Nel 2015 rapine in calo dell’8,7% | [26/05/2016]

​(26 maggio 2016)  La fotografia di Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, al Convegno Banche e sicurezza 2016

​Calano del 8,7% le rapine in banca in un anno, passando dalle 587 del 2014 alle 536 del 2015. La diminuzione conferma il trend positivo già registrato negli ultimi anni: dal 2007 ad oggi, infatti, il calo delle rapine in banca è stato pari all’82% (da 2.972 a 536). In calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 1,9 del 2014 a 1,8 del 2015. Questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, presentati al convegno Banche e Sicurezza 2016, la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca, che si tiene il 26 e 27 maggio a Milano.
Nel corso dell’incontro – organizzato per fare il punto sulle nuove strategie e sulle misure più innovative per prevenire le rapine allo sportello, anche grazie alla sempre più stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine– ABI e la Prefettura di Milano hanno rinnovato il Protocollo d’intesa per rafforzare la collaborazione, attraverso dialogo e scambio di informazioni.
Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dall’indagine Ossif sulle rapine in banca nel 2015.

La mappa delle rapine
Nel 2015, le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-59,1%, da 22 a 9), Campania (- 15,8%, da 38 a 32), Emilia Romagna (-2,9%, da 70 a 68), Friuli Venezia Giulia (-60%, da 5 a 2), Liguria (-53,8%, da 26 a 12), Lombardia (-20,2%, da 94 a 75), Molise (-100%, da 3 a 0), Piemonte (-34,8%, da 46 a 30), Sicilia (-10,3%, da 87 a 78). Nessun colpo in banca in Valle d’Aosta. Invariate le rapine in: Sardegna (solo 3) e Trentino Alto Adige (solo 2). Aumenti si sono invece verificati in: Basilicata (con 6 rapine da 3), Calabria (con 8 rapine da 5), Lazio (con 70 rapine da 59), Marche (con 17 rapine da 15), Puglia (con 31 rapine da 29), Toscana (con 56 rapine da 49), Umbria (con 9 rapine da 6) e Veneto (con 28 rapine da 25).

Gli investimenti in sicurezza e la nuova Guida antirapina
Le banche italiane investono ogni anno circa 700 milioni di euro per rendere le proprie filiali sempre più protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita Guida antirapina che recepisce i suggerimenti delle Forze dell’Ordine. La nuova edizione della Guida, ultimata proprio in queste settimane, è stata presentata durante i lavori del convegno.

Secondo i dati Ossif la diminuzione dell’8,7% rispetto all’anno precedente

Prima missione delle banche italiane in Argentina | [18/05/2016]

(18 maggio 2016) ​Prima “missione di sistema” per l’ABI e le banche italiane in Argentina, per identificare e approfondire le reali prospettive di collaborazione commerciale e di partnership industriale che le recenti trasformazioni del paese renderanno progressivamente possibili.

​A ribadire il sostegno del settore bancario italiano all’internazionalizzazione della nostra economia è Guido Rosa, membro del Comitato di Presidenza ABI incaricato per le relazioni internazionali, al Forum economico tenutosi a Buenos Aires, in occasione della “missione di sistema” organizzata da banche, imprese e Istituzioni.
Alla missione, partecipa una delegazione di cinque dei principali gruppi bancari che rappresenta circa il 58.8% dell’intero mondo bancario italiano in termini di totale attivo: Bnl – Bnp Paribas, Banca Popolare di Vicenza, Intesa SanPaolo, Ubi Banca e UniCredit.
 “Le linee di credito aperte per gli imprenditori italiani in Argentina – ha detto Rosa – testimoniano la fiducia del settore nelle prospettive di sviluppo di questo Paese e si inseriscono nel quadro più generale del crescente interesse per le opportunità offerte dal mercato sudamericano. Il ruolo delle banche a sostegno dell’internazionalizzazione è fondamentale, attraverso la partecipazione attiva alle filiere produttive globali e la presenza sui mercati esteri maggiormente dinamici. Per quanto riguarda il futuro – ha concluso Rosa – gli imprenditori italiani possono contare sul settore bancario italiano come partner per avviare iniziative commerciali e produttive in Argentina.”

