Richieste per 808 milioni al ‘Fondo garanzia prima casa’ | [23/04/2016]

(23 aprile 2016) ​Sempre più incoraggianti i dati che emergono dall’andamento del “Fondo di garanzia prima casa”. Con un livello di richieste di accesso pari ad 808 milioni di euro in un anno, tra febbraio 2015 e marzo 2016, di cui 531 milioni di nuovi mutui già erogati o in attesa di essere concessi, il “Fondo di garanzia prima casa” continua a confermarsi in Italia uno valido strumento di accesso ai mutui per l’acquisto della propria abitazione.

​Le richieste di utilizzo di questo strumento da parte delle banche è in forte crescita: il numero delle domande è passato da 62 al mese (nel marzo del 2015) a circa 450 (nel marzo del 2016), in particolare con un maggior utilizzo registrato in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Sicilia e Lazio.
Anche se il Fondo è aperto a tutti, a prescindere dal reddito del mutuatario, è da segnalare come lo strumento, con il 58% sul totale erogato, abbia interessato giovani con un’età inferiore a 35 anni.
Lo comunica l’ABI sottolineando che il Fondo rappresenta un fondamentale esempio di collaborazione tra banche e Istituzioni, a disposizione delle famiglie che aspirano ad acquistare l’abitazione principale. L’obiettivo è, infatti, continuare a favorire l’accesso ai mutui attraverso una dotazione da 550 milioni di euro che potrebbe garantire finanziamenti potenziali per 12-15 miliardi di euro. Le banche che utilizzano il Fondo non possono richiedere ulteriori garanzie ai mutuatari, oltre a quella ipotecaria. 
Per quanto riguarda il suo funzionamento il ”Fondo di garanzia per la casa” controgarantito dallo Stato prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari (fino a 250.000 euro) erogati per l’acquisto, o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa, con priorità di accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni.
Relativamente ai requisiti per accedere al Fondo, va ricordato che la garanzia può essere richiesta da coloro che, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.
Ad ora hanno aderito al Fondo 142 banche (rappresentando più del 70% in termini di sportelli bancari) che sono impegnate anche a promuovere una informazione sempre più adeguata sull’iniziativa. La lista è consultabile presso il sito del Gestore consap.it, dove è possibile scaricare anche l’apposito modulo di domanda.
 

In un anno richieste per 808 milioni e nel 58% dei casi per giovani

Le banche per la cultura. Piano d’azione 2016-2017 | [20/04/2016]

(20 aprile 2016) Presentato al Comitato esecutivo dell’ABI il IV aggiornamento del piano d’azione nato nel 2013, con l’obiettivo di valorizzare l’impegno nella cultura delle imprese bancarie operanti in Italia

​Il Piano prevede che l’Associazione bancaria italiana, con la collaborazione degli Associati, promuova un’azione comune che punti a catalizzare l’attenzione degli stakeholder (media, istituzioni, mondo politico, scuole, università etc.) su quanto le banche fanno per la società civile, ferma restando l’attività autonomamente svolta da ciascuna banca nel campo della cultura.
L’obiettivo è quello di portare a fattore comune e a vantaggio delle imprese bancarie tutti gli sforzi quotidianamente compiuti e i risultati raggiunti, anche attraverso la realizzazione di progetti integrati. In sintesi, la valorizzazione del «consolidato» del settore nella cultura come leva anche reputazionale.

  Il Piano d’azione 2016-2017

(20 aprile 2016) Presentato al Comitato esecutivo dell’ABI il IV aggiornamento del piano d’azione nato nel 2013, con l’obiettivo di valorizzare l’impegno nella cultura delle imprese bancarie operanti in Italia ​Il Piano prevede che l’Associazione bancaria italiana, con la collaborazione degli Associati, promuova un’azione comune che punti a catalizzare l’attenzione degli stakeholder (media, istituzioni, mondo […]

Al via il premio che fa incontrare banche e innovatori | [16/04/2016]

(16 aprile 2016) È la prima edizione dell’iBank Challenge, iniziativa realizzata dal Consorzio ABI Lab con il coinvolgimento di 7 banche, che mette a confronto le idee innovative per la banca del futuro. Agli “innovatori”, provenienti dal mondo non bancario, premi e soprattutto l’opportunità di sottoporre il proprio progetto a un gruppo di esperti e potenziali investitori rappresentati dalle banche aderenti. Tempo fino al 6 giugno per candidare la propria idea.

