ABI inaugura il ‘Salone dei pagamenti’ | [13/07/2016]

(12 luglio 2016) A novembre a Milano un grande evento per conoscere tutte le innovazioni e le tendenze legate al mondo dei pagamenti per imprese, banche, PA, professionisti, negozi fisici e on line e consumatori.

Il programma

​​​Tecnologia, innovazione e integrazione caratterizzano il mercato dei servizi di pagamento. La digitalizzazione dei canali, dei prodotti e dei processi e i mutamenti nelle abitudini e nei bisogni dei cittadini sono solo alcune delle trasformazioni che stanno incidendo sullo scenario economico. A fine 2015 la rete Pos ha raggiunto 1,7 milioni di terminali, le carte di pagamento nelle tasche degli italiani hanno superato i 100 milioni e complessivamente l’uso degli strumenti di pagamento alternativi al contante è cresciuto di oltre il 10% rispetto all’anno precedente. I pagamenti da cellulari e tablet stanno crescendo così velocemente da poter conquistare in breve tempo il primato nei pagamenti on line.

Risposte efficaci per esigenze diffuse
Contare su soluzioni semplici, sicure ed accessibili non è solo un obiettivo per il settore bancario ma un’esigenza di tutti. Per ampliare il confronto, e soddisfare le esigenze di informazione su questi temi l’Associazione Bancaria Italiana promuove il Salone dei Pagamenti. L’iniziativa, organizzata da ABIServizi, vede la collaborazione del Consorzio BANCOMAT®, del Consorzio CBI, della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, del Consorzio ABILab e il coinvolgimento di tutti i principali protagonisti del settore.

Cinque percorsi: dalla banca ai consumatori
Il Salone dei Pagamenti si terrà a Milano dal 9 all’11 novembre 2016 presso il MiCo, si articolerà lungo cinque percorsi che vedranno al centro la banca, le grandi imprese, la Pubblica Amministrazione, le piccole aziende e il mondo dei professionisti. Ma anche i consumatori di oggi e di domani, i cittadini, le scuole, in un programma articolato tra conferenze, dimostrazioni e spazi espositivi.

Per maggiori informazioni http://www.salonedeipagamenti.com/

 

A novembre a Milano innovazioni e tendenze del mondo dei pagamenti

56^ Assemblea degli Associati ABI | [08/07/2016]

Si svolge a Roma (Palazzo dei Congressi) l’8 luglio la 56.ma Assemblea delle aziende associate all’ABI.

​L’Assemblea annuale dell’ABI è l’occasione per fare il punto sulla situazione economica attuale e prospettica dell’Italia e dell’Europa e illustrare l’impegno delle banche italiane per la ripresa.  Alla presenza di autorità, di rappresentanti istituzionali e politici, di banchieri e imprenditori, apre i lavori il Presidente, Antonio Patuelli. A seguire gli interventi del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e del Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan. 
L’evento è riservato su invito.

  • I video degli interventi
  • La Relazione del Presidente
  • L’intervento del Governatore della Banca d’Italia
  • Il Rapporto ABI sulle attività svolte 2015-2016

Si svolge a Roma (Palazzo dei Congressi) l’8 luglio la 56.ma Assemblea delle aziende associate all’ABI. ​L’Assemblea annuale dell’ABI è l’occasione per fare il punto sulla situazione economica attuale e prospettica dell’Italia e dell’Europa e illustrare l’impegno delle banche italiane per la ripresa.  Alla presenza di autorità, di rappresentanti istituzionali e politici, di banchieri e imprenditori, apre […]

Il dopo-Brexit | [27/06/2016]

(27 giugno 2016) Si è riunito in seduta straordinaria il Comitato di Presidenza dell’Associazione bancaria italiana per esaminare le conseguenze del referendum del Regno Unito che si è espresso a favore di Brexit. Il Presidente Antonio Patuelli e il Direttore generale Giovanni Sabatini hanno relazionato innanzitutto sulle possibili conseguenze giuridiche e sulle problematiche e potenzialità economiche che potranno emergere.
Il Comitato di Presidenza dell’ABI sollecita una urgente riunione della Federazione bancaria europea.
 

