Il ‘Manifesto’ per la banca digitale | [29/04/2017]

(29 aprile 2017) ​L’evolversi della tecnologia e l’affermazione del digitale hanno influenzato in modo determinante le strategie e i programmi di investimento degli istituti di credito italiani, portando il settore a riflettere ancora di più sulle strade da percorrere per rinnovare il modo di “fare banca”.

​ABI Lab, il centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’ABI, ha sintetizzato in un vero e proprio “Manifesto” gli ambiti su cui intervenire per accelerare la trasformazione digitale delle banche:

  • Adattare, sempre di più, la fruibilità dei servizi bancari alle esigenze e desideri del cliente.
  • Reinventare il business integrando i paradigmi digitali nel Dna della banca. In questo percorso, può essere necessario pensare in modo diverso, ma senza dimenticare che ogni innovazione deve generare valore per il cliente;
  • Cogliere ogni opportunità di miglioramento, ricordando che l’innovazione non è solo questione di nuovi strumenti, processi o modelli di lavoro ma è un ripensamento complessivo dell’intero modo di lavorare in banca;
  • Incrementare le misure di protezione a tutela del cliente;
  • Puntare su nuove forme di collaborazione fra le banche e le imprese-tecno-finanziarie, con i partner industriali e, sempre più, con il cliente;
  • Costruire economie di rete per agevolare le relazioni tra i diversi attori economici, attraverso la condivisione di informazioni e conoscenze;
  • Continuare a valorizzare le competenze, con il supporto delle nuove tecnologie. Collaborare, cambiare mestiere, potenziare le attitudini digitali, e non fermarsi.
  • Il “Manifesto per la banca digitale” di ABI Lab evidenzia la volontà delle banche di raccogliere e vincere la sfida della trasformazione digitale, offrendo soluzioni sempre più innovative e complete e stimolando una costante interazione con i clienti.

    Nasce un ‘Manifesto’ per accelerare la digitalizzazione delle banche

    India: dalle banche un miliardo per le imprese | [28/04/2017]

    (27 aprile 2017) ​Un miliardo di euro stanziati dalle banche per finanziare le esportazioni e gli investimenti delle imprese italiane, soprattutto medie e piccole, in India.

    ​Secondo la stima dell’ABI sui dati dei gruppi bancari più attivi sui mercati internazionali a tanto ammonta il plafond messo a disposizione dal settore bancario per gli imprenditori che scelgono di operare con le controparti indiane. Il dato è stato presentato oggi da Guido Rosa, Vice Presidente ABI per l’internazionalizzazione, durante il Forum economico tenutosi a Delhi, in occasione della missione di sistema organizzata da banche, imprese e Istituzioni.  Per l’ABI e le banche è la quarta missione in India dopo la missione del 2005, del 2007 e del 2011.  
    Alla missione, partecipa una delegazione di otto dei principali gruppi bancari che rappresenta circa il 68% dell’intero settore bancario italiano in termini di totale attivo: Banca Intesa Sanpaolo, Banca Monte dei paschi di Siena, Banca Popolare di Vicenza, Banco Bpm, Bnl-Bnp Paribas, Ing Direct, Ubi Banca e UniCredit.
    “La nutrita partecipazione delle banche alla missione – ha detto Rosa – testimonia l’interesse crescente del nostro settore a supporto delle strategie di internazionalizzazione del paese. Domani, la delegazione bancaria italiana incontrerà la Banca centrale indiana (RBI) e le principali banche locali, guidate dalla loro Associazione bancaria (Iba), con l’obiettivo di fare il punto sullo stato delle relazioni interbancarie, esaminare congiuntamente come migliorare la collaborazione già in essere e rafforzare il supporto offerto alle imprese italiane, tanto dall’Italia quanto direttamente in India”.
    Del plafond di crediti messo a disposizione dalle banche italiane – un miliardo di euro – circa il 36% è già stato utilizzato per progetti e iniziative di business, mentre il restante 64% è ancora disponibile per sostenere nuove attività imprenditoriali in quest’area.
    Oltre alle linee di credito, gli imprenditori che operano in India possono avvalersi dell’assistenza di importanti interlocutori di riferimento. In particolare, sei principali gruppi bancari italiani e la capogruppo straniera di una banca italiana sono direttamente presenti in India con un ufficio di rappresentanza.  

