Rapporto Afo: nel biennio 2015-2016 tornerà la crescita | [22/12/2014]

Secondo le indicazioni del Rapporto Afo,
redatto dall’ABI insieme agli Uffici Studi delle principali banche operanti in
Italia, si stanno manifestando alcuni segnali di inversione delle tendenze fin
qui invalse che dovrebbero consolidarsi nel corso del 2015, con una crescita
media annua del prodotto dello 0,6% che potrebbe poi all’incirca raddoppiare
nel 2016 (+1,1%). Quel che è in atto, nel panorama macroeconomico è un miglioramento
relativo del nostro Paese rispetto al complesso dell’Area euro, che
avviene però in un contesto di non rassicurante arretramento del quadro
europeo. Su tale arretramento stanno influendo fattori geopolitici che
indeboliscono il commercio internazionale ma anche un’insoddisfacente andamento
della domanda interna che pone prepotentemente all’ordine del giorno il tema
dell’impostazione a livello europeo delle politiche economiche e del mix tra
politiche monetarie, fiscali e strutturali.A “sostenere” i destini europei pare oggi
prevalentemente la politica monetaria; tuttavia, come più volte sottolineato
dallo stesso Presidente della Bce, se essa può fare (e sta facendo) molto, non
può fare tutto; soprattutto se la politica fiscale non riesce ad assumere quel
tono europeo che sarebbe necessario. Lo sforzo espansivo della banca centrale
sembra comunque essere stato fin qui premiato dal deprezzamento della moneta
europea verso il dollaro – deprezzamento che nel Rapporto si valuta continui
lungo il triennio – ed aver contribuito alla riduzione degli spread tra i
rendimenti sui titoli governativi nell’eurozona.Crescono però le evidenze che oltre al
contributo delle esportazioni nette sia necessaria, nell’intera Europa,
un’azione volta al sostegno delle infrastrutture – e quindi anche una politica
fiscale – che utilizzando gli spazi fiscali dove esistono e ricomponendo anche,
nei paesi a più alto debito, spesa corrente e in conto capitale – sproni gli
investimenti pubblici che sono sostegno di domanda nel breve periodo e di
offerta nel lungo termine. Resta peraltro decisivo, per il rafforzamento del
lato dell’offerta dei singoli Paesi, il maggior contributo da parte delle
riforme strutturali.Se sullo sfondo europeo resta la minaccia
della deflazione, al punto, paradossale, di dover valutare anche perfino con
qualche timore il positivo ribasso delle quotazioni petrolifere che in altri
periodi sarebbe stato accolto solo con soddisfazione, il Rapporto ritiene che i
rischi da essa rivenienti non si materializzeranno: si prevede per il nostro
Paese un tasso di inflazione un po’ sotto il punto percentuale nel 2014 e 2015
e poco sopra il punto percentuale nel 2016.Il profilo di crescita della nostra
economia è compatibile con gli obiettivi di finanza pubblica che si conformeranno
ai valori programmati grazie soprattutto all’azione di compensazione che sarà
esercitata dalla spesa per interessi.Secondo il Rapporto ABI e degli Uffici
studi delle banche, nel prossimo biennio gli impieghi a famiglie e imprese
dovrebbero tornare a crescere pur in un contesto in cui rilevante rimane il
rischio di credito. La redditività bancaria continuerà ad essere però
deludente: il Roe, sostanzialmente nullo nel 2014 (+0,1%) dovrebbe risalire al
1,1% nel 2015 e all’1,7 nel 2016. Pesa sia il rallentamento dei ricavi sia il
costo del rischio con cui le banche saranno costrette a fare i conti lungo
tutto l’orizzonte previsionale: il complesso delle rettifiche infatti assorbirà
l’80% del risultato netto della gestione operativa. Si conferma centrale, in
questo quadro, l’azione di controllo e riduzione dei costi.

Nel biennio 2015-2016 segnali di inversione di tendenza

Banca, etica e sviluppo: il nuovo volume di ABI e Bancaria | [20/12/2014]

(20 dicembre 2014) Nel testo vi è tracciato il
lungo cammino dai monti di pietà ad oggi, attraverso le parole di autori di
peso. L’approfondita introduzione è a firma di Antonio Patuelli, Presidente
dell’ABI.

