Egitto: dalle banche oltre 1,2 miliardi per le imprese | [24/02/2015]

(24 febbraio 2015) Oltre 1,2 miliardi stanziati dalle banche per le imprese che scelgono di operare in Egitto. Secondo la rilevazione effettuata dell’ABI a tanto ammonta il plafond messo a disposizione dalle banche italiane per sostenere l’operatività commerciale e finanziaria delle imprese nei settori ad alto potenziale del mercato egiziano.

Il dato è stato presentato da Guido Rosa, membro del Comitato di Presidenza ABI incaricato per le relazioni internazionali, al Forum economico tenutosi a Il Cairo, in occasione della missione di sistema organizzata da banche, imprese e Istituzioni. Per l’ABI e le banche è la seconda missione in Egitto. Alla missione, partecipa una delegazione di cinque dei principali gruppi bancari che rappresenta circa il 60% dell’intero mondo bancario italiano in termini di totale attivo e circa il 60,5% in termini di sportelli: Intesa SanPaolo, Unicredit, UBI Banca, Monte dei Paschi di Siena, Ubae.
“La partecipazione delle banche alla missione – ha detto Rosa – attesta in modo chiaro l’interesse del nostro settore per questo Paese e la disponibilità a rafforzare il supporto offerto alle imprese italiane, tanto dall’Italia quanto direttamente in Egitto. Il ruolo delle banche a sostegno dell’internazionalizzazione è fondamentale, attraverso la partecipazione attiva alle filiere produttive globali e la presenza sui mercati esteri maggiormente dinamici. Le cinque banche partecipanti alla missione intendono potenziare le relazioni con le controparti locali, individuarne di nuove, e incrementare le proprie attività. Per quanto riguarda il futuro – ha concluso Rosa – gli imprenditori italiani possono contare sul settore bancario italiano come partner per avviare iniziative commerciali e produttive in Egitto”.
Il plafond per le imprese in EgittoDel plafond complessivo dei crediti messo a disposizione dalle banche italiane – 1205,9 milioni di euro – fino ad oggi è stato impiegato solo il 30%, di cui 194,2 milioni di euro sul breve termine.La presenza delle banche italianeOltre alle linee di credito, gli imprenditori che operano in Egitto possono avvalersi dell’assistenza di importanti interlocutori di riferimento. In particolare, una banca italiana è direttamente presente in Egitto attraverso una controllata e due tra i maggiori gruppi italiani hanno uffici di rappresentanza a Il Cairo.Durante gli incontri di business le cinque banche italiane partecipanti alla missione mettono a disposizione altrettanti desk di assistenza, per supportare al meglio le imprese italiane e egiziane nell’individuazione delle soluzioni finanziarie più adatte a realizzare nuove operazioni commerciali e progetti di investimento nel Paese.  

Dalle banche oltre 1,2 mld a imprese che scelgono di operare in Egitto

Italia – Egitto: al via missione imprenditoriale | [20/02/2015]

(Roma, 20 febbraio 2015)  90 aziende, 5
associazioni imprenditoriali, 5 gruppi bancari per un totale di circa 190
partecipanti. Questi i numeri della Missione imprenditoriale che fa tappa
al Cairo, dal 22 al 24 febbraio, con l’obiettivo di approfondire le opportunità
di business offerte dal mercato egiziano, non solo in termini commerciali ma
anche di partnership industriali, nei settori meccanica, energia rinnovabile
e infrastrutture. L’iniziativa sarà l’occasione per consolidare il
partenariato strategico con l’Egitto in un momento in cui il paese sta aprendo
una nuova fase di crescita e sviluppo.