 

Per l’ABI occorre una riunione urgente della Federazione bancaria europea

Firmato il testo coordinato del Ccnl per i dirigenti del credito | [22/06/2016]

(20 giugno 2016) L’ABI e i Sindacati hanno firmato il testo coordinato del Ccnl per i dirigenti del settore con il quale è stato recepito l’accordo di rinnovo siglato il 13 luglio 2015, per la prima volta in maniera “piena” da tutte le Organizzazioni sindacali.

​Tra le principali novità si segnalano:

  • la previsione in tema di “trattamento economico” (art. 8) che è stata rinominata e semplificata inserendo quanto concordato con l’Accordo di rinnovo in materia di abrogazione degli scatti di anzianità;
  • la disposizione relativa alla  “malattia e infortunio” (art. 16) che è stata integrata prevedendo il raddoppio del periodo di comporto per le malattie di carattere oncologico;
  • l’articolo relativo alle “Conciliazioni delle controversie individuali di lavoro” (art. 30), nel quale, oltre a recepire i contenuti dell’intesa del 13 luglio 2015 in tema di proposta conciliativa e di indennità risarcitoria, si è tenuto conto delle modifiche apportate in sede di testo coordinato del ccnl per le altre categorie di personale, inserendo una previsione in tema di dimissioni e risoluzioni consensuali;
  • la norma relativa alle  “procedure per il rinnovo del contratto nazionale” (art. 32), che è stata integrata con quanto concordato con l’Accordo 25 novembre 2015 sulle libertà sindacali, in tema di rappresentatività delle Osl per l’ammissione alle trattative (soglia del 5%).
     

Firmato il testo coordinato del Contratto collettivo nazionale di lavoro

L’aumento dei depositi bancari conferma la solidità del settore | [21/06/2016]

(18 giugno 2016) ​I più recenti dati indicano che i depositi bancari in Italia a maggio 2016 sono aumentati del 3,5% rispetto a maggio 2015, passando da 1.283,8 miliardi di euro a 1.328,7 miliardi, mentre si conferma la diminuzione, sempre su base annua, della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni. I depositi riferibili alle famiglie consumatrici si attestano a circa 920 miliardi.

L’ABI rileva che la dinamica crescente dei depositi bancari è riscontrabile in tutte le regioni italiane. Sulla base delle ultime informazioni disponibili, riferite a fine marzo 2016, emerge che i depositi delle famiglie registrano un aumento del 3,2% su base annua, e gli incrementi più sostenuti si registrano in Trentino Alto Adige (+7,8%), in Veneto (+5%), in Lombardia (+4,4%), in Emilia Romagna (+3,8%), in Friuli Venezia Giulia (+3,7%) e +3,6% in Liguria e Piemonte. Segni positivi anche in tutte le regionali meridionali: con punte del +2,9% in Puglia e del 2,5% in Basilicata

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L’incremento del 3,5% dimostra la solidit del settore

Da nuova stretta su requisiti patrimoniali timori per crescita | [21/06/2016]

(21 giugno) ​Banche e regole, questo il binomio della due giorni organizzata dall’ABI “Unione Bancaria e Basilea3” che ha preso il via il 21 giugno a Roma. Al centro del dibattito il rapporto tra le normative europee, le prassi di vigilanza e i riflessi sull’operatività bancaria.