 

Banche e ABI a Baires per identificare prospettive di collaborazione

Banche a distanza: aumentano i clienti e le modalità di contatto | [14/05/2016]

(​14 maggio 2016) ​In forte aumento il numero di clienti che utilizza la banca a distanza. Il numero di utenti dell’home banking, cioè dei servizi (dispositivi e/o informativi) prestati alle famiglie per via telematica sono, a fine dicembre 2015, 25,2 milioni rispetto ai 22,4 mln di fine 2014 (+12,4%). Le imprese che ricorrono a tale tipologia di servizi telematici sono 2,9 mln rispetto ai 2,6 mln di fine 2014 (+12,3%).

​Gli utenti del phone banking, cioè dei servizi attivabili via telefono, con o senza un operatore, mediante la digitazione di appositi codici per l’identificazione del cliente passano dai circa 10,7 milioni a quasi 11,7 milioni (+8,5%).
Nello stesso tempo è aumentata la rilevanza delle modalità alternative allo sportello con cui la clientela può entrare in contatto con la banca e con gli altri prestatori di servizi di pagamento.
Il numero di Pos (Points Of Sale), cioè le apparecchiature automatiche collocate presso esercizi commerciali, mediante le quali si possono utilizzare carte di credito e/o di debito, è passato da 1.792.232 di fine 2014 a 1.884.504 di fine 2015 (+5,1%). Gli Atm, cioè le apparecchiature automatiche che consentono l’effettuazione di operazioni di cassa ed, eventualmente, di altre operazioni bancarie con carattere sia dispositivo (giroconti, bonifici, ecc.) sia informativo sono aumentati, sempre nello stesso periodo da 40.529 a 43.432 (+7,2%).
I tradizionali sportelli invece passano da 30.740 di fine 2014 a 30.091 di fine 2015 (-2,1%).

Nel 2015 aumentano i clienti, famiglie e imprese, e le modalit di contatto

Mercato immobiliare in crescita anche nel 2015 | [12/05/2016]

(12 maggio 2016) ​Gli italiani tornano a investire sulla casa. Riparte, infatti, il mercato delle abitazioni che, dopo il +3,5% registrato nel 2014, accelera la ripresa segnando nel 2015 un +6,5% rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 449mila unità compravendute.

​A fare da traino sono soprattutto le compravendite nei comuni capoluogo e nelle aree del nord, specie nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. Aumenta anche il ricorso ai mutui per l’acquisto della casa, grazie anche al trend positivo dell’indice di affordability, che misura la possibilità di accesso delle famiglie italiane all’acquisto di un’abitazione e che a fine 2015 segna un miglioramento di 2,1 punti percentuali segnando un nuovo massimo storico.
Sono alcuni dei dati presentati il 12 maggio e contenuti nel Rapporto immobiliare residenziale 2016, lo studio realizzato dall’Osservatorio del Mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate in collaborazione con l’ABI, l’Associazione bancaria italiana, che analizza l’evoluzione delle compravendite del settore residenziale e che quest’anno si arricchisce anche di una parte dedicata alle locazioni.
Il 2015 delle abitazioni – Dopo la lunga e ripida discesa, osservata dal 2007, nel 2015 il mercato delle abitazioni è tornato su un sentiero di crescita (+6,5%), confermando e superando il dato positivo dell’anno precedente. Segno positivo anche per il mercato delle pertinenze, con gli scambi di magazzini che segnano un aumento del 3,8% e del 4,5% per gli scambi di box e posti auto.Nel 2015 la superficie media per unità abitativa compravenduta è stata di circa 106 metri quadri, in crescita del 7,4% rispetto al 2014, leggermente più alta nei comuni non capoluogo (110 mq) rispetto a quelli capoluogo (99 mq). Il valore di scambio delle abitazioni è cresciuto dai 72,1 miliardi di euro registrati nel 2014 ai 76 miliardi del 2015, in aumento del 5,4%. 
La classifica delle regioni – L’analisi dell’andamento delle compravendite nelle regioni italiane mostra una ripresa generalizzata guidata dalla Lombardia (+9%), che da sola rappresenta circa un quinto dell’intero mercato nazionale. Sul fronte degli incrementi, le regioni che mostrano i più alti tassi di crescita rispetto al 2014 sono il Veneto (+12,1%), la Toscana e il Friuli Venezia Giulia (+10,8%), e la Basilicata (+10,2%). Seguono la Sardegna (+8%), l’Abruzzo (+7,2%), l’Emilia-Romagna (+6,8%), le Marche (+6,6%), il Piemonte (+4,9%), la Campania (+5,6%), la Sicilia (+4,8%), l’Umbria (+3,9%), la Puglia (+3,3%), la Liguria (+2,9%) e il Lazio (+2,2%). Stabile la Calabria, mentre mostrano un tasso negativo la Valle d’Aosta (-1%) e il Molise (-5,4%).