    Dalle banche un miliardo di euro per finanziare le imprese italiane in India

    Banche: la tecnologia ridisegna le filiali | [22/04/2017]

    (22 aprile 2017) Più spazio alla consulenza per relazionarsi con i clienti in agenzia. Le nuove tendenze da Dimensione Cliente 2017: gli utenti evoluti apprezzano canali a distanza ma l’87% si reca anche allo sportello due-tre volte al mese
     

    ​Nelle filiali bancarie il futuro è già oggi. Mentre si affermano sempre più modalità di contatto innovative per accedere ai servizi bancari e finanziari e ormai il 95% dei clienti usa i canali ‘fai da te’ (Atm, Internet banking, mobile banking e contact center) e il 17% usa solo questi, gli sportelli – sempre più innovativi – accompagnano il cambiamento. La riduzione delle visite dei clienti (-3% nell’ultimo anno) alleggerisce il personale di agenzia dalla gestione dell’operatività e consente di orientarsi sempre più verso attività di consulenza e assistenza sui nuovi servizi.
    E a cambiare è anche l’aspetto delle filiali, dove si creano nuovi spazi relazionali per incontrare la clientela. Si diffondono sempre più apparecchiature evolute di self-service e si riduce al contempo la presenza delle postazioni dedicate alla gestione delle operazioni di cassa. Di queste e di numerose altre tendenze emergenti nel mondo bancario italiano si è discusso nel recente convegno Dimensione Cliente 2017, il principale evento in Italia sulla relazione tra banca e cliente retail organizzato dall’ABI e che si è tenuto a Roma il 6 e 7 aprile.
    Le nuove applicazioni sviluppate dalle banche consentono dunque al personale di filiale di condividere con i clienti più strumenti, informativi e conoscitivi, per meglio mettere a fuoco le diverse necessità di ognuno e proporre le soluzioni più adatte.
     L’esigenza dei clienti di un diretto contatto e confronto con persone esperte mantiene centrale anche il ruolo delle filiali. Ciò si conferma pure per la clientela evoluta, abituata a navigare in rete e accedere ai servizi bancari attraverso Internet e mobile banking. Secondo quanto emerge da un’indagine online realizzata dall’ABI in collaborazione con GfK, gli utenti sono evoluti non solo nelle modalità di utilizzo delle tecnologie ma anche in relazione al proprio rapporto con i servizi finanziari: il 50% di questo segmento di clientela ha almeno un prodotto di investimento, il 42% un finanziamento a breve o a lungo termine e uno su tre è cliente di più banche.
    È l’articolazione delle esigenze finanziarie che porta l’87% dell’utenza evoluta a rivolgersi all’agenzia, dove ci si reca due-tre volte al mese in cerca di un’assistenza dedicata sulle scelte da effettuare o per ricevere supporto nella gestione di operazioni più complesse.

    Da Dimensione cliente 2017 le nuove tendenze del mondo bancario italiano

    Imprese e banche italiane nelle nuove sfide mondiali | [21/04/2017]

    ​(21 aprile 2017) È questo il tema della tavola rotonda che ha visto i rappresentanti delle istituzioni e del mondo industriale e finanziario italiano confrontarsi, il 21 aprile a Washington, di fronte a una platea di investitori, analisti finanziari e Istituzioni internazionali