 

​Individuare e premiare idee nuove, creative e innovative applicabili al mondo bancario per migliorare ulteriormente i servizi e rendere i modelli di gestione e di interazione tra banche e clienti ancora più efficienti e all’avanguardia. È questo l’obbiettivo della prima edizione dell’iBank challenge, il premio promosso dall’ABI con ABI Lab per ampliare le opportunità di innovazione grazie alle idee e agli stimoli provenienti anche da soggetti esterni al mondo dell’economia e della finanza.
Le banche, infatti, sono sempre più orientate a promuovere l’innovazione di prodotti e servizi grazie al coinvolgimento di “non addetti ai lavori” e, attraverso iniziative di innovazione aperta, abilitano la realizzazione di progetti di creazione comune e di collaborazione tra dipendenti, clienti e collaboratori esterni in ottica di miglioramento continuo della qualità di servizi e processi.
 Il premio iBank Challenge prende il via in questi giorni e costituisce un’occasione unica per garantire massima visibilità sui canali più idonei ai progetti innovativi che parteciperanno alla competizione e saranno valutati da un comitato di esperti. Inoltre  sarà possibile presentare la propria idea innovativa alle sette banche che aderiscono al progetto e che rappresentano dei potenziali investitori (Banca Mediolanum, Banca Popolare di Milano, Bnl – Gruppo Bnp Paribas, Cedacri, Credito Emiliano, Icbpi, Intesa Sanpaolo).
 
Come partecipare al premio
La gara è aperta a tutti i residenti in Italia – che possono candidarsi singolarmente o organizzarsi in un team – e alle micro-imprese con sede legale e operativa in Italia che vogliano proporre un’idea innovativa applicabile al settore bancario. La partecipazione è gratuita. Gli innovatori interessati potranno candidare le proprie idee attraverso il modulo online disponibile nella pagina dedicata abilab.it/ibank-challenge all’interno del sito ABI Lab, il Consorzio di ricerca e innovazione per la Banca. Per raggiungere il maggior numero di giovani “innovatori” sono state contattate e coinvolte molte importanti università italiane. Il termine per la candidatura delle idee è fissato per il 6 giugno 2016.

Come funziona l’iBank Challenge
Le idee candidate saranno selezionate e valutate da un comitato di esperti del settore dell’innovazione individuati tra professionisti e docenti universitari che decreterà i vincitori della competizione sulla base di: qualità dell’idea, fattibilità tecnica e imprenditoriale, ricadute positive sugli utenti finali e sul contesto socio/ambientale.
Le idee presentate verranno raccontate in schede sintetiche e raccolte in un “book” che sarà inviato alle banche aderenti all’iniziativa. Sulla base delle manifestazioni d’interesse di tali banche i partecipanti saranno invitati a presentare il proprio progetto nel corso dell’evento “Idee a Confronto”.
Le idee giudicate più innovative dal comitato valutativo saranno premiate in occasione di un evento dedicato: al primo classificato andrà un premio da 30 mila euro, mentre il secondo e il terzo si aggiudicheranno rispettivamente 10 mila euro.
 

Nasce il premio iBank Challenge promosso dal Consorzio ABI Lab

Siglato il testo coordinato del Contratto nazionale | [14/04/2016]

(14 aprile 2016) L’ABI e le Organizzazioni sindacali hanno sottoscritto, oggi a Roma, il testo coordinato del Contratto nazionale di settore, a seguito dell’accordo di rinnovo del 31 marzo 2015, per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali, in vigore fino al 31 dicembre 2018.
 