I mutui
Gli acquisti di abitazioni tramite mutuo ipotecario ammontano a 193.350 unità, circa il 45% delle abitazioni acquistate da persone fisiche, guadagnando quasi un quinto degli scambi rispetto all’anno precedente. Il capitale complessivo erogato cresce del 19,4%, passando dai 19,3 miliardi di euro del 2014 ai 23 miliardi del 2015.
L’area che detiene la maggior quota del capitale è il nord-ovest (37%) seguita dal centro (25%), mentre le isole registrano la minor quota (6%). Stabili il capitale medio erogato, pari a 119mila euro, e la durata media del mutuo (22,5 anni), mentre continua il calo del tasso d’interesse, che nel 2015 perde ancora 0,65 punti percentuali, portandosi al 2,75%. Grazie a questi fattori, diminuisce mediamente la rata mensile, passando dai 631 euro del 2014 ai 592 euro del 2015.

Gli affitti 
Nel 2015 la superficie media dell’abitazione locata è stata pari a circa 92 mq e il canone annuo medio pari a 60,6 €/mq, in calo del 2,3% rispetto al 2014. Complessivamente, le abitazioni oggetto di nuovo contratto di locazione nel 2015 sono state circa il 6% dello stock potenzialmente disponibile, a cui corrispondono quasi 4,6 miliardi di euro di canone annuo complessivo. Il 60% del mercato riguarda il segmento dei contratti ordinari di lungo periodo, il 18% i contratti ordinari transitori, il 20% quelli a canone concordato e solo il 2% quelli per studenti. Tra le grandi città, gli affitti di importo più elevato si pagano a Milano, Roma, Firenze e Bologna.

L’indice di affordability
Elaborato dall’Ufficio Studi ABI secondo le prassi metodologiche di matrice anglosassone, sintetizza l’analisi dei vari fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento, tassi di interesse sui mutui) che influenzano la possibilità per le famiglie di comprare casa indebitandosi e ne descrive l’andamento. Nel 2015 l’indice continua nel suo trend positivo, registrando un significativo miglioramento che nel secondo semestre dell’anno lo porta a stabilire il nuovo massimo storico; secondo le proiezioni mensili, a marzo del 2016 l’indice sarebbe ulteriormente migliorato raggiungendo il valore dell’11,9%. In quest’ultimo anno la dinamica positiva è principalmente dovuta ad una forte riduzione del costo dei mutui (che spiega l’80% del miglioramento intervenuto), mentre continua ad essere positivo anche il contributo dovuto al miglioramento del prezzo relativo delle case rispetto al reddito disponibile. In miglioramento anche gli aspetti distributivi: nel secondo semestre del 2015, la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa è pari al 69%, nuovo massimo storico, superiore di 7 p.p. al dato di inizio 2004. Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione è risultato piuttosto omogeneo a livello territoriale: per la prima volta la condizione di accessibilità è presente in tutte le regioni ed inoltre sono 15 su 19 le regioni in cui nel 2015 l’indice ha registrato un massimo storico.
Guida alla consultazione – Il Rapporto immobiliare 2016 può essere scaricato gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle entrate, nella sezione Pubblicazioni dell’Osservatorio del mercato immobiliare.