    ​Nel corso dell’incontro, organizzato da ABI e Confindustria, con la collaborazione dell’Ambasciata italiana negli Stati Uniti, sono stati affrontati temi che vanno dallo scenario economico globale alle peculiarità e potenzialità del “Sistema Italia”, con particolare riferimento allo scenario regolamentare, al percorso di riforme intrapreso, ai segnali di ripresa da incentivare, all’andamento dei conti pubblici, dell’import-export e degli altri indicatori economici.
    L’evento è stato l’occasione per raccontare a una platea internazionale, lo stato di salute del Paese, approfondendo – grazie agli interventi di esponenti di spicco del Governo, delle Autorità di vigilanza, del mondo bancario e imprenditoriale italiano – le priorità e i principali temi d’attualità per quanto riguarda l’agenda della politica e dell’economia nazionale. Dalla struttura produttiva del Paese alle riforme ancora da fare; dal modello italiano di banca commerciale che finanzia le piccole e medie imprese al processo di consolidamento del settore bancario tuttora in corso, passando per livello di capitalizzazione, redditività e crediti deteriorati, ma anche nuove opportunità di business, nuove tecnologie e nuovi prodotti e servizi.
    All’evento – che si è svolto venerdì 21 aprile alle 16,00, presso la sede dell’Ambasciata d’Italia a Washington – hanno preso parte: il Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan; il Direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi; l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio; l’Ad e Direttore generale di Cassa depositi e prestiti, Fabio Gallia; il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia; il Direttore Generale dell’ABI e Presidente del Comitato esecutivo della Federazione Bancaria, Giovanni Sabatini; il Direttore Generale di Confindustria, Marcella Panucci; il Vice Presidente ABI, Camillo Venesio; il Presidente del Comitato comunicazione istituzionale ABI, Giuseppe Scognamiglio; il Presidente e Ceo dell’Institute of international finance, Timothy D. Adams; lo Chief Executive della European banking federation, Wim Mijs; il Director global business and economics program The Atlantic council, Andrea Montanino.
     

    ​(21 aprile 2017) È questo il tema della tavola rotonda che ha visto i rappresentanti delle istituzioni e del mondo industriale e finanziario italiano confrontarsi, il 21 aprile a Washington, di fronte a una platea di investitori, analisti finanziari e Istituzioni internazionali ​Nel corso dell’incontro, organizzato da ABI e Confindustria, con la collaborazione dell’Ambasciata italiana […]

    Basilicata: Di Cosola alla guida della Commissione regionale | [08/04/2017]

    ​(8 aprile 2017) Nella Riunione di insediamento della Commissione regionale ABI discussa l’agenda di lavoro per l’ulteriore rafforzamento della collaborazione con Istituzioni locali e settori produttivi. Nel 2016 oltre 6,8 miliardi all’economia del territorio
     

    ​Nicola Di Cosola, Responsabile Funzione Privati della Banca Popolare di Bari, è il nuovo Presidente della Commissione Regionale ABI per il prossimo biennio. La nomina è stata deliberata dal Comitato Esecutivo dell’Associazione bancaria italiana. Di Cosola succede nell’incarico a Antonio Luongo della Banca Popolare dell’Emilia Romagna.
    È quanto comunica ABI Basilicata a seguito della riunione di insediamento in cui si è discusso anche della situazione economica e creditizia del territorio.
    L’incontro è servito a definire il programma operativo di ABI Basilicata, in particolare la necessità di proseguire con forza sulla strada della piena collaborazione con le Istituzioni locali per condividere soluzioni che possano supportare la ripresa del sistema economico e produttivo lucano. In questo solco, è stata evidenziata l’utilità del recente incontro svoltosi in Regione con Banca del Mezzogiorno – MedioCredito Centrale in cui è stato trattato il tema dell’accesso al credito delle piccole e medie imprese lucane con riferimento alle opportunità offerte dall’utilizzo del Fondo di Garanzia per le Pmi.
    Tra gli altri temi, una particolare attenzione al sociale ed all’attuazione sul territorio del Protocollo d’Intesa ABI e Ministero dell’Interno per la prevenzione delle truffe, in particolare di natura finanziaria ad anziani e persone con non elevata educazione finanziaria.