​“Per adeguarsi alle nuove regole le banche italiane hanno rafforzato la qualità del proprio capitale e migliorato gli indici di leva e di liquidità, senza contare su aiuti pubblici. Proprio grazie a questi risultati, anche negli anni della crisi, le banche hanno garantito il finanziamento delle famiglie e imprese. Ma quello che non è più possibile ipotizzare è un continuo cambiamento al rialzo dei requisiti patrimoniali” ha dichiarato il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, aprendo i lavori del Convegno annuale “Unione Bancaria e Basilea3”, la due giorni che l’Associazione bancaria dedica ai temi della Vigilanza Europea e dell’implementazione nel diritto nazionale delle novità regolamentari della Vigilanza prudenziale. “Occorre tener presente che ulteriori inasprimenti dei requisiti patrimoniali che deriverebbero per le banche dal nuovo pacchetto di misure, che rappresentano una modifica sostanziale del precedente quadro regolamentare denominato Basilea 3, impatterebbero sulla crescita economica in misura più marcata in Italia e in tutta l’Europa, dato il ruolo che il settore bancario svolge nel finanziamento dell’economia”.
“Non abbiamo dubbi sul fatto che l’ampio pacchetto riformatore post-crisi finanziaria, e il rafforzamento patrimoniale creeranno un settore bancario più forte. Tuttavia – ha precisato il Direttore generale dell’Associazione Bancaria – occorre prestare attenzione alla lunga fase di transizione che durerà ancora molti anni e valutare l’interpretazione, troppo spesso effettuata nella maniera più restrittiva possibile, delle regole ed evitare misure che possano danneggiare la ripresa economica e, di conseguenza, la possibilità di erogare credito”.
Tra le questioni ancora aperte, al centro dell’edizione 2016 del convegno “Unione Bancaria e Basilea3”, anche la necessità della definizione del quadro normativo che porti rapidamente al completamento dell’Unione Bancaria europea. In tale quadro emerge la centralità del dibattito in corso relativo alla istituzione di un sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis). Tale quadro dovrà in ogni caso preservare la possibilità che i sistemi di garanzia dei depositi, incluso quello europeo, possano svolgere interventi precoci e preventivi per evitare più costose procedure di risoluzione. A tal fine è necessario un migliore coordinamento delle disposizioni contenute nella direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi (DGSD) e la direttiva sulla risoluzione delle crisi bancarie (Brrd) al fine di evitare penalizzazioni delle banche europee nel contesto globale dei mercati finanziari, senza introdurre ulteriori elementi di rigidità che renderebbero più complessa e costosa la loro capacità di raccolta e quindi di sostegno all’economia.
Il dibattito odierno ha visto il confronto tra esperti del settore e Autorità di Vigilanza nazionali ed europee, tra cui Paolo Angelini, Vice Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia e Mario Nava, Direttore Monitoraggio del sistema finanziario e gestione delle crisi presso la Commissione Europea. I lavori del convegno si concluderanno domani con una tavola rotonda a cui interverranno, tra gli altri, Alessio De Vincenzo, Dirigente Servizio Regolamentazione e Analisi Macroprudenziale Banca d’Italia, Rainer Masera, Preside della Facoltà di Economia Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma e Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale ABI.

 

Al centro del dibattito la nuova stretta sui requisiti patrimoniali delle banche

Relazione del Direttore generale al Comitato esecutivo ABI | [15/06/2016]

​(15 giugno 2016) Il Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria, riunito oggi sotto la Presidenza di Antonio Patuelli, è stato aggiornato dall’ampia relazione del Direttore generale Giovanni Sabatini, anche in qualità di Presidente del Comitato esecutivo della Federazione bancaria europea, circa le principali tematiche di carattere europeo.

​In un contesto generale di incertezza dei mercati finanziari si fa sempre più rilevante il ruolo della rivoluzione regolamentare in materia di requisiti patrimoniali. Il Direttore Sabatini ha evidenziato come la Federazione Bancaria Europea esprime ai massimi vertici delle istituzioni europee le preoccupazioni circa gli effetti negativi che le nuove modifiche prospettate dal Comitato di Basilea, se venissero approvate, potrebbero avere sulla ripresa in atto in Italia e in Europa. Gli ulteriori generalizzati inasprimenti dei requisiti patrimoniali che deriverebbero per le banche dal nuovo pacchetto di misure – che per la loro ampiezza e complessità rappresentano una modifica sostanziale del precedente quadro regolamentare denominato comunemente “Basilea 3” – impatterebbero sulla crescita economica in misura più marcata in Europa, dato il ruolo che il settore bancario svolge nel finanziamento dell’economia europea.  Quindi – ha affermato il Presidente del Comitato Esecutivo della Fbe Sabatini – siamo attivamente impegnati a che sia assicurata la stabilità degli attuali requisiti di capitale in Europa, evitando che siano adottate nuove misure recessive. 
Il secondo argomento ha riguardato il dibattito in corso relativo alla istituzione di un sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis). In tale contesto appare necessaria una definizione del quadro normativo che porti rapidamente al completamento dell’Unione Bancaria. Tale quadro dovrà in ogni caso preservare la possibilità che i sistemi di garanzia dei depositi, incluso quello europeo, possano svolgere interventi precoci e preventivi per evitare più costose procedure di risoluzione. A tal fine è necessario un migliore coordinamento delle disposizioni contenute nella direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi (Dgsd) e la direttiva sulla risoluzione delle crisi bancarie (Brrd). 
Il Direttore Sabatini si è da ultimo soffermato sul processo normativo in atto volto alla definizione del livello minimo e delle passività che possono essere sottoposte alla procedura di bail-in. In particolare, ha evidenziato l’esigenza di garantire un adeguato coordinamento normativo tra i principi del Financial Stability board sul Tlac – Total loss absorbing capacity (la capacità di assorbimento delle perdite via patrimonio e riduzione del passivo richiesta per le banche di rilevanza sistemica globale) e le regole del Mrel – Minimum requirement for own funds and eligible liabilities (i requisiti minimi di capitale e passività utili a fronteggiare le perdite che sono richiesti alla generalità delle banche) al fine di evitare penalizzazioni delle banche europee nel contesto globale dei mercati finanziari, senza introdurre ulteriori elementi di rigidità che renderebbero più complessa e costosa la loro capacità di raccolta e quindi di sostegno all’economia.
Per effetto delle regole fin qui adottate e dello sforzo di adeguamento fatto dalle banche europee e in particolare italiane, il grado di patrimonializzazione del settore bancario europeo espresso in termini di capitale di migliore qualità (Cet1) è, in media, raddoppiato e sono sostanzialmente migliorati gli indici di leva e di liquidità. Grazie a questi risultati già raggiunti le banche europee e soprattutto italiane sono oggi ancora più pronte a finanziare le famiglie e le imprese, a supportare la crescita economica e a contribuire alla prosperità dell’Europa.
 