Esce in questi giorni Banca, etica e sviluppo, Le vie del credito nel pensiero dei
protagonisti, il libro che l’ABI e Bancaria editrice hanno realizzato per
le prossime feste. Tra gli altri sono riportati saggi  di Adam Smith, Schumpeter, Marongiu, Garrani,
Bernard, Fuoco. E ancora di Cesare Beccaria, Luzzatti, Einaudi, De Marco,
Cattaneo, De Viti De Marco, Mattioli e Menichella. Il filo conduttore è la
lunga storia delle banche, dai monti di pietà ad oggi, nello stretto rapporto
tra economia e credito.Ad Antonio Patuelli,  Presidente dell’ABI, è affidata l’apertura
del volume. “Le vicende del  credito  in Italia – scrive Patuelli – sono
inscindibilmente legate a un’ispirazione etica.
Ciò vale  nelle  sue
origini  più  antiche, ma anche  nelle
feconde  vicende dell’Ottocento,
secolo  nel quale la nascita  delle
Casse  di Risparmio, delle  Banche Popolari  e delle  Casse
Rurali si intreccia con il Risorgimento nazionale”. Non mancano
riferimenti  alla prima parte del
Novecento e al ruolo delle  banche
nell’industrializzazione, fino alla
crisi  degli  anni
Trenta  e alla  Legge
bancaria del 1936.Patuelli sottolinea che “Un lungo  percorso
ci accompagna fino ai giorni
nostri  in un anno,  il 2014, che vede  compiersi un passaggio storico e
istituzionale davvero straordinario. La vigilanza sulle Banche europee è
passata effettivamente alla Banca
Centrale Europea e ha preso
avvio,  dopo anni di
approfondimenti, l’Unione  bancaria.
Viviamo,  quindi, una vera ‘rivoluzione
bancaria europea’, destinata da subito e sempre più progressivamente ad
assorbire maggiori quote  di antecedenti
sovranità nazionali, innovando profondamente il sistema  delle
fonti del diritto in materia
bancaria. Sono certo che, come dal Medioevo in poi, le banche saranno
presenti e offriranno il loro determinante contributo allo sviluppo”.Attraverso le parole dei
protagonisti del pensiero economico viene raccontata una storia bancaria fatta
di pluralismo, cultura, etica, attenzione alle istanze delle economie dei
territori e del Paese. Il volume è quindi anche una via per riflettere sul
passato e immaginare il futuro

Il nuovo volume di ABI e Bancaria sul cammino dai monti di piet ad oggi

Rinnovo Ccnl: dal Comitato esecutivo pieno appoggio al Casl | [17/12/2014]

(17 dicembre 2014) Il Comitato Esecutivo dell’ABI ha espresso
piena condivisione sulla linea tenuta dal Comitato affari sindacali e del
lavoro, guidato da Alessando Profumo, nella trattativa per il rinnovo del
contratto dei bancari, interrotta per decisione sindacale lo scorso 25
novembre.

I riflessi di un quadro macroeconomico
ancora fragile, una grave caduta di redditività per il settore, l’evoluzione
tecnologia e dei comportamenti dei clienti che incidono sul tradizionale modo
di “fare banca”, sono per l’ABI elementi che richiamano la necessità
di una sintesi tra le posizioni in campo. In particolare, vanno garantiti
adeguati livelli di stabilità e competitività nell’ambito di una strutturale
razionalizzazione dei processi produttivi, organizzativi e delle strutture
distributive.L’obiettivo dell’ABI resta, pertanto, un
contratto che possa conciliare esigenze di recupero di redditività e
produttività del settore con esigenze occupazionali e di tutela dei salari
dall’inflazione, prestando un’attenzione particolare a misure ancora più
incisive sul fronte del lavoro giovanile.

Dal Comitato esecutivo ABI pieno appoggio alla linea del Casl

Export banca: confermato l’impegno di ABI, Cdp, Sace e Simest | [15/12/2014]

(15 dicembre 2014) Cassa depositi e prestiti (CDP), l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), SACE e Simest hanno siglato l’accordo di proroga di un anno della Convenzione relativa al sistema “Export Banca”, a conferma dell’impegno a sostegno dell’export e dei processi di internazionalizzazione delle imprese italiane, nell’attuale quadro economico nazionale e internazionale.

