
(21 aprile 2017) È questo il tema della tavola rotonda che ha visto i rappresentanti delle istituzioni e del mondo industriale e finanziario italiano confrontarsi, il 21 aprile a Washington, di fronte a una platea di investitori, analisti finanziari e Istituzioni internazionali
Nel corso dell’incontro, organizzato da ABI e Confindustria, con la collaborazione dell’Ambasciata italiana negli Stati Uniti, sono stati affrontati temi che vanno dallo scenario economico globale alle peculiarità e potenzialità del “Sistema Italia”, con particolare riferimento allo scenario regolamentare, al percorso di riforme intrapreso, ai segnali di ripresa da incentivare, all’andamento dei conti pubblici, dell’import-export e degli altri indicatori economici.
L’evento è stato l’occasione per raccontare a una platea internazionale, lo stato di salute del Paese, approfondendo – grazie agli interventi di esponenti di spicco del Governo, delle Autorità di vigilanza, del mondo bancario e imprenditoriale italiano – le priorità e i principali temi d’attualità per quanto riguarda l’agenda della politica e dell’economia nazionale. Dalla struttura produttiva del Paese alle riforme ancora da fare; dal modello italiano di banca commerciale che finanzia le piccole e medie imprese al processo di consolidamento del settore bancario tuttora in corso, passando per livello di capitalizzazione, redditività e crediti deteriorati, ma anche nuove opportunità di business, nuove tecnologie e nuovi prodotti e servizi.
All’evento – che si è svolto venerdì 21 aprile alle 16,00, presso la sede dell’Ambasciata d’Italia a Washington – hanno preso parte: il Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan; il Direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi; l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio; l’Ad e Direttore generale di Cassa depositi e prestiti, Fabio Gallia; il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia; il Direttore Generale dell’ABI e Presidente del Comitato esecutivo della Federazione Bancaria, Giovanni Sabatini; il Direttore Generale di Confindustria, Marcella Panucci; il Vice Presidente ABI, Camillo Venesio; il Presidente del Comitato comunicazione istituzionale ABI, Giuseppe Scognamiglio; il Presidente e Ceo dell’Institute of international finance, Timothy D. Adams; lo Chief Executive della European banking federation, Wim Mijs; il Director global business and economics program The Atlantic council, Andrea Montanino.



Queste sono solo alcune tendenze che emergono dall’indagine, effettuata su un campione di clienti bancari, presentata oggi nel primo giorno di Dimensione Cliente 2017, undicesima edizione dell’evento ABI dedicato alla relazione tra banca e cliente retail in programma il 6 e 7 aprile a Roma. Il cliente bancario è sempre più digitale e questa caratteristica è sempre meno identificabile con le sole componenti più giovani dell’utenza: nella fascia d’età di chi ha tra 65 e 74 anni e dispone di una connessione Internet domestica più di un cliente su due accede ai servizi bancari anche dalla Rete. Per l’utenza risultano dunque particolarmente utili tutte le attività di informazione, supporto e assistenza in grado di guidare persone di ogni età, matura e non, nel processo di familiarizzazione con le innovazioni digitali della banca. Si moltiplicano così le iniziative di tutoraggio da parte degli intermediari. Gli intervistati indicano, come modalità preferite a tale scopo, sia l’assistenza di personale dedicato in agenzia sia mediante canali remoti, ad esempio il telefono o la chat. A ciò si affiancano le comunicazioni scritte, via posta tradizionale oppure elettronica, con i chiarimenti sui diversi aspetti tecnologici del servizio.
Dalla rilevazione ABI-GfK – presentata nel corso dell’edizione 2017 di Dimensione Cliente, l’incontro annuale dell’ABI dedicato al mercato retail che si conclude oggi, venerdì 7 aprile – emerge che gli utenti evoluti interagiscono via Internet da pc con la banca in media 6,6 volte al mese. Più del 50% del campione usa anche lo smartphone, con una frequenza analoga a quella da pc e con punte quasi giornaliere per il 38% dei clienti. È diffuso il ricorso a nuove forme di relazione: circa un terzo dei clienti evoluti (il 32%) visita periodicamente le pagine e i profili dei canali ‘social’ delle banche, con l’obiettivo primario di ottenere informazioni o per risolvere direttamente problematiche di varia natura. Non sorprende che tale modalità di comunicazione sia maggiormente diffusa tra i giovani clienti (il 49% tra quanti hanno da 18 a 34 anni). Al contempo, si riscontra una frequenza simile, pari al 46%, anche fra i titolari di prodotti di investimento, che hanno in media un’età più elevata. 