Ampia relazione del Direttore generale al Comitato esecutivo dell’Associazione

Nelle banche misure efficaci contro le frodi informatiche | [13/06/2016]

​(11 giugno 2016) Sempre più efficace l’attività di difesa delle banche italiane contro le frodi informatiche: nel 2015, oltre il 94% del volume economico associato ai tentativi di frode è stato bloccato con successo. Un caso di frode stimato ogni 166.000 operazioni eseguite via Internet dalla clientela Retail. Questi i principali risultati della ricerca del Consorzio ABI Lab su come contrastare le frodi su internet e mobile banking. 

Secondo il Rapporto sulla sicurezza on line, solo lo 0,14% dei clienti Retail attivi su Internet Banking, in linea con il 2014, ha subito un furto di credenziali, e a subire un danno economico è stato solo lo 0,0031% dei clienti, ossia uno ogni 32.200. Per quanto riguarda le imprese solo l’1,3% ha subito un furto di credenziali e solo lo 0,01% ha subito un danno economico, a dimostrazione che l’azione di contrasto è sempre più efficace a fronte di una sempre maggiore sofisticazione degli attacchi e dunque di un elevato indice di rischio. Nel 2015 le transazioni anomale su tutta la clientela sono diminuite del 22,7% rispetto al 2014. Riguardo alle tipologie di attacchi, nel caso della clientela al dettaglio il 45,2% dei furti di identità è avvenuto attraverso tecniche di phishing (truffa informatica effettuata inviando un’e-mail al cliente per carpire dati riservati come il numero di carta di credito e password di accesso al servizio di home banking), mentre nel caso delle imprese principalmente attraverso malware (codice malevolo che può essere diffuso attraverso programmi, documenti o messaggi di posta elettronica, in grado di rendere disponibili informazioni riservate e codici d’accesso al truffatore), a conferma di una specializzazione dei meccanismi di frode a seconda del tipo di clientela. Limitate anche le frodi che vedono il coinvolgimento del dispositivo mobile quando usato per ricevere gli SMS che autorizzano le operazioni di Internet Banking, pari allo 0,74% del totale delle operazioni fraudolente. Interessante notare che, nell’ambito delle attività di analisi della rete per l’identificazione dei siti web clone, oltre 2 mila siti fraudolenti sono stati rilevati e bloccati. 

Investimenti delle banche in sicurezza
Dall’indagine del Consorzio ABI Lab emerge che l’attenzione ai temi di sicurezza informatica si conferma una priorità: il 30% delle banche intervistate dichiara, infatti, un aumento in media tra il 5 e il 15% degli investimenti nelle misure di sicurezza digitale, e alcune puntano a veicolare risorse maggiori, anche superiori al 15%.