    Banche e territorio
    Nel corso del 2016 l’attività economica in Basilicata è proseguita a ritmi moderati. Il settore manifatturiero ha registrato una crescita, per esempio, nel comparto automobilistico al quale è attribuibile in larga parte l’espansione delle esportazioni regionali. Il comparto estrattivo ha invece registrato un andamento più debole nella produzione di petrolio e gas anche per le vicende che hanno interessato la zona della Val d’Agri. Nei servizi infine è proseguito il rafforzamento del comparto turistico.
    Concentrando l’attenzione sull’evoluzione del credito, secondo i dati disponibili, emerge che a fine 2016 il totale finanziamenti bancari destinati all’economia della Basilicata ha raggiunto i 6,8 miliardi di euro. In particolare, alle imprese sono andati oltre 3,7 miliardi e alle famiglie più di 2,5 miliardi.
    A fronte di ciò, il settore bancario sconta ancora la scia della difficile congiuntura economica con il risultato che sempre a dicembre 2016 il rapporto sofferenze/impieghi ha raggiunto il 18,2%, con sofferenze per oltre 1,2 miliardi di euro.
    Un ulteriore elemento da considerare è il ruolo della copertura del Fondo di Garanzia per le Pmi, quale efficace strumento per agevolare l’affidamento bancario. Nel 2016 l’utilizzo del Fondo è cresciuto sensibilmente in Basilicata: 558 domande approvate per 109 milioni di euro di finanziamenti e 83 milioni di euro di garanzie concesse.

    Banche in Basilicata
    La struttura del settore bancario regionale, secondo i dati più recenti, vede attive sul territorio 31 banche 228 sportelli.
    Gli Atm (sportelli bancomat) presenti sul territorio sono circa 300; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) 15.245.
    Nella regione i lavoratori bancari sono lo 0,4% del totale nazionale di settore che registra 300.000 unità.
    Le Commissioni regionali rappresentano l’Associazione nell’attività di relazione con le Autorità e gli Uffici della Regione e con le Organizzazioni imprenditoriali locali e seguono l’attività normativa delle Regioni per le materie di interesse del settore bancario. Nel più ampio contesto della promozione di iniziative per la crescita ordinata, stabile ed efficiente delle imprese bancarie e del perseguimento di comportamenti ispirati ai principi della sana e corretta imprenditorialità ed alla realizzazione di un mercato libero e concorrenziale.
    Fanno parte della Commissione regionale, oltre a Banca Popolare di Bari, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Banca Popolare Pugliese, BancApulia, BPER Banca, Banco BPM, BCC di Laurenzana e Nova Siri, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, UBI Banca e Unicredit.
     

    Si rafforza la collaborazione con istituzioni e settori produttivi

    Nel 2016 +30% i clienti che operano in mobilità | [06/04/2017]

    (7 aprile 2017) ​A 16 milioni i clienti che accedono ai servizi bancari grazie al web; in 7 milioni usano anche lo smartphone. L’ultima edizione dell’indagine ABI-GfK, presentata al convegno Dimensione Cliente 2017, evidenzia le nuove tendenze del social banking
     