Con il sistema “Export Banca”, infatti, le imprese italiane possono contare su un supporto concreto, grazie alla sinergia tra i finanziamenti accordati da CDP e dalle banche, la garanzia concessa da SACE e l’intervento di stabilizzazione del tasso d’interesse di SIMEST.
Dal suo avvio, il sistema “Export Banca” ha mobilitato un volume importante di risorse, avendo sostenuto, ad oggi, iniziative di export e di internazionalizzazione delle aziende italiane, per complessivi 4,5 miliardi di euro

ABI, Cdp, Sace e Simest firmano la proroga della convenzione

Con Accordo per il credito 2013 interventi per oltre 40.000 Pmi | [13/12/2014]

(13 dicembre 2014) Rate sospese e
allungamento di finanziamenti a 40.295 Pmi per 13,7 miliardi di debito residuo:
prosegue l’iniziativa ‘Accordo per il credito 2013’ in un momento in cui,
emergono alcuni segnali positivi nel mercato del credito, con un aumento dello
0,2%, su base annua, delle nuove erogazioni alle piccole imprese nei primi 10
mesi del 2014. Lo rende noto l’ABI a seguito dell’ultimo monitoraggio.

Rate sospese e
allungamento di finanziamenti a 40.295 Pmi per 13,7 miliardi di debito residuo:
prosegue l’iniziativa ‘Accordo per il credito 2013’ in un momento in cui,
emergono alcuni segnali positivi nel mercato del credito, con un aumento dello
0,2%, su base annua, delle nuove erogazioni alle piccole imprese nei primi 10
mesi del 2014. Lo rende noto l’Abi a seguito dell’ultimo monitoraggio.
Complessivamente,
tra ottobre 2013 e ottobre 2014, sono state accolte 34.684 domande di
sospensione del pagamento delle rate per un controvalore complessivo di debito
residuo pari a 12,1 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione
delle imprese di 1,55 miliardi. A quota 5.611 le operazioni di allungamento dei
finanziamenti per un controvalore di 1,6 miliardi.
L’analisi relativa
alla distribuzione delle domande di sospensione accolte per attività economica
dell’impresa richiedente evidenzia che:

  • il
    27,2% delle domande è riferito ad imprese del settore “commercio e
    alberghiero”;
  • il
    15,4% delle domande è riferito ad imprese del settore “industria”;
  • il
    18,7% delle domande è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere
    pubbliche”;
  • il
    7,8% delle domande è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
  • il
    5,9% delle domande è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
  • il
    restante 25% agli “altri servizi”.

‘Accordo per il
credito 2013’ è un’iniziativa realizzata da Abi e Alleanza Cooperative Italiane
(che riunisce Agci, Confcooperative, Legacoop), Cia, Claai, Coldiretti,
Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confindustria, Rete Imprese
Italia (che riunisce Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio,
Confesercenti), per operazioni di sospensione e allungamento dei finanziamenti,
ed operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività.
I contenuti
principali dell’accordo restano immutati:

  • sospensione
    per 12 mesi della quota capitale delle rate dei mutui, anche se agevolati o
    perfezionati tramite il rilascio di cambiali;
  • sospensione
    per 12 ovvero per 6 mesi della quota capitale dei canoni di operazioni di leasing,
    rispettivamente immobiliare o mobiliare;
  • allungamento
    della durata dei mutui per un massimo del 100% della durata residua del piano
    di ammortamento e comunque non oltre 3 anni per i mutui chirografari e a 4 anni
    per quelli ipotecari;
  • allungamento
    fino a 270 giorni delle scadenze delle anticipazioni bancarie su crediti per i
    quali si siano registrati insoluti di pagamento;
  • allungamento
    per un massimo di 120 giorni delle scadenze del credito agrario di conduzione.