La missione è promossa dai Ministeri dello Sviluppo Economico e degli
Affari Esteri e Cooperazione Internazionale ed è organizzata da Confindustria,
ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle
imprese italiane, ABI, RETE Imprese Italia, Alleanza delle Cooperative e
Unioncamere. La delegazione italiana è guidata dal Vice Ministro dello Sviluppo
Economico Carlo Calenda, insieme a Licia Mattioli, Presidente del
Gruppo tecnico per l’Internazionalizzazione e gli investitori esteri di
Confindustria, Riccardo Maria Monti, Presidente dell’Agenzia Ice, e Guido
Rosa, membro del Comitato di Presidenza ABI incaricato per le relazioni
internazionali. Per ABI e le banche è la seconda
missione in Egitto, a conferma delle grandi potenzialità di crescita che il settore
vede in questo mercato. La delegazione bancaria è composta da cinque gruppi
bancari che rappresentano circa il 60% dell’intero settore in termini di totale
attivo e il 60,5% in termini di sportelli.  In programma
lunedì 23 febbraio il Forum economico Egitto-Italia, che vedrà la
partecipazione delle rappresentanze istituzionali dei due paesi, tra cui
quattro ministri egiziani: Mounir Fakhry Abdel Nour, Ministro dell’Industria e
Commercio, Ashraf Salman, Ministro degli Investimenti, Naglaa Al Ahwany,
Ministro della Cooperazione Internazionale, e Mohamed Shaker, Ministro
dell’Elettricità e delle Energie Rinnovabili.A seguire sono
previsti oltre 1000 incontri di business tra le imprese italiane e le
controparti locali, mentre il giorno seguente sono in programma le visite
aziendali al Canale di Suez, al Parco eolico di Zaafarana, alla
sede di Tanta Motors e dell’Egyptian Canning Co. Best, e
allo Smart Village di Giza.Anche se nel 2014 la crescita economica
dell’Egitto ha risentito delle instabili condizioni politiche, il governo
egiziano ha lanciato un importante programma di investimenti del valore di
circa 150 miliardi di dollari Usd per finanziare 121 progetti che dovranno
sanare le principali carenze strutturali e infrastrutturali del paese. I
settori produttivi su cui andranno ad impattare i nuovi investimenti saranno
soprattutto le infrastrutture, residenziali e non, energia, agricoltura ed
agroindustria, turismo, Ict, istruzione e sanità. Inoltre, il piano di aiuti da
18 miliardi di dollari Usd dei paesi del Golfo ha contribuito alla
stabilizzazione dell’economia e il Pil del 2015 è previsto in crescita del
3,5%. Gli investimenti sono in lenta ripresa e si concentrano principalmente
nel petrolifero. Tra i settori che presentano le maggiori opportunità per le
imprese straniere, il settore delle costruzioni, quello dell’energia e
l’industria delle telecomunicazioni e della meccanica.

Banche e imprese al Cairo per consolidare il partenariato strategico

Si rafforza l’imprenditoria straniera in Italia | [12/02/2015]

L’imprenditoria immigrata continua a crescere in Italia. Fra il 2010 e
il 2013, l’area small business a
titolarità immigrata è cresciuta del 42% nei tre anni. Pari al 4,2% del numero
complessivo di correntisti immigrati, nel 2013 sono circa 105.500 i piccoli
imprenditori immigrati titolari di un conto corrente. Un conto corrente su tre
è intestato a donne.È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio
Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei migranti, al termine del terzo
anno di attività. Prima esperienza nel panorama italiano ed
europeo, l’Osservatorio è un progetto pluriennale nato dalla collaborazione fra
l’ABI e il Ministero dell’Interno, e gestito dal Centro Studi di Politica
Internazionale (CeSPI). Obiettivo dell’iniziativa è fornire uno strumento di
analisi e monitoraggio costante e organico del fenomeno dell’inclusione
finanziaria dei migranti nel Paese, quale condizione necessaria per favorire il
processo di integrazione, e supportare così gli operatori nella definizione di
strategie integrate. Oltre
ad analizzare la relazione tra migranti residenti in Italia e sistema
finanziario dal punto di vista dell’offerta e della domanda di servizi e
prodotti, l’Osservatorio dedica un focus specifico all’imprenditoria.Dall’indagine emerge che la popolazione straniera è sempre più attiva
nel lavoro autonomo e nella piccola e media imprenditoria. Tendenza confermata
dalle stime di Unioncamere secondo cui nel 2013 le imprese a guida straniera sono aumentate
di circa il 5% in un anno contribuendo a mantenere il bilancio anagrafico
positivo di tutto il sistema imprenditoriale italiano e producendo una
ricchezza di circa 80 miliardi di euro, il 5,5% della ricchezza nazionale nel
2011.
Componente territorialità
e nazionalità
In termini di distribuzione geografica si conferma, anche per quanto
riguarda l’attività imprenditoriale, una maggiore concentrazione di conti
correnti presso filiali bancarie nel Nord Italia (63%); il 30% dei correntisti
imprenditori sono concentrati nel Centro, il 7% al Sud (in crescita rispetto al
5,5% rilevato nel 2010), dati che vanno letti coerentemente con la
distribuzione della popolazione immigrata sul territorio italiano concentrata
per l’85% al nord e che conferma una maggiore vivacità imprenditoriale delle
regioni centrali e soprattutto meridionali se si considera l’incidenza del
segmento small business sul totale
dei conti correnti intestati ai cittadini migranti.
Distribuzione geografica
incidenza titolari c/c segmento small
business su totale conti correnti
intestati a immigrati
                                                                                    