    ​Sempre più digitale, il cliente bancario ha ormai acquisito piena familiarità nella gestione di modalità evolute di contatto e relazione con la propria banca: nel 2016, come emerge dall’ultima indagine realizzata dall’ABI in collaborazione con GfK, la quota di utenti che ricorre all’Internet o al mobile banking ha raggiunto il 56% del totale della clientela. Oltre 16 milioni di italiani ‘entrano’ oggi in banca grazie al web, operando sia da un pc sia in mobilità.
    Lo smartphone, in particolare, si afferma sempre di più come canale di accesso ai servizi finanziari: un cliente su quattro (circa 7 milioni di persone, pari al 24% del totale dei bancarizzati) porta ormai con sé la propria banca dovunque, con un incremento superiore al 30% della quota degli utilizzatori di mobile banking rispetto al 2015 (quando la quota era del 18%).
     Queste sono solo alcune tendenze che emergono dall’indagine, effettuata su un campione di clienti bancari, presentata oggi nel primo giorno di Dimensione Cliente 2017, undicesima edizione dell’evento ABI dedicato alla relazione tra banca e cliente retail in programma il 6 e 7 aprile a Roma. Il cliente bancario è sempre più digitale e questa caratteristica è sempre meno identificabile con le sole componenti più giovani dell’utenza: nella fascia d’età di chi ha tra 65 e 74 anni e dispone di una connessione Internet domestica più di un cliente su due accede ai servizi bancari anche dalla Rete. Per l’utenza risultano dunque particolarmente utili tutte le attività di informazione, supporto e assistenza in grado di guidare persone di ogni età, matura e non, nel processo di familiarizzazione con le innovazioni digitali della banca. Si moltiplicano così le iniziative di tutoraggio da parte degli intermediari. Gli intervistati indicano, come modalità preferite a tale scopo, sia l’assistenza di personale dedicato in agenzia sia mediante canali remoti, ad esempio il telefono o la chat. A ciò si affiancano le comunicazioni scritte, via posta tradizionale oppure elettronica, con i chiarimenti sui diversi aspetti tecnologici del servizio.
    L’indagine ABI-GfK fotografa dunque uno scenario in decisa evoluzione nel rapporto tra banca e clientela, con i canali digitali che conquistano posizioni ed esplorano nuove frontiere. A distanza di pochi anni dal suo avvio, la nuova modalità di relazione e interazione sui ‘social network’ sta infatti conoscendo uno sviluppo straordinario e riscuote ormai consensi e attenzione da una significativa porzione di clientela: il 17% degli utenti dichiara di avere visitato le pagine o i profili ‘social’ delle banche per leggerne i contenuti, cercare informazioni o trovare risposte ai propri interrogativi, dialogando direttamente via web.

    Relazione con la banca sempre più digitaleLe ultime tendenze sull’utenza web nell’indagine presentata al convegno Dimensione Cliente 2017: il 38% di chi usa il mobile banking vi accede quasi ogni giorno e uno su tre visita i profili social delle banche.Uno su due utilizza lo smartphone per interagire via Internet con la propria banca e la relazione è praticamente quasi quotidiana per quattro utenti su dieci: queste le più aggiornate tendenze sulle modalità di comportamento del segmento dei clienti bancari evoluti. A scattare la fotografia l’ultima edizione dell’indagine realizzata da ABI e GfK attraverso interviste online a un campione di clienti bancari che si relazionano anche via web con la propria banca e accedono regolarmente alla Rete.Dalla rilevazione ABI-GfK – presentata nel corso dell’edizione 2017 di Dimensione Cliente, l’incontro annuale dell’ABI dedicato al mercato retail che si conclude oggi, venerdì 7 aprile – emerge che gli utenti evoluti interagiscono via Internet da pc con la banca in media 6,6 volte al mese. Più del 50% del campione usa anche lo smartphone, con una frequenza analoga a quella da pc e con punte quasi giornaliere per il 38% dei clienti. È diffuso il ricorso a nuove forme di relazione: circa un terzo dei clienti evoluti (il 32%) visita periodicamente le pagine e i profili dei canali ‘social’ delle banche, con l’obiettivo primario di ottenere informazioni o per risolvere direttamente problematiche di varia natura. Non sorprende che tale modalità di comunicazione sia maggiormente diffusa tra i giovani clienti (il 49% tra quanti hanno da 18 a 34 anni). Al contempo, si riscontra una frequenza simile, pari al 46%, anche fra i titolari di prodotti di investimento, che hanno in media un’età più elevata. 

    L’ultima indagine ABI-Gfk evidenzia le nuove tendenze del social banking

    Il contributo Febaf alla consultazione sulla Cmu | [05/04/2017]

    (5 aprile 2017) La Commissione europea ha lanciato a metà gennaio 2017 una consultazione di verifica per raccogliere input da parte degli stakeholder, a un anno e mezzo dall’Action Plan Ce in cui si stabilivano le azioni e la roadmap necessarie al raggiungimento degli obiettivi della Capital Markets Union (Cmu). La Febaf anche in rappresentanza delle sue associate (ABI, Ania, Assogestioni, Aifi Assoreti, Assofiduciaria, Assofin, Assoimmobiliare, Assoprevidenza e Assosim) e d’intesa con le principali imprese del settore bancario, assicurativo e finanziario, ha fornito il proprio contributo coprendo ogni area della consultazione