Migliora la capacit delle famiglie di accedere allacquisto dellabitazione

​Banche pronte alla sfida digitale per il rilancio economico | [10/05/2016]

(10 maggio 2016) Al via l’undicesimo Forum annuale sulle risorse umane in banca: focus su cultura e regole per il rilancio di redditività, competitività e occupazione nelle imprese del credito

​Banche italiane alle prese con una fase di riorganizzazione per rafforzare il loro costante ruolo di sostegno all’economia che vede consolidarsi i segnali di crescita, seppur in uno scenario di debolezza strutturale e di profondi cambiamenti. La rivoluzione tecnologica sta trasformando alla radice il contesto produttivo: la necessità, quindi, è adeguare la gestione delle risorse umane nell’era digitale.
Questo il messaggio introduttivo, in sintesi, del Vicepresidente ABI, Giuseppe Ghisolfi, in apertura dell’undicesimo Forum Hr 2016 – Banche e risorse umane dedicato ai temi delle relazioni industriali, del mercato del lavoro, della gestione delle persone in azienda e del ruolo del responsabile delle risorse umane.
Analisi e approfondimenti che muovono dalle regole necessarie ad affrontare un’epoca di grandi e rapidi cambiamenti economici e sociali: in quale direzione occorre evolvere? Qual è il giusto mix tra flessibilità e prescrizioni normative? Quali principi culturali ed etici devono orientare le scelte dei regolatori ai vari livelli? Quali sono le future sfide nel mercato del lavoro?
L’ABI, come ha ricordato il Direttore centrale Giancarlo Durante, Responsabile della Direzione sindacale e del lavoro dell’Associazione, ha sottoscritto recentemente il testo coordinato del Contratto nazionale di settore, a seguito dell’accordo di rinnovo del 31 marzo 2015, confermando la centralità della contrattazione nazionale e valorizzando, con soluzioni all’avanguardia, le relazioni industriali a livello aziendale e di gruppo in una fase decisiva del riassetto complessivo delle imprese bancarie, da svolgere in un quadro di “pace sociale”.  

Banche italiane pronte alla sfida digitale per il rilancio economico

Con ‘Plafond investimenti’ sei miliardi alle Pmi | [07/05/2016]

(7 maggio 2016) ​L’ABI rende noto che con “Plafond investimenti” cresce la capacità di sostegno alla domanda di credito delle Pmi influenzata ancora dall’andamento del ciclo economico: tra ottobre 2013 e marzo 2016 sono state accolte 20.656 domande di finanziamento per un controvalore erogato di 6 miliardi di euro su un plafond complessivo di 10 miliardi, destinato alle Pmi in bonis che intendano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa

​L’iniziativa finalizzata a favorire la crescita degli investimenti delle imprese è stata rinnovata con l’Accordo per il credito 2015 tra l’ABI e tutte le altre associazioni d’impresa.
L’Associazione, a seguito della rilevazione aggiornata delle operazioni effettuate, sottolinea che “l’utilizzo delle risorse messe a disposizione è un segnale importante nella prospettiva di ripresa della domanda di credito per investimenti e rilancio economico dell’Italia”.
Analizzando nel dettaglio le richieste di finanziamento accolte, si rileva che quelle ‘coperte’ dal Fondo di garanzia per le Pmi, dall’Ismea o dalla Sace, nonché dai Confidi, rappresentano il 19,8%.
Disaggregando inoltre i dati per tipologia d’impresa emerge che:

  • il 41,5% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘industria’;
  • il 29% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘commercio e alberghiero’;
  • il 7,6% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘artigianato’;
  • il 4,5% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘edilizia e opere pubbliche’;
  • il 3,6% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘agricoltura’;
  • il restante 13,8% ad aziende del comparto ‘altri servizi’.

Con Plafond investimenti cresce la capacit di sostegno al credito

Outlook ABI-Cerved: nel 2017 sofferenze a livello pre-crisi | [04/05/2016]

​(4 maggio 2016) Nel 2017 le nuove sofferenze relative a Pmi e grandi imprese del settore industriale tornano ai livelli pre-crisi. Presentata la terza edizione dell’osservatorio sulle nuove sofferenze relative alle imprese italiane.