Lo comunica l’ABI evidenziando che si conferma così la centralità della contrattazione nazionale e si valorizzano, con soluzioni all’avanguardia, le relazioni industriali a livello aziendale e di gruppo in una fase decisiva del riassetto complessivo del settore bancario.
Il Contratto collettivo nazionale di lavoro fornisce adeguate risposte agli interessi di carattere professionale ed occupazionale dei lavoratori e, nel contempo, alle esigenze di stabilità ed equilibrio delle imprese creditizie e finanziarie; soprattutto – conclude ABI – in uno scenario di sostenibilità e di coesione sociale, tenendo conto della razionalizzazione dei processi produttivi ed organizzativi, delle strutture distributive, delle modifiche del quadro normativo, dell’evoluzione dei comportamenti della clientela e delle innovazioni tecnologiche.
ABI conferma che, nel corso dell’incontro odierno, le Organizzazioni sindacali hanno chiesto di avviare un confronto nazionale sul tema delle politiche commerciali. In proposito, l’Associazione ha dichiarato la propria disponibilità ad esaminare la richiesta all’interno degli Organi associativi con l’obiettivo di valutare le possibili iniziative che possano riaffermare i valori etici cui si ispirano le imprese bancarie nei rapporti con il personale e la clientela per favorire il miglior clima all’interno delle aziende.

Siglato da ABI e Organizzazioni sindacali il testo coordinato del Ccnl

L’ABI con le banche ancora in Iran a fianco delle imprese | [13/04/2016]

(13 aprile 2016) ​L’Associazione bancaria a supporto delle principali banche italiane nella missione che il Presidente del Consiglio Renzi ha guidato in Iran.

​Con l’occasione l’ABI e le banche hanno nuovamente incontrato il Governatore della Banca centrale iraniana, con il quale si è constatato il significativo avanzamento compiuto dalle banche italiane nel ristabilire le relazioni con le controparti iraniane, nella costante ricerca di soluzioni volte al superamento delle complessità derivanti da un quadro sanzionatorio in via di superamento a livello europeo, ma ancora in essere negli Stati Uniti.
Sono numerose le banche italiane che hanno già riaperto rapporto di conto con una o più banche iraniane e sono ora attive nel realizzare operazioni finanziarie a supporto delle nostre imprese impegnate nello sviluppo di investimenti e iniziative commerciali in Iran.
 

Nuovo incontro a Teheran con il Governatore della Banca centrale

L’ABI aderisce all’Employers’ day | [07/04/2016]

Il prossimo 7 aprile 2016, nel corso dell’iniziativa Employers’ Day, le aziende avranno l’occasione di incontrare i servizi per l’impiego e conoscere da vicino le opportunità a loro disposizione, gli incentivi all’assunzione e le novità in materia di lavoro.

​L’Associazione bancaria italiana invita gli Associati interessati a partecipare alla giornata per conoscere i servizi offerti e per costruire – come indica il Ministero del lavoro – “in un’ottica longitudinale di strutturale collaborazione, un rapporto di fiducia tra datori di lavoro e servizi per l’impiego”. Per ulteriori informazioni si invita a consultare il sito www.cliclavoro.gov.it/employersday

 

Il prossimo 7 aprile 2016, nel corso dell’iniziativa Employers’ Day, le aziende avranno l’occasione di incontrare i servizi per l’impiego e conoscere da vicino le opportunità a loro disposizione, gli incentivi all’assunzione e le novità in materia di lavoro. ​L’Associazione bancaria italiana invita gli Associati interessati a partecipare alla giornata per conoscere i servizi offerti e […]

16 milioni di correntisti operano con la banca via web | [07/04/2016]

​​(7 aprile 2016) Oltre la metà dei correntisti italiani (il 55%) usa il web per operare con la propria banca, con un aumento del 9% rispetto a un anno fa. Due operazioni su tre oggi vengono effettuate online e non sono più solo i giovani a usare l’home banking: anche il 35% dei clienti di età compresa tra i 55 e i 75 anni, infatti, dialoga con la banca via web. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Abi con GfK presentata Roma alla decima edizione del convegno Dimensione Cliente.