Collaborazioni istituzionali per il contrasto al crimine informatico
Il settore bancario italiano è consapevole dell’importanza strategica della collaborazione operativa con tutti gli attori coinvolti nella lotta al crimine informatico, in ottica sia preventiva che di contrasto. A questo proposito il Rapporto sulla sicurezza evidenzia la collaborazione operativa in materia di sicurezza informatica tra ABI, tramite l’azione operativa del Consorzio ABI Lab, e il Cert nazionale (Computer and emergency response team), presieduto dall’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, e la Convenzione con il Ministero dell’interno e la Polizia postale e delle comunicazioni per la prevenzione dei crimini informatici nel settore bancario italiano. Numerose sono anche le collaborazioni operative che ABI Lab segue a livello europeo, innanzitutto con Europol, volte ad abilitare e rafforzare le reti di condivisione delle informazioni tra le banche e le Forze dell’Ordine.
 Grazie alle azioni di contrasto e prevenzione da parte del settore bancario e a un’attenta attività di sensibilizzazione della clientela, è cresciuta la fiducia da parte dei clienti nell’utilizzo dei servizi on line: gli accessi all’home banking sono infatti aumentati del 37% rispetto allo scorso anno, arrivando nel 2015 a 1 miliardo e 800 milioni.

I dieci consigli dell’ABI per l’home banking sicuro

  • Diffida di qualsiasi messaggio, anche se apparentemente autentico, ricevuto tramite e-mail, sms, social network, etc. che ti invita a scaricare documenti o programmi in allegato. Potrebbero contenere dei malware che si installano sul tuo pc.
  • Diffida di qualunque richiesta di dati relativi a carte di pagamento, chiavi di accesso all’home banking o altre informazioni personali ricevute su qualsiasi canale digitale (posta elettronica, sms, etc.). La tua banca e qualunque altra Autorità non ti chiederanno mai queste informazioni, anche in ragione di presunti motivi tecnici o di sicurezza.
  • Per connetterti al sito della tua banca, scrivi direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione. Non cliccare su link presenti su e-mail e sms, che potrebbero invece condurti su siti contraffatti, molto simili all’originale.
  • Controlla regolarmente le movimentazioni del tuo conto corrente per assicurarti che le transazioni riportate siano quelle realmente effettuate e utilizza eventuali strumenti di notifica delle operazioni svolte se messi a disposizione dalla tua banca.
  • Verifica l’autenticità della connessione con la tua banca, controllando con attenzione il nome del sito nella barra di navigazione. Se è presente, “clicca” due volte sull’icona del lucchetto (o della chiave) in basso a destra nella finestra di navigazione e verifica la correttezza dei dati che vengono visualizzati.
  • Durante la navigazione in internet, installa solo programmi di cui puoi verificare la provenienza.
  • Installa e mantieni aggiornati software di protezione (antivirus e antispyware), ed effettua delle scansioni periodiche del tuo hard disk.
  • Aggiorna costantemente sistema operativo e applicativi del computer, installando solo gli aggiornamenti ufficiali disponibili sui siti web delle aziende produttrici.
  •  Fai attenzione a eventuali peggioramenti delle prestazioni generali (rallentamenti, apertura di finestre non richieste, ecc.) o a qualsiasi modifica improvvisa delle impostazioni di sistema, che possono indicare infezioni sospette.
  •  Se riscontri problemi o anomalie nei servizi di home banking rivolgiti alla tua banca, che potrà darti informazioni utili.

I risultati della ricerca di ABI Lab sulla prevenzione del fenomeno

Comitato esecutivo approva risposte a consultazione Consob | [30/05/2016]

​​(30 maggio 2016) Il Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria, riunito sotto la Presidenza di Antonio Patuelli, ha approvato, su proposta del Direttore generale Giovanni Sabatini, le  risposte  da fornire alla Consob  sulle tre consultazioni, pubblicate il 9 maggio scorso, relative ai “Principi ed informazioni-chiave da fornire ai clienti al dettaglio nella distribuzione di prodotti finanziari”,  ai contenuti del paragrafo “avvertenze per l’investitore” nei prospetti e alla “Distribuzione degli strumenti finanziari tramite una sede di negoziazione multilaterale”.