 Terzo rapporto, maggio 2016
 

​ABI e Cerved presentano i risultati dell’Outlook sulle nuove sofferenze delle imprese italiane. Secondo la ricerca, che elabora stime e previsioni dei tassi di ingresso in sofferenza delle società non finanziarie per classe dimensionale, il calo del tasso di nuove sofferenze registrato nel 2015 si rafforzerà nel corso dei prossimi due anni, portandosi nel 2017, nel comparto relativo alle imprese industriali, al di sotto dei livelli registrati prima della crisi.
A livello complessivo, sulla base delle stime di ABI e Cerved, il tasso di ingresso in sofferenza delle società non finanziarie è atteso in calo dal 3,7% del 2015 al 3% del 2016, per diminuire ulteriormente al 2,4% alla fine del 2017: il valore minimo dal 2009 anche se ancora superiore rispetto al livello pre-crisi (1,7%).
Le stime per fascia dimensionale delle imprese[1] indicano che, tra il 2015 e il 2017, i miglioramenti saranno diffusi ma più accentuati per le imprese di minore dimensione: le piccole imprese vedranno una riduzione dei tassi di entrata in sofferenza dal 3,2% all’1,9% (-1,3 punti percentuali) e le micro-imprese dal 4% al 2,5% (-1,5 punti percentuali). Le medie e le grandi imprese continueranno a evidenziare tassi più bassi (rispettivamente 1,4% e 0,9% nel 2017), ma i miglioramenti saranno meno marcati (-1,2 punti per le medie e -0,9 punti percentuali per le grandi). Il divario dimensionale fra micro-imprese e grandi imprese passerà, quindi, dagli attuali 2,2 agli 1,6 punti del 2017.
Dal punto di vista settoriale, le rilevazioni di ABI e Cerved indicano che nell’industria le nuove sofferenze sono attese nel 2017 a livelli molto vicini a quelli pre-crisi: il tasso è previsto, infatti, all’1,9% e solo un decimale in più rispetto al 2008. Per le microimprese industriali i tassi saranno superiori a quelli pre-crisi, mentre le nuove sofferenze di piccole, medie e grandi società manifatturiere sono previste a livelli inferiori a quelli del 2008. Nel settore delle costruzioni è atteso un deciso miglioramento (i tassi passeranno dal 5,8% del 2015 al 3,9% del 2017) anche se i livelli pre-crisi resteranno distanti. Il tasso nei servizi scenderà al 2,1% (dal 3,5% del 2015) restando tuttavia superiore al 2008 di 0,6 punti percentuali.
A livello geografico, i modelli previsionali mostrano un restringimento dei divari territoriali con miglioramenti nel Centro e nel Mezzogiorno più marcati di quelli delle imprese del Nord. Nonostante queste diffuse riduzioni, le imprese del Nord Est e del Nord Ovest resteranno le meno rischiose (con tassi dell’1,8% e dell’1,9% rispettivamente) mentre quelle del Centro e del Mezzogiorno resteranno quelle più a rischio (2,8% e 3,6% rispettivamente). In nessuna delle quattro aree geografiche le sofferenze scenderanno al di sotto dei livelli pre-crisi.

Marco Nespolo, Amministratore delegato di Cerved, ha commentato: “Il calo delle nuove sofferenze previsto per i prossimi anni è un elemento importante per superare il problema dei crediti deteriorati, ma non l’unico. È necessario abbattere in tempi brevi lo stock di sofferenze attraverso cessioni a operatori specializzati: in questo senso, sarà decisivo che le norme recentemente approvate abbiano successo nel ridurre in modo significativo i tempi di recupero dei crediti, così da innalzare le valutazioni di chi investe in crediti deteriorati”.

Giovanni Sabatini, Direttore generale di ABI, ha dichiarato: “I dati più recenti e le proiezioni sulle nuove sofferenze confermano la natura fisiologica del fenomeno, visto che registrano miglioramenti a seguito del recupero del quadro macroeconomico. Il tema di una quanto più rapida riduzione dello stock di sofferenze accumulato durante la crisi resta e le ulteriori iniziative e misure messe in campo forniscono un importante contributo proprio per ridurre l’ammontare dei crediti deteriorati”.