 

​Secondo lo studio, i clienti fanno un uso sempre più intercanale della banca, ossia non si accontentano più di un solo canale di accesso ai servizi ma si spostano da uno all’altro, utilizzando tutti quelli messi a disposizione a seconda delle necessità e delle situazioni. In particolare, l’81% opera con le banche a distanza – soprattutto per le operazioni e i pagamenti di tutti i giorni – e va in filiale per le scelte finanziarie più complesse.
Se internet si conferma il canale a distanza preferito, anche il mobile banking continua a farsi strada tra le abitudini dei correntisti del Bel Paese: il 19%, infatti, porta con sé la propria banca ovunque vada, accedendo ai servizi via smartphone (+3% rispetto al 2014). Crescono anche i clienti della “banca telefonica” che fanno operazioni e pagamenti grazie al personale di contatto dedicato dei call center bancari (17%). Cominciano inoltre a diffondersi anche nuove modalità di dialogo tra banca e cliente: il 3% dei correntisti, infatti, interagisce anche attraverso le reti sociali (social network) messe a disposizione dalla banca. Grazie ad aree self-service sempre più evolute e tecnologiche, infine, anche gli sportelli automatici vengono utilizzati da un numero sempre maggiore di correntisti italiani (90%) per le operazioni e i pagamenti di tutti giorni.
Sempre secondo l’indagine ABI-GfK, col progressivo diffondersi negli ultimi anni dei canali a distanza, i clienti delle banche hanno sensibilmente ridotto le loro visite in filiale. In media, ciascun correntista si reca presso la propria agenzia 13 volte all’anno, contro le oltre 16 del 2010 e le 18 del 2008, sempre più spesso su appuntamento e in fasce orarie più estese. Liberata di molta parte dell’operatività routinaria, la filiale ha acquisito un nuovo ruolo nella filiera distributiva delle banche italiane, e per questo ha innovato la propria struttura architettonica e gestionale. In filiale, sempre più strumenti informatici e spazi dedicati alla consulenza si sostituiscono a casse e contante in circolazione.
 
Dimensione Cliente 2016
Dimensione Cliente è l’incontro annuale ABI sul mercato retail e sulla relazione tra banca e cliente. Al centro dei lavori dell’edizione 2016: i nuovi target, le necessità e i nuovi comportamenti della clientela in un contesto competitivo basato sull’innovazione. La trasformazione digitale dei servizi finanziari ha aperto la strada a nuovi modelli di servizio e d’interazione con i clienti. Si amplia la lista delle parole chiave nell’evoluzione della relazione banca-cliente: alle tradizionali trasparenza, semplicità, personalizzazione e accessibilità, si aggiungono oggi prossimità, velocità, interconnessione ed empatia.
 

I risultati dello studio ABI-Gfk al convegno Dimensione cliente

“I Fuoriclasse della Scuola” un premio per giovani talenti | [06/04/2016]

(6 aprile 2016) Il progetto “I Fuoriclasse della Scuola” si inserisce nella cornice di uno specifico Protocollo d’intesa siglato tra Miur e Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, mira a valorizzare i giovani talenti della scuola italiana attraverso il contributo di donazioni filantropiche da parte di fondazioni, associazioni, società ma anche di singoli cittadini.
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​L’iniziativa si rivolge agli studenti dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di II grado vincitori di alcune delle competizioni elencate nel Programma annuale per la valorizzazione delle eccellenze del Miur e prevede una borsa di studio in denaro e la possibilità di partecipare a un Campus, unico nel suo genere, per sviluppare competenze di cittadinanza economica.
L’obiettivo è quello di sostenere gli alti potenziali, far crescere una generazione di giovani eccellenti e consapevoli, rafforzare la cittadinanza economica, sviluppare il capitale umano individuale e, di conseguenza, aumentare il capitale sociale del Paese. Tutto questo attraverso una nuova forma di collaborazione virtuosa tra istituzioni pubbliche e soggetti privati a sostegno dei giovani meritevoli e della scuola.
I giovani talenti premiati potranno fruire di percorsi di alternanza scuola-lavoro presso i soggetti che finanzieranno le borse di studio e parteciperanno al Campus residenziale sull’educazione finanziaria, ideato dal Museo del risparmio di Torino che offrirà ai ragazzi l’opportunità di incontrare imprenditori affermati, visitare incubatori e start-up, frequentare percorsi tematici su imprenditorialità e strumenti finanziari e laboratori  di formazione manageriale.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.fuoriclassedellascuola.it