Le comunità coi maggiori incrementi per titolarità di
impresa provengono da Bangladesh (+22%), Pakistan (+14%), Cina e India (entrambe
+12%). Rispetto all’incidenza del segmento imprenditoriale sul totale dei conti
correnti intestati a cittadini immigrati, emerge la comunità asiatica col 9% a
fronte di una media del 4,9%. In rapporto alla nazionalità, nel rapporto con le
banche, l’indagine evidenzia la maggiore vivacità delle comunità di
imprenditori originari da Cina, Egitto, Pakistan, Macedonia e Bangladesh.
Incidenza c/c small business
su conti totali intestati a migranti per nazionalità (anno 2013)


L’impresa “evoluta”Oltre all’evoluzione del
segmento small business nel
portafoglio delle banche, l’indagine è interessata a comprenderne il fenomeno
tramite l’analisi delle imprese condotte da cittadini stranieri presenti in
quattro territori campione (Milano, Bergamo, Brescia e Roma). Dal rapporto
emerge che in un campione di oltre 58.000 imprese a titolarità immigrata nei
quattro territori d’indagine, quasi 1.500 (il 2,5%) sono risultate appartenere
alla categoria evoluta. Hanno cioè una dimensione superiore alle 15 unità di
dipendenti, fanno investimenti in ricerca e sviluppo, sono in prevalenza
società di capitali, operano con l’estero, a volte in partnership con
imprenditori italiani, esportano made in
Italy. Rispetto ai dati di sistema, indice di un rapporto sempre più solido
con la banca è la titolarità dei conti correnti con un’anzianità superiore ai 5
anni che mostra una crescita significativa negli anni: dal 16,3% del 2010 al
37,4% del 2013.
L’imprenditoria migrante femminileSignificativa la
crescita dell’imprenditoria al femminile, che pesa quasi il 31% sul segmento small business a titolarità immigrata
(era pari al 27% nel 2012). Rapporto che sale al 70% per la comunità ucraina,
al 60% per quella filippina e polacca, al 46% per la comunità cinese. In
riferimento al territorio di insediamento, l’imprenditoria femminile si
concentra soprattutto al Sud (44%).
 Incidenza imprese femminili nel segmento small business – dettaglio
territoriale anno 2013

In tre anni +42% i conti correnti intestati alle pmi gestite da migranti

La nuova Biblioteca dell’ABI apre al pubblico | [11/02/2015]

(11 febbraio 2015) Una struttura con caratteristiche uniche per la peculiare specializzazione nell’editoria bancaria, testimonianza dell’impegno concreto per la cultura del Paese da parte delle banche che operano in Italia.

Video di presentazione

 