[1] Le società non finanziarie sono distinte in quattro classi dimensionali, secondo i criteri della Commissione Europea: microimprese (meno di 10 addetti e giro d’affari inferiore ai 2 milioni di euro), piccole imprese (fino a 50 dipendenti e fatturato inferiore ai 10 milioni), medie imprese (fino a 250 addetti e fatturato al di sotto dei 50 milioni) e grandi imprese (oltre 250 addetti e fatturato superiore ai 50 milioni).

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Nel 2017 le nuove sofferenze tornano a livelli pre-crisi

ABI e Ministero dell’interno contro le truffe finanziarie | [03/05/2016]

(3 maggio 2016) Ancora più collaborazione tra banche e Forze dell’ordine per prevenire il fenomeno delle truffe finanziarie, in particolare ai danni degli anziani e di quanti hanno una scarsa educazione finanziaria, grazie a specifici Comitati di coordinamento istituiti presso ciascuna prefettura. È quanto previsto dal protocollo d’intesa firmato oggi a Roma dal Ministro dell’interno, Angelino Alfano, e dal Presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli.

 Testo del Protocollo d’intesa

​“La collaborazione consolidata tra banche e Forze dell’ordine – ha detto il Presidente dell’ABI – continua a dare risultati importanti nell’azione di contrasto e prevenzione di fenomeni criminali come frodi finanziarie e informatiche, furti e rapine. Su questo fronte è importante non abbassare mai la guardia, continuando a lavorare sempre più insieme per tutelare il bene comune della sicurezza. Anche attraverso la promozione di specifiche iniziative di formazione e informazione sui temi dell’economia, della finanza e del risparmio. Nella convinzione – ha aggiunto Patuelli – che la conoscenza e la consapevolezza siano strumenti indispensabili per difendersi dalla criminalità e, allo stesso tempo, per esercitare al meglio i propri diritti-doveri di cittadini”.
Secondo quanto previsto dal protocollo, i lavori dei Comitati di coordinamento saranno presieduti e coordinati dai Prefetti. Dei Comitati faranno parte i rappresentanti dell’ABI e delle Forze dell’ordine, mentre alle singole riunioni – su indicazione del Prefetto che valuterà in relazione ai diversi argomenti trattati – potranno prendere parte anche esponenti delle associazioni dei consumatori più rappresentative e rappresentanti delle istituzioni competenti in materia di politiche sociali e scolastiche.
Sempre secondo l’accordo, i Comitati di coordinamento saranno istituiti su tutto il territorio nazionale dove svolgeranno un ruolo di raccordo tra le diverse iniziative e i progetti messi a punto per prevenire e contrastare le truffe finanziarie. Fornendo con un linguaggio semplice e diretto, rivolto soprattutto alle fasce di popolazione più esposte al rischio di truffa – come gli anziani e quanti hanno una scarsa educazione finanziaria – una serie di consigli generali e di buone prassi per rafforzare la sicurezza riducendo i fattori di vulnerabilità e i comportamenti economicamente rischiosi.
Le attività dei Comitati riguarderanno in particolare:

  • specifiche precauzioni da adottare quando si preleva contante o si fanno operazioni allo sportello;
  • suggerimenti e piccoli accorgimenti per usare in tutta sicurezza internet, mobile banking e sportelli automatici;
  • numeri utili e comportamenti da adottare in caso di frode, furto o smarrimento delle carte di pagamento, ecc.;
  • incontri territoriali di formazione sui temi della sicurezza antifrode.

Grazie a un attento monitoraggio e al contributo delle Forze dell’ordine e delle banche, infine, i Comitati avranno a disposizione una mappa sempre aggiornata di tutti gli eventuali nuovi fattori di rischio che possano tradursi in eventi criminosi e di tutte le buone pratiche da mettere a sistema nei diversi ambiti territoriali.
 

Pi collaborazione tra banche e Forze dell’ordine grazie al Protocollo d’intesa

Moratorie Pmi a quota 18,8 miliardi | [30/04/2016]

​(30 aprile 2016) Prosegue l’iniziativa rinnovata e potenziata sulla sospensione di rate e soluzioni per agganciare la ripresa.