    ​Dopo un anno e mezzo dall’Action Plan della Commissione Europea in cui si stabilivano le azioni e la roadmap necessarie al raggiungimento degli obiettivi della Capital Markets Union (Cmu), Bruxelles avvia la propria revisione di metà termine. Scopo della review, accertare i progressi sin qui raggiunti, integrare con eventuali ulteriori misure non previste nella pianificazione iniziale o resesi necessarie in risposta a nuove sfide. Per farlo, la Commissione ha lanciato a metà gennaio 2017 una consultazione per raccogliere input da parte degli stakeholder.La Febaf anche in rappresentanza delle sue associate (ABI, Ania, Assogestioni, Aifi Assoreti, Assofiduciaria, Assofin, Assoimmobiliare, Assoprevidenza e Assosim) e d’intesa con le principali imprese del settore bancario, assicurativo e finanziario, ha fornito il proprio contributo coprendo ogni area della consultazione.I grandi stravolgimenti occorsi nell’ultimo anno – la scelta UK di uscire dall’Europa e le annunciate politiche di deregolamentazione (e nuovi equilibri) che arrivano da oltreoceano –  sono stati centrali nella risposta della Febaf che, ribadendo il proprio sostegno al progetto della Cmu, ha invitato la Commissione a tenerne conto nei prossimi passi e quindi a cambiare di passo. Testi Unici, riforme istituzionali, salvaguardia delle diversità (e dunque proporzionalità) dell’ecosistema finanziario, equilibri tra Eurozona e Unione a 27, e una maggiore centralità dei cittadini-risparmiatori i temi principali sollevati nel documento. Gli esiti della consultazione saranno resi noti durante l’audizione pubblica del prossimo 11 aprile, mentre la revisione del Piano d’azione è fissata per giugno.Il sito Febaf: www.febaf.it

    Il contributo Febaf alla consultazione sulla Mid-term Review della Cmu

    In banca i clienti sempre più evoluti | [03/04/2017]

    ​(3 aprile 2017) Il 54% della clientela che usa l’home banking e naviga in Internet sempre più proattiva in cerca di nuove soluzioni, tra offerte della propria banca e di altri operatori: la tendenza dall’ultima indagine ABI-GfK, che verrà presentata a Dimensione cliente 2017

    ​È abituato a navigare assiduamente in Internet e usa il web anche per accedere ai servizi bancari, sia da pc che, sempre più spesso, da smartphone. Per il cliente bancario evoluto, che ha ormai familiarizzato con l’Internet banking, la nuova frontiera è la sempre più spiccata tendenza a muoversi anche in Rete con attitudine proattiva, in cerca di offerte e soluzioni migliori, sia della propria banca sia di operatori concorrenti. Tale attività, definita “shopping around”, coinvolge oltre la metà (il 54%) dei clienti evoluti e si traduce, nel 62% dei casi, nell’effettivo acquisto di un prodotto finanziario. Questa la fotografia aggiornata che emerge dall’ultima indagine ABI-GfK sulle nuove tendenze dei clienti bancari che usano i canali on line per entrare in contatto con le banche e navigano con regolarità in Internet. La rilevazione verrà presentata in occasione dell’imminente edizione 2017 del convegno Dimensione cliente, che si terrà a Roma il 6 e 7 aprile presso il Teatro Eliseo.
    L’attività di ricerca e raccolta di informazioni sui prodotti e servizi bancari e finanziari maggiormente adatti alle proprie esigenze non si realizza più solo andando in filiale ma si attua ormai anche grazie alla Rete: nel segmento degli evoluti che si attivano per individuare le migliori offerte finanziarie due clienti su tre (il 66%) ricercano le informazioni sul sito Internet o sui profili presenti nelle reti ‘social’ della propria banca. Una percentuale più ridotta (il 30%) raccoglie dati, opinioni, recensioni e analisi comparative su prodotti e servizi anche presso altre fonti ovvero siti web di banche concorrenti o di altri soggetti. L’agenzia resta comunque per il 60% dei casi un punto di riferimento anche per i clienti evoluti.
    Allo stesso tempo i clienti evoluti, che hanno ormai familiarizzato con le modalità di contatto ‘fai da te’, sono i primi interessati a comprendere le caratteristiche del servizio di consulenza automatizzata (cosiddetto “robo-advisory”): circa un quarto di coloro che hanno investimenti lo sottoscriverebbe.
    Dimensione cliente è il principale evento in Italia sulla relazione tra banca e cliente retail. Analisi dell’esperienza con la banca, multicanalità, big data, approcci commerciali e comunicazione: questi gli ambiti principali di approfondimento, analizzati nelle numerose sessioni che animeranno la due-giorni di evento. Obiettivo del convegno dell’ABI – dedicato al mercato retail – è analizzare i nuovi comportamenti e atteggiamenti della domanda e le soluzioni innovative realizzate nel mondo dei servizi finanziari per soddisfare e fidelizzare il cliente bancario.
     