Un patrimonio librario dalle caratteristiche uniche che per la prima volta viene messo a disposizione del pubblico e del Paese. È quanto racchiude la nuova Biblioteca inaugurata  l’11 febbraio e aperta al pubblico dall’Associazione bancaria italiana, nella propria sede a Roma, a Palazzo Altieri. La nuova Biblioteca raccoglie i volumi pubblicati dalle banche italiane dalla seconda metà dell’Ottocento ai nostri giorni. Opere che testimoniano l’originalità dell’editoria bancaria, capace di comprendere e raccontare in profondità temi estremamente vari, dai capolavori artistici nazionali alle esperienze culturali locali e di nicchia.“L’apertura di una nuova biblioteca in un momento così complesso – ha detto il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli – conferma l’impegno concreto per la cultura italiana da parte dell’ABI e delle banche. Promuovere e sostenere la cultura è di importanza cruciale perché significa investire nelle nostre potenzialità di ripresa e di sviluppo”. “Nel discorso rivolto al Parlamento nel giorno del giuramento – ha proseguito Patuelli – il Presidente della Repubblica Mattarella ha affermato che promuovere la diffusione della cultura e amare i nostri tesori artistici significa ‘garantire la Costituzione’, sottolineando che il volto della Repubblica è anche quello che si presenta ogni giorno nelle strutture di carattere culturale. In tale prospettiva si pone l’apertura della nuova Biblioteca, espressione dell’ABI e delle banche italiane”.Situata presso le antiche Scuderie di Palazzo Altieri in uno spazio ristrutturato, la nuova Biblioteca ha un patrimonio di oltre 10.000 volumi. Un numero in costante crescita, grazie alle numerose pubblicazioni realizzate ogni anno dalle banche italiane. Non di rado si tratta di opere che nessun editore avrebbe potuto pubblicare secondo parametri solamente “di mercato”. Un’editoria peculiare dell’Italia che non trova riscontro alcuno all’estero e che, per unanime riconoscimento, gode di grande reputazione internazionale.I volumi sono dedicati a temi diversi: in misura rilevante sono testi di arte e architettura, ma ve ne sono numerosi che trattano di storia economica e del pensiero, territorio, cinema, archeologia, musica, biografie di artisti, arti applicate e molto altro. Una pluralità che ben esprime il mecenatismo delle banche italiane, che Umberto Eco ha indicato come un “fenomeno unico al mondo”.Spesso sono edizioni di pregio, come il “Corpus dei disegni di Michelangelo” in 4 volumi di grande formato o le magnifiche anastatiche come la “Bibbia di Borso d’Este”, capolavoro assoluto della miniatura italiana del Rinascimento.In molti casi i testi sono edizioni rare: circa 1.500 volumi ad oggi non sono reperibili in nessuna biblioteca italiana. Anche per questo la Biblioteca dell’ABI ha aderito al Polo degli Istituti culturali di Roma e attraverso di esso al Sistema Bibliotecario Nazionale, che permetterà ad un vastissimo pubblico – nazionale e internazionale – di condividere, conoscere e consultare tutte le opere delle banche italiane.L’apertura al pubblico della Biblioteca si inserisce nel più ampio e articolato piano d’azione a sostegno dell’arte e della cultura messo a punto dall’ABI con le banche per dare il proprio contributo di settore alla tutela e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio storico-artistico nazionale.Il catalogo della Biblioteca è consultabile anche online, disponibile insieme a maggiori informazioni sulle modalità di accesso alla struttura, sul sito Internet http://biblioteca.abi.it/.Dal 12 febbraio, l’apertura al pubblico.

Un patrimonio di oltre 10.00 volumi su arte, storia e territorio

Nel 2014 mutui in crescita del 32,5% rispetto all’intero 2013 | [10/02/2015]

(10 febbraio 2015) I dati
relativi all’intero 2014 evidenziano la ripresa del mercato dei finanziamenti alle
famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Dal campione ABI, composto da 84
banche, che rappresenta circa l’80% della totalità del mercato bancario
italiano, emerge che tra gennaio e dicembre 2014 l’ammontare delle erogazioni
di nuovi mutui è stato pari a 25,283 miliardi di euro rispetto ai 19,085
miliardi del 2013.

L’incremento su base annua è, quindi, del 32,5%.
L’ammontare dei nuovi mutui che derivano da rinegoziazioni di mutui
preesistenti è stimabile in circa il 18% delle erogazioni (4,6 miliardi di
euro). L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui
nel 2014 è anche superiore al dato dell’intero 2012 quando si attestarono sui 20,712
miliardi di euro.Sono in aumento soprattutto i mutui a tasso
variabile che appresentano nel 2014 il 77,5% delle nuove erogazioni
complessive; tale valore era del 77,1% nel 2013 e del 70,7% nel 2012.