Progetto che premia i talenti della scuola italiana, inserito in un’intesa Miur-Feduf

In diminuzione gli sportelli bancari nel 2015 | [02/04/2016]

(2 aprile 2016) A fine dicembre 2015 in Italia erano operativi 30.091 sportelli bancari, in diminuzione di 649 unità rispetto a dicembre 2014, con una variazione annua pari al -2,1%. Nei confronti del numero massimo di sportelli bancari, registrato a fine 2008, è in diminuzione di 4.048 unità, pari al -11,9%.
 

​In Italia ogni 100.000 abitanti ci sono 49 sportelli bancari, valore non discosto da quello che si registra in Germania (44 sportelli a fine 2014). La media europea è di 36 sportelli ogni 100.000 abitanti.
E’ in diminuzione anche la frequenza di visite mensili presso lo sportello che passa da 1,5 volte al mese nel 2008 a 1,1 volte al mese nel 2015, mentre l’utilizzo del canale internet per le operazioni bancarie è in forte aumento e passa da 1,1 volte al mese del 2008 a 1,9 del 2015.
Pertanto, continua in Italia la razionalizzazione della rete sportelli, in parallelo all’aumento l’utilizzo dei canali di contatto banca-cliente a distanza (internet, mobile banking e banca telefonica). 

Calo nel 2015 e aumento dei canali di contatto banca-cliente a distanza

In banca prospettive sempre più verdi sulla gestione dei veicoli | [26/03/2016]

(26 marzo 2016) ​​Mobilità sostenibile tra i principali obiettivi in ambito energetico-ambientale della banca accanto alla riduzione dei consumi complessivi di energia e alla conseguente riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera. Nello stesso ambito le banche si concentrano sulle missioni di lavoro, sulla mobilità casa-lavoro dei dipendenti e sulla gestione della propria flotta auto.

​Da uno studio di ABI Energia – la divisione attiva sui temi di energia e ambiente di ABI Lab, il Consorzio di ricerca e innovazione per la Banca promosso dall’ABI – che propone una strategia integrata di approccio al “verde”, considerando i diversi settori che compongono l’operatività della banca, emerge che il 57% delle banche intervistate dichiara di aver fatto una valutazione economica per un eventuale passaggio alle auto elettriche, mentre il 43% dispone già di sistemi di ricarica elettrica. Inoltre, solo il 3% delle auto che compongono il campione è di proprietà mentre il 96,74% è impiegato mediante noleggio a lungo termine.
In particolare la ricerca poggia su una rilevazione del parco-auto delle principali banche italiane, per un totale di oltre 3700 veicoli.
La tematica analizzata si inserisce in un quadro più generale di gestione sostenibile in banca della questione energetico-ambientale, infatti, ABI Energia ha rilevato che l’86% circa delle banche hanno attivato delle direttive interne relative a acquisti verdi mentre il 71% circa le ha attivate relativamente alla gestione efficiente degli edifici e dell’Ict.
Le banche hanno quindi da tempo avviato un percorso di monitoraggio e verifica del proprio impatto ambientale e attivato soluzioni per l’efficienza energetica nella gestione di tutte le proprie attività strumentali, inserendosi in una visione più ampia per cui le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica rappresentano una chiave strategica per la ripresa economica del Paese. Infatti, le banche italiane, come grandi acquirenti di servizi, prodotti, tecnologie e energia, possono costituire un potente stimolo per la crescita di una filiera “verde”.
Il costante dialogo con le istituzioni e le principali associazioni, il continuo scambio di contenuti, opinioni e proposte, con i diversi settori della società civile rappresentano un’occasione di crescita per il ruolo centrale che il settore bancario ricopre nello sviluppo sostenibile dell’economia.  

Monitoraggio e verifica di ABI Energia dell’impatto ambientale del parco auto