Secondo l’ultimo monitoraggio sospese rate a Pmi per 13,7 miliardi

Nove migranti in Italia su dieci sono titolari di conto corrente | [04/12/2014]

L’evoluzione del processo di inclusione finanziaria dei cittadini immigrati,
che va di pari passo con il processo di integrazione nel Paese, non si è
arrestata durante la fase di debole congiuntura economica. Molti gli indici della
crescente “familiarità” con la banca. L’86% dei migranti adulti residenti in
Italia è titolare di conto corrente, in significativa crescita rispetto al 61%
del 2010. Raddoppiata dal 2010 la percentuale dei conti correnti con più di 5
anni, pari al 40% dei conti correnti intestati ai cittadini immigrati a fine
2013. Sempre più “evoluta” la relazione con la banca e innovativa la scelta dei
canali: con una incidenza pari al 40% nel 2013, l’utilizzo dell’internet
banking è raddoppiato dal 2010.Sono questi i principali dati che emergono dall’ultimo
rapporto dell’Osservatorio Nazionale
sull’Inclusione Finanziaria dei migranti, presentato alla giornata conclusiva del Forum CSR 2014 organizzato
dall’Associazione bancaria italiana (ABI) sui temi della responsabilità sociale.
Focus oggi sull’inclusione finanziaria dei migranti e sull’indagine dell’Osservatorio, arrivato al terzo
anno di attività.Prima esperienza nel panorama italiano ed
europeo, l’Osservatorio è un progetto pluriennale nato dalla collaborazione fra
l’ABI e il Ministero dell’Interno, e gestito dal Centro Studi di Politica
Internazionale (CeSPI). L’Osservatorio intende fornire uno strumento di analisi
e monitoraggio costante e organico del fenomeno dell’inclusione finanziaria dei
migranti quale condizione necessaria per accelerare e rafforzare il processo di
partecipazione degli immigrati alla vita del Paese, e supportare gli operatori
del mercato nella comprensione del bisogni di questa fascia di popolazione e
nella definizione di strategie integrate per favorirne l’effettiva inclusione
finanziaria.L’immigrazione in Italia, al di
là della sua dimensione emergenziale legata prevalentemente ai conflitti in
corso in diverse aree del continente africano e nel Medio Oriente, ha ormai
assunto una dimensione significativa e radicata nel contesto sociale,
riguardando quasi 5 milioni di persone secondo l’ultima rilevazione Istat. Dall’indagine
dell’Osservatorio emerge come la graduale stabilizzazione della presenza degli
immigranti residenti in Italia – dal punto di vista dell’assetto familiare,
dell’insediamento abitativo e della situazione lavorativa – si accompagni
all’evoluzione dei bisogni finanziari e del livello di inclusione finanziaria. Emergono
così, attraverso l’analisi dell’evoluzione del fenomeno negli anni, profili di
integrazione anche finanziaria diversi e in rapida evoluzione.Tre le aree di indagine curata dal CeSPI: il lato
dell’offerta col coinvolgimento delle banche italiane (pari al 74% del totale
attivo del sistema, il 61% degli sportelli di sistema) e di BancoPosta; il lato
della domanda con approfondimenti che hanno coinvolto associazioni e comunità
di immigrati sul territorio nazionale; e l’imprenditoria tramite l’analisi
delle business community a titolarità immigrata.
La bancarizzazione dei migranti…Oltre 2,5 milioni il numero dei conti correnti presso banche e
BancoPosta intestati a cittadini immigrati delle 21 nazionalità (pari all’88%
dei migranti residenti in Italia) considerate nell’indagine dell’Osservatorio a
dicembre 2013, cresciuto di circa il 40% dal 2010. A fine 2012 secondo l’ultima
rilevazione disponibile, quasi nove cittadini immigrati su dieci sono titolari
di conto corrente (l’86%). Se il conto corrente conferma quindi il suo ruolo
quale punto d’accesso per il processo di inclusione finanziaria, cresce la
capacità da parte dei migranti di cogliere le potenzialità offerte da nuovi
prodotti finanziari che, pur non essendo perfetti sostituti del conto corrente,
consentono un’operatività ampia in tema di servizi di pagamento: secondo
l’indagine, sono oltre 1,1 milione le carte con Iban e le carte PostePay
offerte da BancoPosta, limitatamente ai migranti non titolari di un conto
corrente. A dicembre 2012 quindi, un cittadino immigrato senza conto corrente su
tre è titolare di una di queste carte (32,4%) con un incremento significativo
rispetto all’anno precedente quando l’incidenza era al 27,8%.
… per territorio e
nazionalità
Nazionalità e luogo di insediamento sono le variabili che mostrano la
maggiore correlazione con l’inclusione finanziaria e in modo particolare con il
profilo finanziario del cittadino immigrato. Le comunità dall’America latina
mostrano una familiarità con la banca più elevata rispetto alla media, seguiti
dalle comunità di origine europea e africana. Nel 2013, nel Nord Italia si
registra la maggiore parte dei titolari di conto corrente (68%), dato che va
letto coerentemente con la distribuzione della popolazione immigrata sul
territorio italiano concentrata soprattutto nell’area settentrionale; il 25%
dei bancarizzati al Centro, il 7% al Sud percentuale in crescita rispetto al
2010 (anche in relazione all’uso delle carte).
Il cliente evoluto…
Utilizza almeno sei prodotti bancari e ha una relazione “matura” con il
sistema finanziario, in risposta a una pluralità di esigenze che vanno oltre la
semplice custodia del risparmio e la concessione del credito, ma che riguardano
anche i pagamenti e una gestione più attiva del proprio patrimonio. È il
cliente “evoluto”, profilo più che raddoppiato in soli due anni, passando dal
9% del 2009 al 21% del 2011, legato ad una maggiore stabilità e al progredire
del processo di integrazione anche finanziario. Guardando il dato all’interno
dei soli titolari di un conto corrente, il peso del profilo evoluto diviene
ancora più evidente, passando dal 16% del 2009 al 32% del 2011.
… e sempre più “multicanale”
quasi totalità dei correntisti con più di uno
strumento per ciascun titolare. I libretti di deposito (bancari e postali)
vengono utilizzati da un immigrato su due. Rilevante l’incidenza dei servizi di
internet banking, che passa dal 22% del 2010 al 40% del 2013.