(10 febbraio 2015) I dati relativi all’intero 2014 evidenziano la ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Dal campione ABI, composto da 84 banche, che rappresenta circa l’80% della totalità del mercato bancario italiano, emerge che tra gennaio e dicembre 2014 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a […]

Progetti investimenti Italia strumento positivo per credito Pmi | [06/02/2015]

(6 febbraio 2015) Spuntano i primi germogli di
ripresa e l’iniziativa “Progetti
investimenti Italia” si conferma
strumento positivo per la domanda di credito delle Pmi: al 31
dicembre 2014 sono state accolte 17.998 domande di finanziamento
per un controvalore erogato di 5,4 miliardi di euro su un plafond complessivo
di 10 miliardi, destinato alle
Pmi in bonis che intendano effettuare investimenti in beni materiali e
immateriali strumentali all’attività di impresa. Restano ancora da
utilizzare 4,6 miliardi a cui le imprese possono avere accesso entro il 31
marzo 2015.


Lo rende noto l’ABI, a seguito della
rilevazione aggiornata delle operazioni effettuate, sottolineando che
“l’utilizzo delle risorse messe a disposizione è un segnale importante nella
prospettiva di ripresa della domanda di credito per investimenti e rilancio
economico dell’Italia”.L’iniziativa – finalizzata a
favorire la crescita degli investimenti delle imprese e dotata di un plafond
complessivo di 10 miliardi, prorogato al 31 marzo 2015 in base al nuovo
“Accordo per il credito 2013” tra Abi e le altre associazioni di imprese – è
diventata pienamente operativa da gennaio 2013 nell’ambito dell’accordo “Nuove
misure per il credito alle Pmi” stipulato nel 2012 tra ABI e tutte le
associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale, alla presenza del
ministro dell’Economia e delle Finanze e del ministro dello Sviluppo economico.Analizzando nel dettaglio le
richieste di finanziamento presentate e accolte, si rileva che il 77,3% delle
domande riguarda investimenti in beni materiali. Considerando le sole richieste
accolte, quelle ‘coperte’ dal Fondo di garanzia per le Pmi, dall’Ismea o dalla
Sace, nonché dai Confidi, rappresentano il 18,6%.Nell’ambito dei finanziamenti
erogati quelli di durata superiore a tre anni sono pari al 73,1% per cento.
Disaggregando inoltre i dati per tipologia d’impresa emerge che:

  • il 42%
    dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘industria’;
  • il 29%
    dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘commercio e alberghiero’;
  • il 6,7%
    dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘artigianato’;
  • il 4,7%
    dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘edilizia e opere
    pubbliche’;
  • il 3,8%
    dei finanziamenti è riferito a imprese del settore ‘agricoltura’;
  • il
    restante 13,8% ad aziende del comparto ‘altri servizi’.

Si conferma strumento positivo per la domanda di credito alle Pmi

ABI e Confindustria su rating di legalità | [05/02/2015]

(5 febbraio 2015) Incontro tra il Presidente
dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli e il Vice Presidente,
delegato per la legalità, di Confindustria Antonello Montante. Oggetto
del vertice la condivisione dell’importanza e della necessità di valorizzare
il tema del rating di legalità, di cui Montante è stato ideatore, strumento
teso a premiare le imprese caratterizzate da elevati standard di trasparenza.

Patuelli e Montante, nella comune forte convinzione
che la legalità sia elemento fondamentale nello svolgimento di ogni attività
economica e che i comportamenti virtuosi da parte delle aziende vadano valorizzati,
hanno ragionato sulle opportunità che questo strumento già fornisce e può
ulteriormente garantire nell’ambito dell’attività di finanziamento al mondo
produttivo.Per assicurare che il rating di legalità
possa dispiegare maggiormente la propria funzione, ABI e Confindustria hanno
convenuto che vadano al più presto compiuti anche atti per valorizzare il
possesso del rating nell’ambito della nuova normativa di vigilanza prudenziale
delle banche – che dal 4 novembre 2014 ha valenza europea – e, in particolare,
prevedendo che il credito erogato ad aziende dotate di rating di legalità implichi
un minore assorbimento di capitale.