​Proseguono a pieno ritmo le iniziative delle banche in Italia sulla sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti alle Pmi. Tra ottobre 2013 e marzo 2016 sono state accolte complessivamente 56.410 domande di sospensione del pagamento delle rate accolte per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 18,8 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,3 miliardi di euro. Inoltre, sono state accolte 9.632 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,6 miliardi di euro di debito residuo.
Questi i dati del monitoraggio fatto dall’ABI sui risultati dell’Accordo per il credito 2015 – siglato il 31 marzo 2015 con tutte le altre Associazioni d’impresa e in vigore fino al 31 dicembre 2017 – che si vanno a sommare a quelli del precedente Accordo per il credito 2013.

L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:

  • il 25,5% è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
  • il 14,4% è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il 18,8% è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
  • l’8,6% è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
  • il 6,6% è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
  • il restante 26,1% agli “altri servizi”.

Il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti. 

Tra ottobre 2013 e marzo 2016 sono state accolte 56.410 domande

Torna il Festival della Cultura creativa | [27/04/2016]

​(27 aprile 2016) Dal 2 all’8 maggio torna la manifestazione per ragazzi organizzata dalle banche col coordinamento dell’ABI, per stimolare la creatività dei più giovani. Oltre 80 eventi culturali in 50 città dal nord al sud d’Italia.

​​Nuovo appuntamento con il Festival della Cultura creativa promosso dall’ABI e dalle banche per avvicinare alla cultura i giovani d’età compresa tra 6 e 13 anni, grazie a laboratori, iniziative ed eventi che spaziano tra arte, teatro, musica, tecnologie digitali e molto altro. La manifestazione, che l’anno scorso ha coinvolto oltre 15 mila bambini e ragazzi, si svolgerà nella settimana che va dal 2 all’8 maggio. I piccoli protagonisti del festival avranno l’occasione di sperimentare tutte le sfumature della loro creatività, conoscendo anche meglio le possibilità dei luoghi in cui vivono. Per questa terza edizione della manifestazione è stato scelto come “fil rouge” delle iniziative il tema “Abitare sottosopra. Scoprire e sperimentare come si sta dentro i luoghi, l’arte e le emozioni”. L’obiettivo è invitare bambini e ragazzi ad ampliare il concetto di casa, per scoprire e sperimentare, con l’aiuto di operatori culturali specializzati, in che modo ogni persona e cosa vive, abita e si relaziona con tutto ciò che lo circonda, utilizzando le modalità più consone alla propria natura.
“Iniziative come il Festival della Cultura creativa – ha detto il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli – puntano a valorizzare la creatività e il talento delle giovani generazioni attraverso la promozione dell’arte e della conoscenza. Oggi più che in passato, il contributo delle banche alla cultura si focalizza sulla prima risorsa del Paese, ossia i giovani, per sollecitarne lo spirito critico, rendendoli così protagonisti della nostra società civile. Sostenere la capacità creativa di bambini e dei ragazzi, significa aiutarli a mettere a frutto capacità, potenzialità e visoni innovative, strumenti indispensabili per costruire un futuro di crescita per loro stessi e per l’Italia”.
Per Antonio Campo Dall’Orto, Direttore generale Rai: “La Media Partnership stipulata con il Festival della Cultura creativa risponde in pieno alla nostra missione di servizio pubblico universale che vuole parlare ed arrivare a tutti gli italiani. Da questo punto di vista l’attenzione per i più giovani rappresenta per la Rai una priorità assoluta come dimostra anche la decisione di togliere la pubblicità dal canale Rai yo yo a partire dal primo maggio. La creatività e lo sviluppo del talento, la ricerca di nuove forme di linguaggio e comunicazione rappresentano un impegno su cui la Rai vuole essere sempre più protagonista per accompagnare in maniera virtuosa l’educazione e l’istruzione dei ragazzi”.              
Oltre 80 eventi culturali in 50 città italiane svilupperanno il tema ispiratore, declinato da ciascuna banca con strumenti e punti di vista differenti, alla luce delle proprie specificità e di quelle del territorio di appartenenza. I laboratori e le altre attività proposte vedranno la partecipazione di rappresentanti delle banche e la collaborazione di scuole, musei, biblioteche e operatori culturali, a cui si aggiungerà quest’anno anche la Main Media Partnership della Rai e la Media Partnership del Tgr. Ad ulteriore testimonianza del valore educativo, sociale e culturale della manifestazione.
Tre appuntamenti, organizzati dall’ABI in collaborazione col Dipartimento educazione del Museo Castello di Rivoli, a Milano, Roma e Palermo, renderanno ancora più significativa la manifestazione di quest’anno:

  • Mercoledì 4 maggio alla Triennale di Milano l’evento The Next Nest, in collaborazione con OfficineMultiplo.  La mostra interdisciplinare e interattiva (a cura di Luca Berardo, Mario Cipriano, Francesca Di Noia, in collaborazione con Daniele Galliano e Ettore Balbo) rivolta a bambini e ai ragazzi, sarà correlata ad eventi e workshops aperti al pubblico. In questo contesto il Dipartimento Educazione Castello di Rivoli porterà il progetto Abitanti, un vasto work in progress collettivo itinerante che parte dalla piazza intesa come Agorà (luogo dell’incontro e del confronto), per rimettere in gioco i concetti d’identità e differenza, incontro con l’altro, l’estraneo, strano in quanto straniero, lo sconosciuto proveniente da un altro mondo.
  • Venerdì 6 maggio, a Roma presso il teatro India, Abitare la fantasia, la creatività e l’arte, in collaborazione Associazione Aperta Parentesi e Artivazione e con Ram radioartemobile.  L’evento sarà l’occasione per proiettare il video “3domande3”, in cui artisti come Michelangelo Pistoletto, Achille Bonito Oliva, Hou Hanru, Tanino Liberatore, Pedro Cano, Max Casacci e molti altri, racconteranno la creatività dal loro punto di vista. All’evento parteciperanno le scuole del territorio e gli adulti per un’esperienza laboratoriale che parte dalla visione e prosegue con un dibattito aperto sul tema dell’abitare la fantasia. Un momento utile per le riflessioni sul tema della creatività e dell’abitare sottosopra, sarà la presentazione dell’Associazione Bancaria Italiana, dei libri illustrati del Festival della Cultura Creativa, L’alfabeto del mondo” e“Abitare sottosopra”, insieme a Patrizia Zerbi della casa editrice Carthusia e agli autori Eva Montanari, Sabina Colloredo e Valeria Petrone.
  • Domenica 8 maggio a Castelbuono (Palermo) l’evento di chiusura del Festival Tappeto Volante – il mondo e l’arte soprasotto/sottosopra, in collaborazione con Museo Civico di Castelbuono (Pa), Ecomuseo Urbano del Mare Memoria Viva di Palermo, Accademia di Belle Arti di Palermo. Il Tappeto Volante diventerà l’occasione per creare una prospettiva inedita, nel vedere il mondo. Il tappeto è un intreccio di fili, trame che intessono storie, incontri tra le persone. Intrecciare fili colorati equivale quindi ad intrecciare testi e narrazioni. L’attività coinvolgerà mille studenti della scuola, dall’Infanzia alle Superiori oltre agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Tutte le informazioni e i dettagli su eventi, città e sedi della manifestazione saranno disponibili sul sito festivalculturacreativa.it.
La terza edizione del Festival, sarà occasione anche per concretizzare una ricerca scientifica con il prof. Guido Guerzoni, autore già della ricerca Effetto Festival, per comprendere meglio insieme agli educatori, ai bambini e agli operatori culturali, quale contributo possono dare manifestazioni di questo genere, alla crescita culturale e creativa dei nostri ragazzi.
La manifestazione ha il Patrocinio dell’Unesco e del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, del Ministero della Pubblica istruzione, dell’Università e della Ricerca, la Main media partnership della RAI e la Media Partnership del Tgr.
Il Festival si avvale del contributo di un Comitato scientifico, composto dall’esperto di creatività applicata Hubert Jaoui, dal Responsabile Capo del Dipartimento educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte contemporanea Anna Pironti e dallo scrittore ed esperto di comunicazione Aldo Tanchis.
Link cartella Dropbox ABI – Festival della Cultura Creativa 2016:  http://bit.ly/1RVGL6D
 

La manifestazione per ragazzi organizzata dalle banche e dall’ABI