    Usa home banking naviga in internet proattiva e in cerca di nuove soluzioni

    Con Fondo Occupazione 16.294 nuove assunzioni in tre anni | [01/04/2017]

    (1 aprile 2017) ​I dati aggiornati del Fondo per agevolare occupazione stabile, soprattutto giovanile, nel mondo bancario, senza alcun onere per la finanza pubblica: 125 milioni di euro di finanziamenti a tre anni dall’avvio della piena operatività

    ​Dal 2014 ad oggi, attraverso il Fondo per l’occupazione, sono state accolte 16.294 domande di assunzione a tempo indeterminato – anche con apprendistato o stabilizzazioni di rapporti a termine – presentate da 238 banche, con un finanziamento complessivo pari a 125 milioni di euro. Nel mese di marzo 2017 sono state approvate ben 2.336 domande.
    Questi i dati del Comitato di gestione di Enbicredito, Ente bilaterale nazionale nel cui ambito opera il Fondo per l’occupazione, gestito pariteticamente da ABI e Sindacati.
    L’ABI evidenzia “l’efficacia con cui prosegue l’attività del Fondo occupazione, organismo unico nel panorama delle relazioni industriali, istituito per favorire nuova occupazione e garantire una riduzione di costi alle imprese che procedono ad assunzioni stabili”.
    Attraverso la dotazione economica del Fondo, interamente raccolta con il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori della categoria, incluse le figure apicali del mondo bancario, ciascuna impresa del settore – prosegue la nota ABI – riceve un contributo per ogni assunzione di giovani disoccupati, cassaintegrati, disabili, donne e persone residenti nel Mezzogiorno; cioè le fasce di persone socialmente più svantaggiate nel mondo del lavoro in Italia.
    Il Fondo, istituito con il Ccnl del 2012, rappresenta una risposta concreta ed innovativa per sostenere l’occupazione. Sempre a tali fini, è stato quindi previsto di implementarne l’utilizzo, individuando nuovi ambiti di intervento sui quali le Parti si stanno confrontando.
     

    Dal 2014 ad oggi accolte 16.294 domande di assunzione

    Al via la quarta edizione del festival della cultura creativa | [29/03/2017]

    (29 marzo 2017) ​Dal 3 al 9 aprile 2017 torna la manifestazione per ragazzi organizzata dalle banche con il coordinamento dell’ABI, per stimolare la creatività dei più giovani. Oltre 75 eventi culturali in 50 città dal nord al sud d’Italia
     