Con riferimento alla prima consultazione, l’ABI esprime apprezzamento e condivide i principi generali e gli obiettivi della Raccomandazione volta a ribadire l’importanza di focalizzare la trasparenza informativa agli investitori al dettaglio sulle informazioni-chiave dei singoli prodotti e strumenti finanziari con il supporto di un apposito documento informativo (c.d. “scheda prodotto”) formulato con un linguaggio chiaro e comprensibile.
Per l’ABI  vi è  la necessità che la Raccomandazione CONSOB chiarisca il rapporto tra la scheda prodotto, l’analogo documento informativo già in vigore in base alle norme europee limitatamente agli Organismi di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari (c.d. KIID degli UCITS) e il nuovissimo documento europeo contenente le informazioni chiave per l’investitore, obbligatorio a partire  dal 1° gennaio 2017, per i prodotti d’investimento e assicurativi al dettaglio  preassemblati (PRIIPs – packaged retail investment and insurance-based investment products)  e definisca, quindi, opportune modalità di raccordo fra le varie normative onde evitare incertezza del diritto.
Inoltre l’ABI chiede che siano meglio distinte le indicazioni fornite sulla scheda prodotto, a seconda che gli strumenti e prodotti finanziari vengano venduti sul mercato primario o sul mercato secondario.
Infine, l’ABI sottolinea la necessità di distinguere, graduando l’informativa, il caso in cui il servizio di investimento sia prestato a fronte dell’iniziativa del cliente come nel caso della raccolta ordini o di esclusiva esecuzione dell’ordine (cd. “execution only”) per via principalmente informatica.
Riguardo la Raccomandazione sulle Linee Guida sulle “Avvertenze per l’investitore” nei prospetti, l’ABI condivide l’intento di semplificare ed uniformare le informazioni in detto paragrafo.
Peraltro tale informativa, non prevista dalla Direttiva Prospetti, andrebbe raccordata con le raccomandazioni sulla scheda prodotto di cui sopra e della prossima introduzione del documento recante le informazioni chiave (c.d. KID).
L’ABI sulla terza consultazione esprime condivisione per i principi generali e gli obiettivi  in essa indicati, sottolineando l’importanza che gli intermediari adottino sistemi e misure operative in grado di assicurare che la vendita degli strumenti finanziari soddisfi adeguati livelli di trasparenza ed efficienza in particolare attraverso piattaforme di negoziazione che ne favoriscano la liquidità.
L’ABI ritiene che in un contesto normativo e di mercato caratterizzato da frequenti e rapidi mutamenti, nonché dalla coesistenza di emittenti/intermediari di dimensioni ed operatività molto diverse, i requisiti di trasparenza e di efficienza possono essere rispettati con una pluralità di modelli di piattaforma di negoziazione per conferire liquidità agli strumenti finanziari destinati agli investitori al dettaglio. La scelta di tali piattaforme deve dipendere da una pluralità di elementi, incluse le dimensioni degli emittenti e delle emissioni stesse.

Il Comitato esecutivo ABI approva le risposte alla consultazione Consob

Moratorie rate pmi a quota 19 miliardi | [28/05/2016]

​(28 maggio 2016) Iniziativa rinnovata e potenziata sulla sospensione di rate e soluzioni per agganciare la ripresa.

Proseguono a pieno ritmo le iniziative delle banche in Italia sulla sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti alle Pmi.
Tra ottobre 2013 e aprile 2016 sono state accolte complessivamente 57.077 domande di sospensione del pagamento delle rate accolte per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 19 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,3 miliardi di euro.Inoltre, sono state accolte 9.668 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,6 miliardi di euro di debito residuo.Questo il risultato del monitoraggio – comunica ABI – che considera i risultati in corso dell‘Accordo per il credito 2015’, iniziativa siglata il 31 marzo 2015 con tutte le altre Associazioni di impresa e in vigore fino al 31 dicembre 2017, con il precedente ‘Accordo per il credito 2013’.L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:
• il 25,5% è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
• il 14,4% è riferito ad imprese del settore “industria”;
• il 18,7% è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
• l’8,7% è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
• il 6,6% è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
• il restante 26,1% agli “altri servizi”.
Si sottolinea che il nuovo Accordo per il credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.

I risultati del monitoraggio ABI aggiornato ad aprile 2016