Incontro sul tema tra il Presidente ABI e il Vicepresidente Confindustria

Al via il protocollo “CREDIamoCI” tra ABI e Consumatori | [02/02/2015]

(2 febbraio 2015) Credito alle famiglie nel mercato bancario europeo: con CREDIamoCI un nuovo impegno comune di ABI e delle Associazioni dei consumatori a fronte dell’attuale contesto economico e normativo Ue.

Testo del Protocollo d’intesa

È questa la base del Protocollo d’intesa siglato tra ABI e le Associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale dei Consumatori) che si propone di consolidare ulteriormente gli ambiti di collaborazione e fornire nuove soluzioni, o rafforzare iniziative in corso, per l’accesso al credito, il sostegno alle famiglie in difficoltà e la consapevolezza dei consumatori.Dopo sette anni di crisi nei quali il mondo bancario, anche attraverso la condivisione con le Associazioni dei consumatori, ha messo in campo strumenti innovativi e unici in Europa per affrontare l’emergenza per le famiglie in difficoltà – dalla sospensione del pagamento delle rate di mutuo, al Fondo per la prima casa – ora, di fronte ai primi germogli di ripresa, ABI e Associazioni dei consumatori avviano un nuovo percorso di riflessione e di collaborazione di più ampio respiro.CREDIamoCI è un programma di lavoro biennale che si cala in uno scenario economico e regolamentare profondamente cambiato: dal 4 novembre ha preso l’avvio operativo l’unione bancaria, che rappresenta un profondo cambiamento, sottraendo al legislatore nazionale la materia della regolamentazione bancaria. in questo scenario profondamente mutato si colloca anche la creazione di un mercato unico europeo dei crediti ipotecari, basato su una regolamentazione omogenea in grado di aumentare, a parità di regole, la concorrenza tra i diversi Paesi.Già definiti gli ambiti con i possibili interventi su cui le Parti lavoreranno:
Accesso al credito

  • promuovere l’istituzione di un apposito ed innovativo fondo di garanzia per l’accesso al credito al consumo;
  • analizzare l’efficacia degli strumenti esistenti per mitigare il rischio di credito (es. Fondi di garanzia per la casa, polizze assicurative);
  • esaminare il possibile recepimento della nuova Direttiva europea sul credito ipotecario per favorire il processo di erogazione dei crediti attraverso un’attenta analisi delle peculiarità della normativa italiana (es. mutui, polizze assicurative, prestito ipotecario vitalizio, cessione del quinto dello stipendio/pensione) e colmare le differenze con i principali paesi europei;
  • promuovere la diffusione delle informazioni dettagliate sul funzionamento del Fondo di garanzia per la prima casa.

Sostegno alle famiglie in difficoltà

  • rafforzare gli strumenti esistenti per sostenere il pagamento delle rate dei finanziamenti nei momenti di difficoltà del mutuatario (es. iniziative di legge quali Fondo di solidarietà per i mutui per la prima casa);
  • promuovere su tutto il territorio nazionale misure standard di sospensione dell’ammortamento in favore delle popolazioni colpite da eventi di natura calamitosa (es. terremoti, alluvioni, etc.) nell’ottica di intervenire tempestivamente nei casi di emergenza ed evitare interventi differenziati a livello regionale;
  • promuovere misure di sostegno per le famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate di alcune tipologie di credito al consumo. Si tratta di misure innovative non ancora sperimentate in questo mercato.

Rafforzamento della consapevolezza del consumatoreincrementare la consapevolezza del consumatore nella scelta dei prodotti di credito e/o servizi accessori in termini di costi complessivi, rischi assunti (ad es. di credito e di mercato), valorizzando trasparenza e semplicità.

Intesa ABI-Consumatori per accesso al credito e sostegno alle famiglie

Rinnovo Ccnl e sciopero dei bancari | [30/01/2015]

(30 gennaio 2015) In relazione allo sciopero indetto per la giornata odierna dalle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori del  credito,  l’ABI ribadisce che le prospettive del settore restano legate alle oggettive condizioni economiche, finanziarie e normative in cui si trovano ad operare le banche in Italia. Questo scenario impone come obiettivo principale la stabilità del settore.