    ​Da lunedì 3 a domenica 9 aprile torna la quarta edizione del Festival della cultura creativa- le banche in Italia per i giovani e il territorio, l’iniziativa promossa dall’ABI e dalle banche che operano in Italia con l’intento di avvicinare i giovani di età compresa tra i 6 e i 13 anni alla cultura e di stimolarne la creatività e il pensiero critico. Il tema scelto per l’edizione 2017 è “Il buon viaggio – muoversi e crescere tra i sentieri dell’arte, della scienza e della creatività”, filo conduttore di tutte le iniziative organizzate sul territorio (laboratori, mostre, teatro, musica, ecc.). L’obiettivo è invitare bambini e ragazzi a riflettere sul concetto di viaggio: più che la meta al centro della riflessione ci sarà il percorso fatto da ognuno per procedere verso la direzione scelta. Un percorso fisico, mentale, concreto, fantastico, solitario, in compagnia, che può avvenire spostandosi o restando fermi, attraverso le parole dei libri o le immagini dei film e delle opere d’arte.
    “Il Festival della cultura creativa – ha detto il Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini- rappresenta l’occasione per riaffermare l’impegno culturale che le banche svolgono da sempre, affiancando le istituzioni come catalizzatori di cultura e creatività sul territorio. La manifestazione, che l’anno scorso ha coinvolto oltre 20 mila bambini e ragazzi, punta a valorizzare il talento delle giovani generazioni, aiutandole ad affinare sia le capacità espressive sia le potenzialità creative ed innovative, strumenti indispensabili per costruire un futuro fatto di crescita ed armonia.”
    Oltre 75 eventi culturali in 50 città italiane svilupperanno il tema ispiratore, che ciascuna banca declinerà con strumenti e punti di vista differenti, alla luce delle proprie specificità e di quelle del territorio di appartenenza. I laboratori e le altre attività proposte vedranno la partecipazione di rappresentati delle banche e la collaborazione di scuole, musei, biblioteche e operatori culturali. 
    L’importanza sociale e culturale della manifestazione è testimoniata anche dalla la Main Media Partnership della Rai e la Media partnership del Tgr. La manifestazione ha il patrocinio dell’UNESCO e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. 
    In occasione del Festival sarà presentato il libro di Beatrice Masini, scrittrice e giornalista pluripremiata, con i disegni di Gianni De Conno, illustratore tra i più affermati nel panorama italiano e apprezzati all’estero.
    La manifestazione di quest’anno è stata anche l’occasione per realizzare una ricerca scientifica, curata dal prof. Guido Guerzoni della Bocconi, sul contributo che iniziative come queste possono dare alla crescita culturale e creativa dei ragazzi.
    Lo studio evidenzia che manifestazioni come il Festival della Cultura Creativa offrono ai bambini e ragazzi la possibilità di sperimentare nuove modalità di apprendimento efficaci e divertenti.
    In particolare, i giovani partecipanti apprezzano soprattutto la possibilità di poter conoscere cose nuove (45,3%) e di confrontarsi con gli altri (27%). Per gli adulti – educatori, docenti e genitori- un evento come il Festival, oltre ovviamente a contribuire all’educazione dei bambini, permette loro di rapportarsi con le proprie emozioni attraverso diverse forme di cultura e di comprendere punti di vista diversi dai propri.
    Tra gli obiettivi dell’indagine, anche quello di sondare le opinioni rispetto all’impatto, in termini sociali ed economici, generato dal Festival nel territorio. Circa la metà del campione (47%) ha affermato che l’iniziativa ha contribuito a consolidare il legame con il proprio territorio e la propria città e ad accrescere l’impegno per valorizzare le proprie tradizioni locali, anche attraverso una più ricca offerta culturale. Genitori e insegnanti, inoltre, hanno dichiarato di essere orgogliosi di quanto la loro comunità sa proporre a livello nazionale ed internazionale e vorrebbero che il lavoro di squadra attivato durante il Festival si ripetesse anche in altre occasioni.
    Gli intervistati, infine, hanno affermato che il Festival ha contribuito a dedicare più tempo a seguire altre attività culturali promosse nel territorio (25,6%), visitare musei e gallerie (21,8%) e ad approfondire la conoscenza dei temi presentati al Festival (18%).
    Tutte le informazioni e i dettagli su eventi, città e sedi della manifestazione sono disponibili sul sito www.culturacreativa.it
    Link cartella Dropbox ABI – Festival della Cultura Creativa 2017: https://goo.gl/FkVVWF

    La manifestazione per ragazzi organizzata dalle banche e dall’ABI