Nove su dieci sono titolari di un conto corrente

Credito al Credito 2014 | [26/11/2014]

“Siamo all’inizio di un nuovo e più avanzato percorso che vedrà
impegnato l’intero mercato bancario europeo nei prossimi anni – ha dichiarato
il Direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini aprendo il convegno – che
richiederà riflessioni importanti circa la necessità di ragionare a tutti i
livelli, legislatori, imprese, banche in termini europei. L’esercizio della BCE
consegna la fotografia di un settore bancario italiano complessivamente solido
– ha continuato Sabatini – Tutte le banche italiane hanno superato la prova
relativa alla revisione della qualità degli attivi, l’AQR, e solo in due
specifici casi si è manifestata in relazione alla prova di stress, che ha
natura del tutto ipotetica, la necessità di intervenire con misure che sono
state prontamente individuate e che sono ora all’attenzione del regolatore
unico.
“Le banche italiane sono state penalizzate da situazioni di partenza
che scontano una pluralità di fattori, tra cui l’assenza di ricapitalizzazioni
pubbliche, cosa che è avvenuta in termini massicci in altri Paesi, uno scenario
macroeconomico che sull’arco 2008-2016 vede una drastica caduta del Pil di 12
punti percentuali. Inoltre, l’esercizio ha dimostrato le penalizzazioni che
l’attuale schema regolatorio infligge alle banche con un modello di business
orientato al credito all’economia reale” ha così concluso il Direttore generale
dell’ABI.
Nel corso della due giorni di Credito al Credito 2014 spazio anche
alle iniziative che vedono il mondo bancario lavorare al fianco delle altre
Associazioni di Impresa e delle Associazioni dei consumatori nel supportare
famiglie ed imprese. Tre le iniziative dirette alle famiglie, il “Piano
Famiglia” ha consentito di sospendere il pagamento delle rate dei mutui per
circa 100.000 famiglie che si trovavano in difficoltà per eventi quali la
perdita del posto di lavoro, morte o un grave infortunio. Si tratta di
un’iniziativa che non ha uguali a livello internazionale e ha riguardato in
termini di debito residuo circa 10,4 miliardi di euro. Misure a cui si sono
affiancate le numerose iniziative di sospensione delle rate dei finanziamenti o
di sostegno alla ricostruzione nei territori colpiti dai numerosi eventi
calamitosi che si sono susseguiti nel corso del tempo (terremoti, alluvioni
etc.). L’impegno con le Associazioni dei consumatori ha portato, tra l’altro, a
riaprire le riflessioni parlamentari in merito della Legge sul Prestito Ipotecario
Vitalizio, uno strumento di finanziamento a disposizione dei clienti over 65 e
allo sviluppo del Fondo di garanzia per la prima casa, in fase di attivazione
che consentirà a regime un potenziale di erogazione di mutui per circa 15
miliardi di euro.
Con riferimento alle imprese, a partire dal 2009, l’ABI e le
maggiori Associazioni imprenditoriali hanno dato vita a 4 principali iniziative
(l’ultima delle quali è l’Accordo per il Credito 2013) che, alla data del 30
settembre 2014, hanno consentito alle PMI italiane di sospendere il pagamento
di circa 420 mila finanziamenti a medio-lungo termine, ottenendo così, in
termini di quote capitale sospese, liquidità addizionale per 24 miliardi di
euro. E’ cresciuta negli ultimi tempi l’attenzione verso possibili forme di
finanziamento del settore privato – e delle imprese in particolare –
complementari al credito bancario. Su questo fronte vi sono stati importanti
innovazioni legislative che hanno puntato a sviluppare un mercato di
mini-bonds, introducendo, dal lato dell’offerta, incentivi fiscali e legali
alle imprese emittenti e ampliando, dal lato della domanda, la facoltà di
investimento in questi strumenti di imprese di assicurazione e fondi pensione.

