con il Ministero dell’Interno e le Prefetture.
La Guida Antirapina è diventata negli anni un significativo punto di riferimento per chi opera ogni giorno nelle filiali bancarie: una sorta di vademecum su come comportarsi durante le rapine, ma anche indicazioni utili per prevenirle.

Vigilanza unica della Bce

(22 agosto 2019) Il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ed il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, hanno dichiarato che i chiarimenti forniti questa mattina dalla Vigilanza unica della Bce, in merito al trattamento delle esposizioni deteriorate derivanti dai nuovi prestiti sono un altro importante passo avanti nella definizione di un più chiaro quadro regolamentare europeo che necessitava di maggiore certezza del diritto.

​La nota della Vigilanza unica della Bce – hanno sottolineato Patuelli e Sabatini – chiarisce, infatti, che alle esposizioni deteriorate, che derivino dai prestiti erogati successivamente al 26 aprile 2019, si applichino solo le nuove norme di rango primario, recentemente approvate nel cosiddetto “pacchetto bancario”, su impulso soprattutto del Parlamento Europeo, ponendo fine a dubbi interpretativi”.