Vedi anche: Retribuzioni dei top manager del credito

​In un quadro congiunturale e prospettico ancora fragile – caratterizzato da una grave caduta di redditività – e di fronte a significativi cambiamenti normativi e di supervisione internazionale che hanno richiesto e richiederanno ulteriori sforzi di patrimonializzazione, il mondo del credito ha bisogno di un nuovo modo di “fare banca” intervenendo – in termini di razionalizzazione e semplificazione – sulle strutture centrali, i processi produttivi, organizzativi, distributivi e le dinamiche dei costi per recuperare lo svantaggio competitivo nei confronti dei principali concorrenti europei.
In questa situazione di forte pressione sui ricavi, ulteriori aumenti del costo del lavoro, specie con inflazione e tassi prossimi allo zero, non sono sostenibili per il settore.
Il ritorno a livelli di redditività coerenti con la sostenibilità del modello di banca commerciale è essenziale per consentire al settore bancario di continuare a sostenere le imprese e le famiglie, anche con iniziative straordinarie quali le moratorie che dal 2009 ad oggi hanno contribuito ad alleviare i pesanti effetti della crisi economica.
Pertanto, l’ABI sottolinea nuovamente la volontà di arrivare ad un rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale che possa conciliare le esigenze di recupero di redditività e produttività del settore con le esigenze occupazionali e di tutela dei salari dall’inflazione.
A questo mira la tempistica che, fissando la data del 31 marzo 2015, indica una scadenza chiara e netta, oltre la quale è prevista inevitabilmente la disapplicazione del contratto, non giustificandosi più un confronto eccessivamente prolungato ad ogni costo.

L’attuale scenario impone come obiettivo primo la stabilit del settore

Le retribuzioni dei top manager nel settore credito | [30/01/2015]

(30 gennaio 2015) In relazione alle notizie circolate dei giorni scorsi e alle odierne  dichiarazioni del Segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel corso di una delle manifestazioni di Milano per lo sciopero odierno dei bancari da cui emergerebbe, in riferimento ai livelli retributivi dei top manager nel settore del credito, un valore medio di 3,7 milioni di euro annui, ABI ribadisce che tali riferimenti non corrispondono all’evidenza dei dati.

Vedi anche: Rinnovo Ccnl e sciopero dei bancari
 

Sulla base delle più recenti elaborazioni ABI su dati aziendali e rilevazioni Banca d’Italia – aggiornate al 2013 e basate su un campione di 435mila lavoratori italiani ed esteri, corrispondenti a oltre il 90% del personale delle aziende e dei gruppi bancari italiani che operano in Italia o all’estero – nell’anno preso in esame i livelli elevati (il cosiddetto “personale più rilevante”, in numero pari a 2.011 unità, lo 0,46% dell’organico aziendale complessivo del campione preso in esame) hanno ricevuto una retribuzione totale annua media pro capite pari a 245.400 euro. Nel dettaglio, gli amministratori delegati sono la componente di questo ristrettissimo gruppo cui va la retribuzione media più elevata, in media 703mila euro.
Nel 2013 la componente fissa della retribuzione del top management delle banche è risultata pari a 187mila euro, mentre la quota variabile si è attestata a 58.400 euro (di cui 29.900 euro relativi a obiettivi 2013). Tali valori descrivono un rapporto del 31% della quota variabile sulla componente fissa della retribuzione.

Valori pro-capite 

Remunerazione pro-capite del personale più rilevante – Erogazione 2013 (Mgl di €)

* Variabile complessivo erogato/erogabile per obiettivi 2013 o di anni precedenti/pluriennali, benefici addizionali per il 2013 e patti di stabilità/permanenza 2013, al netto della componente differita – di competenza del 2013 o di anni precedenti – che esplicherà i propri effetti negli anni a venire

Remunerazione totale per le varie categorie del personale più rilevante e per gruppo dimensionale valori pro-capite in mgl di € – anno 2013

 

(30 gennaio 2015) In relazione alle notizie circolate dei giorni scorsi e alle odierne  dichiarazioni del Segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel corso di una delle manifestazioni di Milano per lo sciopero odierno dei bancari da cui emergerebbe, in riferimento ai livelli retributivi dei top manager nel settore del credito, un valore medio di 3,7 […]