Due giorni ABI di analisi e dati sulle iniziative per famiglie e imprese

Missione in Vietnam: ancora disponibile il 60% del plafond | [25/11/2014]

(24 novembre 2014) Ottocento
milioni di euro già stanziati dalle banche per finanziare le esportazioni e gli
investimenti delle imprese italiane in Vietnam. È questo il plafond messo a
disposizione dal settore bancario per gli imprenditori che scelgono di operare
nel mercato vietnamita.

Il
dato è stato presentato dal Presidente del Comitato per
l’Internazionalizzazione dell’ABI, Guido Rosa, al Forum economico che si sta svolgendo
ad Hanoi in occasione della missione di sistema organizzata con le imprese e le
Istituzioni. Alla missione, partecipa una delegazione di cinque dei principali
gruppi bancari che rappresentano circa il 60% del settore in termini di totale
attivo: Intesa Sanpaolo, Unicredit, BNL, UBI Banca e Banca Popolare dell’Emilia
Romagna. “La nutrita partecipazione delle banche
alla missione – ha detto Rosa – testimonia l’interesse del nostro settore per questo
paese, anche alla luce degli ampi margini di sviluppo del suo sistema bancario”.
Secondo le ultime stime disponibili, infatti, il 50% è ancora di proprietà
dello Stato, mentre oltre il 70% della popolazione adulta ha ancora ridotto o
nessun accesso ai servizi bancari di base.
Il
plafond per le imprese in VietnamDel
plafond di crediti messo a disposizione dalle banche italiane – ottocento
milioni di euro – circa il 39% è già stato utilizzato per progetti e iniziative
di business nel mercato locale, mentre il restante 61% è ancora disponibile per
sostenere nuove attività imprenditoriali in quest’area. Il 56% del plafond è impegnato
in operazioni a breve, mentre il rimanente 44% è allocato sul medio-lungo
termine.
La presenza delle banche italianeOltre alle linee di credito, gli
imprenditori che operano in Vietnam possono avvalersi dell’assistenza di
importanti interlocutori di riferimento. In particolare, due tra i maggiori
gruppi italiani sono già presenti ad Hanoi e Ho Chi Minh con uffici di
rappresentanza. Gli imprenditori italiani, inoltre, possono contare anche sul
supporto fornito da una banca italiana attraverso la capogruppo estera, presente
sul territorio con una filiale e un ufficio di rappresentanza. Vi sono infine numerosi
accordi di collaborazione con le principali banche vietnamite per garantire ai
clienti italiani l’accesso privilegiato ai servizi bancari locali. ”Per quanto
riguarda il futuro – ha sottolineato Rosa – le nostre banche sono pronte a rafforzare
ulteriormente il loro sostegno alle imprese, potenziando le relazioni e la
collaborazione con le controparti vietnamite e ampliando le linee di trade
& structured finance”.

Disponibile il 60% del plafond per esportazioni e attivit di business

A Federcasse il premio Aretè 2014 | [24/11/2014]

(21 novembre 2014) Il riconoscimento conferito dall’ABI per la sezione relativa alla comunicazione finanziaria

Aiutare le buone idee dei giovani a trasformarsi in impresa. Associare all’offerta di credito delle Bcc servizi di accompagnamento, come la consulenza per il business plan, coaching e attività di co-working.
E’ questo il progetto di successo firmato Federcasse che avuto il riconoscimento del Premio Aretè 2014 alla comunicazione finanziaria consegnato il 21 novembre a Milano, presso la sede de Il Sole 24 Ore, da Giovanni Pirovano, membro del Comitato di Presidenza ABI.Il progetto è stato sviluppato con un piano di comunicazione integrato, avvalendosi di partnership territoriali e strumenti on-line (buonaimpresa.it businessplan), che comunicano con le omonime App realizzate per smartphone.
Promosso da Nuvolaverde  con Confindustria, Associazione bancaria italiana e Gruppo 24 Ore, grazie all’impegno di altre associazioni come Ascai, il Premio Aretè 2014 si colloca ogni anno nell’ambito adella ‘Settimana della cultura d’impresa di Confindustria’ e di ‘ComunicaBanca’ dell’ABI ed è aperto alla partecipazione di tutte le aziende che intendano portare alla ribalta loro progetti di comunicazione responsabile realizzati con successo nell’ambito di diverse specialità

Conferito dall’ABI per la sezione relativa alla comunicazione finanziaria

L’Assemblea straordinaria vara modifiche allo Statuto | [20/11/2014]

(20 novembre 2014) L’Assemblea straordinaria dell’Associazione bancaria italiana, riunitasi il 20 novembre a Roma sotto la Presidenza di Antonio Patuelli, ha approvato all’unanimità alcune proposte di modifiche statutarie che rafforzano la Governance dell’ABI, già approvate all’unanimità dal Comitato di presidenza, dal Comitato esecutivo e dal Consiglio.

Le modifiche valorizzano i principi dell’associazionismo anche attraverso l’inserimento, quale parte integrante dello Statuto, del ‘Codice etico’ ai cui principi debbono ispirarsi, nel perseguimento degli scopi statutari, tutti i componenti gli organi statutari e gli organismi tecnici dell’ABI e chi vi opera. Viene ulteriormente qualificata la disciplina che regola i requisiti soggettivi di partecipazione agli organi deliberativi, direttamente collegabili anche ai requisiti di Banca d’Italia per gli esponenti bancari. Inoltre viene eliminata la previsione che, senza più il requisito di elevati ruoli bancari, consentiva la rielezione del Presidente per un secondo mandato. E’ introdotta la previsione dell’automatica sospensione dagli incarichi in ABI nei casi in cui, in applicazione dell’art. 13 della Costituzione, siano adottati provvedimenti restrittivi della libertà personale nei confronti di un componente degli organi deliberativi e tecnici dell’ABI. Inoltre, per casi gravissimi, può essere decisa anche la “sospensione preventiva” di un componente del Comitato esecutivo. Completata e rafforzata infine la disciplina di funzionamento del Comitato di Presidenza. Il giorno prima, il Comitato esecutivo dell’ABI aveva invece approvato all’unanimità il proprio bilancio preventivo per il 2015, presentato dal Direttore generale, Giovanni Sabatini, che prevede una ulteriore riduzione delle spese e, per il secondo anno consecutivo, la diminuzione dei contributi da parte degli associati. Questi elementi sono particolarmente significativi per il 2015 poiché inglobano anche i costi del personale e delle “macchine” incorporati in ABI da “PattiChiari”. Quindi, gli associati ad ABI, nel 2015, non dovranno più pagare le quote ordinarie per “PattiChiari” ed in più avranno una riduzione delle quote associative ABI di oltre il 5%.

Approvato anche il Bilancio preventivo 2015 dal Comitato esecutivo